Ultimi in Italia: finalmente arriva l’indennità di vacanza contrattuale. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno sottoscritto l’accordo che consente l’erogazione dell’Indennità di vacanza contrattuale ai dipendenti pubblici trentini che, unici nel Paese, a oggi non ne hanno ancora beneficiato. «L’indennità doveva essere erogata nel mese di aprile 2019 – spiegano i segretari Diaspro, Pallanch e Tomasi – come previsto dai contratti e come avvenuto a livello nazionale. Il ritardo con cui si procede nella Provincia autonoma di Trento è inaccettabile da ogni punto di vista, a partire dalla considerazione che ne deriva nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi pubblici trentini che, soprattutto in queste fasi drammatiche, stanno affrontando in prima linea la pandemia».

La sottoscrizione dell’accordo, avvenuta nella serata di oggi, è stata funzionale a far sì che l’indennità possa venire erogata sulla busta paga di novembre, senza ulteriori ritardi. L’accordo ha dunque una valenza meramente tecnica e consente, finalmente, di ottemperare a quanto dovuto da molti mesi.

I sindacati stigmatizzano inoltre il fatto che si continua a non dare seguito al protocollo di intesa, sottoscritto con la Provincia il 13 gennaio scorso, per il rinnovo dei contratti collettivi provinciali di lavoro 2019/2021, che prevede in ogni caso un primo step di risorse contrattuali, a partire dall’1 gennaio 2019, per l’erogazione dello 0,70% del trattamento fondamentale, oltre a quelle successive e complessive per procedere al rinnovo di tutti i Contratti collettivi provinciali.

«Vista l’assenza degli stanziamenti, ad oggi, di tali risorse oltre a quelle previste nello stesso Protocollo per le revisioni dell’ordinamento professionale e le progressioni di carriera, sollecitiamo il rapido stanziamento, che potrà avvenire con l’imminente manovra del bilancio provinciale per l’anno 2021. In caso contrario avvieremo nuove importanti iniziative di tutela per dei nostri rappresentati».

Bene lo Stop alla discarica di Pilcante, la Lega ha dimostrato di passare dalle parole ai fatti con questa decisione presa dall’amministrazione provinciale. Parliamo di una discarica assolutamente non voluta dalla comunità e osteggiata con coerenza dalla Lega, dai suoi Consiglieri comunali e dall’On. Vanessa Cattoi, sempre attivi sulla questione con costanza e decisione. Sebbene il sito coinvolto nel progetto avrebbe occupato una superficie esigua della cava, non si è mai ravvisato nell’opera quell’interesse pubblico tale da giustificare la sua realizzazione anche in virtù del territorio caratterizzato dalla presenza di aree agricole di pregio.

Questo quanto dichiarato in una nota dal Consigliere provinciale Katia Rossato

Treni: rivisti alcuni dei servizi “Freccia”. Trenitalia ha informato oggi la Provincia della necessità di una momentanea rivisitazione dei servizi “Freccia”, sospendendo in particolare i collegamenti Frecciarossa con Milano e qualche collegamento Frecciarossa o Frecciargento per Roma/Napoli. Si tratta di una decisione legata all’emergenza Coronavirus e alle disposizioni che limitano gli spostamenti delle persone e che hanno determinato un traffico di passeggeri considerevolmente diminuito.

Per i treni Frecciargento vi sono 7 corse confermate tra Trento e Roma, fra andata e ritorno, la prima al mattino alle 7.43 e l’ultimo rientro con partenza da Roma alle 18.50.

In allegato l’elenco delle corse

 

ORARI_FRECCE_2020_-_9_nov_2020

Al via la bonifica delle rogge nelle aree ex Sloi e Carbochimica.Oggi la consegna dei lavori di risanamento dei canali di Trento Nord per un costo di oltre 6 milioni e mezzo di euro.

A quasi quarant’anni di distanza dalla chiusura dell’ultimo stabilimento – correva l’anno 1983 quando Carbochimica cessò le attività, mentre alla Sloi la chiusura fu imposta da Comune di Trento nel 1978 – iniziano i lavori di bonifica dei corsi di acqua che attraversano le ex aree industriali, oggi abbandonate, di Trento Nord. Stamattina sono stati consegnati i lavori del primo lotto di bonifica delle rogge – in particolare i tratti non coperti, da Trento Nord fino all’altezza di via Fratelli Fontana- che lambiscono i 15 ettari di terreni delle vecchie fabbriche, inquinati da sostanze chimiche altamente tossiche.

L’intervento ha un costo stimato in circa 12,6 milioni di cui oltre 6 milioni e mezzo di euro per lavori di contratto e sarà finanziato dalla Provincia autonoma di Trento, in concorso con il ministero dell’Ambiente, in quanto i canali appartengono al demanio idrico provinciale.

Il cantiere resterà aperto circa un anno e mezzo, e servirà a togliere lo strato più contaminato, fino a un metro di profondità, depositato sul fondo dei canali nel corso di decine di anni di scarico da parte degli impianti chimici. Il materiale sarà poi portato in centri specializzati dove verrà trattato e smaltito. Una curiosità: il lavoro di ripulitura dei canali sarà effettuato da mezzi meccanici che lavoreranno all’interno di una “bolla”, ovvero una struttura che manterrà chiusa, rispetto all’esterno, l’area di scavo per evitare la dispersione nell’ambiente di polveri e sostanze dannose. Nel corso del prossimo anno sarà perfezionato il secondo lotto di lavori che riguarderà, soprattutto, la bonifica dei tratti sotterranei dei canali.

La bonifica dei corsi d’acqua di Trento Nord, che lambiscono i due importanti impianti chimici, Sloi e Carbochimica, era attesa da anni.

 

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I corsi d’acqua inquinati

Il progetto complessivo di risanamento dei canali è suddiviso in diversi lotti che riguardano, in particolare, la roggia Lavisotto e Primaria di Campotrentino, a monte del tratto coperto, il tratto del canale Lavisotto sotto il sedime cittadino, il tratto terminale del canale Adigetto a cielo aperto.

L’area inquinata di Trento Nord comprende la fossa Primaria di Campo Trentino, il Rio Lavisotto, il Canale Adigetto, la Fossa Armanelli. Le prime tre fanno parte del demanio idrico della Provincia mentre l’ultima, che scorre a fianco dell’ex area Sloi, si trova su proprietà privata.

Le caratteristiche morfologiche dei vari corsi d’acqua ed il differente grado di contaminazione degli alvei hanno imposto interventi di bonifica specifici e modalità operative diverse sia da roggia a roggia, sia lungo lo stesso corpo idrico. Da qui la scelta dell’amministrazione provinciale di procedere per lotti successivi di intervento, separando quindi i tratti a monte di via Fratelli Fontana, da realizzarsi a cielo aperto, dal successivo sviluppo del Lavisotto nel tratto tombinato che scorre sotto la città.

Con il primo lotto di intervento, il cui cantiere è stato aperto stamattina, si interviene sul sedime della fossa Primaria, Armanelli e Lavisotto nella parte non coperta. Il progetto non prevede alcun intervento di bonifica dei terreni sui cui sorgevano gli stabilimenti chimici, che sono di proprietà privata.

Costi della bonifica

L’importo totale dell’intervento di bonifica, sia del tratto coperto che di quello a cielo aperto, ammonta a 35,22 milioni di euro, dei quali gran parte saranno spesi per l’asportazione del terreno e dei materiali inquinati, oltre che per lo smaltimento in impianti autorizzati. Si tratti di impianti e siti in buona parte localizzati in Germania, la cui scelta definitiva del centro di trattamento – come confermano i responsabili dell’impresa aggiudicataria – sarà fatta sulla base delle analisi dei terreni, una volta incominciati i lavori di asportazione dello strato più contaminato dei canali.

“La parte relativa al 1° lotto – spiega la relazione tecnica – ammonta a 12.597.511,61 euro, che sono stati posti a base di gara. L’importo di aggiudicazione dei lavori relativi al 1° lotto è di 6.532.856,66 euro, dei quali 375.193,03 euro sono destinati a copertura dei costi della sicurezza”.

La bonifica.

In particolare, la bonifica consisterà nell’asporto di strati di materiale inquinato – per circa 60-80 centimetri di profondità – depositatosi sul fondo delle rogge. Il materiale scavato sarà trasportato e consegnato ad impianti specializzati nel trattamento di rifiuti e materiali tossici.

Completata la rimozione, la sezione della roggia sarà ricostruita con materiale inerte, così come il rifacimento delle sponde laterali. L’intervento procederà da monte (apprestamento della fossa Armanelli e ultimo tratto della Primaria di Campotrentino) verso valle (Lavisotto), seguendo il deflusso dell’acqua, affinché la movimentazione del materiale non pregiudichi le sezioni già interessate dalla pulizia.

Al fine di rendere più agevole e efficace l’intervento di bonifica saranno deviati (e in parte regimati) i corsi d’acqua, mentre saranno realizzate delle paratie di sostegno del terreno lungo la ferrovia del Brennero e la Trento – Malè.

Particolare attenzione è stata posta alla sicurezza. “La sequenza delle lavorazioni – spiega Mauro Groff, dirigente del servizio opere ambientali dell’Agenzia per le opere pubbliche – è rigorosamente vincolata da un protocollo di sicurezza rivolto in particolare agli operatori, che saranno protetti da adeguati dispositivi per la respirazione”. Inoltre sarà costruita una sorta di “capanna mobile”che delimiterà e sigillerà l’area degli scavi e delle lavorazioni. La struttura mobile sarà installata a cavallo dei canali e sarà dotata all’interno di filtri di aspirazione ed affinamento dell’aria per evitare fughe verso l’esterno. “In questo modo – continua Groff – sarà possibile lavorare in sicurezza il materiale del fondo. Il terriccio, caricato sui camion con container chiusi, sarà fatto uscire dal cantiere e inviato verso i centri di trattamento”.

Sempre in tema di sicurezza e difesa dell’ambiente, l’appalto e il progetto prevedono l’applicazione di specifici protocolli che prevedono la tracciabilità di ogni mezzo in uscita dal cantiere fino alla destinazione finale. L’Agenzia Provinciale per la protezione dell’Ambiente seguirà l’esecuzione dei lavori per i necessari controlli ambientali.

Principali dati tecnico-amministrativi
Impresa aggiudicataria: A.T.I. Società Unirecuperi srl, Ecoopera Soc. Coop e Consorzio Lavoro Ambiente Soc. Coop
Servizio di riferimento: Servizio opere ambientali – PAT
Direzione lavori: Ing. Willy Merz (direttore dei lavori), geom. Andrea Oss (assistente di cantiere), p.ind. Michele Tait (assistente di cantiere), Ing. Andrea Maschio (coordinatore per la sicurezza)
Responsabile per il procedimento: Ing. Mauro Groff – Servizio Opere Ambientali
Durata dei lavori: 560 giorni naturali e consecutivi
Importo dei lavori (netto IVA): 6.532.856,66 euro

«Qualche amministratore imbecille va in giro per le televisioni per parlare male di Napoli e della Campania: amministratori che magari non hanno fatto niente per le loro città, che non hanno alzato un dito per controllare la movida, mettere ordine e contenere il contagio. Questi soggetti vengono ormai utilizzati come “lo scemo del paese”, semplicemente per parlare male di Napoli e della Campania». Parole pesanti quelle del Governatore della Campania Vincenzo De Luca, che hanno certamente “attapirato” il sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

Intercettato a Napoli da Valerio Staffelli, il primo cittadino ha commentato: «Non so se si riferiva a me. In ogni caso, c’è poco da dire a chi mi chiama imbecille, scemo del villaggio, sedicente sindaco o dice che dovrei essere affidato ai servizi sociali. Io mi sottopongo alle domande, anche a quelle scomode, lui invece fa i monologhi da solo, su Facebook, e non risponde alle domande. Nonostante tutto, se in questi giorni è disposto ad incontrarmi io ci sono».

Riguardo a Lucia Annunziata, che a Titolo Quinto (Rai 3), nel commentare le immagini delle tensioni a Napoli dopo l’annuncio del coprifuoco, gli aveva detto «Non è meglio che vada in città invece di stare in tv?», il sindaco ha ribattuto: «È facile giudicare. Dove sarei dovuto andare? Nella piazza dove c’era la violenza? Poi io sto sempre in città».

Interrogazione n. 1925 . Mancato riconoscimento della pronta disponibilità al personale tecnico dell’APSS.

Durante questa situazione emergenziale tutto il personale dell’APSS si è messo a disposizione, per quel che poteva, e in alcuni casi doveva, con turni extra, straordinari, reperibilità 24 ore su 24,…
Da una parte chi ha combattuto in prima linea, dall’altra chi nelle retrovie, in qualche modo ognuno ha lavorato per far fronte a questa drammatica situazione.

Con una lettera del 17 marzo 2020 firmata dal Direttore Generale dell’APSS il personale tecnico dell’Azienda sanitaria viene collocato in pronta disponibilità 24 ore su 24.
Nella lettera si legge “Considerata la situazione emergenziale in atto che può comportare la necessità di intervenire con minimo preavviso e la massima tempestività (…), si rende necessario che tutto il personale tecnico del Dipartimento Infrastrutture, di ogni livello e qualifica professionale, sia reperibile telefonicamente perché possa intervenire, ove possibile a distanza ed eventualmente possa riprendere in servizio, su richiesta, per far fronte alle criticità.”

Il personale tecnico si mette così a disposizione, dedicando il suo tempo e le sue forze 24 ore su 24 e garantendo la pronta disponibilità sempre e costantemente (a differenza di come avviene in una situazione di normalità in cui il dipendente offre la piena reperibilità una settimana ogni 3 o 4). Dato che nella lettera datata 17 marzo 2020 il lavoratore viene collocato in pronta disponibilità, ci si aspetta che tale prestazione venga poi retribuita secondo quanto previsto dal contratto di lavoro, ovvero tramite un importo fisso.

Con una seconda lettera del 11 maggio 2020, invece, l’Azienda chiede ai dipendenti di comunicare le ore di servizio svolto, lasciando intendere che verranno riconosciute loro solamente le ore effettuate sul posto di lavoro e non la pronta disponibilità in pieno, come previsto da contratto.
Un’azione poco rispettosa nei confronti di chi si è reso disponibile per far fronte a questa situazione, di chi ha saputo rispondere “presente” ogni volta gli fosse richiesto e che tra l’altro ha rischiato in prima persona

 

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Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

1. le motivazioni del mancato pagamento della pronta disponibilità rispetto a quanto previsto dal contratto del personale tecnico dell’APSS;

2. se non ritenga opportuno avviare un confronto con i sindacati affinché sia concessa al personale tecnico la corretta retribuzione per la pronta disponibilità offerta.

A norma di regolamento di richiede risposta scritta.

 

LINK

 

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Cons. prov. Filippo Degasperi

Indennità ai tecnici sanità: si va in causa. L’azienda sanitaria impose la pronta disponibilità e ora non paga l’indennità Gianna Colle: «Eppure li avevamo avvisati. Ora non rispondono nemmeno».

Era il 17 marzo quando una lettera del Direttore generale dell’Azienda sanitaria avvisava che il personale tecnico sarebbe stato collocato in pronta disponibilità 24 ore su 24. In pratica: si resta sempre reperibili, per intervenire su qualunque necessità possa manifestarsi nelle strutture. La lettera faceva riferimento alla Pandemia ed era rivolta al personale tecnico del Dipartimento Infrastrutture, di ogni livello e qualifica professionale. Normalmente questo tipo di disponibilità è previsto, ma per periodi limitati e con una turnazione ed è chiaro che la “pronta disponibilità” è normata dal contratto collettivo, che prevede un’indennità.

«Già in quell’occasione abbiamo ammonito l’Azienda sanitaria: ruolo del sindacato è anche vigilare su queste cose e l’invito è stato alla cautela: l’indennità ammonta a circa 35 euro ogni 12 ore di disponibilità. Se poi si viene chiamati in servizio si espongono le ore di straordinario, se invece non si viene chiamati si viene comunque indennizzati. Chi è reperibile non può allontanarsi troppo dal luogo di lavoro, non può fare ferie o prendere altri impegni personali».

Ma a maggio arriva una nuova lettera in cui, sostanzialmente, l’Azienza sanitaria invita i dipendenti a comunicare solo le ore di servizio svolto, dunque si calpesta il contratto collettivo. «L’Azienda deve essersi finalmente accorta del tipo di esborso e ha tentato di cancellare il proprio errore. Abbiamo dunque scritto all’Azienda stessa manifestando il fatto che questo, semplicemente, non si può fare. Non avendo risposta, abbiamo scritto al servizio lavoro della Provincia richiedendo la convocazione della commissione di conciliazione. Ma l’Azienda sanitaria non ha accettato e dunque il Servizio lavoro ci ha comunicato che la nostra richiesta è archiviata».

E ora? «Saremo costretti ad andare in causa. È davvero un peccato che l’Azienda sanitaria sia stata sorda quando abbiamo manifestato le prime perplessità, che non abbia risposto alla lettera, che non abbia accettato il tentativo di conciliazione. Prima o poi i lavoratori avranno i loro soldi: sarà il giudice a obbligare l’Apss al rispetto di quanto scritto sul contratto. Ma questo non è il modo giusto per lavorare e non è il modo corretto di confrontarsi».

«Levati dal cazzo. Sparisci!». Queste sono le parole, seguite dal lancio di oggetti, con le quali è stato accolto Vittorio Brumotti a Trento.

L’inviato del Tg satirico di Antonio Ricci, dopo le segnalazioni arrivate alla redazione di Striscia di studenti e abitanti esasperati dalla situazione, è stato protagonista di un blitz nella centralissima Piazza Dante, proprio davanti al Palazzo della Regione. In sella alla sua bicicletta ha filmato decine di spacciatori che agivano indisturbati.

Dopo gli insulti e il lancio di oggetti sono per fortuna intervenute le Forze dell’Ordine che hanno perquisito e poi portato in caserma per accertamenti i fermati. Alcuni di loro, probabilmente sotto l’effetto della droga, hanno anche opposto resistenza, culminata con una colluttazione con i Carabinieri.

 

 

Stasera a Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35) Moreno Morello torna a parlare di “Watly”, la macchina che – secondo il suo creatore Marco Attisani – sarebbe in grado di «purificare l’acqua, generare elettricità, creare connessione a internet e, di conseguenza, dare un futuro migliore alle popolazioni più disagiate».

Un progetto davvero rivoluzionario, che, modello dopo modello, è stato supportato da un volano mediatico senza precedenti.

Nel caso del “Watly 2.0” (la versione protagonista del documentario di Discovery Channel in Ghana, vedi servizio del 5 novembre) Attisani mostra in diverse ospitate tv come la macchina renda potabile dell’acqua insaponata. Sarà vero? «Watly 2.0 non depurava acqua mischiata a detersivo, era impossibile» è la secca risposta di Stefano Buiani e Matteo Squizzato, due sviluppatori che quel progetto lo hanno elaborato, salvo poi abbandonarlo nel 2016.

Nel 2018 Attisani presenta in grande stile a Trieste il modello “3.0” e, in un successivo incontro dimostrativo con l’attuale ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio, dichiara: «Abbiamo purificato l’acqua del mare e l’abbiamo fatta bere ai triestini». Non si sa se il ministro si sia “bevuto” la storia di Attisani, ma anche in questo caso sono le parole di uno dei progettisti a smascherare il bluff: «Non c’era nessun tubo che pescava l’acqua del mare di Trieste, nessuno l’ha bevuta. È inutile dire bugie: sia in quel caso sia quando l’ha provata Di Maio la macchina non era funzionante, avevamo una tanica con dell’acqua buona già pronta».

Insomma, pare proprio il caso di dire che “Watly” sia un progetto che fa acqua… da tutte le parti! E le sorprese che svelerà nei prossimi giorni il Tg satirico di Antonio Ricci non sono ancora finite.

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