La mancata proroga delle misure di flessibilità per le moratorie da parte dell’EBA può incidere sulla capacità delle banche di erogare credito. Questa la posizione di Federcasse rispetto alla mancata decisione dell’autorità Bancaria Europea di prorogare, almeno fino a gennaio 2021, le flessibilità regolamentari scadute il 30 settembre.

Federcasse comunica altresì i dati dei prestiti garantiti erogati dalle BCC, Casse Rurali e Casse Raiffeisen a tutto il mese di settembre. E quelli relativi alle moratorie sui crediti.
Numeri che confermano l’eccezionale supporto dato all’economia reale, in questi mesi segnati dalla pandemia, da parte delle banche di comunità.

 

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Dell’Erba: “La mancata proroga delle misure di flessibilità EBA sulle moratorie ci preoccupa. Può incidere sulla capacità di erogare credito”.

Al 28 settembre scorso, le 250 BCC italiane – organizzate nei due Gruppi Bancari Cooperativi Iccrea e Cassa Centrale Banca e, in Alto Adige, attorno alla Federazione Raiffeisen – avevano complessivamente trasmesso al Fondo di Garanzia delle PMI 164 mila richieste di garanzia a valere sulle misure del “Decreto Liquidità”. Si tratta di circa il 15% del totale delle pratiche inviate al Fondo, secondo dati forniti dal Medio Credito Centrale.

L’importo complessivo dei finanziamenti del Credito Cooperativo e assistiti dalle garanzie statali ha superato i 9 miliardi e 400 milioni di euro, l ’11% del totale.

Delle complessive 164 mila richieste, 139 mila hanno riguardato pratiche relative ai prestiti previsti dalla lettera m dell’art. 13 del decreto liquidità (fino a 30 mila euro dopo la conversione in legge del DL Liquidità) per un importo complessivo superiore ai 2 miliardi e 780 milioni di euro. Il Credito Cooperativo rappresenta, su questa misura, il 15,30% del totale delle pratiche trasmesse e il 15,58% del totale degli importi finanziati.

La quota delle BCC nel mercato complessivo degli impieghi a clientela è del 7,5% . E’ rilevante dunque il contributo che stanno dando le banche di comunità mutualistiche al fine di rendere disponibili a famiglie, imprese e professionisti le misure previste dal Governo e dal Parlamento per mitigare l’impatto dell’emergenza sanitaria sull’economia reale.

Per quanto riguarda le moratorie, secondo dati disponibili ad oggi sono oltre 335 mila le pratiche deliberate dalle Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali e Casse Raiffeisen e già operative per un importo complessivo superiore ai 40 miliardi di euro.

Sono, questi, gli ultimi dati disponibili prima della cessazione, lo scorso 30 settembre, delle misure adottate dall’EBA in materia di flessibilità sul trattamento delle posizioni oggetto di sospensione dei pagamenti. A questo proposito Federcasse – che nei giorni scorsi ne aveva chiesto ufficialmente una proroga almeno fino al 31 gennaio 2021 (e al 31 marzo 2021 per le imprese del turismo) in coerenza con quanto previsto dal DL Agosto in fase di conversione – ritiene che ora si possa aprire una situazione di incertezza, a scapito di famiglie e imprese. “Non possiamo escludere – ha detto il Presidente di Federcasse dell’Erba – che una precoce rimozione delle misure dell’EBA possa portare ad una riduzione della capacità complessiva delle banche di erogare credito, con effetti pesantissimi. E questo perché, allo stato attuale, non sono certo venute meno le ragioni che hanno portato a varare le moratorie. Essere costretti a classificare a default un imprenditore oggi in momentanea difficoltà e che sarebbe invece di nuovo in grado di onorare il suo debito con la banca in una situazione di ripresa più consistente sarebbe un danno sia per l’impresa esposta sia per la banca creditrice”.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

La copertina del mio ultimo lavoro “Avere cura della Montagna, l’Italia si salva dalla cima”, edito da Altreconomia.

 

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Lettera Enciclica Fratelli tutti sulla fraternità e l’amicizia sociale. Card. Bassetti: un orizzonte che apre il cammino.

Esprimo gratitudine al Santo Padre per il dono della Lettera Enciclica Fratelli tutti sulla fraternità e l’amicizia sociale. In questo tempo inedito a causa della pandemia, l’insegnamento di papa Francesco continua a tracciare una strada ben precisa e percorribile da tutti gli uomini di buona volontà.

La nuova Enciclica s’inserisce, infatti, nel solco di una riflessione già enunciata fin dall’inizio del Pontificato e progressivamente declinata in gesti e parole in questi anni. Si percepiscono chiaramente i due polmoni che vogliono dare un respiro importante e diverso alla Chiesa. Da una parte, l’annuncio di Dio Amore e Misericordia e, dall’altra, perché non resti verità astratta, la necessità del “prendersi cura” – custodire – non solo gli uni degli altri, ma di Dio, del creato e di se stessi. Il Santo Padre indica un percorso: che la Verità cammini di pari passo con la Giustizia e la Misericordia. Recita il Salmo: “Amore e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno” (Sal 85,11).

Come è caratteristica del suo magistero, che cerca di leggere e interpretare i segni dei tempi, papa Francesco propone un metodo: ascolto e dialogo. Con tutti! Ma prima di tutto: la realtà e i contesti. “La realtà è più importante dell’idea” (cfr Evangelii Gaudium, nn. 231-233). Significa accorciare le distanze e non erigere muri. La ricerca e la costruzione del “noi” come antidoto alle derive egocentriche. Da qui l’invito alla gentilezza e il richiamo a una nuova cultura dell’incontro, dove tutti sono invitati a collaborare.
È l’insegnamento del Concilio Vaticano II che si apre a una riflessione matura.

Quella del Santo Padre è una proposta stimolante e impegnativa. Nei prossimi mesi l’Episcopato italiano rifletterà sulla realtà che abitiamo per accompagnare l’annuncio. Si legge nell’Enciclica: “La Chiesa […] con la potenza del Risorto, vuole partorire un mondo nuovo, dove tutti siamo fratelli, dove ci sia posto per ogni scartato delle nostre società, dove risplendano la giustizia e la pace” (n. 278). Un orizzonte che apre il cammino!

 

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Gualtiero Cardinale Bassetti
Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve
Presidente della CEI

Questa sera, lunedì 5 ottobre, il leader della Lega Matteo Salvini – di ritorno dall’udienza preliminare a Catania nell’ambito del processo per sequestro di persona per il caso della nave Gregoretti – sarà intervistato da Nicola Porro a “Quarta Repubblica” (ore 21.25 su Retequattro).

Nel corso della puntata, un’intervista anche all’ex sindaco di New York, Rudoph Giuliani – in collegamento dagli Stati Uniti – ora avvocato personale del presidente Donald Trump, attualmente ricoverato per Covid-19 a meno di un mese dalle elezioni presidenziali.

Vari i temi che verranno affrontanti durante la serata, dal ritorno della paura per l’aumento dei contagi in Italia e in Europa a un approfondimento sulle questioni legate all’immigrazione: a partire dai decreti sicurezza voluti da Salvini e che proprio lunedí dovrebbero essere modificati dal Governo.

E ancora, la trasmissione tornerà ad occuparsi del caso dei 18 pescatori di Mazara del Vallo trattenuti dal primo settembre in Libia. Nuove rivelazioni ed interviste esclusive sul sequestro insieme agli appelli di Pippo Baudo e di Al Bano che ne per chiedono la liberazione.
Spazio anche a un’inchiesta su come vengono analizzati i tamponi e su come andrebbe valutata, di volta in volta, la positività al Coronavirus, e un racconto delle lunghe attese alle Asl per essere sottoposti ai test.

Tra gli altri ospiti di Porro: l’ex procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio, l’ex pm simbolo di Mani Pulite Antonio Di Pietro, l’infettivologo Matteo Bassetti, l’ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin (Pd), il deputato di Forza Italia Andrea Ruggieri, il vicesegretario della Lega Lorenzo Fontana e i giornalisti Alessandro Sallusti, Federico Rampini, Stefano Cappellini, Piero Sansonetti, Gian Micalessin, Francesco Storace e Daniele Capezzone.

La DIA di Agrigento ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro, emesso dal Tribunale di Palermo, su proposta del Direttore della DIA, nei confronti di Schembri Davide, 45 anni, tratto in arresto nel corso del 2018 per reati di esercizio abusivo di attività di giuoco e scommesse e truffa aggravata, commessi al fine di ottenere un ingiusto profitto in danno dello Stato stimabile in diverse centinaia di migliaia di Euro.

Il provvedimento trae origine da un’attività investigativa condotta dalla Sezione Operativa di Agrigento, coordinata dal I Reparto Investigazioni Preventive della D.I.A. che, ripercorrendone la “carriera” imprenditoriale e criminale, ne ha messo in luce la pericolosità sociale.

Dalla ricostruzione delle recenti vicende giudiziarie (cd. Operazione Game Over coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo del febbraio 2018 e cd. Operazione Galassia coordinata da quella di Reggio Calabria del novembre 2018), è emerso che lo Schembri, oltre alla sua capacità di associarsi autonomamente con altri soggetti del territorio nazionale, era il “referente” anche per le organizzazioni agrigentine e calabresi.

In particolare, è risultato capo, promotore e gestore di una serie di società estere, prive di concessione nazionale, che attraverso siti internet esercitavano sul territorio dello Stato la raccolta di puntate su giochi e scommesse, al fine di agevolare la ‘ndrangheta ed altre organizzazioni criminali che, attraverso tali reti, avevano la possibilità di riciclare nei flussi finanziari generati dall’associazione i loro proventi delittuosi.

Gli approfondimenti della DIA hanno consentito di dimostrare, oltre al profilo criminale dell’imprenditore, la sproporzione tra i redditi dichiarati e il consistente patrimonio accumulato nel tempo, a lui riconducibile.

Il decreto di sequestro ha interessato quote di partecipazione in n. 3 società esercenti l’attività di raccolta di scommesse, di cui 2 aventi sede legale in Austria, 2 autovetture di lusso, 12 polizze assicurative, 6 conti correnti, 2 depositi a risparmio ed una carta di credito\debito per un valore stimato superiore a un milione di Euro.

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