Guardia di Finanza di Cuneo –  Attività di soccorso alle popolazioni alluvionate dei Comuni di Limone Piemonte, Garessio, Ceva e Ormea.

Supporto della Guardia di finanza mediante l’impiego dell’elicottero Aw169 “Volpe 501” della sezione aerea di Varese, con a bordo militari della stazione Sagf di Cuneo.

 

 

La terza sfida casalinga nel giro di sei giorni costringe l’Itas Trentino ad un brusco stop, il primo nel campionato di SuperLega Credem Banca 2020/21. Ad arrestare la marcia della compagine gialloblù è stata la NBV Verona, che questa sera alla BLM Group Arena si è imposta in tre set nel 39° derby dell’Adige. Più nervosa del solito in attacco (12 errori diretti) ed in battuta (15 servizi out a fronte di quattro ace), la formazione trentina ha comunque lottato punto a punto con gli scaligeri nei primi due set, arrendendosi solo allo sprint grazie ai block vincenti di Boyer (12 punti) che hanno chiuso entrambi i parziali. Nel terzo set la resistenza trentina è durata sino al 10-10, poi Verona ha preso in mano definitivamente le redini del set ed è volata verso il successo esterno per 0-3.

Fra le fila dei padroni di casa da segnalare comunque i 21 punti dell’opposto Nimir Abdel-Aziz (col 56% in attacco, un muro ed un ace) e i quattro block vincenti di Podrascanin. Nella metà campo ospite prova di valore anche per Jaeschke (mvp e best scorer dei suoi con 14 punti), ben spalleggiato pure da Kaziyski (11).

La cronaca del match. Fra le fila dell’Itas Trentino assente solo Michieletto (impegnato a Brno nella fase finale dell’Europeo Juniores); Lorenzetti ha quindi ampia scelta e decide di iniziare la partita con Giannelli al palleggio, Nimir opposto, Kooy e Lucarelli schiacciatori, Podrascanin e Lisinac (alla prima da titolare della stagione) al centro, Rossini libero. La NBV Verona proposta da Stoytchev, senza Caneschi, nel suo starting six vede Spirito in regia, Boyer opposto, Kaziyski e Jaeschke in banda, Zanotti e Aguenier centrali, Bonami libero. L’avvio del match è nel segno dell’equilibrio (3-3, 7-7), con Nimir e Boyer subito in bella evidenza; quando poi anche Kaziyski scalda il braccio gli ospiti guadagnano il primo doppio vantaggio della sfida (8-10). Podrascanin (muro su Aguenier) ricuce subito lo strappo (10-10), ma un errore dello stesso opposto olandese riconsegna il +2 esterno (12-14) e allora ci pensa Lucarelli a siglare il 15 pari. Nella parte finale le due squadre si alternano al comando (18-17, 21-19, 22-23); allo sprint Trento annulla tre set ball a Verona, se ne procura uno ma poi cede al quarto tentativo degli avversari, a segno col muro di Boyer su Nimir (26-28).

Dopo il cambio di campo, Lorenzetti ripropone Cortesia al centro al posto di Lisinac, ma l’inizio dei gialloblù è contratto e falloso, tanto che sul 3-6 l’allenatore marchigiano è costretto ad interrompere il gioco. Alla ripresa Kooy, con un ace, cerca di scuotere i suoi (7-8), poi è Nimir a consegnare la parità a quota 10, che consente alla contesa di tornare ad un appassionante punto a punto (15-15, 18-18). E’ di nuovo tempo di un rush finale combattutissimo; l’Itas Trentino vi arriva con due punti di vantaggio (20-18), che Jaeschke annulla con un ace (21-21). La NBV si procura una palla set (errore di Nimir) e stavolta la capitalizza subito (23-25, muro di Boyer sullo stesso olandese).

Sotto 0-2 i padroni di casa provano a scuotersi ma Verona non molla la presa e rimane agganciata agli avversari (5-5, 10-10), tenendo alto il ritmo del proprio cambiopalla. Un errore di Cortesia, imitato poco dopo da Podrascanin, consegna il +3 agli scaligeri (12-15), momento in cui Lorenzetti interrompe il gioco. L’allenatore è costretto a spendere un altro time out subito dopo, sul 13-17 quando Kaziyski realizza un altro ace. L’Itas Trentino si disunisce e lascia sempre più spazio ai veneti (14-20 e 17-22), che chiudono il match in tre set sul 21-25.
“Ci sono tante cose che non sono andate per il verso giusto – ha dichiarato l’allenatore dell’Itas Trentino Angelo Lorenzetti al termine del match – ; l’attacco è stata sicuramente fra queste, visto che nella fase di break point non abbiamo sfruttato tante occasioni. Non siamo riusciti ad essere efficaci sui primi scambi, dovendo ricorrere troppe volte a rimediare in seconda battuta. Merito a Verona, che nei finali dei primi due set è stata più decisa di noi, ma ci siamo sicuramente complicati la vita in molte circostanze”.

Mercoledì 7 ottobre si torna subito in campo per il terzo turno di regular season, che vedrà l’Itas Trentino impegnata di nuovo in trasferta all’Eurosuole Forum di Civitanova Marche sul campo della Cucine Lube. Diretta dalle ore 20.30 su RAI Sport + HD e Radio Dolomiti.

Di seguito il tabellino della partita della seconda giornata di regular season SuperLega Credem Banca 2020/21, giocata questa sera alla BLM Group Arena di Trento.

Itas Trentino-NBV Verona 0-3
(26-28, 23-25, 21-25)

ITAS TRENTINO: Lucarelli 9, Lisinac 3, Abdel-Aziz 21, Kooy 8, Podrascanin 9, Giannelli, Rossini (L); Argenta, Sperotto. N.e. Acuti, Bonatesta, Sosa Sierra, De Angelis. All. Angelo Lorenzetti.

NBV: Kaziyski 11, Aguenier 7, Boyer 12, Jaeschke 14, Zanotti 4, Spirito 1, Bonami (L); Peslac, Kimerov. N.e. Caneschi, Asparuhov, Donati. All. Radostin Stoytchev.

ARBITRI: Simbari di Milano e Piana di Carpi (Modena).

DURATA SET: 37’, 31’, 28’; tot 1h e 28’.

NOTE: 839 spettatori, per un incasso di 9.542 euro. Itas Trentino: 6 muri, 4 ace, 15 errori in battuta, 12 errori azione, 49% in attacco, 49% (25%) in ricezione. NBV Verona: 8 muri, 3 ace, 14 errori in battuta, 2 errori azione, 48% in attacco, 48% (25%) in ricezione. Mvp Jaeschke.

 

 

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Foto: Marco Trabalza

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Si apprende che, nella capitale, è in corso di svolgimento l’ “Assemblea costitutiva del nuovo soggetto politico di ispirazione cristiana, aperto a credenti e non credenti interessati al Bene comune”.

È l’ennesima iniziativa, probabilmente destinata al risultato delle numerose precedenti, andate tutte male. Tra i sostenitori del progetto – per quanto si sa – tre corregionali: l’altoatesino Roberto Bizzo e i trentini Ivo Tarolli e Lorenzo Dellai.

Del primo poco sappiamo. Gli altri due sono da ricordare, oltre per aver ricoperto incarichi istituzionali, anche per la loro “vocazione” di rifondatori.

Ivo Tarolli, dopo esser transitato dal CCD, all’Unione Democristiana di Centro e all’ Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, fu tra i fondatori e sostenitori di altre “rifondazioni”, nazionali e locali, mai andate in porto, come “Trentino unico popolare” (2015), vicino ad “Italia Unica” di Corrado Passera, già ministro di Mario Monti, mentre si è candidato alle elezioni europee nelle liste dei Popolari per l’Italia, movimento ormai scomparso, fondato da Mario Mauro, già ministro di Mario Monti.

Lorenzo Dellai, da sindaco di Trento, liquidò, ai primi anni 90, il gruppo della D.C, avvicinandosi al progetto politico di Leoluca Orlando, successivamente fondò la “Civica Margherita” che poi si sciolse nell’Upt.

Nel novembre 2009 fu promotore (assieme a Francesco Rutelli e Bruno Tabacci) del Manifesto per il cambiamento e buon governo che si tradusse in Alleanza per l’Italia, di cui diventò coordinatore nazionale. Movimento oggi scomparso.

Nel 2012 fu fra i promotori assieme a Luca Cordero di Montezemolo ed altri del manifesto Verso la Terza Repubblica.

Eletto deputato alle elezioni politiche del 2013 con la lista “Scelta Civica” di Mario Monti, ne divenne capogruppo.

Il 10 dicembre 2013 si dimise da Scelta Civica per fondare il nuovo partito dei Popolari per l’Italia e aderire al nuovo gruppo parlamentare Per l’Italia, di cui diviene capogruppo.

Il 4 luglio 2014 abbandona anche i Popolari per l’Italia e fonda la nuova associazione politica Democrazia Solidale, nuovo partito di centrosinistra alleato col Centro Democratico di Bruno Tabacci. Per assumere l’incarico di presidente del gruppo parlamentare Democrazia Solidale – Centro Democratico.

 

 

 

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https://www.trentinolibero.it/politica/politica-e-societa/politica-locale/17938-roma-in-corso-lennesima-rifondazione-del-centro.html

In questi mesi ho ascoltato, osservato e riflettuto molto. Ora è arrivato il momento di prendere posizione.

Nel 2016 mio padre decise di creare un’associazione dedicata alla promozione e allo sviluppo degli strumenti e metodi di cittadinanza attiva dandogli il nome di Rousseau e di affidarmi il compito di custodire questo progetto perché riteneva che fosse necessario tutelare la comunità del MoVimento garantendo ampi spazi di espressione della sua volontà generale. Conosceva profondamente l’animo umano e non gli sfuggiva la possibilità che qualcuno, una volta eletto nelle istituzioni, avrebbe potuto provare, perseguendo il proprio interesse carrieristico, ad annullare il ruolo degli iscritti e il concetto stesso di “portavoce”.

‘I portavoce sono i dipendenti dei cittadini’ ripeteva e riteneva che l’antidoto alla debolezza umana di fronte al fascino del potere, dei soldi e della visibilità sarebbe stato quello di mantenere ben saldi i pilastri decisionali in un metodo di partecipazione orizzontale, digitale, distribuito e soprattutto libero da condizionamenti esterni. Un modello alternativo e innovativo rispetto a quello novecentesco delle gerarchie di partito. Questa era la sua missione. Questa era ed è la nostra missione.

Con questo modello negli anni abbiamo dimostrato di poter fare quello che nessuno riteneva possibile: un movimento di persone libere, capaci di portare le proprie battaglie al Governo e realizzarle con metodi unici e diversi da tutti. Come abbiamo fatto per alcune battaglie importanti nate da una marcia ad Assisi o da una protesta in piazza con il V-day sfociate poi in disegni di legge come il reddito di cittadinanza o lo spazzacorrotti scritti dai nostri portavoce e attuati dai nostri ministri.

Il MoVimento 5 stelle è nato proprio con alcune promesse agli iscritti e agli elettori che io non ho dimenticato e non posso sconfessare.

La prima di queste è che non saremmo mai diventati partito, non solo come struttura, ma soprattutto come mentalità. Molti confondono la parola partito con una struttura organizzativa, ma in realtá è un’impostazione di potere.

Il partito ha un gruppo di poche persone che decide tutto per tutti. Le liste elettorali, le nomine, i programmi, i supporti elettorali nelle diverse città. Nel movimento invece il potere si esercita dal basso e si trovano tutti i modi per garantire la trasparenza e la condivisione delle scelte tra gli iscritti.

Il partito crede nella delega a un rappresentante, il MoVimento nel coinvolgimento attivo del singolo partecipante.

Il partito prende i finanziamenti pubblici, crea strutture stipendiate per ex eletti, non crede che ci siano limiti ai mandati parlamentari e crea strutture decisionali che esproprino i cittadini dal loro ruolo di indirizzo e di scelta. Il MoVimento non ha paura della strada più lunga, si autofinanzia, crede nel rinnovamento generazionale, ha il suo fondamento nell’idea che la politica non debba diventare una professione.

Il nostro modello è evoluto e sicuramente deve evolvere ancora. Bisogna guardare avanti e non indietro. Non guardare indietro significa non avere nostalgia di come eravamo nel 2009, ma neanche guardare al 1950.

II partitismo è il rifugio di chi ha paura di perdere i privilegi che ha accumulato, ma solo chi è disposto a perdere tutto quello che ha, può ottenere tutto quello che vuole.

Il partitismo è qualcosa che entra piano piano e poi rimane indelebile nel ricordo di ciò che non ha funzionato.

Ma il partitismo è soprattutto incompatibile con l’idea di movimento, di unicità e di partecipazione che è racchiuso in quel simbolo disegnato sulla scrivania di mio padre. Un simbolo basato su valori, idee e battaglie ben precisi, su principi chiari di partecipazione e soprattutto legato a un’esperienza bellissima di 11 anni di un movimento che ha cambiato la storia dell’Italia combattendo proprio contro l’idea di partito, di casta e di accentramento delle decisioni nelle mani di pochi privilegiati chiusi in qualche stanza.

Per questo faremo tutto quello che è possibile per evitare che venga consegnato alla storia come il simbolo del fallimento delle promesse fatte e lavoreremo ancora di più per rilanciare quei valori che hanno reso il MoVimento quello che è.

Ci attiveremo affinché gli strumenti di partecipazione che abbiamo creato in questi anni siano a disposizione di tutti con un modello open source e saremo pronti a collaborare con tutti quei movimenti, associazioni e organizzazioni che come noi nel mondo vogliono dare voce alle persone e connetterle in processi innovativi finalizzati a risolvere problemi di grande impatto sulla società come quelli ambientali, economici o culturali.

Unirci a loro sarà l’occasione per trovare un nuovo modello di sostentamento per il futuro che consenta di poter continuare a garantire ai cittadini quello spazio gratuito e aperto di partecipazione che meritano e che qualcuno oggi forse vorrebbe cancellare venendo meno agli impegni presi.

Lavoreremo per una decentralizzazione, dando strumenti che rendano autonomi gli attivisti, che aumentino il loro potere decisionale, ma anche la loro responsabilità nella soluzione di problemi affinché le decisioni non siano accentrate in poche persone, ma distribuite.

Ci impegneremo per studiare nuovi metodi di riconoscimento del merito, del valore e della qualità dei portavoce, affinché Ia selezione di coloro che andranno a rappresentare la comunità non sia imposta dall’alto, ma rimanga aperta a tutti e continui a essere espressione dal basso.

Continueremo a chiedere il rispetto delle regole, dei principi e il mantenimento della centralità dell’assemblea iscritti affinché non venga mai annullata e sostituita da segreterie di partito.

Garantiremo le attività che verranno richieste dal Capo Politico del MoVimento 5 Stelle, così come abbiamo sempre fatto con serietà e lealtà, per la realizzazione del percorso che il MoVimento riterrà di voler fare, ma qualora, per qualche motivo, si avviasse la trasformazione in un partito, il nostro supporto non potrà più essere garantito, dal momento che non sarebbe più necessario poiché verrebbero meno tutti i principi, i valori e i pilastri sui quali si basa l’identità di un MoVimento di cittadini liberi e il suo cuore pulsante di partecipazione che noi dobbiamo proteggere.

Per 15 anni ho prestato la mia attivitá gratuitamente per un’idea di partecipazione collettiva da parte dei cittadini alla vita del proprio Paese. Lo hanno fatto anche migliaia di attivisti che continuano a regalare il loro tempo alla comunità. Quando mi è stata offerta la guida di un ministero, ho rifiutato pensando che il ruolo di supporto del movimento fosse piú importante. Ho sempre rispettato i ruoli anche quando non ero d’accordo con le scelte prese.

Ho dovuto sopportare insinuazioni, attacchi e calunnie nei miei confronti e nei confronti di mio padre anche da persone che grazie al nostro lavoro ricoprono oggi posizioni importanti.

Il mio silenzio negli anni è stato un atto di profondo rispetto nei confronti di chi ha creduto nel nostro sogno, così come oggi ritengo sia doveroso parlare per onestà intellettuale.

Oggi è il 4 ottobre 2020 ed è San Francesco.

Sono trascorsi 11 anni dal giorno in cui decidemmo di dare vita a un’idea autentica, umile, ma al tempo stesso potente.

Qualunque cosa ci riserverà il futuro, questa idea di movimento proseguirà e si espanderà in ogni caso nei mille rivoli della comunità e Rousseau continuerà ad essere accanto a questa idea.

In questi giorni difficili abbiamo ricevuto migliaia di email e messaggi dalle tantissime persone che vogliono aiutare il MoVimento e Rousseau. Per questo abbiamo deciso di coinvolgere tutti i cittadini che vogliono aiutarci a mantenere in vita questo progetto, a migliorarlo sempre e che abbiano idee su come creare quegli spazi di confronto che oggi mancano. Saranno gli “ambasciatori della partecipazione” diffusi in tutta Italia. Nei prossimi giorni daremo i dettagli.

La nostra identità, il metodo unico e gli strumenti che abbiamo costruito sono la ricchezza più grande che possediamo e dobbiamo condividere la nostra esperienza per far germogliare l’idea della partecipazione civica attiva e digitale in tutto il mondo.

La nostra forza è sempre stata la possibilità di partecipare.

Noi siamo movimento.

 

*Davide CasaleggioPresidente Associazione Rousseau

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Il Trento fa il bis. Dopo il successo in trasferta contro l’Ambrosiana, i gialloblù piegano anche il Delta Porto Tolle nella prima gara casalinga della stagione grazie alla doppietta del bomber Grasjan Aliù, che prima pareggia e poi rimonta l’iniziale marcatura ospite di Pellielo. Nemmeno il tempo di festeggiare che mercoledì sarà già il momento di tornare in campo – in trasferta – per la terza giornata del girone d’andata. L’avversario di turno sarà l’Este, anch’esso a punteggio pieno dopo i successi contro Belluno e Arzignano Valchiampo.

 

Live match.

Mister Parlato deve rinunciare agli infortunati Trainotti e Ferri Marini e si affida al “4-3-1-2” con Cazzaro a protezione dei pali, linea difensiva formata da Bran e Tinazzi sulle corsie esterne con Salviato e Dionisi al centro. Gatto agisce da playmaker con Pilastro e Osuji interni, mentre Caporali è in trequartista alle spalle del tandem offensivo formato da Aliù e Pietribiasi.
Si gioca in un “Briamasco” a porte aperte davanti a 500 spettator che assistono dal vivo alla gara, nel totale rispetto delle misure di distanziamento sociale.
Il Trento parte deciso, prende in mano il pallino del gioco e al quarto d’ora il Trento ha l’occasione di passare in vantaggio: traversone dalla sinistra di Caporali al centro per Aliù, che viene anticipato in extremis dalla retroguardia del Delta, complice anche una strattonata. Pochi giri di orologio più tardi ed è ancora Caporali ad inventare: verticalizzazione per Pietribiasi che calcia da fuori ma la palla termina alta di poco sopra la traversa.
L’attaccante gialloblù ha un’altra occasione pochi minuti dopo, al 19’: splendido suggerimento di Aliù per il compagno di reparto che, a tu per tu con il portiere, lascia rimbalzare la sfera e calcia con il mancino, ma la conclusione termina alta sopra la traversa.
Nel momento migliore del Trento, però, arriva il gol degli ospiti al 22’: lo schema su calcio d’angolo libera il destro di Pellielo, che con un gran rasoterra batte Cazzaro.
La risposta del Trento non si fa attendere: al minuto 26 Gatto su calcio piazzato colpisce l’incrocio dei pali. Sulla ribattuta Caporali arriva per primo ma il suo tentativo è ribattuto con un sospetto tocco di mano di un difensore rodigino.
Il pareggio però è nell’aria e arriva al 31’: splendida giocata sull’out di sinistra di Pietribiasi, che crossa morbido in area piccola per Aliù che sovrasta il suo diretto marcatore e batte in rete.
Il secondo tempo riprende senza cambi e al 54′, dopo un forcing senza soluzione di continuità, arriva il vantaggio del Trento: piazzato dalla destra di Gatto che pennella sulla testa di Aliù, che incorna di testa sul primo palo e insacca alle spalle di Mascolo.
Il Delta Porto Tolle cerca la rete del pareggio ma è sempre il Trento ad avere le occasioni migliori. Al 78’ velocissima ripartenza del Trento con il neoentrato Comper che lancia Tinazzi, steso con un intervengo da tergo da Raimondi. Il numero diciotto del Delta Porto Tolle se la cava con un cartellino giallo quando il provvedimento avrebbe potuto essere ben più pesante.
Gli ultimi minuti della partita sono molto intensi, gli ospiti spingono e hanno l’occasione per strappare il pareggio: cross dalla sinistra di Raimondi, colpo di testa di Barone, Cazzaro devia e Salviato perfeziona il disimpegno. Sugli sviluppi del calcio d’angolo altra palla gol per i veneti: incornata di Mboup, super parata di Cazzaro, mischia in area e salvataggio decisivo del neoentrato Pettarin.
Dopo quattro minuti di recupero l’arbitro chiude la contesa: il Trento vince e convince ancora e resta in vetta alla classifica assieme a Union Clodiense, Caldiero Terme ed Este, prossima avversaria dei gialloblù.

 

Il tabellino.

TRENTO – DELTA PORTO TOLLE 2-1

TRENTO (4-3-1-2): Cazzaro; Bran (14’st Affolati), Salviato, Dionisi, Tinazzi; Pilastro (28’st Comper), Gatto, Osuji; Caporali; Aliù, Pietribiasi (28’st Pettarin).
A disposizione: Ronco, Contessa, Belcastro, Bonomi, Amadori, Santuari.
Allenatore: Carmine Parlato.

DELTA PORTO TOLLE (4-3-1-2): Mascolo; Pilotto, Moretti, Mboup, De Meio; Episcopo (36’st Abrefah); Pellielo, Trajkovic (20’st Raimondi), Cavallini; Barone, Minella (30’st Gherardi).
A disposizione: Mordenti, Bertacca, Forin, Pasquinelli, Paccagnan, Mazzucca.
Allenatore: Andrea Pagan.

ARBITRO: Vailati di Crema (Daghetta di Lecco e Farina di Brescia).

RETI: 22’pt Pellielo (D), 31’pt Aliù (T), 8’st Aliù (T).

NOTE: spettatori 500 circa. Campo pesante ma in buone condizioni. Ammoniti Pietribiasi (T), Caporali (T), Salviato (T), Moretti (D), Cavallini (D), Raimondi (D), Mboup (D).

 

 

Foto: Carmelo Ossanna

In relazione alla comunicazione formale ricevuta dalla SS Napoli Calcio la Lega Serie A chiarisce che il sistema di regole in vigore deve garantire massima tutela della salute per le persone coinvolte, parità di trattamento tra i vari club, nonché rispetto dei principi di lealtà sportiva.

Nel merito è opportuno ricordare che la nota della ASL campana si è limitata a notificare il provvedimento ordinario di isolamento fiduciario nei confronti dei contatti stretti del giocatore Zielinski. Nel caso di specie, invece, si applica il Protocollo Figc concordato con il CTS e integrato dalla Circolare del Ministero della Salute lo scorso 18 giugno, che recepisce il parere del CTS n. 1220 del 12 giugno 2020, che non è stato tenuto in considerazione neanche nella mail del vice capogabinetto del Presidente della Regione Campania.
Tale norma di ordinamento statale a carattere speciale, applicabile alla situazione del Napoli che presenta due calciatori positivi al covid-19, è la stessa utilizzata più volte nel corso della stagione per permettere, a puro titolo di esempio, al Torino di affrontare l’Atalanta, al Milan di recarsi a Crotone o al Genoa di andare a giocare al San Paolo, e oggi all’Atalanta di scendere in campo contro il Cagliari. Il protocollo prevede regole certe e non derogabili, che consentono la disputa delle partite di campionato pur in caso di positività, schierando i calciatori risultati negativi agli esami effettuati e refertati nei tempi previsti dalle autorità sanitarie.

Il Consiglio di Lega ha inoltre approvato un preciso regolamento da adottarsi in caso di positività plurime che possono portare al rinvio gare solo al verificarsi di determinate condizioni che, al momento, non si applicano al caso del Napoli, e non sussistono provvedimenti di Autorità Statali o locali che impediscano il regolare svolgimento della partita.

La “ratio” del protocollo resta, quindi, quella di consentire la disputa di tutte le partite e conseguentemente la conclusione regolare della Serie A TIM.

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