Si è svolta oggi a Milano l’Assemblea della Lega Serie A, alla presenza di tutte le 20 Società e con il Presidente Paolo Dal Pino in collegamento video. I Club hanno deliberato a larga maggioranza di procedere in via esclusiva con Cvc-Advent-Fsi alla negoziazione dei termini e delle condizioni della relativa offerta. A tale scopo un’apposita Commissione avvierà le trattative con il consorzio per un periodo di 4 settimane a partire da oggi.

Le Società hanno poi approvato l’invito a presentare offerte per i Diritti Audiovisivi Internazionali del Campionato di Serie A, della Coppa Italia e della Supercoppa per il triennio 2021 – 2024, l’avanzamento del piano industriale e il budget di Lega Serie A per la stagione 2020 – 2021.

Le Società hanno inoltre evidenziato il momento di grande difficoltà economica legato alla certa diminuzione di ricavi da stadi e conseguentemente da sponsorizzazioni, a fronte di costi, soprattutto del lavoro, rimasti invariati. Il tema sarà oggetto di una prossima riunione di Lega Serie A, che si augura un intervento istituzionale a salvaguardia della stabilità finanziaria del massimo campionato, motore dell’intera piramide calcistica italiana.

L’ultimo appuntamento dell’anno di “Click di sera” vede protagonista il fotografo naturalista Alessandro Gruzza. Nei suoi scatti gli attimi vissuti tra Africa sub-sahariana, America del Nord, America Latina, Artico e Dolomiti e la storia di come l’amore per la natura abbia trasformato un ingegnere dei materiali in fotografo naturalista.

Dalle savane africane ai deserti d’alta quota andini, dai ghiacci dell’Artico al “giardino di casa” delle Dolomiti: l’ultimo incontro dell’anno di “Click di sera”, la rassegna del MUSE – Museo delle Scienze dedicata all’arte dello scatto, all’esplorazione e alla conservazione della natura, porta in museo il fotografo naturalista Alessandro Gruzza.

Giovedì 15 ottobre alle 20.30, nella lobby del MUSE, l’autore racconterà le avventure fotografiche e gli incontri di luce vissuti in quattro continenti nell’incontro dal titolo “Inseguendo la Luce, in ascolto della Voce”.

“Nel corso degli anni – spiega Gruzza – l’amore per la Natura e la passione per la fotografia hanno insieme innescato un inarrestabile processo di trasformazione di un ingegnere dei materiali in fotografo naturalista. La Natura è la nostra casa. Noi stessi proveniamo dalla Natura e ne siamo direttamente interconnessi. La mia missione è contribuire direttamente alla sua salvaguardia, trasmettendo con la fotografia sensazioni di appartenenza, empatia, consapevolezza, quale sentiero da percorrere per prendersene cura, rispettarla, proteggerla”.

Da qui, passo dopo passo, il contatto diretto con l’ambiente naturale ha trovato piena espressione e profondo significato nella traduzione della voce della Natura in fotografia. Una ricerca che ha portato Gruzza a girare il mondo “inseguendo la Luce, dentro e fuori di sé”: dalle savane dell’Africa sub-sahariana agli ambienti scolpiti dall’erosione dell’America del Nord, dai deserti d’alta quota dell’America Latina ai ghiacci dell’Artico, fino a giungere al “giardino di casa” delle Dolomiti, dove il tantissimo tempo trascorso in ascolto di queste straordinarie montagne è diventato il libro fotografico “La Voce delle Dolomiti”.

Sono stati presentati nella mattinata tre documenti da parte del Gruppo consiliare comunale Lega Salvini Trentino con primo firmatario il Consigliere comunale Daniele Demattè. I documenti riguardano temi che da anni stanno a cuore la Lega a Trento.

Il Consigliere comunale ha così dichiarato: “Seppur all’opposizione, i nostri obiettivi politici non cambieranno e le promesse fatte in campagna elettorale fungeranno da bussola per orientare l’attività della Lega in Consiglio comunale. Ho già provveduto al deposito di tre atti, due proposte di mozione e un’interrogazione, per ricordare all’amministrazione come temi a me molto cari, quali la sicurezza e il decoro urbano, abiteranno con continuità l’aula consiliare e gli assessorati.

La gente è stanca di assistere al declino di una città un tempo sicura e decorosa, e di fare quotidianamente i conti con degrado, inciviltà, maleducazione e criminalità, in totale spregio di norme e regolamenti. Esigiamo un maggior coinvolgimento di Comune e forze dell’ordine, gli unici ad avere i mezzi e gli strumenti per fronteggiare situazioni ormai insostenibili, che trovano i cittadini inermi e inascoltati. Si veda ad esempio quanto accade tra via S.Maria Maddalena, vicolo S.Marco, piazzetta Agostiniani e zone limitrofe.

Chiediamo azioni concrete e puntuali, come l’adesione all’operazione “Strade sicure”, per riportare le zone oggi più “a rischio” della città – come piazza Dante, piazza S.Maria Maggiore, via Pozzo, il quartiere del Magnete, del Tridente e di Canova di Gardolo – a condizioni di continuativa decenza e vivibilità. Infine, riteniamo fondamentale riporre la giusta attenzione verso temi anche indirettamente collegati alla sicurezza, come un’efficace illuminazione pubblica, e per questo chiediamo che vie fondamentali come Via Calepina possano godere anch’esse di un’illuminazione adeguata”.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

In relazione al Vs. articolo del 13/10/2020, Vi comunichiamo che la sede di Trento via del Brennero 136, è rimasta temporaneamente chiusa causa COVID. Tutti i pazienti in cura sono stati informati del problema e sono stati invitati ad attendere gli sviluppi della pandemia.

La previsione è di riaprire e concludere le cure in corso entro il mese di novembre prossimo venturo.

Si procederà nei prossimi giorni con il rientro dalla cassa integrazione di alcuni dipendenti, inoltre stiamo riorganizzando gli interventi con i medici odontoiatri.

Di seguito saranno fissati i nuovi appuntamenti con i pazienti per la conclusione delle cure in corso.

 

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DENTAL GREEN SRL
L’Amministratore

Vedo molta assenza di “coesione sociale” nelle dichiarazioni pubblicate sul “Trentino” da parte dell’esponente di Futura Rovereto Fabiano Lorandi. Innanzitutto mi pare fuori luogo – se non omologandosi al modus pensandi dell’esponente di sinistra radicale – affermare che ci sia stata aggressività da parte nostra, quando la coalizione a sostegno di Andrea Zambelli si è dall’inizio presentata con la massima serietà, intenzionata a non denigrare a priori quanto fatto in precedenza, ponendosi piuttosto nell’ottica di valorizzare Rovereto e le sue potenzialità, da anni sopite dalla (mancata) azione di amministrazioni di centro sinistra o pseudo civiche, come Valduga ha avuto modo di dimostrare.

Rovereto non è riuscita a stare al passo di realtà ad essa molto simili. In secondo luogo si parla di coesione all’interno della coalizione. La auguro per loro, ma soprattutto per Rovereto.

Ricordo solo che il primo mandato di Valduga non si è certamente contraddistinto per concordia e comunanza di vedute, anzi si è assistito all’esatto opposto, con esponenti del Partito Democratico che venivano continuamente attaccati dal Primo cittadino di Rovereto. Non ci troviamo di fronte quindi a un “capo di coalizione” capace di dimostrare quel senso di responsabilità e di concordia che si richiede ad un Sindaco.

L’aspetto che comunque mi ha suscitato maggiori perplessità è sicuramente l’“arringa” in merito ai concetti di “cosa significa essere di sinistra”. Tantissime belle parole, frutto del resto di un retaggio politico culturale del novecentesco, ma privo di alcun contesto in tempi moderni. La politica è in continua evoluzione e coinvolge direttamente l’uomo inteso come animale politico: per questo motivo non si possono applicare a priori ricette di un’epoca passata e cercare giocoforza – quasi in nostalgicamente – di riproporle nel presente.

Ritornando al tema iniziale – ovvero l’assenza di “coesione sociale” nelle dichiarazioni di Fabiano Lorandi – non posso far a meno di ricordare che Valduga è stato certamente eletto con uno scarto di 4 mila voti rispetto a Zambelli, ma non è stato eletto Sindaco al primo turno e – guardando i dati – non gode certamente del favore della totalità dei roveretani, anzi di un solo terzo di loro.

Proprio in simili situazioni occorre porsi in un’ottica volta a cercare il dialogo con tutte le forze politiche, non certamente esacerbando gli animi ma cercando di ascoltare e di capire che molti credono in un’altra Rovereto.

Questo quanto dichiarato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Mara Dalzocchio

Coronavirus: altri due decessi; 46 classi in isolamento. Il Covid-19 provoca purtroppo altre 2 vittime in Trentino e questa volta non si tratta di anziani, ma di due adulti, un uomo e una donna, già affetti da gravi patologie.
Lo conferma il rapporto quotidiano dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari che annovera altri 28 nuovi contagiati ai quali si affiancano 10 positivi al test rapido.

Nel dettaglio, ci sono 5 ragazzi tra i 6 ed i 15 anni ed altrettanti ultra settantenni.

I pazienti ricoverati sono 26 (distribuiti fra Trento e Rovereto) e se fortunatamente ancora nessuno si trova in rianimazione, salgono a 5 i soggetti che necessitano dell’alta assistenza
Sul fronte scolastico si registrano 3 nuove classi in isolamento, mentre 1 ha terminato la quarantena: il conto finale è pertanto di 46 classi
Infine i tamponi: ieri all’Ospedale Santa Chiara ne sono stati analizzati 802 più altri 172 per l’antigene.

 

 

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DIRETTO

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Chico Forti: deputati trentini Lega, sostegno totale per suo rimpatrio. “Abbiamo incontrato, davanti a Montecitorio, i rappresentanti dei comitati che sostengono la causa di Chico Forti e chiedono al Governo italiano il suo rimpatrio immediato. Numerose sono state le manifestazioni per ricordare la data dell’11 ottobre del 1999, primo giorno della incarcerazione di Chico, in tutto il Trentino. Oggi a Roma i comitati hanno incontrato il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha confermato il suo appoggio alla causa di Chico, ‘Un cittadino italiano che merita giustizia e libertà’. A stretto giro, l’incontro con noi della delegazione trentina dei deputati Lega.

Da tempo seguiamo la vicenda e siamo impegnati per la causa. Alla nostra interrogazione presentata nel maggio scorso il Sottosegretario agli Esteri Ricardo Antonio Merlo aveva risposto ricordando che: ‘… il signor Forti ha optato nel luglio 2018 per la presentazione di un’istanza di trasferimento in Italia ai sensi della Convenzione di Strasburgo del 1983 sul trasferimento delle persone condannate, per continuare a scontare nel nostro Paese la pena comminatagli dalla giustizia americana. Su tale istanza è chiamato a pronunciarsi il Governatore della Florida, la cui decisione passerà poi al vaglio del Dipartimento per la giustizia degli Stati Uniti per il nulla osta sull’accoglimento dell’istanza’.

L’Ambasciata a Washington, dietro espressa indicazione del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ha avviato un’incisiva opera di sensibilizzazione presso le competenti autorità statunitensi – sia a livello statale sia a livello federale – perché la richiesta del connazionale venga debitamente esaminata e accolta. Al Governatore della Florida e ai vertici dell’Amministrazione federale è stata espressamente rappresentata la grandissima attenzione con la quale la vicenda è seguita dal Governo italiano, che si fa interprete della profonda emozione della nostra opinione pubblica’. Abbiamo dunque ringraziato ed espresso ai comitati presenti alla Camera sostegno totale alla loro grande forza d’animo con cui proseguono nell’organizzare le azioni per Chico.

Abbiamo inoltre annunciato il prossimo deposito di una nuova interrogazione per comprendere lo stato di avanzamento del dialogo con il governatore della Florida e la richiesta di incontro ufficiale con il sottosegretario Fraccaro per chiarire la posizione attuale del governo. Ci coordineremo anche con le istituzioni provinciali e regionali trentine per garantire il massimo appoggio alla famiglia Forti e ai numerosissimi sostenitori della causa, anche in previsione di un futuro viaggio negli Usa per incontrare le istituzioni coinvolte”.

Lo dichiarano i deputati trentini della Lega Martina Loss, Diego Binelli, Vanessa Cattoi e Mauro Sutto.

Nella mattina di martedì 13 ottobre la Garante dei diritti dei detenuti, professoressa aggregata Antonia Menghini, ha presentato in conferenza stampa la sua relazione sull’attività del 2019. Al 31 dicembre 2019 le persone detenute presenti nelle carceri Italiane ammontavano a 60.769, un dato in costante e sensibile crescita dal 2016 (in cui si registravano al 31 dicembre 54.653 presenti). Nella Casa circondariale di Spini di Gardolo, al 31 dicembre 2019, ammontavano a 336, dato anch’esso in crescita rispetto a quello registrato a fine 2018 che, a causa della rivolta di dicembre e del conseguente massiccio trasferimento di detenuti coinvolti, era pari a 290 presenti.

Su questi numeri ha considerevolmente inciso, da ultimo, l’emergenza covid ed i conseguenti provvedimenti adottati dal Governo, così come poi dalla stessa Magistratura di Sorveglianza e che hanno portato le presenze a livello nazionale, al 31 maggio 2020, a 53.387, salvo poi da giugno registrare un costante piccolo incremento. Nella Casa circondariale di Spini di Gardolo le presenze sono dapprima scese a 272 al 31 maggio, per poi risalire fino alle attuali 303 (di cui 283 uomini e 20 donne).

Nella conferenza stampa la Garante ha dato conto delle sue visite in istituto (60) e dei colloqui svolti con le persone detenute (454), della conseguente attività istruttoria e dei rapporti con i diversi interlocutori istituzionali, delle numerose attività di sensibilizzazione sul tema carcere, delle progettualità seguite, oltre che dei rilevanti impegni sul versante dei rapporti con il Garante Nazionale e con la Conferenza dei Garanti territoriali.

Non ha mancato infine di mettere in evidenza le problematicità relative alla Casa circondariale di Spini tra cui si evidenziano in particolare quella relativa al personale gravemente sotto organico dell’area educativa e della polizia penitenziaria (soprattutto, in questo caso, con riferimento alle figure degli ispettori) e quella connessa al rilevante numero delle presenze in struttura con riferimento, nello specifico, ai detenuti protetti che attualmente occupano 2 delle 9 sezioni e sono 101 su complessivi 303.

La Garante ha sottolineato l’importante sforzo, anche di risorse, messo in campo dalla Provincia per la riorganizzazione della sanità in carcere che fornisce oggi un servizio 24 h su 24, sottolineando ancora una volta come particolare attenzione debba essere riservata a coloro che soffrono di disturbi psichici, salutando con favore la prossima realizzazione di uno specifico centro diurno. Una parte rilevante della Relazione è stata infine dedicata al tema del lavoro e alla necessità di investire, anche da parte del nostro territorio, su questo fronte: il lavoro, infatti, rimane l’unico viatico certo per un possibile reinserimento sociale, con un evidente ritorno anche dal punto di vista della sicurezza per il territorio.

Infine, la Garante ha evidenziato che il 2019 è terminato senza che la realtà di Spini di Gardolo registrasse suicidi. Tuttavia, nel 2019, si è avuto un aumento degli atti di autolesionismo e dei tentativi di suicidio. Indispensabile quindi mantenere alta l’attenzione garantendo la completa attuazione del Piano locale di prevenzione delle condotte suicidarie.

Un piano fortemente operativo, teso primariamente ad intercettare il rischio suicidario nelle fasi più sensibili dell’esecuzione della pena in carcere: quella dell’ingresso, del ritorno in libertà e dei singoli momenti rilevanti per la vita della persona detenuta, siano essi collegati a vicende personali e famigliari o alla vicenda giudiziaria. Di fondamentale importanza sarà l’attività di monitoraggio del Piano locale, ancora in fase di definizione, così come l’attività di formazione specifica degli operatori penitenziari.

 

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Nel presentare stamane la sua relazione sulle attività svolte nel 2019, la Garante dei diritti dei detenuti, prof.ssa Antonia Menghini, ha invitato i consiglieri provinciali, (all’incontro c’erano Katia Rossato, Paola Demagri, Sara Ferrari, Alessia Ambrosi, Paolo Ghezzi, Alessandro Savoi, Ivano Job, Lorenzo Ossanna e Roberto Paccher) a visitare, da lei guidati, la casa circondariale di Spini di Gardolo a Trento per poter conoscere la realtà e i problemi dei detenuti e degli operatori che in essa vivono e lavorano ogni giorno. Presenti il Vicecomandante della polizia penitenziaria del carcere di Trento Riccardo Salvi e Gianna Morandi, Difensore civico, ufficio operante anch’esso nell’ambito del Consiglio provinciale, Menghini ha sia “fotografato” con il supporto di dati e grafici (vedi slides allegate e comunicato di sintesi della relazione da lei fornito) l’attuale situazione della casa circondariale di Spini in rapporto a quella nazionale, sia illustrato i progetti attuati e avviati nonché le principali criticità, richiamando infine l’attenzione sugli interventi da mettere al più presto in campo per fronteggiare i problemi. La Garante ha esordito ricordando il non facile inizio del 2019, dopo che l’anno precedente si era concluso con la drammatica rivolta seguita ai due suicidi di detenuti, la cui notizia aveva fortemente scosso l’opinione pubblica trentina. È stato necessario riparare i gravi danni alla struttura e adottare provvedimenti incisivi per evitare il verificarsi di altre tragedie. Tra gli interventi più importanti in parte avviati e da potenziare per il recupero e la riabilitazione dei detenuti, la Garante ha messo soprattutto in luce le attività formative e lavorative per le quali servirebbero ulteriori investimenti sul personale, specialmente nell’area educativa e degli ispettori di polizia penitenziaria, e da parte di aziende private.

 

 

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Risposte alle domande su lavoro, cure e stranieri.
Dopo aver presentato la relazione, Menghini ha risposto alle domande poste dai consiglieri e dai giornalisti. A Paola Demagri di informazioni sul numero di detenuti che assumono psicofarmaci, la Garante ha detto di non avere dati al riguardo e che il trattamento di queste problematiche è affidato allo psichiatra. Ha però aggiunto di sapere che rispetto ad altre realtà carcerarie, in quella di Spini vi è una certa parsimonia nel prescrivere questi farmaci ai detenuti. Sempre sollecitata da Demagri sul tema cruciale del lavoro, Menghini ha sottolineato l’importanza per il carcere di disporre di ampi spazi verdi dove le persone detenute possano occuparsi della coltivazione di ortaggi, erbe mediche e verdure come sei di loro avevano fatto fino al 2018 grazie alla cooperativa “La Sfera”.

Oggi, ha spiegato, in questa direzione è orientato il progetto “Seminare oggi per raccogliere domani”, che prevede attività di manutenzione del verde, orticoltura e frutticoltura biologica, destinato a coinvolgere soprattutto chi è prossimo a concludere il periodo detentivo. Infine Demagri ha chiesto notizie sulla possibilità di dotare anche la Provincia di Trento di un Provveditorato per l’amministrazione penitenziaria, la cui sede più vicina è a Padova, per permettere di rispondere meglio alle esigenze locali. La Garante ha ricordato che il Provveditorato di Padova è competente sul Triveneto e ha finora dimostrato di soddisfare le richieste di trasferimento dei detenuti verso altre strutture penitenziarie di sua competenza, in tempi più ridotti rispetto a quelli del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria di Roma.

A suo avviso una struttura del genere a Trento avrebbe senso solo se disponesse di autonomia e di risorse adeguate con cui intervenire a favore degli istituti di pena del nostro territorio. A una domanda posta da Paolo Ghezzi sulle ragioni che spiegano perché nella casa circondariale di Trento, diversamente che nel resto d’Italia, vi sia un elevato turnover di persone detenute e la presenza di reclusi stranieri superi quella degli italiani, la Garante ha segnalato che una situazione simile si registra anche in altre regioni come la Valle d’Aosta e la Sardegna. Non è chiaro però, ha aggiunto, dal momento che si hanno solo dati aggregati e non riferiti a singoli casi, quale sia la percentuale degli stranieri tra le persone detenute trasferite a Spini da altre strutture, né è possibile sapere con precisione quanti siano i trasferimenti da altre carceri motivati da sovraffollamento e quanti da esigenze di sicurezza. Questi ultimi riguardano spesso detenuti con personalità di difficile gestione. Spini.

 

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Gestione Covid19: utilizzare le tecnologie per i colloqui anche dopo l’emergenza.
Sull’andamento dell’emergenza legata all’epidemia da Covid19, Menghini ha ricordato che nella casa circondariale di Trento la gestione da parte dell’Azienda sanitaria e dalla Direzione di Spini è stata “precisa, puntuale ed efficace” come dimostra il fatto che non si sono avute proteste violente com’è accaduto invece, purtroppo, in altre carceri. Dal giugno scorso, ha proseguito, è in atto una graduale ripresa sia degli ingressi di volontari e operatori esterni sia dei colloqui con i famigliari, che nella fase più critica erano stati sospesi. Da questa settimana inoltre ripartirà la scuola a pieno regime. La Garante ha insistito sull’esigenza di proseguire anche quando sarà finita l’emergenza con l’utilizzo delle tecnologie di comunicazione a distanza. Tecnologie da sfruttare anche per le attività trattamentali.

 

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La la direzione della struttura ha bisogno di continuità.

La prof.ssa Menghini ha concluso sottolineando il bisogno di continuità alla guida della casa circondariale di Spini che ha visto avvicendarsi 8 direttori in 10 anni. Anche l’ultima direttrice, dott.ssa Nuzzaci, sei mesi dopo l’assegnazione a Trento ha dovuto iniziare ad operare a scavalco con il carcere di Bolzano, mentre la struttura di Trento ha la necessità di una figura dedicata al cento per cento e di lungo periodo. Peraltro il problema, ha precisato, è nazionale. La Garante ha infine apprezzato l’invito a lei rivolto dal Consiglio provinciale per una prossima consultazione in sede di Commissione, segno di un interesse crescente e che permetterà di approfondire queste e altre tematiche legate alla casa circondariale di Spini.

 

Link alla relazione annuale della Garante dei diritti dei

 

Link alle slides utilizzate dalla Garante per illustrare la relazione

Sono molto orgoglioso dell’attuazione del mio ordine del giorno, presentato durante la manovra di bilancio dello scorso anno, in cui viene dato seguito alla proposta di introduzione dei corsi specifici anche in apprendistato duale all’interno degli istituti professionali che appartengono a questo settore con lo scopo di completare la figura di “Operatore nel settore della riparazione dei veicoli a motore” indirizzo “manutenzione e riparazione della carrozzeria” e “ riparazione e sostituzione di pneumatici”.

Sono convinto che un corso di formazione nasca dalla necessità di rispondere ad una esigenza reale, ossia quella di formare una figura professionale che operi in maniera adeguata alle richieste del mercato, un’esigenza per rispondere ad una forte domanda di maestranze specializzate in un ambito complementare alla meccanica auto.

Ringrazio l’Assessore Bisesti per aver saputo ascoltare le esigenze che il nostro territorio, e i cittadini stessi, ci hanno richiesto.

Questo quanto dichiarato in una nota stampa dal consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Devid Moranduzzo.

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