(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“I numeri parlano chiaro, e non possono essere ignorati: mentre il costo del denaro è tornato ai livelli pre-stretta, famiglie e imprese continuano a pagare gli stessi tassi – e in alcuni casi tassi persino più alti – del 2022. È una distorsione che pesa sul Paese reale e che, come ex presidente di associazioni d’impresa prima ancora che come parlamentare, ritengo inaccettabile”.
Lo afferma Letizia Giorgianni, deputato di Fratelli d’Italia, commentando i dati del Centro Studi Unimpresa, dai quali emerge che oggi con un tasso BCE al 2%, i mutui e i prestiti alle imprese viaggiano rispettivamente al 3,73% e al 3,52%, cioè sui livelli – se non oltre – del dicembre 2022, quando il tasso BCE era però al 2,5%.
“Una fotografia che mette in luce una trasmissione rigida, lenta e incompleta delle decisioni di politica monetaria. Tradotto: la BCE taglia il costo del denaro di 50 punti base, ma alle famiglie non arriva un euro di sollievo, e le imprese continuano a finanziare investimenti e capitale circolante come se fossimo nel pieno della stretta monetaria. In alcuni mesi del 2025 – come mostrano i dati – i tassi alle imprese addirittura risalgono, nonostante il costo della liquidità resti stabile al minimo del ciclo. È un’anomalia che merita risposte, non giustificazioni”, conclude Giorgianni.
