Giovanni Coletti è stato eletto delegato del Territorio Valle di Sole, Val di Non e Paganella.

L’Assemblea del Territorio Valle di Sole, Val di Non e Paganella di Confindustria Trento ha eletto i propri rappresentanti per il quadriennio 2020-2024.

I nuovi organi associativi sono stati eletti nel corso di una riunione in videoconferenza presieduta dal Direttore Generale dell’Associazione Roberto Busato.
Delegato di Territorio Valle di Sole, Val di Non e Paganella: Giovanni Coletti (Ecotrentino Srl)

Vice Delegato per la Val di Non: Luigi Sartori (Sartorilegno Srl)

Vice Delegato per la Valle di Sole: Cristian Gasperi (Funivie Folgarida Marilleva Spa)

Vice Delegata per la Paganella: Mara Bottamedi (Funivie Valle Bianca Spa)

Giovanni Coletti entra a far parte anche del Consiglio Generale di Confindustria Trento.

Nella mattina di lunedì 9 novembre il sindaco Cristina Santi, l’assessore all’urbanistica Mauro Malfer e il consigliere Lorenzo Prati hanno incontrato la proprietà dell’area «Ex Cattoi».

Si tratta del secondo incontro, dopo quello del 19 ottobre, che era avvenuto su richiesta della proprietà e si era chiuso con l’intesa di ritrovarsi. Si è trattato anche in questo secondo caso di un incontro interlocutorio e preliminare, nel quale l’Amministrazione ha ribadito che sta lavorando per due obiettivi precisi: il primo, che l’area diventi pubblica; il secondo, che sull’area sia esclusa l’edificabilità. Questo coerentemente con quanto già dichiarato a livello programmatico nel momento in cui le forze politiche che hanno vinto le recenti elezioni si sono unite in una proposta politica unica, quella che è stata premiata dal voto della cittadinanza. Alla proprietà dell’area sono state quindi proposte due soluzioni: la vendita oppure la permuta.

«Vogliamo ribadire con forza quali sono i nostri obiettivi -spiegano il sindaco Santi e l’assessore Malfer- cioè arrivare all’acquisizione dell’area Ex Cattoi e sancire la sua non edificabilità. E stigmatizziamo con altrettanta forza le varie fake news che ancora circolano, a oltre un mese dalle elezioni, su questo tema».

La data del prossimo incontro non è stata fissata, visto che saranno necessari da parte di entrambi valutazioni e approfondimenti che presumibilmente richiederanno tempi non brevi.

“Ecosistema urbano” di Legambiente, Trento ancora prima. Confermato il primato già raggiunto nel 2019.

Si è tenuta questa mattina in collegamento on line la presentazione del  rapporto “Ecosistema urbano” 2020 di Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 ore.

Un report che vuole dare un contributo alla riflessione globale sul futuro delle città partendo dalle esperienze positive di chi è riuscito negli anni a realizzare azioni significative e cambiamenti in chiave green.

Un’indagine approfondita che tiene conto di numerosi parametri: dalla qualità dell’aria (biossido d’azoto, PM10, PM 2,5, ozono) al consumi d’acqua (domestico, dispersione della rete, capacità di depurazione) ai rifiuti (produzione, raccolta differenziata, porta a porta), alla mobilità (offerta e passeggeri trasporto pubblico), dalle isole pedonali ai chilometri di piste ciclabili,  dal verde urbano (alberi in città, verde fruibile) all’uso efficiente del suolo, dalle energie rinnovabili al car sharing e tanti altri ancora.

“Siamo molto felici di questo risultato che ci vede in testa con quasi 80 punti su 100 – ha commentato l’Assessore alla transizione ecologica, mobilità e beni comuni Paolo Zanella – Punto delicato per noi è la qualità dell’aria ma sono solo 3 le città italiane con una qualità ottimale. Molto bene invece, come avevano già evidenziato anche altri indagini, la raccolta differenziata con altri 3 chili in meno di rifiuto prodotto per abitante nel 2019”.

Trento si conferma prima quindi, come lo scorso anno, con 79,98 punti/100. Come tutte le città del gruppo di testa conta su buone performance complessive nei settori chiave dello studio. Migliorano i valori medi complessivi sia per quel che concerne il biossido di azoto (NO2) che per le PM10, ma peggiora leggermente nei giorni di superamento dei limiti per l’ozono: erano 38 giorni di superamento lo scorso anno, arriva a 40 quest’anno.

Cresce la percentuale di rifiuti raccolti in modo differenziato: Trento sfiora l’83% nel 2019 (82,6%), era poco sopra l’81% nel 2018, e si conferma tra le città migliori in questo parametro (è sesta). A completare il quadro c’è il decrescere dei rifiuti prodotti che calano dai 465 chili per abitante/ anno dell’anno passato, agli attuali 462. Crescono i passeggeri trasportati dal servizio di TPL (da 185 viaggi per abitante annui del 2018 ai 190 del 2019),

e c’è un costante miglioramento nell’indice dedicato al consumo di suolo che si ferma a 8,20/10 (lo scorso anno era a 7,40/10, due anni fa a 6,25) e lascia Trento appena fuori dalla top ten: è undicesima.

Anche Mantova, come Trento, conferma la posizione dello scorso anno, seconda, nonostante un lieve calo della media generale. Terza è Pordenone (quarta lo scorso anno e sesta due anni fa). Chiudono la classifica Pescara, Palermo, Vibo Valentia.

La presentazione della ricerca era inserita in una mattina di approfondimenti per capire come ripartire dopo quest’emergenza globale: “I centri urbani fulcro della ripartenza post Covid, verso un futuro sostenibile” il titolo.

Al convegno on line hanno partecipato – oltre all’assessore Zanella – anche Giorgio Zampetti, direttore nazionale di Legambiente, Paola De Micheli, Ministra per le infrastrutture e i traporti che ha garantito i fondi promessi dal Governo per rendere più ecologico il parco dei mezzi pubblici dei comuni italiani.

 

 

 

 

 

In allegato la classifica completa.

 

Classifica Legambiente

L’Osservatorio Digitale ha annunciato i risultati dell’indagine dedicata alle organizzazioni internazionali operanti nel mondo. L’analisi ha preso in considerazione le attività di social media marketing quali: Facebook, Instagram, Twitter e Youtube. L’Osservatorio ha elaborato, aggregato, classificato ed interpretato i dati estratti da SemRush.

In merito ai social network utilizzati dalle organizzazioni internazionali sono stati analizzati il numero di follower, l’engagement (il numero di interazioni e dunque la capacità di coinvolgimento degli utenti, rilevati dal 1° gennaio al 5 novembre 2020) ed il numero dei post pubblicati (rilevati dal 1° gennaio al 5 novembre 2020).

Il dato complessivo per Follower pone WHO/OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) al primo posto con oltre 29milioni di seguaci, seconda UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia) con 27milioni e terza ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) con 25milioni. A seguire quarta UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) con 7milioni700mila, WBG (Banca Mondiale) quinta con 6milioni800mila e sesta UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) sempre con 6milioni800mila.

Il dato complessivo per Engagement attesta UNICEF al primo posto con oltre 340milioni interazioni, seconda WHO/OMS con 133milioni e terza ONU con 11milioni400mila. A seguire quarta UNHCR con 4milioni900mila, UNESCO quinta con 2milioni400mila e sesta NATO con 1milione.
Il dato complessivo per numero di Post vede UNHCR al primo posto con 7.925 contenuti pubblicati, seconda UNICEF con 4.696 e terza UNESCO con 4.063. A seguire quarta ONU con 4.063, WBG quinta con 3.157 e sesta WHO/OMS con 2.096.

Se andiamo ad analizzare i singoli social network troviamo su Facebook in ordine per fan: WHO/OMS, UNICEF e ONU. Per Engagement complessivo: UNICEF, WHO/OMS e ONU. Per Engagement per post: UNICEF, WHO/OMS, e NATO, Per post pubblicati: UNESCO (media di 5,37 al giorno), UNICEF e ONU.
Su Instagram, la classifica sulla base dei follower è la seguente: WHO/OMS, UNICEF e ONU. Per Engagement complessivo: UNICEF; WHO/OMS e ONU, Per Engagement per post: WHO/OMS, UNICEF e ONU,Per post pubblicati: UNICEF(media di 3,21 al giorno), UNHCR e ONU.

Su Twitter per follower: ONU, WHO/OMS, UNICEF. Per Engagement complessivo: UNICEF; WHO/OMS e ONU, Per Engagement per post: WHO/OMS, UNICEF e ONU. Per tweet pubblicati: UNHCR (media di 20,68 al giorno), WBG e ONU.
Su Youtube per numero di iscritti al canale: ONU, WHO/OMS e UNICEF.

“Abbiamo deciso di approfondire in questo preciso periodo le attività digitali delle organizzazioni internazionali – sottolinea il responsabile dell’Osservatorio Sandro Giorgetti – in ragione dell’enorme responsabilità che esse rivestono, in particolare, in un momento così difficile a causa della pandemia. Abbiamo rilevato, infatti, un’eccezionale crescita proprio di quei soggetti che sono impegnati nel campo della salute. Alcuni esempi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha, dall’inizio dell’anno ad oggi, aumentato la sua Follower Base di oltre 13milioni di seguaci: la sua è la migliore performance registrata.

E se analizziamo il sito www.who.int, riscontriamo che è passato da 20milioni di visite del dicembre 2019 ai 56milioni di marzo 2020 (di cui 35milioni utenti unici, provenienti per lo più dal continente americano), mantenendo i volumi anche nei mesi successivi. Per capire il valore di questi dati basta confrontarli con quelli dell’ONU che aveva ricevuto a ottobre 2020 oltre 22milioni di visite; della FAO 10milioni; e dell’UNICEF 4,7milioni.

Chi ha un seguito attivo e riesce a coinvolgere gli utenti in modo virtuoso – aggiunge Giorgetti – è sicuramente l’UNICEF; l’organizzazione ha una chiara strategia di Social Media Marketing incline alla narrazione, alla valorizzazione degli aspetti valoriali e morali delle proprie attività, suscitando un interesse che potremmo definire emotivo. L’UNICEF tende, infatti, non solo ad informare, quanto a conversare con l’utente e per questo ottiene risultati davvero eccezionali in termini di condivisione. L’Osservatorio continuerà, nei prossimi mesi, a monitorare le organizzazioni rivolgendo il suo sguardo anche a quelle regionali”.

 

 

Organizzazioni Internazionali

L’allieva. St 3 Ep 12 – Insieme, connessi, finché morte non ci separi. La provvisoria scarcerazione di Giacomo fa ripartire le indagini sul delitto al golf club. Intanto Alice scopre che qualcuno sta cercando informazioni sulla Manes: forse la persona che desidera così tanto incontrare è più vicina a lei di quanto non immagini. Per Alice e Claudio il giorno fissato per il matrimonio è arrivato, ma passa invano.

 

 

LINK VIDEO

L’Unione per il Trentino saluta con viva soddisfazione il successo di Joe Biden.

La sua elezione a Presidente degli Stati Uniti, in un momento così drammatico per il contesto internazionale, è motivo di speranza.

Certo non finisce il populismo che aveva connotato la leadership americana in questi ultimi quattro anni – e non finisce in Italia ed in Europa – ma con Biden l’America torna ad essere un punto di riferimento globale per i valori della democrazia.

Occorre cogliere questo segnale di speranza ed impegnarsi a fondo per dare voce e forza – anche nella nostra Comunità – a chi lavora per superare le paure e per costruire, pur in un momento difficile, nuove stagioni di fiducia, di solidarietà e di apertura.

Volksbank ha conseguito il sigillo di qualità come “Migliori in Italia – Campioni del Servizio 2021” nella categoria banche regionali dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanze. La Banca considera questo riconoscimento un forte apprezzamento del servizio reso ai clienti dai consulenti della Banca.

L’Istituto Tedesco Qualità e Finanza (ITQF) in collaborazione con l’Università Goethe di Francoforte conduce da anni indagini di mercato finalizzate ad analizzare l’aspetto economico e qualitativo delle aziende attive in diversi settori. L’ITQF valuta ogni anno centinaia di imprese, prodotti e servizi per creare più trasparenza e confrontabilità. Gli studi di questo leader europeo delle indagini di qualità non sono sponsorizzati, in nessun modo, dalle aziende coinvolte e sono i clienti a decretarne o meno il successo.
Anche quest’anno nell’ambito dello studio “Migliori in Italia – Campioni del Servizio, 2020/2021”, giunto alla sua settima edizione, sono stati intervistati durante il mese di settembre 2020 circa 232.000 consumatori italiani sul servizio ricevuto da 1319 aziende in 152 diversi settori dell’economia nazionale. In particolare, sulle banche ai consumatori è stato chiesto di quale banca sono stati clienti negli ultimi 3 anni e di valutare il servizio ricevuto. Lo studio di ITQF è quindi la più ampia ricerca sul servizio delle aziende in Italia e il sigillo ricevuto una garanzia di qualità per i consumatori.

Volksbank è risultata la migliore tra le banche regionali con il punteggio di 67,1%, a conferma dell’eccellente attenzione e servizio ricevuti dai clienti nelle filiali della banca, della completezza della gamma di prodotti e servizi che Volksbank è in grado di offrire in tutto il periodo di relazione con i clienti, instaurando un rapporto fiduciario reciproco.

“Siamo molto onorati del sigillo ricevuto, sia per la professionalità dell’Istituto che lo promuove che perché premia gli sforzi della banca nel consigliare e supportare al meglio la clientela privati e imprese”, ha dichiarato il Direttore generale Alberto Naef. “Da anni cerchiamo di offrire il meglio alla nostra clientela ed ai nostri soci. In particolare, la ricerca svolta a settembre 2020 premia anche gli sforzi compiuti tra la primavera e l’estate 2020, nel continuare la nostra attività con efficacia malgrado le restrizioni legate all’epidemia Covid-19, che ha visto uno sforzo importante da parte di tutti i colleghi, nell’interpretare, risolvere e gestire le esigenze dei clienti, nonostante le distanze fisiche obbligate. Siamo costantemente impegnati nello sviluppo di nuove idee e progetti per far percepire ai clienti la nostra competenza, servizio, relazione e costante attenzione”.

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Volksbank con sede a Bolzano, è presente come Banca regionale oltre che sul mercato d’origine dell’Alto Adige anche nel Nord-Est d’Italia nelle province di Trento, Belluno, Treviso, Pordenone Vicenza, Padova e Venezia. Le filiali di Volksbank complessivamente operative sono 169. La Banca (anno di fondazione 1886) annovera 1.300 collaboratori e circa 60.000 soci.

 

 

PM Siegel 2021 DE

Piattaforma online per il commercio Trentino, al via la fase conclusiva per la selezione del progetto vincitore. Quattro le cordate di aziende passate alla fase due .

Entra nella sua fase conclusiva la procedura di selezione voluta dall’Assessorato allo sviluppo economico, ricerca e lavoro per la realizzazione di una piattaforma tecnologica finalizzata allo sviluppo del commercio elettronico in Trentino. Hanno partecipato alla prima fase quattro cordate di aziende. Ora si entra nella fase due che vede la presentazione del progetto di trasferimento tecnologico.

Il 30 ottobre scorso, dopo la chiusura della prima fase, si è infatti svolto l’evento virtuale di presentazione alle aziende delle raccomandazioni per la stesura della proposta progettuale.

Il progetto, ricorda l’assessore Achille Spinelli, “nasce per sostenere il commercio di prossimità e offrire uno strumento competitivo alle nostre aziende, affinché esse possano integrare le loro attività online e riposizionarsi sul mercato. Il Coronavirus ha certamente cambiato le nostre abitudini d’acquisto, spingendoci ad usare molto spesso la modalità elettronica. Dobbiamo quindi saper cogliere questa opportunità per innovare e accrescere la competitività delle imprese trentine. Siamo orgogliosi del fatto che aziende di grande qualità abbiano partecipato congiuntamente e abbiano avuto successo in questa prima fase di valutazione. Auguriamo a tutti buona fortuna per la fase due della selezione, affinché si inizi presto a concretizzare questo progetto così importante per il Trentino, per la sua economia e per i servizi ai cittadini.”

I partecipanti che hanno superato con successo la fase uno hanno tempo fino al 28 dicembre 2020 per inviare il loro progetto di trasferimento tecnologico. Ulteriori informazioni sulla procedura e la modulistica saranno disponibili a breve sul sito ripartitrentino.provincia.tn.it.

Il bando, a fronte di una spesa che dovrà essere superiore a 1,5 milioni di euro, vede un finanziamento provinciale di 1 milione di euro. I progetti saranno valutati anche in fase due dal Comitato per la ricerca e l’innovazione con l’apporto di esperti esterni, individuati da HIT e Trentino Sviluppo Spa. I criteri che saranno valutati nella scelta della progetto di trasferimento tecnlogico saranno l’eccellenza, l’impatto e la realizzazione del progetto, come meglio definiti nella deliberazione della Giunta Provinciale n. 933 del 3 luglio 2020.

La piattaforma dovrà avere caratteristiche volte a minimizzare l’impatto ambientale, garantire la tracciabilità delle merci, prevedere soluzioni smart di logistica dell’ultimo miglio, garantire sicurezza e privacy, nonché l’usabilità e l’inclusività per gli utenti.

“Una componente importante del bando riguarda l’innovazione. Per questo in questa seconda fase – spiega l’assessore Spinelli – è previsto il coinvolgimento di un organismo di ricerca come università, fondazioni o istituti di ricerca. Crediamo che questa sia l’occasione per far crescere, più in generale, il nostro sistema economico dal punto di vista elettronico e digitale”.

Una volta concluso il processo di selezione – con la scelta del progetto vincitore – sarà stipulato un accordo negoziale tra il gruppo di imprese e l’Assessorato allo sviluppo economico, ricerca e lavoro, previa consultazione delle Organizzazioni Sindacali, che andrà a definire aspetti quali la realizzazione dell’iniziativa, il radicamento territoriale, l’occupazione e formazione, con particolare riferimento all’inserimento di occupazione giovanile o alla formazione di giovani anche attraverso l’utilizzo del programma “Garanzia giovani” o di altri strumenti a disposizione dell’Amministrazione, le condizioni economico-finanziarie e fiscali, la collaborazione con enti, istituzioni o altre imprese del territorio, con particolare riguardo a progetti di filiera e di cluster ritenuti strategici o a progetti di promozione e sviluppo dell’economia solidale e della responsabilità sociale delle imprese ed infine gli accordi integrativi aziendali migliorativi della qualità del lavoro.

IL BUON VINO ROSSO DELLE TUE PAROLE, Piergiorgio Cattani.

Carissimo Piergiorgio, ieri sera, nella casa di Futura Trentino, la tua casa politica non lontano da casa tua, c’erano Andrea, Claudia, Elena, Fabiano, Flavia, Floriana, Giancarlo, Giulia, Nicola, i due Paoli.

Mancavi solo tu.

Ma in tuo onore, innaffiandolo di lacrime, abbiamo stappato un Lagrein Dunkel, ricordando il mezzo bicchiere di rosso che ogni tanto, nel tuo (e “nostro”) salotto, ti facevi portare da tua mamma Monica, da Daniel o da Alpha. Avevi riscoperto il vino, perché il profumo e il sapore della vita continuavano ad appassionarti.

Migliaia di belle parole su di te sono state scritte sui giornali di oggi e nella rete.

Ma le parole più belle (e ne hai scritte milioni) sono sempre le tue.

Stanotte, ho cercato nello scaffale del Margine i tuoi tre libri più importanti. Dall’ultimo, “Guarigione”, trascrivo queste righe che spiegano bene che cos’era, per te, la passione della scrittura che si intrecciava con quella per la politica. ScrivI:

“La scrittura può diventare la migliore terapia per ‘guarire’. ‘Scrittura come testimonianza e come liberazione personale’, così si legge in un foglio dattiloscritto di Primo Levi, risalente al 1976, l’anno in cui sono nato. Spero di essere riuscito a dare una testimonianza di vita per la vita, di intensi desideri e di razionalità professionale. Un lascito in grado di far capire come si possa imparare dalle avversità. Anche la mia particolare guarigione è quindi un evento in pieno svolgimento, con passi avanti e con cadute inaspettate. Forse neppure con la morte si concluderà questo cammino. Di fronte al male, alla malattia, alla sofferenza, all’avversità occorre resistere. Resistere con tutta la forza. Perché siamo chiamati alla vita e non alla morte. La resa alla nostra caducità non significa dolente rassegnazione davanti a un incomprensibile destino, ma consapevolezza del nostro essere uomini”.

Ci sei riuscito, Piergiorgio, “a dare una testimonianza di vita per la vita”. E quale grandiosa, coraggiosa testimonianza! E l’immensità della tua perdita è compensata solo dall’immenso valore di ciò che ci hai lasciato. Parole di vita, anche riflettendo sulla morte.

Buon vino che ci accompagnerà, che ci riscalderà sempre.

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paolo ghezzi

consigliere provinciale del Trentino e regionale/Regionalratsabgeordneter

Trentino-Alto Adige/Südtirol, presidente del gruppo provinciale e regionale

FUTURA 2018

Ecosistema Urbano 2020. Ecco l’Italia delle città che tentano di pianificare trasformazioni urbane in chiave green e che qua e là raggiungono l’eccellenza .

Trento, Mantova e Pordenone in testa alla classifica dei capoluoghi italiani per performance ambientali. Ultime in graduatoria: Pescara, Palermo e Vibo Valentia.

Smog, trasporti, rifiuti e rete idrica: andamento lento nelle performance ambientali delle metropoli. Tra le grandi città Milano si conferma centro urbano in crescita. Premiate anche 17 Best Practices.

Legambiente: “I centri urbani siano il fulcro della ripartenza post Covid verso un futuro sostenibile”.

 

Classifica Legambiente

 

Un’italia a due velocità: la prima più dinamica e attenta alle nuove scelte urbanistiche, ai servizi di mobilità, alle fonti rinnovabili, alla progressiva restituzione di vie e piazze ai cittadini, alla crescita degli spazi naturali. La seconda, più statica con un andamento troppo “lento” nelle performance ambientali delle metropoli soprattutto sul fronte smog, trasporti, raccolta differenziata e gestione idrica. È questa la fotografia scattata da Ecosistema Urbano 2020, il report annuale sulle performance ambientali dei capoluoghi italiani stilato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ore, che racconta quel lento cambiamento green in atto nella Penisola.

A testimoniarlo in primis le città di Trento, Mantova, Pordenone, Bolzano e Reggio Emilia in vetta alla classifica generale di Ecosistema Urbano 2020 che si basa sui dati comunali relativi al 2019, quindi ad un contesto pre-pandemia. Trento e Mantova mantengono come lo scorso anno il primo e il secondo posto in graduatoria con buone performance complessive, seguite da Pordenone che, dopo una lenta scalata, conquista il terzo posto superando così Bolzano che scende al quarto posto. Quinta la città di Reggio Emilia protagonista di una rincorsa alla top ten costante negli ultimi anni. In fondo alla graduatoria troviamo invece: Pescara (102esima), Palermo (103esima) e Vibo Valentia (104esima). Tra le grandi città, dove nel complesso si registra un andamento lento nelle performance ambientali legate soprattutto a smog, trasporti e gestione idrica, si conferma la crescita di Milano (29esima) sempre più attenta alla vivibilità urbana. A completare il quadro di Ecosistema Urbano, le 17 Best Practices premiate oggi per raccontare anche quelle esperienze virtuose in campo e che meritano di essere replicate sul territorio nazionale.

Tra queste c’è Cosenza che sull’esempio di Pesaro ha realizzato la Ciclopolitana, una rete ciclabile lunga più di 30 Km che sarà ultimata entro fine 2020. Prato che vanta un complesso residenziale (il NzeB di San Giusto), un mix di alta efficienza energetica con bassi costi di costruzione, pensato per il fabbisogno di famiglie in difficoltà economiche. Benevento che punta a realizzare una rete di quasi 25 chilometri di piste ciclabili integrate con i mezzi del trasporto pubblico e ferroviario per migliorare la mobilità urbana e sviluppare il turismo.

I dati di Ecosistema Urbano sono stati presentati oggi nel corso del webinar, trasmesso in diretta streaming sulle pagine fb di Legambiente, La Nuova Ecologia e sul sito del Sole 24 ore, moderato dal giornalista Giacomo Bagnasco del Sole 24 ore, che ha visto la partecipazione di Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, Mirko Laurenti, Responsabile rapporto Ecosistema Urbano, Lorenzo Bono, Ambiente Italia. Tra gli altri interventi quello della ministra delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli, della vicepresidente Anci e sindaco di Torino Chiara Appendino, del sindaco di Brescia Emilio Del Bono, di Paolo Zanella, Ass. transizione ecologica, mobilità e beni comuni, Trento, del Direttore Generale ISPRA Alessandro Bratti e del Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani che si sono confrontati sul futuro delle città e sulle sfide urbane legate all’emergenza coronavirus, consapevoli che i centri urbani devono essere il fulcro della ripartenza post Covid.

A tal riguardo un altro dato interessante che emerge da Ecosistema Urbano 2020 è che la propensione al cambiamento in ambiti specifici caratterizza qua e là anche centri urbani che non sempre occupano posizioni di vertice in graduatoria come Ferrara insieme a Pordenone e Mantova per la gestione dei rifiuti, Treviso che depura tutti i suoi reflui come Bolzano e contiene lo spreco di acqua come Pordenone e Trento. C’è poi chi mette al centro del proprio agire l’aumento dello spazio urbano dedicato alle bici come Reggio Emilia o Mantova.

“L’Europa – dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente – ha destinato al nostro Paese 209 miliardi di euro, una cifra molto importante che non potrà non riguardare le aree urbane, utili anche per il raggiungimento degli obiettivi Onu sullo sviluppo sostenibile al 2030. È qui infatti che si gioca una partita fondamentale per fronteggiare le tre crisi attuali – l’emergenza sanitaria, economica e climatica – e per vincere la sfida della modernizzazione del Paese. I dati contenuti in questa edizione di Ecosistema Urbano, relativi al 2019 e quindi ad una situazione pre-pandemia, ne sono la testimonianza più evidente.

L’Italia non può mancare questa occasione irripetibile per rendere le nostre città più moderne, sostenibili e sicure. Dopo decenni di discussioni, analisi dei problemi e definizione della loro soluzione come abbiamo fatto con questo rapporto annuale, ora abbiamo la possibilità di risolverne una gran parte grazie alle risorse europee. Le soluzioni da adottare le ritroviamo a macchia di leopardo in diversi capoluoghi di provincia. Noi col Rapporto Ecosistema Urbano le raccontiamo annualmente per rendere merito agli amministratori più smart e coraggiosi e farle copiare da quelli meno innovativi e temerari, perché le buone idee non hanno copyright”.

“Con Ecosistema Urbano – spiega Mirko Laurenti, responsabile Ecosistema Urbano – vogliamo dare un contributo alla riflessione globale sul futuro delle città, partendo dalle esperienze positive, da chi è riuscito negli anni a realizzare significative azioni e cambiamenti in chiave green. Nel nostro Paese la sfida, ora, deve essere quella di pianificare gli interventi dandogli continuità. Copiare dalle altre città europee. Far sì che il Governo istituisca finalmente una cabina di regia per le città e, utilizzando con criterio il Recovery Fund europeo, sostenga e spinga i sindaci affinché imbocchino con decisione la strada della sostenibilità, dando gambe a quei progetti che rappresentano l’unica via per stare al passo con l’Europa e il resto del mondo, guardando con fiducia a un futuro più sostenibile, condiviso, salubre. I cittadini delle nostre città, in gran parte, lo chiedono con forza”.

Classifica generale: Trento, prima in classifica, migliora i valori medi complessivi sia per quel che concerne il biossido di azoto (NO2) che per le Pm10. Cresce la percentuale di rifiuti raccolti in modo differenziato: Trento sfiora l’83% nel 2019, era poco sopra l’81% nel 2018, e si conferma tra le città migliori in questo parametro (è sesta). A completare il quadro c’è il decrescere dei rifiuti prodotti che calano dai 465 chili per abitante/anno dell’anno passato, agli attuali 462. Crescono i passeggeri trasportati dal servizio di TPL (da 185 viaggi per abitante annui del 2018 ai 190 del 2019), ma cala lo spazio destinato alle infrastrutture dedicate alla ciclabilità. Si registra un costante miglioramento del capoluogo trentino nell’indice dedicato al consumo di suolo che si ferma a 8,20/10 (lo scorso anno era a 7,40/10, due anni fa a 6,25) e lascia Trento appena fuori dalla top ten: è undicesima.

Anche Mantova, capoluogo lombardo, mantiene buone performances. Scendono di poco i consumi idrici, peggiorano le perdite della rete, che però rimangono appena al di sopra del 15%, settimo capoluogo assoluto in questo indice. Sale la produzione totale di rifiuti (da 513 Kg pro capite all’anno, a 531 quest’anno), ma continua a crescere la raccolta differenziata dove Mantova è la terza assoluta (dopo Ferrara e Pordenone), con una percentuale di 85,6% di differenziata.

Pordenone, terza in classifica, quarta lo scorso anno e sesta due anni fa, deve il raggiungimento del podio a un miglioramento generale visibile già negli indici legati all’inquinamento atmosferico dove abbatte le concentrazioni dell’NO2, peggiora di poco, rimanendo comunque nei limiti, per le polveri sottili e addirittura quasi dimezza i giorni di superamento dell’ozono rispetto all’anno precedente. Si registrano quasi ovunque lievi miglioramenti come nei consumi idrici (da 168 a 162 litri per abitanti al giorno da un anno all’altro), o nelle perdite della rete idrica dove la città friulana è quella che spreca meno in assoluto: solo l’11,3% dell’acqua immessa in rete non arriva ai rubinetti. Bene la raccolta differenziata dei rifiuti, Pordenone è la seconda assoluta con l’86,1%, dietro solo a Ferrara, nel consumo di suolo il capoluogo friulano quasi raddoppia il suo indice rispetto all’anno passato: da 3,95 su 10 all’attuale 6/10. Unica nota negativa, il lieve calo dei passeggeri trasportati dal servizio di TPL (che scendono dai 62 del 2018 agli attuali 58 viaggi per abitante all’anno) o alla produzione di rifiuti dove si passa dai 514 chili pro capite dell’anno dello scorso anno agli attuali 521.

Anche Bolzano, quarta, e Reggio Emilia, quinta, confermano buone performance ambientali. La prima mantiene, ad esempio, una buona qualità dell’aria con tutti e tre gli indici entro i limiti, ma peggiorando lievemente nei giorni di superamento dei limiti per l’ozono. Sale di poco la percentuale di acque disperse dalla rete (poco più del 31% nel 2018, poco oltre il 32% quest’anno), ma scendono i consumi idrici. Cresce ancora il monte rifiuti prodotti (512 kg/abitanti/anno nel 2018, 524 quest’anno), ma aumenta la raccolta differenziata che si attesta al 67%. Migliora di pochissimo anche nell’indice del consumo di suolo che vede Bolzano tra le migliori in assoluto: è sesta con 9,40 su 10 (era a 9,35 l’anno passato).

Reggio Emilia ha buoni numeri dei tre indici legati all’inquinamento atmosferico, stabili i consumi idrici e le energie rinnovabili. Peggiora nel totale dell’acqua potabile dispersa (era poco sotto il 22% lo scorso anno, sale al 25,2% quest’anno) e nel monte di rifiuti prodotti che cresce dai 695 chili pro capite all’anno, agli attuali 699. Migliora però in quasi tutto il resto: cresce la raccolta differenziata che oltrepassa l’80% (82,9%) e fa del capoluogo reggiano la quinta assoluta nell’indice; salgono i passeggeri trasportati dal servizio di trasporto pubblico (dagli 87 viaggi per abitante all’anno dell’anno scorso agli attuali 100); aumenta lo spazio per i pedoni e quello dedicato alla ciclabilità dove Reggio Emilia si conferma di gran lunga la migliore in assoluto. Da segnalare però l’arretramento del capoluogo emiliano-romagnolo nell’indice che misura il consumo di suolo, dove scende da 7,05 su 10 dello scorso anno, a 6/10 quest’anno.

Non può mancare uno sguardo alle grandi città. Nella classifica generale di Ecosistema Urbano 2020 in ripresa Torino 80 esima in graduatoria (lo scorso anno era 88esima) e Bari 84esima (lo scorso anno era 87esima), lieve calo in graduatoria invece per Bologna 16esima (lo scorso anno era 13esima) e Venezia 27esima (lo scorso anno era 16esima). In generale i grandi centri faticano a dare risposte alle criticità che le attanagliano. A confermarlo i numeri sempre più elevati delle concentrazioni di biossido di azoto o dei giorni di superamento dei limiti dell’ozono a Torino, il crescente numero di auto circolanti per Torino e Roma (Torino a 64 auto ogni 100 abitanti, Roma a 62) e l’immobilismo nei numeri del trasporto pubblico ancora a Roma.

L’imbarazzante 19,2% della raccolta differenziata a Palermo o il 36,2% fatto registrare da Napoli (il 35% era l’obiettivo normativo da raggiungere nel 2006), oppure il 3,60 su 10 che Venezia raggiunge nell’indice dedicato al suolo consumato (era a 3,90/10 lo scorso anno), così come il fatto che a Bari quasi il 50% dell’acqua potabile immessa in rete va sprecata (il 49%, era il 48,8% lo scorso anno). Fa eccezione Milano, sempre più attenta negli ultimi anni alla mobilità sostenibile e intermodale, alla rigenerazione urbana e all’uso efficiente di suolo. In particolare il capoluogo lombardo ha invertito la proporzione tra crescita del consumo di suolo e variazione abitanti residenti. Inoltre è l’unica grande città ad avere una rete idrica che perde molto meno del 25% dell’acqua immessa in rete: quarta assoluta con appena il 13,7% di perdite (era 15,2% lo scorso anno).

In fondo alla classifica generale si trovano Pescara, Palermo e Vibo Valentia. Il capoluogo abruzzese, terz’ultimo in graduatoria, non risponde da due anni alle domande di Legambiente. Anche Vibo Valentia, ultima in classifica, colleziona una enorme quantità di ‘nd’. L’unica nota positiva, il dato sulla raccolta differenziata che passa dal 26% segnalato negli ultimi anni al 46,3%, ed il contestuale calo del monte rifiuti prodotto che vale al capoluogo calabrese il quarto posto assoluto nell’indice dedicato con 395 kg/ab/anno. Palermo, penultima in graduatoria, oltre alla raccolta differenziata che si attesta al 19,2%, registra un calo dei passeggeri trasportati dal trasporto pubblico, scende la superficie dedicata alle infrastrutture per la ciclabilità, facendo del capoluogo siculo uno dei peggiori del Paese con poco più di un metro equivalente ogni 100 abitanti. La città sicula arretra anche nell’indice dedicato al suolo consumato dove si ferma solo a 7,60 su 10 mentre lo scorso anno faceva registrare un più confortante 8,25/10.

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