“Epidemia accelera. Aumentano i ricoveri.” Si assiste a una accelerazione nella evoluzione dell’epidemia ormai entrata in una fase acuta con aumento progressivo nel numero di casi, evidenze di criticità nei servizi territoriali ed aumenti nel tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e area medica che rischiano, in alcune Regioni/PA, di raggiungere i valori critici nel prossimo mese.

È quindi necessaria una rapida analisi del rischio sub-regionale per il tempestivo innalzamento delle misure di contenimento e mitigazione nelle aree maggiormente affette sulla base delle linee di indirizzo fornite nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732. Si fa appello alla popolazione di rispettare con coscienza e precisione tutte le norme di precauzione previste (in particolare il distanziamento fisico e l’uso corretto e appropriato delle mascherine) e di evitare quanto più possibile situazioni che possano favorire la trasmissione quali aggregazioni spontanee e programmate per evitare un ulteriore peggioramento che potrebbe richiedere restrizioni territorialmente diffuse.

 

Punti chiave:

Si riporta un’analisi dei dati relativi al periodo 5-11 ottobre 2020. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione alla fine di settembre. Alcuni dei casi identificati tramite screening, tuttavia, potrebbero aver contratto l’infezione in periodi antecedenti.

Il virus oggi circola in tutto il paese. Questa settimana è stato osservato un forte incremento dei casi che porta l’incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 gg a 75 per 100 000 abitanti (periodo 28/9-11/10) (vs di 44,37 per 100 000 abitanti nel periodo 21/9-4/10). Nello stesso periodo, il numero di casi sintomatici è quasi raddoppiato (15.189 casi sintomatici nel periodo 28/9-11/10 vs 8.198 casi sintomatici nel periodo 21/9-4/10).

Tutte le Regioni/PPAA, tranne una, hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente (flusso ISS). Continua a scendere la percentuale dei nuovi casi che sono stati rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti (28,8% dei nuovi casi vs 31,8% la settimana precedente). Diminuisce anche la percentuale dei nuovi casi rilevati attraverso le attività di screening (31,1% vs 33,2%) Aumenta, invece, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (31,6% vs 29,1% la scorsa settimana). Nel 8,5% dei casi non è stato riportato l’accertamento diagnostico.

Nel periodo 24 settembre – 07 ottobre 2020, l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,17 (95%CI: 1,03 – 1,50). Per dettagli sulle modalità di calcolo ed interpretazione dell’Rt riportato si rimanda all’approfondimento disponibile sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità (https://www.iss.it/primo-piano/-/asset_publisher/o4oGR9qmvUz9/content/id/5477037).

Sono stati riportati complessivamente 4.913 focolai attivi, di cui 1.749 nuovi (la definizione adottata di focolaio prevede la individuazione di 2 o più casi positivi tra loro collegati), entrambi in aumento per la undicesima settimana consecutiva (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 3.805 focolai attivi di cui 1.181 nuovi). Sono stati riportati focolai nella quasi totalità delle province (102/107). La maggior parte di questi focolai continua a verificarsi in ambito domiciliare (80,3%). Si mantiene stabile la percentuale dei focolai rilevati nell’ambito di attività ricreative (4,2% vs 4,1% la settimana precedente).

Questa settimana sono in aumento i focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico, ma la trasmissione intra-scolastica rimane complessivamente una dinamica di trasmissione limitata: 3,8% di tutti i nuovi i focolai in cui è stato segnalato il contesto di trasmissione. Tuttavia, le attività extra-scolastiche possono costituire un innesco di catene di trasmissione laddove non vengano rispettate le misure di prevenzione previste.

Si osserva un forte aumento nel numero di nuovi casi fuori delle catene di trasmissione note. Questa settimana le Regioni/PPAA hanno riportato 9.291 casi dove non si è trovato un link epidemiologico (vs 4.041 la settimana precedente), che comprende il 33% di tutti i casi segnalati nella settimana.
Questa settimana, a livello nazionale, si è osservato un importante aumento nel numero di persone ricoverate (4.519 vs 3.287 in area medica, 420 vs 303 in terapia intensiva nei giorni 11/10 e 4/10, rispettivamente) e, conseguentemente, aumentano i tassi di occupazione delle degenze in area medica e in terapia intensiva, con alcune Regioni/PPAA sopra 10% in entrambe aree.

 

Conclusioni:

In Italia si osserva un’accelerazionedel progressivo peggioramento dell’epidemia di SARS-CoV-2 segnalato da undici settimane che si riflette in un aggravio di lavoro sui servizi sanitari territoriali.Per la prima volta si segnalano elementi di criticità elevata relativi alla diffusione del virus nel nostro Paese. Si fa appello alla popolazione di evitare quanto più possibile eventi e iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici e privati. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi al fine di limitare il rischio di trasmissione per evitare un ulteriore e più rapido peggioramento dell’epidemia.

La trasmissione locale del virus, diffusa su tutto il territorio nazionale, provoca focolai anche di dimensioni rilevantisoprattutto segnalati in ambito domiciliare/familiare. Rimane fondamentale mantenere un’elevata consapevolezza della popolazione generale circa il peggioramento ormai chiaro e più rapido della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali lavaggio delle mani, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico.
Sono in lieve aumento focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito intra-scolastico. Rimane quindi essenziale mantenere l’attenzione sulle misure già introdotte per prevenire trasmissione intra-scolastica come la rilevazione della temperatura giornaliera e le procedure per la gestione di casi sospetti sintomatici in ambito scolastico.

Il tracciamento dei casi e dei loro contatti e la conseguente riduzione nei tempi tra l’inizio della contagiosità e l’isolamento restano elementi fondamentali per il controllo della diffusione dell’infezione che devono essere assolutamente perseguiti. L’aumento di focolai e di casi non associati a catene di trasmissione evidenzia la criticità nell’impegno dei servizi territoriali (Dipartimenti di Prevenzione) per far sì che i focolai presenti siano prontamente identificati ed indagati. È importante il rafforzamento dei servizi territoriali, attraverso un coinvolgimento straordinario di risorse professionali di supporto e anche attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici come la “app” Immuni, nelle attività di diagnosi e ricerca dei contatti in modo da identificare precocemente tutte le catene di trasmissione e garantire una efficiente gestione, inclusa la quarantena dei contatti stretti e l’isolamento immediato dei casi secondari.

Si richiama l’importanza dell’uso appropriato degli strumenti diagnostici e di screening, nel contesto di una valutazione del rischio epidemiologico, e della corretta esecuzione delle procedure di isolamento e quarantena quando indicate. Si ribadisce la necessità di rispettare i provvedimenti quarantenari e le altre misure raccomandate dalle autorità sanitarie sia per le persone che rientrano da Paesi per i quali è prevista la quarantena, e sia a seguito di richiesta dell’autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso. Sebbene i servizi territoriali siano riusciti finora a contenere la trasmissione locale del virus, viene ripetutamente segnalato un carico di lavoro eccezionale che in molti casi compromette la tempestiva gestione dei contatti oltre che non assicurare le attività non-collegate a questa emergenza.

La situazione descritta in questo report evidenzia importanti segnali di allerta legati a un aumento della trasmissione. Si evidenzia una nuova fase epidemiologica con un aggravio del lavoro dei servizi territoriali che potrebbe riflettersi in breve tempo in un sovraccarico dei servizi assistenziali. Si raccomanda alla popolazione di prestare particolare attenzione al rischio di contrarre l’infezione in tutti i casi di mancato rispetto delle misure raccomandate. Si invita a rispettare tutte le norme comportamentali previste di prevenzione della trasmissione di SARS-CoV-2, in particolare nei confronti di fasce di popolazione più vulnerabili.

Si invitano le Regioni/PA, in raccordo con il Ministero della Salute, a realizzare una rapida analisi del rischio, anche a livello sub-regionale, e di valutare il tempestivo innalzamento delle misure di contenimento e mitigazione nelle aree maggiormente affette in base al livello di rischio e sulla base delle linee di indirizzo fornite nel documento Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale trasmessa con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732

1 (https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2020&codLeg=76597&parte=1%20&serie=null 
2 https://www.iss.it/documents/20126/0/COVID+19_+strategia_ISS_ministero+%283%29.pdf/e463c6e7-6250-109c-1c74-d2f8262f5056?t=1602672178859).

 

 

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Protezione civile -Nuove ordinanze sull’emergenza Covid. Le prime due, in vigore da subito, puntano ad arginare i focolai di Sesto Pusteria e Monguelfo. La terza riguarda tutto l’Alto Adige ed entrerà in vigore lunedì.

La crescita dei casi di positività al Covid-19 avvenuta negli ultimi giorni ha spinto il presidente Arno Kompatscher, dopo un’attenta analisi assieme agli esperti del settore sanitario, a intraprendere nuove misure riguardanti sia i cluster di Sesto Pusteria e Monguelfo, sia l’intero territorio provinciale. “L’obiettivo di queste misure – spiega Kompatscher – è quello di evitare nel medio e lungo periodo interventi ancora più rigidi sulla vita economica e sociale della nostra terra”. Martedì, durante la conferenza stampa al termine della Giunta provinciale, il presidente aveva annunciato che l’esecutivo si riservava di “intervenire con nuove ordinanze qualora i dati peggiorassero e vi fosse un trend evidente e costante improntato alla crescita”. Il caso di è subito presentato. Nei Comuni di Sesto Pusteria e Monguelfo – Tesido sono stati individuati due focolai che hanno fatto aumentare notevolmente il numero di persone affette da Coronavirus: da qui la decisione di elaborare le ordinanze contingibili e urgenti numero 43 e 44, che sono state firmate nella serata di oggi (15 ottobre) dal presidente della Provincia.

“Le misure entreranno in vigore da subito – annuncia Kompatscher – e saranno valide per i prossimi 14 giorni. In questo modo puntiamo a contenere il numero dei casi e a circoscriverli”.

 

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Bar chiusi e manifestazioni sospese

In concreto, sia a Sesto Pusteria che a Monguelfo, verranno chiusi tutti i bar, mentre i ristoranti potranno rimanere aperti solamente fino alle ore 18. Fanno eccezione, per quanto riguarda l’orario serale, soltanto i ristoranti degli alberghi che devono fornire i pasti ai propri ospiti. Oltre a ciò, viene sospesa ogni manifestazione di qualsiasi tipo, dalle feste agli eventi sportivi e culturali, mentre le cerimonie civili e religiose come matrimoni, funerali o battesimi potranno avere luogo solamente in presenza di un ristretto numero di familiari per un massimo di 15 persone. Oltre a ciò, all’interno del territorio comunale dei due cluster scatta l’obbligo di indossare la mascherina tranne che all’interno della propria abitazione oppure all’aperto in condizioni di isolamento da altre persone. A cittadine e cittadini, infine, è raccomandato di limitare gli spostamenti da e verso tali comuni per limitare la diffusione del virus.

 

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Da lunedì nuove regole in tutto l’Alto Adige

Nel corso della giornata di domani (16 ottobre) il presidente Arno Kompatscher firmerà inoltre una nuova ordinanza che sarà in vigore da lunedì 19 ottobre alla fine del mese di novembre e che varrà per tutto il territorio altoatesino. Durante le manifestazioni pubbliche sarà vietata la distribuzione di cibi e bevande, e dalle ore 18 nei bar potranno essere somministrati cibi e bevande solo a persone che occupano posti a sedere sia all’aperto che al chiuso. Per quanto riguarda gli orari di chiusura, i bar dovranno abbassare le saracinesche alle ore 23, mentre i ristoranti non potranno restare aperti oltre le ore 24. Le cerimonie civili e religiose potranno ospitare un massimo di 30 persone e all’interno delle chiese continueranno a valere i protocolli attualmente in essere. Per quanto riguarda le attività sportive amatoriali (fanno eccezione quelle professionistiche, dilettantistiche e degli enti di promozione), stop agli sport di contatto che si svolgono al chiuso, forte raccomandazione di evitare gli sport di contatto all’aperto e divieto di utilizzo degli spogliatoi. “Si tratta di contesti che si sono dimostrati particolarmente fertili per la diffusione delle infezioni”, conclude il presidente della Provincia. L’ordinanza che verrà firmata domani prevederà anche l’invito a utilizzare canali e strumenti digitali per l’organizzazione di assemblee e manifestazioni di vario genere.

 

 

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

La #Ndrangheta in Trentino per mettere radici non ha esitato a rivolgersi agli #amministratori che spero dalle #indagini risultino estranei e non compiacenti 🔎
Se così non fosse sarebbe un duro colpo per tutti, la politica verrebbe percepita come il luogo del #malaffare 👮‍♂️
Un offesa ai tanti amministratori che amano e servono le nostre #comunità e che meritano per questo rispetto e gratitudine.🤝

La #Ndrangheta in Trentino per mettere radici non ha esitato a rivolgersi agli #amministratori che spero dalle #indagini…

Pubblicato da Claudio Cia su Giovedì 15 ottobre 2020

Coronavirus: oggi in Trentino 111 positivi e due decessi. Nelle ultime 24 ore si sono registrati in Trentino 62 casi di positività al tampone molecolare, e altri 49 risultati positivi al tampone per l’antigene. Dei positivi, 9 hanno tra 6 e15 anni e 10 sono gli over 70. Il rapporto indica inoltre l’aggiornamento dei decessi Covid che purtroppo sale di 2 unità. I pazienti ricoverati sono attualmente 31, nessuno di essi in rianimazione. 1912 i tamponi elaborati nella giornata di oggi. 50 le classi attualmente in quarantena. I medici di medicina generale, come comunicato dall’assessore provinciale alla salute Stefania Segnana, potranno a breve effettuare a loro volta i test antigene, in regime di libera professione, supportando quindi lo sforzo del’Azienda sanitaria. Le modalità sono state discusse ieri e nelle prossime ore è prevista la firma dell’accordo relativo.

Oggi il presidente Maurizio Fugatti ha anche firmato l’ordinanza che prende atto delle ultime decisioni assunte con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 13 ottobre.

“Oggi la notizia della scomparsa di Jole Santelli, presidente della Regione Calabria, ha cambiato l’agenda degli incontri fra le Regioni e il Governo”, ha detto Fugatti, che ha anche espresso il suo cordoglio per questo improvviso evento luttuoso. “I numeri che registriamo – hanno sottolineato ancora Fugatti e l’assessore Segnana – ci avvicinano purtroppo alla situazione di altri territori nel nostro Paese, dove il numero dei contagiati sta crescendo. Dobbiamo pertanto rivolgere ancora un appello ai cittadini affinché osservino scrupolosamente le norme di comportamento per prevenire la diffusione del contagio, a partire dall’uso delle mascherine”.

Il direttore dipartimento prevenzione dell’Apss Antonio Ferro ha ricordato però che il Trentino rimane uno dei pochi territori dove ancora non si registrano ricoveri in rianimazione. In ogni caso, il sistema sanitario è pronto a far fronte ad eventuali necessità che dovessero emergere nei prossimi giorni. Per quanto riguarda gli spostamenti, il mobility manager Roberto Andreatta ha spiegato che tutte le realtà regionali sono al momento allineate alle soglie indicate a livello nazionale. “Posso aggiungere – ha detto – che i controlli sui mezzi sono rigorosi, e che i carichi massimi registrati oggi vanno dal 60 al 70%. Siamo dunque al di sotto della soglia indicata dal comitato scientifico nazionale, quella dell’80%, pari a 5 persone al metro quadro. Ci sentiamo quindi di rassicurare le famiglie, richiamando come sempre l’attenzione sul rispetto delle regole, che fino ad oggi risultano essere in ogni modo scrupolosamente rispettate da alunni e studenti che utilizzano i mezzi pubblici”.
Analoghe raccomandazioni vengono rivolte ai nuclei familiari, in particolare quando, come ricordato dal dottor Ferro, vengono in contatto con persone non conviventi o che non si conoscono.

Dichiarazione del presidente di Confindustria Trento Fausto Manzana e del presidente della Sezione Porfido Simone Caresia.

“Esprimiamo profondo sconcerto per le vicende portate alla luce dalla complessa attività investigativa delle forze dell’ordine che è confluita nell’operazione odierna.

Insieme a tutta la comunità trentina, le imprese che operano nel pieno rispetto della legalità sono esse stessa parte lesa degli affari illeciti dei soggetti individuati.

Un plauso dunque agli inquirenti che hanno condotto questa vasta indagine, insieme alla riconoscenza di tutti i nostri imprenditori, che devono potere operare in un contesto incontaminato”.

Covid 19. Riparte il tavolo tecnico con le parti sociali. Verranno aggiornati i protocolli dei settori produttivi. Cgil Cisl Uil: ora si rafforzi al meglio la capacità di tracciamento per tenere sotto controllo il contagio.

Riparte il tavolo tecnico Codid 19 con la partecipazione delle organizzazioni sindacali e datoriali. Primo obiettivo sarà l’aggiornamento di tutti i vademecum settoriali per la sicurezza al fine di avere linee guida efficaci e aggiornate. E’ quanto è stato condiviso questa mattina alla riunione tra gli assessori Segnana e Spinelli, Cgil Cisl Uil e coordinamento imprenditori.

Al tavolo è stato preso atto che i protocolli attuali hanno mostrato una buona efficacia nei luoghi di lavoro. A parte i focolai verificatisi nei comparti delle carni e della logistica comunque prontamente isolati e gestiti, il rispetto delle linee guida definite nella primavera scorsa sta dimostrando la propria capacità di contenere il contagio tra i lavoratori.
La scommessa adesso è rafforzare ulteriormente la capacità di individuazione dei nuovi contagiati per interrompere il prima possibile le catene di trasmissione.

E’ per questa ragione che è stata ribadita dai sindacati la necessità di rendere disponibili sempre più tamponi e test rapidi realmente efficaci e di potenziare al massimo la capacità di tracciamento per evitare, nel breve termine, di andare in affanno. Su questo fronte la Provincia ha ribadito la possibilità di riavviare i laboratori del Cibio per i tamponi molecolari e la buona sperimentazione dei testi antigenici sui sintomatici nelle farmacie e negli ambulatori dei medici di base.
Anche in questa logica Cgil Cisl Uil hanno ribadito la richiesta di rafforzare l’organizzazione sanitaria sul territorio e hanno evidenziato i ritardi registrati fino a questo momento nell’attuazione del piano di assunzioni di figure sanitarie annunciato a settembre dall’assessora Segnana.

Altra questione aperta è quella sul vaccino antinfluenzale: la Provincia ha annunciato che entro novembre il 3% delle dotazioni dell’Azienda sanitaria dovrebbe essere messa a disposizione delle farmacie per permettere ai cittadini non coperti dal servizio sanitario provinciale di vaccinarsi a proprie spese.

Infine è stata posta la questione del trasporto pubblico, tema che suscita non poche preoccupazioni. Cgil Cisl Uil hanno sollecitato la Provincia a potenziare al massimo il numero di mezzi disponibili ricorrendo anche a collaborazioni con soggetti privati. “Anche sulla tenuta dei trasporti pubblici si gioca la partita dell’apertura delle scuole, che per noi resta una priorità da non mettere in discussione – hanno detto i tre segretari provinciali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. Va messo in capo ogni sforzo possibile per aumentare le corse, coinvolgendo anche soggetti privati, oggi peraltro fermi e con personale in cassa integrazione”. E in tema dei trasporti si sono chieste attenzioni anche sul fune “per garantire al massimo la sicurezza di utenti e lavoratori”.

Visita del sindaco Ianeselli al Villaggio SOS. E’ la sua prima uscita sul territorio da quando è stato eletto.

Si è da poco conclusa la visita del sindaco Franco Ianeselli al Villaggio SOS del Fanciullo accolto dal presidente del villaggio stesso Alberto Pacher.

Costituito nel 1963 su impulso di un gruppo di volontari sostenuti fin da subito dall’Amministrazione comunale guidata dall’allora sindaco Nilo Piccoli, il Villaggio SOS ha sempre voluto accogliere i bambini e i ragazzi che vivevano in condizioni di disagio familiare e sociale grazie ad un nuovo metodo, basato sull’attenzione per la crescita psicologica e fisica dei bambini con l’intento di farli rientrare in famiglia o di permettere loro di integrarsi nella società.

Si tratta del secondo villaggio di questo tipo creato dal fondatore Herman Gmeiner ed è l’unico che ha un così stretto legame con il comune che lo ospita non solo perché questi è proprietario degli edifici ma anche per il sostegno che gli ha sempre garantito. Una sinergia, quella tra il Comune e la cooperativa sociale, che nel corso dei decenni si è mantenuta e rinnovata anche grazie al forte sostegno che l’istituzione ha sempre voluto dare e che continuerà a dare a questo progetto tramite contributi e collaborazioni alle iniziative del Villaggio.

Sono ad oggi oltre 350 i bambini accolti nel Villaggio, chi per periodi lunghi, chi magari anche solo per poco tempo. I 37 soci della cooperativa, assieme a collaboratori e volontari, contribuiscono a garantire una variegata offerta di servizi: dalle comunità familiari che accolgono i bambini al gruppo appartamento “Baita don Onorio”, dedicato ai ragazzi tra i 13 e i 19 anni; dai domicili autonomi per ragazzi maggiorenni agli interventi di accoglienza temporanea e di sostegno per gli ex ragazzi del Villaggio; senza tralasciare le attività di sostegno ai nuclei familiari in difficoltà come il centro diurno e l’educativa domiciliare.

Nel corso dell’incontro si è parlato della situazione attuale con le problematiche relative alla gestione dell’emergenza sanitaria ma anche delle prospettive di sviluppo dell’importante struttura ospitata in via Gmeiner nel parco di Gocciadoro.

Dopo aver visitato alcune delle comunità alloggio il sindaco Ianeselli ha dichiarato: “Questa struttura incarna tutto ciò che significa per noi essere una città solidale”.

In merito alle notizie apparse negli scorsi giorni sui quotidiani locali a proposito di un imminente, se non già avvenuto, avvicendamento al vertice della Lega del Trentino, con alcuni articoli che si sono spinti a suggerire la sostituzione del Segretario Mirko Bisesti a causa dei risultati delle ultime elezioni amministrative, sembra più che doveroso ed opportuno fornire alcuni chiarimenti.

Nel maggio del 2018 si è tenuto il congresso della “Lega Nord Trentino” per il rinnovo dell’intero direttivo, il cui esito ha portato all’elezione, come nuovo Segretario, di Mirko Bisesti, che è quindi succeduto a Maurizio Fugatti alla guida del partito.

Nell’ottobre del 2018 si sono tenute in Trentino le elezioni provinciali, che hanno visto Bisesti guidare la Lega, primo partito a livello provinciale, Maurizio Fugatti essere eletto Presidente della Provincia autonoma di Trento e Bisesti stesso risultare il candidato più votato della coalizione di centrodestra sfiorando le 4.000 preferenze personali.

Nel corso del 2019 è stato avviato un iter amministrativo a livello nazionale volto a modificare la configurazione del partito, con la costituzione di una nuova entità denominata “Lega Trentino per Salvini Premier” destinata a prendere il posto della precedente “Lega Nord Trentino”. Contestualmente, come previsto dallo statuto, il direttivo della “Lega Nord Trentino”, che era stato eletto nel maggio del 2018, è venuto a decadere.

Il nuovo partito “Lega Trentino per Salvini Premier”, con soci Fondatori Bisesti, Paccher e la sottoscritta è stato quindi guidato in questa fase da Mirko Bisesti nel ruolo di Segretario in vista della convocazione del congresso che sarà chiamato ad eleggere Segretario e direttivo del nuovo partito. Processo ed iter già peraltro pubblicamente annunciati a più riprese.

E’ utile evidenziare, inoltre, che il medesimo processo è già stato avviato o è in atto in tutte le regioni italiane.

Premesse queste doverose precisazioni, respingo con forza al mittente tutte le ricostruzioni apparse in questi giorni sulla stampa locale che, nel preannunciare un cambio al vertice della Lega Trentino, attribuiscono a questa decisione un significato politico legato ai risultati delle recenti elezioni amministrative, quando si tratta invece di un passaggio tecnico ampiamente previsto e già noto, da numerosi mesi, all’interno del partito e anche a certa stampa che, invece, ha voluto strumentalizzare la vicenda. Amministrative che, e ci tengo a ribadirlo, hanno visto per la prima volta eletti tra le file della Lega nuovi amministratori, sindaci e assessori di comuni importanti e che hanno portato ad aumentare notevolmente i consiglieri comunali di tante realtà.

Colgo questa occasione infine per ribadire, a nome del Gruppo consiliare della Lega Salvini Trentino, pieno e convinto sostegno a Mirko Bisesti alla guida della Lega del Trentino.

 

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Mara Dalzocchio,
Capogruppo Lega Salvini Trentino in Consiglio provinciale

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà, la Cooperativa di via Travai chiede di non abbassare la guardia sul fronte delle fragilità di chi vive in strada e rilancia con le aperture domenicali straordinarie, possibili grazie alle donazioni dei cittadini arrivate nei mesi più duri della pandemia.

Con l’inverno alle porte e l’emergenza sanitaria ancora in atto, la Cooperativa Punto d’Incontro torna a ribadire l’importanza di fornire risposte serie ai bisogni delle persone senza dimora. La città non può permettersi di affrontare l’inverno senza risposte adeguate mentre la curva dei contagi torna a salire pericolosamente.

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà in programma il 17 ottobre, il Punto d’Incontro, chiede di non abbassare la guardia sul fronte delle fragilità e, in questa fase di programmazione dei posti letto invernali, sottolinea l’importanza di garantire un numero sufficiente di accoglienze notturne.

Nel 2019 si sono rivolte al Punto d’Incontro 904 persone provenienti da 54 paesi del mondo, di cui 133 italiani. Di queste 904 persone 269 sono sotto i 30 anni. Sono stati serviti 44.204 pasti, con una media giornaliera di 140 persone presenti al pranzo.

Secondo le stime di Feantsa e Fondazione Abbé Pierre, almeno 700 mila senzatetto dormono male o in alloggi di emergenza o temporanei all’interno dell’Unione europea. Un numero che presenta un aumento del 70% rispetto a dieci anni fa. In Italia si stima vi siano tra le 49.000 e le 52.000 persone senza dimora.

Il 2019 ha confermato che la situazione di precarietà non è una fase transitoria di difficoltà: le persone che si rivolgono al Punto d’Incontro non sono aumentate in modo considerevole, soprattutto per il calo degli arrivi di persone immigrate, ma la permanenza in strada è più lunga rispetto agli anni passati.

Secondo quanto emerge dall’Osservatorio Fio.psd, i profili delle persone senza dimora che si rivolgono ai servizi stanno subendo dei mutamenti che denunciano la complessità del fenomeno della homelessness.

Si osserva un aumento di fasce diversificate di popolazione particolarmente vulnerabili ed esposte al rischio di povertà, come le donne, i giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, i malati gravi e/o in attesa di terapia, i disoccupati cronici, gli stranieri in attesa di regolarizzazione, i minori stranieri non accompagnati.

“La strada non te la togli mai di dosso, dormi col pensiero della strada e ti svegli con lo stesso pensiero. Mi guardano dall’alto verso il basso, mi sento come se mi buttassero nella spazzatura. A tutti può capitare di finire in strada”
Sono parole di un ospite del punto d’incontro, raccolte da un operatore. Le testimonianze degli utenti della struttura di via Travai sono molteplici e lasciano tutte trapelare il bisogno di speranza e prospettiva di cui necessitano le persone che vivono la strada.

Da parte di chi si occupa quotidianamente di fragilità, la richiesta alla Giunta Provinciale e alla nuova Giunta Comunale è quella di mantenere alta l’attenzione, sostenendo la rete dei servizi che si occupano di grave marginalità adulta, una rete che in questi anni ha mostrato il suo valore e che sta lavorando per uscire dalla logica emergenziale nello sforzo di sviluppare strategie di lungo respiro.
Una città sicura, si costruisce garantendo sicurezza alle persone che vivono in strada; prendersi cura di chi sta in strada è prendersi cura della comunità.
Come ogni altro essere umano le persone senza dimora hanno diritto ad avere sempre un posto dove stare e dove prendersi cura di sé: una prospettiva che va affermata con maggiore forza e determinazione in un periodo di emergenza sanitaria globale.

DOMENICHE APERTE A PARTIRE DAL 18 OTTOBRE

Durante l’emergenza sanitaria, anche nelle fasi più drammatiche della pandemia, Il Punto d’Incontro è rimasto sempre aperto, garantendo pasti caldi e servizi.

Mesi difficili durante i quali la cooperativa ha potuto contare sul sostegno e sulle donazioni ricevute dai tantissimi cittadini. Un attestato di stima e fiducia a cui il Punto d’Incontro vuole rispondere intensificando il suo impegno e ampliando i suoi servizi.

Dal 18 ottobre le aperture domenicali straordinarie del centro diurno di via Travai, non previste nei finanziamenti pubblici, partiranno grazie alle donazioni dei trentini. La scelta, presa in sinergia con le realtà dell’accoglienza presenti sul territorio, è quella di aprire al mattino per offrire un luogo caldo con una buona colazione. Il sacchetto con il pranzo continuerà invece ad essere distribuito dai volontari dell’associazione “Il Gioco degli Specchi” presso Casa Baldé, mentre i Frati Cappuccini garantiranno un pasto caldo per l’ora di cena.

Sait, il consiglio indica Renato Dalpalù per la presidenza. Il cda del consorzio delle cooperative di consumo ha deliberato a maggioranza qualificata la proposta di Renato Dalpalù quale candidato alla presidenza dopo Roberto Simoni, diventato presidente della Federazione.

Il commercialista, già presidente di Sait per nove anni, è stato scelto tra una rosa di nominativi che avevano dato la propria disponibilità.

Roberto Simoni: “preferisco mantenere un atteggiamento neutrale, questa è una scelta autonoma del consiglio che ha privilegiato l’esperienza e la continuità”.
Trento, 15 ottobre 2020 – Sarà Renato Dalpalù, commercialista trentino già presidente dell’ente per nove anni e già consigliere della Federazione, il candidato espressione del Consiglio di Sait per la presidenza dell’ente alla prossima assemblea elettiva il 12 novembre in prima convocazione (o il 13 in eventuale seconda convocazione), che si svolgerà con la modalità del rappresentante designato.

Il suo nome ha avuto il consenso della maggioranza qualificata del Consiglio rispetto alla terna di nominativi che hanno espresso la propria disponibilità, e formata, oltre che da Dalpalù, da Aldo Marzari, presidente della Famiglia Cooperativa Vattaro e Altipiani e consigliere della Federazione, Renato Micheluzzi, consigliere della Famiglia Cooperativa di Campitello.

Dalpalù, al pari delle altre candidature spontanee che dovessero pervenire entro il 22 ottobre, dovrà ottenere il sostegno di almeno 15 cooperative.
“In coincidenza con la data dell’assemblea darò formalmente le dimissioni da Sait già annunciate quando ho assunto l’impegno in Federazione – ha dichiarato il presidente Roberto Simoni. – Auspico in questo periodo un confronto sereno e responsabile tra gli eventuali candidati che vorranno proporsi, e mi farò garante affinché i soci possano scegliere in piena consapevolezza il loro presidente, nel rispetto del regolamento e dello statuto.

La decisione del consiglio, sulla quale mantengo un atteggiamento di neutralità, è evidentemente motivata dalla necessità di dare il giusto supporto al piano di rilancio di Sait che è nel pieno del suo sviluppo.

Ma, come sempre, saranno i soci a scegliere il loro presidente”, ha concluso Simoni.

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