“È con soddisfazione che accolgo la notizia, ufficializzata proprio in queste ore, della messa a disposizione di un mezzo di trasporto scolastico più capiente per gli alunni iscritti alla scuola elementare di Pietramurata, il cui tradizionale pulmino, che trasporta gli scolari al ritorno, alle 16:15 che va a Pergolese, come da segnalazioni di molti genitori, era negli ultimi tempi risultato pieno, col conseguente disagio di molte famiglie, che si erano ritrovate così costrette a provvedere autonomamente al trasporto scolastico dei loro figli.

Ritengo importante tale novità sia perché mai come in questa fase pandemica i trasporti scolastici sono un tema prioritario e da tenere sotto controllo, sia perché – con questa decisione – si conferma l’attenzione ai territori da parte di questa Amministrazione provinciale e delle relative emanazioni operative.
Questo dimostra che dalla politica dell’ascolto delle istanze, se vissuta quotidianamente, possano venire risultati concreti.

Dico questo nella consapevolezza che, pur con tutte le difficoltà di questa fase epidemiologica, il nostro Trentino si sta impegnando e seguendo in modo virtuoso il tema della didattica e dei trasporti, proprio in forza della propria autonomia.
Una linea che – a mio avviso – le famiglie e più in generale i trentini stanno apprezzando”

È quanto affermato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Alessia Ambrosi

Consiglio, le comunicazioni sulla situazione Covid dell’assessora. Fugatti: sempre meno spazi di autonomia per la gestione dell’emergenza.

In apertura di seduta l’assessora Segnana ha fatto il punto della situazione epidemiologica e organizzativa. L’ultimo report degli inizi di novembre vede il Trentino con un rt a 1,6; l’occupazione dei posti letto posti letto per il Covid è al 14%, la soglia d’allerta è al 40% e il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 10% mentre la soglia di allerta è stata fissata al 30%.

In generale, ha affermato l’assessora, sono state sospese le visite specialistiche tranne quelle in Rao A. La strategia, ha ricordato, è quella di recuperare risorse e personale per gestire i ricoveri Covid e quelli dei malati di altre patologie. Successivamente verrà potenziato il servizio di teleconsulto e televisita. Per ciò che riguarda la riorganizzazione del sistema ospedaliero: Rovereto è Covid hospital accoglie i pazienti Covid in terapia intensiva, alta e media intensità, l’attività operatoria è quella di urgenza e emergenza, ostetrica e classe A nei limiti consentiti da anestesia, la chirurgia ambulatoriale e specialistica per Rao A e B. Il S.Chiara è destinato alla alta e media intensità Covid nei reparti di malattie infettive, pneumologia, geriatria, medicina e dialisi. Attività operatoria d’urgenza e emergenza e ostetricia classe A e B in relazione al carico di anestesia, chirurgia ambulatoriale e visite specialistiche solo Rao A e B. Media intensità Covid a Tione.

sospesa la chirurgia, quella ambulatoriale solo se non richiede posti letto o trasferimenti; attività ambulatoriale solo in Rao A e B. Anche a Cles accoglienza pazienti media intensità Covid e ventilazione non invasiva. Sospesa chirurgia, consentito l’attività ambulatoriale che non richieda posti letto e specialistica solo Rao A. A Borgo media intensità Covid, sospesi gli interventi operatori, chirurgia ambulatoriale e attività specialistica solo per Rao A e B. All’ospedale di Cavalese cure di media intensità Covid, sospesa chirurgia, continua traumatologia e visite specialistiche ambulatoriali solo per Rao A e B. Anche a Arco sospesa chirurgia, ambulatori in Rao A. Per la struttura di Mezzolmbardo è in corso la riconversione in struttura intermedia Covid. Infine, l’assessora ha ricordato che a Trento sud sono stati potenziati i drive through con quella del personale dell’Esercito. Nell’ultima settimana, ha ricordato infine Segnana, sono stati effettuati 10 mila tamponi. Per quanto riguarda i vaccini anti influenzali, rispondendo a Rossi del Patt, ha ricordato che l’Apss ha acquistato 130 mila dosi e prenotate altre 70 mila. Le 130 mila sono state distribuite a medici di base che in alcuni casi le hanno terminate e quelle prenotate arrivano col contagocce. Ma, ha detto l’assessora, in molte regioni non hanno coperto nemmeno le categorie fragili. Il problema delle farmacie non dipende dalla Pat ma dal fatto che non sono riuscite ad acquistare le dosi a livello nazionali.

Il confronto con i consiglieri.

Paola Demagri del Patt è intervenuta per ricordare le difficoltà della medicina di base e quindi ha chiesto quale tipo di riorganizzazione territoriale si stia mettendo in campo da parte dell’Azienda e dell’assessorato. Luca Zeni (Pd) ha detto che ella relazione dell’assessora non sono state presentate le strategie per contrastare l’ondata epidemica, che ha colto anche il Trentino impreparato perché durante l’estate s’è fatto poco. Ma, ha aggiunto, l’autonomia trentina s’è sempre distinta per la capacità di anticipare le scelte nazionale. Fatto che non è accaduto in questa emergenza dove emergono i problemi nei tracciamenti e per i tamponi. Zeni ha poi chiesto quali siano i dati dei tamponi antigenici rapidi negli ultimi 10 giorni. Il consigliere del Pd, inoltre, ha chiesto poi un maggior coinvolgimento dell’opposizione e degli stessi medici e del personale sanitario che lamentano di non essere ascoltati. Sulle azioni concrete il Pd ha presentato una risoluzione sul potenziamento della centrale Covid; per aumentare i tamponi, viste anche le preoccupanti dichiarazioni del dirigente generale dell’assessorato secondo il quale ormai il contagio è troppo avanti e non servono più. La richiesta di coinvolgere L’Istituto zooprofilattico del Triveneto che il Veneto usa e i, infine, le strutture private. Va potenziata inoltre per il consigliere Pd l’assistenza a domicilio e va mantenuta l’attenzione sulla sfida di continuare le prestazioni per i malati non Covid.
Un lockdown va evitato, ha concluso, ma non si possono nascondere i dati per scansare questo pericolo. La collaborazione della minoranza c’è, ma serve un cambio di passo.
Alex Marini ha presentato la sua risoluzione, bocciata con 12 sì, 19 no due astenuti, con la quale chiedeva una convocazione permanente, con cadenza settimanale, della Quarta commissione. Questo perché, ha affermato, è necessario informare i consiglieri direttamente per discutere con la Giunta in modo sereno della situazione. Ascoltando anche medici e il personale sanitario che hanno chiesto e chiedono un confronto. Infine, Marini ha chiesto che venga messa in campo una comunicazione mirata perché l’incidenza dell’epidemia varia da zona a zona. Altro tema di discussione la situazione socio economica e quella della scuola pensando di disciplinare anche l’home schooling e mettendo in campo idee per favorire la didattica all’aria aperta, senza limitarsi alla semplice Dad.

Segnana: c’è carenza di medici e infermieri.

L’assessora Segnana sull’Usca, Unità speciali di continuità assistenziale, ha detto che sono state fatte altre 3 assunzioni per arrivare al tetto di 16. Da marzo a oggi in generale sul fronte Covid sono state assunte molte figure, passando dalle 76 e alle 222 attuali. L’Istituto zooprofilattico non ha la possibilità di analizzare in Trentino i tamponi e mandarli a Legnago farebbe solo allungare i tempi. In generale, l’assessora ha ribadito che ci sono le risorse economiche ma c’è carenza di infermieri e medici. Oggi, ha aggiunto, si parte a Trento sud con due drive uno dell’Azienda e uno dell’Esercito. C’è poi il protocollo con il Cal perché i comuni organizzino spazi per i tamponi rapidi. Insomma, ha detto ancora, il lavoro dell’Azienda è stato non facile ma è stato svolto col massimo impegno.
Sui test rapidi Fugatti ha detto che i dati su questi test vengono gestiti a livello ministeriale, si fanno solo sui sintomatici e l’attendibilità è buona. La scelta di comunicare i dati solo dei molecolari è del ministero. Anche se, ha aggiunto, la Pat non avrebbe problemi a comunicarli anche se lo devono fare tutti i territori altrimenti si creerebbero discriminazioni. Comunque, ha concluso, il numero dei tamponi in Trentino è il più alto d’Italia, 2500 al giorno.

Le risoluzioni.

Sulle risoluzioni, su quella di Marini, la Giunta ha espresso parere negativo perché i contatti con i responsabili socio sanitari è costante e quotidiano; negativo anche sulle risoluzione, prima firmataria Sara Ferrari, che è stata ritirata e chiedeva una maggiore partecipazione nell’emergenza Covid. Un no motivata dal fatto che per l’assessora Segnana i contatti con categorie e comuni sono costanti. Parziale no anche all’altra risoluzione Ferrari, ma sì ai punti che chiedono il potenziamento centro Covid e domiciliari, sullo sforzo per ridurre tempi dei tamponi rapidi e molecolari.
Marini ha ricordato che la sua risoluzione conteneva una proposta avanzata già a marzo, anche per raccogliere le posizioni espresse dai parenti dei degenti nelle Rsa. Ugo Rossi del Patt ha chiesto a Segnana il dato sui totali dei tamponi e su quante persone sono stati effettuati i 300 mila effettuati fino a oggi. Sul rapporto Giunta e Consiglio ha sottolineato la necessità, anche perché l’unione fa la forza, di un confronto in commissione a scadenze fisse.

Il capogruppo Patt ha detto che il Trentino è effettivamente al vertice per tamponi, questo va bene, ma il contesto è di grande difficoltà ed è quindi meglio non fare classifiche anche perché siamo ai vertici anche dei numeri negativi. Rossi ha ricordato di aver fatto presente la necessità delle vaccinazioni anti influenzali che sono state fatte solo alle categorie a rischio. Sara Ferrari ha detto che il no alle risoluzioni è incomprensibile perché in un periodo straordinario vanno messe in campo misure straordinarie. Alla fine ci si limiterà alla richiesta di comunicazione in Consiglio, un atteggiamento, per la capogruppo Pd, incomprensibile anche di fronte a quello comprensivo dell’opposizione. Un errore politico e istituzionale, ha infine definito, il no alla convocazione permanente della Quarta commissione. Il presidente Conte, ha aggiunto, passa in Parlamento per informarlo sui Dpcm, qui non si fa.

Claudio Cia di Agire ha detto che si dovrebbe evitare di sovrapporre strutture su strutture e ben difficilmente potrebbero venire proposte concrete dalla Quarta commissione. Mara Dalzocchio della Lega ha detto che è indispensabile ricordare che il Trentino sta dimostrando una gestione responsabile e in alcuni casi virtuosa dell’emergenza. La Pat è stata all’avanguardia rispetto a decisioni nazionali, la task force è stata istituita prima della dichiarazione Onu e tre giorni prima della dichiarazione del Governo dello stato d’emergenza nel gennaio scorso. Una testimonianza è l’elevato numero di tamponi, il doppio rispetto alla media nazionale, certificato dall’Unitn. I positivi oggi in Trentino sono tre volte inferiori rispetto all’Alto Adige e questo grazie all’azione della Giunta. La descrizione negativa del lavoro del governo Pat, ha chiuso, fa male a tutti i trentini.

Filippo Degasperi di Onda civica Trentino, ha affermato che nessuno ha parlato male della Pat, ma si sono fatte solo proposte. Come Rossi ha detto che si deve andare cauti con i proclami. Vengono regolarmente segnalate disfunzioni, a partire dai numeri di telefono che rispondono a singhiozzo e dopo lunghe attese. Classi che vengono avvisate dopo giorni rispetto ai rilevamenti di positività di alcuni alunni. Il centro Covid andava potenziato subito e molte altre problematiche come le ambulanze costrette spesso ad aspettare anche un’ora e mezzo prima di sapere dove devono portare i malati. Infine, nella scuola, secondo Degasperi, si sta generando la stessa “babele” della primavera. Ottimismo sì, ma suffragato dai fatti, ha concluso.

Fugatti: sempre meno gli spazi di autonomia sul Covid.

Il presidente Fugatti è intervenuto per dire che la Giunta ha accettato un confronto sul tema del Covid ad ogni consiglio, come chiesto da Sara Ferrari. La situazione è pesante e preoccupante, ha detto, e lo sarà per le prossime due settimane quando si vedranno gli effetti delle ultime scelte. Il Trentino, ha continuato, per quanto tutto sia migliorabile, al 9 novembre è zona gialla, ma ciò che accadrà da oggi in poi nessuno lo sa. Di certo però che se fino a oggi la gestione dei contagi ha retto e siamo una delle poche realtà che fa ancora il contact tracing, è perché è stato fatto un buon lavoro. Non tutto va bene, vanno fatto potenziamenti, ma grazie all’impegno di tante persone impegnate fino allo spasimo. Insomma, ha concluso il presidente, aspetti critici ci sono ma la situazione è ancora sotto controllo, anche se sul futuro, anche immediato, non c’è alcuna certezza. Non c’è alcuna volontà di fare classifiche, ma non si può dimenticare le cose che funzionano.
Ugo Rossi ha definito saggio l’intervento di Fugatti ma ha chiesto che vengano date informazioni corrette al di là della foga di voler dimostrare che si sta facendo bene e ha insistito sulla necessità di sapere, entro oggi, su quante persone sono stati fatti i 300 mila tamponi. Infine, ha ricordato che le risoluzioni racchiudono proposte necessarie per fare andare ancora meglio il Trentino che ha ereditato un’organizzazione dell’Azienda sanitaria che viene da molto lontano e che per fortuna la Giunta non ha toccato.
Luca Zeni ha detto che va preso atto di una situazione difficile e il fatto di sottolineare le difficoltà non significa critica sterile, ma va visto come un richiamo ai metodi che in altri luoghi hanno permesso di contenere il contagio. Inoltre, secondo Zeni, il tracciamento non si riesce più a fare, come ha detto il dirigente generale dell’assessorato alla sanità. Ci sono carenze nella centrale Covid, nelle cure domiciliari e problemi organizzativi nell’Azienda. Sui tamponi ha detto che sapere quanti sono gli antigenici positivi è una necessità per avere un quadro chiaro. Fugatti, ha aggiunto il consigliere Pd, ha parlato di possibili cambi di situazione e non si capisce se ci sono dati allarmanti e sarebbe utile sapere cosa intenda fare per il Trentino Roma. Zeni ha concluso con l’invito a sfruttare le opportunità dell’Autonomia.
Degasperi ha apprezzato i toni del presidente Fugatti ma le intenzioni della minoranza sono quelle di supportare il lavoro della Giunta. Anche Marini ha aggiunto che il contenuto della sua risoluzione non era per nulla polemico ma il tentativo di un confronto continuo e creativo.
Giorgio Tonini del Pd ha chiesto e ottenuto dalla proponente il ritiro della prima risoluzione di Sara Ferrari per evitare a Fugatti di fare un errore come quelli fatti a livello nazionale da Conte con l’eccesso di Dcpm. Il Pd ha cercato di proceduralizzare l’iter dei decreti di Conte, ha detto Tonini, dicendo che prima di vararli serve un passaggio in Parlamento e probabilmente anche qui nei prossimi giorni ci sarà un ricorso a ordinanze è quindi della necessità di una comunicazione al Consiglio. Tonini ha invitato Fugatti a ripensare a questo no e ha detto che il Pd non ha intenzione di mollare su questo punto. Fugatti ha però ricordato che purtroppo gli spazi di autonomia su questa emergenza sono sempre più stretti e molto probabilmente ci si troverà solo a recepire le decisioni del governo nazionale. A Zeni ha risposto di non avere notizie sul fatto che il Trentino possa divenire zona arancione o rossa, anche se il futuro è incerto.

Il ricordo di Piergiorgio Cattani.

Lucia Coppola di Futura infine ha ricordato la figura di Piergiorgio Cattani e ha ringraziato della solidarietà tutti i consiglieri. Il presidente Kaswakder ha ricordato la vicinanza ai familiari e a Futura del Consiglio e sua personale per la grave perdita di un persona preziosa per tutto il Trentino.

Si apprende oggi dello stralcio dal Piano discariche della Provincia delle previsioni relative ai siti di Pilcante di Ala e di Sardagna. Nei mesi scorsi il Partito Democratico del Trentino ed il Gruppo Consiliare avevano più volte espresso la propria preoccupazione in merito alla possibilità di attivazione di questi due siti, e abbiamo esercitato il nostro ruolo di controllo sia con interrogazioni in Consiglio provinciale sia, su mia richiesta, con il sopralluogo da parte dei membri della Commissione consiliare competente per materia.

In data 10 settembre 2019 infatti, anche alla luce delle deliberazioni contrarie di Comuni e Comunità di valle e vista la preoccupazione ingenerata sul territorio dalle voci di apertura delle discariche, avevo formalizzato la richiesta di programmare un sopralluogo della Terza Commissione al sito individuato per la possibile discarica di Pilcante e a quella dismessa di Sardagna. Il sopralluogo aveva poi avuto luogo in data 25 settembre, occasione preziosa per lo scrivente e per la collega Ferrari che vi ha partecipato per comprendere puntualmente le problematiche e le ragioni delle comunità e dei comitati.

Non posso quindi che esprimere la piena soddisfazione del Gruppo Consiliare per lo stralcio dei due siti dal piano discariche della Provincia.

 

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Cons. Alessio Manica

Per il Gruppo Consiliare del PDT

Emergenza Covid-19 e Case di Riposo. Commissariare le Rsa che non hanno fatto scorte sufficienti di Dpi.  Lo chiede la Fenalt tramite il responsabile dell’Area APSP, Roberto Moser, a fronte della dichiarazione della Presidente UPIPA, Francesca Parolari, secondo cui a breve scarseggeranno i dispositivi di protezione per gli operatori in molte case di riposo del Trentino.

Forse qualcuno si illudeva che il Covid-19 fosse sparito con la brezza estiva, nonostante l’OMS e tutti i maggiori esperti mondiali ci mettessero in guardia contro i rischi di una seconda ondata. Nelle case di riposo del Trentino si è fatto poco. Adesso che il contagio imperversa, emerge che mancano personale e DPI, esattamente come a marzo e ad aprile.

“Gli operatori delle case di riposo sono stanchi (se non prossimi allo sfinimento) e soprattutto demoralizzati – dichiara Roberto Moser, responsabile Fenalt per l’area APSP – Sentire la Presidente UPIPA, Francesca Parolari, affermare ieri dai microfoni delle tv locali che a breve mancheranno anche i DPI è sconcertante. Fenalt, sindacato di maggioranza del settore, ritiene tali affermazioni allarmanti e capaci di gettare nel panico operatori e famiglie degli ospiti.

Se le dichiarazioni pubbliche della Presidente fossero vere – e non mettiamo in dubbio che lo siano – denunciamo la totale mancanza di dialogo con le Organizzazioni sindacali che non sono a conoscenza della scarsità di scorte di DPI e che non possono trascurare la grave minaccia che ciò rappresenta per la salute dei lavoratori. Fin da ora ci impegniamo come Fenalt a organizzare delle manifestazioni di protesta all’esterno delle APSP dove gli operatori si troveranno senza sufficienti dispositivi di sicurezza.

Il tempo necessario per procurare i DPI e per fare le scorte adeguate c’era. Se questo non è accaduto, la Fenalt chiede che la Giunta Provinciale, e in particolare l’Assessore provinciale alla Sanità, intervengano commissariando gli Enti la cui Dirigenza in una situazione di emergenza pandemica non ha saputo dar prova della prudenza richiesta dai principi della buona amministrazione per prepararsi adeguatamente ad un autunno che si preannunciava chiaramente a rischio: lo facciamo sia per la tutela degli operatori sia per i nostri anziani che meritano la massima attenzione”.

 

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Roberto Moser
Vice segretario generale Fenalt e responsabile Area Case di Riposo

Sono undici i nuovi casi di positività al Covid-19 registrati nelle scuole in lingua italiana dell’Alto Adige. Cinque sezioni sono state poste in quarantena.

Sono complessivamente undici i casi di positività al Covid-19 segnalati oggi (9 novembre) nelle scuole in lingua italiana dell’Alto Adige. Sette di questi sono stati registrati alla scuola primaria “Martin Luther King” di Bolzano. Due segnalazioni di positività al Covid-19 arrivano dalla scuola secondaria di I grado “Alfieri”, sempre del capoluogo, e due ulteriori casi vengono registrati rispettivamente al Liceo “Torricelli” di Bolzano e alla scuola secondaria “Manzoni” a Bressanone. Negli istituti in lingua italiana, inoltre, alcune sezioni sono state poste in quarantena: due classi alla scuola primaria “Dante” a Bolzano (fino al 10 novembre compreso), una sezione alla scuola dell’infanzia “Città dei bambini” di Bolzano (fino al 12 novembre compreso), alla scuola dell’infanzia “Raggio di sole” di Bolzano (fino all’11 novembre) e alla scuola primaria “Don Bosco” di Bolzano.

Informazioni sulla scuola solo dal canale ufficiale della Provincia

Si raccomandano famiglie e studenti di non affidarsi a fonti di informazione non verificate o estemporanee, che generano confusione ed allarmismo e di affidarsi alle sole notizie comunicate dal canale istituzionale della Provincia, per evitare la diffusione di informazioni scorrette o non precise. Per ulteriori informazioni è possibile contattare Thomas Laconi. (thomas.laconi@provincia.bz.it).

In costruzione il programma di Trento, città del Natale. Nonostante le restrizioni causate dall’emergenza sanitaria, che hanno determinato la definitiva cancellazione del mercatino di Natale e delle tradizionali fiere del periodo invernale, l’Amministrazione comunale è impegnata a cercare il punto di equilibrio tra priorità e vincoli di carattere sanitario, legittime ragioni dell’economia ed esigenze della dimensione comunitaria. La volontà è quella di recuperare e rileggere i significati del Natale, per essere, come ogni anno, ma in modo del tutto diverso dalle scorse edizioni, Città del Natale.

Il tema della nascita e della rinascita verrà esplorato quindi, soprattutto attraverso il riferimento alla luce ed ai temi tradizionali del Natale.

Il programma, frutto di partecipazione, co-progettazione tra i diversi attori cittadini, con una regia comunale, coinvolge la città e tante realtà, sarà presentato il 21 novembre in occasione dell’accensione delle luci in città.

Tra le proposte che saranno realizzate nelle prossime settimane, partirà a breve una campagna di crowdfunding per collocare in piazza Fiera Respiro 2020, un’installazione sonora e visiva promossa da Confeventi (Unione del Commercio), che attraverso l’accensione di colori intende riprodurre il mood dei cittadini.

I passanti potranno partecipare direttamente all’iniziativa attraverso una app e una piccola donazione.

La società è un tessuto composto da filamenti con diversi spessori, resistenze, elasticità: sono i sentimenti, le relazioni, le lingue che parliamo. Sono le nostre vite, ognuna parte della società così ciò che facciamo singolarmente, sommandosi a ciò che fanno gli altri, diventa collettività. L’installazione ci racconta questo respiro.

Respiro 2020 troverà il suo spazio al posto delle casette, puntando a riempire il vuoto lasciato dal mercatino senza colmarlo. La proposta punta a mettere suono dove c’erano le persone, a riempire di colore gli spazi senza occuparli fisicamente.

Radici L’altra faccia dell’immigrazione – Brasile – Un viaggio fra le curiosità, la gioia e la commozione degli immigrati che tornano nelle loro terre natali, le esplorano, le raccontano, ma soprattutto le vivono insieme a Davide..

 

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Domenica In. St 2020/21 – Puntata del 08/11/2020. La nona puntata di ‘Domenica In’ ospita Giancarlo Giannini, che si racconterà tra carriera e vita privata ricordando anche alcune grandi attrici con le quali ha lavorato nel corso della lunga carriera cinematografica. La giornalista Giovanna Botteri sarà protagonista di una ampia intervista nella quale ripercorrerà gli anni che l’hanno resa celebre come inviata ‘speciale’ per la RAI nei luoghi più ‘caldi’ dello scenario internazionale.

Per lo spazio musicale, interverrà Patty Pravo, icona della musica italiana degli anni ’70 e ’80 e nel corso della puntata ci sarà anche un ricordo di Stefano D’Orazio, storico batterista dei Pooh, venuto a mancare all’ età di 72 anni. Ampio spazio all’informazione medico-scientifica, con il Prof. Francesco Le Foche, immunologo, per fare il punto sulla situazione in Italia in merito all’ aumento dei contagi da Coronavirus. In collegamento anche il giornalista Mario Calabresi e Selvaggia Lucarelli; Franco Antonello, il papà di Andrea, un ragazzo autistico di 27 anni, si collegherà da Castelfranco Veneto per raccontare la loro bellissima storia che qualche anno fa ha ispirato anche un film per la regia di Gabriele Salvatores. L’ occasione sarà quella di presentare il loro ultimo libro ‘La valigia Aran’..

 

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Il legislatore può “raffreddare” la rivalutazione automatica delle pensioni di elevato importo e imporre a carico delle stesse un prelievo di solidarietà, a condizione che osservi i principi costituzionali di ragionevolezza e proporzionalità, anche in ordine alla durata della misura.

È quanto ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 234 depositata oggi (relatore Stefano Petitti), decidendo sulle questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale di Milano e da alcune sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti riguardo alle misure di contenimento della spesa previdenziale disposte dalla legge di bilancio 2019 a carico delle pensioni di elevato importo.

La Corte ha dichiarato non fondate le questioni a proposito del “raffreddamento” triennale della rivalutazione automatica e, viceversa, le ha accolte limitatamente alla durata quinquennale del contributo di solidarietà (si veda anche il

).

Secondo la Corte, la misura limitativa della rivalutazione automatica, finalizzata dal legislatore al perseguimento di obiettivi interni al sistema previdenziale aventi un orizzonte triennale (finanziamento della “quota 100”), non viola i principi di ragionevolezza e proporzionalità, poiché comunque garantisce un – seppur parziale, ma non simbolico – recupero dell’inflazione anche alle pensioni di maggiore consistenza.

Riguardo al contributo di solidarietà, la Corte ha osservato che questa misura, diretta al perseguimento dei già menzionati obiettivi triennali interni al sistema pensionistico, non viola i principi di ragionevolezza e proporzionalità e risulta costituzionalmente tollerabile in quanto opera secondo un criterio di progressività e fa comunque salvo il trattamento minimo di 100.000 euro lordi annui.

La Corte ha ritenuto tuttavia irragionevole per sproporzione la durata quinquennale del prelievo. Tale durata è eccessiva rispetto all’ordinaria proiezione triennale del bilancio di previsione dello Stato e all’estensione nel tempo degli obiettivi perseguiti dalla misura, oltre che disallineata rispetto al limite temporale dell’intervento limitativo della perequazione, pur disposto nella medesima legge di bilancio.

 

Incidente per un base jumper: recuperato illeso sullo zoccolo del monte Brento (Valle del Sarca)

Un base jumper modenese del 1979, dopo essersi lanciato dal Becco dell’Aquila sul Monte Brento (Dro, Valle del Sarca), ha perso il controllo della vela andando a sbattere sullo zoccolo del monte Brento e finendo su una cengia, fortunatamente illeso. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 11.45.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero, mentre una squadra della Stazione Riva del Garda raggiungeva la località Gaggiolo per dare eventuale supporto all’equipaggio dell’elisoccorso. Dopo aver individuato il base jumper, che si trovava a circa tre quarti dello zoccolo del monte Brento e che aveva già provveduto da solo a raccogliere la propria vela, l’elicottero ha verricellato sul posto il Tecnico di Elisoccorso per effettuare il recupero. Il base jumper è stato elitrasportato in piazzola a Gaggiolo e visitato dall’equipe medica: incolume, per lui non è stato necessario il ricovero in ospedale.

onte Brento (Dro, Valle del Sarca), ha perso il controllo della vela andando a sbattere sullo zoccolo del monte Brento e finendo su una cengia, fortunatamente illeso. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 11.45.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero, mentre una squadra della Stazione Riva del Garda raggiungeva la località Gaggiolo per dare eventuale supporto all’equipaggio dell’elisoccorso. Dopo aver individuato il base jumper, che si trovava a circa tre quarti dello zoccolo del monte Brento e che aveva già provveduto da solo a raccogliere la propria vela, l’elicottero ha verricellato sul posto il Tecnico di Elisoccorso per effettuare il recupero. Il base jumper è stato elitrasportato in piazzola a Gaggiolo e visitato dall’equipe medica: incolume, per lui non è stato necessario il ricovero in ospedale.

 

 

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Foto: archivio Soccorso alpino trentino

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