Netto successo interno per la Dolomiti Energia Trentino, che nel secondo turno di regular season in 7DAYS EuroCup domina contro i greci del Promitheas Patrasso vincendo 78-51 e riscattando di fronte ai propri tifosi la sconfitta di sabato contro Reggio Emilia. Cinici, solidi, divertenti: i bianconeri di coach Nicola Brienza mettono assieme 40’ vicini alla perfezione e dopo un avvio di match in punta di piedi superano di slancio un’avversaria mai in grado di limitare il talento di Luke Maye e compagni. Seconda vittoria in altrettanti incontri di coppa per la Dolomiti Energia, che rimane in vetta imbattuta nel gruppo D.

I padroni di casa hanno 15 punti e 5 rimbalzi dall’ala del North Carolina (6/9 dal campo) e mandano a referto in doppia cifra anche JaCorey Williams (12 punti e sette rimbalzi) e Andrea Mezzanotte (10 punti), ma la differenza la fanno in difesa, con Martin e un pimpante Conti a tenere altissimo il livello di intensità dei quintetti bianconeri.

La cronaca | I greci trascinati dai muscoli di Agravanis impattano meglio il match, segnando i primi cinque tiri da due punti della loro partita (4-12): Trento risponde con una tripla di Martin e con la prima accelerata di Maye, che segna sei punti rapidi per tenere i suoi a contatto (15-18 dopo i primi 10’).

Nel secondo parziale il sorpasso lo firma Luca Conti, protagonista di un paio di grandi possessi difensivi intervallati dalla tripla del 20-18: i bianconeri non riescono ad allungare sull’onda dell’entusiasmo perché Lountzis sale di colpi (26-29), ma dopo aver stretto i denti nel momento di massima difficoltà piazzano un break di 10-0 per chiudere avanti di sette i primi 20’ di partita anche grazie ai primi acuti di serata di Morgan.

E’ una scarica di triple a dare il “la” alla fuga dei padroni di casa: quattro conclusioni dall’arco messe a segno dalla coppia Browne-Maye fanno esaltare il pubblico della BLM Group Arena, ma il +17 costruito rapidamente dalla Dolomiti Energia è figlio anche dell’eccellente difesa di squadra di Martin e compagni. Sul 50-33 il Promitheas riprende colore grazie a una tripla di Giannopoulos, ma la macchina bianconera non perde slancio in chiusura di quarto (55-39).

A chiudere i conti ci pensano sette punti consecutivi di Mezzanotte che anticipano e di parecchio i titoli di coda: nel finale c’è spazio anche per i canestri di Ladurner e Conti, i bianconeri si distendono fino al 78-51 della sirena finale rimanendo imbattuti in 7DAYS EuroCup.

Le parole di coach Nicola Brienza | «Una bella vittoria, in cui abbiamo avuto un buon contributo da parte di tutti e una buona performance difensiva di squadra: avevamo bisogno di un successo di questo tipo dopo la poco felice prestazione contro Reggio Emilia e siamo stati bravi a guadagnarcelo con 40’ di qualità e di intensità. Siamo contenti di questo doppio successo in EuroCup, importante anche per il ranking del girone: adesso per noi sarà importante ripartire da questa mentalità e da questa attitudine per andarci a prendere la prima vittoria in campionato».

La prossima | I bianconeri sono attesi da un vero e proprio tour de force di tre trasferte consecutive: si comincia all’Unipol Arena di Bologna ospiti della Fortitudo sabato 10, poi viaggio in Francia per la sfida con Nanterre (martedì 13) e infine quello a Pesaro. In casa si torna a giocare martedì 20 ottobre contro il Cedevita Olimpija Ljubljana.

Che fine hanno fatto le comunicazioni audio tra la sala VAR e l’arbitro Orsato di cui parla l’ex procuratore della FIGC Giuseppe Pecoraro?

Sul sito iene.it l’anticipazione del servizio di Filippo Roma e Marco Occhipinti, in onda stasera a “Le Iene Show”, sulla mancata espulsione dello juventino Pjanic durante Inter-Juve del 2018, un episodio molto discusso che probabilmente condizionò le sorti del campionato.
“Quel file su Inter-Juve di Orsato è sparito” e riguardava “un errore gravissimo che ha condizionato un campionato”. A dichiararlo è Giuseppe Pecoraro, ex procuratore della Federazione Italiana Giuoco Calcio, riferendosi alle comunicazioni audio tra VAR e arbitro Orsato, durante la partita Inter-Juve dell’aprile 2018.

L’anticipazione del servizio al link: https://www.iene.mediaset.it/2020/news/inter-juve-var-sparito-orsato_880109.shtml

Queste le dichiarazioni complete dell’ex procuratore Giuseppe Pecoraro:

Iena: Buonasera stiamo facendo un servizio sul famoso caso VAR Inter-Juventus, arbitro Orsato, si ricorda?
Pecoraro: sì sì, come no…

A chi si è rivolto?
Prima agli arbitri, all’AIA e poi alla Lega Nazionale di Serie A, chiesi l’audio video, i dialoghi tra il VAR e l’arbitro Orsato…

Iena: ok, questo più o meno si ricorda in che periodo?
Pecoraro: Immediatamente dopo la partita

E poi dopo quanto le arrivò questa registrazione audio video,
Pecoraro: stavamo già alla terza quarta partita del campionato successivo…

Ammazza!
Non mi arrivò l’audio video, mi arrivò solo il video, no l’audio!

Solo il video, parecchio tempo dopo rispetto alla richiesta
Sì esatto, sì… me lo fece avere la Lega, c’era solo il video, non c’era l’audio, a me interessava l’audio

E perché le interessava l’audio?
Per capire se o dal VAR o dal IV uomo qualcuno aveva sollecitato l’intervento dell’arbitro

Certo
E cosa l’arbitro avrebbe risposto ove fosse stato sollecitato

Poi lei ha ricontattato la Lega per chiedere ma perché non mi avete mandato anche l’audio?
Sì ma… sì, non l’avevano, che non c’era

Iena: un po’ strano insomma
Pecoraro: se non è interessata la Federazione né l’autorità giudiziaria che cosa dobbiamo fare, io mi aspettavo una collaborazione dal mondo arbitrale, anche perché se uno non ha nulla da nascondere avrebbe potuto mettermi in condizione di avere subito gli audio-video, o no? che dice lei?

Iena: mi scusi dottor Pecoraro la disturbo per un ultimo dubbio che mi era venuto
Pecoraro: sì

Iena: lei diciamo non sente la traccia audio oppure c’è una traccia audio ma Orsato non sta parlando con il VAR?
Pecoraro: no no no, non c’è la traccia audio. E allora, mentre i dialoghi degli altri episodi mi sono stati forniti, per l’episodio relativo a Pjanic, non mi è fornito l’audio, solo il video

Non è che c’è la traccia audio ma non parlano ecco questo volevo capire
Eh guardi, questo non lo sappiamo, o meglio… io ritengo che abbiano parlato, però lo ritengo io. che cosa si siano detti, questo non lo sappiamo

Quindi questa registrazione era muta, cioè si vedeva il video ma era muta
Esatto, come se fosse muta

Ok…
Allora la domanda che io mi sono fatto, dal momento che è muta, che me l’hanno data a fare?

Eh giustamente
O comunque se è muta perché l’hanno registrato? non so se ho reso l’idea… non c’è motivo no?

Invece negli altri episodi che le hanno dato c’era proprio la traccia audio
E certo!! ecco la cosa strana, poi… le dico la verità: me l’hanno dato a ottobre e già questo ritardo, come lei può immaginare, per me è un ritardo che non ha senso… il campionato era già iniziato

Certo. Ma lei come si spiega che non c’era l’audio
Ma guardi, senta, la risposta più semplice è che non me l’abbiano voluto dare. perché mi danno l’audio degli altri episodi e non mi danno questo, quando a me interessava soltanto quell’episodio lì… Se a un certo punto Orsato viene promosso e viene mandato a fare la finale di Coppa dei Campioni etc. etc. , qualcuno si deve pure chiedere, ma dopo quell’errore che ha fatto, gravissimo a mio parere che ha condizionato penso un campionato. e a questo punto è premiato pure, ma di che parliamo?

Ma lei si è dimesso anche per questo motivo? per questa scarsa collaborazione che ha avuto?
Mahh, guardi dottore, i problemi sono vari… non è soltanto la parte relativa alla partita inter-juve i motivi sono diversi. non voglio entrare in polemica con nessuno, ho fatto il prefetto, sto facendo ora un’altra cosa, me ne sono andato perché non era l’ambiente per me. punto!

 

 

Il servizio completo stasera a Le Iene Show dalle 21.10 su Italia1.

 

Parola d’ordine: continuità. Dopo i successi contro Ambrosiana e Delta Porto Tolle, per il Trento è già il momento di tornare in campo. Mercoledì pomeriggio (calcio d’inizio alle ore 15), nel primo turno infrasettimanale della stagione, la formazione di Carmine Parlato affronterà in trasferta l’Este, formazione che ha anch’essa vinto le prime due sfide di campionato contro Belluno (3 a 1) e Arzignano Valchiampo (1 a 0) e guida la classifica assieme ai gialloblù, alla Clodiense e al Caldiero Terme. Una sfida d’alta classifica, dunque, Ousji e compagni che vanno a caccia del risultato pieno anche nel terzo turno d’andata per allungare la striscia di risultati positivi.

Dirigerà l’incontro il Signor Leonardo Tesi della sezione di Lucca coadiuvato dagli assistenti arbitrali Ionut Nechita e Matteo Taverna appartenenti rispettivamente alle sezioni di Lecco e Bergamo.

In campo.
Mister Carmine Parlato ha convocato tutti e 23 i giocatori che compongono l’organico della prima squadra.

I nostri avversari.
L’Associazione Calcio Este è stata fondata nel 1920. La società patavina ha conquistato la promozione in Promozione nel 1999, per poi salire in Eccellenza nel 2002. Il passaggio in serie D è datato 2005 e, da allora, complice un ripescaggio, il sodalizio veneto milita ininterrottamente nel torneo di Quarta Serie.
Gli elementi di spicco del giovanissimo Este, affidata da quest’anno al tecnico Massimiliano De Mozzi, ex tecnico di Abano, Clodiense e Sandonà, sono i difensori Emanuele Presello, ex Mestre, Delta Porto Tolle e Tamai e Francesco Bordi, ex Robur Siena in serie C e poi in D con Arzignano Valchiampo e Città d’Anagni, il centrocampista Salvatore Giglio, già tra i professionisti con Paganese, Melfi e Aversa e in D con Comprensorio Montalto, Terracina, Fontanafredda, Verbania e Varesina, il trequartista classe 1999 Ivan Greco, già in categoria con Pavia, Oltrepòvoghera e Inveruno e l’attaccante Marco Farinazzo, ex Legnago, Belluno, Chieri, Clodiense, Caldiero Terme.
L’Este disputa le gare interne al “Nuovo Stadio Comunale”. I colori sociali sono il giallo e il rosso.

Gli ex della partita.
Due saranno gli ex della sfida, entrambi tra file del Trento. Si tratta del centrocampista Carlo Caporali, che ha indossato la maglia dell’Este in serie D nella stagione 2015 – 2016 (per lui 37 presenze e 5 reti) e dell’attaccante Grasjan Aliù, in forza alla squadra patavina dal 2010 al 2013 con uno score complessivo di 29 presenze e 3 reti in un triennio condizionato da due gravi infortuni.

I precedenti.
Trento ed Este si sono affrontate già quattro volte, tutte in serie D. Il primo doppio incrocio risale alla stagione 2005-2006: all’andata i gialloblù s’imposero per 1 a 0 con rete di Nicolini e replicarono al ritorno, vincendo per 4 a 2 con marcature messe a segno da Nicolini (2), Pape Senè e Turri, con Zoncapè e Agostini in rete per i veneti. Ben più recenti sono le altre due sfide, datate stagione 2018 – 2019, terminate entrambè in parità e con il medesimo punteggio, 1 a 1: all’andata Bardelloni firmò la rete del Trento con pareggio di Viscomi, mentre al ritorno De Giorgio portò avanti i veneti e Bertaso pareggio per i gialloblù.

Partite e arbitri della quarta giornata (ore 15).
Adriese – Caldiero Terme (Foresti di Bergamo)
Ambrosiana – Union Feltre (Gallo di Castellamare di Stabia)
Arzignano Valchiampo – Belluno (Peletti di Crema)
Campodarsego – Montebelluna (Loiodice di Collegno)
Cartigliano – Luparense (Okret di Gradisca d’Isonzo)
Chions – Mestre (Kovacevic di Arco Riva)
Cjarlins Muzane – Union San Giorgio Sedico (Aronne di Roma 1)
Delta Porto Tolle – Union Clodiense Chioggia (Agostoni di Milano)
Este – Ac Trento 1921 (Tesi di Lucca)
Virtus Bolzano – Manzanese (Selvatici di Rovigo)

La classifica del girone C.
Este, Ac Trento 1921, Union Clodiense Chioggia e Caldiero Terme 6 punti; Montebelluna e Campodarsego 4; Manzanese 3; Cartigliano e Mestre 2; Union Feltre*, Luparense*, Union San Giorgio Sedico, Adriese, Chions e Cjarlins Muzane 1; Delta Porto Tolle*, Virtus Bolzano*, Belluno*, Ambrosiana* e Arzignano Valchiampo 0.
*: una partita in meno.

I CONVOCATI.
PORTIERI: Cazzaro (1999); Ronco (2002).
DIFENSORI: Affolati (2001); Amadori (2003); Bran (2000); Contessa (2002); Dionisi (1985); Salviato (1987); Tinazzi (2002); Trainotti (1994).
CENTROCAMPISTI: Bonomi (2003); Caporali (1994); Gatto (1992); Osuji (1990); Pettarin (1988); Pilastro (2001); Santuari (2001); Trevisan (2000).
ATTACCANTI: Aliù (1989); Belcastro (1991); Comper (2003); Ferri Marini (1990); Pietribiasi (1985).

* POLIZIA

Continuano con importanti risultati le azioni a tutela della collettività volute dal Questore Cracovia. La Polizia di Stato denuncia due persone per danneggiamento aggravato.

Pensavano di essere riusciti a sfuggire agli investigatori del Commissariato i due autori del danneggiamento di una autovettura parcheggiata in via Gargano a Riva del Garda.
Era domenica 13 settembre quando Francesca (nome di fantasia). decide di andare a fare due passi lungo la strada del Ponale. Parcheggia la sua auto e si avvia lungo in sentiero.

Poco dopo sopraggiunge il proprietario di una grossa autovettura parcheggiata di lato al mezzo di Francesca.

L’uomo che era accompagnato dalla sua compagna si rende contro che vi sono delle oggettive difficoltà ad uscire dal parcheggio, proprio perché le autovetture parcheggiate di lato e davanti alla sua non gli permettono di fare una agevole manovra. Indispettito ed innervosito decide di risolvere il problema in maniera radicale. Prende un mattone che trova al lato della strada, infrange il finestrino della piccola autovettura che gli ostruiva il passaggio, si cala all’interno dell’autovettura, disinserisce il freno a mano e sposta il mezzo. Il tutto coperto dalla donna che lo accompagnava. A quel punto i due salgono a bordo della proprio auto e si allontanavano.

Poco distante, però, la scena viene in parte notata da due turisti tedeschi che, immediatamente, chiedono l’intervento di una Volante a cui riferiscono l’accaduto.

Gli Agenti del Commissariato di P.S. di Riva del Garda annotano il tipo ed il numero di targa del mezzo utilizzato dalla coppia per allontanarsi ed in poco tempo riescono a risalire al proprietario della grossa autovettura e soprattutto al suo riconoscimento fotografico. Non essendo certa tutta la dinamica gli investigatori del Commissariato scandagliano tutta la zona finche rintracciano un video, dal quale emergono chiaramente tutte le fasi dell’azione dell’uomo che portano alla rottura del vetro e poi, anche, alla collaborazione della donna che, insieme al compagno, spinge l’auto di intralcio contro la recinzione della galleria.

“Spesso i danneggiamenti su autovetture rimangono insoluti proprio perchè gli autori prestano molta attenzione nel verificare che non vi siano testimoni o telecamere che possano identificarli. In questo caso, commenta il vice Questore Salvatore Ascione, dirigente del Commissariato di P.S. di Riva del Garda, la collaborazione dei cittadini, primo baluardo della sicurezza partecipata, e la costanza della polizia giudiziaria nel ricercare le immagini che potevano confermare quello che era stato intuito dai testimoni, sono stati gli elementi per risolvere il caso e garantire la tutela degli interessi della cittadinanza.

Indagine dell’Istituto Demopolis: le priorità di Governo degli italiani. L’effetto dell’emergenza Covid modifica l’agenda dei cittadini: la sanità passa dal 5° al 2° posto. Il tema immigrazione scivola dalla quarta all’ottava posizione.

Lavoro e occupazione restano saldamente in testa alle attese degli italiani rilevate dall’Istituto Demopolis.

Sono le politiche per l’occupazione ed il lavoro la priorità assoluta indicata al Governo dall’83% degli italiani. Al secondo posto, con il 75%, gli investimenti nella sanità. Sul podio dei cittadini, con il 72%, anche la riduzione della pressione fiscale: sono i dati che emergono dall’indagine realizzata dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento. I due terzi degli intervistati vorrebbero un serio piano di investimenti per la scuola, il 61% la semplificazione della burocrazia; quasi 6 su 10 chiedono più sicurezza urbana e un maggiore contrasto alla criminalità.

L’effetto dell’emergenza Covid ha modificato, in modo sostanziale, l’agenda dei cittadini: se il lavoro si conferma stabilmente in prima posizione, appare significativo – nel trend Demopolis – il passaggio della sanità dal quinto al secondo posto nelle priorità degli italiani: dal 62% di 15 mesi fa al 75% di oggi.

Altro effetto significativo riguarda il tema dell’immigrazione che scivola dalla quarta all’ottava posizione di oggi: nel luglio 2019 il controllo dei flussi migratori era ritenuto prioritario dal 66% degli italiani; oggi resta centrale per un italiano su due.

“Le questioni economiche e sanitarie derivanti dalla pandemia – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – hanno modificato le preoccupazioni delle famiglie. L’emergenza Covid ha rafforzato negli italiani la consapevolezza di quanto sia importante poter contare sulla sanità pubblica”.

 

 

Intitolata a Renato Barborini la sede del Distaccamento della Polizia Stradale di Predazzo. La sede del Distaccamento della Polizia Stradale di Predazzo è stata intitolata alla memoria dell’appuntato del Corpo delle Guardie di Pubblica sicurezza Renato Barborini, Medaglia d’Oro al Valor Civile.

Questa mattina – assieme al Commissario del Governo Sandro Lombardi, al Questore di Trento Claudio Cracovia, al Direttore del Servizio della Polizia Stradale Paolo Maria Pomponio, al Dirigente del Compartimento della Polizia Stradale Giancarlo Sant’Elia e al sindaco di Predazzo Maria Bosin – ha partecipato alla cerimonia di intitolazione, in rappresentanza della Provincia autonoma di Trento, l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli.

Solenne, ma anche molto partecipata, la cerimonia ha offerto l’opportunità di ricordare la figura di Barborini, nato a San Michele all’Adige nel 1950 e, a soli 27 anni, morto assieme ad un collega il 6 febbraio 1977, in un conflitto a fuoco, mentre era in servizio di polizia stradale.

Nella motivazione del provvedimento con cui il Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli, ha disposto l’intitolazione della struttura si evidenzia il “Luminoso esempio di assoluta dedizione al dovere spinta sino all’estremo sacrificio”.

Della volontà di rendere tangibile la memoria di Renato Barborini e del suo collega Luigi D’Andrea, anch’egli morto nel tragico conflitto a fuoco avvenuto a Dalmine, in provincia di Bergamo, il 6 febbraio 1977, ha parlato il Questore Cracovia. Il dottor Pomponio ha sottolineato il significato dell’indossare una divisa servendo la comunità e le istituzioni.

Accertati due casi nelle scuole in lingua tedesca ed uno nelle scuole in lingua italiana. Accertati oggi (6 ottobre) tre casi di positività al coronavirus nelle scuole altoatesine.

Per quanto rigaurda le scuole in lingua italiana un caso è stato accertato presso la scuola primaria San Filippo Neri di Bolzano. L’Azienda Sanitaria ha deciso di non mettere in quarantena le due classi coinvolte e di effettuare il tampone a tutti gli alunni ed insegnanti presenti in aula nelle giornate del 30 settembre e dell’1 ottobre, al fine di monitorare la situazione.

Per quanto riguarda la scuola in lingua tedesca la Sovrintendenza fa sapere che è risultato positivo uno degli studenti del liceo linguistico Nikolaus Cusanus di Brunico e una studentessa dell’istituto economico di San Candido. In entrambi i casi per i compagni di classe e i docenti è stata disposta la quarantena preventiva.

Qualsiasi ulteriore comunicazione destinata alla cittadinanza verrà trasmessa attraverso gli appositi canali istituzionali. Per ogni ulteriore informazione riguardante le scuole italiane è possibile contattare Thomas Laconi (thomas.laconi@provincia.bz.it). Per quelle in lingua tedesca la referente è l’intendente Sigrun Falkensteiner.

Stasera a Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35) nuovo capitolo dell’inchiesta soprannominata “Candidopoli”, in cui si ipotizza che in Italia alcuni esponenti delle forze dell’ordine si candidino in piccoli comuni solo per ottenere un mese di aspettativa elettorale retribuita.

Dopo aver portato alla luce il caso del Comune di Carbone, in provincia di Potenza (vai al servizio del 28 settembre), dove alcuni poliziotti si erano candidati, ma una volta eletti si sono dimessi, e dopo aver constatato che il fenomeno è diffuso in altri piccoli comuni del Molise e dell’Abruzzo (vai al servizio del 5 ottobre), l’inviato Pinuccio nel servizio in onda stasera fa i nomi di molte liste sospette, sparse dal Nord al Sud Italia.

L’inviato di Striscia ha intervistato il giurista Gabriele Maestri, che da tempo indaga il fenomeno: «L’identikit che abbiamo tracciato è quello di liste con grafica elementare e nomi simili, spesso ripetuti, presentate in piccoli comuni poco noti».

Spesso queste liste hanno parole ricorrenti: è il caso di “Ancora insieme”, “Crescere insieme” “Insieme per cambiare”, “Insieme lista civica”, “Lista insieme” e “Insieme per il Paese”, o delle liste “Alternativa”, “L’alternativa”, dove tra l’altro lo stesso identico simbolo è apparso in tre differenti elezioni con diverse sfumature di azzurro.
«Sono alcuni esempi di tantissime liste in cui sono spesso candidati dipendenti delle forze dell’ordine», commenta Pinuccio, che lancia un appello alle istituzioni: «Bisogna reintrodurre la raccolta firme obbligatoria per la presentazione delle liste nei comuni con meno di mille abitanti».

Consiglio provinciale, avviato l’esame del disegno di legge Tonina in materia di energia e grandi derivazioni a scopo idroelettrico. I lavori riprendono domani mattina a partire dalle ore 10.00. In corso una riunione delle minoranze.

 

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Demagri al posto di Degasperi nella V Commissione permanente
I lavori del Consiglio provinciale sono ripresi nel pomeriggio con la presa d’atto delle dimissioni del consigliere Filippo Degasperi (Onda Civica) dalla V Commissione permanente e la nomina, al suo posto, con un’astensione e due non partecipanti al voto, della consigliera Paola Demagri (Patt). Il gruppo del Patt non era infatti rappresentato in quell’organismo e la scelta, concordata con le Minoranze, è apparsa logica, oltre che apprezzata. Accolte anche le dimissioni dello stesso Degasperi dalla Commissione d’indagine sull’affidamento dei minori.

Una proposta frutto di confronto, che si inserisce in un percorso storico faticoso di tutela del binomio di compatibilità tra ambiente e sviluppo
Si è passati dunque all’esame del disegno di legge dell’assessore Mario Tonina in materia di energia e grandi derivazioni a scopo idroelettrico. Le norme mirano a dare attuazione all’articolo 13 dello Statuto con l’obiettivo di definire un quadro provinciale normativo di riferimento anche in vista delle assegnazioni delle 17 concessioni idroelettriche in scadenza entro il 2023. L’assessore ha spiegato che il disegno di legge è frutto di un grosso lavoro in Commissione e che si è arricchito di importanti contributi venuti da un ampio confronto. Questo è un momento importante per la storia del Trentino, ha detto, perché l’acqua e l’energia sono elementi costitutivi strategici di questa terra e la storia della competenza su questa materia è fortemente legata alla storia del governo del Trentino e dei suoi abitanti.

Già il primo Statuto del 1948 prevedeva infatti la cessione gratuita di una quota di energia da parte dei concessionari e il diritto della Regione di relazionarsi con lo Stato, con diritto di prelazione nell’assegnazione. Con le ultime norme di attuazione del 1999 si completò la fase di definizione delle prerogative della Provincia e alcuni passaggi significativi per riconoscere una competenza piena alla Pat in materia di gestione delle acque e il trasferimento completo delle competenze in materia di energia. Seguì un percorso che portò alla legge che prevedeva nel 2007 una proroga decennale per le concessioni in essere condizionata ad oneri aggiuntivi in termini ambientali e finanziari. La programmazione in materia di tutela delle acque e dell’ambiente sono prerogative importanti da riconoscere a chi ha garantito in tutti questi anni, con grande professionalità e competenza, che la Provincia fosse all’avanguardia su questi temi e sull’esercizio di questa competenza, ha osservato Tonina.

Ora la Provincia è chiamata ancora una volta a definire procedure e criteri per l’assegnazione delle procedure di grandi derivazioni idroelettriche e queste norme si inseriscono nel solco di una storia lunga e faticosa di difesa delle prerogative statutarie e di tutela del binomio di compatibilità tra ambiente e sviluppo. Il testo, ha proseguito Tonina, nato dal confronto, ha sollecitato riflessioni tradotte in alcuni emendamenti che saranno presentati all’aula. Il patrimonio idroelettrico è bene di tutti e con un emendamento si prevede la partecipazione popolare nell’acquisto dei beni asciutti. Con un ulteriore emendamento è stata definita la modalità del partenariato pubblico-privato con possibilità della Pat di gestione degli impianti solo in considerazione della sicurezza dei territori.

Vengono così eliminati i meccanismi di proroga delle concessioni scadute e superando le critiche della commissione europea che aveva ritenuto i meccanismi lesivi della concorrenza. Le 17 concessioni in scadenza (una è già scaduta) per un fatturato pari a 250 milioni di euro annui, saranno assegnate entro il 2023. Uno dei temi chiave è quello della sicurezza e della verifica delle strutture esistenti. Un altro emendamento propone l’obbligo per il concessionario di dotarsi di una sede operativa territoriale. Nel bando di gara saranno anche indicati gli investimenti necessari da parte del concessionario. I criteri ambientali fissati dalla Pat si tradurranno in vincoli e parametri anche nei bandi di gara come misure di mitigazione e compensazione. Viene introdotto il tavolo permanente di confronto dove siedono i principali attori che ruotano attorno alla risorsa acqua e dove avverrà il confronto, necessario e vitale. Infine sul tema di rinnovo delle concessioni, Tonina ha detto che tutto il lavoro fatto in questi anni sarà di vitale importanza anche nel caso di rinnovo delle attuali concessioni.

 

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Coppola: ambiente e sicurezza gli aspetti di cui tenere conto
Lucia Coppola (Futura) ha riconosciuto la grande importanza del tema, manifestando la convinzione di dare priorità al valore dell’acqua come bene comune inalienabile e indiscutibile, per ridurre al minimo il rischio ecologico e garantire la sicurezza. Bene i vincoli introdotti a tutela dell’ambiente e del paesaggio, che vanno rafforzati. Le norme contengono comunque alcuni aspetti meno convincenti: occorre inserire nel ddl il controllo costante e accurato di dighe, svasi e zone di esondazione perché I’acqua può diventare un nemico implacabile e i danni che può produrre sono sotto l’occhio di tutti proprio in questi giorni. In generale è necessario puntare sul miglioramento del bacino idrografico di pertinenza occupandosi anche dell’intorno e tenendo conto dell’utilizzo plurimo che si fa della risorsa acqua. Coppola ha annunciato una serie di emendamenti migliorativi che vanno in queste direzioni.

 

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Rossi: la Giunta chiarisca l’orientamento di prospettiva
Su un provvedimento di questa portata vale la pena assumere un piglio diverso rispetto a quello assunto rispetto ad altri, ha detto Ugo Rossi (Patt), auspicando un dibattito che permetta un’ulteriore interlocuzione con la Giunta. Su questo tema, infatti, non possiamo permetterci di fare passi indietro, ha chiarito. Sono tuttavia tranquillo, ha poi ammesso, perché mi sembra che a seguito dell’approvazione di questa legge potranno essere confezionati degli atti amministrativi che consentiranno un esercizio positivo sul tema dell’acqua e della risorsa acqua. Questi, nella sostanza, i rilievi del consigliere del Patt: dal disegno di legge non emerge se la Giunta abbia in mente un assetto che preveda in prospettiva un rafforzamento della società partecipata da Pat e Comuni di Trento e Rovereto a cui è riconducibile l’assetto complessivo del sistema, ovvero se le partecipazioni non sono più d’interesse di questa Giunta.

Siamo sicuri, ha osservato, che un assegno circolare di 25 milioni di euro all’anno per 20 anni non possa costituire oggi un’opportunità per modificare l’assetto futuro, magari in una logica di visione più simile a quella dell’Alto Adige? Credo che una riflessione in questi termini vada fatta, ha suggerito Rossi, anche in relazione al criterio di aggiudicazione, non solo perché ci mette al riparo da una logica di totale sfruttamento ambientale, ma anche perché garantisce alla modalità di scrittura dei bandi di privilegiare non tanto il concessionario uscente, ma la possibilità di garantire una maggiore apertura rispetto alla mera offerta di carattere economico. Serve che a valle di questo disegno di legge ci sia un rafforzamento del sistema trentino, ha concluso, chiedendo che su questo tema, lontani dalle campagne elettorali, si apra un confronto ampio.

 

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Manica: rischiosa la scelta della prevalenza del prezzo nelle gare; si abbia il coraggio di avviare un percorso di comunità
Alessio Manica (PD) ha ricordato cosa sta dietro questo disegno di legge, uno dei più importanti della legislatura, un passaggio epocale e complesso, centrale per l’autonomia. Lodevole il percorso di audizioni in Commissione e il lavoro fatto dall’assessore, oltre che coloro che hanno saputo in passato gestire questo bene prezioso per la comunità trentina. Va tuttavia a suo avviso chiarito che con queste norme definiremo le strade che possiamo percorrere, ma poi ci sarà la partita di scegliere il percorso per arrivare all’affidamento delle derivazioni e questo spetterà alla Giunta. Manca, come notava anche il collega Rossi, la comprensione di questo passaggio.

Sulle modalità di gara Manuca ha annunciato un emendamento: credo che la scelta della prevalenza del prezzo sia rischiosa e vada messa in subordine, ha detto annunciando una proposta di modifica in questa direzione. La Giunta ha fatto delle modifiche che vanno salutate con favore, ha proseguito, in particolare l’introduzione dell’azionariato popolare che da un lato potrebbe aiutare la Pat a trovare delle risorse, dall’altro ad ampliare il possesso dei beni ed avviare dunque su questo un percorso di comunità: un ordine del giorno chiede di predisporre uno studio di fattibilità su questo tema, da presentare entro 6 mesi alla Commissione competente. Un emendamento poi riguarda il cherry picking, ovvero la possibilità di acquisto solo di una parte dei beni asciutti, una previsione pericolosa per il consigliere del PD; due emendamenti chiedono passaggi in Commissione, un altro affronta il tema delle derivazioni, uno ancora introduce un tetto al valore offerto nel caso in cui si mantenga la prevalenza del prezzo. Altri emendamenti interessano il tema degli altri usi (a tutela dell’uso sportivo ad esempio), ma la proposta di modifica principale riguarda il capovolgimento dell’orientamento della Giunta della prevalenza dei parametri economici nell’assegnazione.

 

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Ossanna: proposta apprezzata, un ordine del giorno introduce l’esigenza dell’acqua in agricoltura nel contesto del rinnovo delle concessioni
Lorenzo Ossanna (Patt) ha evidenziato l’importanza del tema, storicamente molto caro al territorio trentino. Importante a suo avviso fare una valutazione sullo stato di manutenzione dei beni e sull’adeguatezza dello stato di conservazione e tenere conto di quelle che saranno le fondamentali ricadute sul territorio. Fondamentale da questo punto di vista il tavolo di confronto per la gestione delle concessioni. La proposta è stata ampiamente discussa e oggetto di confronto e non ho presentato emendamenti, ha detto, ma solo un ordine del giorno “di indirizzo” che accanto al canone ambientale introduce l’argomento dell’agricoltura, cercando di coniugare l’esigenza dell’acqua nel contesto del rinnovo delle concessioni.

 

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Marini: emendamenti su monitoraggio e qualità dei servizi ecosistemici
Il consigliere del Gruppo Misto Alex Marini si è unito ai ringraziamenti per come è stato condotto il confronto in Commissione e per l’ascolto allargato di soggetti che hanno permesso di mettere in evidenza alcune criticità e migliorare il testo. Tuttavia ha evidenziato i tempi stretti nel passaggio dalla fase delle audizioni all’esame del testo che non hanno permesso il giusto approfondimento della materia.

Con queste premesse, ha osservato, è difficile anche dare una valutazione puntuale. Il tema dell’azionariato popolare non può essere l’unico tema, ha osservato, perché occorre ragionare in termini di modelli gestionali, trasparenza e coinvolgimento della popolazione nelle modalità di gestione del bene pubblico acqua, magari con una conferenza di informazione, che mi auguro si possa tenere prima della profilazione dei bandi di gara, come annunciato dall’assessore. In Italia, come evidenziato dalla Commissione europea, è stato raggiunto il limite massimo di sfruttamento possibile della risorsa idrica e dunque dobbiamo tenere conto di altri aspetti, accanto a quello economico, anche in considerazione dei cambiamenti climatici che potrebbero sicuramente condizionare il sistema. Marini ha annunciato una serie di emendamenti in particolare sui dati ambientali e sul monitoraggio, combinando i metodi di rilevamento tradizionali con le tecnologie moderne. Altra modifica è stata chiesta sulla messa in rete di soggetti interessati a produrre dei metodi di lavoro per definire la qualità dei servizi ecositemici e ridurre la perdita di funzionalità e limitare il danno causato dallo sfruttamento idroelettrico.

Il Consiglio è stato sospeso su richiesta della consigliera Sara Ferrari per permettere un incontro delle minoranze. I lavori riprendono domani alle ore 10.00.

La piena del fiume Sarca ha portato con se inondazioni, danni ingenti e non solo. Il Dolomiti on line riporta la notizia che in due giorni 800 tonnellate di legname sono state scaricate dal Sarca dentro il Lago di Garda. L’idrometro di Ponte del Gobbo, che si trova a Dro, ha rilevato un’altezza dell’acqua pari a 3,10 metri, equiparabili a una portata di circa 550 metri cubi al secondo.

Le reti contenitive in alcuni casi non hanno tenuto. Trattasi infatti di impianti progettati per contenere detriti spinti da un’onda di piena da 250-300 metri cubi al secondo, ma quella di sabato ha spinto, in alcuni frangenti, con una forza quasi doppia.

La guardia costiera di Salò ha lanciato l’allarme navigazione per il pericolo di scontri con tronchi, alberi e rami. Già un mese fa si è verificato un evento analogo, ora necessitano interventi urgenti.

Ciò premesso interrogo il Presidente della Provincia di Trento per sapere:
se non ritenga urgente provvedere a potenziare le reti e le barriere di contenimento alla foce del fiume Sarca;
se non ritenga necessario intervenire quanto prima a monte in modo da limitare al massimo i corpi solidi e gli eventuali inquinanti che potrebbero raggiungere il lago;
quando si provvederà a ripulire il lago nella parte della provincia di Trento in modo da sanificare e ripulire le acque.

 

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Cons. Lucia Coppola

 

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