Ci sono altri 42 nuovi positivi nel registro dei contagi da Covid-19 gestito dall’azienda provinciale per i servizi sanitari che specifica come quasi la totalità dei nuovi casi sia emerso grazie all’attività di contact tracing: sono solo 2 infatti i sintomatici.

Le autorità sanitarie stanno tenendo sotto particolare controllo alcune filiere, accanto al comparto scuola (qui peraltro al momento non si registra alcuna novità): ed è proprio nel settore agroforestale che sono stati intercettati la maggior parte dei soggetti, circa una trentina.

Migliora la situazione ricoveri, che oggi fa registrare 12 pazienti, mentre sul versante screening i tamponi sono stati 1.541 di cui 690 analizzati in Apss e 851 dalla Fem.

 

 

 

 

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“Noi stiamo con i lavoratori della Sicor di Rovereto”: queste le dichiarazioni congiunte dell’Unione degli Universitari di Trento e dei Giovani Democratici del Trentino.

Dopo settimane di lotte da parte dei lavoratori per non vedersi revocato l’intero salario integrativo ed in seguito all’elezione dei loro nuovi rappresentanti, i padroni della Sicor hanno fatto qualcosa di impensabile: come reazione alle legittime rivendicazioni dei suoi dipendenti ha comunicato il recesso unilaterale dal Contratto Nazionale dei Metalmeccanici senza nemmeno incontrare i nuovi eletti.

Siamo di fronte ad un atto di enorme gravità: con il suo comportamento l’impresa ha distrutto anni di contrattazione collettiva, negato i più basilari diritti dei lavoratori ed in definitiva attentato anche al futuro nostro e del territorio.

La coordinatrice dell’Unione degli Universitari di Trento, Paola Paccani, dichiara: “Studenti e lavoratori condividono le stesse lotte: per chi si paga i propri studi, per chi vuole avere un futuro oltre il precariato, dobbiamo agire adesso. Il caso Sicor non può e non deve diventare un orribile precedente. La dignità dei lavoratori va rispettata”.

“Per questo motivo ci adopereremo con tutti i mezzi necessari per supportare i lavoratori della Sicor e lottare contro le imposizioni unilaterali dell’impresa senza se e senza ma, insieme ai sindacati”.

Dura anche la condanna dei Giovani Democratici del Trentino: «La dirigenza della SICOR risulta completamente disinteressata ad ogni rivendicazione e rimostranza dei lavoratori, dei sindacati e dell’amministrazione stessa. Questo atteggiamento padronale di sfida e provocazione continua, oltre che di offesa ai lavoratori e alla loro dignità, sembra il progetto premeditato di chi vuole esasperare il conflitto per darsi un motivo per levare le tende”.

“Condividiamo il comunicato della Consigliera Ferrari: attaccare questi lavoratori vuol dire attaccare anche la comunità studentesca e tutto il Trentino, non resteremo inermi di fronte ad una simile provocazione”.

* PATT

La maggioranza leghista al governo del Trentino piccona la SVP e investe i soldi trentini in Veneto: l’obiettivo ormai è chiaro, venetizzare il Trentino e togliergli l’Autonomia.

A ben guardare il tema dell’Autonomia è stato uno dei più utilizzati e cavalcati in questa lunga campagna elettorale per le elezioni comunali.  Ora che il grosso della competizione è passato, però, appare sempre più evidente come la Lega, assieme alla sua maggioranza, non sappia nemmeno di cosa si parla quando si autoerge a difensore della specialità trentina.

Sono passati quasi due anni dalle provinciali del 2018 e dello slogan “prima i trentini” non è rimasto più nulla. Anzi, sembrerebbe un ossimoro in quanto le azioni della attuale giunta sembrano tutte volte a “prima il Veneto” con buona pace di quelli che, definendosi autonomisti, li hanno anche aiutati ad andare al governo.

E sullo sfondo non si può non notare il fossato sempre più ampio che si sta scavando fra Trento e Bolzano, grazie anche alle scellerate esternazioni di alcuni esponenti di spicco del Carroccio. Ma andiamo con ordine: il PATT aveva già sollevato le sue forti critiche rispetto all’accantonamento su fondi di riserva delle risorse statali destinate alla ripresa post Covid. Questo perché la delicata situazione economica causata dalla pandemia imponeva misure tempestive ed adeguate per andare incontro alle esigenze di imprese e lavoratori e non accantonamenti pensati unicamente per evitare il confronto.

Ora, proprio in merito a questi fondi, si apprende che ben 5 milioni sarebbero destinati a Veneto sviluppo.  Cinque milioni stanziati per l’economia trentina investiti fuori provincia. Una mossa pericolosa e preoccupante che come autonomisti non possiamo accettare.

Siamo consci che il Trentino non possa permettersi di essere “piccolo e solo”, ma nemmeno di essere svenduto da una maggioranza che evidentemente ha testa e cuore fuori dai confini provinciali. Sì, perché le giustificazioni dell’assessore Spinelli appaiono più come scuse anche alla luce del fatto che esistono dei soggetti e dei fondi trentini in grado di gestire quei cinque milioni al pari dei colleghi veneti.

Ma a gettare benzina sul fuoco ci pensa un altro fatto gravissimo. In un post dei giorni scorsi, il consigliere e presidente della Lega trentina Alessandro Savoi commentava la scelta della SVP di sostenere al ballottaggio il sindaco uscente Caramaschi con toni a dir poco intimidatori arrivando ad affermare che dopo il ballottaggio “faremo i conti” perché “la Lega non perdona”.

Forse Savoi dimentica che la maggioranza regionale non si basa su un patto politico o su un rapporto fideistico incentrato sulla figura del Capitano. La maggioranza regionale (di cui anche il PATT fa parte proprio per l’alleanza con la SVP) sta in piedi per un accordo tecnico-programmatico.

Le sue parole servono solo a indebolire ulteriormente un quadro regionale già traballante: se, infatti, da un lato si cerca di far credere con dei cartelli ai confine di puntare sull’Euregio e di lavorare per delle collaborazioni fra i tre territori che lo costituiscono, nella realtà si fa di tutto per evitare sinergie positive, preferendo dei rapporti “interregionali” (come li ha definiti Spinelli) che invece di guardare a Nord, mirano solo a farci diventare l’ottava provincia veneta.
Noi autonomisti, a questa logica scellerata, non intendiamo sottostare e faremo tutto ciò che possiamo per strutturare una proposta alternativa che ponga fine a questo scempio. Ne va del nostro futuro!

 

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Simone Marchiori
Segretario politico PATT

 

 

“Le affermazioni del Governatore della Banca d’Italia Visco secondo cui l’accesso al MES avrebbe solo vantaggi economici, con l’unico problema del cosiddetto stigma, sono decisamente sorprendenti nel merito e nel metodo.” Così il senatore Alberto Bagnai, responsabile economico della Lega. “Nel merito, lo stigma deriva dal fatto che il fondo MES è concepito per i paesi che non hanno accesso al mercato. Rivolgersi ad esso quindi è una pericolosa ammissione di debolezza, ingiustificata nel caso dell’Italia che continua a collocare titoli a tassi decrescenti e a godere della fiducia dei mercati.

Continuare a parlare di MES allarma inutilmente i mercati. È anche strano che nel valutare i vantaggi del MES in termini di interessi il governatore Visco dimentichi sempre che la BCE retrocede ai ministeri del Tesoro nazionali gli interessi percepiti sui titoli di Stato. I titoli che finiscono in pancia alla BCE hanno cioè interessi virtualmente nulli: un elemento che non viene mai menzionato ma è quantitativamente rilevante, data l’estensione del programma di acquisti di titoli della stessa BCE.

Quanto al metodo, ci permettiamo di ricordare al governatore Visco le parole del suo collega Klaas Knot, governatore della Banca centrale olandese, che il 27 marzo scorso, a precisa domanda di un giornalista se fosse sensato ricorrere al MES, ha risposto testualmente ‘questa è una decisione per i politici’. Nel frattempo la politica ha risposto: in nessun Paese, tranne che in Italia, si parla di accedere al MES. Evidentemente “conclude Bagnai “in tutta Europa un qualche vantaggio economico del MES è visto solo dalla Banca d’Italia, che se vuole essere credibile nelle sue rivendicazioni di indipendenza dovrebbe astenersi, come fa la Banca d’Olanda, dal fare propaganda spicciola per indirizzare la politica nazionale su una strada palesemente sbagliata”.

E anche oggi il Governo revoca domani le concessioni autostradali ai Benetton. Il Ponte Morandi è crollato il 14 agosto 2018. Con molta calma, il 15 luglio 2020 Conte ha annunciato che il Governo aveva risolto la questione. Fratelli d’Italia aveva detto che era pura propaganda perché non c’era nulla di scritto.

Purtroppo avevamo ragione anche questa volta. Siamo al 27 settembre 2020 e non è stato fatto nulla. Ora Conte annuncia un nuovo ultimatum ai Benetton, altrimenti procede con la revoca delle concessioni. Siamo tornati al punto di partenza di più di due anni fa. Mi chiedo se sia solo incompetenza”.

Lo scrive il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

I principali messaggi emersi nella conversazione tra il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e la giornalista Tonia Mastrobuoni durante l’incontro odierno al Festival dell’Economia di Trento. Crescita, politica monetaria e sostenibilità tra i temi affrontati.

 

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KEY MESSAGES

• Sostenibilità
La sostenibilità è ormai una priorità per tutte le banche centrali. I rischi climatici possono influire sulla solidità delle banche influenzando uno dei canali di trasmissione della politica monetaria e la stessa stabilità finanziaria.
Qui le banche centrali possono svolgere un ruolo importante: possono informare e sensibilizzare intermediari e investitori, intraprendere iniziative di “educazione alla finanza sostenibile”, valutare che le banche adottino standard di gestione dei rischi climatici, tutelare la stabilità finanziaria e investire in sostenibilità utilizzando criteri ESG.

· Next Generation EU – produttività

Le risorse del programma Next Generation EU possono contribuire a trasformare il contesto economico e sociale, accelerando le transizioni digitale e ambientale. Per l’Italia è anche un’occasione da non sprecare per finanziare il disegno e l’attuazione di riforme che mirino a scardinare le difficoltà della nostra economia, che si manifestano nel ristagno della produttività che dura da tre decenni.
Investimenti privati volti ad accrescere la produttività potranno essere favoriti dall’allocazione di risorse pubbliche in settori ad alto contenuto innovativo e per la realizzazione di infrastrutture di nuova generazione, come il completamento della banda larga ultraveloce, nonché nella qualità del capitale umano. Pesano anche i ritardi dell’Italia nel tasso di connessione alla rete e nelle scarse competenze digitali. Bisogna investire in innovazione, in istruzione e in ricerca e sviluppo. Per un paese avanzato come il nostro, è difficile progredire restando agli ultimi posti nella spesa nella ricerca.

• Posizione Bce sull’euro forte
Nessuna cacofonia nel Board, non ci sono divisioni interne alla Bce. La Presidente Lagarde ha sottolineato che un euro forte esercita pressioni negative sui prezzi e deve essere monitorato. Sulla stessa linea si sono espressi il Consiglio direttivo, il Capo Economista Philip Lane e Fabio Panetta pochi giorni fa.
Sull’euro la mia posizione coincide con quella del Consiglio direttivo. Il recente rafforzamento della moneta unica ci preoccupa, perché genera ulteriori pressioni al ribasso sui prezzi in una fase in cui l’inflazione è già bassa. Le implicazioni per la politica monetaria sono evidenti: se le pressioni negative sui prezzi metteranno a repentaglio l’obiettivo di stabilità dei prezzi dovremmo intervenire, mentre qualora emergessero effetti di segno opposto le misure già adottate potrebbero essere sufficienti. Sono rimasto colpito dalla reazione mediatica dopo la nostra riunione: l’obiettivo della Bce è molto chiaro, accomodare il più possibile l’economia monetaria a una situazione straordinaria.

• Mes
Il Mes nasce come strumento di emergenza per situazioni di crisi di finanza pubblica o del sistema finanziario in singoli paesi. In tali circostanze esso prevede condizionalità stringenti.
Invece la speciale linea di credito attivata in seguito alla pandemia, sebbene gestita dallo stesso organismo, ha finalità e struttura completamente diverse: è un programma di scopo per le spese sanitarie e non ci sono condizionalità come nei programmi tradizionali. In questo caso non c’è la Troika. Lo stigma sul Mes è legato a un cattivo utilizzo dei fondi e una cattiva comunicazione.

Intervento notturno per il recupero di due persone bloccate in un canalone sopra le Placche Zebrate.

Si è concluso verso le 5.30 di questa mattina un intervento in soccorso di due ragazzi polacchi che si sono persi sulla via del rientro dopo aver concluso nella serata di ieri la via Claudia sulla parete delle Placche Zebrate (Dro). L’uomo e la donna hanno chiamato il Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 2.30 di questa notte dopo aver perso la traccia del sentiero di rientro ed essere finiti in un canalone di ghiaioni molto impervio.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento di 4 operatori della Stazione Riva del Garda. Mentre i Vigili del Fuoco di Dro illuminavano con la fotoelettrica il luogo dove si trovavano i due ragazzi, i soccorritori si sono portati con i mezzi al termine delle vie delle Placche Zebrate.

Da lì, in circa trenta minuti di camminata lungo il sentiero e poi salendo lungo il canalone per circa 60 metri hanno raggiunto i due ragazzi, incolumi. Dopo averli messi in sicurezza, i soccorritori hanno attrezzato due corde fisse grazie alle quali è stato possibile raggiungere il sentiero di rientro ed infine le macchine.

Il neo rieletto Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti sarà ospite, in diretta, domani, lunedì 28 settembre, a “Quarta Repubblica” – in prima serata su Retequattro.

La trasmissione dedicherà un ampio approfondimento alla situazione economica italiana: la povertà è stata davvero abolita? Esattamente due anni dopo la dichiarazione di intenti del ministro Luigi Di Maio da Palazzo Chigi, Nicola Porro – con ospite in studio il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo – cercherà di dare una risposta a questo interrogativo con cifre, testimonianze e con un’inchiesta sugli effetti del reddito di cittadinanza.

Vari i temi che verranno affrontati nel corso della serata: dalle polemiche scaturite per l’aumento di stipendio del Presidente dell’Inps Pasquale Tridico, al sequestro dei diciotto pescatori di Mazara del Vallo bloccati in Libia dal primo settembre, fino ai risultati della sanatoria promossa dal ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova. E ancora, un approfondimento sullo scontro tra Usa e Cina sull’origine del Coronavirus.

Tra gli altri ospiti: i deputati Andrea Mandelli (FI) e Luciano Nobili (IV), il sociologo Domenico De Masi, Stefano Zecchi, Toni Capuozzo, Alessandro Sallusti, Piero Sansonetti, Daniele Capezzone e Luigia Luciani. Non mancherà, inoltre, l’irriverente satira di Gene Gnocchi.

I militari del comando Provinciale Carabinieri di Bolzano e del 3° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bolzano hanno fornito il proprio contributo nelle attività propedeutiche al disinnesco della bomba di aereo in piazza Verdi a Bolzano.

 

 

 

 

 

 

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