(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nell’ultimo decennio del XX secolo, il sistema politico italiano ha conosciuto una crisi profonda dalla quale è uscito totalmente rivoluzionato.
Le inchieste dei magistrati di Milano hanno scoperchiato un diffuso sistema di corruzione e malaffare che lega il mondo politico e quello imprenditoriale.
La sfiducia degli elettori nei partiti che per decenni hanno governato il paese raggiunge livelli senza precedenti.
Nelle amministrative del 1993 della Dc e del Psi non c’è più traccia, e a sfidarsi restano il neonato Partito Democratico della Sinistra e due forze fino ad allora ai margini del sistema, la Lega Nord e il Movimento Sociale Italiano.
Gli elettori moderati, orfani dei loro partiti di riferimento, faticano a trovare una rappresentanza politica, ed è in questo vuoto che si inserisce l’imprenditore milanese che cambierà radicalmente il quadro politico: Silvio Berlusconi.
Lo racconta Stefano Di Gioacchino in “L’Italia della Repubblica” in onda mercoledì 21 gennaio alle 21.10 su Rai Storia.
Il Cavaliere, con una doppia alleanza, al Nord con la Lega di Bossi e al Sud con l’Alleanza Nazionale di Fini, in pochi mesi riuscirà a guadagnarsi un incredibile seguito elettorale, tanto da sconfiggere nettamente i Progressisti guidati da Achille Occhetto.
Il primo governo Berlusconi, travolto dagli attacchi di Bossi, dalla guerra con la magistratura, e dalle manifestazioni contro la riforma delle pensioni, avrà vita breve.
Ma è in questo momento che nasce la cosiddetta “Seconda Repubblica”.
Ospite in studio, intervistato da Michele Astori, Giuliano Urbani, uno dei fondatori di Forza Italia.
La puntata, introdotta da Paolo Mieli, si avvale del contributo del politologo Piero Ignazi, del sociologo Ilvo Diamanti e dello storico Giovanni Orsina.
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