Indagine civica di Cittadinanzattiva sull’approvvigionamento da parte della Regione delle dosi di vaccino antinfluenzale.

Solo 10 regioni rispondono. “Grazie a chi ha dato informazioni. Molto grave il silenzio delle altre regioni in un momento in cui c’è bisogno della massima trasparenza. Nuove azioni per garantire diritto alle informazioni”. Puntualizziamo di non aver ricevuto alcuna risposta né da parte della Provincia autonoma Trento né dalla Provincia autonoma di Bolzano.

Cittadinanzattiva ha dato il via a settembre ad una indagine civica relativa all’approvvigionamento dei vaccini da parte delle regioni, attraverso lo strumento dell’accesso civico generalizzato, (noto come Foia italiano) che a partire dal 2016 permette anche ai singoli cittadini e alle associazioni come Cittadinanzattiva di chiedere conto alle pubbliche amministrazioni di dati da esse detenuti e che devono essere accessibili a tutti. Le amministrazioni sono tenute a rispondere alle richieste (a meno che queste non ricadano nei pochi casi di esclusione previsti dalla legge per motivi di sicurezza nazionale o segreti di Stato), le pubbliche amministrazioni hanno 30 giorni per rispondere alle richieste.

Alle regioni è stato sottoposto un set di domande specifiche sulle gare di acquisto dei vaccini e domande di carattere più generale relative alle disposizioni che le regioni stanno adottando per anticipare la campagna vaccinale rispetto agli anni precedenti e anche per applicare le linee guida previste dalla Circolare del Ministro della salute del 4 giugno 2020.
Le regioni avevano la possibilità di rispondere entro il 3 ottobre 2020, l’elaborazione dei dati prende in considerazione le risposte ricevute entro il 7 ottobre 2020.
Quest’anno, ancor più che negli anni precedenti, l’importanza della vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica è cruciale anche per fronteggiare l’emergenza covid 19.

“E’ molto grave che solo 10 Regioni abbiano risposto alla nostra richiesta di accesso civico, in particolar modo in questo periodo, in cui ci sarebbe bisogno della massima trasparenza, anche per fugare dubbi su chi ha affrontato la necessità di approvvigionarsi in tempo di vaccini anti influenzali, e poter intervenire prontamente a supporto delle popolazioni delle regioni in cui questo non sia ancora avvenuto, o sia avvenuto solo parzialmente”, ha commentato il segretario generale di Cittadinanzattiva, Antonio Gaudioso. .”Nei prossimi giorni valuteremo tutte le possibili azioni da mettere in campo per far rispettare il “sacrosanto” diritto di accesso dei cittadini a queste informazioni fondamentali, non escludiamo di ricorrere al Tar.
Ci sono secondo noi tre priorità:
– Garantire a tutte le categorie di cittadini “a rischio”, over 60 e fragili, di avere uguali possibilità di accesso ai vaccini in ogni angolo del Paese. A tal fine, è necessaria la massima trasparenza da parte delle Regioni, e applicare un principio di solidarietà in base al quale quelle che, grazie ad una azione di programmazione hanno già la garanzia di coprire con gli acquisti effettuati le fasce a rischio, possano agire in supporto di regioni più in sofferenza. Questo è il momento della responsabilità e della solidarietà, e per farlo è anzitutto necessaria la massima trasparenza.
– Dopo aver garantito la massima copertura per la fasce a rischio, è necessario rendere disponibili, anche attraverso il canale delle farmacie, i vaccini per tutta la popolazione, in modo che anche le persone non a rischio possano acquistarlo.
– In un anno così difficile qual è questo, sarebbe stato auspicabile che le Regioni si muovessero unite nell’acquisto dei vaccini, e avviare omogeneamente la campagna vaccinale, evitando differenze tra cittadini e azioni tanto disomogenee.
In linea generale, come emerge dalle Regioni che hanno risposto e che ringraziamo per questo atto di trasparenza, una parte rilevante del Paese può contare su una buona capacità di programmazione e organizzazione, anche in realtà che in passato non hanno dato queste dimostrazioni.

Le risposte delle regioni

Le regioni che però hanno fornito una risposta sui contenuti alla data del 7 ottobre 2020 sono state in tutto dieci, esattamente la metà, e sono: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta.

I dati salienti

Tra i dati più significativi che emergono dall’indagine vi è senza dubbio quello relativo alle date di aggiudicazione delle gare, le regioni che hanno risposto hanno indetto gare tra aprile (Lazio, Puglia, Campania, Emilia) e settembre (Abruzzo dove la prima gara su vaccino tetravalente era andata deserta) e chiuso tra maggio e settembre comunque prima dell’avvio della campagna vaccinale anche se con una variabilità a seconda della tipologia di vaccino, in Abruzzo si registra qualche ritardo per lo pneumococco poiché la gara deve essere ancora espletata e si concluderà entro il 12 ottobre. Anticipando le gare è stato possibile, almeno in queste regioni, anticipare la campagna vaccinale rispetto agli anni precedenti. Nelle regioni, le aziende aggiudicatarie delle gare in base alle tipologie di vaccino sono sempre più di una.
Altri dati di particolare rilievo riguardano gli incrementi delle dosi di vaccino per l’anno 2020-2021 rispetto al 2019-2020.
Vi sono regioni che mostrano incrementi di dosi notevoli come il Lazio + 112%, la Puglia 320%, la Sicilia, 65%, la Toscana 68%
Altre mostrano incrementi meno marcati come la Campania +20% e l’Emilia che comunque prevede un possibile ulteriore 20%.
In tutte le regioni l’avvio della campagna vaccinale è prevista tra il 1 ottobre ed il 15 ottobre, in molti casi la campagna sarà estesa fino al 31 gennaio 2020, in linea con quanto suggerito dalla Circolare Ministeriale.
In merito alle richieste relative a categorie target quasi tutte le regioni applicano pedissequamente quelle stabilite dalla circolare ministeriale 4 giugno 2020. L’Abruzzo non fornisce questa risposta, altre regioni hanno normato più nel dettaglio le categorie target.
La Sicilia, ad esempio, ha esteso ai contatti stretti di bimbi fino a 6 mesi e una nota specifica per i soggetti eni (europei non iscritti come i rom) e gli extracomunitari oltre ad introdurre l’obbligo vaccinale per il personale sanitario pena l’inidoneità temporanea all’attività.
La Toscana presta particolare attenzione ai soggetti ricoverati in rsa e strutture di lungodegenza
La Sicilia e la Valle D’Aosta estendono la copertura alle donne in gravidanza, in qualsiasi trimestre.
Il Lazio, aveva reso obbligatoria la vaccinazione per il personale sanitario ma il Tar ha abolito questa parte dell’ordinanza.

Le risposte delle regioni sono state analizzate e riassunte in una tabella che fornisce un quadro sintetico e un confronto tra le regioni. Qui è consultabile la tabella https://www.dropbox.com/s/zvm9alc6ydkdpb5/griglia%20accesso%20civico.pdf?dl=0

Le risposte fornite sono state disomogenee, in alcuni casi le regioni hanno risposto in maniera puntuale ad ogni quesito che gli abbiamo sottoposto, in altri casi hanno risposto solo alle domande relative alle gare per l’approvvigionamento dei vaccini, in altri ancora hanno rimandato a ordinanze o delibere regionali.

Rispetto alle misure volte ad agevolare l’accesso le regioni hanno previsto molte disposizioni:
– La Sicilia estende gli orari di apertura dei centri vaccinali sia di mattina sia di pomeriggio e il sabato almeno nella fase iniziale, prevede l’effettuazione della vaccinazione all’atto della dimissione dalle strutture sanitarie e la co-somministrazione anti-pneumococcica e antinfluenzale, provvedimento previsto anche in Umbria.
– la Campania prevede l’istituzione di Truck itineranti a supporto dei MMG;
– il Lazio prevede l’apertura di Drive in, postazioni mobili, vaccinazioni in farmacia, l’organizzazione del vaccination day nelle scuole, ospedali, eventi sportivi, si prevede, l’istituzione di equipe vaccinali itineranti;
– le Marche prevedono la possibilità di spostare i centri vaccinali in Auditorium- Palazzetti per permettere di erogare nel rispetto delle norme covid 19 un grande numero di vaccini in poche ore-giorni;
– la Toscana mette a disposizione i locali delle aziende sanitarie a titolo gratuito alla medicina generale;
– Emilia Romagna la possibilità di usufruire di strutture capienti come palestre e strutture sportive.
– Valle D’Aosta oltre a siglare accordi specifici con i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera scelta volti ad incentivare la vaccinazione attraverso queste figure, ha anche previsto dei poli vaccinali messi a disposizione dall’Azienda USL della Valle d’Aosta, in cui saranno presenti i medici della struttura di Igiene e sanità pubblica del dipartimento di prevenzione
Infine, in merito alle misure per fronteggiare una possibile carenza per i soggetti non a rischio le regioni hanno risposto che avvieranno le misure previste dall’Intesa siglata tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano che prevede l’impegno da parte delle Regioni di garantire una quota minima dell’1,5% di vaccini da redistribuire alle farmacie. L’Emilia Romagna prevede di aumentare la quota al 3% (36.000 dosi) se fosse necessario. Il Lazio potrebbe aumentare la quota al 5%(120.000 dosi).

Con una nuova inaspettata ordinanza il TAR di Trento ribalta il proprio precedente pronunciamento e dà il via libera alla cattura dell’Orsa JJ4. Immediata la reazione della LAV che commenta:

“La nuova ordinanza del TAR di Trento è gravissima perché ribalta completamente il giudizio che solo pochi giorni fa aveva scongiurato il rischio dell’ergastolo per JJ4 e consente la cattura dell’orsa in questo delicatissimo periodo mentre sta accompagnando i suoi cuccioli al letargo – dichiara Massimo Vitturi, responsabile LAV, Area Animali Selvatici – oltretutto l’orsa finirebbe rinchiusa nel recinto del Casteller già ai limiti della capienza e del tutto inadeguato come dimostrato dalla recente ispezione disposta dal Ministero dell’Ambiente.

Una situazione intollerabile alla quale ci opponiamo con tutte le nostre forze inviando un’istanza alla Procura di Trento perché proceda con l’immediato sequestro preventivo dell’orsa e il suo affido all’ISPRA che potrà poi così liberarla assieme agli altri orsi ancora detenuti al Casteller”.

 

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Foto: archivio Pat

Causa Covid-19 nella destra Avisio della val di Cembra chiudere subito asili nido, scuole elementari e medie per 15 giorni. Poi torneremo più forti dì prima. Forza val di Cembra.

 

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Alessandro Savoi

Consigliere provinciale Trento e Presidente Lega Trentino

 

 

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Foto: archivio Opinione

“Tu sei”: XII edizione del prestigioso progetto di collaborazione tra scuola e impresa. Questa mattina via streaming la cerimonia di premiazione dei progetti.

Premiazione straordinaria da remoto, quella che si è tenuta oggi per i migliori progetti dell’anno scolastico 2019/2020 iscritti al concorso “Tu sei”, un’iniziativa che da dodici anni promuove una stretta collaborazione tra scuola e impresa, grazie ad un protocollo d’intesa sottoscritto tra la Provincia autonoma di Trento e Confindustria Trento.

La determinazione che ha animato i protagonisti ha permesso di portare a conclusione con successo la XII edizione, nonostante la particolare situazione in cui si sono trovate ad operare aziende e istituzioni scolastiche durante lo scorso anno scolastico in occasione del lockdown.

La commissione esaminatrice ha espresso un particolare apprezzamento a studenti, insegnanti, dirigenti scolastici e imprenditori e ha messo in luce lo sforzo straordinario attuato dai partecipanti e la capacità di innovazione emersa dalle soluzioni inedite che hanno caratterizzato questa edizione.

Valorizzare il dialogo tra il mondo della scuola e l’impresa, costruire relazioni forti e durature tra scuola e industria, favorire la comprensione delle competenze richieste ai giovani dal mondo del lavoro, sono questi i pilastri sui quali si basa il progetto “Tu sei”, frutto di un’intesa tra la Provincia autonoma di Trento e Confindustria Trento.

Nella giornata di oggi, via streaming, l’evento finale di premiazione dei migliori progetti in concorso nell’anno scolastico 2019/2020 ha concluso l’attività della dodicesima edizione, realizzata dalle scuole (secondarie di primo grado, secondarie di secondo grado e di istruzione e formazione professionale) e dalle imprese industriali associate a Confindustria Trento.

19 progetti, di cui 8 in concorso, 16 scuole con 710 studenti coinvolti e 19 imprese sono i numeri dell’edizione appena conclusa.

La parola chiave del progetto è stata sicuramente “determinazione”. La determinazione che ha accompagnato e motivato tutti i partecipanti che, seppur con modalità diverse rispetto alle edizioni precedenti, hanno saputo superare le difficoltà del distanziamento causato dalla pandemia di Covid 19, realizzando progetti che per qualità e innovazione non hanno nulla da invidiare a quelli realizzati nelle edizioni precedenti.

Alla cerimonia di premiazione sono intervenuti Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento; Fausto Manzana, presidente di Confindustria Trento; Stefania Segata, vicepresidente di Confindustria Trento; Mirko Bisesti, assessore all’istruzione, università e cultura della Provincia; il direttore generale di Confindustria Trento Roberto Busato; la sovrintendente scolastica della Pat Viviana Sbardella; la dirigente del servizio formazione professionale, terziaria e funzioni di sistema della Pa Cristina Ioriatti; infine Marika Bordin di Südtiroler Sparkasse Ag/Cassa di Risparmio di Bolzano, sponsor dell’iniziativa.

 

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I progetti vincitori di quest’anno sono:

per la categoria realizzazioni biennali Istituti Compresivi

Istituto Comprensivo di Cavalese & La Sportiva S.p.A.

per la categoria realizzazioni annuali Istituzioni Formative

Istituto Pavoniano Artigianelli per le Arti Grafiche Trento & FIR Sas di FIR Servizi S.r.l.

 

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per la categoria realizzazioni annuali Istituti secondari di II grado

ITET “G. Floriani” di Riva del Garda & Aquafil S.p.A.

per la categoria realizzazioni biennali Istituti secondari di II grado

ITT “G. Marconi” Rovereto & Tessilquattro S.p.A

 

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Una menzione particolare è stata assegnata dalla Commissione al progetto

ITE “A. Tambosi” di Trento & Aldebra S.p.A.

Un particolare premio è stato assegnato dallo sponsor di quest’anno, Sparkasse, per l’impatto digitale al progetto

ITT “M. Buonarroti” di Trento & GPI S.p.A.

Il presidente Fugatti ha presentato al Consiglio le scelte per l’utilizzo delle ingenti risorse riconosciute dal governo alla Pat a seguito del mancato gettito dovuto all’emergenza Covid-19. Quattro le risoluzioni proposte: due approvate integralmente e una in parte.

La prima sessione di ottobre in aula si è conclusa con il voto espresso dall’assemblea legislativa su 4 proposte di risoluzione, due delle quali approvate e una in parte, voto seguito alla relazione presentata dal presidente della Giunta Fugatti e discussa dai consiglieri in merito all’utilizzo delle risorse riconosciute dal governo alla Pat per il mancato gettito causato dal Covid. Risorse che l’esecutivo aveva deciso di accantonare quest’estate nei fondi di riserva attraverso il bilancio di assestamento.

Fugatti: dei 165 milioni di euro da spendere entro il 2020, 72 sono per la viabilità.

Queste risorse, ha esordito Fugatti, sono il positivo risultato ottenuto dopo una lunga concertazione con il governo condotta insieme al presidente della Provincia di Bolzano con il supporto del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro. Che Fugatti ha ringraziato per l’importante ruolo da lui svolto. Quanto all’inserimento di risorse tanto ingenti nel fondo di riserva, Fugatti ha giustificato la scelta per la situazione del tutto eccezionale e quindi difficilmente ripetibile che si è creata con l’emergenza Covid. Il presidente ha poi ricordato che l’utilizzo di 138 dei 355 milioni di euro riconosciuti dallo Stato alla Pat ero già stato definito nella manovra di assestamento, per cui poi oggi resta da indicare la destinazione dei rimanenti 217 milioni. “Le previsioni sul calo del Pil per quest’anno – ha detto Fugatti – riteniamo che non peggioreranno, perché il turismo durante l’estate scorsa ha prodotto risultati importanti. Il dato di crescita previsionale sul 2021 è un po’ in miglioramento rispetto alle ipotesi dei mesi scorsi. In ogni caso – ha aggiunto – occorrerà tener conto del calo dei gettiti arretrati spettanti alla Provincia che subiremo dal 2022 in poi”.
Il governatore ha precisato che dei 217 milioni di euro in questione la Giunta ha deciso di utilizzarne subito 165, “perché su alcune partite tributarie il governo non ci riconosce ancora la copertura. Quindi l’esecutivo ha deciso di accantonarne prudenzialmente 52 per coprire queste partite fiscali, auspicando che da qui a fine anno il governo riconosca quanto ci spetta”. Quanto alla ripartizione di questi 165 milioni, alcuni ambiti sono nuovi mentre in altri capitoli si tratta di risorse aggiuntive rispetto a quelle già assegnate con l’assestamento. Il presidente ha evidenziato in particolare i 72 milioni di euro destinati alle opere stradali per la sicurezza viabilistica e per ricreare domanda pubblica di investimenti. Si tratta di opere stradali già arrivate al progetto esecutivo ma il cui finanziamento per vari motivo era stato stralciato. Ora basta quindi procedere alla realizzazione dei lavori.

Gli interventi in questione riguardano anche aree lontane e territori particolari (Ponte Pià, Vallarsa e Menador), emerse dagli Stati generali della montagna. Altri 11 milioni, ha proseguito Fugatti, andranno al turismo per gli impianti di risalita e il bando Apiae sugli alberghi, ai quali viene data la possibilità di far crescere la qualità ricettiva (centri benessere, ristorazione, ecc.). Per quanto attiene alle risorse economiche, 44 milioni sono ripartiti tra commercio e artigianato nelle valli. Ancora, 12 milioni sono per l’industria con fondi alle imprese trasferiti a Trentino Sviluppo. Nove milioni andranno alla cooperazione e 8 di questi supporteranno il fondo Promocoop per contribuire al rilancio delle imprese del settore finanziando nuovi progetti di sviluppo. Sei milioni di euro sono riservati all’agricoltura e 1 milione è destinato a FBK per la ricerca. Altri 17 milioni andranno alla sanità per far fronte alle maggiori spese che l’Apss deve fronteggiare con l’emergenza Covid. All’agenzia del lavoro sono destinati 12 milioni per le politiche attive con interventi di stimolo alle assunzioni a tempo indeterminato, mentre 10 milioni sono destinati all’Itea per le politiche della casa e altri 10 milioni finiranno sul fondo di riserva dei Comuni.

 

Previsto un possibile indebitamento di 100 milioni all’anno per i prossimi tre anni.
Accanto a questo, ha proseguito il presidente, la Giunta provinciale pensa di destinare risorse per il mondo della scuola, riconoscendone l’importanza culturale. Questo con una prospettiva triennale di investimenti su vari ambiti per rendere il Trentino più moderno e competitivo, indebitandosi per 100 milioni di euro all’anno nel prossimo triennio (2021, 2022 e 2023) per mettere in campo un pacchetto di interventi che rispondano alle problematiche più rilevanti. L’auspicio è che il governo intervenga sulla normativa nazionale per dare possibilità alle regioni di fare più debito.

 

I progetti ai quali potranno andare le ulteriori risorse del Recovery Fund.
C’è poi tutta la partita della quota del Recovery fund che il governo trasferirà alla Provincia. La Giunta, ha spiegato Fugatti, ha intanto ipotizzato i 5 macro-settori sui quali intervenire per costruire il Trentino del futuro dopo l’emergenza Covid. Primo: viabilità nelle valli come la tangenziale di Comano, la variante di Canazei e altre sono opere che cubano 150 milioni di euro, ha detto, ma ha citato anche la circonvallazione di Cles, la variante di Pinzolo e la sistemazione della SS47 in Bassa Valsugana oltre al nodo tra Riva del Garda e Rovereto. Si tratta per Fugatti di macro-opere che possono rendere il Trentino più moderno e competitivo. Secondo macro-settore: la sanità, con 80 milioni di euro che si aggiungeranno ai 17 segnalati prima, destinati in parte agli ospedali e in parte ai servizi socio-assistenziali (Rsa). Sarà l’assessorato di merito a decidere nel dettaglio. Terza macro-area: i progetti di collegamento funiviario tra il fondovalle e la montagna, da finanziare con 70 milioni di euro. L’auspicio, ha sottolineato Fugatti, è che almeno una parte di questi progetti sia accolta dal governo al netto della partita ferroviaria che riguarda l’interramento tra Trento e Rovereto. Sulla funivia Trento Bondone, ha precisato il presidente, la Giunta è disposta a ragionare a fronte di una partecipazione anche privata. Un’altra ipotesi funiviaria finanziabile secondo Fugatti è quella per il collegamento Brentonico-Monte Baldo. “Il progetto di massima c’è già – ha ricordato – e risale a una decina di anni fa”. Quarta macro-area: l’edilizia scolastica, alla quale andranno 30 milioni di euro. Quinta: l’approvvigionamento idrico nel settore agricolo per razionalizzare con 20 milioni di euro l’uso della risorsa acqua.
Queste risorse secondo Fugatti “danno l’idea della crescita prospettata dalla Giunta provinciale per il Trentino nel post-Covid”.
Fugatti ha concluso evidenziando che la situazione dei contagi in questi ultimi giorni si sta facendo più critica, con zone come il Comune di Cembra dove i numeri dei positivi sono alti. Tuttavia non è il caso di allarmismi perché finora le terapie intensive sono a zero. Ieri è stato riaperto il reparto Covid all’ospedale di Rovereto e se il contagio non grava sulle terapie intensive si può dire che la situazione è sì critica ma ancora sotto controllo. L’auspicio è che ciò non avvenga e che il Trentino sappia gestire la situazione.

 

La discussione.

Rossi: chiarezza sui soldi a Veneto Sviluppo e sulla possibilità per la Pat di indebitarsi.
Ugo Rossi (Patt) ha posto a Fugatti due domande per lui cruciali in merito alla disponibilità e all’utilizzo delle risorse. La prima è se la Giunta abbia davvero intenzione di destinare i 5+5 milioni di euro previsti per l’industria anche a Veneto Sviluppo. La seconda è se sia certa la fattibilità dell’indebitamento preannunciato dal presidente con 100 milioni di euro all’anno per tre anni da destinare a investimenti, nonostante il tetto consentito a legislazione vigente sia probabilmente inferiore. Su questo punto per Rossi sono necessarie informazioni precise, capaci di fugare i dubbi e di uscire dall’indeterminatezza.

 

Tonini: bene il confronto in aula ma la Giunta doveva avere un piano già in estate.
Giorgio Tonini (Pd) ha ringraziato il presidente del confronto su questo tema concordato con le minoranze. L’autonomia trentina non è apparsa inerme nei rapporti con Roma grazie al Patto di garanzia, ha ricordato Tonini, perché il contributo straordinario della Pat e della Provincia autonomia di Bolzano allo Stato era legato a vincoli europei sospesi in ragione dell’emergenza Coronavirus. L’ex parlamentare ha poi ricordato lo scontro tra la Giunta e le opposizioni avvenuto sull’assestamento, dovuto a suo parere ad uno strappo istituzionale, dal momento che i 217 milioni provenienti dallo Stato erano stati collocati con un sub emendamento dell’ultima ora nel fondo di riserva. Strada secondo lui pericolosa per la sostanza democratica delle istituzioni autonomistiche perché affidando a una delibera della Giunta la scelta dell’utilizzo di queste risorse, viene aggirato il principio del controllo democratico sul bilancio da parte del Consiglio. Il consigliere ha ringraziato Fugatti per aver colto il senso di quest’obiezione non strumentale ma sinceramente autonomista delle minoranze attribuendo a una circostanza straordinaria come l’emergenza Covid la decisione di collocare queste risorse nel fondo di riserva. E anche per aver deciso di sottoporre oggi al dibattito dell’aula le scelte sull’utilizzo di queste risorse. Resta però a suo avviso il problema del giudizio politico su questa vicenda, che è negativo su un punto: l’incomprensibile ragione per cui questo programma oggi presentato dal presidente non è stato proposto già in sede di assestamento. Cosa che ha fatto perdere mesi preziosi al Trentino. Ora siamo a ottobre inoltrato – ha osservato Tonini – e siccome queste risorse riguardano il bilancio 2020 la domanda è: riusciremo a spenderle entro quest’anno? A suo avviso era lecito attendersi che la Giunta avesse pronto un programma di spesa già all’inizio dell’estate. Questa per Tonini è la critica politica più importante rivolta alla Giunta dalle minoranze. Il consigliere ha sollecitato a spendere di corsa queste risorse privilegiando le iniziative che possono avere realizzazione immediata. Infine, secondo l’ex capogruppo del Pd non si può andare avanti con la logica del giorno per giorno in una fase in cui vi è una grande disponibilità di risorse, vuoi per l’indebitamento possibile vuoi per il Recovery Fund: ci vuole progettualità. Sia sul versante delle risorse a debito sia nei rapporti con il governo nazionale. “La Giunta non può limitarsi ad aspettare cosa ci diranno da Roma: avanziamo noi una proposta sull’idea di sviluppo del Trentino, a cominciare dal corridoio del Brennero”. Non serve a suo avviso un libro dei sogni ma una proposta realistica e lungimirante sulla quale avviare il confronto con il governo. Una proposta da discutere in Consiglio in occasione della discussione della Nadef (la nota di aggiornamento del documento di economia e finanza). L’importante, ha concluso, sarà farsi trovare pronti per essere all’altezza di questa sfida ed evitare la dispersione di questa grande mole di risorse in investimenti non di qualità.

 

Ghezzi: sette questioni e l’esigenza di un patto per lo sviluppo.
Paolo Ghezzi (Futura) ha chiesto al presidente chiarimenti su 7 questioni. Prima questione: quali sono le partite fiscali per le quali la Giunta non è sicura di avere la copertura necessaria dal governo e che giustificano l’accantonamento di 52 milioni di euro? Seconda: con quale metodo e quali criteri è stata fatta la ripartizione di queste risorse? Terza questione: 17 milioni per la sanità, comprendendo in questa voce anche il settore socio-assistenziale, sembrano pochi per fronteggiare anche i buchi di bilancio accumulati dalle Rsa a causa dell’emergenza Covid con i meno ospiti entrati e i molti usciti senza purtroppo poter tornare più. Come sembrano pochi poi sia i 5 milioni per il commercio sia i 12 per l’agenzia del lavoro. Quarta questione: quanti di questi soldi saranno spesi nel 2020 e con quale grado di velocità, mancando solo 3 mesi al 2021. Quinta questione: balza agli occhi l’importo di 70 milioni per i progetti funiviari. Si tratta di una scelta strategica o derivante da valutazioni specifiche dei progetti? Sesta questione: è mancato nell’intervento del presidente un riferimento alla qualità della spesa a favore degli enti e dei servizi pubblici del Trentino. Quindi al grande tema della modernizzazione della pubblica amministrazione (Smart Working, mobilità dei dipendenti, ecc.). Settima questione: la sfida lanciata oggi dai sindacati con il “patto per lo sviluppo e la sostenibilità del Trentino” proposto a tutti i più importanti soggetti pubblici e privati. Per Ghezzi il concetto di patto è da recuperare e questo è il momento del dialogo con le parti sociali per rendere percorribile un itinerario di crescita e indirizzo strategico da parte della Pat.

 

Marini: mancano linee guida che indichino azioni di sistema e non solo settoriali.
Alex Marini (5 Stelle) ha osservato che il presidente non ha fornito delle linee guida sull’utilizzo di risorse pubbliche tanto ingenti, che indichino le azioni di sistema da mettere in campo anche per intercettare altre risorse previste a livello nazionale. Ecco le azioni di sistema indicate da Marini: l’edilizia verde per sfruttare l’opportunità offerta dal “superecobonus” voluto dal governo; la mobilità sostenibile pubblica e privata che il presidente non ha trattato; l’economia circolare e il riuso dei rifiuti e delle materie prime e seconde; la progettazione di “città digitali intelligenti” per rendere efficienti i processi di elaborazione dei dati in funzione di servizi pubblici più efficaci anche a beneficio della produttività economica; la possibilità che le case siano più accessibili e confortevoli per tutti intervenendo sull’Itea e lavorando non solo sulla proprietà ma anche sugli affitti, vista l’attuale maggiore mobilità delle famiglie; la governance istituzionale e la lotta alla burocrazia che esige investimenti ad esempio con una scuola interna alla pubblica amministrazione per formare i consiglieri comunali di maggioranza e minoranza; la riqualificazione urbana e la rigenerazione delle nostre comunità con opere pubbliche nelle aree oggi non valorizzate sia a Trento e Rovereto sia nelle valli. In assenza di queste possibili linee guida per marini manca un filo conduttore e prevale quindi la logica settoriale, in base alla quale si interviene dove mancano la risorse mentre bisognerebbe lavorare adottando una logica intersettoriale.
Quanto al metodo di lavoro, anche per Marini dovrebbe essere coinvolto il Consiglio per legittimare le decisioni riguardanti l’impiego delle risorse pubbliche.

 

Cia: non è stato affatto un errore accantonare queste risorse nel fondo di riserva.
Claudio Cia (Agire) ha ricordato l’errore compiuto dalle opposizioni che quest’estate avevano protestato pesando che il “tesoretto” accantonato dalla Giunta con l’assestamento nel fondo di riserva ammontasse a 350 milioni di euro. La verità era ii milioni di euro accantonati erano molti meno perché gran parte erano già stati inseriti nell’assestamento. Nulla di nuovo né di anomalo rispetto ad altre analoghe risorse accantonate nelle precedenti legislature , ha aggiunto Cia, perché anche allora le Giunte avevano utilizzato il fondo di riserva.

 

Le replica di Fugatti.
Fugatti ha chiarito che i 5+5 milioni per l’industria andranno solo a Trentino Sviluppo escludendo un finanziamento a Veneto Sviluppo: si favoriranno le imprese che si insediano nel Trentino sia che provengano dal Veneto o da altre regioni. Sul Recovery Fund il presidente ha precisato che la Giunta ha pensato a progetti per tutti i settori. Sulla possibilità di indebitamento della Pat ha spiegato che i 300 milioni di euro ipotizzare potranno essere 330 o 270, essendo impossibile prevederne oggi l’entità precisa. “L’importante – ha sottolineato – è che la Giunta provinciale abbia delinerato un percorso prevedendo risorse equilibrate rispetto alle potenzialità. Tutto dipenderà poi dalla possibilità di maggiore indebitamento che il governo aprirà ai territori. Sulle partite fiscali chieste da Ghezzi Fugatti ha ricordato che si tratta di gettiti arretrati riconosciuti dallo Stato alla Provincia ad esempio in materia di giochi. Quanto al criterio seguito per la ripartizione delle risorse ha evidenziato che “pochi sono i settori importanti non interessati da questi interventi: alcuni dovevano essere aggiornati mentre altri nuovi riguardano le opere pubbliche. Le priorità sono state dettate dalle necessità emergenti dai singoli capitoli e dalla mission di alcuni settori come la sanità.

Dichiarazioni di voto sulle risoluzioni proposte.

 

Dallapiccola: manca una visione e si inseguono le istanze dei sostenitori.
Michele Dallapiccola (Patt) ha criticato la modalità con cui la Giunta ha individuato a suo avviso “quasi casualmente” i settori cui destinare milioni di euro. Secondo il consigliere è mancata la trasparenza. Quanto al merito, ha aggiunto, il Patt non si oppone certo all’allocazione di 165 milioni di euro ma non può nemmeno votare a favore della risoluzione della maggioranza e quindi si asterrà. “Questo perché la logica seguita è stata ragionieristica, con un elenco sterile di commesse che soddisfano le singole zone del territorio e istanze provenienti da vari sostenitori della maggioranza”. Dallapiccola ha lamentato l’assenza di un’analisi dei trend economici dei prossimi anni per prefigurare l’andamento ad esempio dell’agricoltura o del turismo. E per indicare se questi sono i settori sui quali puntare per aumentare il nostro Pil. Ha anche evidenziato l’abbandono in questa legislatura del progetto trilinguismo avviato dalla Giunta precedente e che aveva un valore strategico. Ha pio chiesto che fine abbia fatto ad esempio il collegamento tra San Martino di Castrozza e Passo Rolle ma ha soprattutto evidenziato la mancanza di una visione, ribadendo che per questo “putroppo” il Patt esprimerà un voto di astensione.

 

Coppola: il no di Futura perché mancano scuola, cultura e politiche sociali.
Lucia Coppola (Futura) ha notato l’assenza di fondi che oggi sarebbero necessari alla cultura e all’istruzione. A suo avviso è stata dimenticata la categoria degli insegnanti, particolarmente a rischio e meritevole di sostegno. Quanto alle strade, Coppola ha chiesto di pensare ad una mobilità diversa e più adeguata ai tempi, ad esempio puntando di più sulle ciclopedonabili. Non sono stati citate da Fugatti le problematiche delle realtà culturali e artistiche che stanno continuando a vivere un momento grave come le compagnie di teatro e di danza. Quanto ai finanziamenti a FBK, non si capisce perché altri centri di ricerca non vengono sostenuti nonostante stiano studiando soluzioni anche per una diagnosi veloce del Covid. Quanto ai 17 milioni ad Apss per l’acquisto di attrezzature, secondo Coppola serve un piano strategico per incentivare i servizi sul territorio. A suo avviso sarebbe poi stato importante ricordarsi delle politiche sociali che non si possono ridurre all’Itea e alle Rsa. Per questo, ha concluso, Futura voterà contro.

 

Ferrari: Fugatti coinvolga le minoranze sulla programmazione.
Sara Ferrari del Pd ha preannunciato il voto di astensione del gruppo da lei guidato sulla proposta di risoluzione presentata dalla maggioranza a sostengo della relazione del presidente, “perché è difficile entrare nel merito di un documento che è una lista della spesa”. “Si tratta – ha aggiunto – di qualche decina di milioni di euro ripartiti in vari ambiti e che sono risorse aggiuntive rispetto a stanziamenti già previsti. Nulla di strategico, quindi”. Per questo Ferrari si è appellata al presidente Fugatti perché, mentre il Pd rinvia il giudizio di merito al Nadef in cui immagina di trovare elementi strategici e di visione, “coinvolga le minoranze nella programmazione degli interventi per il futuro del territorio trentino con i fondi straordinari derivanti non solo dall’indebitamento annunciato, ma anche dall’Europa”. E ha concluso sottolineando che a suo avviso, come hanno proposto i sindacati con un “patto per lo sviluppo”, oggi il Trentino ha bisogno di una larga condivisione politica per immaginare il futuro.

 

Marini: investire sulla lotta al cambiamento climatico.
Alex Marini (5 Stelle) ha presentato la risoluzione da lui proposta per vincolare parte delle risorse alla lotta al cambiamento climatico e per l’utilizzo del superecobonus attraeverso una compagna di informazione rivolta ai soggetti che vogliono beneficiarn, favorendo quindi l’incontro tra la domanda e l’offerta.

Il voto finale sulle 4 risoluzioni, due delle quali sono state approvate.

La risoluzione 26 proposta da Marini è stata approvata all’unanimità con un emendamento sottoscritto dalla Giunta con l’assessore Tonina.

La risoluzione 28 proposta da Ghezzi di Futura per garantire risorse al sistema delle Rsa messo economicamente in crisi dalla pandemia, è stata respinta con 20 no e 10 voti a favore. L’assessora Segnana ha precisato che il no voluto dalla Giunta non signifca che la Provincia non destini risorse alle Rsa ma considera che in aprile aveva deciso con una delibera di conteggiare il vuoto per pieno per garantire la sopravvivenza delle case di riposo in questo periodo in cui sono stati vietati ingressi di altri ospiti. L’esecutivo, ha proseguito Segnana, ha chiesto per questo aiuto anche al governo e ha sollecitato le Rsa a fornire alla Pat il loro bilancio con le richieste di risorse alla luce difficoltà patite. Infine, i dispositivi di protezione sono stati consegnati a tutte le case di riposo del Trentino dall’azienda sanitaria provinciale per ospiti e personale. Inoltre con gli incontri in corso l’assessorato sta monitorando la situazione.

La risoluzione 29 presentata dalla maggioranza a sostegno della relazione del presidente Fugatti è stata approvata con 20 sì, 2 contrari e 8 astenuti.

Infine la risoluzione 27 proposta da Degasperi per avviare la parificazione dei trattamenti degli operatori di Rsa e Apss, è stata votata per punti separati: il Consiglio ha votato all’unanimità a favore della premessa e del punto 1 (predisporre una relazione che chiarisca alla commissione consiliare competente le differenze nei trattamenti del personale delle Rsa rispetto a quelli riconosciuti per gli stessi inquadramenti ai dipendenti dell’Apss), mentre ha respinto il punto 2 (avviare un confronto con le organizzazioni sindacali e le Apsp per individuare risorse, modalità e tempi di parificazione dei trattamenti tra dipendenti delle Rsa e dipendenti delle Apsp.

 

 

 

 

Relazione Fugatti specificazioni utilizzo 165 mln

 

Le 4 risoluzioni

Coronavirus: nuova ordinanza del presidente Fugatti. Proroga delle misure previste da una serie di precedenti ordinanze e indicazioni puntuali sull’utilizzo delle mascherine in ragione dell’ultimo decreto del presidente del Consiglio dei ministri.

Lo prevede la nuova ordinanza firmata oggi dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.

Nel testo si fa riferimento alla necessità di mantenere (almeno fino al 15 ottobre) le misure previste ad esempio per i locali da ballo, i buffet, la ristorazione, gli impianti di risalita.

Quanto alla mascherine, bisogna sempre portarle appresso (vale su tutto il territorio provinciale) ed indossarle nei luoghi chiusi (a meno che non siano abitazioni private). Obbligatorio indossarle anche all’aperto, fatte alcune eccezioni (attività sportiva, bambini sotto i 6 anni, chi soffre di patologie che rendono incompatibile indossare la mascherina).

Le situazioni all’aperto vanno valutate in base alle “caratteristiche del luogo” od alle circostanze: in altre parole, ciò che conta è garantire il distanziamento (fra non conviventi) ed il rispetto dei precedenti protocolli.

 

Qui altri dettagli:

link diretto: https://bit.ly/30LYR5q

 

 

ordinanza_Presidente_PAT_8_ottobre_2020

 

 

 

 

Il presidente Fugatti: “Corretto il nostro operato”. Orsa JJ4: il TAR respinge i ricorsi contro l’ordinanza di cattura per captivazione.

Il TAR di Trento, con propria ordinanza, ha dichiarato non accoglibile la domanda cautelare presentata da alcune associazioni animaliste e dal Ministero dell’ambiente con la quale si chiedeva, sostanzialmente, la sospensione dell’ordinanza emanata dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti lo scorso 11 agosto, che prevede un intervento di monitoraggio e rimozione per captivazione permanente dell’orsa JJ4, che il 22 giugno aveva attaccato due uomini, padre e figlio, sul monte Peller. Secondo il TAR, dato l’atteggiamento non schivo, bensì confidente, di assuefazione all’uomo ed aggressivo, già manifestato dall’animale che ha attaccato con contatto fisico due persone in montagna, sussistono i presupposti per l’emissione da parte del presidente della Provincia dell’ordinanza, vista la situazione di pericolo attuale e concreto per la sicurezza e l’incolumità pubblica.

“Con questa ordinanza il TAR riconosce la correttezza del nostro operato – commenta il presidente Fugatti – e l’opportunità di agire, in queste situazioni con urgenza a tutela della pubblica incolumità. Dall’inizio della legislatura – aggiunge Fugatti – stiamo cercando di affrontare il tema orsi nel pieno rispetto delle normative e cercando di dialogare con il Ministero dell’ambiente. Il problema è complesso e credo vada affrontato e risolto evitando posizioni “ideologiche”, ed affrettate letture social, pur se istituzionali, ma cercando di confrontarsi apertamente e fattivamente con l’intento di trovare una soluzione”.

Cari teserani, cari Amministratori di Tesero, mi rivolgo a voi con la preghiera di considerare la pesante responsabilità che avete in questo momento. Parlo della ristrutturazione della Malga Lagorai, su cui sta per essere da voi assunta la decisione finale sul progetto presentato dalla Magnifica Comunità e che trasforma la malga in un ristorante-rifugio. La malga è fatiscente e ha sicuramente bisogno di un intervento di recupero. Tuttavia il progetto che si vuole approvare snaturerà la valle. Trasformata la malga in rifugio, il Cermìs la inserirà nei propri programmi pubblicitari favorendone la frequentazione di massa, i gestori esigeranno che sia consentito l’accesso motorizzato, insomma si creeranno le condizioni per una forte antropizzazione che determinerà il degrado della Val Lagorai.

A fronte di questa perdita permanente e irreversibile, quali sarebbero i vantaggi per la popolazione, per i Vicini? Nessuno.

Perché l’investimento sarà in perdita, come ha ammesso anche la Magnifica Comunità che si è impegnata a pagare un gestore. Perché, come ammesso dallo Scario, la malga-rifugio non ha a che fare con il “trekking Translagorai”. Di certo non esiste una valutazione dei costi e dei possibili ricavi. Ancora più grave, è che non esista un piano per lo smaltimento dei reflui, a pochi metri dal Lago di Lagorai: solo per questo l’approvazione del cambio d’uso sarebbe una scelta irresponsabile. Per non parlare dell’assenza, nel progetto, degli impianti elettrici, idrici, di riscaldamento.

Tanti Vicini hanno chiesto che il restauro della malga sia conservativo e preservi il patrimonio storico dei Vicini. Purtroppo da parte della Magnifica Comunità non è stata data alcuna valutazione sulle criticità e sulle proposte alternative che sono state formulate da più parti negli ultimi due anni.

Ci piacerebbe che ai nostri Amministratori importasse il ruolo culturale che la malga può avere, la possibilità di tenere vivi i mestieri antichi, e con ciò diventare anche un’attrazione per un turismo intelligente. Abbiamo invece paura che la scelta di spendere 750mila euro per farne un ristorante nasconda altre motivazioni. Il progetto ha tanti contro e pochi pro. Tuttavia né la Provincia, né la Comunità hanno voluto spiegare l’accanimento e la fretta per creare una struttura turistica ricettiva da cui non ci si attendono ricavi economici, ma che andrà a compromettere una delle valli più belle e il più grande lago che dà il suo nome a tutta la catena montuosa.

Mi appello alla vostra intelligenza, alla vostra comprensione, al vostro rispetto per figli e nipoti ai quali mi auguro che consegnerete la Val Lagorai intatta, bella e selvaggia come è sempre stata e come vi è sempre piaciuto trovarla.

Alla cortese attenzione degli amministratori comunali di Tesero.
In riferimento al progetto di Malga Lagorai e in previsione di una prossima approvazione nel consiglio comunale:con le nostre firme chiediamo che la struttura della nostra Magnifica Comunita di Fiemme,adibita da sempre alla pastorizia,”radice del nostro passato”,non venga snaturata come “struttura ricettiva”,quindi chiediamo non venga concesso il cambio d uso.
In merito alle osservazioni ,dal punto di vista tecnico chiediamo che i complementi mancanti siano rimessi in discussione alla cittadinanza.

Le nostre osservazioni non possono limitarsi alle strutture murarie,ma a tutto ciò che ne deriverà dal punto di vista ambientale e dal grande sfregio culturale e storico che ne conseguirà.

Di fronte a questa responsabilità che voi avete..chiediamo un approfondita riflessione.Chiediamo maggiore chiarezza nell esporre la decisione,perché la definizione data dalla signora sindaca Elena Ceschini alla serata pubblica dello scorso 16 settembre:”bivacco custodito”..letteralmente non da nessun riscontro interpretativo,se non come agriturismo o rifugio..strutture di grande impatto nelle zone poco antropizzate come la val Lagorai.

Ringraziamo per l attenzione e fiduciosi che agirete dettati da conoscenza e coscienza.
Seguono le nostre firme di Vicini alla Magnifica Comunita di fiemme

Oltre che da residenti e da alcuni ospiti che soggiornano da lungo tempo nella nostra valle.

 

 

 

“Questo pomeriggio con il Presidente Kompatscher abbiamo incontrato il Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia per fare il punto sui dossier che interessano il nostro territorio.”

Così in una nota la senatrice della SVP e Presidente del Gruppo per le Autonomie, Julia Unterberger.

“Il nostro auspicio è che con la Legge di Bilancio si compia un passo risolutivo sul rinnovo della concessione della A22 e sulla questione dei medici di lingua tedesca.

Durante l’incontro – aggiunge – ci siamo anche soffermati sulle nuove misure del governo sul coronavirus, rimarcando la necessità di un rapporto sempre collaborativo nella gestione di questa nuova fase tra lo Stato e la Provincia autonoma di Bolzano.

In questo momento – conclude la senatrice della SVP – c’è bisogno del coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali e dei cittadini, che devono comportarsi con prudenza e senso di responsabilità.”

 

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LANDESHAUPTMANN KOMPATSCHER UND SENATORIN UNTERBERGER TREFFEN MINISTER BOCCIA

„Gemeinsam mit Landeshauptmann Arno Kompatscher haben wir uns heute Nachmittag mit Regionenminister Francesco Boccia getroffen, um über den Fortschritt jener Anliegen zu sprechen, die Südtirol betreffen.“
Dies teilt SVP-Senatorin Julia Unterberger, Vorsitzende der Autonomiegruppe, in einer Aussendung mit.
„Wir hoffen, dass mit dem Haushaltsgesetz ein entscheidender Schritt zur Erneuerung der A22-Konzession und zum Zugang deutscher Ärzte zur italienischen Berufskammer gemacht wird.“
„Während des Treffens haben wir uns auch über die neuen staatlichen Maßnahmen zur Eindämmung des Corona-Virus unterhalten. Dabei wurde die Notwendigkeit unterstrichen, auch in dieser Phase eine enge Zusammenarbeit zwischen dem Staat und der Provinz Bozen zu pflegen.“
„Es müssen alle institutionellen Akteure und die gesamte Bevölkerung einbezogen werden, um eine umsichtige und verantwortungsbewusste Vorgangsweise zu koordinieren.“

L’Enpa e l’Oipa ricorreranno congiuntamente al Consiglio di Stato contro l’ordinanza del Tar di Trento che oggi ha rigettato il ricorso presentato dalle associazioni animaliste che chiedeva la sospensione dell’ordinanza del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, che ordina la captivazione dell’orsa JJ4, madre di tre cuccioli.

«Auspichiamo che, dato che siamo alla vigilia della stagione del letargo e che JJ4 è una mamma di tre cuccioli ancora dipendenti, considerando inoltre, come da report dei Carabinieri Forestali e Ispra inviati dal Ministero dell’Ambiente, l’inidoneità del Casteller a ospitare i plantigradi, il presidente Fugatti voglia comunque manifestare clemenza nei confronti dell’orsa e dei piccoli», commentano le due associazioni. «In ogni caso proseguiremo nelle nostre azioni a tutela dei plantigradi oggetto di ordinanze e di catture già eseguite. Il nostro intento è però anche propositivo. La soluzione incruenta per “alleggerire” Trento e il Trentino dalla popolazione dei grandi carnivori c’è ed è la creazione di corridoi faunistici che consentano agli animali di spostarsi e colonizzare altri territori».

Siamo convinti inoltre che sin da ora la convivenza tra orsi e la popolazione residente è possibile: occorrerebbero adeguate e continue campagne d’istruzione e comunicazione, l’installazione massiva di bidoni anti-orso e la messa in campo d’interventi a protezione delle greggi e degli animali delle fattorie tramite dissuasori, reti, recinti. Questi ultimi, tra l’altro, costano meno dei risarcimenti chiesti dagli allevatori.

 

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Ordinanza Tar di Trento.

N. 00086-2020 REG.RIC.
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