(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La deputata M5S Chiara Appendino esprime forte preoccupazione per la cessione di Gedi al gruppo greco, sottolineando le criticità emerse durante le audizioni presso la commissione cultura della Camera.
“Siamo molto preoccupati per la vendita di Gedi ai greci, ancora di più alla luce delle audizioni in corso in commissione cultura alla Camera”, dichiara Appendino.
“Abbiamo chiesto garanzie chiare sull’occupazione e sull’indipendenza del gruppo editoriale, ma anche oggi non si sono fatti passi avanti e non certo per responsabilità dei nostri interlocutori di oggi, cioè i cdr delle testate Gedi”.
La parlamentare punta il dito contro l’approccio della proprietà: “È il metodo Elkann a essere inaccettabile. Non è stato corretto l’atteggiamento della proprietà nei confronti dei Cdr, chiamati a confrontarsi su una decisione che in realtà è già stata presa”.
“Oggi siamo in una fase nuova della vendita, ma si continua a registrare la totale assenza di informazioni per i sindacati da parte della proprietà”, prosegue Appendino.
“Come politica non possiamo voltarci dall’altra parte. La questione dell’editoria riguarda la democrazia e il diritto dei cittadini a un’informazione libera e plurale”, sottolinea la deputata.
Appendino conclude aprendo a possibili soluzioni alternative: “Si parla anche dell’ipotesi di una fondazione: un’idea che può essere interessante se inserita in una visione seria sul futuro dell’editoria, anche alla luce di modelli stranieri che potrebbero essere studiati e, se adatti, importati in Italia”.
