Le elezioni amministrative nei maggiori Comuni del Trentino certificano un importante dato di realtà. Il centrosinistra, con il fondamentale supporto del PATT, di nuovo unito rispetto a quanto avvenuto nell’ottobre 2018, può ancora vincere. Trento, Rovereto e Arco sono Comuni importanti da governare e anche a Riva poteva andare diversamente con un poker di tutto rispetto se solo il PATT avesse pensato meno ai propri interessi di bottega.

In meno di due anni un vero e proprio bagno di sangue di consensi per la Lega e il centrodestra. Il fallimento degli strateghi del centrodestra più clamoroso è stato però quello di Trento dove la scelta di andare in ordine sparso alla fine non ha affatto pagato facendo vincere il centrosinistra al primo turno.

Il Presidente Fugatti e la sua Giunta del cambiamento dovranno certamente riflettere molto bene su questi ultimi risultati che sembrano rappresentare un vero e proprio avviso di sfratto in vista delle provinciali del 2023.

Bisogna certamente anche riconoscere che la legislatura è stata fin qui caratterizzata da importanti emergenze come la tempesta Vaia e la pandemia da Covid-19 ancora in pieno svolgimento, ma su questa debacle elettorale pesano obiettivamente alcune scelte politiche come la questione delle chiusure domenicali e le conseguenti possibili richieste di risarcimento del danno da parte dei commercianti, la gestione degli orsi problematici, lo smart working dei dipendenti provinciali, i nuovi conflitti di competenza tra lo Stato e la Provincia Autonoma.

Gli elettori dei due maggiori schieramenti politici stanno perciò vivendo differenti stati d’animo. Quelli del centrosinistra-autonomista sognano di andare a riprendersi le redini della Provincia, mentre quelli di centrodestra sono oggi forse un pochino più preoccupati da questi segnali inequivocabili che dovrebbero portare a prendere le dovute contromisure.

Alle provinciali mancano invero ancora tre anni, ma con l’emergenza Coronavirus che ci mette in continuo allarme sul fronte sanitario ed economico, penso ci sia da aspettarsi un netto cambio di passo sul fronte degli investimenti, della gestione pandemica e di conseguenza forse anche qualche rivisitazione puntuale delle deleghe assessorili e dirigenziali.

Se ciò non dovesse avvenire mi pare di poter affermare che da qui al 2023 potremo assistere ad una lenta agonia del centrodestra che dovrà solo fare il mea culpa per non essere riuscito a mantenere saldo il governo dell’autonomia dopo l’importante fiducia ottenuta nell’ottobre del 2018.

Credo però che il Presidente Fugatti sia più consapevole di altri di questa situazione e come leader della coalizione dovrà essere lui stesso a cercare di cambiare il corso delle cose.

 

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Andrea Merler
Esperto in materia di salute e sicurezza sul lavoro

Dal presidente Fugatti ai nuovi sindaci un augurio di buon lavoro. “Un augurio di buon lavoro ai sindaci neoeletti, assieme ad un ‘grazie’ che mi sento di rivolgere loro da parte di tutti cittadini, perché è doveroso dar merito all’impegno di chi decide di mettersi al servizio delle istituzioni oggi più che mai, viste le continue emergenze che si susseguono, dal maltempo al Coronavirus.

Il momento, non ce lo nascondiamo, è tutt’altro che facile: proprio per questo dobbiamo impegnarci unitariamente, a prescindere dalle diverse posizioni politiche, per superare le difficoltà, guardando al futuro con fiducia e spirito propositivo. Il Trentino dell’Autonomia ha i mezzi, l’esperienza e le energie per farlo.

La Provincia autonoma dal canto suo sosterrà con convinzione i Comuni nei loro percorsi continuando al tempo stesso ad operare in collaborazione con i territori vicini, a partire dall’Alto Adige”.

Questo il pensiero che il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti rivolge ai nuovi sindaci del Trentino, eletti ieri e due settimane fa, nel corso dell’ultimo appuntamento elettorale. “I cittadini ci chiedono concretezza e determinazione – conclude Fugatti – e questo deve spronarci ad essere sempre più esigenti con noi stessi, ad ogni livello. Buon lavoro a tutti”.

Domani, ‪martedì 6 ottobre, in prima serata su Retequattro, al centro del nuovo appuntamento con “Fuori dal coro”, in diretta, Mario Giordano intervista il leader della Lega Matteo Salvini: dopo il rinvio dell’udienza preliminare al 20 novembre e al 4 dicembre sul caso Gregoretti, l’ex ministro dell’Interno tornerà a parlare non solo di questa vicenda, ma anche dell’inchiesta sulla presunta frode di 49 milioni dalla Lega, dei decreti sicurezza e degli argomenti di stretta attualità.

Nel corso della serata, focus sulla possibile ondata di contagi in Italia, con il professore Massimo Galli, direttore del reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, si cercherà di capire se il nostro Paese, questa volta, sia davvero pronto a contenere l’avanzata del virus.

Oltre all’emergenza sanitaria, a preoccupare è anche la crisi economica: le telecamere della trasmissione accendono l’attenzione sui rincari delle bollette, che mettono in seria difficoltà molti cittadini.

E ancora, importanti novità su due inchieste che il programma sta conducendo: si torna a parlare di sprechi e privilegi dell’Inps e degli scandali legati al Vaticano, con nuove forti testimonianze di ex suore e con il contributo di Gianluigi Nuzzi.

Tra gli ospiti che accompagneranno Mario Giordano nel corso della puntata: Paolo Del Debbio, Vittorio Feltri, Rita Dalla Chiesa e Hoara Borselli.

Scuola: iniziata l’attività dei tutor sportivi. Con il mese di ottobre ha preso avvio, nelle scuole trentine, l’attività dei tutor sportivi. Quest’anno il progetto coinvolge 78 tutor in 34 istituti, con 497 studenti ammessi, 55 discipline rappresentate, di cui 14 prettamente invernali, per un totale di 182 ore settimanali e circa 5500 annue. Nei giorni scorsi, presso il Dipartimento Istruzione e Cultura della Provincia autonoma di Trento si è tenuto un incontro formativo e informativo con gli insegnanti coinvolti.

Continua a crescere il successo di un progetto nato nel 2012 con l’obiettivo di sostenere gli studenti che praticano attività sportiva a carattere agonistico con risultati di eccellenza, aiutandoli a conciliare gli impegni sportivi con l’attività scolastica. Il tutor sportivo è quindi un insegnante che ha il compito di rimodulare l’attività dello studente considerando i suoi impegni sportivi, in un contatto costante tra scuola, famiglia e allenatore.

Il progetto si rivolge agli studenti degli istituti superiori della Provincia autonoma di Trento che praticano attività sportiva a carattere agonistico con risultati di eccellenza a livello – a seconda della fascia a cui si sceglie di candidarsi – internazionale, nazionale (compresa la convocazione e partecipazione a squadre nazionali), interregionale, regionale, o provinciale.
Entro lo scorso 12 giugno si potevano presentare le candidature degli studenti; ne sono arrivate 762. Una commissione, durante il mese di agosto, ha individuato 497 atleti da inserire nel progetto per l’anno scolastico appena iniziato, di questi 238 proseguiranno l’attività già avviata negli anni precedenti.

Il 17 settembre sono stati nominati i tutor, mentre la presentazione complessiva del progetto, per questo anno scolastico, è stata fatta lo scorso 25 settembre.

Presso il palazzo dell’istruzione a Trento sono stati convocati i tutor per uno stage di formazione, con la psicologa dello sport Brunella Valenti, sulle dinamiche e le relazioni tra i docenti, i tecnici sportivi e le federazioni, per favorire il miglior andamento scolastico in considerazione delle attività sportive.

Ai lavori è intervenuto Paolo Bouquet, delegato per lo sport dell’Università degli Studi di Trento, che ha illustrato il percorso omologo che viene proposto agli studenti universitari. Hanno offerto la loro testimonianza anche Edoardo Monfredini e Federica Sontacchi studenti-atleti diplomati con 100 al termine dello scorso anno scolastico.
All’incontro sono intervenuti anche l’assessore provinciale allo sport, Roberto Failoni, la sovrintendente scolastica Viviana Sbardella e la presidente del comitato provinciale del Coni Paola Mora.

“E’ un progetto molto importante – ha commentato l’assessore provinciale allo sport Roberto Failoni – perché valorizza il rapporto molto forte che esiste tra lo sport, disciplina di vita, e la scuola, istituzione che ha come missione lo sviluppo dei giovani sia dal punto di vista delle conoscenze e competenze che sotto il profilo valoriale. Grazie ai tutor, inoltre, e al rapporto che queste figure sono in grado di costruire con i docenti, le famiglie degli atleti, i loro allenatori e le federazioni sportive, si possono coniugare con successo il rendimento scolastico degli studenti con i loro impegni agonistici, anche ai massimi livelli. Quella dei tutor è quindi un’iniziativa da sostenere con convinzione. Sono anche convinto che sia importante la piena collaborazione tra corpo docente e tutor, a vantaggio dei nostri ragazzi”.

“La scuola trentina – sottolinea inoltre l’assessore all’istruzione Mirko Bisesti commentando l’avvio dell’attività dei tutor – ha lavorato molto per farsi trovare pronta di fronte alle sfide poste dall’emergenza Covid e si sta impegnando ancora, e di questo ringrazio tutto il personale che opera in questo fondamentale settore, per continuare ad assicurare qualità ai nostri studenti. Vanno in questa direzione i progetti legati allo sviluppo dell’attività sportiva e a rendere l’impegno agonistico compatibile con lo studio. Lo sport infatti è un fondamentale elemento di integrazione dell’offerta formativa ed un irrinunciabile fattore di crescita umana e relazionale. Per questo prosegue l’attività del Dipartimento Istruzione e Cultura della Provincia, in stretta collaborazione con gli istituti scolastici, per rendere compatibile lo svolgimento delle attività sportive, compresi i campionati studenteschi, con le norme e le misure previste per tutelare la salute di alunni, famiglie e personale scolastico. Nella scuola trentina, dunque, lo sport non si ferma”.

A seguito degli ultimi eventi riferiti dagli organi di stampa locali e nazionali, ripresi dai social media e dunque di ampia condivisione e rilevanza, in merito alla ben nota vicenda dei tre orsi tenuti in cattività al Casteller, con denuncia di maltrattamento animale presentata da parte di diverse associazioni animaliste contro gli organi provinciali, principalmente verso la figura del Presidente Maurizio Fugatti in merito alle carenze strutturali del recinto, avendo rilevato la relazione inviata dal ministro Costa sindromi comportamentali non consone all’ etogramma di specie, pesanti situazione di stress con necessità di utilizzo di farmaci da parte del collega Roberto Guadagnini, Veterinario incaricato dell’assistenza agli orsi, che ben ha motivato le sue azioni in un video di cui si propone il link

L’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Trento ribadisce la necessità di istituire nel breve termine un Comitato Etico Provinciale, in grado di “indirizzare” la gestione orsi nel massimo rispetto delle loro caratteristiche etologiche.

Lo scrivente Ordine si rende disponibile, come già attuato con il “tavolo della Zootecnia”, a fornire il supporto necessario e ricorda che, per definizione, i componenti di un Comitato etico, non percependo alcun rimborso, sono in grado di mantenere a pieno titolo l’autonomia del proprio parere.

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“Superquark+” torna in esclusiva su RaiPlay da martedì 6 ottobre con un nuovo ciclo di 10 appuntamenti. Piero Angela guida ancora i cinque giovani divulgatori della prima serie e porta gli spettatori in una meravigliosa esplorazione del mondo della Scienza insieme agli autori storici di Superquark.

Ogni puntata affronterà un singolo tema, declinato nei diversi aspetti con servizi, schede grafiche e analisi, mentre il conduttore parla dal modernissimo studio virtuale, dando vita a una suggestiva narrazione, ricca di informazioni e curiosità.

“Brevi racconti di scienza” che coniugano intrattenimento e divulgazione scientifica nel rispetto della tradizionale cifra narrativa di Piero Angela, caratterizzata da un linguaggio semplice e da un approccio quasi confidenziale con il pubblico, per rendere ogni argomento trattato, anche quello apparentemente più ostico, alla portata di chiunque. Grande è anche l’attenzione riservata alle esigenze della piattaforma: velocità di fruizione, contenuti di breve durata, forte capacità di tenere agganciati gli utenti al filo del racconto fanno di Superquark+ un prodotto adatto tanto allo schermo televisivo, quanto al display di uno smartphone.

Si parlerà di ciò che ci è più vicino, con cui conviviamo quotidianamente, per scoprire segreti e curiosità del loro singolare ciclo di vita in una vera e propria “Biografia dei capelli”. E se un capello vive dai 2 ai 7 anni è possibile pensare che noi potremmo “Vivere fino a 120 anni”? Questione di geni favorevoli direbbe qualche studioso delle “Nuove frontiere del Dna” o, forse, più semplicemente, di un’alimentazione adeguata e di quelli che potrebbero essere “I cibi del futuro”. Senza però trascurare la tutela dell’ambiente che ci circonda, perché “Si fa presto a dire plastica”! Scopriremo anche “Perchè la terra non si rompe” e le ragioni per cui possiamo continuare ad abitarla piuttosto che andare a “Vivere sulla Luna” o perderci nell’“Universo sconosciuto”… magari chissà, sfruttando l’ausilio e “Le sorprese dei nuovi materiali” per attraversare “L’aria verticale” con un battito d’ali.

 

 

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“Faccio le mie più vive e sincere congratulazioni a Cristina Santi per la sua elezione a Sindaco di Riva del Garda. Per la prima volta, dopo molti anni, è stata scelta un’amministrazione di centro-destra; per la prima volta si è scelto di eleggere – finalmente – un Sindaco donna.

Dico “finalmente” perchè con l’elezione di Cristina viene sfatato il tabù di una Lega intesa esclusivamente come partito maschilista dimostrando, ancora una volta, come questo partito nei fatti non solo candidi moltissime donne, ma – soprattutto – le faccia anche eleggere.

Un risultato che la vecchia amministrazione, benché abbia millantato in tutti questi anni la parità e l’importanza delle donne, nei fatti – poi – si è sempre smentita relegandole a ruoli marginali.

Il desiderio di cambiamento è andato via via consolidandosi nel corso della campagna elettorale appena conclusa, alimentato da un impegno entusiasmante, da una nuova volontà di partecipazione e di “poter contare” nella vita pubblica, per riappropriarsi e per definire luoghi e spazi dell’abitare quotidiano, vicini ai tempi e alle esigenze della vita personale e comunitaria. Questo Consiglio Comunale, luogo di confronto civile e di condivisione di idee e di progetti, nel suo ruolo di rappresentanza e di controllo, apre, quindi, una nuova fase storica in questo Comune.

Sono convinta che Cristina sia un esempio e – soprattutto – la dimostrazione tangibile per tutte quelle donne che, pur avendo paura di mettersi in gioco, lavorando con impegno e serietà, ottengono cambiamenti e risultati. Al nuovo sindaco, quindi, auguro un buon lavoro da svolgere con passione, impegno ed entusiasmo.”

Questo quanto dichiarato in una nota dal Capogruppo della Lega Salvini Trentino in Consiglio provinciale Mara Dalzocchio.

Il giorno 3.10.2020 il fiume Sarca ha allagato le campagne del la zona fra Dro e Pietramurata ed alcune case di via Fitta ad Arco.

I ponti sul Sarca sono stati chiusi in via precauzionale. Ad Arco la riapertura del ponte principale è avvenuta dopo le ore 18.00.

Questo evento, richiede chiarimenti. La quantità di pioggia caduta difficilmente giustifica la piena del fiume Sarca e la conseguente esondazione. Si vocifera che a monte del fiume vi siano stati interventi su diga ed invaso che hanno improvvisamente aumentato la portata del fiume, con le conseguenti inondazioni. Sul sito di una testata giornalistica on line è riportata una dichiarazione del sindaco di Arco “in questo momento siamo nella fase di piena e l’acqua sta uscendo in diverse zone. Prima si è svolto un sopralluogo da parte dell’ing. De Col della Provincia Autonoma di Trento e occorrerà ragionare a mente fredda sulla gestione della diga e della fase di piena del fiume.

Al di là di quello che può essere l’emergenza contingente, difficilmente è accettabile che con le previsioni e la portata d’acqua che abbiamo visto ci sia una situazione di questo tipo in poche ore. Siamo passati da una fase di relativa tranquillità, con il Sarca, che in questa mattina alle 7 non aveva grandi portate, a quello che c’è adesso. Non siamo qui, per fare polemiche assolutamente, ma è al più presto necessario che la Pat, rivaluti la gestione del fiume Sarca e della diga”.

Il sindaco di Arco non crede quindi che la piovosità sia l’unica responsabile dell’aumento di portata del fiume Sarca e della relativa esondazione.

Tutto ciò premesso interrogo il presidente della Provincia di Trento per sapere:
se risulta che sulla diga di ponte Pià con relativo invaso siano stati eseguiti interventi tali da immettere nel fiume Sarca stesso, improvvisamente, un’enorme quantità di acqua che ha provocato le esondazioni;
in caso di risposta affermativa se gli organi competenti ne fossero a conoscenza e se i sindaci di Dro, Arco e Riva del Garda fossero stati avvertiti di tale intervento e della quantità di acqua che sarebbe stata immessa nel fiume Sarca;
in caso di risposta negativa se ritenga che una giornata di pioggia, per quanto intensa, possa causare danni di tale portata;
se corrisponde a vero, come pensiamo, che il sindaco di Arco ha più volte chiesto agli uffici provinciali una rivalutazione della gestione del fiume Sarca e della diga;
la motivazione per la quale, come riferito dal sindaco, non è stata data una risposta tempestiva all’amministrazione comunale di Arco.

 

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Cons. Lucia Coppola

 

 

Foto di archivio

L’assessore Spinelli: “Siamo molto soddisfatti, pronti ad implementare le politiche a sostegno delle imprese”. Contributi a fondo perduto: 15.493 le domande pervenute, contributi per 52,3 milioni di euro.

“Siamo molto soddisfatti, perché i numeri finali ci dicono che il provvedimento è stato apprezzato dalle imprese trentine che in un momento così difficile avevano bisogno di un intervento ad ampio raggio, erogabile in tempi brevi e con procedure semplificate”. Così l’assessore provinciale allo sviluppo economico, Achille Spinelli, commenta i dati finale della misura, prevista dal programma #RipartiTrentino, con la quale la Giunta provinciale ha destinato contributi a fondo perduto per sostenere gli operatori economici, con non più di 11 addetti occupati, che esercitano attività di impresa nel settore commerciale, agricolo e di lavoro autonomo. Il 30 settembre sono scaduti i termini di presentazione delle domande ed è quindi possibile oggi avere un quadro definitivo sugli esiti del provvedimento.

Complessivamente, le domande inviate sono state 15.493 per un ammontare pari a circa 52,3 milioni di euro. Le richieste sono arrivate da tutto il territorio provinciale, con una leggera preminenza delle città: il 21% da Trento e il 7,4% da Rovereto.
“Numeri importanti che ci fanno capire come la strada imboccata sia stata quella giusta, a sostegno in particolar modo delle piccole aziende e del lavoro autonomo, che hanno subito i danni economici maggiori. Naturalmente dobbiamo proseguire su questa strada – aggiunge l’assessore – monitorando con grande attenzione, al fine di verificarne l’efficacia e se necessario implementandole, tutte le politiche messe in campo in favore dell’economia trentina colpita dal Covid-19”.

Considerando l’intero periodo, mediamente, i tempi di pagamento del contributo sono stati di 11 giorni, ma ci sono state domande pagate anche il giorno dopo la presentazione. In generale, dopo aver recuperato le prime giornate, dove il flusso di richieste pervenute è stato più intenso, a partire dalle domande presentate dal 3 luglio i tempi medi di pagamento si sono attestati fra i 4 e 5 giorni.

“Un plauso va anche – conclude l’assessore Spinelli – a tutta la macchina provinciale coinvolta nell’analisi, nello sviluppo e nella gestione delle procedure informatiche necessarie a gestire #RipartiTrentino, che ci hanno permesso, come avevamo annunciato fin dall’inizio, di semplificare al massimo gli oneri per i richiedenti e al contempo di ridurre al minimo i tempi di istruttoria e di liquidazione del contributo”.

Nessun abitato isolato per effetto delle chiusure in atto. Sedi viarie trentine, rimangono poche le chiusure per i danni da maltempo.

Il servizio gestione strade della Provincia autonoma di Trento comunica l’attuale situazione delle sedi viarie nel territorio provinciale: in Val di Fiemme chiusa la strada statale n° 620 del Passo Lavazè dal passo fino al confine con provincia di Bolzano (la strada è chiusa anche dal lato di Bolzano) per pericolo schianti e taglio alberi.

In Val di Non e Val di Sole rimane chiusa la strada provinciale 14 dal km 1,600 a fine strada (lago di Tovel per smottamento al km 6,000 circa) e per pericolo caduta sassi. Nel Trentino meridionale – Rovereto è chiusa la strada provinciale 138 del Passo Borcola dal lato della provincia di Vicenza, per smottamenti. Trattasi di strada soggetta a chiusura stagionale invernale a partire dal mese di novembre di ogni anno.

Non ci sono abitati isolati per effetto delle chiusure in atto.

 

 

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