Gentile direttore,
desidero che anche i lettori di Opinione possano valutare il fatto che la separazione delle carriere non mette a rischio la democrazia.
Nell’intervista al Corriere del Trentino di oggi, infatti, ho spiegato perché la riforma della giustizia è una scelta di equilibrio, non di contrapposizione.
La separazione della formazione e delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, insieme all’istituzione di due Consigli Superiori distinti e competenti, va nella direzione di rafforzare la terzietà del giudice e la credibilità dell’intero sistema.
Una riforma che non indebolisce le garanzie, ma le rende più solide, nel pieno rispetto dei principi costituzionali e nell’interesse dei cittadini.
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Avv Claudia Eccher
Trento – Roma
Magistrato Csm


