Un caffè con l’Ambasciatore 2.0.Ieri evento on line con il vicepresidente Tonina e l’ambasciatore della Germania in Italia Viktor Elbling.

“Siamo molto lieti per questa occasione di incontro e di conoscenza reciproca. Lo siamo in modo particolare in considerazione dell’importanza che la Germania riveste per l’Europa, per il nostro Paese e per la Provincia autonoma di Trento. La nostra storia di italiani e di trentini è infatti indissolubilmente intrecciata con quella della Germania e del ruolo che insieme ci siamo assunti per fare dell’Europa una grande area di pace, stabilità e progresso economico e sociale.

Le collaborazioni e gli scambi tra la nostra piccola Provincia autonoma e la Germania sono ora nell’Europa unita più vivi che mai e si articolano in numerosi campi e a vari livelli”. E’ stato con queste parole che il vicepresidente e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione, Mario Tonina, è intervenuto ieri nel tardo pomeriggio all’incontro on line con l’ambasciatore della Germania in Italia, Viktor Elbling, promosso da Europe Direct Trentino, sportello informativo inserito nel Servizio Pianificazione strategica e Programmazione europea della Provincia.

Il vicepresidente Tonina ha poi ricordato il ruolo di mediatore, fra Germania e Francia, di Alcide De Gasperi, “un ruolo quasi naturale quello ritagliatosi dal primo Presidente del Consiglio della Repubblica italiana De Gasperi, proveniente da una terra di confine come quella trentina profondamente segnata dalle due guerre mondiali ed in cui hanno per secoli convissuto elementi e influenze proprie della cultura germanofona e di quella latina e mediterranea”. Quindi ha spiegato come in Trentino tutti i bambini e ragazzi accedono all’insegnamento della lingua tedesca dai 6 ai 16 anni e in molti casi fino ai 19 anni.

Diverse poi le iniziative culturali e di studio che legano i due territori, basti ricordare che la Provincia autonoma di Trento da ormai molti anni ospita studenti tedeschi presso famiglie nel periodo estivo, su incarico del Ministero degli Affari esteri italiano, mentre l’Università degli Studi di Trento ha siglato numerosi protocolli di collaborazione, nelle forme di progetti e di doppie lauree, con università tedesche. Sotto il profilo economico poi: “La Germania rappresenta per il Trentino il primo mercato per l’export con un valore superiore ai 705 milioni di euro, pari al 18% delle vendite effettuate sui mercati internazionali – ha evidenziato il vicepresidente -. Numerose sono le città gemellate con altrettanti comuni tedeschi.

Tra tutte si citano collaborazioni tra Trento e Berlin Charlottenburg e anche Kempten, mentre Rovereto con Forchheim. Senza considerare che la nostra Provincia fa parte, dal momento della loro fondazione, di Arge Alp nel 1972 e di EUSALP nel 2016, collaborando con i Laender tedeschi coinvolti, nonché dal 2011 del GECT Euregio con l’Alto Adige e il Land Tirolo”.

Come ha infine spiegato Nicoletta Clauser, dirigente del Servizio Pianificazione strategica e Programmazione europea, l’incontro è stato promosso da Europe Direct Trentino, sportello informativo della Commissione europea, nell’ambito di una serie di interventi proposti dall’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania ai cittadini delle varie regioni italiane, in collaborazione con la rete Europe Direct, in occasione della fine della Presidenza tedesca del Consiglio dell’Unione Europea e a 30 anni dalla riunificazione della Germania. Si è trattato di un’occasione per dialogare con l’ambasciatore di un altro Stato membro dell’UE e affrontare questioni che riguardano i rapporti bilaterali, la collaborazione nell’ambito dell’Unione europea e le peculiarità dei propri territori.

Una modalità, quella del “contatto diretto”, messa in luce dallo stesso ambasciatore Viktor Elbling, che ha evidenziato la necessità di “costruire ponti non solo coi governi ma anche e soprattutto fra i cittadini”, ripercorrendo quindi l’azione che si sta svolgendo in questo semestre tedesco alla luce anche dell’emergenza Coronavirus, prima di lasciare spazio alle domande.

Peste suina, prevenire la malattia attraverso il controllo dei cinghiali. Approvata dalla Giunta, su proposta dall’assessore Zanotelli, l’istituizione di un tavolo provinciale ad hoc.

Un tavolo per prevenire l’ingresso della peste suina africana (Psa) sul territorio provinciale. L’assessore all’agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli ha presentato in occasione dell’ultima seduta di Giunta i cardini delle iniziative – contenute in un conchiuso – che il Dipartimento sta mettendo a punto, alla luce della diffusione della malattia (che colpisce maiali e cinghiali) nell’Est Europa e della recente individuazione di qualche caso in Belgio e Germania. “I rischi connessi all’eventuale introduzione della Psa in Trentino impongono l’assunzione di misure preventive di ampia portata sotto il profilo sanitario, anche attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati” evidenzia l’esponente dell’esecutivo provinciale.

La Peste suina è una malattia virale, contagiosa e ad alta letalità che colpisce suini e cinghiali. Ha un vasto potenziale di diffusione ed un’eventuale epidemia potrebbe ripercuotersi pesantemente sul patrimonio zootecnico suino con danni ingenti sia per la salute animale che per l’intera filiera. La trasmissione della malattia da un animale malato ad uno sano può avvenire in maniera diretta per contatto tra animali oppure in maniera indiretta (ingestione di alimenti oppure attraverso attrezzature e indumenti contaminati).

Le misure di bio-sicurezza adottate negli allevamenti suinicoli risultano un elemento fondamentale nella prevenzione dell’introduzione della malattia. Il Ministero della Salute nel gennaio 2020 ha emanato un Piano di sorveglianza e prevenzione che non appare però determinante ad introdurre significative novità rispetto alla disciplina già esistente. Il contenimento del numero di cinghiali sul territorio provinciale rappresenta una misura che consente di ridurre la probabilità di introduzione e diffusione della malattia.

Per la necessaria programmazione ed esecuzione delle misure di prevenzione dell’infezione, l’assessore Zanotelli ha previsto l’istituzione di un tavolo provinciale ad hoc che coinvolgerà il Dipartimento Salute e politiche sociali, il Dipartimento Agricoltura ed il Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna, che, in raccordo con i Ministeri competenti, individua le azioni da attuare, anche in considerazione del fatto che la posizione geografica del Trentino consentirebbe di sperimentare azioni tali che – garantendo l’immunità del territorio dall’espandersi della malattia – porterebbero al mantenimento di una fascia tampone rispetto al centro Europa. Tra le azioni più significative si ribadisce inoltre la necessità di ridurre gli esemplari di cinghiale in Trentino. Per questo, il Tavolo individua le azioni più efficaci da mettere in campo e ne promuoverà la realizzazione assieme a tutti i soggetti interessati.

TIM: IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE APPROVA LA RELAZIONE FINANZIARIA AL 30 SETTEMBRE 2020

Dal 2019 il Gruppo TIM applica il principio contabile IFRS 16 (Leasing). Risultati organici:

UTILE NETTO SALE A 1,2 MILIARDI DI EURO (+38% YOY)

INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO MIGLIORA NEI NOVE MESI DI 2,2 MILIARDI DI EURO

1,7 MILIARDI DI EQUITY FREE CASH FLOW GENERATI IN 9 MESI (1 MILIARDO AFTER LEASE)

PROSEGUE IL PERCORSO PER LA PARTENZA OPERATIVA DI FIBERCOP NEL PRIMO TRIMESTRE 2021

INDICATORI COMMERCIALI IN MIGLIORAMENTO, CONFERMANDO L’EFFICACIA E LA SOSTENIBILITA’ DELLA STRATEGIA MESSA IN CAMPO CHE PORTERA’ ALLA STABILIZZAZIONE DI REVENUE ED EBITDA

TIM BRASIL TORNA A CRESCERE NEL TRIMESTRE E AVANZA NELL’ACQUISIZIONE DI Oi

SVILUPPO 5G, CLOUD E IoT IN RAPIDO PROGRESSO COME DA PIANO

GUIDANCE CONFERMATA

§ Indebitamento Finanziario Netto After Lease: 20,7 miliardi di euro, 19,1 miliardi di euro considerando l’operazione Ardian finalizzata nel quarto trimestre
§ Equity free cash flow: 1,7 miliardi di euro nei nove mesi; terzo trimestre in crescita rispetto al secondo (688 milioni di euro, +11,7% YoY)
§ Ricavi: 11,7 miliardi di euro. Nel terzo trimestre il trend dei ricavi (-5% YoY organico) migliora di 5 punti percentuali rispetto al secondo trimestre nonostante il perdurare dell’emergenza Covid-19
§ Costi: continua il trend di marcata riduzione, in particolare sul fronte domestico (-9,1% YoY)
§ EBITDA organico: 5,3 miliardi di euro nei nove mesi, -7,3% YoY. Stabile nel Q3 rispetto al trimestre precedente in Italia e in crescita in Brasile (+3,2% YoY)
§ Capex: razionalizzazione della spesa (-5,0% YoY), focalizzata sulla diffusione dell’UBB, sull’apertura di nuovi cabinet nelle aree bianche e sullo sviluppo della rete mobile in Brasile
§ Completata a ottobre l’acquisizione, da parte del consorzio guidato da Ardian, di una quota di minoranza nella holding che detiene la partecipazione di TIM in INWIT. L’operazione avrà un controvalore complessivo nel quarto trimestre di 1,6 miliardi di euro
§ Creata la NewCo dedicata ai Data Center: avvio dell’operatività nel primo trimestre 2021. Fatturato pro-forma 2020 atteso nell’ordine di 0,5 miliardi di euro
§ TIM Brasil torna a crescere nel trimestre con ricavi da servizi a +1,3% ed EBITDA-Capex a +8,5% YoY; partecipa come “stalking horse”, insieme a VIVO e Claro, all’asta prevista entro metà dicembre per l’acquisizione delle attività mobili del gruppo brasiliano Oi

 

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TIM: BOARD OF DIRECTORS APPROVES FINANCIAL REPORT AT 30 SEPTEMBER 2020

Since 2019, the TIM Group has applied the IFRS 16 (Leases) accounting standard. Organic results:

NET PROFIT RISES TO 1.2 BILLION EUROS (+38% YOY)
NET FINANCIAL DEBT IMPROVES OVER THE NINE MONTHS BY 2.2 BILLION EUROS
EQUITY FREE CASH FLOW OF 1.7 BILLION GENERATED OVER 9 MONTHS (1 BILLION AFTER LEASE)
WORK CONTINUES TO LAUNCH FIBERCOP’S OPERATIONS IN THE FIRST QUARTER OF 2021
COMMERCIAL INDICATORS IMPROVED, CONFIRMING THE EFFECTIVENESS AND SUSTAINABILITY OF THE STRATEGY IMPLEMENTED, WHICH WILL LEAD TO STABILISATION OF REVENUES AND EBITDA
TIM BRASIL GROWS AGAIN IN THE QUARTER AND ADVANCES WITH THE ACQUISITION OF Oi
5G, CLOUD AND IoT DEVELOPMENT PROGRESSING RAPIDLY ACCORDING TO PLAN
GUIDANCE CONFIRMED

§ Adjusted Net Financial Debt After Lease: 20.7 billion euros, 19.1 billion euros considering the Ardian transaction completed in the fourth quarter
§ Equity free cash flow: 1.7 billion euros in the first nine months; third quarter higher than second quarter (688 million euros, +11.7% YoY)
§ Revenues: 11.7 billion euros. In the third quarter, the revenue trend (-5% organic YoY) improved by 5 percentage points compared to the second quarter despite the persistence of the COVID-19 emergency
§ Costs: the marked downward trend continues, especially on the domestic front (-9.1% YoY)
§ Organic EBITDA: 5.3 billion euros for the first nine months, -7.3% YoY. ( Q3 stable compared to the previous quarter in Italy), increasing in Brazil (+3.2% YoY)
§ Capex: rationalisation of spending (-5.0% YoY), and focused on the spread of UBB, the activation of new cabinets in white areas and the development of the mobile network in Brazil
§ Consortium led by Ardian completed the acquisition of a minority stake in the holding that owns TIM’s share in INWIT in October. The transaction will amount to a total equivalent value of 1.6 billion euros in the fourth quarter
§ NewCo dedicated to Data Centers created: launch of operations in the first quarter of 2021. 2020 proforma turnover expected to be in the order of 0.5 billion euros
§ TIM Brasil returns to growth in the quarter with revenues from services at + 1.3% and EBITDA-Capex at + 8.5% YoY; participating as a “stalking horse”, together with VIVO and Claro, in the auction scheduled to take place by mid-December for the acquisition of the mobile business of the Brazilian group Oi

 

 

Bilancio Pat. Manovra senza visione e investimenti insufficienti per la crisi. Cgil Cisl Uil: dopo la pandemia il Trentino non sarà più lo stesso. E’ ora che la Giunta cambi passo e apra alla condivisione delle priorità per fare ripartire crescita e occupazione.

Mancano idee strategiche e una visione del Trentino per il prossimo futuro. Per i sindacati la manovra finanziaria che la Giunta provinciale si appresta a varare è inadeguata a fronteggiare la crisi economica e sanitaria imposta dalla pandemia. La legge di stabilità per il 2021 così come il bilancio sul prossimo triennio non prevedono interventi in grado di stimolare la crescita economica e l’occupazione. E non è solo una questione di risorse insufficienti visto che arriveranno nelle casse di Piazza Dante sia le risorse in compensazione dallo Stato per il mancato gettito sia una quota parte del Recovery Fund.

“In questa fase non ci sono stanziamenti per far fronte all’impatto enorme che la disoccupazione avrà sul nostro mercato del lavoro non appena verranno sbloccati i licenziamenti né sono state previste politiche industriali in grado di sostenere il recupero di produttività e competitività del nostro sistema economico”, fanno notare i segretari generali di Cgil Cisl Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti, che sottolineano anche il grande vuoto che si registra sul fronte della sanità. “Siamo nel pieno di un’emergenza sanitaria ed è chiaro a tutti il ruolo centrale che in questa partita deve essere svolto dalla sanità territoriale.

A tutti tranne che all’Esecutivo che non prevede risorse adeguate per rafforzare il sistema di prevenzione potenziando l’assistenza territoriale, la prossimità nelle cure e la medicina di base, la domiciliarità e la telemedicina. Un fronte su cui il Trentino è ancora indietro come dimostra la difficoltà a fronteggiare la ripresa dei contagi, ma purtroppo si discute ancora di una sanità fondata sugli ospedali senza vedere che il presente e il futuro sono nella centralità della prevenzione sanitaria diffusa, in totale contraddizione connilmpaino provinciale per la salute 2015-2025”.

Non va meglio sul fronte dello sviluppo economico, dove si decide di non decidere rimandando ad un prossimo futuro la gestione di alcuni nodi critici che affliggono il Trentino a cominciare dalla mancata riforma dell’assetto istituzionale che impedisce di fatto la riorganizzazione degli enti locali e delle loro funzioni. E anche sul fronte delle tanto sbandierate opere pubbliche non si va molto più in là del consueto elenco di interventi. “Nessuna individuazione di priorità e soprattutto nessun intervento sul fronte della manutenzione e messa in sicurezza del territorio, della sostenibilità ambientale e della prevenzione del dissesto idrogeologico – insistono i tre segretari –; ambiti di intervento strategico anche per migliorare la nostra agricoltura e rendere più competitiva la nostra offerta turistica”.

Altra nota dolente le politiche per il lavoro. Le promesse di un rafforzamento di Agenzia del Lavoro con il potenziamento delle risorse umane dei centri per l’impiego sono sparite nel documento finanziario. “Difficile immaginare come verrà affrontata la crisi occupazionale senza risorse umane né economiche”.

Cgil Cisl Uil dunque insistono ancora una volta sulla necessità di avviare un confronto ampio sulla definizione di alcune priorità strategiche per far ripartire il Trentino su basi solide. “La Giunta continua a non decidere, a non fissare alcuna priorità limitandosi ad interventi spot, senza alcuna visione. E’ necessario invece fare scelte coraggiose anche con l’apporto di competenze e professionalità presenti nei vari ambiti della nostra comunità. Anche per questo abbiamo chiesto un incontro urgente alla Giunta: serve una vera cabina di regia anticrisi e un patto per lo sviluppo tra tutte le parti sociali”.

Uno scatto di coraggio che, ricordano i sindacati, si aspettano anche le imprese come emerge dal documento del Coordinamento imprenditori. “Su diverse questioni sindacati e aziende dimostrano di avere visioni molto vicine. La Giunta esca dal suo isolamento e cominci a costruire insieme alle parti sociali. La pandemia ha cambiato tutto. L’Esecutivo non può rimanere arroccato su posizioni di parte, deve cambiare rotta per la crescita della comunità e soprattutto di quelle aree periferiche sulle quali si sono spese tante promesse in campagna elettorale”, concludono Grosselli, Bezzi e Alotti.

 

 

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Documento-Assemblea_finale

Firmato protocollo d’intesa con le associazioni degli albergatori (Asat e Unat).

Alle fatiche quotidiane a cui sono chiamati gli operatori sanitari che lavorano nei reparti Covid si aggiunge il timore di poter portare a casa, tra i propri affetti, la minaccia del virus. Per questo l’Azienda provinciale per i servizi sanitari si è attivata per mettere a disposizione strutture e alloggi per il personale dipendente che si sente più sicuro a non rientrare a casa in questa fase dell’emergenza. Gli appartamenti sono resi disponibili grazie ad un protocollo d’intesa sottoscritto con l’Associazione albergatori e imprese turistiche della Provincia di Trento e l’Unione albergatori del Trentino.

Gli alloggi sono riservati a chi lavora nei reparti Covid e convive con persone a rischio o fragili, lavora in sedi aziendali distanti dal proprio domicilio o si trova in situazioni particolari da valutare. Per raccogliere le adesioni e valutare le varie situazioni è stato messo a disposizione dei dipendenti un form online. I costi degli alloggi (canone agevolato) vengono sostenuti con le donazioni raccolte nella prima fase dell’emergenza.

Come ulteriore forma di sostegno agli operatori, stanchi e provati dall’emergenza della scorsa primavera, Apss ha riattivato anche il nucleo di supporto Covid-19 composto da psicologi clinici e altri professionisti disponibili ad aiutare i dipendenti nella gestione del carico emotivo, dell’incertezza e dello stress che questa nuova ondata di contagi sta generando.

Terza commissione, sì al ddl che introduce i commissari per gli appalti delle opere strategiche. La Terza commissione, presieduta da Ivano Job (Lega), ha approvato oggi pomeriggio, con 4 sì, quelli di Cavada, Paoli, Rossato, Job della Lega e tre astenuti Ossanna del Patt, Lucia Coppola Futura e Manica del Pd, il ddl n. 72 del presidente Fugatti.

Il vicepresidente Tonina in commissione ha presentato il disegno di legge, che è stato approvato dalla Giunta il 30 ottobre e arriverà in Consiglio con procedura d’urgenza. Tre gli articoli che compongono la proposta normativa sugli appalti: il primo introduce norme sullo snellimento nei contratti di appalto; il secondo il sistema dell’affidamento sotto soglia europea e il terzo, quello di maggiore impatto, introduce i commissari straordinari per gli appalti che hanno una rilevanza socio economica e di grande complessità tecnica. L’obiettivo, ha detto Tonina, è quello di garantire un modo per riuscire a concretizzare iniziative che se seguite da persone competenti come i commissari possono portare a rapidi risultati. Il dottor Leonardo Caronna, dirigente dell’Agenzia per gli appalti, ha aggiunto che, oltre alla norma che dà la possibilità alla Pat di nominare commissari per progetti strategici, il ddl prevede ulteriori modifiche alla legge 2 del 2020, la prima norma d’emergenza Covid. Tra queste l’estensione dei settore per i responsabili con poteri derogatori e l’ampliamento dei settori per l’urgenza all’edilizia giudiziaria, penitenziaria, per la ricerca scientifica, la messa a norma degli edifici pubblici anche per recuperare il patrimonio storico artistico. Oggi la norma prevede di utilizzare, sotto e sopra la soglia europea, i criteri per l’offerta economicamente più vantaggiose, il ddl invece dà la possibilità agli appaltatori di scegliere i criteri in base alle esigenze specifiche dell’appalto. Su alcuni aspetti, ha continuati il tecnico, per evitare ricorsi alla Consulta, in particolare quelli incidentali sulle singole gare con le impugnazioni al Tar, sono stati smussati gli angoli con un confronto col Governo. Ad esempio sul rispetto dei criteri ambientali, criteri che la Pat ha sempre, peraltro, rispettato e i principi di non discriminazione me concorrenza. Roma ha chiesto alla Pat che venga dato avviso pubblico della gara per il principio di trasparenza.

 

Il dibattito.

Alessio Manica (Pd) ha affermato che l’articolo più delicato è quello dei commissari che arriva in commissione diverso rispetto alla stesura originaria. E ha chiesto perché sia venuto meno il passaggio della delibera che individua gli appalti da commissariare nella commissioni provinciale competente e la mancanza di un termine, contrariamente alla norma nazionale che stabilisce il limite di 180 giorni dalla pubblicazione, per l’individuazione di queste opere da parte della Giunta. Due osservazioni che sono state accolte dal vicepresidente Tonina e che sono state introdotte con un emendamento presentato nel corso della seduta dal consigliere Pd.
Alex Marini (Gruppo Misto) ha chiesto chiarimenti su come questa norma si incastra con quella nazionale, la quale sembra dettare modalità più chiare sull’ applicazione della deroga alla legge sugli appalti. Il dottor Caronna ha affermato che l’articolo due del ddl dà la possibilità, attraverso un’intesa, di un intervento statale e Pat per realizzare opere strategiche, ma ha ricordato che le deroghe alle leggi sugli appalti sono comunque calmierate dalla necessità di rispettare i principi previsti dalle direttive europee. Quindi, i commissari nominati dallo Stato o dalla Pat hanno dei vincoli precisi: non si tratta di, insomma, di “superuomini” che posso fare tutto ciò che vogliono. La norma assegna alla Giunta il potere di definire i criteri dei commissariamenti degli appalti, ma le opere devono avere un forte impatto economico sociale o una grande complessità tecnica.

 

L’emendamento Manica.

Manica ha spiegato il suo emendamento, firmato anche da Tonina e approvato dalla commissione, all’articolo 3 del ddl che recupera quelle che ha definito due mancanze della prima versione del ddl: come detto, il passaggio in commissione della delibera di Giunta che determinerà le opere per il Commissario e il termine dei 180 giorni.

 

Gli emendamenti della Giunta.

Il vicepresidente Tonina, a sua volta, ha spiegato i quattro emendamenti di Giunta che in parte accolgono osservazioni emerse nelle audizioni. Il primo si propone di estendere il Metodo elettronico semplificato (Mes) agli appalti fino alla soglia europea. Si è data la possibilità all’amministrazione di applicare il prezzo più basso, che prende in considerazione la media delle offerte, e non significa il massimo ribasso. Il Mes, ha spiegato Tonina, serve a mettere a confronto le offerte e individua gli elementi di anomalia che spesso sono sulla manodopera. Quindi col prezzo più basso e Mes si offrono più garanzie per arrivare celermente agli appalti. il secondo riguarda a modifica del numero minimo da invitare per importi sotto soglia Ue, come chiesto dagli artigiani. Il terzo riguarda l’adeguamento dell’ordinamento Pat a quello statale per la partecipazione alle gare di consorzi artigiani e delle cooperative. L’ultimo emendamento riguarda la modifica della legge Pat 13 maggio 2020 sull’emergenza Covid in materia di supervisori delle opere di interesse pubblico. Tutto il ddl, ha aggiunto il vicepresidente, è finalizzato per concludere il prima possibile le opere in un momento di emergenza come questo.

 

Le dichiarazioni di voto.

In dichiarazione di voto Manica ha annunciato l’astensione per mantenere, ha detto, un margine di intervento sulla norma da qui all’aula. Il consigliere del Pd mantiene dubbi sulla figura del commissario anche perché ci sono perplessità sul fatto che l’articolo tenga di fronte a un ricorso del Governo. La norma nazionale, ha aggiunto, nasce per un livello molto alto di opere che in Trentino solo il Not potrebbe avere. Bene, invece, l’introduzione, con l’ emendamento Manica – Tonina, di un tempo determinato per l’individuazione delle opere strategiche. Se questa norma, ha concluso, serve a sbloccare qualche opera va bene, ma si spera che non diventi uno strumento per tutti gli appalti pubblici. Lorenzo Ossanna, annunciando l’astensione, ha detto di condividere la necessità di introdurre modifiche alla legge con l’intento di velocizzare gli appalti nel solco della necessità di dare un segnale positivo alle aziende. La figura del commissario dev’essere valutata bene e c’è bisogno, per il consigliere Patt, di una maggiore riflessione sulle funzioni di questa figura. Ossanna, infine, ha condivido la volontà della Giunta di andare avanti su questo tema con una legge provinciale.
Tonina ha concluso che, seppur ritardando di qualche settimana, il ddl uscito dalla Terza commissione è diventato più completo e approfondito e, per quanto riguarda la sua tenuta giuridica, c’è un impegno del ministero dei trasporti di evitare il ricorso. Ulteriori approfondimenti potranno essere fatti anche al tavolo degli appalti nei giorni prossimi. Il vicepresidente, infine, ha auspicato che in aula possano esserci anche i voti della minoranza.
Denis Paoli e Gianluca Cavada (Lega) hanno sottolineato l’impegno della Giunta per favorire le aziende trentina velocizzando gli appalti pubblici anche con l’introduzione dei commissari.

 

Le audizioni. Via libera da Ance, coordinamento imprenditori e professionisti.

Giulio Misconel, presidente dell’Ance ha detto che in questo momento c’è bisogno di lavoro e che partano gli appalti e se queste norme facilitano la velocità va bene. Sui commissari straordinari per le opere Pat c’è il parere favorevole, soprattutto se questi facilitano dialogo tra appaltatori e appaltanti che attraversa un momento difficile anche a causa delle norme anti corruzione che spingono i funzionari ad agire con estrema prudenza. Il presidente Ance ha auspicato che l’uso dei commissari si limiti ai grandi interventi.
Marzia Arbasini, a nome del coordinamento imprenditori, ha espresso parere positivo sul ddl ma si è riservata di valutare gli emendamenti della Giunta al tavolo appalti. Sugli articoli per gli appalti sotto soglia europea ha sottolineato la criticità del rispetto dei criteri ambientali minimi, che finiscono per scaricare sulle imprese i maggiori costi di una normativa difficile. Quindi, la richiesta del coordinamento è di cancellare dalla norma questo riferimento. Sui commissari la richiesta del coordinamento è quella del rispetto della pubblicità delle gare. Rispondendo a Lorenzo Ossanna (Patt) ha affermato che a livello nazionale sono stati stabiliti dai commissari tempi troppo ristretti per presentare le offerte economicamente più vantaggiose.
Aldi Cekrezi, direttore Confesercenti ha chiesto che queste norme favoriscano la ripresa.
Federico Giuliani e Diego Brolio, per il comitato interprofessionale, hanno espresso un parere favorevole al ddl perché, in sostanza, va nella direzione della semplificazione e della trasparenza.

 

Il sindacato: negli appalti si dimentica troppo spesso il lavoro.

Per il sindacato Maurizio Zabbeni della Cgil, ha detto che preoccupano i poteri dei commissari nominati dalla Giunta. C’è già nel ddl una maggiore discrezionalità delle stazioni appaltanti e in più si va verso la consegna di poteri eccezionali a questi commissari che in Italia hanno spesso dato prova di scarsa trasparenza. Zabbeni ha poi ricordato la necessità dei controlli, in particolarmente sulle retribuzioni. Se vogliamo dare un appalto, ha detto ancora, in un giorno va bene, ma il giorno dopo dev’esserci che controlla come si lavora in quel cantiere. Negli ultimi anni invece si sono ridotti i controlli. Zabbeni ha aggiunto poi che va verificato al tavolo appalti se si abbandona definitivamente l’offerta economicamente più vantaggiosa, che ha messo in evidenza problemi, e si torna di fatto al massimo ribasso. In sintesi per il sindacalista Cgil ci si trova di fronte ad una deregolamentazione. Bene la semplificazione ma si devono effettuare i controlli sul rispetto della sicurezza e dei contratti di lavoro. Una valutazione condivisa anche da Stefano Picchetti della Uil il quale ha ricordato le difficoltà degli appalti dei servizi, dove la discriminante è il lavoro dei dipendenti. Inoltre, ha affermato che il ricorso ai commissari può andare bene, ma non a scapito della garanzia dei lavoratori. In sintesi per il sindacato c’è una sorta di mitizzazione della deregolamentazione e, per il ddl, va posta attenzione sul fatto che grandi appalti vengano gestiti da una persona sola. I sindacalisti, infine, hanno lamentato il fatto di non aver potuto vedere gli emendamenti della Giunta.
Alessio Manica ha ricordato che troppo poco ci si occupa delle condizioni di lavoro che seguono l’aggiudicazione degli appalti. Per questo, nel bilancio, si dovrebbe prevede qualche assunzione per potenziare i controlli nei cantieri per garantire quanto stabilito nei contratti d’appalto. Infine, il consigliere Pd ha ribadito che l’estrema contrazione dei tempi di discussione in commissione è deleteria. Posizione condivisa dallo stesso presidente della Terza commissione, il quale, nel merito delle affermazioni del sindacalista Cgil, ha detto di non capire perché si dovrebbe aumentare i controlli su cantieri pubblici.
Marini ha detto che l’emergenza sembra la scusa buona per togliere di mezzo le verifiche sui salari dei lavoratori, richieste anche da un ordine del giorno votato in Consiglio un anno fa che prevedeva la redazione di un regolamento su questa materia. Zabbeni ha risposto che questo regolamento si dovrebbe varare nei primi mesi del prossimo anno. Ma è emerso che Servizio lavoro ispettivo e Uopsal da anni soffrono una contrazione delle risorse umane. Non c’è, ha detto ancora, in Trentino un far west ma molte situazioni sfuggono. Infine, ha ricordato che il sindacato ha chiesto la costituzione di una stazione appaltante unica, anche per la qualità dei bandi d’appalto che non tutti i comuni possono garantire.

Tonina ha ricordato che il regolamento è pronto, ma si è ritenuto che i controlli avvengano a livello provinciale e non comunale dove si presenterebbero eccessive difficoltà organizzative. Siamo gli unici, ha ricordato il vicepresidente, ad avere la verifica retributiva e, anche sul piano della tutela del lavoro, ha sottolineato che c’è ancora tempo, da qui al 24 quando arriverà in aula, per ulteriori correttivi al ddl affinché vada nella giusta direzione. Infine, l’assessore ha auspicato un maggior dialogo e collaborazione con il nuovo Cal su questi temi sui quali si deve trovare la massima sinergia. Marini ha chiesto all’assessore quale potrebbe essere il ruolo delle Comunità di valle come stazioni appaltanti per i comuni,. Tonina ha detto di non poter esprimersi più di tanto su un tema che non è di sua competenza.

 

No alla richiesta di parere dell’Anac chiesta da Marini.

Infine, la commissione ha respinto la richiesta di un parere scritto dell’ Anac sul ddl, con un astenuto Lorenzo Ossanna; il no di Cavada, Paoli, Rossato e Job e il sì di Manica e Lucia Coppola di Futura.

 

 

 

DDL 72 emendamento Manica Tonina

 

Osservazioni CAL

È passato poco più di un mese dal primo servizio in cui Striscia la notizia ha acceso i riflettori sulle “strane coincidenze” che si sono verificate durante le elezioni amministrative in alcuni piccoli Comuni sparsi per tutto il territorio italiano, legate alla lista “L‘altra Italia”. Dopo l’interpellanza in Parlamento di dieci giorni fa (vedi servizio), ora l’inchiesta ribattezzata “Candidopoli” approda direttamente al Viminale.

Pinuccio ha incontrato il viceministro degli Interni Vito Crimi, mettendo a disposizione tutta la documentazione su “L’altra Italia”, le cui liste spesso presentavano persone candidate a loro totale insaputa e con firme falsificate: «Questa è una truffa a tutti gli effetti – ha dichiarato Crimi – e va punita severamente. Credo che le diverse procure interessate ci stiano già lavorando. Sulla lista ‘L’altra Italia’ c’è da accendere un faro e, in particolare, sul suo organizzatore: se è consigliere in un Comune e si è candidato in un altro dovrà pagare, perché sarebbe una falsa dichiarazione».
Il servizio andrà in onda questa sera a Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35).

Trento, città del Natale: il calendario si arricchisce con le segnalazioni dei protagonisti.

Il calendario dell’iniziativa Trento, città del Natale, è in fase di costruzione e in quest’anno così particolare punta a raccogliere in un unico cartellone tutti i contributi che verranno proposti da enti, associazioni, artisti, esercizi commerciali impegnati nel mondo della cultura della città.

L’ufficio Cultura e turismo chiede quindi di segnalare iniziative ed eventi, anche realizzati in modalità virtuale o a distanza, programmati in città nel periodo natalizio.

Le segnalazioni vanno inviate a ufficio.cultura-turismo@comune.trento.it, per maggiori informazioni è possibile contattare telefonicamente l’ufficio al numero 0461/884983 (Luana Slomp).

Covid-19, per il turismo già persi 280 milioni di euro e con il ritorno della pandemia cresce l’incertezza per la stagione invernale.

Dall’assemblea dell’Asat l’appello urgente del presidente Giovanni Battaiola: «La politica locale e nazionale avvii una fase due per rilanciare nel breve e lungo periodo un settore fondamentale per tutta l’economia»

Il virus del Covid-19 ha colpito con forza il settore turistico con la prima ondata, togliendo al comparto, tra fatturato diretto e indotto, quasi 280 milioni di euro. La seconda ondata rischia di avere un effetto pesantissimo sul comparto, con la stagione invernale che rischia di non partire affatto. Per questo, dopo una prima fase in cui si è fatto di tutto per mantenere in vita le aziende turistiche, serve ora una fase due che dia fiato sul breve periodo alle imprese alberghiere e ricettive, riproponendo alcune misure, come quelle degli aiuti a fondo perduto. Ma guardando anche al futuro, con una serie di interventi sul medio-lungo periodo che rendano il Trentino un ambiente maggiormente favorevole a chi fa impresa, e in particolare nel settore ricettivo.

Dall’assemblea annuale dell’Asat, l’Associazione delle imprese turistiche della provincia, tenutasi in videoconferenza per rispetto delle norme anti-pandemia, arriva un appello alla Provincia autonoma di Trento e al Governo nazionale a mettere in atto una serie di contromisure per prevenire quello che la seconda ondata rischia di far diventare reale: un nuovo stop al comparto turistico, bloccato dalla pandemia in forte ripresa. Nella sua relazione, il presidente dell’Asat Giovanni Battaiola, ha chiarito le difficoltà in cui il settore si è trovato con la prima ondata del Covid-19 e come questo abbia un’influenza pesante anche sul morale degli imprenditori. All’assemblea hanno partecipato, sempre in modalità videoconferenza, anche il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, l’assessore al turismo Roberto Failoni ed il direttore generale di Federalberghi Alessandro Nucara. Decisamente partecipata l’assemblea, con più di 200 associati collegati.

«Viviamo un comune senso di frustrazione – ha detto Battaiola – per non poter esercitare le nostre attività imprenditoriali limitati dalla pandemia, da regole di salvaguardia sanitaria e dal mutato approccio delle persone nei confronti della propria quotidianità e della propria vita individuale e sociale. Il timore del virus, al pari delle limitazioni amministrative che sono state adottate in questi mesi, ha condizionato pesantemente il turismo e lo condizionerà ancora per molto tempo. È una vera e propria catastrofe per il nostro settore, sia a livello trentino, sia nazionale ed internazionale. Numerosi studi hanno evidenziato che il turismo in senso lato, delle attività ricettive, di quelle dell’accoglienza, dei trasporti, dei viaggi, è il settore economico più colpito. La mobilità nazionale e internazionale delle persone è stata impedita, con effetti economici pesantissimi sia sul piano macroeconomico che sul piano aziendale, colpendo in maniera particolare i settori economici collegati alla mobilità ed i territori».

La ricaduta negativa della pandemia sulle imprese è stata finora durissima: «Federalberghi parla di una perdita di fatturato del settore alberghiero attorno all’80%. Il turismo trentino è inserito senza sconti in questo scenario. Ricordiamo tutti la drammaticità della chiusura improvvisa delle nostre attività durante la scorsa primavera, il blocco pressoché totale di quasi tutte le attività produttive e sociali. Il settore alberghiero ed extralberghiero ha visto crollare il numero di arrivi e presenze: nel mese di marzo si rileva un meno 81,2% di arrivi e un meno 79,2% di presenze; nel mese di aprile meno 99,6% negli arrivi e meno 97,2% nelle presenze. Crollano sia gli stranieri che gli italiani. Analoga sorte hanno le attività della ristorazione e dei pubblici esercizi in generale. H-benchmark ci dice che il tasso di occupazione delle camere è passato dal 61% al 23% in marzo e dal 47% al 7% in aprile», ha aggiunto Battaiola.

«Di fronte a quello che non si deve temere di definire “disastro” molti si sono consolati con l’andamento della stagione turistica estiva. Certo è andata meglio rispetto alle aspettative catastrofiche, ma non possiamo dirci comunque soddisfatti. Abbiamo avuto una stagione estiva con un calo del 30,4% di arrivi e del 33,1% delle presenze. Anche in questo caso sono i turisti stranieri che pesano di più nel determinare il dato negativo. Il comparto alberghiero vede mancare rispetto alla stagione estiva del 2019 quasi 90 milioni di euro di fatturato. I consumi indotti (commercio e pubblici esercizi) che vengono a mancare sono oltre 172 milioni di euro. Complessivamente il comparto turistico vede minori ricavi per quasi 280 milioni di euro. Anche nella stagione estiva sono i laghi e le città a soffrire maggiormente con un calo percentuale di oltre il 40%. Il calo delle presenze negli hotel del Trentino durante il periodo marzo-agosto è di oltre il 55% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un ultimo dato. Tra marzo e luglio sono stati stipulati oltre 7.000 contratti di lavoro in meno rispetto allo stesso periodo del 2019» ha sottolineato Battaiola nella sua relazione.

Ma dopo l’estate, arriva ora una seconda ondata «con un peggioramento della situazione e con nuovi provvedimenti che limitano il libero comportamento delle persone, nonché l’organizzazione delle aziende turistiche». «Ci è richiesto – prosegue Battaiola – un ulteriore e pesante sacrificio, nella speranza che, come ci è stato detto dalle autorità sanitarie e politiche trentine e nazionali, questo possa servire a rallentare la diffusione del virus. Tutto questo dovrebbe consentire condizioni sanitarie migliori ed evitare un nuovo lockdown nel periodo natalizio. Purtroppo, è notizia di oggi, di un possibile nuovo lockdown nazionale.

Non abbiamo, quindi, molti motivi di consolarci e di tirare sospiri di sollievo, anche se la fiducia e la voglia di combattere e di resistere non ci manca».
Nella prima fase della crisi, nel momento del lockdown, durante le settimane e i mesi successivi l’Asat si è posta alcuni obiettivi, ovvero, quelli di mettere in sicurezza le aziende, essere pronti per la ripartenza, stabilire attraverso i protocolli una serie di regole comportamentali che garantissero la sicurezza sanitaria «delle nostre attività, dei nostri collaboratori, degli ospiti e di noi stessi; una necessità, questa, non solo determinata dalle norme ma da una vera convinzione sulla loro utilità, dettata non da ultimo dal pensiero che il bisogno di sicurezza e la sua risoluzione fosse anche una chiave per sostenere e rilanciare il mercato turistico», ha aggiunto Battaiola.

Il quale ha sollecitato tutti, a partire dalla politica, nazionale e locale, a pensare ad una seconda fase a due livelli. «Uno più prossimo in termini temporali, che si riferisce alla prossima stagione invernale, la quale si presenta nel segno dell’incertezza, con le preoccupazioni degli imprenditori e delle famiglie per un futuro insicuro, con una pandemia che sembra diffondersi anziché regredire, con nuove limitazioni agli spostamenti, con una ripresa che si allontana verso il 2021 (inoltrato). Un secondo più di medio-lungo termine, ma che richiede comunque scelte politiche, amministrative ed economiche immediate», ha chiarito Battaiola.

Per rispondere alla crisi e alle difficoltà delle imprese l’Asat chiede alla politica provinciale e nazionale alcune misure. Sul breve periodo: il sostegno economico al settore turistico, che compensi i mancati ricavi attraverso contributi a fondo perduto; la conferma del contributo alle aziende d’integrazione salariale per l’assunzione dei lavoratori, l’esenzione dall’Imis anche per l’anno 2021; una politica creditizia che garantisca liquidità alle imprese per sostenere investimenti e attività corrente, con il prolungamento della moratoria; la conferma delle risorse finanziarie necessarie al sistema della promozione turistica; le risorse per una politica sanitaria che sia di garanzia per lavoratori, clienti e per noi stessi imprenditori», ha spiegato Battaiola. Serve poi estendere alle imprese alberghiere l’applicazione dell’ecobonus al 110% ed istituire l’iper-ammortamento anche per il settore alberghiero al fine di favorirne la riqualificazione attraverso investimenti importanti.

Sul medio-lungo periodo l’Asat ha sottoposto alla Giunta provinciale, assieme alle altre associazioni del Coordinamento provinciale imprenditori, «il tema di una strategia lungimirante per rafforzare in generale il tessuto produttivo del Trentino attraverso la programmazione di investimenti e progetti qualificati ed efficaci», ha detto Battaiola, chiedendo che le risorse che arriveranno nel contesto del Recovery fund vengano utilizzate in questa direzione.

 

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Tra i progetti da sostenere l’Asat indica:

Riqualificare e ammodernare il sistema turistico ricettivo, anche e soprattutto in un’ottica di sostenibilità ambientale. Valutiamo positivamente che tra i progetti presentati al Governo e all’Europa sia presente questa progettualità con risorse importanti. Anche Federalberghi sta lavorando per un piano di riqualificazione dell’offerta turistica italiana.

Una mobilità integrata, sostenibile, interconnessa e cadenzata.

Promuovere reti d’imprese con apporto di capitali e management innovativi.

La digitalizzazione e l’innovazione con l’estensione rapida dei servizi veloci a banda larga, comprese le reti in fibra ottica e 5G.

Promuovere le competenze e la formazione digitale.

Bond di lungo periodo per finanziare programmi di investimento nel settore alberghiero.

Un impegno particolare in termini di riqualificazione del sistema ricettivo dell’accoglienza, di infrastrutturazione mirata del territorio, di risorse economico finanziarie e di servizi adeguati è auspicabile in vista delle Olimpiadi invernali del 2026 che si svolgeranno anche in Trentino e che saranno un’occasione da non perdere per promuoverlo e valorizzarlo. In particolare, l’Asat sostiene la necessità di un collegamento ferroviario diretto e cadenzato tra l’aeroporto di Verona e la stazione ferroviaria di Trento.

Infine, sulla riforma della promozione turistica, l’Asat rilancia la proposta delle Agenzie di prodotto, che «dispiace non siano state introdotte», ha rimarcato Battaiola. E spiega che l’Asat ha chiesto «la sospensione dell’aumento dell’imposta di soggiorno fino al 2022 in considerazione della crisi del settore turistico connessa alla pandemia».

Battaiola indica alcune «questioni aperte» come «la necessità di una analisi organizzativa complessiva, che definisca i ruoli e i rapporti tra gli attori del sistema della promozione turistica (Trentino Marketing, Apt, Ata, aspetti finanziari, ripartizione e utilizzo delle risorse, personale), la gestione delle risorse finanziarie; la stesura del regolamento di esecuzione della legge entro il 1° gennaio 2021 (e al suo interno definizione delle aree territoriali); la nomina del cda di Trentino Marketing».

Inviamo ultime arrivate alla casella di posta elettronica mail@scuolareale.org relative alle iniziative avvenute ieri in molte scuole del Trentino, per protestare – lo ribadiamo – non contro le mascherine, ma contro l’obbligo di portarle così a lungo in età pediatrica.

 

 

Capiamo le necessità di brevità comunicativa nei titoli, ma vi chiediamo espressamente di evitare di appellarci come “no-mask” per evitare di esporre i minori alle cattiverie di qualcuno che, leggendo soltanto i titoli, ha pensato che rifiutiamo la mascherina in ogni situazione. Tutti noi – per quanto critici – siamo molto ligi al rispetto delle regole.

 

 

Chiediamo piuttosto di ribadire che bambini e ragazzi GIA’ portano la mascherina in ogni occasione dinamica, regola che, assieme all’isolamento dei vari gruppi-classe che non si incrociano mai fra loro, ai termoscanner, alla distanza fra i banchi, alla RESPONSABILITA’ dei genitori che stanno tenendo a casa i ragazzi ad ogni minima avvisaglia di malattia e alle tante altre che hanno permesso alla scuola di riaprire in presenza – sta dimostrando di funzionare: i casi a scuola, a detta sia della Provincia che del Ministero, sono singoli e portati dall’esterno, i focolai inter-classe sono rarissimi, quelli che coinvolgono più classi praticamente assenti.

 

 

Ricordiamo anche che sulla base dello studio Appa Bz di settembre l’aria sotto la mascherina è IGIENICAMENTE INACCETTABILE, una definizione che dovrebbe portare ogni genitore a preoccuparsi per un utilizzo COSI’ PROLUNGATO, che non prevede nemmeno pause periodiche per respirare.

 

 

Vista la difficoltà di emanare provvedimenti per altre categorie più “organizzate”, non vorremmo che la scuola facesse da facile capro espiatorio, in un crescendo di limitazioni che finiscono sempre per colpire bambini e ragazzi, sprovvisti di una rappresentanza categoriale o sindacale. Non sono loro ad affollare gli ospedali e, ripetiamo, stanno già dando molto per limitare questa difficile situazione.

In attesa di una conferma dalla Questura per la manifestazione richiesta per sabato pomeriggio in Piazza Dante a Trento, comunichiamo che i diversi gruppi e comitati, dalla città alle valli, stanno unendo le forze per organizzare l’iniziativa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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