Cda Fem, la cooperazione: lo strappo fa male a tutta l’agricoltura trentina.

Il cda della nuova Fondazione Mach parte senza la componente del mondo agricolo. Simoni: “Una scelta che non condividiamo, dal momento che lascia l’Istituto senza una adeguata rappresentanza del settore. Abbiamo fatto ogni sforzo affinché questo non avvenisse, e continueremo a dialogare in modo responsabile con la Provincia autonoma per costruire una governance autorevole e rappresentativa dell’ente di San Michele.

La cooperazione agricola trentina ha lavorato con grande determinazione e in modo unitario per arrivare ad una intesa sui componenti del cda della Fem, tale da garantire una governance autorevole e pienamente rappresentativa delle istanze che vengono dal mondo agricolo locale.

Riteniamo di aver compreso con molta responsabilità le direttrici della riforma, facendo sintesi delle varie istanze del mondo agricolo, rappresentando infine una rosa di nominativi espressione dell’unanimità della cooperazione e di una larga maggioranza delle organizzazioni sindacali presenti sul territorio.

Nonostante gli sforzi, non è stato possibile raggiungere una intesa pienamente unitaria con tutte le organizzazioni sindacali di settore.

Ciò ha portato alla decisione della Giunta provinciale di non nominare i componenti proposti. Uno strappo che fa male a tutta l’agricoltura trentina.

“È una scelta – ha commentato Roberto Simoni – di cui ci rammarichiamo, convinti come siamo che alla Fondazione Mach non servano bracci di ferro ma progetti condivisi.

Per questo dobbiamo continuare a lavorare per arrivare ad una intesa che salvaguardi da una parte l’unità del mondo agricolo, e dall’altra esigenza di completare la riforma dell’ente, che è fondamentale per lo sviluppo dell’agricoltura trentina.

Già nei prossimi giorni chiederemo un incontro per conoscere le motivazioni tecniche di tale decisione, che non condividiamo. Allo stesso tempo continueremo a lavorare, come fatto nelle ultime settimane, con l’obiettivo della piena coesione all’interno del mondo agricolo”.

Sabato 9 gennaio, alle 15.30, su Retequattro, al via la seconda stagione di “PENSA IN GRANDE”, il progetto editoriale televisivo di Videonews condotto da Rachele Restivo.

Saranno tre i nuovi appuntamenti con “PENSA IN GRANDE” e in ogni puntata verrà raccontata, attraverso una narrazione coinvolgente e positiva, la storia di grandi imprenditori italiani: il racconto della famiglia Monini su come avviene la magica trasformazione dalle olive in olio; la famiglia Brazzale, la più antica azienda casearia italiana e il percorso imprenditoriale di Vannino Vannucci, il più grande vivaista d’Europa.

Tre storie raccontate in prima persona da chi ha saputo innovare e investire contribuendo così all’affermazione del brand Made in Italy anche oltre i confini nazionali. L’Italia che funziona, vista attraverso le sue eccellenze e i suoi grandi personaggi con dei veri e propri docufilm in cui il protagonista è sì al centro della struttura narrativa ma è anche contornato da chi vive questa esperienza con lui come famigliari, amici, collaboratori e dipendenti storici.

La prima stagione di “PENSA IN GRANDE” ha vinto IL PREMIO TV MOIGE, nell’ambito della XIII edizione della Guida critica ai programmi televisivi family friendly “Un Anno di Zapping …e di like 2019-2020”, per “aver saputo condividere con qualità di immagini e di contenuti le esperienze di vita di grandi imprenditori italiani promuovendo importanti valori come lo spirito di sacrificio, il rispetto del lavoro e l’importanza del credere nei propri sogni. Un format dal carattere formativo che offre ai nostri giovani spunti di riflessione positiva, ispirandoli alla ricerca interiore dei propri talenti e al loro sviluppo secondo le proprie naturali inclinazioni”.

Il programma è ideato e scritto dalla giornalista Rachele Restivo che, con raccordi e riflessioni, scandisce i vari momenti della narrazione.

Trentino Film Commission: 4 i progetti approvati nell’ultima call. Si tratta di una produzione cinematografica e di tre produzioni locali.

Prosegue intensa, nonostante la pandemia, l’attività di Trentino Film Commission. Pochi giorni fa è andato in onda in prima serata su Rai 1 “Chiara Lubich. L’amore vince tutto”, che è stato girato per la maggior parte in Trentino. Il tv movie di Giacomo Campiotti, con protagonista Cristiana Capotondi nei panni della fondatrice del Movimento dei Focolari, ha conquistato il pubblico raggiungendo il 23% share, pari a 5.641.000 spettatori.

Sul fronte dei prossimi progetti invece, nell’ultimo bando del 2020 sono stati 4 i lavori approvati, si tratta di 1 produzione cinematografica e di 3 produzioni locali, selezionati secondo requisiti precisi legati allo sviluppo del settore locale e la rispetto degli obblighi di spesa. Un punteggio speciale va poi alle produzioni che si impegnano ad aderire al disciplinare Green Film, per la sostenibilità in campo cinematografico.

Le nuove scadenza per le domande al Film Fund sono il 2 marzo, il 15 giugno e il 21 settembre 2021, tutte le info sul sito www.trentinofilmcommission.it.

 

Produzione cinematografica

Body Odyssey
Regia: Grazia Tricarico
Produzione: Revok srl
Il film racconta la vita di Mona, una bodybuilder alla continua ricerca di perfezione e bellezza. Essere una bodybuilder vuol dire appartenere a un ideale estetico molto lontano da quello che la società moderna impone. Mona però ricerca la propria identità attraverso la trasformazione del corpo e, nel farlo, vive la costruzione del proprio ideale estetico come momento di libertà e realizzazione personale.

 

Produzioni locali:

Il movimento dell’orchestra
Regia: Andrea Andreotti
Produzione: FilmWork srl
Si tratta di un documentario che verrà realizzato in occasione del 60° anniversario della fondazione dell’orchestra Haydn. Un viaggio nel linguaggio della musica che si concentrerà sul lavoro del musicista e sulle modalità con cui prende forma e sostanza una partitura, soffermandosi anche sulla quotidianità professionale di chi ha fatto della musica la propria vita.

 

I signori della neve
Regia: Federico Albanese
Produzione: GiUMa Produzioni
Quattro comprensori sciistici d’eccellenza e le loro squadre di tecnici sono i protagonisti di questa serie televisiva prodotta da GiUMa Produzioni che fa scoprire tutto il lavoro, la fatica e la cura che stanno nella preparazione delle piste da sci, un settore, che quest’anno si trova ad affrontare la sfida più grande: l’emergenza sanitaria. La serie è in onda su DMax al Canale 52 del Digitale Terrestre e disponibile in streaming su Dplay (www.it.dplay.com)

 

Trentino Ski Race
Regia: Marco Busacca
Produzione: Busacca Produzioni Video
Docu-serie che racconta il mondo dello sci alpino trentino attraverso un team di sciatori con esperienza internazionale di età compresa fra i 20 e i 23 anni che, di puntata in puntata, racconteranno le piste agonistiche delle varie ski area provinciali, ma anche la loro esperienza da atleta.

 

Le nuove scadenza per la richiesta di contributi sono il 2 marzo, il 15 giugno e il 21 settembre 2021.
Qui il link alla pagina del regolamento del Film Fund:

Il lancio della campagna per Red Mode è alle porte e alla Friki Harika si fanno gli straordinari per consentire il perfetto svolgimento della serata. Sanem è immersa nel lavoro.

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Ritorna l’affascinante Can Yaman che abbiamo conosciuto nel seguitissimo Bitter Sweet – Ingredienti d’amore. Anche Daydreamer (titolo originale turco Erkenci Kus) è ambientata ad Istanbul ed è incentrata sulle vicende della bella e generosa Sanem che aspira a diventare scrittrice, ma la sua famiglia le impone un matrimonio combinato. Sanem decide di realizzare le sue aspirazioni ed approda in un’agenzia pubblicitaria dove conosce il bellissimo Can Divit, il figlio del proprietario dell’agenzia, che dopo un piccolo incidente sportivo si ritrova infatti costretto a lavorare per suo padre Aziz. È proprio in quest’occasione che Can e Sanem si incontrano, instaurando piano piano un rapporto davvero speciale tra di loro. Nascerà l’amore?

 

LINK VIDEO

Un errore materiale nella tabella nazionale restituisce un valore sbagliato delle dosi consegnate.
Vaccini: la Provincia autonoma di Trento tra le realtà in testa per somministrazioni.

Il Trentino si conferma a tutt’oggi tra i territori in testa all’elenco delle Regioni e Province autonome per percentuale di vaccini somministrati in rapporto alle dosi ricevute: lo comunica l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, che riferisce anche il dato con i numeri trasmessi ufficialmente al Ministero della Salute; si tratta di 5.954 dosi iniettate (registrate alle ore 16 di oggi) a fronte delle 9.750 consegnate fino ad ora alla Provincia autonoma di Trento, con un tasso del 61,06%.

Un errore materiale nel “Report vaccini Anticovid-19” pubblicato da Ministero della Salute, Presidenza del Consiglio dei Ministri e Commissario straordinario Covid-19 indica al momento un numero diverso di dosi pervenute, che porta ad un calcolo percentuale differente.

La richiesta di correzione della tabella è già stata inoltrata alle autorità competenti, per l’opportuna modifica.

La Presidente dell’Associazione Vite Senza Paura Onlus Maria Grazia Cucinotta ha incontrato venerdì 8 gennaio alle 17.00 il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Giovanni Nistri, per firmare un protocollo d’intesa volto a realizzare efficaci forme di collaborazione per rafforzare l’azione istituzionale nel contrasto alla violenza di genere.

La collaborazione tra l’Arma dei Carabinieri e l’Associazione Vite Senza Paura prevede la realizzazione di iniziative in favore delle donne e delle persone in condizione di disagio e fragilità, con lo scopo di far emergere il fenomeno della violenza di genere; l’organizzazione di conferenze, convegni, seminari ed eventi promozionali sulle materie oggetto del protocollo, nonché lo svolgimento di attività formative su tematiche di interesse comune; la messa a punto di competenze e professionalità per fornire supporto alle vittime di violenza; la costituzione di protocolli operativi uniformi sul territorio nazionale per affiancare i soggetti coinvolti ed in particolare per sostenere le vittime nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza.

Le parti si sono impegnate a collaborare con grande impegno ed entusiasmo, al fine di migliorare e supportare il sistema di denuncia e tutela delle vittime di violenza. Azioni efficaci, sostegno concreto, educazione al rispetto e maggiore sensibilizzazione contro un fenomeno grave che va combattuto quotidianamente con forza, serietà e costanza.

The number of detections of illegal border crossings along the EU’s external borders fell 13% last year to around 124 000, in large part due to the impact of COVID-19 restrictions put in place by various countries, according to preliminary figures collected by Frontex. This was the lowest number of illegal border crossings since 2013.

Syrians remained the most frequently reported nationality in 2020, followed by Tunisians, Algerians and Moroccans.

Despite a rise early in the year, the Eastern Mediterranean migratory route ultimately saw the biggest fall in the number of arrivals, which fell by over three-quarters to around 20 000. The number of illegal border crossings in the Western Mediterranean region decreased 29% to around 17 000.

Meanwhile, the Canary Islands experienced a record number of arrivals of migrants on its shores in 2020, mainly because of a significant increase in the last four months of the year. In total, more than 22 600 illegal border crossings were detected on the Western African migratory route, eight times the tally from the previous year. This was the highest number since Frontex began to collect data in 2009. Smugglers often used large fishing vessels capable of carrying a larger number of people that departed from West African countries such as Mauritania, Senegal and the Gambia.

More migrants also took the Central Mediterranean route. Despite the stark increase in departures from Tunisia, slightly more irregular migrants detected on this route had departed from Libya. In total, the number of illegal arrivals in the Central Mediterranean almost tripled to over 35 600, making it the most active migratory route into Europe.

The number of irregular migrants on the Western Balkan route rose by over three-quarters to around 27 000.
The available data also indicates that male migrants accounted for a much larger share of the total number of irregular migrants arriving in Europe, with women making up fewer than one in ten detections. A year ago, women accounted for one of every four.

The share of children detected last year also fell. In 2020, roughly one of every 10 migrants was younger than 18 years old compared to 23% in 2019.
Note: The preliminary data presented in this statement refer to the number of detections of irregular border crossing at the external borders of the European Union. The same person may attempt to cross the border several times in different locations at the external border.

Note: You are receiving this email because you are in our database of journalists who have expressed interest in Frontex activities. If you would like to stop receiving news from Frontex, please contact us at: press@frontex.europa.eu

Aggiornamento: 5 gennaio 2021 – Periodo di riferimento: 28/12/2020-3/1/2021. Questa settimana si osserva un peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese. L’incidenza a 14 giorni torna a crescere dopo alcune settimane di decrescita, aumenta anche l’impatto della pandemia sui servizi assistenziali e questo si traduce in un aumento generale del rischio.

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L’indice di trasmissione nazionale è in aumento per la quarta settimana consecutiva e, per la prima volta dopo sei settimane, sopra uno. Tre regioni hanno un Rt puntuale significativamente maggiore di 1 (Calabria, Emilia Romagna e Lombardia), altre 6 lo superano nel valore medio (Liguria, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta), altre 4 hanno un valore uguale (Puglia) o che lo sfiora (Lazio, Piemonte, Veneto). Una regione (Veneto) mostra un tasso di incidenza particolarmente elevato, rispetto al contesto nazionale.

L’epidemia si trova, in una fase delicata che sembra preludere a un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite ed implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti. Questo avverrebbe in un contesto di elevata incidenza con una pressione assistenziale ancora elevata e in crescita in molte Regioni/PA.

Punti chiave:
Si riporta un’analisi dei dati relativi al periodo 28 dicembre 2020 – 03 gennaio 2021. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione nella seconda metà di dicembre. Si sottolinea che la settimana in valutazione è quella a cavallo del nuovo anno ed è stata caratterizzata da un numero particolarmente basso di tamponi nelle giornate festive. Permane una diffusa difficoltà nella tempestività dell’invio dei dati. Come conseguenza questo può portare a una possibile sottostima della velocità di trasmissione e dell’incidenza. Una valutazione più accurata sull’andamento dell’epidemia nel periodo festivo appena trascorso sarà possibile a partire dalla prossima settimana.

Questa settimana si osserva un peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese. L’incidenza nazionale a 14 giorni torna a crescere dopo alcune settimane di decrescita, aumenta anche l’impatto della pandemia sui servizi assistenziali e questo si traduce in un aumento generale del rischio.

Si osserva, dopo alcune settimane di diminuzione, nuovamente un aumento dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 gg (313,28 per 100.000 abitanti (21/12/2020-03/01/2021) vs 305,47 per 100.000 abitanti (14/12/2020 – 27/12/2020), dati flusso ISS). Si evidenzia, in particolare, il persistente valore elevato di questo indicatore nella Regione del Veneto (927,36 per 100.000 abitanti negli ultimi 14 gg). L’incidenza su tutto il territorio è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Il servizio sanitario ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni e una criticità di tenuta dei servizi con incidenze elevate.

Nel periodo 15 – 28 dicembre 2020, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,03 (range 0,98 – 1,13) in aumento da quattro settimane e per la prima volta, dopo sei settimane, sopra uno. Per dettagli sulle modalità di calcolo ed interpretazione dell’Rt riportato si rimanda all’approfondimento disponibile sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità(https://www.iss.it/primo-piano/-/asset_publisher/o4oGR9qmvUz9/content/id/5477037).
Si osserva un aumento complessivo del rischio di un’epidemia non controllata e non gestibile dovuto ad un aumento diffuso della probabilità di trasmissione di SARS-CoV-2 sul territorio nazionale in un contesto in cui l’impatto sui servizi assistenziali è ancora alto nella maggior parte delle Regioni/PPAA.

Complessivamente, questo porta alla classificazione di 12 Regioni/PPAA a rischio alto questa settimana (vs nessuna la settimana precedente), 8 a rischio moderato (di cui due ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e solo una Regione (Toscana) a rischio basso. Tre Regioni/PPAA (Calabria, Emilia-Romagna e Lombardia) hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel valore inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2, altre 6 (Liguria, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria, V. d’Aosta/V./d’Aoste) lo superano nel valore medio, e altre quattro lo raggiungono (Puglia) o lo sfiorano (Lazio, Piemonte e Veneto).

Sono 13 le Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (vs 10 la settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale torna a essere sopra la soglia critica (30%). Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in lieve aumento da 2.565 (28/12/2020) a 2.579 (04/01/2021); il numero di persone ricoverate in aree mediche è invece lievemente diminuito passando da 23.932 (28/12/2020) a 23.317 (04/01/2021). Tale tendenza a livello nazionale sottende forti variazioni inter-regionali.

Tutte le Regioni/PPAA tranne una (Valle d’Aosta) riportano un’allerta di resilienza. Questo è dovuto principalmente a un aumento nei tassi di positività che potrebbe riflettere il minor numero di test realizzati nel periodo festivo. Nessuna Regione/PA riporta molteplici allerte.

Si osserva di nuovo un aumento nel numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note (40.487 vs 31.825 la settimana precedente) nonostante la percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti aumenti lievemente (26,8% vs 26,0% la settimana precedente). Si osserva, anche, un lieve aumento nella percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (32,8 % vs 32,4% la settimana precedente). Infine, il 28,8% dei casi è stato rilevato attraverso attività di screening e nell’11,6% non è stata riportata la ragione dell’accertamento diagnostico.

Conclusioni:
Nonostante la settimana in valutazione (28/12/2020-03/01/2021) sia stata caratterizzata da un numero particolarmente basso di tamponi nelle giornate festive, si osserva di nuovo un aumento dell’incidenza nel Paese (166,02 per 100.000 abitanti).
Nel periodo 15 – 28 dicembre 2020, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,03 (range 0,98 – 1,13) in aumento da quattro settimane e per la prima volta in sei settimane sopra uno. Questo si realizza in un contesto europeo caratterizzato da un nuovo aumento nel numero di casi in molti paesi Europei e la circolazione di varianti virali con una potenziale maggiore capacità di trasmissione.

Si osserva un aumento complessivo del rischio di un’epidemia non controllata e non gestibile nel Paese dovuto ad un aumento diffuso della probabilità di trasmissione di SARS-CoV-2 in un contesto in cui l’impatto sui servizi assistenziali è ancora alto nella maggior parte delle Regioni/PPAA.
L’epidemia si trova, quindi, in una fase delicata che sembra preludere a un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite ed implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti. Questo avverrebbe in un contesto di elevata incidenza con una pressione assistenziale ancora elevata ed in crescita in molte Regioni/PPAA.

Si conferma pertanto la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi.
Si invitano le Regioni/PPAA a realizzare una continua analisi del rischio a livello sub-regionale. É necessario mantenere e/o rafforzare le misure di mitigazione in base al livello di rischio identificato come indicato nel documento “Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732.

 

DATI_Monitoraggio_34_08_GENNAIO_2021

 

Bilancio positivo per il Dipartimento mobilità per il trasporto degli studenti al ritorno alle lezioni in presenza nelle scuole secondarie. Le corse supplementari hanno assorbito l’aumento di alunni.

L’aumento del numero dei passeggeri in questi primi due giorni di ritorno a scuola, con il 75% delle classi in presenza per le scuole superiori, è stato gestito in modo efficace e soddisfacente grazie alle 400 corse supplementari, fa sapere il Dipartimento provinciale alla mobilità. “Dopo i primi feedback, ai già 180 autobus supplementari, da lunedì ne abbiamo aggiunti altri tre dieci, cambiato 9 tratte e adattiamo comunque costantemente il servizio alle esigenze” spiega l’assessore provinciale alla mobilità Daniel Alfreider.

Prime valutazioni, un bilancio

Oggi (8 gennaio) gli operatori del settore autobus e treni e la STA – Strutture Trasporto Alto Adige hanno raccolto e valutato i feedback e anche alcune isolate segnalazioni di criticità ricevute nell’ambito di una videoconferenza convocata ad hoc. Questa analisi ha mostrato che il primo giorno si sono riscontrate sporadiche criticità a causa del riempimento irregolare dei veicoli, ma non a causa del numero di autobus disponibili. Già oggi, venerdì, la situazione è migliorata e, secondo il direttore della Ripartizione mobilità Martin Vallazza, gli studenti si sono meglio distribuiti tra gli autobus. Dove le cose non stanno ancora funzionando, ha detto, si sta lavorando a soluzioni. Ad esempio, l’ordine delle corse scolastiche aggiuntive e delle corse regolari, principalmente fruite da pendolari, saranno scambiati. Questo incoraggerà gli studenti a prendere l’autobus loro dedicato, mettendo al contempo a disposizione più spazio ai pendolari nelle normali corse programmate.

Autobus aggiuntivi nella Bassa Atesina, nella zona di Bressanone, nella zona dello Sciliar e in Valle Aurina

I singoli viaggi che hanno fatto riscontrare criticità, ieri (giovedì) oltre il limite di capacità consentito del 50%, saranno ora affiancati da ulteriori autobus. A partire da lunedì 11 gennaio, altri 10 autobus saranno impiegati in Bassa Atesina, nella zona di Bressanone, nella zona dello Sciliar e in Valle Aurina. L’obbligo di indossare la mascherina a bordo dei mezzi di trasporto pubblico viene rispettato in modo disciplinato nella stragrande maggioranza dei casi, secondo quanto riscontrato. Tuttavia, ci sarà un ulteriore aumento dei controlli. I bambini e i giovani sono ulteriormente sollecitati a mantenere distanze sufficienti tra loro. Attualmente, il numero massimo di passeggeri consentito sugli autobus è la metà del numero di norma consentito per i posti a sedere e i posti in piedi disponibili. Pertanto, la maggior parte dei posti può ancora essere occupata. Anche il servizio d’ordine, che è stato implementato principalmente nelle fermate più grandi delle città, ha dimostrato la sua validità. “Un grande ringraziamento va ai volontari degli Alpini e della Croce Rossa, che, soprattutto nelle stazioni ferroviarie, insieme al personale di assistenza clienti degli operatori del servizio ferroviario, regolano la distribuzione dei numerosi studenti ai treni e agli autobus sostitutivi disponibili” dice l’assessore provinciale Alfreider.

Le corse aggiuntive in dettaglio

Fra le altre, le ulteriori corse aggiuntive sono previste sulla linea 120 tra Cortaccia e Bolzano (con partenza alle 7:04 da Cortaccia via Salorno), sulla linea 170 tra Bressanone e Siusi (con partenza alle 13:12 da Bressanone). Sulla linea 320.1 tra Albes e Bressanone la corsa dele 07:16 sarà riservata agli alunni solo a partire da lunedì 11 gennaio. Da Albes ci sono autobus alle 7:01, 7:25 e 7:31. Viaggio supplementare da Bressanone Haller alle 7:17 per l’ospedale e la stazione ferroviaria. L’autobus tra Silandro e Prato allo Stelvio con partenza alle 13:15 a Silandro arriva fino a Malles. C’è un autobus supplementare sulla linea Campo Tures – Brunico con partenza alle 7:02 da Campo Tures. L’autobus alle 7:07 da San Giacomo in Valle Aurina a Campo Tures viene cancellato a causa della capacità insufficiente.

Altoadigemobilita: tutte le informazioni su app e pagina web

Gli orari di tutte le corse scolastiche possono essere visualizzati esclusivamente sul web e sulla app. Sul web, gli orari si possono trovare all’indirizzo www.altoadigemobilita.info. Le corse scolastiche sono contrassegnate con la “S”. La app altoadigemobilita è disponibile per il download nel Google Play Store e nell’App Store. Anche lì sono consultabili tutte le corse.

Secondo appuntamento con la sesta stagione di “Che Dio ci aiuti”, la serie comedy ambientata nel convento più stravagante della tv, una produzione Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction, per la regia di Francesco Vicario, domenica 10 gennaio alle 21.25 su Rai1. Nel cast oltre ad Elena Sofia Ricci (Suor Angela) ritroviamo Valeria Fabrizi nel ruolo di Suor Costanza, Francesca Chillemi (Azzurra Leonardi), Gianmarco Saurino (Nico).

Nel primo episodio di domenica Suor Angela cerca di aiutare un uomo che, come lei, ha un vuoto di memoria. Intanto, Nico vorrebbe tornare con Ginevra e fa di tutto per riconquistarla, mentre la ragazza cerca di dimostrargli di essere una donna matura e indipendente. Monica le prova tutte per riprendersi dal crollo psicologico in cui è precipitata, ma i suoi tentativi non sembrano avere grande successo.

Nel secondo episodio, invece, Ginevra ed Erasmo cercano entrambi lavoro: inizia così una strana competizione tra l’ex-novizia e l’ex-galeotto. Mentre Nico vuole tornare a vivere da single e prova ad uscire con altre ragazze, Monica torna al lavoro e scopre un nuovo lato di sé. Azzurra ce la mette tutta con Penny e Suor Angela, intanto, potrebbe ricevere informazioni sul suo passato.

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