Una nuova coscienza ambientalista per disegnare una società in grado di contrastare le disuguaglianze
Un libro che ricostruisce le tappe fondamentali che hanno portato alla nascita della coscienza ambientalista contemporanea. Stiamo parlando di “La scoperta dell’ambiente. Una rivoluzione culturale” di Stefano Nespor, pubblicato da Laterza e presentato oggi al Festival dell’Economia. Ne hanno discusso l’autore, che ha disegnato la nuova visione del mondo raggiunta attraverso un’evoluzione della sensibilità ambientale, e Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, ma anche una delle voci più importanti dell’arcipelago verde in Italia. Un momento di riflessione che, partendo da Greta Thunberg, ha posto l’accento sulla necessità di dare forma ad una società sempre più attenta alle tematiche ambientaliste.

 

Shock climatico, le conseguenze economiche di un pianeta più caldo
Quello che sappiamo sul cambiamento climatico e le sue conseguenze è solo la punta di un iceberg ben più grande, ancora tutto da scoprire. È uno scenario preoccupante quello delineato per il nostro pianeta da Gernot Wagner, economista classe 1980 che insegna alla New York University e che nel 2015 ha scritto il libro “Climate shock”. I comportamenti di ognuno di noi nella vita di tutti i giorni, ad esempio fare correttamente la raccolta differenziata o utilizzare i mezzi pubblici, non basteranno a salvare la terra. Quello che serve è un intervento massiccio della politica, attraverso investimenti mirati a ridurre le emissioni di anidride carbonica.

 

Come sta cambiando la geografia economica a seguito della pandemia?
La pandemia di Covid ha drasticamente influenzato il funzionamento dell’economia mondiale. Quante modifiche potrebbero essere permanenti? Le innovazioni adottate per necessità potrebbero portare a grandi cambiamenti nel modo in cui funzioneranno le economie in futuro? Introdotto da Tito Boeri un dialogo frizzante tra l’economista Michael Spence, Premio Nobel per l’Economia nel 2001 e Robert Johnson – Presidente di INET – Institute for New Economic Thinking. per una visione ad ampio raggio di quello che sta accadendo

 

Come il clima cambia la nostra idea di libertà
Le radici della miopia o cecità che ci impediscono di prendere vera coscienza del rischio ambientale affondano nell’illuminismo. Ne è convinto Amitav Ghosh, il più noto scrittore indiano di lingua inglese, laureatosi in Antropologia a Oxford. Una formazione che gli consente di avere una visione letteraria e globale al tempo stesso sulle vicende umane, dalle migrazioni al cambiamento climatico. La convinzione che l’essere umano abbia una libertà illimitata non ci permette di affrontare con la giusta serietà l’emergenza clima.

 

Carbon tax, un freno necessario a rallentare il cambiamento climatico
Siamo tutti d’accordo che bisogna ridurre le emissioni, ma come possiamo fare per rallentare il cambiamento climatico? Secondo Per Krusell, professore di economia all’Università di Stoccolma, l’imposizione di una tassa sull’emissione di anidride carbonica è una misura precauzionale molto utile per rallentare il cambiamento climatico e i suoi effetti sul nostro pianeta. Assieme a due colleghi ha condotto uno studio, dal quale è emerso come la scelta migliore sia quella dell’imposta pigouviana, ideata cent’anni fa dall’economista Arthur Cecil Pigou, che sostenne la necessità di introdurre una tassa che corrispondesse alla quantità di danno prodotto dall’attività economica all’ambiente. Gli economisti negli anni hanno continuato a ripetere il messaggio, ma la politica mondiale non ha mai seguito con decisione l’idea.

 

Festival economia: gli appuntamenti della terza giornata
Sperare di porre un argine ai cambiamenti climatici senza un forte e radicale intervento politico è una pia illusione. Capire le intenzioni dei decisori italiani e internazionali sul tema clima è quindi essenziale per capire che futuro ci attende. Gli incontri del pomeriggio al Festival dell’Economia saranno in questo senso di grande interesse. Appuntamento clou: alle 17 quando il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte dialogherà con il direttore scientifico del Festival Tito Boeri e con Tonia Mastrobuoni, sul ruolo dell’Italia e della Ue nella transizione verde.

 

itiche della Bce per favorire una rapida transizione verso un’economia sempre più ecosostenibile
La drammatica accelerazione dei cambiamenti climatici in atto richiede risposte immediate per invertire un trend che mette in pericolo gli equilibri dell’economia mondiale. E’ questo il messaggio forte che arriva da Laura Parisi, esperta di stabilità finanziaria della direzione generale della Bce, protagonista questa mattina di un incontro sul “Rischio climatico” per la quindicesima edizione del Festival dell’Economia. La transizione verso un’economia sostenibile deve essere un’assoluta priorità dei governi e in questa direzione va intesa anche l’azione della Banca Centrale Europea. Una sfida cruciale per il futuro dell’umanità per contrastare un rischio sistemico in grado di travolgere l’economia reale ed i mercati finanziari.

 

Ibrido ed elettrico, cosa frena l’Italia?
L’auto elettrica prende sempre più piede anche nel mercato italiano, ma cosa, ancora oggi, la frena dall’essere la prima scelta per l’acquirente e in che direzione si deve spingere perché diventi consuetudine? La risposta, al Festival dell’Economia di Trento, la si cerca in un dialogo tra professionalità diverse: «Siamo ancora, in termini di costo, in una fase pionieristica – afferma Anna Scuttari, ricercatrice dell’Eurac – ma grosse barriere sono rappresentate anche dalla percezione psicologica, compresa ad esempio l’assenza del classico rumore del motore, e dalla carenza di infrastrutture». Un punto, questo, approfondito da Alberto Viano, amministratore delegato di LeasePlan: «Ciò che serve oggi è, più che incentivare l’acquisto dell’auto elettrica, creare un’infrastrutturazione nazionale coerente. Nessuno compra qualcosa che non può utilizzare». Non meno rilevante, infine, per Innocenzo

 

L’abbraccio fra finanza e ambiente
Il New Deal economico offre grandi chances non solo alle aziende più innovative ma anche a banche e fondi di investimento (private e public equity). Insomma, anche la finanza trova nei temi ambientali sbocchi promettenti. Ma c’è ancora poca informazione, trasparenza, disponibilità di dati e mancano criteri omogenei per permettere ai potenziali investitori di capire bontà e rischi di un investimento nel settore. L’Europa è già abbastanza avanti. Luci e ombre di un abbraccio sempre più inevitabile: quello tra finanza e ambiente.

 

Le politiche economiche e ambientali dopo il Covid-19: come possiamo ripartire?
Dopo la pandemia di coronavirus, l’urgenza di rilanciare l’economia potrebbe portare i governi a mettere in secondo piano le politiche a tutela dell’ambiente. Laurence Boone (Chief economist all’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e Salvatore Rossi (già direttore generale della Banca d’Italia, oggi presidente di Telecom Italia) hanno dialogato sulle sfide che la politica economica, globale e nazionale, dovrà affrontare nei prossimi anni, tra Recovery Fund, collaborazione tra il pubblico e i privati e l’aiuto che il digitale e le nuove tecnologie possono fornire alla politica per superare le gravi conseguenze della pandemia, cercando di porre fine all’incertezza che regna in questo momento storico.

 

Perché Xi Jinping non sta dalla parte di Greta
Ha partecipato a tutte e quindici le edizioni del Festival dell’Economia di Trento, i primi anni era corrispondente di Repubblica da Pechino, gli ultimi da New York. Anni nei quali il mondo è cambiato e il rapporto tra crescita e ambiente è diventato sempre più cruciale ed inquietante. Il giornalista Federico Rampini è ospite in un incontro moderato dal giornalista Paolo Micheletto ha spiegato perché Xi Jinping non sta veramente dalla parte di Greta, e perché elementi come la decrescita economica e il consenso sociale sono fattori che pongono scelte cruciali nel proseguimento delle politiche ambientaliste dei Paesi, dalla Cina all’America, passando per l’India. Non esclusi quelli Europei. La corsa alle rinnovabili, poi, se mal gestita, potrebbe portare a fare più danni del petrolio.

 

Perché fidarsi della scienza? Naomi Oreskes e i suoi metodi scientifici ce lo spiegano
Naomi Oreskes, geologa e storica della scienza, insegna all’Università di Harvard. È una delle principali intellettuali pubblicamente impegnate sul ruolo della scienza nella società, sulla realtà del cambiamento climatico antropogenico e le campagne di disinformazione antiscientifica. Nel suo incontro odierno al Festival dell’Economia ha raccontato i contenuti del suo libro Why Trust Science?, uscito a fine 2019 negli Stati Uniti, in cui offre una difesa audace e convincente della scienza, rivelando perché il carattere sociale della conoscenza scientifica è la sua più grande forza e la ragione più grande per cui possiamo fidarci. Nonostante gli attacchi subiti dai potenti e la diffidenza crescente dopo la pandemia da coronavirus.

 

Il ministro Amendola: “Recovery Fund, occasione unica per rifondare l’Italia
“I fondi europei sono un impegno senza precedenti per il nostro Paese e dobbiamo lavorare tutti assieme per garantire un nuovo futuro. In caso di fallimento, gli effetti sarebbero drammatici non solo per l’Italia ma per l’intera costruzione europea”. Così il ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola, intervenuto al Festival dell’Economia di Trento sul tema “Pensando a Next Generation Eu” ovvero il Recovery Fund. Assieme all’economista Roberto Perotti, il ministro Amendola ha “dialogato” (non senza qualche frizione) sulle strategie del governo italiano per l’investimento dei 209 miliardi messi a disposizione da Bruxelles con il Recovery Fund. Le risorse comunitarie – hanno concordato, seppur con qualche distinguo – serviranno a finanziare il piano di ripresa dell’Italia, in parte a fondo perduto e in parte in prestiti. Le questioni riguardano semmai la capacità fare sintesi sulle diverse.

 

La matematica come chiave di lettura per democrazia e società
E’ una protesta contro l’idea imperante della matematica composta di assiomi infallibili, il libro di Chiara Valerio, “La matematica è politica”, presentato al Festival dell’Economia. Una protesta, che parte quindi dall’idea che questa scienza esatta, poi così esatta non sia, e che, secondo Linda Laura Sabbadini, direttore generale dell’Istat, chiamata a commentare la pubblicazione Einaudi, «lascia un grande insegnamento: la matematica, così come poi la democrazia, si fonda su regole, che non devono essere prese come verità assolute ma fatte vivere e mutare nell’attualità». O, andando ancora oltre, secondo l’autrice, «ci insegna dei modelli di comportamento e di responsabilità che, qualora trascurati, danno vita a distorsioni a livello sociale».

Fallito il blitz del 6 luglio u.s., anche grazie alla FLP che denunciò l’accaduto, con il quale la politica locale, attraverso la Commissione dei Dodici, tentò di mettere il “cappello” anche sulla Corte dei Conti di Trento e Bolzano (la cosiddetta Magistratura Contabile), gli stessi attori politici trentini ed altoatesini in queste ore ritentano l’operazione. E di questo non avevamo dubbi, l’appetito è troppo forte.

L’operazione è sempre quella di tentare di “provincializzare” gli Uffici della Corte dei Conti che attualmente sono composti (a Trento con 28 dipendenti. 1 dirigente, 16 funzionari amministrativi, 1 traduttore e 10 assistenti. A Bolzano, 27 dipendenti. 1 dirigente, 16 funzionari amministrativi, 2 traduttori e 8 assistenti), oltre agli 11 magistrati previsti per Trento ed 11 per Bolzano tra sezioni di controllo, sezioni giurisdizionali e procura presso le sezioni giurisdizionali.

L’altro obiettivo è quello di nominare due magistrati su quattro della sezione di controllo di Trento e due della sezione di Bolzano, attraverso il Consiglio dei Ministri, su indicazione del Consiglio provinciale di Trento e di Bolzano.

Rammentiamo che la Corte dei Conti è l’organo che esprime giudizi di parificazione dei rendiconti generali della Regione Trentino Alto Adige e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano. Quindi organo di controllo del bilancio e delle scelte gestionali di entrata e di spesa, anche delle stesse Provincie Autonome.

Pertanto, a nostro avviso, la Corte dei Conti non può e non deve avere a che fare “politicamente” con le predette Autonomie locali. Anche perché, altrimenti, si verificherebbe il paradosso che Io nomino te e Tu controlli me!

 

La novità di queste ore, è che il Consiglio di presidenza della Corte dei Conti a livello nazionale, per risolvere l’impasse creatosi con le proteste di coloro che non accettano tale “mostruosità”, ha proposto ai membri della Commissione dei Dodici, una riduzione del potere dei giudici di nomina politica.
Sentite, sentite…

In caso di delibera da parte di una sezione composta da quattro membri, solo uno dei due giudici di nomina provinciale avrebbe diritto di voto. Quindi, ad avviso del Consiglio di presidenza della Corte dei Conti, in questo modo non verrebbero intaccati i principi di autonomia e indipendenza della magistratura contabile.

Lo stesso Consiglio di presidenza avrebbe poi concesso un’apertura in tema di gestione del personale amministrativo delle sezioni di Bolzano e Trento della Corte, ribadendo la contrarietà ad un trasferimento in blocco di tutto il personale amministrativo alle dipendenze delle due Amministrazioni Provinciali. La soluzione proposta è una via di mezzo con la sola possibilità da parte delle Province di procedere con l’istituto del «comando», cioè del prestito di personale alle sezioni della Corte dei Conti per un periodo definito a seconda delle esigenze. Insomma, a nostro avviso, la toppa peggio del buco!

E la cosa che più ci fa infuriare è che le proposte arrivano proprio da Roma che invece di tenere la barra dritta, concede ancora una volta al potere politico locale, pronto a fare da stampella ai vari governi che si succedono, ciò che in altre Regioni sarebbe impensabile.

Ci chiediamo:
Per quale motivo il potere politico locale, mai sazio nonché bulimico, deve intervenire in apparati Statali che funzionano bene e che hanno sempre dato prova di terzietà e neutralità? Ricordiamoci ti tante inchieste e severi controlli messi in atto dai magistrati contabili proprio nei confronti delle spese “pazze” effettuate nel mondo politico e non solo.
Come fa un giudice nominato dall’organo politico in un complesso sistema di controllo a non “ricordarsi” di chi lo ha nominato?

Cosa c’entra il personale in comando “in prestito” dai ruoli Provinciali a quelli Statali? Oltretutto a tempo, visto che in qualsiasi momento il medesimo personale (semmai dopo una intensa formazione), può ritornare negli Uffici Provinciali? Mica abbiamo bisogno delle badanti, con tutto rispetto per quest’ultime.

Piuttosto, il Consiglio di presidenza della Corte dei Conti, invece di proporre soluzioni strampalate, si preoccupi e trovi le soluzioni per fare concorsi ed assumere personale Statale da impiegare negli Uffici della Corte dei Conti di Trento e Bolzano, visto che hanno sempre dato prova di capacità e professionalità in supporto alle tante inchieste nate e risolte in questa Regione.

La FLP ancora una volta è attenta e contraria a qualsiasi “inciucio” che possa ancora una volta indebolire e minare l’indipendenza e la neutralità degli organi di controllo.
Di qualsiasi natura! Per questo motivo, chiederemo aiuto per combattere l’ennesimo assalto alla diligenza, anche a tutta quella parte di magistrati, politici e gente comune che già nei mesi scorsi si sono dichiarati contrari a questi tipi di invadenza nei delicati equilibri tra Organi dello Stato.

Giù le mani dalla Corte dei Conti! Ad ognuno il proprio ruolo nel rispetto reciproco delle delicate funzioni di appartenenza.

 

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G. Vetrone – C. Urgesi

Segreteria Regionale FLP

 

 

 

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DIRETTO

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Pronti per le sfide che ci attendono con spirito di sacrificio per il bene della nostra città. Ringrazio il Segretario della Lega Salvini Trentino, Mirko Bisesti, e il direttivo che ha scelto di nominarmi referente per la sezione di Trento.

Una sezione guidata energicamente, con passione e con spirito di sacrificio dal Consigliere Bruna Giuliani che ringrazio per il lavoro svolto in questi anni anche nel formarmi politicamente.

Con l’occasione faccio un grosso augurio ai Consiglieri comunali e circoscrizionali eletti per svolgere al meglio il lavoro in aula e in commissione, ma anche ai militanti e ai sostenitori della Lega per portare avanti le battaglie per la nostra città.

Questo quanto dichiarato dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino e Referente per la sezione di Trento Devid Moranduzzo.

Coronavirus: 51 casi positivi nel rapporto odierno. Balzo di 51 casi nuovi nell’elenco dei positivi al Covid 19 aggiornato quotidianamente dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

Va detto subito che più della metà dei nuovi casi va ricondotta a cluster identificati da alcune settimane a questa parte in alcuni settori economici su cui si è intervenuti, dato che evidenzia l’estrema difficoltà di eradicare il virus dagli ambienti in cui si è diffuso, nonostante l’applicazione di misure di sicurezza e procedure di sanificazione.

Nel complesso, sono 12 i casi sintomatici ai quali si sommano altre 39 situazioni emerse grazie all’attività di screening che rimane molto intensa. Sono stati infatti 2.116 i tamponi analizzati ieri, di cui 1.274 all’Ospedale Santa Chiara e 842 a San Michele.

Sale di una unità anche la lista dei pazienti che necessitano cure ospedaliere, portando il totale a 14 persone.

Rimane molto alta l’attenzione verso il settore scolastico con una quindicina di classi attualmente in quarantena mentre altre 6 hanno terminato il periodo di isolamento.

Ad oltre sei mesi e mezzo di distanza dall’ultima uscita ufficiale, l’Ac Trento 1921 torna in campo, segnatamente in serie D e diciassette mesi dopo aver salutato la Quarta Serie al termine della stagione 2017 – 2018. Il trionfale cammino in Eccellenza nella scorsa annata, bruscamente interrotto dallo stop imposto ai campionati, ha permesso agli aquilotti di riconquistare l’ambito nazionale. Come due anni or sono il Trento è stato inserito nel raggruppamento C, assieme a quindici formazioni venete, tre friulane e la Virtus Bolzano.
L’avversaria del primo turno sarà l’Ambrosiana, compagine di Sant’Ambrogio di Valpolicella, che ha terminato il torneo 2019 – 2020 in quinta posizione e, recentemente, ha partecipato anche alla Tim Cup, uscendo sconfitta dal confronto con la Carrarese.
Per il tecnico Carmine Parlato, che in carriera vanta quattro promozioni in serie C e la conquista di uno Scudetto di serie D, la sfida contro i veronesi dell’Ambrosiana rappresenterà la prima uscita ufficiale alla guida dei gialloblù. Dieci anche sono i giocatori dell’organico che domenica, per la prima volta, indosseranno la maglia dell’Ac Trento 1921.
Dirigerà la sfida Nicolò Rodigari della sezione di Bergamo, coadiuvato dagli assistenti Alessio Mauriello e Salvatore Barbanera, appartenenti rispettivamente alle sezioni di Bologna e Palermo.

In campo.
Mister Parlato ha convocato 21 giocatori. L’unico indisponibile è il difensore classe 2002 Lorenzo Contessa, in recupero dall’infortunio muscolare patito qualche settimana or sono.

Le parole di Mister Parlato.
“C’è grande voglia d’iniziare la stagione dopo due mesi di allenamento. Abbiamo lavorato sodo, la squadra è in buona forma e ha ancora ampi margini di miglioramento. Cominciamo il nostro percorso affrontando un’avversaria di tutto rispetto, che in casa ha sempre ottenuto risultati importanti e lo scorso anno ha chiuso al quinto posto la stagione. Massimo rispetto per i nostri avversaria, ma paura di nessuno. Noi dobbiamo pensare a noi stessi e a guadagnarci ogni singolo punto con l’impegno e il sudore”.

I nostri avversari.
Il Gruppo Sportivo Ambrosiana è stato fondato nel 1927. Sino al 2017 la formazione veneta ha militato nei campionati provinciali e regionali: tre anno or sono la compagine di Sant’Ambrogio di Valpolicella, comune di 12mila abitati della provincia di Verona, ha conquistato una storica promozione in serie D, vincendo il girone A del campionato d’Eccellenza veneto.
Nelle successive stagioni l’Ambrosiana conquista prima una salvezza all’ultima giornata (senza disputare i playout) e da, quel momento, il sodalizio della Valpolicella, mostra continui segni di crescita con una seconda salvezza diretta sino ad arrivare al quinto posto conquistato al termine della passata annata.
Gli elementi di spicco dell’organico affidato per la settima stagione di fila a Tommaso Chiecchi, ex calciatore professionista con le maglie di Chievo Verona, Brescello, Spal, Lucchese, Lumezzane, Varese, Foggia, Vittoria, Modena, nuovamente Chievo Verona (con cui vinse il campionato di serie B nella stagione 2007 – 2008), Pro Patria e Lecco, sono l’esperto difensore centrale classe 1979 Dario Biasi, ex Carpi, Robur Siena, Pavia, Hellas Verona, Genoa, Cesena, Cagliari e Frosinone (per lui oltre 200 presenze in serie B), il trequartista Fabio Alba, cresciuto nel settore giovanile del Verona e già in C con Venezia e Virtus Vecomp Verona e l’attaccante Niccolò Zanetti, arrivato in estate dopo una lunga carriera tra serie C (Mezzocorona, Sambonifacese, Renate, Mantova) e serie D (Sambonifacese, Virtus Vecomp, Cesenatico, Tamai, Legnago Salus).
I colori sociali del Gsd Ambrosiana sono il rosso e il nero e la squadra veneta gioca le gare allo stadio “Montindon” (capienza 1.000 posti, ora ridotta a 300).

Gli ex della partita.
Nessun ex tra campo e panchina nelle due formazioni.

I precedenti.
Esiste un unico precedente ufficiale tra le due formazioni, risalente alla stagione 2018 – 2019. Trento e Ambrosiana si affrontarono nella gara “secca” valevole per i 32simi di finale di Coppa Italia di serie D. I veronesi s’imposero per 7 a 6 dopo i calci di rigore, dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi sul 2 a 2 per effetto delle reti di Bertoldi e Bardelloni per il Trento, Tonani e Contri per l’Ambrosiana.

Partite e arbitri della prima giornata (ore 15).
Adriese – Manzanese (Marra di Mantova)
Ambrosiana – Ac Trento (Rodigari di Bergamo)
Caldiero Terme – Arzignano Valchiampo (Frosi di Treviglio)
Campodarsego – Mestre (Giacometti di Gubbio)
Cartigliano – Montebelluna (Caruso di Viterbo)
Chions – Union San Giorgio Sedico (Martino di Firenze)
Cjarlins Muzane – Union Clodiense (Olmi Zippilli di Mantova)
Delta Porto Tolle – Union Feltre (rinviata)
Este – Belluno (Moretti di Como)
Virtus Bolzano – Luparense (rinviata)

I CONVOCATI

PORTIERI: Cazzaro (99); Ronco (02)
DIFENSORI: Affolati (01); Amadori (03); Bran (00); Dionisi (85); Salviato (87); Tinazzi (02); Trainotti (93).
CENTROCAMPISTI: Bonomi (03); Caporali (94); Gatto (92); Osuji (90); Pettarin (88); Pilastro (01); Rampanelli (02); Santuari (01).
ATTACCANTI: Aliù (89); Comper (03); Ferri Marini (90); Pietribiasi (85).

Depuratore Garda, nuove prescrizioni a tutela del fiume Chiese.

Si è svolta il 23 settembre la cabina di regia sul depuratore del Garda con all’ordine del giorno il monitoraggio sullo stato di attuazione delle opere e gli esiti del tavolo tecnico tenutosi presso il Ministero dell’Ambiente. Alla cabina di regia il Ministero è stato rappresentato dalla direttrice generale della DG SUA Maddalena Mattei Gentili. Ferma restando la scelta sulla localizzazione degli impianti effettuata a suo tempo dai soggetti a ciò deputati, non oggetto pertanto della riunione, il ministero è intervenuto sugli aspetti ambientali di propria competenza legati al corpo idrico recettore definendo una serie di attività prescrittive a tutela del fiume Chiese.

Alla luce delle criticità, comunque, riscontrate e presenti attualmente sul fiume (alcune di esse analoghe, come rilevato dal rapporto ARPA Lombardia del 2014, a quelle presenti sul Garda e sul Mincio), si è infatti ritenuto necessario formulare, nel quadro della compatibilità del fiume Chiese a ricevere gli scarichi della depurazione del depuratore in progetto, delle prescrizioni che sono state portate all’attenzione della Cabina di regia.

· In particolare, si è ritenuto che nello sviluppo progettuale, e nel conseguente iter procedurale, dovrà essere previsto:

· che l’impianto di depurazione possa consentire nel migliore dei modi possibile il riutilizzo dell’acqua in agricoltura, in un’ottica di economia circolare;

· il miglioramento in termini di qualità ambientale dei processi depurativi prevedendo l’applicazione allo scarico di limiti più restrittivi e di sostanze più ampie di quelle di cui alle tabelle 3 e 4 dell’Allegato 5 parte terza del 152/06;

· la compartimentazione dei trattamenti primari e terziari al fine della minimizzazione degli odori e dei rumori degli impianti di depurazione;

· una particolare attenzione all’accurato inserimento ambientale dei manufatti da realizzarsi sia nelle opere di collettamento sia negli impianti di depurazione;

· la minimizzazione degli impatti sui corpi idrici connessa alla presenza di manufatti scolmatori di piena nelle reti di collettamento;

· la ridondanza dei sistemi di approvvigionamento elettrico per evitare disservizi e scarichi non depurati in condizioni di emergenza;

· l’individuazione e il collettamento di tutti gli scarichi presenti, siano essi legittimi ed abusivi, al sistema depurativo;

· la previsione di un ulteriore collettamento e depurazione anche con riguardo agli scarichi industriali presenti nel bacino del fiume Chiese;

· il monitoraggio delle concentrazioni dei nutrienti (nitrati, ecc.) e del loro impatto sui corpi idrici recettori;

· la valutazione aggiornata del regime idrologico del Fiume Chiese al fine dell’individuazione della curva di durate delle portate,

· la considerazione del “deflusso ecologico” al posto del “minimo deflusso vitale”, con il conseguente incremento della portata necessaria al raggiungimento dell’obiettivo di qualità del corpo idrico e un conseguente aggiornamento delle portate in derivazione e del regime delle concessioni;

· l’adeguato collettamento e depurazione per tutte le aree che ne siano prive;

· una necessaria trasparenza dell’intero procedimento e l’invito a utilizzare, in sede di Via ai sensi del D.lgs 152/2006, tutti gli strumenti di partecipazione condivisa previsti dalle norme.

La Cabina di regia si è aggiornata con il compito di seguire il procedimento in corso e verificare l’applicazione delle prescrizioni ambientali

L’esito della tornata elettorale sul comune di Trento ha evidenziato una cosa: il CENTRO, se corre da solo, fa poca strada. Questo lo evidenziano i numeri. Marcello Carli e Silvia Zanetti si sono presentati come candidati sindaco staccati sia dal centrosinistra che dal centrodestra. Non vi sono state nemmeno le condizioni per unire le forze (il che rimane un grande mistero), e questo ha fatto sì che il risultato sia stato solamente dell’8,88% (Carli 5,32%, Zanetti 3,56%). Risultato deludente, non si può dire il contrario. La coalizione a sostegno di Marcello Carli doveva superare il 10-15%, mentre SI PUÒ’ FARE puntava all’8-10%. Obiettivi ambiziosi, forse troppo dato l’esito del voto.

Il PATT è la forza politica che, forse, ha realizzato un risultato positivo rispetto alle sue aspettative: 7,81%, risultato inferiore di soli 2 punti percentuali rispetto al risultato del 2015. Ma non dimentichiamo che nel 2015 il Presidente della Provincia Autonoma di Trento era Ugo Rossi, esponente del PATT, mentre oggi a governare la Provincia c’è Maurizio Fugatti, esponente della LEGA.

Il PATT, se fosse stato coerente con il percorso che iniziò a fare alla fine dell’anno 2019 ed inizio 2020, avrebbe partecipato alle elezioni comunali di Trento 2020 staccato dagli estremismi del PD e di FUTURA. Aveva dato vito ad un POLO CIVICO POPOLARE AUTONOMISTA, assieme ad altre forze politiche. Se queste forze politiche fossero state (perché no) SI PUÒ’ FARE ed il gruppo a supporto di Marcello Carli, il risultato poteva essere molto interessante. Il POLO CIVICO POPOLARE AUTONOMISTA avrebbe accolto, al suo interno, molte persone che, per mero opportunismo, si sono, invece, presentate a sostegno del candidato di PD e FUTURA.

Peccato non aver assistito alla nascita di questo nuovo POLO alle elezioni amministrative di TRENTO 2020 ed aver assistito, invece, al solito opportunismo politico non solo del PATT, ma anche di mote persone candidate (confluite poi in +TRENTOVIVA, PD, ecc.) che se durante lo scorso inverno dicevano “IANESELLI ASSOLUTAMENTE NO”, oggi fanno parte della maggioranza del consiglio comunale di Trento, maggioranza guidata dal Sindaco Franco Ianeselli.

Chissà se il famoso POLO CIVICO POPOLARE AUTONOMISTA troverà mai spazio nello scenario politico territoriale o se, invece, è meglio rimanga solo una idea. Sappiamo benissimo che un’idea, se non decolla, è anche perchè è pericolosa per qualcuno, in quanto può dar fastidio ai “soliti noti”.

 

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Lorenzo Rizzoli

Presidente #INMOVIMENTO

L’emergenza Covid, che ha praticamente azzerato le presenze straniere e tagliato le partenze degli italiani, è costata complessivamente 23 miliardi di mancati introiti al turismo estivo nazionale. È quanto emerge dal bilancio della stagione estiva tracciato dalla Coldiretti in occasione della giornata mondiale del turismo del 27 settembre.

Sono scesi a 34 milioni gli italiani che secondo Coldiretti/Ixè sono andati in vacanza questa estate (-13%) con una spesa media fortemente ridimensionata di appena 588 euro per persona (-25%). Il calo delle partenze, il leggero accorciamento della durata delle vacanze scese in media sotto i 10 giorni e il taglio del budget hanno significato un taglio complessivo della spesa turistica degli italiani di circa 11 miliardi.

A questo si aggiunge l’assenza dei 16 milioni dei cittadini stranieri per motivi di vacanza durante i mesi di luglio, agosto e settembre che quest’anno sono stati praticamente azzerati dalle preoccupazioni e dai vincoli resi necessari per affrontate l’emergenza covid, secondo l’analisi Coldiretti su dati Bankitalia.

Un’assenza che è costata 12 miliardi al sistema turistico nazionale per le mancate spese nell’alloggio, nell’alimentazione, nei trasporti, divertimenti, shopping e souvenir secondo l’analisi della Coldiretti.

Senza dimenticare che le conseguenze si faranno sentire  anche dal venir meno della leva positiva del turismo sulle esportazioni con i turisti che al ritorno in patria cercavano sugli scaffali i prodotti apprezzati durante il viaggio.

Ad essere colpite sono state soprattutto le città d’arte che sono le storiche mete del turismo dall’estero con trattorie, ristoranti e bar praticamente vuoti ma in difficoltà anche gli agriturismi dove gli stranieri in alcune regioni rappresentavano tradizionalmente oltre la metà degli ospiti nelle campagne.

In gioco c’è un sistema turistico Made in Italy che si compone di 612mila imprese e rappresenta  il 10,1% del sistema produttivo nazionale, superando il settore manifatturiero, con 2,7 milioni di lavoratori, il 12,6% dell’occupazione nazionale secondo Unioncamere.

 

 

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Foto: archivio Opinione

Pubblico nelle manifestazioni sportive: oggi non esistono le condizioni per ulteriori aperture. Il Comitato Tecnico Scientifico si è riunito in data odierna per analizzare il documento ricevuto dal Ministro della Salute relativo alla partecipazione del pubblico alle manifestazioni sportive, predisposto dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome.

Al riguardo, per quanto riguarda la partecipazione del pubblico agli eventi delle diverse discipline sportive e delle diverse serie, confermando che essi rappresentano la massima espressione di criticità per la trasmissione del virus – anche in considerazione del recente avvio dell’anno scolastico, il cui impatto sulla curva epidemica dovrà essere oggetto di analisi nel breve periodo – il CTS ritiene che, sulla base degli attuali indici epidemiologici ed in coerenza con quanto più volte raccomandato, non esistano – al momento – le condizioni per consentire negli eventi all’aperto e al chiuso, la partecipazione degli spettatori nelle modalità indicate dal documento predisposto dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome.

Resta, comunque, imprescindibile assicurare – per ogni evento autorizzato dalle norme attualmente in vigore – la prenotazione e la preassegnazione del posto a sedere con seduta fissa, il rigoroso rispetto delle misure di distanziamento fisico di almeno 1 metro, l’igienizzazione delle mani e l’uso delle mascherine. Qualora l’evento non possa garantire le citate misure di prevenzione, i numeri indicati nel DPCM dovranno necessariamente essere ridotti dagli enti organizzatori e posti sotto la valutazione e la responsabilità delle autorità sanitarie competenti. I

l CTS, pur comprendendo le aspettative di un ritorno graduale degli spettatori alla fruizione in presenza degli eventi sportivi, ritiene che la proposta operata dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome potrà essere riconsiderata sulla base dei risultati del monitoraggio di impatto delle riaperture della scuola e della pubblica amministrazione.

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