Contratto sanità privata, impegno della Provincia, e di AIOP ed ARIS della provincia di Trento, a favorire la conclusione della trattativa.

Piena disponibilità da parte della Provincia autonoma di Trento a favorire la positiva conclusione della trattativa sul rinnovo del contratto della sanità privata: è stata ribadita questo pomeriggio dall’assessore alla Salute, accompagnata dal dirigente generale del competente Dipartimento della Provincia Giancarlo Ruscitti, in un incontro con i rappresentanti di Aiop, Associazione italiana ospedalità privata, e di Aris, Associazione religiosa istituti socio sanitari, che si è tenuto presso la sede della Provincia, in piazza Dante a Trento.

Come noto, il contratto della sanità privata è fermo da circa quattordici anni. Per favorire la conclusione della trattativa, le Regioni e le Province autonome si sono dichiarate disponibili a pagare il 50% del costo del rinnovo contrattuale, ponendo come condizione che il contratto venga firmato a livello nazionale e che l’incremento a carico di Regioni e Province autonome sia limitato ai dipendenti accreditati, ovvero quelli che fanno servizio per il pubblico, non comprendendo quelli che fanno servizio per il privato.

A livello nazionale il contratto non è ancora stato firmato e quindi anche la Provincia autonoma di Trento non può erogare il 50% che ha accettato di dare come contributo al rinnovo.

La Provincia, nell’incontro odierno, ha confermato la sua disponibilità e chiesto ai rappresentanti di Aiop e Aris di sollecitare i loro responsabili nazionali a firmare il rinnovo contrattuale. Il contributo provinciale sarà sostenuto autonomamente dal Trentino mentre a livello nazionale sono disponibili risorse per 150 milioni di euro, come contributo dello Stato per le Regioni a statuto ordinario.

Aiop ed Aris hanno posto l’attenzione sul fatto che il contributo provinciale possa essere erogato attraverso un adeguamento delle tariffe e dei budget proporzionale all’incremento della spesa per il rinnovo contrattuale.

La Prima Commissione, organo del Consiglio provinciale competente in materia finanziaria, ha incontrato nel pomeriggio il presidente della Giunta in merito all’utilizzo delle risorse messe a disposizione dal Governo con il “decreto agosto” e accantonate dall’esecutivo nei fondi di riserva in occasione dell’ultimo assestamento di bilancio. Si tratta, com’è noto, di 217 milioni di euro che lo Stato ha riconosciuto alla Provincia per coprire il mancato gettito fiscale dei mesi in cui le misure adottate per fronteggiare l’emergenza da Covid-19 avevano bloccato le attività economiche del Trentino. Risorse che in parte l’esecutivo intende utilizzare subito stanziando 165 milioni di euro per opere pubbliche e investimenti, tenendo per il momento fermi i rimanenti 52 milioni.

Il fondo di riserva Covid e l’indebitamento di 350 milioni in tre anni. 217 milioni che dovrebbero arrivare dalle casse dello stato alla Provincia per coprire il mancato gettito dei mesi della pandemia. Di questi, però, solo 165 saranno stanziati subito. Restano fermi fino al 2021 i restanti 52.

Dal Corriere, martedì 15 settembre 2020. Autore: Montanari
Recovery Fund, ecco il piano
La Provincia prevede investimenti per due miliardi. Funivia del Bondone con l’indebitamento

 

È un piano da 2 miliardi e 11 milioni di euro, distribuiti su 32 progetti e raggruppati in 8 aree tematiche, quello che la giunta Fugatti ha disposto per il Recovery Fund. Ieri il governatore, insieme all’assessore Achille Spinelli, ha presentato la proposta a sindacati e parti economiche, facendo chiarezza anche sui 217 milioni che dovrebbero arrivare dallo Stato per coprire il mancato gettito dei mesi della pandemia. Di questi solo 165 saranno stanziati subito.
TRENTO Per il Recovery Plan la giunta Fugatti candida un piano da 2 miliardi e 11milioni di euro, distribuiti su 32 progetti e raggruppati in 8 aree tematiche. Il pacchetto che arriva a Roma da Trento, preparato a tutta velocità, fa valere il principio demografico secondo il quale alla Provincia autonoma spetterebbe l’equivalente dell’1% dei 209 miliardi destinati da Bruxelles all’Italia per reagire alla crisi provocata dal Coronavirus. È infatti su questa porzione che il Trentino ha fatto i conti, cesellando un quadro di proposte di investimenti sulla falsa riga del Progetto di Rilancio statale. Il governatore, insieme all’assessore Achille Spinelli, ha presentato ieri la proposta a sindacati e parti economiche, facendo chiarezza anche su altre risorse a disposizione della provincia: il fondo di riserva Covid e l’indebitamento di 350 milioni in tre anni. 217 milioni che dovrebbero arrivare dalle casse dello stato alla Provincia per coprire il mancato gettito dei mesi della pandemia. Di questi, però, solo 165 saranno stanziati subito. Restano fermi fino al 2021 i restanti 52.

 

Perciò 74 milioni saranno investiti in opere stradali, 44 per supportare i settori economici (dal commercio al turismo fino all’industria) attraverso Trentino Sviluppo, 17 in sanità e 30 per lavoro, comuni e interventi su case Itea.

Risorse aggiuntive affluiscono dall’indebitamento della Provincia di 100 milioni all’anno per il triennio 2021-23. In totale 300 milioni, di cui la metà destinati alla realizzazione delle varianti di Canazei e di Comano, 80 per la manutenzione di Rsa e strutture sanitarie, 30 per l’edilizia scolastica e 20 per il sistema irriguo. Tra i progetti si ritaglia uno spazio anche la funivia Trento-Bondone, che insieme al PolsaMalcesine riceverà 70 milioni. Binomio riproposto anche nel piano per il Recovery Plan. È senz’altro questo il capitolo più sostanzioso. La quantificazione fatta dalla giunta — più di due miliardi, che Roma potrebbe approvare nella loro interezza oppure sacrificare in larga parte — tira dentro progetti ambiziosi distribuiti lungo otto campi prospettici. Dal digitale (39 milioni), agli investimenti su green e sostenibilità (554 milioni), passando per filiere produttive (275) e pubblica amministrazione (49 milioni), poi formazione e ricerca (78), infrastrutture (520), tessuto economico (65) e infine inclusione ed equità (431). Interventi ferroviari e stradali, investimenti per le olimpiadi di Cortina 2026, realizzazione di un acquedotto strategico per la valle dell’Adige, investimenti per il Nuovo ospedale di Trento (Not). E ancora: un piano acqua per l’agricoltura, la scommessa sulla mobilità a idrogeno, fondi per il lavoro agile, stanziamenti per ampliare la capienza delle residenze universitarie e ristrutturazione delle strutture scolastiche. Nel piano locale ci sono molti degli investimenti di cui in Trentino si parla da anni.

Tanti temi. Troppi, secondo i sindacati, lamentano assenza di indirizzo e vaghezza, con alcune voci – il lavoro e il sociale – sacrificate. Le parti industriali parlano invece di «ottimo lavoro di predisposizione». «La sensazione è positiva — commenta Fausto Manzana, Presidente di Confindustria Trento — La ripartizione è stata puntuale. Notiamo favorevolmente che la nostra sfida è stata accolta, dato che per la prima volta abbiamo sentito parlare di indebitamento. Ci si aspettava un ragionamento un po’ più ampio rispetto a dove possiamo andare, però insisto sulla positività». Il progetto arriva giovedì in prima commissione. Ma sulla parte del Recovery il disegno aspetta l’approvazione di Roma.
Manzana Industriali: Ripartizione delle risorse puntuale. Positivo anche il ricorso all’indebitamento. Forse ci aspettavamo maggior prospettiva

 

Dal Trentino di martedì 15 settembre 2020
Provincia pronta al debito:
«300 milioni in tre anni»
Manzana: «Ok, ma si può osare di più»
confindustria
luca petermaiert rento. Sono 165 (su 217) i milioni che – stanziati dallo Stato in estate per venire incontro alla drastica diminuzione di gettito provinciale prodotta dal Pil – verranno utilizzati dalla Provincia per opere pubbliche e investimenti. Si tratta delle famose risorse finite nei fondi di riserva della Provincia durante l’assestamento di bilancio, una scelta che indusse le opposizioni ad abbandonare l’aula. Prudenzialmente Piazza Dante ha preferito non allocare 52 milioni in attesa di capire quale sarà il reale “buco di bilancio” e quanto, di conseguenza, la minore “copertura” garantita dallo Stato.

 

300 milioni di debito

Incontrando ieri le parti sociali (sindacati, Coordinamento imprenditori e Ance) la Provincia ha, in realtà, confermato un’altra notizia (già anticipata nei giorni scorsi dal Trentino) e che non riguarda le risorse statali. Fugatti, infatti, ha annunciato che nei prossimi tre anni Piazza Dante si indebiterà con il mercato per 100 milioni all’anno (300 milioni complessivamente) per finanziare nuove opere pubbliche. Parliamo dell’adeguamento degli ospedali di valle alle necessità del Covid, ma anche delle Rsa. E ancora: interventi di edilizia scolastica e per l’approvvigionamento idrico del settore agricolo. E ancora la viabilità, con la variante di Comano e quella di Canazei. E infine i collegamento verso il territorio, con i finanziamenti per la realizzazione della funivia del Bondone e di quella Polsa-Malcesine. Diciamo che su questa “lista della spesa”, il presidente Fugatti ha dichiarato che, da parte della giunta, c’è ampia disponibilità al dialogo con le parti sociali e i territori.72 milioni di opere stradali

 

Tornando alle risorse statali, dei 165 milioni che verranno allocati, 72 saranno indirizzati a realizzare opere stradali. La lista è lunga ed è stata approvata nell’ultima seduta di giunta. Tra le opere maggiori il primo intervento sulla galleria dei Crozi; il sottopasso della ferrovia Trento-Malè a Mezzolombardo; i lavori di rettifica e allargamento della galleria Ponte Pià sulla statale del Caffaro o l’allargamento e messa in sicurezza della strada del Menador. 44 milioni a Trentino Sviluppo. Si tratta della parte di risorse destinate al sostegno dei vari settori economici, dall’agricoltura al commercio, dal turismo fino all’industria. Una parte di questi soldi andrà alla sistemazione di alcuni impianti di risalita, altri (una decina) sarà indirizzata a sostenere la manutenzione degli alberghi.
La parte restante della torta dei 165 milioni sarà destinata al sostegno di altre attività resesi urgenti con la pandemia: 12 milioni andranno all’Agenzia del Lavoro per le politiche attive, una decina di milioni per l’Itea, altri dieci milioni circa ai comuni.Il Recovery Fund.

 

Stando ad una sommaria ripartizione delle risorse previste dal Recovery Fund, infine, al Trentino toccherebbero circa 2 miliardi di euro. A Roma è stata inviata una sommaria lista di potenziali interventi composta in parte da opere già finanziate (come il Not), e in parte anche da alcuni “progetti di filiera” (come l’acqua, il green o la digitalizzazione)

 

Da l’Adige, Recovery, la Provincia
vuole 2 miliardi di euro
Per Not, ferrovia da interrare e green deal
La Provincia proporrà al governo 32 progetti da finanziare con i soldi europei del Recovery Fund. Il piano Marshall varato dalla Commissione Europea vale per l’Italia 209 miliardi di euro (127 miliardi di prestiti e 82 miliardi a fondo perduto) e anche la giunta chiede una quota (l’1%) del totale da destinare a otto grandi macroaree per sviluppare il territorio trentino con nuove infrastrutture, servizi alle imprese, green deal con spazio all’idrogeno, sanità con il Not, interramento della ferrovia a Trento e Rovereto nell’ambito della ferrovia del Brennero.
A esporre il piano per il Recovery Fund della Provincia è stato ieri Maurizio Fugatti che, attorno alle 15, ha incontrato le parti sociali, per la prima volta insieme, ossia sindacati e associazioni di categoria, come Confindustria o Artigiani e Confcommercio, solo per citarne alcune. Otto le aree in cui la Provincia ha raggruppato i 32 progetti per 2 miliardi e 11 milioni di euro di investimenti: digitalizzazione, infrastrutture, green deal, struttura economica, sostegno alle filiere produttive, pubblica amministrazione più efficiente e al servizio di cittadini e imprese, formazione/ricerca e, per ultimo, equità e inclusività.
La lista per il Recovery Fund. In questo capitolo Fugatti ha inserito il finanziamento del Not e il rafforzamento della sanità territoriale, ma anche interventi sui territori come quelli sulla rete idrica, nelle aree rurali e di montagna, con una richiesta pari a circa 430 milioni di euro. Per la formazione e la ricerca, per la quale si chiede un intervento di 78 milioni di euro, ecco la volontà di aumentare di 350 posti letto di residenze universitarie (31 milioni di euro per 200 posti a Rovereto e 150 a Trento) e investimenti sull’edilizia scolastica sul Pertini a Trento (21 milioni), Russell a Cles (12 milioni) e Vittoria a Trento (13 milioni).

Sul digitale si puntano 39 milioni di euro per, tra l’altro, potenziare la rete dorsale in fibra ottica e completare la connettività delle scuole. Per le infrastrutture si chiedono 520 milioni di euro per: 1. collegamento passo San Giovanni-Cretaccio (12 milioni), potenziare la Ss 240 tra Mori e S. Giovanni (25 milioni), mettere in sicurezza la galleria dei Crozi, la galleria di Ponte Pià (25 milioni di euro), sottopassi ciclopedonali e stradale a Spini di Gardolo, variante di Cles e circonvallazione di Pinzolo. Si punta poi a funivie tra le città e la collina/montagna come quella tra Rovereto e Folgaria e a migliorare il consumo d’acqua per l’agricoltura. Nel green deal si punta ad esempio sulla ristrutturazione degli edifici pubblici e sulla produzione di energia prodotta da fotovoltaico e alla riqualificazione energetica dei distretti produttivi. O ancora sull’uso di legname per produrre energia termica. E la produzione dell’idrogeno anche per i tir in A22. E ancora le funivie di Malcesine-Polsa (circa 28 milioni) e Bondone (45 milioni) (per queste due però servono anche risorse private per circa il 50% dei rispettivi costi e Fugatti punta prima sulle risorse della Provincia), e di San Martino, i bus elettrici a Trento per sostituire quelli diesel, e piste ciclopedonali strategiche in val di Non, Sole, val dell’Adige e dei Laghi, Giudicarie. Per l’economia si punta sulla quantistica e sul distretto del lavoro intelligente e agile. Altri 275 milioni vanno a sostenere la ricettività turistica, la filiera agroalimentare e lo sviluppo dell’agricoltura trentina.
Piano da 500 milioni nel triennio. Accanto al piano, a breve ci sarà anche un progetto di attivazione di investimenti da parte della Provincia da 500 milioni di euro nel triennio, tra cui un piano di opere da 300 milioni di euro finanziate probabilmente a debito nel triennio 2021, 2022 e 2023. I dettagli verranno chiariti giovedì da Fugatti alla commissione consiliare.
 La sveglia al governo. «La nostra proposta c’è – dice Fugatti – siamo però preoccupati da Roma che non ha detto ancora nulla sulle risorse per le Regioni».

 

 

 

 

interrogazione 11.09

 

risposta interrogazione n. 1766

Verso le ore 15.00 di oggi, alcuni cittadini segnalavano che in via Torre Vanga, nei pressi di piazza Dante, un uomo, presumibilmente di origine nordafricana, completamente fuori controllo, che, dopo aver spostato alcuni tombini dal proprio alloggiamento, stava creando pericolo per la circolazione stradale e per le persone presenti in piazza.

Immediatamente la sala Operativa della Questura inviava due equipaggi della Squadra volante per comprendere quanto stava accadendo e per il conseguente intervento di Polizia.

Sul posto, il personale riconosceva nel già noto B.  B., tunisino di 34 anni, persona che in passato era già stato denunciato per diversi reati e che aveva già creato alcune problematiche, che con fare minaccioso attendeva l’arrivo degli Agenti.

L’uomo non appena le due autovetture erano nei pressi, senza alcun motivo e ancor prima che gli operatori scendessero dalle autovetture di servizio, scagliava con violenza inaudita dei grossi sassi precedentemente raccolti dalla sede stradale ed occultati sotto gli indumenti da lui indossati contro le Volanti, tanto da infrangere, a causa della veemenza, il lunotto posteriore di una  e il finestrino posteriore lato sinistro dell’altra, oltre ad ammaccare, la carrozzeria posteriore lato sinistro.

Nel mentre di questa violenta azione, lo straniero riusciva, inoltre, a salire sopra l’abitacolo della Volante staccando, nel frangente, l’antenna per la ricezione radio procurando delle ammaccature alla carrozzeria superiore.

Gli Agenti, malgrado l’improvvisa e grave situazione, grazie alla propria prontezza di riflessi, fortunatamente non venivano colpiti dai “bolognini” e riuscivano, con non poca difficoltà, a bloccare il malintenzionato e, dopo averlo messo in sicurezza, a caricarlo all’interno dell’autovettura di servizio per essere poi tradotto presso i locali della Questura per gli atti di rito.

Per tale motivo, gli Agenti della Volante, data la pericolosità dell’individuo nonché i numerosi precedenti specifici e la possibilità della reiterazione del reato, B. B. veniva tratto in stato d’arresto per: VIOLENZA, RESISTENZA A P.U., TENTATE LESIONI, DANNEGGIAMENTO AGGRAVATO, LANCIO DI OGGETTI ATTI AD OFFENDERE E ATTENTATO ALLA SICUREZZA STRADALE.

L’arrestato a seguito delle attività di rito veniva condotto in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

La società di gestione del risparmio del Gruppo Banca Finint si aggiudica il riconoscimento assegnato nell’ambito del premio promosso da AIFI e Deloitte per l’innovativa operazione di sistema che ha coinvolto nove pmi trentine

Conegliano, 17 settembre 2020 – “Il prestito obbligazionario sottoscritto dal Fondo Strategico Trentino Alto Adige gestito da Finint Investments Sgr ha consentito di sostenere progetti di crescita di nove aziende localizzate sul territorio del Trentino attraverso lo schema di operazione del basket bond senza cartolarizzazione. Le nove imprese, che operano in diversi settori passando dal tradizionale manifatturiero, al medicale e Ict hanno così potuto sfruttare le sinergie economiche derivanti dal basket bond per accedere al mercato dei capitali a costi competitivi”: con questa motivazione Finint Investments SGR, società di gestione del risparmio del Gruppo Banca Finint, ha vinto il Premio Speciale nella categoria Sviluppo assegnato nell’ambito del “Private Debt Award 2020” organizzato da AIFI e Deloitte per l’operazione Trentino Minibond”, emissione di sistema sottoscritta da Finint SGR, attraverso il Fondo Strategico Trentino – Alto Adige, che ha coinvolto nove micro imprese della Provincia di Trento.

A ritirare il premio assegnato oggi alla Greenhouse di Deloitte a Milano è stato Cristiano Menegus, gestore del Fondo Strategico Trentino – Alto Adige che ha seguito la strutturazione e l’esecuzione dell’operazione, in rappresentanza del team private debt di Finint Investments SGR.

Il prestigioso riconoscimento è promosso da AIFI, Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt, e Deloitte, tra le più grandi realtà nei servizi professionali alle imprese in Italia, e punta a valorizzare i migliori investimenti nell’ambito delle operazioni di debito su PMI italiane. I premi sono assegnati da una giuria composta da membri di alto profilo professionale appartenenti al mondo istituzionale, imprenditoriale e accademico.

Il Premio Speciale assegnato per l’operazione “Trentino Minibond” conferma Banca Finint e la sua società controllata Finint SGR tra le realtà più affermate nel settore del private debt e un laboratorio all’avanguardia di innovazione finanziaria al servizio delle imprese.

“Trentino Minibond” è infatti un’operazione di sistema per complessivi 10,2 milioni di euro, strutturata da Finint SGR attraverso il Fondo Strategico Trentino – Alto Adige, che ha consentito a nove piccole imprese della Provincia di Trento associate a Confindustria Trento di accedere al mercato dei capitali a costi competitivi. L’operazione ha permesso, da un lato, la riduzione dei costi fissi di emissione grazie ad economie di scala, dall’altro – attraverso un principio di mutualità tra i partecipanti – ha garantito dei tassi competitivi per operazioni unsecured senza l’utilizzo di coperture e garanzie ulteriori.

Il Fondo Strategico Trentino-Alto Adige, gestito da Finint Investments SGR, è un fondo a vocazione territoriale ed è promosso dalla Provincia Autonoma di Bolzano, dalla Provincia Autonoma di Trento e dal fondo pensione territoriale Laborfond.

Nell’ambito del Private Debt Award 2020, inoltre, le operazioni “Trentino Minibond” e la sottoscrizione del minibond AMB Spa attraverso il fondo PMI Italia II gestito da Finint Investments SGR sono state selezionate tra le dodici operazioni finaliste, rispettivamente nelle categorie Sviluppo e LBO/Operazioni Straordinarie.

Mauro Sbroggiò, Amministratore Delegato di Finint Investments SGR ha commentato: “Siamo orgogliosi di ricevere questo riconoscimento che premia il nostro lavoro quotidiano a sostegno delle imprese italiane e la nostra capacità di essere un laboratorio di innovazione finanziaria al servizio della crescita delle aziende. Trentino Minibond è un’operazione finanza innovativa all’avanguardia dove per la prima volta in Italia siamo riusciti nell’intento di semplificare le logiche delle precedenti emissioni di sistema rendendo lo strumento finanziario adatto alle esigenze di aziende di più piccole dimensioni. E’ anche un’operazione che testimonia la nostra expertise e il nostro impegno nel promuovere strumenti di finanza alternativi che facilitino l’accesso al capitale, consentendo a tante PMI italiane di incrementare la propria competitività. Questo premio ci rende orgogliosi e ci spinge a continuare nella ricerca di strumenti di finanza innovativa, che saranno cruciali nel sostenere il sistema industriale e in particolare le PMI in uno scenario economico complesso come quello che stiamo vivendo. Come Finint SGR vogliamo assolutamente essere della partita e, soprattutto in fase di Covid-recessione, proporci come attore della ripartenza non solo tramite strumenti di debito, ma anche nell’acquisto e gestione degli Utp, con un focus laddove possibile al risanamento delle imprese tramite operazioni di turnaround e anche attraverso il private equity, asset class alla quale stiamo guardando con molto interesse perché siamo certi che una ripartenza in molti casi non possa passare che attraverso una patrimonializzazione dell’azienda e quindi una migliore spinta agli investimenti, unico vero motore di crescita”.

PATT: FACCIAMO UN CORSO DI AUTONOMIA AL SENATORE DE BERTOLDI – Apprendiamo con un certo stupore dell’interrogazione rivolta dal senatore trentino De Bertoldi al ministro Speranza in cui chiede la riapertura ai familiari delle RSA.

Probabilmente la stanchezza per la campagna elettorale delle comunali sta giocando brutti scherzi al Senatore in quanto qualcosa, almeno per la situazione trentina, non torna: se, infatti, l’interrogazione voleva andare incontro alle legittime richieste dei familiari dei pazienti trentini, il testo andava spedito all’assessora Segnana che fa parte dello stesso schieramento di de Bertoldi.

Possiamo capire che il Senatore provenga da un partito che fa del concetto di nazione la propria bandiera ma, fortunatamente, il nostro territorio è autonomo da decenni e su certe politiche può decidere in piena autonomia, senza con questo ledere i “sacri confini”. La vera interrogazione dovrebbe, semmai, essere quella volta a fare luce sull’assordante silenzio della Giunta provinciale sul tema delle aperture delle RSA ai familiari dei pazienti.

Come autonomisti siamo intervenuti più volte attraverso i nostri rappresentanti in Consiglio provinciale senza ottenere una significativa soluzione del problema.

Ora questa interrogazione ministeriale non fa altro che certificare la gestione attuale della nostra provincia autonoma: meglio scaricare le colpe altrove per coprire le proprie mancanze anziché gestire i problemi tramite gli strumenti che l’autogoverno ci fornisce. E intanto i cittadini vengono presi in giro, alimentando in loro false speranze.

 

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Simone Marchiori

Segretario politico Patt

Con oltre 17 milioni di dosi disponibili, la copertura vaccinale contro l’influenza risponde ampiamente al fabbisogno della popolazione italiana, rispettando le nuove raccomandazioni del Ministero della Salute. Un dato rassicurante, considerato che nel 2019, sono state distribuite 12,5 milioni di dosi coprendo il 53-54% della popolazione.

Si tratta quindi di un consistente aumento della disponibilità del vaccino e offre una solida prospettiva per rispondere alla domanda di immunizzare le popolazioni a rischio.

“AIFA – ha affermato il Direttore Generale Nicola Magrini – sta lavorando anche per prevenire ogni possibile criticità legata sia all’approvvigionamento che alla distribuzione del vaccino antinfluenzale, potendo contare sulla collaborazione concreta di Farmindustria, Assogenerici e dei loro associati, ribadita oggi in un incontro nella sede dell’Agenzia del Farmaco”.

“Abbiamo fatto e continuiamo a fare tutto il possibile, nello spirito della massima sinergia con il Ministero della Salute, l’AIFA e le Regioni, per offrire una risposta adeguata alla maggiore domanda di vaccini anti-influenzali. Siamo pronti a collaborare per cercare soluzioni a eventuali criticità”, ha aggiunto Marcello Cattani, coordinatore del Gruppo Prevenzione di Farmindustria, a nome dei produttori di vaccini.

La continuità della collaborazione è stata rafforzata attraverso la formazione di una task force per monitorare costantemente la situazione degli approvvigionamenti e della distribuzione.

Oggi a Trento, presso il Liber Caffè, è stato invitato  Riccardo Nencini, presidente della Commissione cultura del Senato, in sostegno al candidato sindaco Franco Ianeselli. A presentarlo Lucia Maestri, segretario del PD.

Il titolo dell’incontro è “Ripartire dalla cultura”. Credo che sia una prospettiva esatta. Tutti promettono funivie, riqualificazioni, straordinarie opere dopo anni di immobilità. Le promettono anche coloro che sono stati, in questi anni, sostenitori politici di quella stessa immobilità. Ma è vero che senza cultura, si va poco lontani. L’uomo mangia, viaggia, fa il turista… ma senza motivazioni più profonde, senza una vita interiore, comincia persino a viaggiare di meno, ad appassionarsi di meno, a tutto, vita compresa.

Un Occidente sempre più sradicato, in cui dilagano droga, depressione e solitudine, ha poche speranze, anche economicamente parlando. Ho occasione di frequentare spesso bambini e giovani che vengono dall’est, un tempo comunista: dopo decenni di materialismo che ha ucciso il corpo e l’anima di intere generazioni, sono oggi, molto spesso, con una marcia in più. Hanno capito tante cose!

Ebbene torniamo alla cultura. Bisogna intendersi sul tema. Personalmente da questo punto di vista la vedo al contrario del senatore Nencini, il quale è noto soprattutto per una proposta di legge, insieme ad altri senatori del PD, radicali e del M5S. Una proposta volta ad abolire l’ora di religione dalle scuole italiane. Abolizione: senza se e senza ma.

Ora il fatto è questo: non solo la nostra civiltà, ma tutte le civiltà hanno una matrice religiosa molto profonda.

L’Italia, in particolare, è segnata dalla storia del cristianesimo, al quale dobbiamo non solo le cattedrali, la bellezza di tante statue, dipinti, ecc., ma anche il concetto stesso di diritti umani, gli ospedali, la tutela dei deboli (orfani, vedove, poveri…). Si può anche non essere credenti, ma non si può fingere che la cultura non abbia a che fare anche con la fede: quella di Dante, di Petrarca, di Manzoni di Botticelli e Michelangelo… Si possono anche sostenere droga libera, eutanasia, utero in affitto ecc., come fanno molti candidati che appoggiano Franco Ianeselli, ma non perché questa visione del mondo è opposta a quella cristiana, si deve togliere, a chi lo desidera, il diritto di conoscere le radici della propria civiltà.

La coalizione di sinistra ha cercato più volte di impadronirsi di Alcide Degasperi e dei padri dell’Europa: ma la stessa Europa, che avevano immaginato certamente più equa e solidale di quella odierna, è nata proprio dalla visione di fede di Degasperi, Adenauer e Schuman. I quali ritenevano che una rinascita fosse possibile proprio tornando a quei principi evangelici che comunismo, fascismo e nazionalsocialismo avevano cercato di cancellare.

 

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Francesco Agnoli

A Trentino Minibond il prestigioso riconoscimento di Aifi: il plauso del vicepresidente di Confindustria Trento Alessandro Lunelli.

Il vicepresidente di Confindustria Trento Alessandro Lunelli si congratula con Finint SGR, che si è aggiudicata per l’operazione Trentino Minibond, promossa in collaborazione con Confindustria Trento, un premio speciale nell’ambito del “Private Debt Award 2020”, il più prestigioso nel mondo del Private Debt.

Il riconoscimento è promosso da Aifi, Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt, e punta a valorizzare i migliori investimenti nell’ambito delle operazioni di debito su PMI italiane. I premi sono assegnati da una giuria composta da membri di alto profilo professionale appartenenti al mondo istituzionale, imprenditoriale e accademico.

Il premio speciale è stato assegnato a Trentino Minibond per le caratteristiche innovative e peculiari dell’operazione, che lo scorso anno aveva coinvolto 9 piccole e medie imprese trentine aderenti a Confindustria Trento per un importo complessivo pari a 10,2 milioni di euro. L’Associazione aveva collaborato strettamente con Finint SGR per selezionare le aziende e spiegare loro la novità del minibond, innovativo soprattutto per la mutualità del rischio fra le imprese.

Lunelli è intervenuto alla cerimonia di premiazione in rappresentanza del gruppo di imprese associate beneficiarie che hanno emesso il minibond. “Un’ottima operazione di sistema – ha detto Lunelli – e l’opportunità di una grande crescita professionale da parte delle imprese coinvolte. Crediamo che ripetere operazioni come queste, coinvolgendo soprattutto le imprese meno strutturate, sarà utile per aumentare la cultura finanziaria in generale e permettere che fra qualche anno il sistema Italia non vada in crisi ma riesca a riemergere con più forza”.

‼️ L’Union Generela di Ladins dla Dolomites adum a la Neva UAL te chest moment dezisif💪 per ge dèr n davegnir de unità a…

Pubblicato da Neva Union Autonomista Ladina su Martedì 15 settembre 2020

 

Int 17 sett
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