Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lecce, coordinati dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, sono impegnati in una vasta operazione antimafia (denominata operazione “HYDRA”) nel Salento, in esecuzione di un provvedimento di confisca di prevenzione di un ingente patrimonio del valore di oltre 3,5 milioni di euro riconducibile a 3 fratelli di Racale (LE), ritenuti socialmente pericolosi in quanto contigui ai clan della Sacra Corona Unita.

Il provvedimento rappresenta l’epilogo delle indagini condotte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Lecce che mette la parola fine ad un lungo iter giudiziario iniziato con un provvedimento di sequestro poi impugnato dai proposti con la conseguente temporanea restituzione dei beni.

Le complesse indagini ed i successivi approfondimenti hanno, invece, dimostrato la riconducibilità alla compagine salentina di una società a responsabilità limitata di Melissano (LE), leader nel settore del gaming e delle scommesse che, al fine di “schermare” i proventi derivanti dal loro lucroso business del gioco d’azzardo, aveva appositamente costituito una nuova impresa solo formalmente intestata ai dipendenti di un’altra azienda “di famiglia” già, per altro, colpita da una misura interdittiva antimafia della Prefettura di Lecce.

Le approfondite investigazioni della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Lecce e dei finanzieri hanno, infatti, dimostrato la totale gestione delle attività imprenditoriali da parte del gruppo criminale “racalino” che ha provato a sviare le indagini, mascherandosi dietro compiacenti prestanome, per continuare ad imporre la propria leadership nella gestione del gioco d’azzardo, massimizzando i profitti anche grazie al ricorso alla manipolazione fraudolenta e successiva distribuzione di apparecchi elettronici in grado di frodare non solo i giocatori ma anche il fisco, al quale sono stati sottratti centinaia di migliaia di euro di introiti fiscali, il c.d. PREU (prelievo erariale unico e tassazione sulle vincite).

I giudici leccesi, nel provvedimento, hanno precisato come le prove raccolte dagli investigatori siano state sufficienti a dimostrare il reimpiego nella società salentina, oggi confiscata, dei proventi illeciti ottenuti da precedenti gestioni, anch’esse finite nel mirino degli investigatori, in quanto sospettate di essere il frutto di un accordo mafioso tra imprenditori e appartenenti alla Sacra Corona Unita, in grado di garantire protezione e “penetrazione” commerciale in tutti territori gestiti dai clan, in cambio di spartizione di guadagni, assunzioni e “regalie” ai mafiosi, come ad esempio un prezioso anello in occasione delle nozze di una donna appartenente ad una delle famiglie di spicco della S.C.U. gallipolina, ma anche auto e cure mediche agli altri componenti, o denaro nel momento della scarcerazione, quando maggiormente questi ne avevano bisogno, pagamento di avvocati, ecc.. Non sono mancate, inoltre, elargizioni a “fondo perduto” per finanziare iniziative imprenditoriali delle famiglie mafiose salentine, tra cui anche l’acquisto di strutture ricettive nella zona di Gallipoli (LE), in cui la Sacra Corona Unita ha deciso di riciclare i proventi delle proprie attività delittuose.

La costituzione della nuova società, oggi confiscata – sottolineano i giudici leccesi – sarebbe avvenuta attraverso una macchinosa cessione di quote, fraudolentemente studiata a tavolino, tra i reali proprietari ed il loro prestanome, ad un prezzo talmente “vantaggioso” da essere “palesemente incongruo”, con un lunghissimo pagamento rateale, senza alcuna liquidità iniziale, secondo modalità “fuori mercato”, che non potevano avere altro fine se non quello di mascherare una cessione strumentale a nascondere i patrimoni agli eventuali accertamenti patrimoniali da parte degli organi investigativi, invece puntualmente arrivati.

Il Tribunale di Lecce, considerata la c.d. “sproporzione” tra i redditi del titolare della società – come detto mero prestanome – ed il valore della stessa, e tenuto conto che, in realtà, questa altro non era che una ditta “pulita” creata ad hoc proprio per consentire la prosecuzione delle attività illecite del gruppo criminale salentino colpito da misure interdittive e di prevenzione antimafia, ha disposto, ai sensi della medesima normativa antimafia, il sequestro e la confisca di tutte le quote societarie nonché dell’intero compendio aziendale, costituito, tra l’altro, da oltre 1500 slot machine dislocate nel centro e sud Italia, 3 conti correnti e 22 automezzi, oltre che denaro contante rinvenuto dai finanzieri per circa 384 mila euro.

Val di Gresta, strada provinciale da sistemare e allargare. La strada provinciale 88 della Val di Gresta sarà sistemata e allargata in località Bordala, nel comune di Ronzo Chienis. Un primo stralcio dell’opera, del valore di 1,2 milioni di euro su un importo complessivo dei lavori per 4,2 milioni di euro, è in fase si studio da parte del Servizio opere stradali secondo quanto è stato previsto dalla Giunta, che ha approvato il nuovo Documento di programmazione settoriale degli anni 2020-2022.

I lavori – divisi in più interventi – consentiranno l’allargamento e la rettifica del tratto stradale compreso tra il chilometro 15 e il 18,8 della provinciale della Val di Gresta. Il primo lotto prevede un intervento sul tratto stradale compreso tra il chilometro 15,75 e il 16,4 con l’allargamento, la rettifica e la messa in sicurezza della strada, mediante la realizzazione di murature di sostegno e la revisione della doppia curva seguente: il nuovo tratto sarà realizzato riutilizzando il materiale dello scavo proveniente dal tratto precedente.

Torino. Razziavano aziende sfondando i cancelli d’ingresso con mezzi rubati e minacciavano con un taser camionisti in sosta per rubare la merce trasportata, CC fermano banda criminale di etnia rom. Una ventina gli arresti in corso di esecuzione.

Dalle prime ore dell’alba oltre 100 carabinieri del Comando Provinciale di Torino stanno eseguendo una ventina di misure cautelari in carcere nei confronti di appartenenti ad un gruppo criminale di origini rom, ormai da tempo stanziali nell’hinterland del capoluogo piemontese. Contestati dalla Procura della Repubblica torinese, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, rapina, furto in abitazione e con strappo, ricettazione, indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento, nonché truffa e danneggiamento seguito da incendio.

Razziavano di tutto aziende del luogo e camionisti in sosta, usando talvolta mezzi rubati come arieti per sfondare cancelli e vetrine, nonché minacciando gli autotrasportatori con un taser detenuto illegalmente per asportare loro la merce. Complessivamente i militari dell’Arma hanno documentato 44 furti aggravati, 10 rapine, 5 truffe e 9 episodi di ricettazione di materiali di provenienza furtiva.

E’ in corso, dalle prime luci dell’alba, una vasta operazione antidroga della Polizia di Stato di Brescia.

I poliziotti della Squadra Mobile, in collaborazione con le Squadre Mobili di Mantova, Trento, Trieste e Verona, con il Reparto Prevenzione Crimine della Lombardia, con l’ausilio di unità cinofile, stanno eseguendo 12 misure cautelari emesse dall’Autorità Giudiziaria di Brescia su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Brescia, nei confronti di un gruppo di persone, gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Gli investigatori ritengono che, in 7 mesi, l’organizzazione ha acquistato e ceduto, con diverse decine di singole cessioni, circa 50 kg di sostanza stupefacente.

I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà presso la sala conferenza della Questura di Brescia alle ore 12.00.

Il Consiglio dei ministri si è riunito lunedì 5 ottobre 2020, alle ore 21.43 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Riccardo Fraccaro.

 

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NOTA DI AGGIORNAMENTO DEL DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA 2020
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (NADEF) 2020.
La Nota definisce il perimetro di finanza pubblica nel quale si iscriveranno le misure della prossima legge di bilancio, che avrà come obiettivo quello di sostenere la ripresa dell’economia italiana nel triennio 2021-2023, in stretta coerenza con il prossimo Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Gli interventi saranno principalmente rivolti a sostenere, nel breve termine e per tutta la durata della crisi da COVID-19, i lavoratori e i settori produttivi più colpiti; a valorizzare appieno le risorse messe a disposizione dal programma “Next Generation EU” per realizzare investimenti e riforme di vasta portata e profondità; ad attuare un’ampia riforma fiscale che migliori l’equità, l’efficienza e la trasparenza del sistema tributario riducendo anche il carico fiscale sui redditi medi e bassi, coordinandola con l’introduzione di un assegno universale per i figli; ad assicurare un miglioramento qualitativo della finanza pubblica, spostando risorse verso gli utilizzi più opportuni a garantire un miglioramento del benessere dei cittadini, dell’equità e della produttività dell’economia; a ricondurre l’indebitamento netto della pubblica amministrazione verso livelli compatibili con una costante e sensibile riduzione del rapporto debito/PIL.
Per quanto riguarda la programmazione delle finanze pubbliche, per il 2021 la NADEF fissa un obiettivo di indebitamento netto (deficit) pari al 7 % del prodotto interno lordo (PIL). Rispetto alla legislazione vigente, che prevede un rapporto deficit/PIL pari al 5,7 %, si presenta quindi lo spazio di bilancio per una manovra espansiva pari a 1,3 punti percentuali di PIL (oltre 22 miliardi di euro).
Rispetto al 2020, nel quadro programmatico di finanza pubblica, il rapporto debito/PIL nel 2021 è previsto in calo di 2,4 punti percentuali, portandosi dal 158 % al 155,6 %. Per gli anni successivi viene delineato un percorso di graduale rientro del rapporto, con l’obiettivo di riportare il debito della P.A al di sotto del livello pre-Covid entro la fine del decennio.
Grazie al sostegno alla crescita assicurato dalle misure espansive, nel 2021 è attesa una crescita programmatica del PIL pari al 6 % (rispetto ad una crescita tendenziale del 5,1%), che nel 2022 e nel 2023 si attesterà al 3,8% ed al 2,5% rispettivamente.
Nella tabella di seguito, i principali indicatori di finanza pubblica.

 

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MISURE PER LA SICUREZZA DELLE CITTÀ, L’IMMIGRAZIONE E LA PROTEZIONE INTERNAZIONALE
Disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, modifica agli articoli 131-bis e 588 del codice penale, nonché misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento e di contrasto all’utilizzo distorto del web (decreto-legge)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, modifica agli articoli 131-bis e 588 del codice penale, nonché misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento e di contrasto all’utilizzo distorto del web.
Il provvedimento apporta modifiche alla disciplina vigente, tra l’altro, in materia di requisiti per il rilascio del permesso di soggiorno per esigenze di protezione del cittadino straniero, di limiti all’ingresso e transito di unità navali in acque territoriali italiane e di inapplicabilità della causa di non punibilità per “particolare tenuità del fatto” ad alcune fattispecie di reato.
Per quanto riguarda la protezione internazionale degli stranieri, la normativa vigente prescrive il divieto di espulsione e respingimento nel caso in cui il rimpatrio determini, per l’interessato, il rischio di tortura. Con il decreto, si aggiunge a questa ipotesi il rischio che lo straniero sia sottoposto a trattamenti inumani o degradanti e se ne vieta l’espulsione anche nei casi di rischio di violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare. In tali casi, si prevede il rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale. Sempre in materia di condizione giuridica dello straniero, il provvedimento affronta anche il tema della convertibilità dei permessi di soggiorno rilasciati per altre ragioni in permessi di lavoro. Alle categorie di permessi convertibili già previste, si aggiungono quelle di protezione speciale, calamità, residenza elettiva, acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide, attività sportiva, lavoro di tipo artistico, motivi religiosi e assistenza ai minori.
Il provvedimento riforma anche il sistema di accoglienza destinato ai richiedenti protezione internazionale e ai titolari di protezione, con la creazione del nuovo “Sistema di accoglienza e integrazione”. Le attività di prima assistenza continueranno ad essere svolte nei centri governativi ordinari e straordinari. Successivamente, il Sistema si articolerà in due livelli di prestazioni: il primo dedicato ai richiedenti protezione internazionale, il secondo a coloro che ne sono già titolari, con servizi aggiuntivi finalizzati all’integrazione.
Il testo interviene poi sulle sanzioni relative al divieto di transito delle navi nel mare territoriale. Si prevede che, nel caso in cui ricorrano i motivi di ordine e sicurezza pubblica o di violazione delle norme sul traffico di migranti via mare, il provvedimento di divieto sia adottato, su proposta del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro della difesa e con il Ministro delle infrastrutture, previa informazione al Presidente del Consiglio. Per le operazioni di soccorso, la disciplina di divieto non si applicherà nell’ipotesi in cui vi sia stata la comunicazione al centro di coordinamento ed allo Stato di bandiera e siano rispettate le indicazioni della competente autorità per la ricerca ed il soccorso in mare. In caso di violazione del divieto, si richiama la disciplina vigente del Codice della navigazione, che prevede la reclusione fino a due anni e una multa da 10.000 a 50.000 euro. Sono pertanto eliminate le sanzioni amministrative introdotte in precedenza.
Ancora, il decreto introduce norme che rafforzano i dispositivi a garanzia della sicurezza pubblica, implementando le misure del divieto di ingresso nei pubblici esercizi e nei locali di pubblico trattenimento o nelle loro adiacenze, nonché le misure di contrasto al fenomeno dello spaccio di stupefacenti attraverso siti web.
Nel primo caso, si rafforza il cosiddetto “Daspo urbano”, rendendo possibile per il Questore l’applicazione del divieto di accesso nei locali pubblici anche nei confronti dei soggetti che abbiano riportato una o più denunce o una condanna non definitiva, nel corso degli ultimi tre anni, relativamente alla vendita o cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Inoltre, si interviene sul trattamento sanzionatorio conseguente alla violazione del divieto, prevedendo, in particolare, la pena della reclusione da sei mesi a due anni e la multa da 8.000 a 20.000 euro.
Con il secondo intervento, si estende il meccanismo dell’oscuramento, già utilizzato per il contrasto alla pedopornografia online, a quei siti che, sulla base di elementi oggettivi, devono ritenersi utilizzati per la commissione di reati in materia di stupefacenti.
Inoltre, si inaspriscono le pene per i soggetti coinvolti in risse, prevedendo che, qualora qualcuno resti ucciso o riporti lesioni personali, il solo fatto della partecipazione alla stessa sia punibile con la reclusione da sei mesi a sei anni.
Sono previste, altresì, disposizioni per rendere più efficace l’esercizio delle attività del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Si stabilisce, infine, un rafforzamento delle sanzioni applicate in caso di comunicazioni dei detenuti sottoposti alle restrizioni di cui all’articolo 41-bis della legge n. 354 del 1975 e si prevede una nuova fattispecie di reato che sanziona chi introduce o detiene all’interno di istituti penitenziari telefoni cellulari o dispositivi mobili di comunicazione.

 

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AGENZIA “ITALIAMETEO”

Regolamento concernente l’organizzazione dell’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia denominata “ItaliaMeteo” e misure volte ad agevolare il coordinamento della gestione della materia meteorologia e climatologia (decreto del Presidente della Repubblica – esame definitivo)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’università e della ricerca Gaetano Manfredi, ha approvato, in esame definitivo, un regolamento, da adottarsi con decreto del presidente della Repubblica, concernente l’organizzazione dell’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia denominata “ItaliaMeteo” e misure volte ad agevolare il coordinamento della gestione della materia meteorologia e climatologia.
In particolare, il regolamento disciplina l’organizzazione di “ItaliaMeteo” e prevede che la stessa Agenzia supporti le Autorità statali e regionali preposte alle funzioni di protezione civile, alla tutela della salute e dell’ambiente, alle scelte di politica agricola, nelle decisioni di rispettiva competenza, ivi comprese, in particolare, quelle da adottarsi nell’ambito del Sistema di allerta nazionale per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico, nonché per l’attuazione del piano sull’agricoltura di precisione e di misure di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.
Il testo tiene conto dell’intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, del parere espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato e dei pareri espressi dalle competenti Commissioni parlamentari.

 

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REGOLAMENTAZIONE DELLE PROFESSIONI
Attuazione della direttiva (UE) 2018/958 del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a un test della proporzionalità prima dell’adozione di una nuova regolamentazione delle professioni (decreto legislativo – esame definitivo)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei Vincenzo Amendola, del Ministro della giustizia Alfonso Bonafede e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2018/958 del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a un test della proporzionalità prima dell’adozione di una nuova regolamentazione delle professioni.
La direttiva mira a garantire il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare restrizioni sproporzionate all’accesso alle professioni regolamentate o al loro esercizio. In particolare, si disciplinano in modo più omogeneo e chiaro le valutazioni di proporzionalità̀ che gli Stati membri devono effettuare prima dell’introduzione di nuove regolamentazioni delle professioni, o per la modifica di regolamentazioni esistenti e si prevede che tali valutazioni siano svolte da un organo indipendente, al fine di salvaguardarne l’effettività e l’imparzialità.
Il testo tiene conto dei pareri espressi dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e dalle competenti Commissioni parlamentari.

 

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RATIFICHE ED ESECUZIONI DI TRATTATI E ACCORDI INTERNAZIONALI

1. Ratifica ed esecuzione del Trattato di assistenza giudiziaria in materia penale tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Senegal, fatto a Dakar il 4 gennaio 2018 (disegno di legge)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Luigi Di Maio, ha approvato un disegno di legge di ratifica ed esecuzione del Trattato di assistenza giudiziaria in materia penale tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Senegal, fatto a Dakar il 4 gennaio 2018.

Il Trattato si inserisce nell’ambito degli strumenti finalizzati all’intensificazione dei rapporti di cooperazione tra Italia e Senegal al fine di rendere più efficace il contrasto alla criminalità. Si rafforzano, in particolare, i settori della ricerca e identificazione di persone, la notificazione di atti e documenti, la citazione dei soggetti coinvolti a vario titolo nei procedimenti penali, l’acquisizione e la trasmissione di atti, documenti ed elementi di prova, l’assunzione di testimonianze o di dichiarazioni, il trasferimento di persone detenute.
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2. Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Sud Africa sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 28 marzo 2017 e a Pretoria il 18 luglio 2017 (disegno di legge)
3. Ratifica ed esecuzione dello Scambio di Note emendativo dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato del Qatar sulla cooperazione nel settore della difesa del 12 maggio 2010, fatto a Doha il 9 luglio e 22 ottobre 2019 (disegno di legge)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Luigi Di Maio e del Ministro della difesa Lorenzo Guerini, ha approvato un disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Sud Africa sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 28 marzo 2017 e a Pretoria il 18 luglio 2017 e un disegno di legge di ratifica ed esecuzione dello Scambio di Note emendativo dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato del Qatar sulla cooperazione nel settore della difesa del 12 maggio 2010, fatto a Doha il 9 luglio e 22 ottobre 2019.

L’Accordo con il Sud Africa ha, in particolare, il fine di ampliare la cooperazione militare nell’ambito del procurement e delle attività internazionali di contrasto alla pirateria nel Corno d’Africa.

Lo Scambio di note con il Qatar prevede, nell’ambito dell’invio di personale nazionale nell’altro Paese a fini di formazione e addestramento, il riconoscimento della giurisdizione dello Stato di soggiorno nei confronti del personale ospitato per i reati commessi nel proprio territorio e puniti secondo la propria legge. Lo Stato di origine conserva tuttavia la giurisdizione in via prioritaria sul proprio personale militare e civile per i reati commessi contro la sua sicurezza o il suo patrimonio e per quelli commessi durante o in relazione al servizio.

Si prevede, altresì, che, in caso di esercizio della giurisdizione da parte dello Stato ricevente, la relativa sentenza sarà eseguita a cura della Parte inviante in conformità e nei limiti previsti dall’ordinamento di quest’ultima, determinando, in questo modo, il diritto del personale militare e civile, eventualmente condannato nel paese della Parte richiedente a scontare la pena nel paese della parte inviante.

 

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CODICE DELLA NAUTICA DA DIPORTO
Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 3 novembre 2017 n. 229, concernente revisione ed integrazione del decreto legislativo 18 luglio 2005, n.171, recante codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE, a norma dell’articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n. 172, in attuazione dell’articolo 1, comma 5, della legge 7 ottobre 2015, n. 167 (decreto legislativo – secondo esame preliminare)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli, ha approvato, in secondo esame preliminare, un decreto legislativo contenente disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 3 novembre 2017 n. 229, concernente la revisione ed integrazione del decreto legislativo 18 luglio 2005, n.171, recante il codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE, a norma dell’articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n. 172, in attuazione dell’articolo 1, comma 5, della legge 7 ottobre 2015, n. 167 – 2°.
Il decreto ha come obiettivo quello di dare al Codice una maggiore completezza e sistematicità, in linea con le finalità della delega, tenendo conto anche delle questioni emerse in seguito della prima applicazione del medesimo provvedimento.
L’intervento attua, tra l’altro, una consistente semplificazione: unifica la molteplicità di decreti e di direttive attuativi previsti per una medesima materia da alcuni articoli del testo vigente e stralcia, dalla revisione del regolamento di attuazione del Codice della nautica da diporto, i provvedimenti attuativi inerenti materie di competenza esclusiva del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

 

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PROVVEDIMENTI DI PROTEZIONE CIVILE
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha deliberato:
la proroga, per dodici mesi, dello stato di emergenza nei territori delle province di Arezzo e di Siena interessati dagli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni 27 e 28 luglio 2019;
la proroga, per dodici mesi, dello stato di emergenza nel territorio dell’isola di Stromboli, ricompresa nel comune di Lipari, in provincia di Messina, in relazione allo stato di attività del vulcano Stromboli, conseguente agli eventi che si sono verificati nei giorni 3 luglio e 28 agosto 2019.

 

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DELIBERAZIONI IN MATERIA AMBIENTALE
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa, a seguito della conclusione favorevole dei rispettivi procedimenti e delle relative delibere delle Conferenze istituzionali permanenti delle Autorità di bacino distrettuali, acquisiti i pareri della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ha deliberato l’approvazione delle varianti al Piano stralcio per l’assetto idrogeologico di seguito riportate.
Varianti al Piano stralcio per l’assetto idrogeologico della ex Autorità di bacino del Liri-Garigliano e Volturno relativamente ai Comuni di Carife (AV), Fragneto Monteforte (BN), Mirabella Eclano (AV), San Leucio del Sannio (BN), Ceppaloni (BN) e Vallata (AV) (decreto del Presidente del Consiglio dei ministri)
Varianti al Piano stralcio per l’assetto idrogeologico della ex Autorità di bacino della Campania centrale relativamente ai Comuni, in provincia di Napoli, Casandrino, Melito di Napoli, Sant’Arpino, Frattamaggiore, Frattaminore, Grumo Nevano e Mugnano di Napoli (decreto del Presidente del Consiglio dei ministri)
Varianti al Piano stralcio per l’assetto idrogeologico della ex Autorità di bacino della Campania centrale relativamente ai Comuni di Giugliano di Napoli (località Via Madonna del Pantano n.146), di Napoli (località Salita della Grotta n. 24), Baiano (AV) e Avella (Vallone Fontana del Lago) (AV) (decreto del Presidente del Consiglio dei ministri)

 

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GIORNATA NAZIONALE DEL TUMORE METASTATICO DELLA MAMMELLA
Il Consiglio dei ministri è stato sentito e ha espresso il proprio unanime parere favorevole sulla proposta del Ministro della salute, Roberto Speranza, di indire, per il 13 ottobre di ogni anno, la Giornata nazionale del tumore metastatico della mammella.
È stata così accolta l’istanza delle associazioni di categoria e delle associazioni no profit, impegnate a livello nazionale in campagne di sensibilizzazione per la prevenzione e protezione della salute. Il provvedimento di indizione sarà quindi firmato dal Presidente Giuseppe Conte.

 

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NOMINE
Il Consiglio dei ministri ha deliberato:
su proposta del Presidente Giuseppe Conte, vista l’indicazione del Ministro per il sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano, la nomina della prof.ssa Rosanna NISTICÒ a Commissario straordinario di governo per presiedere il Comitato di indirizzo della Zona economica speciale (ZES) della regione Calabria, a norma dell’articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
su proposta del Presidente Giuseppe Conte, la nomina a componenti del Comitato istituzionale paritetico per i problemi della minoranza slovena del dott. Igor GIACOMINI, del prof. Domenico MORELLI, dell’avv. Marco JARC e del dott. Bojan BREZIGAR;
su proposta del Presidente Giuseppe Conte, la nomina del dott. Pierangelo ALBINI, della dott.ssa Maria Carmela COLAIACOVO e del dott. Maurizio DE PASCALE a componenti del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro – in rappresentanza della categoria “imprese”, in sostituzione, rispettivamente, dell’ing. Elio CATANIA, del sig. Marco GAY e della sig.ra Marcella PANUCCI, designati dalla Confindustria;
su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Luigi Di Maio, la nomina di Barbara BELTRAME GIACOMELLO, Giuseppina RALLO, Daniele VACCARINO e Ivano VACONDIO a componenti del consiglio di amministrazione di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane;
su proposta del Ministro della difesa Lorenzo Guerini, il conferimento dell’incarico di Direttore generale dell’Agenzia Industrie Difesa al dott. Nicola LATORRE.

 

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Il Consiglio dei ministri è terminato alle 0.15 di martedì 6 ottobre 2020.

 

 

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