Carenze nella didattica a distanza. C’è incertezza sul come gestire al meglio bambini e ragazzi bloccati a casa in quarantena da Covid.

Quale autorevole testimone, anche il presidente Fugatti certifica in un recente, quanto infelice video apparso nei giorni scorsi su “Il Dolomiti”, la problematica.

Non è solo, il Presidente, quando cerca di immaginare il momento nel quale si occuperà di come aiutare i genitori a curare questa delicata fase; anche l’Assessore all’istruzione infatti, destreggiandosi tra un comizio elettorale e l’altro sta sicuramente pensando come organizzerà la didattica  a distanza per ragazzi e bambini bloccati a casa in quarantena da Covid.

Peccato che per alcuni di loro questa prassi sanitaria sia già iniziata e alcuni genitori e studenti abbiano rilevato l’assenza di opportuna assistenza tecnica da parte del personale docente.

Chiediamo se gli istituti comprensivi, siano in grado di mettere gli insegnati nelle migliori condizioni di poter operare in tal senso.

Di seguito, il testo dell’interrogazione.

Egregio
Presidente del

Consiglio provinciale

Walter Kaswalder

SEDE

I N T E R R O G A Z I O N E   N.  ___

 

Carenze nella didattica a distanza

Molti bambini e ragazzi in quarantena domestica derivante da positività a Covid nella stessa classe, non stanno ricevendo adeguata assistenza e continuità nell’insegnamento a distanza. Trapela un senso di incertezza nell’organizzazione scolastica, specialmente per quanto riguarda la gestione della didattica da remoto. Pare che non siano chiari e precisi nemmeno gli indirizzi su come procedere. Nella filiera organizzativa, il personale docente denuncia spesso di non esser stato messo nelle condizioni di poter attivare prontamente attività scolastica per i ragazzi rimasti a casa.

Probabilmente, i protocolli prevedono dotazioni multimediali e connessioni informatiche.

Vi è tuttavia un pesante rimpallo di responsabilità tra l’organizzazione scolastica e quella provinciale, che dovrebbe governare tutto il processo di assistenza tecnica nei vari istituti.

Tutto ciò premesso il consiglio interroga la Giunta per sapere

perché in provincia ogni classe di ogni ordine e grado non è in grado di garantire la didattica a distanza ai bambini e ai ragazzi in quarantena preventiva domestica.

Trento, 24 Settembre 2020

 

 

*

Cons. Michele Dallapiccola

Cons. Paola Demagri

Cons. Ugo Rossi

Via Barbacovi: saranno abbattuti alcuni tigli non più stabili. L’ufficio Parchi e giardini interverrà in questi giorni lungo via Barbacovi, per la rimozione di alcuni esemplari di tiglio.

Nel mese di maggio, nell’ambito dei ricontrolli programmati sulle alberature cittadine, anche i tigli di via Barbacovi sono state sottoposti ad una valutazione di stabilità da parte di tecnico specializzato, che ne ha confermato le problematiche già emerse nei controlli precedenti, ma con un peggioramento che ne ha determinato la previsione di abbattimento in tempi brevi.

Le cause principali sono dovute a presenza di cancri e funghi diffusi, branche cariate con tagli non rimarginati. In alcuni casi le piante mostravano già disseccamenti e presentavano sbilanciamenti di chioma.

Il filare di via Barbacovi è stato interessato negli ultimi anni da un rinnovo programmato della alberata in fasi successive, con la messa a dimora di nuove piante di tiglio. Anche quest’ultimo intervento si completerà con la messa a dimora di nuovi esemplari, a sostituzione delle piante rimosse.

Accertato un caso di Covid-19 tra gli alunni della scuola San Filippo Neri di Bolzano. Classe in quarantena.

È stato accertato nella tarda serata di mercoledì 23 settembre un caso di positività al Covid-19 tra gli allievi della scuola primaria San Filippo Neri. L’istituto scolastico ha adottato tutte le procedure previste ed ha seguito le indicazioni stabilite dall’Azienda sanitaria in merito, per garantire la tutela della salute degli allievi e del personale scolastico. La classe è stata sottoposta a quarantena preventiva e le famiglie saranno contattate dall’ASL per avere indicazioni sulle procedure da seguire.

“In questo periodo – sottolinea il Sovrintendente Vincenzo Gullotta – tutte le scuole della provincia stanno lavorando con grande impegno affinché sia garantito agli studenti il diritto all’istruzione e che ciò avvenga in un ambiente sano e sicuro per tutti i presenti negli istituti. I referenti covid degli istituti sono in costante contatto con i medici competenti dell’ASL attraverso una linea telefonica dedicata”. Secondo Gullotta “i dirigenti, gli insegnanti e il personale amministrativo stanno gestendo con professionalità una situazione mutevole e caratterizzata da una notevole pressione”.

Si chiede gentilmente ai media di rispettare la tranquillità dei bambini e degli insegnanti della scuola; per qualsiasi richiesta, informazione riguardante la scuola in lingua italiana, quindi, si prega di prendere contatto con Thomas Laconi, thomas.laconi@provincia.bz.it. Qualsiasi ulteriore comunicazione destinata alla cittadinanza verrà trasmessa attraverso gli appositi canali istituzionali della Provincia. In questa nuova pagina internet sono presenti le FAQ, le domande più frequenti, che riguardano il Coronavirus e la scuola.

Nella serata di ieri, 23 settembre, un bambino di 1 anno e mezzo, ricoverato presso l’Ospedale pediatrico specializzato “Di Cristina” di Palermo, è stato trasportato da Palermo a Genova, a bordo di un velivolo Falcon 900 Easy del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare. Il trasporto è stato richiesto per consentire al bimbo di ricevere cure specifiche presso l’Ospedale Piccolo Cottolengo di Genova.

L’esigenza del trasporto umanitario, come previsto dalle procedure, è stata gestita in stretto coordinamento con la Prefettura di Palermo, che ha curato le diverse fasi della richiesta ed in particolare i rapporti con entrambe le strutture sanitarie interessate e con la Sala Situazioni di Vertice del Comando della Squadra Aerea, la sala operativa dell’Aeronautica Militare che ha tra i propri compiti anche quello di disporre e gestire questo tipo di missioni attraverso l’attivazione di uno dei velivoli che la Forza Armata mette a disposizione della comunità per questo genere di necessità. La Prefettura di Palermo

Il bambino, protetto in una culla termica e seguita dall’equipe medica, è stato imbarcato insieme ai genitori a bordo del velivolo militare, per decollare alle ore 18.15 circa dall’aeroporto di Palermo.

Dopo circa un’ora e mezza di volo l’aereo militare ha raggiunto l’aeroporto internazionale “Cristoforo Colombo” di Genova dove il piccolo paziente, sempre protetto nella culla termica e nel rispetto delle misure precauzionali connesse all’emergenza sanitaria Covid-19, è stato trasferito in ambulanza per il successivo ricovero presso l’Ospedale Piccolo Cottolengo del capoluogo della regione ligure.

Attraverso i suoi Reparti di volo, l’Aeronautica Militare mette a disposizione mezzi ed equipaggi pronti a decollare in qualunque momento e in grado di operare anche in condizioni meteorologiche critiche per assicurare il trasporto urgente. La casistica dei tipi d’intervento è assai variegata: persone in imminente pericolo di vita, incidenti particolari, persone che necessitano di un trapianto, équipe mediche che si debbano spostare rapidamente per prelevare organi vitali per l’immediata esecuzione di trapianti medici, ecc.

Sono centinaia ogni anno le ore di volo effettuate per questo genere di attività dai velivoli del 31° Stormo di Ciampino, del 14° Stormo di Pratica di Mare e della 46a Brigata Aerea di Pisa.

Dalle 9.30 alle 12.00 di domenica 27 settembre, su ordinanza della Prefettura di Bolzano, la circolazione ferroviaria sarà interrotta per consentire il disinnesco e la rimozione di un ordigno bellico.

L’orario per il termine delle attività è legato all’effettivo completamento dell’intervento degli artificieri. Informazioni di dettaglio sui provvedimenti di circolazione ferroviaria e sui treni interessati sono consultabili sul sito web Trenitalia, l’App Trenitalia e al numero verde gratuito 800 89 20 21.

I militari della Guardia di Finanza del Gruppo di Viareggio, sotto la direzione dei Pubblici Ministeri Dott.ssa Ester Nocera e Leopoldo De Gregorio della Procura della Repubblica di Firenze – Direzione Distrettuale Antimafia – hanno portato a termine una complessa e articolata indagine nei confronti di una associazione per delinquere finalizzata alla produzione, commercializzazione e ricettazione di prodotti di pelletteria di alto pregio recanti famosi marchi contraffatti.

Ai domiciliari sono finite 7 persone per i reati di Associazione per delinquere (416 C.P.), Ricettazione (art. 648 C.P.), Contraffazione, alterazione o uso marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni (art. 473 C.P.), Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi (art. 474 C.P.). Le ordinanze di custodia cautelare, disposte dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Firenze Dott. Giampaolo Boninsegna, sono state eseguite a Milano, Monza, Empoli e Firenze nei confronti di 5 italiani, un cittadino cinese e un cittadino coreano.

Sono stati indagati complessivamente 21 soggetti, implicati a vario titolo nell’attività illecita. Tra questi figurano tre coppie padre/figlio: il promotore dell’associazione, originario di Empoli e domiciliato a Monza che, unitamente al padre indagato, aveva i contatti con i fornitori delle materie prime come il pellame; un padre indagato e il figlio arrestato per la fornitura dei semilavorati; infine un altro padre indagato, che curava le spedizioni all’estero insieme al figlio arrestato. Dalle intercettazioni è emerso che i figli prendevano accordi telefonici fra loro e, successivamente, i genitori ultrasettantenni, sperando di non destare sospetti, si incontravano di persona per finalizzare lo scambio della merce. Altri soggetti avevano compiti meramente esecutivi come l’assemblaggio e la consegna dei prodotti.

L’associazione criminale, con base operativa in Toscana e operante fino in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, vantava una fitta rete di contatti che consentiva di curare tutti i passaggi della produzione, dalla lavorazione della pelle, all’approvvigionamento di cartellini e confezioni varie, alla vendita, finanche la commercializzazione in negozi di lusso in Canada, Cina, Repubblica Popolare di Corea, Austria e Germania, dove i prodotti venivano venduti come originali a prezzi elevati.

Le spedizioni verso l’estero avvenivano mediante l’utilizzo di documentazione fiscale e doganale falsificata. Nel corso delle indagini più volte la merce già imballata e pronta per essere spedita veniva bloccata all’aeroporto di Milano Malpensa e sequestrata grazie al tempestivo intervento dei militari della Guardia di Finanza.
All’interno dell’organizzazione era poi prevista una figura che si occupava di creare società all’estero, in particolare a Londra, che servivano per far arrivare i pagamenti estero su estero e a far poi transitare il denaro in Italia, su conti correnti che venivano rapidamente svuotati mediante prelevamenti agli sportelli bancomat.

L’associazione criminale non ha interrotto le attività neanche durante l’emergenza sanitaria, infatti sono state comminate numerose sanzioni amministrative a molti degli indagati, in quanto si spostavano senza valido motivo durante i divieti imposti per ridurre il rischio di contagio.

Contestualmente è stato disposto un sequestro preventivo per equivalente dell’illecito profitto, riconducibile all’intera organizzazione, quantificato in 5 milioni di euro consistenti in 8 immobili, un terreno, 33 conti correnti, disponibilità finanziarie, 4 autovetture e 4 motoveicoli. Le indagini sono state condotte mediante intercettazioni ambientali e telefoniche, anche di numeri internazionali, analisi di dispositivi informatici, appostamenti, pedinamenti e monitoraggio delle spedizioni provenienti dall’estero.

Le indagini sono state condotte mediante intercettazioni ambientali e telefoniche, anche di numeri internazionali, analisi di dispositivi informatici, appostamenti, pedinamenti e monitoraggio delle spedizioni internazionali.
Nel corso delle attività, durate oltre un anno e mezzo, sono stati sequestrati complessivamente più di 50.000 prodotti falsi, 500 metri quadrati di stoffa delle più note griffe dell’alta moda italiana e internazionale tra cui Gucci, Hermes, Louis Vuitton, Chanel, Prada, Yves Saint Laurent, Givenchy, Dior, Céline, Balenciaga e Ferragamo, oltre a macchinari per la stampa su pelle.

L’azione di contrasto al fenomeno della contraffazione e dell’abusivismo commerciale rientra tra i compiti primari della Guardia di Finanza, si pone l’obiettivo di tutelare il made in Italy assicurando un’efficace risposta alle esigenze di tutela dell’Erario, del mercato e dei soggetti economici che operano nel rispetto delle regole e della collettività. Tale fenomeno illecito, oltre a mettere in pericolo la salute e la sicurezza dei consumatori, per il frequente utilizzo di materie prime tossiche, ha ripercussioni negative sul mercato in quanto sottrae opportunità e lavoro alle imprese oneste.

La sfida mondiale della metallizzazione dell’idrogeno coinvolge anche l’Università di Trento. Obiettivo: ottenere in laboratorio nuovi strumenti per l’elettronica e per il settore dell’energia. I risultati di uno studio pubblicati su Nature Physics.

Prendere un gas (l’idrogeno) e comprimerlo fino a renderlo solido e resistente come il metallo. Uno studio di fisica teorica, che coinvolge anche l’Università di Trento, ha calcolato le caratteristiche fisiche (conducibilità elettrica, colore e lucentezza) e le proprietà chimiche di questo materiale al variare della pressione. I risultati dello studio, di concezione italiana, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Physics, proprio mentre in Europa si annunciano ingenti investimenti di Germania e Francia nel settore.

La ricerca si inserisce in un filone internazionale che da decenni vede gruppi di tutto il mondo impegnati nel comprimere gli atomi di idrogeno per creare in laboratorio a temperatura ambiente un superconduttore dalle prestazioni molto elevate, che non si surriscalda e non disperde energia, di grande interesse per applicazioni nel settore energetico e dell’elettronica e in altre svariate situazioni che richiedano materiali in grado di funzionare anche in condizioni estreme. L’idrogeno metallico venne teorizzato per la prima volta oltre 80 anni fa e viene considerato un santo graal dai fisici.

La strada per raggiungerlo passa dallo schiacciare tra loro molecole di idrogeno (confinamento quantico) attraverso una pressione molto elevata di circa 500 GPa ovvero 500 gigapascal (equivalente al peso di cinquecento elefanti applicato sulla superficie di una moneta da un euro).

Di recente, tre studi sperimentali avevano riportato risultati in contraddizione. Uno studio di Harvard nel 2017, pubblicato su Science, ha osservato l’idrogeno annerirsi sopra i 300 GPa e poi diventare improvvisamente scintillante a 500 GPa (un tipico segnale di metallizzazione). Uno studio seguente del 2019, pubblicato su Nature Physics, ha misurato la conducibilità elettrica del campione, mostrando che metallizza a 360 GPa. Infine, ad inizio 2020, un terzo studio pubblicato su Nature, ha mostrato che l’idrogeno rimane trasparente se osservato con luce infrarossa fino a 420 GPa, quando diventa improvvisamente opaco. Ciascuno gruppo di autori affermava di essere stato il primo ad aver osservato la metallizzazione dell’idrogeno.

Matteo Calandra Buonaura, del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento, assieme ai colleghi Lorenzo Monacelli e Francesco Mauri dell’Università La Sapienza di Roma e Ion Errea dell’Università dei Paesi baschi, racconta: «Abbiamo usato un modello teorico di avanguardia, da noi sviluppato, per poter simulare l’idrogeno ad alta pressione al computer, in modo da scoprire se ci fossero errori nei dati sperimentali, e da far chiarezza sui meccanismi di metallizzazione dell’idrogeno».
I quattro fisici spiegano: «Siamo stati molto sorpresi quando i risultati della simulazione hanno confermato tutti i dati sperimentali: l’idrogeno metallico è un materiale particolarissimo: non solo è un metallo nero (caso raro, come la grafite), ma è addirittura trasparente alla luce infrarossa, e questo lo rende unico».

 

*

L’articolo
L’articolo, dal titolo “Black metal hydrogen above 360 GPa driven by proton quantum fluctuations”, è stato scritto da Lorenzo Monacelli e Francesco Mauri (Università La Sapienza, Roma), Matteo Calandra (Università di Trento) e Ion Errea (Università dei Paesi Baschi). È stato pubblicato il 7 settembre 2020 su Nature Physics.
L’articolo è disponibile su: https://www.nature.com/articles/s41567-020-1009-3
(DOI: 10.1038/s41567-020-1009-3)

Ieri pomeriggio i Carabinieri della Compagnia di Trento hanno tratto in arresto, per furto aggravato, A.B, 27enne, algerino, senza fissa dimora. L’uomo veniva notato, all’interno della OVS di viale Verona, aggirarsi con fare sospetto suscitando l’attenzione di una commessa, che, visionando le immagini della videosorveglianza, si rendeva conto del furto di alcuni capi di abbigliamento e pertanto allertava il 112NUE.

I Carabinieri della Sezione Radiomobile, giunti immediatamente sul posto, acquisivano la descrizione del soggetto, riuscendo così a rintracciarlo, dopo alcuni minuti in piazza Dante, ancora in possesso della refurtiva.

Questa mattina l’arrestato sarà portato dinanzi al Giudice per essere sottoposto a giudizio per direttissima.

Continua a essere sempre alto l’impegno dei Carabinieri del Comando Provinciale di Trento nel contrastare i reati contro il patrimonio, mediante l’attività di prevenzione, svolta con il capillare e costante controllo del territorio, nonché attraverso il pervicace sviluppo di attività investigative.

Sempre ieri, infatti, i Carabinieri della Stazione di Vanenze monte Bondone denunciavano in stato di libertà due giovani donne sinti, C.E. 24 anni, e S.Z. 23 anni, per un borseggio avvenuto il 9 settembre scorso, all’interno di un supermercato del capoluogo trentino, in danno di una insegnante di Cavedine.

La vittima, dopo essersi resa conto del furto subito, denunciava l’episodio ai Carabinieri della Stazione di residenza, che si adoperavano subito nell’acquisizione dei filmati dell’impianto di videosorveglianza del locale commerciale, attraverso cui riuscivano a identificare le due ladre -già note all’ufficio- attribuendogli la responsabilità del fatto.

Grande soddisfazione espressa dal Cons. prov. Gianluca Cavada a seguito dell’elezione di Alessandro Santuari a sindaco di Baselga di Piné. Successivamente alla pubblicazione dei risultati, il Consigliere ha così dichiarato: «Sono veramente soddisfatto. Alessandro Santuari è certamente la persona adatta alla guida dell’Altopiano. Questa vittoria è frutto di un lungo lavoro portato avanti dal sottoscritto, dal neo-sindaco e dai candidati della Lega e delle altre due liste di coalizione: Piné Futura e Autonomisti Popolari. Collaborazione, dialogo e lungimiranza sono le parole chiave che ci hanno permesso di trovare un accordo aggiudicandoci la fiducia del 66,54% degli elettori.

Una vittoria netta, che porta la Lega a passare dall’11,58% del 2015 al 25,71% di oggi. Siamo consapevoli di essere il partito più votato e cogliamo quindi con onore tutti le responsabilità che questo comporta: serviremo fino in fondo i cittadini ed il territorio. Sono certo che i neo consiglieri, la Giunta ed il Sindaco – anche con l’aiuto di un’amministrazione provinciale amica – saranno in grado di rilanciare l’Altopiano di Piné in vista delle Olimpiadi 2026»

20200924 - NA - BO - CONFISCA BENI
(Pagina 3 di 4)