Voluto ed incoraggiato dal Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, è stato sottoscritto oggi a Roma, presso la Sala De Sena della Direzione centrale della polizia criminale, un Protocollo d’Intesa tra il Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Rizzi, e il Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Dott. Carlo Verna.

L’accordo, di validità biennale, concentra l’attenzione sulla priorità formativa che rappresenta uno snodo strategico sia per le forze di polizia che per i giornalisti. Da un lato, il supporto dell’Ordine dei giornalisti nell’attività di comunicazione delle forze di polizia può avere un’importanza decisiva al fine di aumentare la percezione di sicurezza dei cittadini: dall’altro, la conoscenza dei fenomeni criminali, della strategia di prevenzione e di contrasto delle forze di polizia rappresenta per l’Ordine dei giornalisti una risorsa fondamentale per rendere un servizio di qualità al pubblico.

“Due articolazioni fondanti dello Stato si sono incontrate oggi a beneficio dei servizi resi al cittadino, che ha diritto di essere informato correttamente. In questa prospettiva, la formazione diventa un asse fondamentale per promuovere un rispetto della legalità a tutto campo” queste le parole del Presidente Verna.

Il Prefetto Rizzi sottolinea che “assistiamo ad una polverizzazione delle notizie, spesso senza l’intermediazione professionale di un giornalista, e questo può creare disinformazione. Siamo convinti che la sicurezza passi anche attraverso la comunicazione, che deve essere vera, tempestiva ed efficace. Abbiamo inaugurato oggi un contenitore aperto, auspicato anche dal Direttore Generale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Prefetto Franco Gabrielli, che aiuterà le forze di polizia a rispondere in modo adeguato ai bisogni dell’informazione”.

In particolare, il Protocollo prevede, la partecipazione gratuita e reciproca ad incontri di studio o di ricerca, corsi e seminari organizzati rispettivamente dal Consiglio Nazionale e dalla Direzione centrale della polizia criminale, aperti a Funzionari e Ufficiali delle Forze di Polizia e a giornalisti iscritti o appartenente all’Ordine.
L’intesa si colloca, più in generale, nella collaborazione già esistente per il contrasto al fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti che costituisce l’oggetto dello specifico Centro di coordinamento presieduto dal Ministro dell’Interno, che ha un suo Organismo Permanente di supporto, presieduto dal Prefetto Rizzi, di cui il Protocollo di oggi rappresenta un’importante iniziativa.

Elezioni comunali: il “grazie” del presidente della Provincia ai candidati e alle candidate.

Mentre si avvia a conclusione lo scrutinio delle schede di questo appuntamento elettorale, che avrà una “coda” ad ottobre con alcuni ballottaggi, il presidente della Provincia autonoma di Trento rivolge un ringraziamento ai candidati e alle candidate che si sono “messi in gioco” per concorrere ad uno degli impegni più significativi per chi ha cuore la propria comunità: l’amministrazione del bene pubblico.

“Il voto è un momento fondamentale per la democrazia. – sottolinea il governatore del Trentino – Da parte della Provincia, oltre ad esprimere un apprezzamento per l’impegno profuso dai candidati di ogni schieramento politico in questa campagna elettorale e a complimentarci con i vincitori, un ringraziamento sentito va a tutti coloro che si sono recati alle urne per esercitare il loro diritto al voto, talvolta superando anche timori alimentati dai tempi difficili che la pandemia purtroppo ci ha costretto ad affrontare.

Merler: Ballottaggio sfumato per 2.000 voti ma l’alternativa al centrosinistra raggiunge quasi il 40%.

Ho appena chiamato Franco Ianeselli, facendogli i complimenti per la vittoria e augurandogli buon lavoro come nuovo Sindaco della nostra Trento.

Dal canto mio, ringrazio gli elettori, i candidati, il mio staff e tutti coloro che si sono spesi, senza sosta, in questi 45 giorni di campagna elettorale. È stata per me un’esperienza entusiasmante, molto formativa, che mi ha fatto crescere e nella quale ho messo tanto cuore, forza, passione e tutto ciò che avevo per Trento e per i nostri cittadini.

Mi troverete – e ci troverete – in Consiglio Comunale, sempre con spirito costruttivo, per portare avanti le nostre proposte e per meritarci la fiducia che ci è stata data da più del 30% dei cittadini e che, sommata ai risultati di Marcello Carli e Silvia Zanetti, dimostra che l’alternativa al centrosinistra sfiora il 40%. Questo è sicuramente il dato da cui partire in vista delle sfide che ci riserverà il futuro.

Ringrazio di cuore i commercianti che mi hanno aperto i loro negozi, i professionisti che hanno dedicato qualche ora del loro tempo per ascoltare le nostre proposte, tutti quei cittadini che hanno riposto in me e nella nostra proposta politica la speranza di una ventata di aria fresca. Il ballottaggio è sfumato circa 2.000 voti, ma non la nostra passione e la grinta che abbiamo messo in queste settimane così ricche di impegno ed emozioni.

Avanti insieme per dare a Trento #UnaMarciainPiù

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Andrea Merler

LEGA ROVERETO: “BALLOTTAGGIO STORICO PER ROVERETO”. “Soddisfatti per il risultato della Lega a Rovereto dove siamo riusciti a raggiungere un ballottaggio storico”, ad affermarlo il referente della sezione Lega di Rovereto, Villiam Angeli, che poi ha ricordato che la Lega in questa tornata elettorale conferma un trend positivo a livello di elezioni comunali a Rovereto. “Puntare sulla rinascita della città con una migliore viabilità, con la valorizzazione del suo patrimonio storico e con una visione che guarda al futuro premia una coalizione che mette innanzitutto al centro i roveretani.

Ora si preannunciano due settimane sul territorio per spiegare al maggior numero di persone che Rovereto può cambiare con Zambelli Sindaco”, ha affermato il Segretario della Lega Salvini Trentino Mirko Bisesti.

Il capogruppo della Lega Salvini Trentino, Mara Dalzocchio, ha concluso dicendo: “Ringrazio tutti coloro che hanno sostenuto il nostro progetto per la città di Rovereto. Una città che merita di essere valorizzata con una figura che ami il territorio come Andrea Zambelli”

Trentino. Urso (FdI): grande avanzata di Fratelli d’Italia alle Comunali. “Fratelli d’Italia è l’unica forza politica nazionale a crescere nelle Comunali a Trento e negli altri Comuni del Trentino diventando nettamente la seconda forza politica nazionale della coalizione di Centrodestra.

Un grande balzo che ci consente finalmente di avere una significativa presenza nelle Istituzioni. Sicuramente il migliore risultato della storia della destra nella Città di Trento”: è quanto rileva il sen. Adolfo Urso, commissario provinciale di Fratelli d’Italia. “Siamo impegnati sin d’ora nei ballottaggi a Rovereto, Riva e Arco convinti che si possa contendere alla sinistra il governo delle città”, conclude il senatore Urso.

 

 

 

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DIRETTO

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Ledro, strada più larga per la sicurezza dei pedoni a Biacesa. Sarà sistemata e messa in sicurezza la strada statale 240 di Loppio e della Val di Ledro, in località Biacesa. L’intervento è stato previsto dalla Giunta provinciale, attraverso l’approvazione del Documento di programmazione settoriale degli anni 2020-2022: per la sua realizzazione, secondo quanto riportato dal progetto in fase di studio a cura del Servizio opere stradali, è stato previsto un finanziamento di 400mila euro.

I lavori consentiranno di risolvere il problema della ristrettezza della carreggiata nel tratto a monte dell’abitato di Biacesa partendo dalla chiesa di Sant’Antonio all’altezza del cimitero con il rifacimento del muro di sostegno di valle e l’installazione di un nuovo guard‐rail. L’intervento interesserà la statale per una lunghezza di circa 150 metri.

Si della Giunta al collegamento sciistico transfrontaliero Tre Cime II Italia-Austria a Sesto Pusteria, ma con condizioni e solo in presenza progetto per il tratto austriaco del collegamento.

La zona sciistica “Tre Cime Dolomites” nel comune di Sesto Pusteria potrà essere collegata con il centro sciistico “Sillian Hochpustertal” in Austria. Sulla parte altoatesina sono previsti a tal fine un nuovo impianto di risalita e una nuova pista da sci, denominati “Tre Cime II”. I nuovi impianto da sci e la relativa pista potranno essere realizzati solo in presenza di un progetto riferito anche al tratto ausriaco del collegamento. La Giunta oggi (22 settembre) ha approvato a questa condizione il progetto per il tratto altoatesino del collegamento e secondo le valutazioni e con le condizioni imposte dal Comitato ambientale. È prevista anche una cauzione pari a 200.000 euro, ad osservanza delle prescrizioni. Una proposta in tal senso è stata sottoposta all’esecutivo provinciale dall’assessore all’ambiente.

 

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Impianto con cabine da 10 posti, 2.100 metri di pista

Lo studio di fattibilità per il collegamento fra le due zone sciistiche, presentato dalla società gestrice degli impianti di risalita 3 Zinnen Spa, aveva già ottenuto il parere positivo dal Comitato ambientale ed era già stato approvato dalla Giunta nel 2018. La nuova cabinovia Tre Cime II sarà dotata di cabine da 10 posti per una portata oraria di 2.400 persone e servirà l’omonima nuova pista di collegamento lunga 2.100 metri, con una superficie di circa 8,7 ettari. La stazione a valle della nuova cabinovia è prevista nelle immediate vicinanze dell’impianto esistente Tre Cime I. L’investimento ammonta a 10,85 milioni di euro.

 

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Un si, ma molte condizioni

Come detto, il nuovo impianto di risalita e la nuova pista da sci Tre Cime II potranno essere realizzati solo a patto che venga predisposto anche il progetto per il collegamento fra zone sciistiche riferito al tratto da realizzare in territorio austriaco. La nuova pista da sci da predisporre in territorio altoatesino può in pratica essere realizzata solo in funzione del collegamento transfrontaliero. In presenza del progetto per il tratto oltreconfine, potranno essere rilasciati il provvedimento autorizzativo unico provinciale e la concessione edilizia per le opere in territorio altoatesino. Prima del rilascio del provvedimento autorizzativo unico dovrà essere presentata al Comitato ambientale una proposta rielaborata per le misure di compensazione ambientale, il cui importo viene aumentato a 200.000 euro. Tra queste misure vi sono il rimboschimento del contesto idrogeologico e la valorizzazione dell’habitat del fagiano di monte. Invece, il Comitato ambientale non ha ritenuto idonea quale misura di compensazione il “progetto sentiero di frontiera”.

 

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Limiti alla derivazione idrica per l’innevamento

L’impianto di innevamento per la nuova pista da sci sarà collegato alla rete esistente, alimentata dal lago artificiale di Sesto. La derivazione massima dalla diga di Sesto sarà aumentata da 210 a 305 litri al secondo e potrà essere di al massimo 244.684 metri cubi per stagione invernale. La portata media del lago artificiale sarà aumentata da 16,3 a 23,6 litri al secondo. Un display posto sulla parete esterna della stazione di pompaggio consentirà di verificare le portate. L’utilizzo delle acque derivate potrà avvenire esclusivamente sul territorio italiano.

 

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Impiego di materiali e sementi locali

Tra le molteplici condizioni imposte dal Comitato ambientale e fatte proprie dalla Giunta provinciale, per il ripristino delle aree interessate dalla movimentazione del terreno vi è l’impiego di sementi autoctone per il rinverdimento d’alta quota e del manto erboso asportato. Le superfici dove si rendano necessari movimenti di terreno dovranno essere delimitate in modo preciso assieme alla Forestale, prima dell’avvio dei lavori. Per la messa in sicurezza dei versanti, della pista e delle strade di accesso dovrà essere utilizzato materiale grossolano del posto, disposto a strati. Una volta terminate le opere, prima della messa in esercizio del nuovo impianto di risalita, la società gestrice Drei Zinnen Spa dovrà presentare richiesta di collaudo all’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima.

Contro il progetto collegamento sciistico transfrontaliero Tre Cime a Sesto Pusteria erano state presentate 6 osservazioni scritte riferite a vari aspetti progettuali e alle loro ripercussioni su un ambito non ancora antropizzato ad un’altitudine oltre il 2.000 metri

“La Fondazione Dolomiti UNESCO supporta i territori per garantire futuro”, così il presidente. Al Rifugio Cava Buscada per Incontri d’Alt(r)a Quota.

Il presidente della Fondazione Dolomiti UNESCO è salito al Rifugio Cava Buscada, provincia di Pordenone-Dolomiti Friulane, per testimoniare la vicinanza della Fondazione ai rifugisti Roberta e Giampietro Corona che tanto impegno mettono quotidianamente (e da molti anni) per valorizzare un sito dolomitico – quello di Cava Buscada, appunto – che ha anche un’importanza culturale particolarmente significativa. Insieme al vicepresidente, al vicesindaco di Erto, al geologo del Muse Riccardo Tomasoni, ha ringraziato i rifugisti esortandoli “a continuare questo prezioso lavoro di valorizzazione e di presidio territoriale fondamentale. Senza di voi la montagna non avrebbe futuro”

Il presidente della Fondazione, vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, è salito al Rifugio Cava Buscada nel contesto della rassegna “Incontri d’Alt(r)a Quota” che la Fondazione UNESCO predispone da quattro anni. Questa quarta edizione, contrassegnata dagli effetti dell’emergenza sanitaria, ha visto l’organizzazione di un solo appuntamento, in provincia di Pordenone al Rifugio Cava Buscada, appunto.

Il presidente dopo aver ascoltato la testimonianza di Roberta Calliari, rifugista, ha voluto portare a lei e al marito non solo il saluto ma anche un sentito ringraziamento a quanto fanno loro e gli altri rifugisti delle Dolomiti UNESCO: “Se riusciremo a far vivere la montagna anche in futuro con delle politiche attente, sensibili garantendo servizio lo faremo non solo per la montagna ma anche per la pianura. Credo che questo debba essere il nostro impegno, di chi fa politica e la Fondazione Dolomiti UNESCO quotidianamente garantisce e cerca di supportare questi territori per garantire futuro”, ha evidenziato il presidente.

Una trentina di persone ha voluto partecipare all’escursione che si è svolta rispettando, naturalmente, tutte le normative anti Covid. L’iniziativa prevedeva la salita al Rifugio, circa 600 metri di dislivello in assoluta sicurezza, accompagnati dai geologi Riccardo Tomasoni del MuSe, referente del Museo geologico delle Dolomiti di Predazzo, da Antonio Cossuta geologo del Parco Dolomiti Friulane e della guida di mezza montagna Lucia Montefiori.

Una formula, quella adottata dalla Fondazione Dolomiti UNESCO, che incontra il favore del pubblico, tant’è che alcune persone si sono fidelizzate fin dalla prima edizione di “Incontri d’Alt(r)a Quota”. L’escursione, dopo una sosta al Rifugio, è continuata verso quella che fino al 1994, per oltre 40 anni, era una cava di pietra che dava lavoro agli abitanti di Erto e dei dintorni di Longarone. La testimonianza di uno dei figli di cavatori, già sindaco di Erto e presidente del Parco Dolomiti Friulane, ha reso ancora più viva la memoria di quel duro lavoro: 25 persone si alternavano in turni massacranti per estrarre dalla montagna la pietra, squadrarla in grandi blocchi da far arrivare nei pressi di Erto (tramite la “lizza” ripidissima corsia a un solo binario per coprire un dislivello di oltre 500 metri) per essere poi trasportata a Massa Carrara.

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