Domenica 8 novembre, alle 9.40 su Rai 1, “Paesi che vai” racconterà la storia dell’Imperatrice Elisabetta di Baviera, meglio nota come “Principessa Sissi”. Una donna forte, ribelle e bellissima che, dopo il matrimonio con il cugino Francesco Giuseppe, viaggiò instancabilmente tutta la vita, alla ricerca di quella serenità che alla Corte di Vienna non riusciva a trovare. Serenità che trovò invece a Merano, dove affittò, nel 1870, l’intero Castello di Trauttmansdorff. Dichiarata già nel XIX secolo “Città di cura invernale”, Merano diventò la stazione climatica più famosa d’Europa grazie all’Imperatrice Sissi.

Il viaggio di “Paesi che vai” parte dal castello per poi proseguire lungo il sentiero di Sissi, attraversando la Kurpromenade e l’esterno del Khuraus. Si proseguirà poi con le suggestive immagini di Castel Rubein e Castel Pinzenau, dove Sissi fece alloggiare i figli Gisella e Rodolfo, oltre a gran parte del suo seguito. E ancora, si andrà alla scoperta di Castel Tirolo. Un incantevole castello medievale che visse il periodo di massimo splendore grazie a Margherita Maultasch, Duchessa di Carinzia e ultima Contessa del Tirolo. La natura incontaminata che caratterizza questi luoghi ci guiderà, poi, alla scoperta delle bellezze della Val Gardena. Un museo a cielo aperto, circondato da cime maestose, panorami mozzafiato e verdi colline.

“Linea Verde”, domenica 8 novembre alle 12.20 su Rai1, porta i telespettatori in Sicilia, in una delle città più belle al mondo: Siracusa e la sua isola di Ortigia. Terra abitata prima dai Fenici e dai Sicelioti e poi dai Greci. Questi luoghi hanno dato i natali ad Archimede, uno dei più grandi scienziati e inventori dell’antichità. Le innovative idee dello scienziato hanno reso questo territorio un posto dove ancora oggi tutto è possibile.

Ingrid Muccitelli e Beppe Convertini guideranno all’interno di un viaggio dove i sogni diventano realtà: si incontrerà l’unico coltivatore di papiri in Europa – pianta che cresce spontanea solo in Egitto e a Siracusa – che ancora oggi è in grado di trasformare con grande maestria in pergamena; si conosceranno alberi e animali esotici provenienti da tutto il mondo che riescono a convivere in armonia come fossero sempre stati insieme in questi luoghi; e si approfondiranno gli stessi studi di Archimede, che spaziano dalla geometria all’idrostatica, dall’ottica alla meccanica, e che ancora si rivelano utili nei più disparati settori come quello dell’agricoltura e dell’industria bellica.

Con Ingrid, Beppe e Peppone si esalteranno i prodotti tipici del territorio, figli dell’impossibile, come la Cuccìa, un dolce greco a base di grano bollito offerto alla patrona della città per il Miracolo della fine della Carestia o come i notissimi cannoli siciliani ripieni di ricotta e farciti con pistacchi; ma anche cozze e ricci per raccontare e assaporare fino in fondo questa splendida terra circondata dal mare.

In allegato la  lettera in difesa della scuola reale, che si è resa necessaria in seguito alle ultime ordinanze che prevedono l’utilizzo della mascherina a scuola anche in fase statica.

Questo ultimo DPCM che è stato recepito dalla nostra provincia ha allarmato molte famiglie che si sono mobilitate in vari modi. La lettera in allegato è partita dall’iniziativa di alcune famiglie e in poche ora ha raccolto l’adesione di più di 900 cittadini trentini che l’hanno sottoscritta.

È stata inviata oggi ai nostri assessori competenti in materia e al servizio istruzione, nonché alla ministra Azzolina e al Governo, affinché vengano tenute in considerazione le richieste partite nel mese di maggio e consegnate il giorno 3 giugno al presidente della provincia Walter Kaswalder tramite la petizione “A FAVORE DI UNA SCUOLA REALE”, sottoscritta da oltre 6000 cittadini trentini.

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Chiara Agostini

 

 

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Scriviamo a nome degli oltre 6mila genitori firmatari della petizione per una Scuola Reale, che è stata consegnata il giorno 3 giugno al presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder.

Siamo preoccupati per le nuove direttive emanate dal governo e recepite dalla nostra Provincia. Dal giorno 6 novembre infatti nelle scuole trentine è scattato l’obbligo di portare dispositivi di protezione delle vie aeree anche in posizione statica per tutti gli alunni a partire dai 6 anni.

Esistono molti studi – non ultimo, quello dell’Appa di Bolzano – che dimostrano come la mascherina indossata per molte ore al giorno obblighi bambini e ragazzi a respirare aria pesantemente viziata.

Anche Unicef e OMS, di fronte alla contraddittorietà degli studi, riconoscono che l’utilizzo della mascherina provoca irritazione, difficoltà respiratorie, fastidio, difficoltà di concentrazione, distrazione. La sua efficacia non è dimostrata durante le attività fisiche, e inoltre l’uso ne riduce la capacità cardio-polmonare durante gli sforzi.
Come manifestazione di dissenso, già questa mattina MOLTI GENITORI HANNO TENUTO BAMBINI E RAGAZZI A CASA, e stiamo pensando alle adeguate forme di protesta da mettere in atto anche nei prossimi giorni.

Siamo consapevoli della situazione difficile, ma i dati ci dicono che questo virus è molto clemente con l’età pediatrica e i 2 mesi trascorsi hanno dimostrato che LE SCUOLE NON CAUSANO FOCOLAI.

I bambini e i ragazzi hanno dato prova di grande senso di responsabilità e, pur di ritornare a scuola in presenza, si sono adeguati alle disposizioni, per quanto limitative della didattica, della socialità e della spontaneità.

Ciò che si sta chiedendo oggi a tutta la popolazione scolastica, va oltre ogni sacrificio, e mette a repentaglio la salute degli alunni.

Ricordiamo che lo studio dell’Agenzia per l’Ambiente altoatesina ha verificato che, se normalmente si respirano 400ppm di CO2, con la mascherina chirurgica si raggiungono mediamente 3.500ppm, con mascherina tipo FFP2 quasi 4.000, mentre il ministero dell’ambiente tedesco considera l’aria IGIENICAMENTE INACCETTABILE quando la concentrazione supera i 2.000ppm, (

) Non possiamo arrivare al paradosso di mettere a repentaglio la salute dei ragazzi, proprio nel tentativo di salvaguardarla, costringendoli a respirare aria viziata per molte ore, ed esponendoli ad un rischio certo a fronte di uno incerto.

Ricordiamo che i dati trentini parlano di 2 casi ogni 1.000 abitanti sotto i 10 anni di età, 3 casi nella fascia 11-13, e 6 casi fra i 14 e 18 anni, in base ai tamponi antigenici e molecolari effettuati dall’azienda sanitaria nel periodo 14 settembre – 18 ottobre, con una mortalità pari a 0 a livello nazionale fino a 39 anni di età.

L’imposizione della mascherina anche in posizione statica avviene senza trasparenza sui dati relativi alla scuola, che invece sarebbe auspicabile prima di prendere una decisione così grave. Sarebbe opportuno conoscere da fonti certe quanti sono i contagi avvenuti a scuola, quanti i focolai, quanti i giovani che hanno presentato sintomi, quante sono le classi che dopo essere uscite dalla quarantena, sono tornate alla normalità.

Riteniamo che una scelta tanto grave vada IMMEDIATAMENTE SOSPESA e valutata alla luce di dati scientifici certi.

Riteniamo altresì che la didattica a distanza non possa essere ritenuta un’alternativa alla scuola, che secondo noi deve basarsi sempre su relazione, contatto e umanità.

 

 

 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Presidente eletto degli Stati Uniti d’ America, Joe Biden, il seguente messaggio:

«desidero esprimerLe, a nome della Repubblica italiana e mio personale, i più calorosi rallegramenti per la Sua elezione alla Presidenza degli Stati Uniti d’America.

Il popolo americano ha affidato a Lei, a seguito di un confronto che ha visto una straordinaria partecipazione, il mandato di guidare gli Stati Uniti in un momento drammaticamente complesso per l’intero pianeta.

La comunità internazionale ha bisogno del contributo statunitense, a lungo protagonista nel costruire le regole del multilateralismo, per affrontare una crisi senza precedenti che sta mettendo a repentaglio la salute, la vita e l’avvenire di milioni di persone.

Sotto la Sua Presidenza, sono certo, Stati Uniti e Italia – e l’intera Unione Europea – potranno ulteriormente consolidare i legami di profonda e radicata amicizia, nel nome dei comuni valori di libertà, giustizia, democrazia, che li uniscono.

Una vicinanza che si consolida in ogni ambito, bilaterale e multilaterale, attraverso una collaborazione multiforme – favorita anche dalla straordinaria opera della numerosa comunità di origine italiana – e tesa a promuovere i valori della sicurezza e della stabilità internazionale, dello sviluppo economico e del progresso sociale, in una prospettiva convintamente transatlantica.

Auspico che la imminente Presidenza italiana del G20 possa concretamente rappresentare un’ulteriore occasione di sviluppo della cooperazione fra Washington e Roma.
In attesa di poterLa incontrare, e ancora nel piacevole ricordo della nostra colazione in occasione della mia prima visita a Washington da Capo dello Stato, invio a Lei e alla Sua famiglia i più calorosi auguri per un proficuo svolgimento del Suo Alto mandato».

NOVARETI: conclusa la fase di emergenza a Trento sud, il servizio gas è tornato alla normalità – aggiornamento 7 novembre.

Dopo i difficili giorni dell’emergenza il servizio di distribuzione gas nella tarda serata di venerdì è tornato alla normalità e la totalità delle utenze sono ora rialimentate, grazie al lavoro di quasi un centinaio di persone, fra tecnici e imprese che con professionalità e dedizione hanno operato per ripristinare le forniture nel più breve tempo possibile. Conclusa la fase più critica i tecnici concentreranno il loro impegno nelle prossime settimane per il ripristino definitivo della rete. La società ringrazia nuovamente i cittadini che con spirito di collaborazione, nonostante l’eccezionale situazione di difficoltà, hanno concorso nel permettere alla società di intervenire efficacemente in una situazione di eccezionale gravità e portata.

Ultimo appuntamento con la terza stagione della serie “L’Allieva”, con Alessandra Mastronardi e Lino Guanciale.

Nel primo episodio in onda domenica 8 novembre alle 21.25 in prima visione su Rai1, dal titolo “L’ultima cena”, Claudio e Alice seguono un’intuizione che può scagionare Giacomo. Anche Paolone viene convocato per la sua prima perizia: la misteriosa morte per avvelenamento di un noto critico gastronomico. La cocciutaggine di Alice, intanto, la porta a fare un ultimo tentativo nella ricerca a cui la Suprema aveva rinunciato.

A seguire in “Insieme, connessi, finché morte non ci separi”, la provvisoria scarcerazione di Giacomo fa ripartire le indagini sul delitto al golf club. Intanto Alice scopre che qualcuno sta cercando informazioni sulla Manes: forse la persona che desidera così tanto incontrare è più vicina a lei di quanto non immagini. Per Alice e Claudio il giorno fissato per il matrimonio è arrivato, ma passa invano.

Posso uscire all’aperto con il mio cane? Posso accudire i miei animali che sono distanti dal luogo dove dimoro? Posso andare ad accudire il mio cavallo? Sono una gattara e accudisco una colonia felina o di gatti liberi sul territorio, oppure, sono un volontario e mi prendo cura di cani liberi accuditi. Posso continuare a farlo? Le adozioni di animali nei rifugi sono sospese? A questa e ad altre domande, nove in tutto, l’Ente Nazionale Protezione Animali torna a rispondere sulla base delle nuove misure anti-Covid previste dal Dpcm del 3 novembre con il Vademecum aggiornato “Gli animali al tempi del Coronavirus”.

Carla Rocchi, Presidente nazionale Enpa: “Riceviamo ogni giorno centinaia di telefonate da persone che ci chiedono chiarimenti, domande pratiche ma anche richieste di sostegno. Abbiamo riattivato tutti gli aiuti che abbiamo a disposizione per stare vicini alle famiglie e ai loro animali in questo nuovo momento così incerto e complesso. I nostri volontari in tante città aiutano a portare a spasso gli animali di chi è costretto in casa, si prendono carico di quelli che rimangono momentaneamente o definitivamente soli. Enpa c’è e vuole esserci perché è proprio in situazioni difficili come queste che i diritti dei più deboli, e gli animali purtroppo ancora rientrano in questa categoria, sono più a rischio. Abbiamo cercato anche di dare degli strumenti concreti per aiutare chi dovesse effettuare spostamenti per la cura degli animali perché a volte la burocrazia può diventa un vero e proprio ostacolo”.

Come compilare l’autocertificazione per gli spostamenti per la cura degli animali in tre semplici passi

1) Nel modulo di autocertificazione barrare la SECONDA casella “motivi di salute” + la TERZA casella “altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio”

2) Nella casella “specificare il motivo che determina lo spostamento”, scrivere l’attività di cura degli animali che motiva lo spostamento dando precisa indicazione. Es: Per i proprietari di animali: “sono proprietario di animali , e devo recarmi a dare loro nutrimento, abbeveraggio e sanificare i luoghi, siti in ………” allegare Copia libretto sanitario / chippatura animali da reddito / altro documento che ne attesti l’esistenza e la proprietà

3) Nella casella “in merito allo spostamento, dichiara inoltre che”, scrivere la motivazione a sostegno dei motivi di salute e di situazioni di necessità (deroghe concesse a tutti gli spostamenti in qualunque zona ci si trovi ed orario). “L’accudimento e la cura degli animali di cui si ha la detenzione/la proprietà/la responsabilità sono essenziali per garantirne la salute e il benessere, quindi, coloro che si occupano di animali […] devono continuare ad assicurarne la salute ed il benessere. Gli spostamenti relativi alla cura degli animali rientrano nell’ambito della deroga relativa ai motivi di salute, in quanto questi si intendono estesi anche alla sanità animale”. (nota Ministero della Salute 011185-15/05/2020-DGSAF-MDS-P).

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VADEMECUM TESTO IN WORD:

Dal 6 novembre fino al 3 dicembre 2020 saranno in vigore le nuove disposizioni del DPCM che, in base alle Regioni individuate con grado di rischio rosso-arancione-giallo, limita gli spostamenti in base a specifici territori ed orari.

Queste limitazioni possono essere superate solo per motivi di lavoro, salute e situazioni di necessità. Tutte condizioni che, però, devono essere dimostrate (comprovate).

Accudire gli animali, che siano di proprietà o liberi sul territorio e, quindi, di cui si ha la responsabilità, è un’attività essenziale per garantirne la salute e il benessere. Dunque, coloro che se ne occupano devono continuare ad assicurarne la salute ed il benessere, anche durante il periodo di vigenza delle norme di contenimento dal contagio Covid.

Inoltre, le attività svolte dalle organizzazioni per la promozione, la difesa e la tutela degli animali risultano fondamentali per l’accudimento e il mantenimento delle condizioni di benessere su tutto il territorio nazionale.

Ne consegue che gli spostamenti relativi alla cura degli animali rientrano nell’ambito della deroga agli spostamenti relativa ai “motivi di salute” o/o alle “situazioni di necessità, in quanto i motivi di salute si intendono estesi anche alla sanità animale (questa la ratio sottesa all’ultima nota del Ministero della Salute del 15 maggio 2020).

Il motivo dello spostamento deve essere comprovato: significa che colui che si sposta deve portare con sé il modello di autodichiarazione predisposto dal Governo e portare con sé ogni altra documentazione che dimostri, appunto, la situazione di necessità e/o il motivo di salute (a tal proposito consultare i suggerimenti per la compilazione del modulo di autodichiarazione predisposto dal nostro ufficio legale.

Indispensabile, SEMPRE, indossare la mascherina, guanti se necessari, gel igienizzante ed evitare ogni forma di assembramento, restando fuori per il solo tempo necessario per svolgere l’incombenza.

IMPORTANTE: L’autodichiarazione deve essere compilata sotto sotto la propria responsabilità e si evidenzia che le dichiarazioni mendaci al pubblico ufficiale sono sanzionate ai sensi dell’articolo 495 Codice penale.

1) Posso uscire all’aperto con il mio cane?

Sì, ma con gli accorgimenti per evitare i contagi e, qualora si incrociasse qualche altro individuo, rispettare la distanza interpersonale minima di almeno un metro. Se si è costretti ad uscire negli orari e/o nei luoghi sottoposti a limitazioni, portare con sé l’autodichiarazione.

2) Posso accudire i miei animali che sono distanti dal luogo dove dimoro? Posso andare ad accudire il mio cavallo?

Sì, perché gli animali non accuditi sarebbero abbandonati a sé stessi anche con rischi sanitari a causa dell’incuria e possibile morte degli stessi. Si consiglia, comunque, di organizzare gli spostamenti per lo stretto tempo necessario all’effettuazione delle operazioni di accudimento.

Anche in questo caso si è costretti ad uscire negli orari e/o nei luoghi sottoposti a limitazioni, portare con sé l’autodichiarazione e, si svolge l’attività nell’interesse di una persona impossibilitata ad andare (anziana/infortunata/ricoverata/deceduta), darne specificazione nel modulo. Se ci si deve recare al di fuori del Comune, nell’autodichiarazione bisognerà motivare che lo spostamento fuori dalla zona interdetta o all’interno di una zona interdetta, si rende necessario perché non c’è nessuno in quell’area che possa occuparsene, oppure che se ne occupava qualcuno ora impossibilitato, specificandone la ragione.

Se si tratta del proprio cavallo affidato ad un terzo che non può assicurare lo sgambamento, è possibile spostarsi per tale ragione, purché se ne dia atto nell’autodichiarazione ed allegando anche la certificazione del veterinario che attesti la necessità dello sgambamento quale imprescindibile necessità etologica del cavallo.

3) Sono una gattara e accudisco una colonia felina o di gatti liberi sul territorio, oppure, sono un volontario e mi prendo cura di cani liberi accuditi. Posso continuare a farlo?

Sì e anche se la colonia non è registrata L’accudimento e la cura delle colonie feline e dei gatti in stato di libertà, garantite dalla legge n. 281/91 e, quindi, anche dei cani di quartiere e cani liberi accuditi è una “situazione di necessità” perché i gatti ed i cani liberi non sarebbero infatti accuditi e alimentati e sarebbero esposti a maltrattamento e a abbandono. Di più: se alla gattara o al volontario viene impedito di prendersi cura degli animali, di sanificare gli spazi dove abitualmente dimorano, i gatti ed i cani liberi andrebbero alla ricerca di cibo, creando potenzialmente una dispersione della colonia con relative problematiche. ATTENZIONE! Se si è costretti ad uscire negli orari e/o nei luoghi sottoposti a limitazioni, portare con sé l’autodichiarazione e, pur essendo attività consentite ad ogni cittadino ex L. 281/1991, nel caso vi sia collegamento con Enti o Associazioni di appartenenza allegare la dichiarazione dell’associazione o il modulo Asl di assegnazione diretta e nominativa della colonia felina o dei cani liberi accuditi. E se si svolge l’attività nell’interesse di una persona impossibilitata ad andare (anziana / infortunata/ricoverata / deceduta) darne specificazione nel modulo. Se ci si deve recare al di fuori del Comune, nell’autodichiarazione bisognerà motivare che lo spostamento fuori dalla zona interdetta o all’interno di una zona interdetta, nell’autodichiarazione bisognerà motivare che lo spostamento si rende necessario perché non ci sono altri volontari in quell’area, oppure che se ne occupava qualcuno ora impossibilitato, specificandone la ragione. Per maggiori dettagli, rimandiamo ai nostri suggerimenti

4) Sono un volontario: posso continuare a fare volontariato per gli animali in una struttura?

Sì. Per recarsi presso le strutture collocate in zone interdette agli spostamenti, sarebbe utile portare con sé, oltre l’autodichiarazione, anche una dichiarazione scritta del responsabile della struttura che documenti la necessità della presenza del volontario, indicando orari e giorni di presenza. Per maggiori dettagli, rimandiamo ai nostri suggerimenti

5) Le adozioni di animali nei rifugi sono sospese?

No. Le adozioni di animali nei rifugi non sono sospese. Anche se l’adozione di animali è potrebbe sembrare un’attività “differibile” al fine di limitare lo spostamento degli umani, l’attività di gestione dei canili e gattili è permessa, quindi, anche le adozioni ma con tutti gli accorgimenti e limiti che le singole strutture adottano. Anche perché, liberare i rifugi dai cani e gatti adottati, lascia quello stesso spazio per l’ingresso di altri animali bisognosi. Ovviamente vanno seguite le regole del rifugio presso il quale si vuole adottare un animale: alcuni danno in adozione solo per appuntamento, ad esempio. Altri sono chiusi al pubblico. È bene quindi contattare telefonicamente prima la struttura, qualora si volesse adottare un animale, anche se consigliamo di recarsi nel rifugio situato nel proprio Comune di residenza. Se l’adozione deve effettuarsi presso un canile/gattile/associazione collocati in zone interdette agli spostamenti, sarebbe utile portare con sé, oltre l’autodichiarazione, anche una dichiarazione scritta del responsabile della struttura che documenti l’adozione, indicando il microchip del cane/gatto ed il libretto sanitario. Oppure, se è un’adozione tra soggetti privati, oltre l’autodichiarazione, sarebbe utile una certificazione del veterinario attestante che l’adozione è necessaria per assicurare il benessere dell’animale presso la nuova collocazione. Per maggiori dettagli, rimandiamo ai nostri suggerimenti

6) Posso segnalare un animale vagante ferito o in difficoltà?

Sì. Si deve segnalare! Per gli animali liberi sul territorio, contattare sempre il servizio di emergenza ASL o la Polizia Locale o Carabinieri Forestali o Vigili del Fuoco.

Se per l’animale ferito non potesse intervenire nessuno di questi soggetti, prendere nota dell’orario di chiamata, interlocutore, motivo del mancato intervento, se l’animale è in pericolo di vita ed avvicinabile in sicurezza, condurlo al pronto soccorso veterinario più vicino.

Nel modulo di autocertificazione barrare la seconda casella e specificare nelle motivazioni che trattasi di animale in pericolo di vita e di avere contattato i servizi preposti che non potevano intervenire (conservando l’elenco delle chiamate e le informazioni di cui sopra).

Una volta che l’animale è stato lasciato presso la struttura veterinaria, farsi rilasciare l’attestazione dell’operazione di soccorso svolta per successivi controlli.

7) Rimarranno aperti i negozi per animali? Posso recarmi in una zona interdetta agli spostamenti per acquistare un particolare ed indispensabile cibo per il mio animale?

Sì. I negozi per animali restano aperti, ma per gli spostamenti in aree interdette sarà necessario portare con sé, oltre l’autocertificazione dove specificare l’esigenza dello spostamento, anche la certificazione veterinaria che attesti l’esigenza nutritiva.

8) Posso portare il mio animale dal veterinario? Posso andare a trovare il mio animale ricoverato? Posso andare riprenderlo dopo il ricovero? Posso portarlo dal tolettatore?

Si. Riteniamo che in caso di emergenza (esempio: il cane o il gatto sta male) lo stato di necessità sia palese, quindi è possibile sempre avendo in tasca l’autodichiarazione se ci si reca in orari o aree interdette agli spostamenti. Si consiglia di contattare telefonicamente prima il veterinario per verificare l’apertura dell’ambulatorio e la possibilità di essere accolti in sicurezza. Se invece la visita veterinaria non è una emergenza ma è indifferibile, come anche la tolettatura, è possibile portare l’animale, ma occorre chiedere al veterinario una dichiarazione con la quale si attesti l’indifferibilità della visita. Durante il ricovero il nostro animale dovrà restare presso la struttura veterinaria e noi dovremmo astenerci dal fargli visite, a meno di specifiche e giustificate esigenze comprovate dal medico-veterinario. Se, invece, si tratta di andare a riprendere il proprio animale dal veterinario dopo un ricovero, è importante allegare il foglio di dimissione del veterinario (bisognerà chiedergli di anticiparcelo tramite email). In tutti gli altri casi, bisogna restare a casa.

9) Sono garantite le attività di accalappiamento e sterilizzazione da parte del Servizio Veterinario Pubblico?

Sì. Le ASL hanno il dovere di intervenire ogni qualvolta si tratta di gestire il controllo della popolazione canina e felina, nonché di assicurare il servizio di soccorso e sanitario per gli animali bisognosi.

Fare paesaggio: giovedì 12 novembre la cerimonia di premiazione della seconda edizione.La manifestazione è curata dall’Osservatorio del paesaggio in collaborazione con tsm|step.

Si terrà giovedì – 12 novemre, alle ore 15, in diretta streaming – la cerimonia di premiazione della seconda edizione di Fare paesaggio. Il Premio è una selezione triennale di opere, progetti e iniziative realizzati nel territorio alpino, curata dall’Osservatorio del paesaggio della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con tsm|step Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio, e rappresenta un’occasione importante per riflettere sul valore del paesaggio.

La II edizione del Premio ha assunto la denominazione di “Premio triennale Giulio Andreolli – Fare paesaggio”, per ricordare la figura dell’ingegner Giulio Andreolli, recentemente scomparso, riconoscendo il suo importante ruolo nell’attività di promozione della cultura della qualità del paesaggio. Il concorso ha selezionato i progetti vincitori e le iniziative meritevoli di menzione, che si sono distinti per l’elevata qualità dei loro obiettivi nella salvaguardia, nella gestione e nella valorizzazione del paesaggio nell’area alpina. La “selezione” ha riguardato tre distinti ambiti tematici: “programmazione, pianificazione e iniziative gestionali”, “segni nel paesaggio”, “cultura, educazione e partecipazione”.

La cerimonia di premiazione, si terrà il prossimo 12 novembre a partire dalle ore 15.00, in diretta streaming sul canale YouTube di tsm:

Saranno presentati i progetti vincitori, le menzioni speciali le segnalazioni di qualità per ogni ambito. Dopo gli interventi introduttivi di Mario Tonina, Assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione della Provincia autonoma di Trento, di Roberto Bertolini Presidente di tsm e di Rita Andreolli, nel corso dell’incontro interverranno Giorgio Tecilla, direttore dell’Osservatorio del Paesaggio, Gianluca Cepollaro, direttore di tsm|step Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio, Paolo Castelnovi, Presidente dell’Associazione Landscapefor. Seguirà la presentazione dei progetti con i commenti dei componenti della giuria internazionale: l’architetta slovena Lenka Kavčič, l’architetto svizzero Armando Ruinelli e la professoressa Viviana Ferrario dello IUAV di Venezia.

 

 

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DIRETTO

Biancofiore- Cgia Mestre certifica causa Covid bolzanini perderanno 4.058 euro. Zona rossa? Cartellino rosso tasse.

Leggo con apprensione la stima fatta sulla contrazione del valore aggiunto per abitante di Bolzano dalla Cgia di Mestre, che sottolinea che ogni bolzanino causa covid ha perso nel 2020, 4.058 euro e che questo dato è addirittura sottostimato, perché non tiene conto degli effetti catastrofici sull’economia nazionale derivanti dagli ultimi Dpcm con in meno 10 % del Pil e dall’ordinanza provinciale, che non poteva evitare il mini lockdown visti i dati dei contagi in Alto Adige.

I bolzanini quindi, alla pari e forse più di altre zone d’Italia, hanno meno soldi in tasca e se è stato necessario dichiarare la città e forse la Provincia zona rossa è evidente che adesso governo e provincia devono estrarre il cartellino rosso per le tasse. Stop alle tasse in zone rosse per famiglie e imprese affinché si possa rilanciare la domanda e indennizzi e contributi a fondo perduto o anche l’Alto Adige subirà l’onta di una massiccia crisi sociale.

 

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Michaela Biancofiore

Parlamentare FI e membro del coordinamento di presidenza

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