(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Giovani, Bergamini: “Nostro compito è incentivarli a partecipare alla politica in modo libero e consapevole”
“Nel 2026 la politica non si fa più come negli anni Sessanta e Settanta. I profondi cambiamenti della società, divenuta sempre più veloce e complessa, hanno messo in evidenza i limiti dei meccanismi democratici tradizionali, spesso incapaci di rispondere con tempestività ed efficacia. Anche il modo di fare politica ne è stato inevitabilmente trasformato, soprattutto dall’avvento dei social media e dalla digitalizzazione delle relazioni umane, che hanno inciso in modo sostanziale sulla qualità del dibattito pubblico. La rapidità imposta dal digitale ha modificato il processo decisionale, rendendolo immediato e reattivo, ma anche più fragile. Questa accelerazione favorisce la polarizzazione delle opinioni, un fenomeno globale che alimenta disaffezione e distanza dalla partecipazione politica. Il confronto si riduce spesso a un sì o a un no, a una contrapposizione assoluta, senza un reale coinvolgimento consapevole dei cittadini. A ciò si aggiungono modalità di voto ancora legate a procedure cartacee e fisiche, che, pur tutelando la sicurezza, rendono più difficile l’esercizio del diritto di voto. Ricostruire la democrazia oggi significa quindi combattere la disaffezione e creare condizioni più semplici, inclusive e accessibili per una partecipazione piena e consapevole alla vita democratica”.
Lo ha detto Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia, in un podcast di Avvenire dal titolo “Disinteressarsi della politica nel nostro tempo”: una riflessione su come contrastare la disaffezione dei giovani (e non solo) nei confronti della politica.
“Credo che i giovani siano oggi estremamente attenti alla realtà che li circonda, anche se si tratta di una realtà profondamente diversa da quella vissuta e osservata dalle generazioni precedenti. Il loro sguardo è nuovo, curioso, spesso orientato verso temi e linguaggi che non sempre coincidono con le aspettative degli adulti, ma che proprio per questo meritano ascolto e rispetto. È auspicabile che anche la forte capacità attrattiva dei social media possa evolversi, trasformandosi da semplice strumento di seduzione in un mezzo di maggiore consapevolezza e partecipazione. Molti ragazzi dimostrano una curiosità autentica e una voglia di comprendere il mondo che li circonda: il nostro compito non è indirizzarli, ma incentivare il loro interesse a partecipare alla società in modo libero e consapevole. Dobbiamo fornire strumenti adeguati, a partire dalla scuola, dall’associazionismo e dai movimenti politici, che possono e devono essere luoghi di incontro e protagonismo. Spetta poi a ciascun giovane, nella piena libertà individuale, scegliere come e se impegnarsi: scendere in piazza, aderire a un movimento o percorrere altre strade, sempre nel rispetto delle prerogative di ogni essere umano”. ha concluso.
