L’OPI aderisce alla campagna anti-influenzale #IoMiVaccino. Il Presidente Pedrotti: “Vaccino sicuro, diamo il buon esempio tutelando noi stessi e gli altri”
In un momento storico di enorme incertezza dal punto di vista sanitario, complice anche e soprattutto l’emergenza dovuta alla pandemia di CoViD-19 ancora in atto, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trento partecipa alla campagna anti-influenzale #IoMiVaccino.

“L’Ordine sostiene con convinzione l’importanza di vaccinarsi contro l’influenza ed invita le infermiere, gli infermieri e tutti gli altri operatori sanitari a vaccinarsi” si legge in una nota pubblicata online, nella stessa giornata in cui il Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trento, Daniel Pedrotti, si è sottoposto al vaccino anti-influenzale in occasione dell’avvio della campagna vaccinale #IoMiVaccino promossa da APSS. “Spero che la diffusione di questa nostra testimonianza possa contribuire a sostenere e credere nella prevenzione, arma imprescindibile a difesa del Servizio Sanitario Nazionale e a tutela della salute dei cittadini. Quest’anno è ancora più importante e in Trentino il numero degli operatori sanitari che aderisce alla vaccinazione anti-influenzale, pur essendo in costante aumento, è ancora troppo basso.

In questo momento ridurre il numero di persone con influenza renderà più facile la gestione dei casi CoViD-19, che sicuramente ci saranno”. Nella giornata odierna dunque, il Consiglio Direttivo ed il Collegio dei Revisori dei Conti dell’Ordine si sono sottoposti alla vaccinazione.

Un segnale forte, un messaggio indirizzato alle infermiere, agli infermieri e a tutti gli operatori sanitari operanti in ogni contesto sanitario e socio-sanitario territoriale, dal domicilio alle RSA, dalle case di cura agli ospedali, per ricordare l’importanza di aderire alla campagna anti-influenzale in questo periodo delicato. “Come possiamo pensare che i cittadini decidano di vaccinarsi se non siamo noi i primi a dare il buon esempio?” ha concluso il Presidente Pedrotti. “Si tratta di un atto di responsabilità e coerenza rispetto ai valori deontologici della professione: dobbiamo essere modelli positivi, un esempio, ed il buon esito della campagna in tutta la Provincia Autonoma di Trento dipende anche da noi. Ecco perché vogliamo che i cittadini sappiano dell’importanza di questo vaccino, sicuro ed efficace, il cui contributo oggi è fondamentale nella battaglia in atto contro il CoViD-19. Vaccinarsi tutela la propria salute ed evita a sua volta di trasmettere l’influenza ai propri famigliari, ad altri operatori sanitari e ai pazienti di cui ci prendiamo cura tutti i giorni in ospedale, sul territorio, in RSA e negli ambulatori, i quali possono andare incontro a forme gravi, o addirittura letali, della malattia”.

Ricordiamo l’importanza di aderire alla campagna #IoMiVaccino (gratuitamente) per chi soffre di malattie croniche, senza dimenticare persone con più di 60 anni e bambini con età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni. Per ulteriori informazioni sulla campagna #IoMiVaccino vi invitiamo a visitare il sito dell’Azienda Sanitaria al seguente link: https://www.apss.tn.it/-/influenza-iomivaccino-al-via-la-campagna-di-vaccinazione

Aperto un “reparto Covid” all’ospedale di Rovereto. Coronavirus: oggi 32 casi positivi. Sono 32 i casi di Covid 19 rilevati nelle ultime 24 ore in Trentino. 6 di essi sono stati identificati dal sospetto diagnostico (cioè sono emersi da un’attività clinica) e altri 26 identificati da attività di contact tracing o di screening. 17 in tutto i sintomatici, 15 gli asintomatici.

Oltre ai 32 positivi al tampone molecolare, altri 5 sono risultati positivi al tampone per l’antigene. Dei positivi, 2 sono nella fascia 0-5 anni, 3 fra 6-15 anni e 4 sono ultrasettantenni. I pazienti ricoverati sono 20, nessuno in rianimazione. Nessun nuovo caso è legato ad un focolaio in RSA. 30 le classi attualmente in quarantena, distribuite in varie scuole del Trentino. I tamponi effettuati oggi sono stati 2127, più 114 cosiddetti “tamponi veloci”.
“Sono dati stabili rispetto a quelli degli ultimi giorni – ha detto il presidente Maurizio Fugatti – ma dobbiamo rilevare che oggi è stato riaperto il reparto Covid dell’ospedale di Rovereto, per i ricoveri degli infettivi e l’assistenza respiratoria non invasiva, mentre al momento non vi è nessun ricoverato in terapia intensiva”.

“Nessuno oggi – ha detto ancora Fugatti – può garantirci che nelle prossime settimane qualcuno dei contagiati non debba essere ricoverato in terapia intensiva. Se avessimo questa certezza, saremmo naturalmente più sereni. Per questo dobbiamo mantenere alta la guardia. All’interno del comune di Cembra registriamo numerosi casi, 59 da settembre. Vi sono inoltre anche delle classi in quarantena. Ne ho parlato anche con il sindaco: intensificheremo le attività di sensibilizzazione e prevenzione, monitorando molto attentamente l’evolversi della situazione.

Nelle prossime ore avremo inoltre una interlocuzione con il Governo assieme alle altre regioni. Noi continueremo ad assicurare la nostra piena collaborazione; chiederemo però che venga consentito alle diverse realtà territoriali di fare scelte autonome qualora rilevassero che le decisioni assunte a Roma nel loro contesto non sono adeguate”.

Il dottor Pier Paolo Benettollo, direttore generale dell’Apss, ha parlato della decisione di dedicare il V° piano dell’ospedale di Rovereto ai pazienti da Covid 19, previo spostamento degli altri pazienti qui ricoverati in reparti diversi. I pazienti che dovessero avere eventualmente bisogno di terapie intensive potranno invece essere ospitati in box singoli attrezzati per l’evenienza.

Il Consiglio dei ministri si è riunito mercoledì 7 ottobre 2020, alle ore 12.00 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Riccardo Fraccaro.

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PROROGA DELLO STATO D’EMERGENZA
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, vista la nota del Ministro della salute e il parere del Comitato tecnico scientifico, ha deliberato la proroga, fino al 31 gennaio 2021, dello stato d’emergenza dichiarato in conseguenza della dichiarazione di “emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale” da parte della Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

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MISURE DI CONTRASTO AL CONTAGIO DA COVID-19
Misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e per la continuità operativa del sistema di allerta COVID, nonché attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020 (decreto-legge)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e per la continuità operativa del sistema di allerta COVID, nonché attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020.

Il testo proroga, al 31 gennaio 2021, le disposizioni già in vigore che prevedono la possibilità per il governo di adottare misure volte a contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus SARS-CoV-2. In relazione all’andamento epidemiologico e secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio effettivamente presente, tali misure potranno essere stabilite per specifiche parti o per tutto il territorio nazionale e per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, comunque reiterabili e modificabili.

Nelle more dell’adozione del primo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (dpcm) successivo all’introduzione delle nuove norme, e comunque fino al 15 ottobre 2020, viene prorogata la vigenza del dpcm del 7 settembre 2020. Inoltre, si introduce l’obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, e si ampliano le circostanze che prevedono l’obbligo di indossarli. Dalla data di entrata in vigore del decreto-legge (il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale), i dispositivi di protezione individuale dovranno essere indossati non solo nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, come già in passato, ma più in generale nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e anche in tutti i luoghi all’aperto.

Si fa eccezione a tali obblighi, sia in luogo chiuso che all’aperto, nei casi in cui, per le caratteristiche del luogo o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi. Sono inoltre fatti salvi i protocolli e linee-guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali. Ciò significa che nei luoghi di lavoro continuano ad applicarsi le vigenti regole di sicurezza. Al contempo, sono fatte salve le linee guida per il consumo di cibi e bevande. Da tali obblighi restano esclusi i bambini di età inferiore ai sei anni, i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina e coloro che per interagire con questi ultimi versino nella stessa incompatibilità. Inoltre, l’uso della mascherina non sarà obbligatorio durante lo svolgimento dell’attività sportiva.

Il decreto interviene anche sulla facoltà delle regioni di introdurre misure derogatorie rispetto a quelle previste a livello nazionale, nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Si prevede che le regioni, nei limiti delle proprie competenze regionali e di quanto previsto dal decreto-legge n. 33 del 2020, possano introdurre temporaneamente misure maggiormente restrittive, ovvero, nei soli casi e nel rispetto dei criteri previsti dai dpcm, anche ampliative, introducendo in tale ultimo caso la previsione della necessaria “intesa” con il Ministro della salute.

Sempre ai fini del contenimento del contagio, previa valutazione dell’impatto ai sensi delle norme europee sulla privacy, si prevede l’interoperabilità dell’applicazione “Immuni” con le piattaforme che operano, con le medesime finalità, nel territorio dell’Unione europea e si estende il periodo di utilizzo dell’applicazione “Immuni”.

Il testo differisce, inoltre, al 31 ottobre 2020 i termini per l’invio delle domande relativi ai trattamenti di cassa integrazione ordinaria collegati all’emergenza COVID-19.
È infine prorogata al 31 dicembre 2020 l’operatività di specifiche disposizioni connesse all’emergenza COVID, in scadenza al 15 ottobre 2020.

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FABBISOGNI STANDARD
Nota metodologica relativa alla revisione della metodologia dei fabbisogni standard dei comuni delle regioni a statuto ordinario per il servizio smaltimento rifiuti in base all’articolo 6 del decreto legislativo 26 novembre 2010, n. 216 (decreto del Presidente del Consiglio dei ministri – esame preliminare)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato, in esame preliminare, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante la Nota metodologica relativa alla revisione della metodologia dei fabbisogni standard dei comuni delle regioni a statuto ordinario per il servizio smaltimento rifiuti, in base all’articolo 6 del decreto legislativo 26 novembre 2010, n. 216.
La Nota sarà trasmessa alla Conferenza Stato-città ed autonomie locali per l’acquisizione del “sentito” e alle competenti Commissioni parlamentari per l’espressione del previsto parere.

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SISTEMA SANITARIO NAZIONALE – REGIONI ABRUZZO, CAMPANIA, LAZIO E SICILIA
Il Consiglio dei ministri, a norma dell’articolo 1, commi 2 e 3, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, in conseguenza delle verifiche positive sullo stato degli adempimenti al piano di rientro, ha deliberato l’autorizzazione all’erogazione, in favore delle Regioni Abruzzo, Campania, Lazio e Sicilia, a titolo di anticipazione delle risorse disponibili a valere sulle spettanze regionali residue a titolo di finanziamento del Servizio sanitario nazionale fino a tutto l’anno 2018 compreso, fatti salvi eventuali conguagli e ferma restando la facoltà di recupero prevista dall’articolo 1, comma 3, del medesimo decreto-legge n. 154, delle somme di seguito specificate:
– Regione Abruzzo 67,667 milioni di euro;
– Regione Campania 295,450 milioni di euro;
– Regione Lazio 304,462 milioni di euro;
– Regione siciliana 400,533 milioni di euro milioni di euro.

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LEGGI REGIONALI
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ha esaminato ventisei leggi delle Regioni e delle Province autonome, e ha quindi deliberato:
di impugnare
la legge della Regione Lombardia n. 18 del 07/08/2020, recante “Assestamento al bilancio 2020 – 2022 con modifiche di leggi regionali”, in quanto l’articolo 28, incidendo su regime e durata dei titoli abilitativi agli interventi edilizi, si pone in contrasto con i principi fondamentali in materia di governo del territorio, rimessi alla competenza statale ai sensi dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione;
la legge della Regione Toscana n. 82 del 07/08/2020, recante “Disposizioni relative alle linee guida regionali in materia di economia circolare e all’installazione degli impianti fotovoltaici a terra. Modifiche alla l.r. 34/2020 e alla l.r. 11/2011”, in quanto la norma contenuta nell’articolo 2, commi 1, 2 e 3, riguardante la realizzazione di impianti FER (Fonti da Energia Rinnovabile), contrasta con i principi fondamentali stabiliti dallo Stato in materia di “produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia” in violazione dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione;
la legge della Regione Sicilia n. 17 dell’11/08/2020, recante “Riordino dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia”., in quanto l’articolo 2, comma 3, riguardante il personale sanitario, eccede dalle competenze statutarie e invade la competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile, e in materia di coordinamento della finanza pubblica, in violazione dell’articolo 117, secondo comma, lettera l), e terzo comma, della Costituzione;
di non impugnare
la legge della Regione Basilicata n. 27 del 10/08/2020, recante “Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2020-2022 dell’Ente di gestione del Parco naturale regionale del Vulture”;
la legge della Regione Basilicata n. 28 del 10/08/2020, recante “Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2020-2022 dell’Ente di gestione del Parco naturale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane”;
la legge della Regione Campania n. 37 del 07/08/2020, recante “Norme contro la violenza e le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere e modifiche alla legge regionale 16 febbraio 1977, n. 14 (Istituzione della Consulta regionale femminile)”;
la legge della Regione Friuli Venezia Giulia n. 15 del 06/08/2020, recante “Assestamento del bilancio per gli anni 2020-2022 ai sensi dell’articolo 6 della legge regionale 10 novembre 2015, n. 26”;
la legge della Regione Toscana n. 78 del 05/08/2020, recante “Disposizioni per la realizzazione di interventi edilizi di tipo sperimentale in materia di alloggi sociali”;
la legge della Regione Toscana n. 79 del 06/08/2020, recante “Fondazione per la formazione politica e istituzionale”;
la legge della Regione Toscana n. 80 del 06/08/2020, recante “Disposizioni in materia di ospitalità agrituristica. Modifiche alla l.r. 30/2003”;
la legge della Regione Toscana n. 81 del 06/08/2020, recante “Promozione delle politiche giovanili regionali”;
la legge della Regione Lazio n. 9 del 07/08/2020, recante “Tutela e valorizzazione dei piccoli comuni”;
la legge della Regione Lazio n. 8 del 07/08/2020, recante “Modifiche alla legge regionale 26 febbraio 2014, n. 2 (Sistema integrato regionale di protezione civile. Istituzione dell’Agenzia regionale di protezione civile) e successive modifiche”;
la legge della Regione Abruzzo n. 25 dell’11/08/2020, recante “Disposizioni per l’attuazione del principio di leale collaborazione ed ulteriori disposizioni”;
la legge della Regione Abruzzo n. 26 dell’11/08/2020, recante “Disposizioni per la prevenzione delle complicanze, la diagnosi, il trattamento e il riconoscimento della rilevanza sociale dell’endometriosi”;
la legge della Regione Abruzzo n. 27 dell’11/08/2020, recante “Disposizioni in materia di assunzione di personale nelle aziende e negli enti del Servizio sanitario regionale”;
la legge della Regione Abruzzo n. 28 del 12/08/2020, recante “Disciplina delle attività enoturistiche in Abruzzo”;
la legge della Regione Toscana n. 83 del 07/08/2020, recante “Accertamenti e indagini delle aziende unità sanitarie locali a favore dei privati. Modifiche alla l.r. 16/2000”;
la legge della Regione Lazio n. 10 del 12/08/2020, recante “Istituzione della giornata della memoria per gli appartenenti alle forze di polizia caduti nell’adempimento del dovere, vittime del terrorismo, della mafia e di ogni altra forma di criminalità. Modifiche alla legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 (Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale) e all’articolo 81 della legge regionale 22 ottobre 2018, n. 7, relativo alla commissione speciale sui piani di zona per l’edilizia economica e popolare e successive modifiche”;
la legge della Regione Lazio n. 11 del 12/08/2020, recante “Legge di contabilità regionale”;
la legge della Regione Lazio n. 12 del 12/08/2020, recante “Riconoscimento di Ventotene come luogo della memoria e di riferimento ideale per la salvaguardia dei valori comuni ispiratori del processo di integrazione europea”;
la legge della Regione Sardegna n. 23 del 07/08/2020, recante “Disposizioni in materia di elezioni comunali per l’anno 2020. Modifiche alla legge regionale n. 13 del 2020”;
la legge della Provincia autonoma di Trento n. 7 del 07/08/2020, recante “Integrazione dell’articolo 23 della legge provinciale sugli impianti a fune 1987”;
la legge della Provincia autonoma di Trento n. 8 del 12/08/2020, recante “Disciplina della promozione territoriale e del marketing turistico in Trentino, e modificazioni della legge provinciale 23 marzo 2020, n. 2, relative ai contratti pubblici”;
la legge della Regione Molise n. 9 del 10/08/2020, recante “Ratifica di variazione di bilancio 2020-2022 approvata dalla Giunta regionale ai sensi dell’art.109, comma 2 bis, del decreto legge del 17 marzo 2020, n. 18 convertito con modificazioni, dalla legge n. 27/2020”;
la legge della Regione siciliana n. 18 dell’11/08/2020, recante “Disposizioni finanziarie”.
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Il Consiglio dei ministri è terminato alle 13.50.

 

 

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Approvato con 22 voti a favore e 7 di astensione il ddl dell’assessore Tonina sull’utilizzo dell’energia idroelettrica.

Nel tardo pomeriggio di oggi il Consiglio provinciale ha approvato con 22 voti favorevoli e 7 di astensione espressi da Pd, Futura, Degasperi di Onda Civica e Marini dei 5 Stelle, il disegno di legge 49 proposto dalla Giunta con l’assessore Tonina per aggiornare l’ordinamento provinciale in materia di utilizzo dell’energia idroelettrica.

 

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Le dichiarazioni di voto finali.

Paolo Ghezzi (Futura) ha espresso tutta la propria soddisfazione per aver visto la maggioranza “andare sotto” sull’ordine del giorno da lui presentato con la collega Coppola che impegna la Giunta considerare l’acqua un “bene comune da valorizzare in modo sostenibile”. “Il fatto che l’odg approvato preveda di privilegiare i criteri di sostenibilità ambientale alla mera redditività economico-finanziaria”, ha commentato Ghezzi, “è per noi un grande incoraggiamento a lavorare ancora in questa direzione”. Ciò non toglie che al ddl mancano, a suo avviso, quelle componenti che Futura aveva cercato di introdurre per migliorare la norma. “Talloneremo quindi la Giunta – ha concluso – quando verranno indette le gare perché non prevalga solo il criterio di natura economica rispetto a quelli di rilevanza ambientale”.

Luca Guglielmi (Fassa), prima di dichiarare il proprio voto favorevole al ddl, ha ricordato a Ghezzi che “se l’acqua va considerata bene pubblico non è grazie a Futura ma a quella maggioranza da lei sostenuta che aveva regalato quel bene pubblico a delle lobby che stanno facendo un sacco di soldi”.

Pietro De Godenz (UpT) ha giudicato importante questa legge perché “rappresenta interessi veri del Trentino”. “La sensibilità per l’acqua nel Trentino, dov’è stata costruita la prima centrale in Europa, ci spinge tutti a condividere in modo trasversale il concetto del valore ambientale ed economico di questo bene”. De Godenz ha ringraziato Manica per aver contribuito alla legge con alcuni suggerimenti che alla fine sono stati accolti dall’assessore. La nuova legge a suo avviso recepisce anche le istanze emerse sul tema delle concessioni dai soggetti ascoltati in Commissione.

Claudio Cia (Agire) ha concordato sull’esigenza di valorizzare l’acqua come bene comune in modo sostenibile. Tuttavia a suo avviso “non occorreva scomodare per questo – come qualche consigliere di minoranza ha fatto – l’enciclica di papa Francesco presentata il 4 ottobre scorso. “Se noi in Trentino non facessimo questo da sempre, oggi non potremmo vantare la ricchezza del nostro territorio”. Ben venga quindi per la “svista” con cui la maggioranza ha approvato il punto dell’odg di Ghezzi in cui si afferma una cosa ovvia. Tanto più che la risorsa idroelettrica è già riconosciuta come patrimonio storico del Trentino. “Oggi questa legge conferma l’attenzione dei trentini a questo patrimonio, garantendo sì risorse economiche ma anche ambientali”.

Alessio Manica (Pd) ha negato di aver mai citato papa Francesco nella discussione del ddl. Ma ha aggiunto di non trovare nulla di strano nel richiamarne l’insegnamento. Quanto all’odg approvato per sbaglio, per Manica non è così irrilevante perché impegna la Giunta a privilegiare criteri di sostenibilità ambientale e non di mera redditività. Non è un impegno insignificante. Il vicepresidente avrà quindi per Manica qualche problema a gestire l’attuazione di questo odg. Il consigliere ha poi motivato l’astensione del Pd sul ddl con due ragioni. La prima: “approviamo una norma-quadro che lascia alla Giunta il compito di decidere quale strada imboccare, senza sapere quale sarà né quali strategie verranno adottate”. La seconda ragione è che “nel dibattito avevamo proposto alcuni emendamenti che non sono stati accolti che chiedevamo di considerare nel rinnovo delle concessioni”. Manica ha comunque riconosciuto che nel ddl vi sono temi importanti sui quali lavorare verificando l’operato della Giunta anche grazie ai passaggi da lui ottenuti in Commissione. Ancora, il consigliere ha giudicato positive le norme introdotte sull’azionariato popolare e sulle comunità energetiche, elementi importanti che raccolgono in parte anche il lavoro della Commissione e il dibattito in aula.

L’assessore Tonina ha ringraziato i consiglieri per i loro interventi sottolineando che l’assenza di voti contrari “indica l’importanza accordata da tutti al ddl e il buon lavoro svolto anche con alcuni emendamenti molto significativi che sono stati introdotti. “Sono convinto – ha concluso – che questo sia uno dei provvedimento più importanti approvati in questa legislatura”. Tonina ha ringraziato dell’impegno profuso per questo ddl anche i dirigenti dei vari settori della Pat, a partire da Livia Ferrario del suo dipartimento.

Alex Marini (5 Stelle) ha ricordato le modifiche da lui proposte ma respinte per prevedere il rilevamento e la valutazione dei dati. Questo a suo avviso impedirà alla Pat di tener adeguatamente conto delle caratteristiche ambientali nell’assegnazione delle concessioni. A suo avviso respingendo i suoi emendamenti la Giunta ha perso un’occasione per non subordinare al criterio economico l’attenzione all’ambiente.

Ugo Rossi (Patt) ha dichiarato che il gruppo da lui guidato voterà a favore di questa legge, “ma ora la Giunta deve dire quale sia il suo disegno sul settore dell’energia”.

Filippo Degasperi (Onda Civica) ha osservato che con questo ddl non si affronta il tema dell’acqua pubblica ma ci si limita a regolare le modalità di utilizzo di questa risorsa, fin’ora affidata alle concessioni, vero snodo del provvedimento, “che ci hanno portato ad assistere all’attribuzione di rendite importanti a soggetti privati, quasi privati, pubblici o quasi pubblici, comunque misti, tra i quali il privato ha sempre una parte rilevante”. Queste rendite, ha proseguito Degasperi, venivano integralmente assorbite da questi gestori e solo negli ultimi anni si è arrivati a una ripartizione più equa tra gestori e soggetti pubblici attraverso l’introduzione dei canoni ambientali. Il ddl traccia solo degli scenari e ora, ha aggiunto il consigliere di Onda, toccherà alla Giunta stabilire i contenuti dell’utilizzo, perché la gestione non viene attribuita né a privati né a soggetti pubblici o misti. Questo in quanto “l’Unione europea prevede che su questi temi si faccia mercato e si facciano affari. Anche i governi nazionali prevedono questo. Altro che acqua bene comune!”, ha tuonato. “E si tratta di governi che non hanno certo avuto una connotazione salvinista. Mi riferisco a Monti, Letta, Renzi, Gentiloni e oggi al Conte 2. Se sull’acqua si fa business la responsabilità va cercata a Bruxelles e a Roma. Piazza Dante cerca di barcamenarsi tra i vincoli imposti da Roma e Bruxelles”. Dove si arriverà? Si è chiesto alla fine Degasperi: “la gara, la società mista, la società in house? Vedremo”. Di certo, ha concluso, il ddl accorda la priorità del prezzo, “tuttavia consente di dare peso anche ad altri elementi di valutazione nell’assegnare le concessioni. Gli strumenti sono positivi. Toccherà alla Giunta usarli al meglio”. Il percorso del ddl per Degasperi è stato positivo permettendo di migliorare la versione iniziale. “Restano le criticità non solo sul tema del prezzo ma anche sul tema del lavoro”. Per questo l’esponente di Onda ha annunciato un voto di astensione.

 

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L’esame degli articoli e degli emendamenti.

Esaurita la discussione degli ordini del giorno collegati al disegno di legge il Consiglio ha votato i 27 articoli del provvedimento con i relativi emendamenti. In apertura Alessio Manica (Pd) ha annunciato il ritiro di alcuni suoi emendamenti, mentre altri da lui presentati e condivisi dall’assessore sono stati approvati. Manica ha apprezzato l’accoglimento delle modifiche da lui proposte per prevedere in legge il passaggio preventivo dalla Commissione consiliare competente delle delibere di Giunta riguardanti il rinnovo delle concessioni. Manica ha evidenziato invece in termini negativi la bocciatura di altri suoi emendamenti che miravano ad evitare il privilegio accordato al criterio del prezzo nell’assegnazione delle concessioni.

Manica: maggioranza poco presente, votazioni garantite dalle minoranze.
Durante l’esame, Manica ha stigmatizzato le assenze nelle fila della maggioranza, tanto che sono le minoranze ad assicurare il numero legale necessario per votare il ddl. Claudio Cia (Agire) ha chiesto al centrosinistra di non mettersi sempre in cattedra mentre Luca Guglielmi (Fassa) ha ricordato che la capogruppo della Lega è assente perché in isolamento volontario a causa del comportamento di un collega della minoranza.

L’assessore Giulia Zanotelli ha spiegato un suo emendamento all’articolo 26, presentato fuori tempo grazie alla firma tecnica di alcuni capigruppo della minoranza e poi approvato dall’aula, con l’esigenza di consentire al consorzio di difesa Codipra di recuperare i dati pubblici necessari all’attivazione delle procedure necessarie per poter accedere agli aiuti. Sara Ferrari del Pd ha chiesto che la prossima volta sia la capigruppo per chiarire le ragioni di urgenza che motivano l’inserimento di un emendamento come questo, legato all’agricoltura, in un ddl che tratta invece di tutt’altra materia.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha oggi firmato, su proposta del Ministro dell’Interno, il decreto di conferimento della medaglia d’oro al Valor Civile alla memoria del Sig. Willy Monteiro Duarte con la seguente motivazione:

“Con eccezionale slancio altruistico e straordinaria determinazione, dando prova di spiccata sensibilità e di attenzione ai bisogni del prossimo, interveniva in difesa di un amico in difficoltà, cercando di favorire la soluzione pacifica di un’accesa discussione.

Mentre si prodigava in questa sua meritoria azione di alto valore civico, veniva colpito da alcuni soggetti sopraggiunti che cominciavano ad infierire ripetutamente nei suoi confronti con inaudita violenza e continuavano a percuoterlo anche quando cadeva a terra privo di sensi, fino a fargli perdere tragicamente la vita.

Luminoso esempio, anche per le giovani generazioni, di generosità, altruismo, coraggio e non comune senso civico, spinti fino all’estremo sacrificio.”

Il Presidente Mattarella ha anche conferito la medaglia d’oro al merito civile, alla memoria di Don Roberto Malgesini con la seguente motivazione:

“Con generosa e instancabile abnegazione si è sempre prodigato, quale autentico interprete dei valori di solidarietà umana, nella cura degli ultimi e delle loro fragilità, offrendo amorevole accoglienza e incessante sostegno.

Mentre era intento a portare gli aiuti quotidiani ai bisognosi, veniva brutalmente e proditoriamente colpito con numerosi fendenti, fino a perdere tragicamente la vita, da un uomo al quale aveva sempre dato piena assistenza e pieno sostentamento.

Luminoso esempio di uno straordinario messaggio di fratellanza e di un eccezionale impegno cristiano al servizio della Chiesa e della società civile, spinti fino all’estremo sacrificio”

Dopo aver superato Ambrosiana e Delta Porto Tolle, il Trento cala il tris. Lo fa superando per 2 a 1 l’Este nel turno infrasettimanale valevole per la quarta giornata del girone C di serie D. Primo tempo praticamente perfetto dei gialloblù, in rete con Caporali (gol pazzesco per lui) e il bomber Aliù, che sale a quota 4 nella classifica marcatori. Il Trento resta in vetta in coabitazione con il Caldiero Terme, oggi corsaro sul campo dell’Adriese.

Domenica si torna al “Briamasco”: l’avversario di turno sarà l’Arzignano Valchiampo, ancora fermo a quota zero punti in classifica.

Live match.

Mister Parlato deve fare a meno di Ferri Marini, Bran e Trainotti e si affida a dieci undicesimi dello schieramento che domenica ha piegato il Delta Porto Tolle: davanti a Cazzaro la linea difensiva è formata da Affolati e Tinazzi sulle corsie esterne con Dionisi e Salviato al centro. Gatto agisce da playmaker con Pilastro e Osuji interni, mentre Caporali agisce da trequartista alle spalle del tandem offensivo formato da Aliù e Pietribiasi. In panchina prima convocazione per il centrocampista Matteo Trevisan.
Il Trento parte deciso e, dopo aver assunto il controllo delle operazioni, al 13′ passa in vantaggio grazie alla “gemma” di Caporali, che scambia ai venti metri con Aliù e poi lascia partire una conclusione di destro di rara potenza e precisione che s’insacca all’incrocio dei pali con Fontana vanamente proteso in tuffo. Un Supergol, il secondo della stagione, per il “tuttocampista” gialloblù.

L’Este accusa il colpo e, per tre volte, la squadra di Parlato potrebbe raddoppiare: prima Aliù incorna fuori misura il traversone di Pietribiasi, poi lo stesso numero dieci non trova la porta sugli sviluppi di uno schema da calcio piazzato perfettamente eseguito dalla squadra gialloblù e, infine, Aliù entra in area dalla sinistra, lascia sul posto il diretto avversario e poi calcia rasoterra con la palla che termina a lato per una questione di centimetri.

Il secondo gol è nell’aria e arriva puntuale al 33′: Zanetti sbaglia il controllo sulla propria trequarti, Aliù gli soffia la sfera e s’invola in solitaria verso la porta di casa, invita Fontana all’uscita e poi lo trafigge con un “piattone” chirurgico che non dà scampo al numero uno dell’Este.
I locali provano a reagire, ma Cazzaro è attento e reattivo sulla conclusione da dentro l’area di Greco.

Nella ripresa l’Este trova quasi subito la rete che riapre l’incontro con Pozzebon, che ribadisce in rete una respinta di Cazzaro dopo conclusione velenosa di Giglio. Mister Parlato inserisce Belcastro, all’esordio in maglia gialloblù, poi Pettarin, Comper e Santuari, quest’ultimo alla “prima” stagionale.

La squadra di casa spinge, ma Cazzaro può dormire sonni tranquilli perché, a parte qualche velleitaria conclusione da fuori e un paio di mischie ben sventate dalla retroguardia, l’Este non crea alcun pericolo.
Il Trento vince e prosegue la propria corsa a punteggio pieno in vetta alla classifica. Domenica al “Briamasco” quarto impegno stagionale contro l’Arzignano Valchiampo, oggi sconfitto in casa dal Belluno.

Il tabellino.

ESTE – AC TRENTO 1-2
ESTE (4-3-1-2): Fontana; Labonia, Zanetti, Bordi, Presello; Beniamin (33’st Bressan), Nardini, Giglio (17’st Stefani); Greco; Pozzebon (17’st Cardellino), Farinazzo (38’st Feuillassier).
A disposizione: Brozi, Hoxha, Pizzolato, Saorin, Pasha.
Allenatore Stefano Marchini (Massimiliano De Mozzi squalificato).
AC TRENTO (4-3-1-2): Cazzaro; Affolati (33’st Santuari), Dionisi, Salviato, Tinazzi; Pilastro (22’st Comper), Gatto, Osuji (12’st Pettarin); Caporali; Pietribiasi (10’st Belcastro), Aliù.
A disposizione: Ronco, Contessa, Bonomi, Amadori, Trevisan.
Allenatore: Carmine Parlato.
ARBITRO: Tesi di Lucca (Nechita di Lecco e Taverna di Bergamo).
RETI: 13’pt Caporali (T), 33’pt Aliù (T), 9’st Pozzebon (E).
NOTE: spettatori 300 circa. Campo in buone condizioni. Pomeriggio caldo e soleggiato. Ammoniti Giglio (E), Bressan (E), Salviato (T), Affolati (T). Calci d’angolo 4 a 4. Recupero 1′ + 4′.

(in allegato dieci immagini del match – ph. Carmelo Ossanna)

Una Legge che votiamo perché è strumento tecnico di attuazione di prerogative statutarie. Poco o quasi nulla di “politico” anche nel senso nobile del termine.
Ora però la Giunta Pat deve dire quale è il suo disegno per il settore dell’energia. Da questa legge non si capisce. Spetta a chi governa indicarlo.

 

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Ugo Rossi

Capogruppo Patt Consiglio provinciale Trento

Gruppo Pd si astiene sul Ddl 49/XVI. “Energia Idroelettrica in Trentino: un affare economico o un bene comune?”

Pochi minuti fa, il Consiglio provinciale ha approvato – con l’astensione dei consiglieri del Partito Democratico del Trentino – il disegno di legge 49/XVI che disciplinerà le future modalità di affidamento delle grandi derivazioni idroelettriche.Era una legge di portata storica, e la Giunta l’ha trasformata in un salto nel buio, senza una idea chiara di futuro e senza un progetto strategico per un settore che garantisce alla Provincia entrate annue per oltre 200 milioni di euro.

I consiglieri Democratici, ed in particolare Alessio Manica, componente anche della competente commissione consiliare, hanno partecipato alla discussione avanzando proposte precise e richieste di modifica, chiedendo lungimiranza e attenzione nel trattare una materia e un settore fondamentali per connotare il futuro delle nostre comunità e del nostro ambiente naturale.

La decisione di astenerci è stata presa in ragione del non accoglimento della maggior parte degli emendamenti e degli ordini del giorno proposti, e in ragione della scarsa capacità di questa legge di definire in modo chiaro un disegno di prospettiva per una così importante partita.

Mentre abbiamo ottenuto l’impegno, con un apposito odg, ad un coinvolgimento della commissione sul tema che fondamentale dell’azionariato diffuso nella proprietà delle centrali, la Giunta ha scelto infatti di dare parere contrario, tra le altre, alla proposta di prevedere, nell’ambito delle future procedure di gara, la prevalenza di criteri di valutazione diversi da quello legato al canone/prezzo, come ad esempio gli investimenti sugli impianti, gli interventi di tipo ambientale, un’accorta regolamentazione degli usi concorrenti rispetto all’utilizzo idroelettrico. Aspetto sul quale abbiamo ottenuto qualche generica rassicurazione, ma non le previsioni di legge che auspicavamo.

In conclusione, nel disegno di legge che è stato approvato fatichiamo a scorgere un quadro chiaro relativo alla futura gestione di un settore tanto strategico per il Trentino. E questioni di fondamentale importanza come la priorità dei beni e dei mezzi di produzione; il ruolo della Provincia e degli enti locali nella gestione; le modalità di coinvolgimento delle comunità locali; le azioni di mitigazione e le iniziative volte alla gestione ambientale e allo sviluppo sostenibile dei territori; l’equilibrio tra l’uso dell’acqua a scopi idroelettrici e gli usi civile, agricolo, turistico, ricreativo… risultano purtroppo marginali nella norma varata.

“Noi non condividiamo – dice la capogruppo Ferrari – che la Giunta abbia scelto di affidare lo sfruttamento del nostro “oro bianco” al privato che sia disposto a pagare di più, perché poi essa possa occuparsi di garantire la difesa ambientale e la sicurezza dal rischio idrogeologico del territorio e delle persone. Noi crediamo che vada imposto come prioritario il dovere della compatibilità ambientale anche al soggetto che produce energia dalla nostra acqua”.

 

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Il gruppo provinciale del Partito Democratico del Trentino

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

La Commissione Contenziosa del Senato: dovranno essere ricalcolati i vitalizi degli ex senatori. In sede locale, inevitabili conseguenze sulla legge Paccher.

È stata depositata, lo scorso lunedì 5 ottobre, la decisione n. 660 (1) della Commissione Contenziosa del Senato sui 449 ricorsi contro la delibera n. 6 del 16 ottobre 2018 del Consiglio di Presidenza del Senato che aveva retroattivamente tagliato i vitalizi degli ex senatori maturati fino al 31 dicembre 2011.

L’organo giurisdizionale del Senato, con il relatore prof. Giuseppe Dalla Torre Del Tempio di Sanguinetto (2), allineandosi alla consolidata giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione, ha bocciato i presidenti delle Camere Fico e Casellati e il loro ispiratore il bocconiano Tito Boeri (a proposito quando Fugatti deciderà il suo esonero dalla direzione scientifica del Festival del bla bla bla?).

Quali le conseguenze della decisione della Commissione Contenziosa di Palazzo Madama? I vitalizi “tagliati” retroattivamente dovranno essere ricalcolati secondo i criteri indicati dalla Commissione medesima.

Pertanto, anche la c.d. legge Paccher, che rispecchia le delibere Fico-Casellati, dovrà essere rivista secondo le indicazioni che emergono della recentissima decisione.

(nella foto da sx Fico, Boeri, Casellati)

(1)

(2) già Rettore dell’Università LUMSA di Roma

 

 

 

 

https://www.trentinolibero.ittaverna

 

 

 

Caccia al Tesoro: shop edition. “Riportare le persone a conoscere ed apprezzare i luoghi storici del commercio”.

Con queste parole, Giorgio De Grandi, presidente del Consorzio Trento Iniziative, ha riassunto lo spirito dell’originale evento “Caccia al Tesoro: Shop Edition” che si terrà venerdì 9 e sabato 10 ottobre nelle vie del centro storico di Trento.

“Nonostante il periodo difficile” hanno dichiarato il Presidente ed il coordinatore Enrico Faes “abbiamo voluto dare un segnale alla città, dimostrando come con resilienza e creatività sia ancora possibile proporre degli eventi aperti al pubblico”. La caccia al tesoro proposta con il supporto di Historic Trento, infatti, permetterà a gruppi organizzati e/o famiglie di partecipare ad un gioco formativo innovativo, nel quale si dovrà mettere in mostra la conoscenza della storia della città unita alla conoscenza di alcuni aneddoti caratteristici di una decina di attività commerciali storiche del centro. Un modo originale per scoprire Trento ed il suo cuore pulsante, i commercianti appunto, che tanto hanno bisogno di essere supportati un quest’anno davvero difficile.

Soddisfazione ed entusiasmo per l’iniziativa sono stati evidenziati anche dalla neo Assessora al Turismo, Cultura e Politiche Giovanili Elisabetta Bozzarelli, intervenuta per sottolineare l’importanza della cultura per il tessuto economico e sociale della città di Trento. “Cultura, turismo e commercio devono intersecarsi sempre più” ha aggiunto l’Assessora “per contribuire a rendere sempre più attrattiva la città di Trento. Ci sono ampi margini di lavoro, da fare insieme agli altri colleghi di giunta, e possiamo tranquillamente dichiarare di essere ben disposti ad affrontare le tante sfide che ci aspetteranno in questi anni di lavoro”.

Maristella Trovanelli, referente di Historic, ha poi spiegato le modalità operative del gioco, sottolineando come già ad oggi ci siano più di trenta squadre iscritte, ossia oltre 100 persone già pronte a sfidarsi per rispondere, nel minor tempo possibile, agli indovinelli che verranno proposti dal Chatbot virtuale di Telegram Nett1.

Soddisfazione e curiosità per l’iniziativa sono stati espressi anche da Camilla Girardi intervenuta per conto dell’Associazione dei Commercianti al Dettaglio di Confcommercio Trentino; la presidente di FederAuto Trentino ha ribadito l’importanza dell’iniziativa proposta, viste le difficoltà oggettive del momento, ed ha espresso l’auspicio che sia l’inizio di una stagione di attività innovative per la città, capaci di valorizzare al meglio ed in sicurezza il centro storico ed i suoi attori principali.

Le informazioni utili per l’iscrizione alla caccia al tesoro sono disponibili su www.historictrento.it

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