Rinnovato il contratto per i lavoratori domestici. Indennità aggiuntiva per chi assiste bambini piccoli e persone non autosufficienti

È stato siglato nei giorni scorsi il rinnovo del contratto nazionale per il lavoro domestico. L’intesa, sottoscritta unitariamente da Filcams Fisascat, Uiltucs e Federcolf e le associazioni datoriali Fidaldo e Domina, introduce miglioramenti sul piano retributivo e normativo per circa 860 mila lavoratori regolari del comparto, che diventano 2 milioni se si considerano le stime sul sommerso.

Nel merito, è previsto un aumento economico mensile di 12 euro per il livello medio B Super dal 1° gennaio 2021, e un’indennità da 100 euro a quasi 116 euro in aggiunta alla retribuzione minima contrattuale per chi si occupa di assistere bambini fino al 6° anno di età e persone non autosufficienti, riconoscendo così i reali carichi di lavoro effettivamente prestati. Ai lavoratori in possesso della certificazione di qualità verrà inoltre riconosciuta una ulteriore indennità fino a 10 euro al mese.

Le lavoratrici e i lavoratori con contratto a tempo pieno e indeterminato con anzianità di almeno sei mesi presso lo stesso datore di lavoro potranno beneficiare di 40 ore annue di permesso retribuito per frequentare corsi di formazione professionali specifici per collaboratori e assistenti familiari, elevati a 64 ore annue di permessi retribuiti qualora il lavoratore decidesse di frequentare percorsi formativi riconosciuti e finanziati dall’Ente bilaterale di settore, Ebincolf, fondamentali per dare dignità al lavoratore e maggior tutela alla famiglia.

“L’intesa è un buon punto d’arrivo per le lavoratrici e i lavoratori – ammettono Filcams Fisascat, Uiltucs del Trentino –. Questi addetti, essenziali per l’organizzazione delle nostre famiglie, hanno pagato un prezzo altissimo durante la pandemia e ancora oggi ne subiscono le conseguenze sul piano economico”.

Ci sono adesso le condizioni per proseguire il confronto, anche con le istituzioni, con l’obiettivo comune di rendere maggiormente attrattivo il lavoro regolare in un comparto che tanto ha dato nella fase emergenziale e che è chiamato a svolgere un ruolo essenziale nel nostro Paese, alla luce delle stime sull’invecchiamento demografico.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Egregi Signori, in qualità di amministratore unico di Sicor S.p.A., invio questa lettera aperta, dovendo intervenire nel dibattito mediatico su una questione che invero a mio avviso riguarda esclusivamente la vita dell azienda e dei suoi dipendenti, con la consapevolezza del legittimo esercizio, da parte di entrambe le parti, di tutti i diritti garantiti dal nostro Ordinamento.

Da alcuni mesi leggo – a cadenza pressoché quotidiana – articoli, commenti e stralci di interviste o dichiarazioni, afferenti la “questione Sicor , di cui mi pregio di essere l’amministratore unico dall inizio di questo sfortunato anno, godendo della piena fiducia della proprietà aziendale, e sento ora di dover precisare alcune circostanze riferite in modo evidentemente inesatto e alquanto fazioso.

Proprio per questo motivo, sino ad oggi, ho ritenuto di non alimentare inutili polemiche – sotto il profilo mediatico – preferendo avere un dialogo con i soggetti a ciò preposti, e con i lavoratori dell’azienda, unico vero punto di riferimento del sottoscritto, promuovendo momenti di discussione con essi e rispondendo – persona per persona – a qualsiasi loro domanda.

Dato il contesto, non posso più esimermi dall’esporre dati e fatti che hanno condotto fino ad oggi le scelte di questa azienda, precisando che non ho intenzione di dar vita a un ulteriore battage mediatico, e dunque limiterò il mio intervento a questa lettera, rimanendo disponibile – come ho fatto fino ad oggi – a discutere con gli interlocutori a tal fine preposti (Sindacati e Lavoratori).

Fino al mio arrivo, i lavoratori dell azienda hanno percepito una retribuzione media superiore di almeno il 40% a quella prevista dal Contratto Collettivo Nazionale. Il costo del lavoro era, e ancora adesso è, insostenibile in proporzione al fatturato aziendale: questa situazione ha portato l azienda a delle difficoltà che la pandemia ha solo aggravato e che avrebbero costretto a una sensibile riduzione di posti di lavoro.

Ci siamo dunque mossi nei limiti della legalità, informando le rappresentanze aziendali e cercando di trovare con esse delle soluzioni, da una parte per razionalizzare tutta la contrattazione di secondo livello e gli istituti che da essa erano stati introdotti nel tempo, dall’altra per individuare un meccanismo di premialità vero ed efficace, al passo coi tempi e proporzionato alle capacità e ai risultati dell’azienda. Lo ribadisco: il tutto al fine di evitare una ben più drastica attività di taglio di posti di lavoro.

In sostanza, l’azione posta in essere consiste nel superare la dazione di un “premio annuo – perché di questo si tratta e non della 14° mensilità – sacrificando solo in parte una serie di privilegi oggi insostenibili. Di fatto, la retribuzione media si abbassa da un circa + 40% a un circa + 33% del reddito previsto dal CCNL di riferimento.

Di queste necessarie azioni, e delle motivazioni che ne sono all’origine, abbiamo discusso con le rappresentanze sindacali in una serie di sette incontri, tutti volti a condividere una progettualità dell’azienda, sulla base di dati inconfutabili, dei quali gli organi di stampa pare non abbiano avuto mai notizia. A valle di questi incontri due dei rappresentanti sindacali aziendali hanno dato le dimissioni non condividendo le decisioni portate avanti dalle OO.SS.

A fronte della concretezza degli argomenti portati in tutte le sedi opportune e con tutti gli interlocutori preposti, ho ricevuto la concreta collaborazione della maggior parte dei lavoratori di Sicor, vero ed essenziale indice della giusta direzione presa per costruire con loro il futuro dell’azienda a dispetto di chi non comprende o non vuole comprendere che un sacrificio di tutti comporta la possibilità di non dover sacrificare molti.

Aggiungo i reali dati dell’adesione allo sciopero: dal primo giorno di agitazione ad oggi registriamo un’adesione media del 15%, equivalente a 3.672 ore di sciopero (a fronte di 23.435 ore lavorate), dato evidentemente ben distante dai numeri pubblicati recentemente dai vari quotidiani. Il dato è calato costantemente di giorno in giorno, in maniera proporzionale alle occasioni di colloquio che ho creato con i lavoratori di Sicor, condividendo le strategie aziendali e le conseguenti azioni per il rilancio dell azienda.

Tutto quanto sopra esposto e documentato dal sottoscritto al solo fine di impedire che quanto emerge dagli articoli sino ad oggi pubblicati possa condizionare gli animi di quanti, pur con il massimo della buona fede, si sentano indotti ad assumere decisioni, iniziative o condotte, senza conoscere il reale stato delle cose.

 

Rovereto, 10 Settembre 2020

 

 

 

200910 nota stampa Sicor

Quasi due ore di incontro, nella sede della Federazione a Trento, con la ministra alle Politiche agricole Teresa Bellanova e i rappresentanti della cooperazione agricola e del mondo imprenditoriale trentino. Presenti, tra gli altri, il presidente di Confindustria Trento Manzana e il direttore Busato, il presidente degli Albergatori Battaiola, il presidente di Fem Cattani, il segretario generale della Camera di Commercio Olivo, il presidente di Coldiretti Barbacovi

La ministra, in Trentino su invito della sen. Donatella Conzatti, non si è sottratta al “fuoco di fila” delle istanze portate dai rappresentanti del mondo agricolo cooperativo, inerenti l’innovazione, l’export, le regole europee, i sussidi, la riforma della Pac, l’utilizzo del Recovery Fund e il nuovo corso della Commissione europea.

All’incontro ha partecipato anche l’assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli, la quale ha richiamato le competenze della nostra autonomia, raccomandando però di tenere in considerazione la centralità dei territori nel dibattito sul futuro della Pac, la politica agricola europea comune.

Tanti temi, portati all’attenzione della ministra dal vicepresidente della Federazione Michele Odorizzi, intervenuto dopo il saluto iniziale del presidente Roberto Simoni che ha rappresentato la specificità del movimento cooperativo in Trentino nel suo complesso.

Focus particolare sul recente contratto di rete stipulato tra i soci della cantina di Toblino e la cooperativa Multiservizi (e presentato dal presidente di quest’ultima, Germano Preghenella), con l’obiettivo di garantire stabilità occupazionale ai lavoratori solitamente impegnati nella vendemmia e mettere in comune servizi e mezzi di produzione.

Un tipo di contratto che ha ricevuto i complimenti della ministra Bellanova: “una buona pratica che si può diffondere a livello nazionale. Tema fondamentale è la formazione, per motivare soprattutto le giovani generazioni.”

 

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I problemi più urgenti

Il mondo agricolo vive con preoccupazione il periodo di emergenza sanitaria, che si incrocia con la rimodulazione degli aiuti europei e con la riforma della politica agricola, che rischia di allontanare ancora di più i territori dai luoghi delle decisioni.

Molti i problemi legati all’internazionalizzazione, con le barriere all’ingresso per molti mercati attuali e potenziali dovute ai dazi o alle leggi avverse, alle difficoltà di reperimento di manodopera straniera.

E poi la questione, delicata, della lotta ai parassiti e al ricorso dei fitofarmaci.

In generale, il Trentino è terra di eccellenza per il settore agroalimentare, che si relaziona con l’ambiente e con il turismo. Un tema sottolineato da molti interventi tra cui il presidente degli Albergatori Gianni Battaiola.

La ministra Bellanova non si è sottratta: “siamo impegnati per valorizzare il made in Italy, a mettere al centro l’agricoltura come risorsa strategica e non relegata alla marginalità, come spesso in passato è accaduto. L’agricoltura è produzione di cibo, non è giardinaggio.

Dobbiamo rafforzare sempre di più non la quantità ma la qualità delle nostre produzioni ed andare a conquistare i mercati dove è apprezzata e dove ci sono consumatori che si possono permettere il costo del made in Italy.

Una sfida da vincere anche nei confronti della grande distribuzione. No quindi a campagne insistite di vendita sottocosto. Se le campagne sono continuative vuol dire che qualcuno il sottocosto lo sta pagando. E non possono essere i produttori o i consumatori.

Per questo dobbiamo avere più risorse dal Green Deal, perché se si vuol perseguire la sostenibilità ambientale non si può scaricarne i costi solo sulle spalle dei produttori.

“Dobbiamo coniugare la sostenibilità ambientale con la sostenibilità economica. L’agricoltura – ha proseguito la Bellanova – è un settore strategico che va valorizzato, e lo si è visto soprattutto con l’emergenza sanitaria”.

La sfida che ci siamo dati è quella di chiedere a tutti i territori che hanno terreni abbandonati, di metterli a disposizione. Facciamo una banca delle terre in modo da mettere quei terreni a disposizione di cooperative e associazioni”.

Sul terreno fitosanitario la ministra Bellanova ha confermato grande attenzione, agendo sul doppio binario del “rispetto per l’ambiente e per il prodotto agricolo”.

Il recovery Fund. “Per decongestionare le grandi città e far rivivere le aree interne, le valli e le montagne, occorre avere una politica di sistema, una sfida che possiamo affrontare con le risorse aggiuntive che ci arrivano dall’Europa”.

Attenzione al territorio. “Non abbiamo risolto tutti i problemi ma abbiamo portato a casa la Igp delle mele del Trentino, cui ha dato una grossa mano il ministero delle politiche agricole. Abbiamo chiuso il negoziato per l’export delle mele in Tailandia e Taiwan, siamo impegnati in una grande campagna di promozione a partire dal vino, perché dobbiamo recuperare spazi che si sono allentati con l’emergenza sanitaria. Dobbiamo conquistare quote di mercato in quei paesi che si possono permettere il made in Italy.

Stiamo investendo in sei Paesi con personale del ministero dell’agricoltura con rango di diplomatici che hanno il compito di valorizzare il made in Italy e di mettere in contatto il nostro sistema distributivo con il loro”.

I dazi. Ho detto al ministro dell’agricoltura degli Sati Uniti che il nostro Paese non si rassegna a subire dazi senza averne alcuna responsabilità. Per fortuna il vino italiano è rimasto esonerato, ma dobbiamo seguire con grande attenzione questo tema.

Con il collega russo ho posto la questione dell’embargo. Ci attiveremo in sede europea per cercare di superare questa situazione. Se non si arriva a superare l’embargo, almeno si arrivi alla turnazione dei prodotti”.

Etichettatura obbligatoria. “Finalmente siamo riusciti ad approvare un Decreto con i ministri dello Sviluppo economico e della Sanità sulle carni trasformate. Adesso occorre indicare dove è stato allevato l’animale, dove è stato macellato e dove trasformato”.

Gran parte dei contagi si sono registrati nel settore della lavorazione delle carni. Coronavirus: 82 nuovi casi oggi in Trentino.

Gli ultimi dati trasmessi dall’Azienda sanitaria nella prima serata di oggi portano a 82 i casi complessivi di Covid 19 in Trentino, asintomatici o paucisintomatici: 68 riguardano, come comunicato nel corso della conferenza stampa del pomeriggio, lavoratori, in particolare 60 impiegati nella filiera delle carni, a cui si aggiungono altri 5 casi appartenenti al settore della raccolta e lavorazione della frutta. L’attenzione viene rivolta soprattutto ai comportamenti e alle frequentazioni che avvengono al di fuori del luogo di lavoro. Da parte delle aziende viene offerta la più ampia collaborazione al personale medico-sanitario e alle autorità competenti al fine di circoscrivere i contagi. Nessuno dei nuovi contagiati registrati oggi è minorenne. 1895, infine, i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore.

La filiera delle carni – è stato sottolineato – costituisce un focolaio di contagio non per il tipo di prodotto lavorato ma per l’organizzazione delle diverse lavorazioni, in parte affidate ad aziende cooperative esterne, composte da persone che si frequentano molto anche all’esterno del luogo di lavoro. L’Azienda sanitaria si era già attivata in primavera avviando una campagna di informazione rivolta ai lavoratori della filiera e successivamente una attività di screening. I nuovi casi sono emersi più recentemente ed interessano in tutto attualmente circa 130-140 persone.

Fra gli altri casi positivi di oggi ve ne sono alcuni che interessano i lavoratori impiegati nella raccolta, lavorazione e immagazzinamento delle mele e dell’uva, in gran provenienti da Romania e Bulgaria. Nei prossimi giorni, con l’intensificarsi delle attività nella filiera, è previsto l’arrivo di qualche migliaio di lavoratori, che saranno sottoposti, come noto, alla cosiddetta “quarantena attiva”: assimilati ai lavoratori essenziali, saranno sottoposti a tampone diagnostico ma potranno lavorare, rispettando le distanze fra di loro e rimanendo all’interno di gruppi numericamente limitati, di quattro persone, anche una volta terminata la giornata lavorativa. I 5 lavoratori risultati positivi oggi, su oltre un migliaio di lavoratori complessivamente testati, appartengono a questi gruppi e sono alle dirette dipendenze delle aziende agricole.

La raccomandazione dell’Azienda sanitaria è come sempre quella di osservare scrupolosamente le regole ben note, soprattutto per quanto riguarda il distanziamento sociale, al fine di continuare a gestire la “convivenza” con il virus svolgendo al tempo stesso una vita il più possibile normale. Per le persone risultate positive e che stanno osservando la quarantena sono stati ripristinati i servizi di assistenza già “rodati”, a partire da “Resta a casa, passo io”, per la fornitura dei generi alimentari.

Su Iene.it le parole di Carolina Orlandi sulla decisione della Camera di calendarizzare una commissione d’inchiesta sulla morte di David Rossi
Questo il

al video: https://www.iene.mediaset.it/2020/news/david-rossi-commissione-inchiesta_859143.shtml

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Un anno e mezzo dopo la sua presentazione, la discussione della proposta, firmata da esponenti di tutti i partiti, è stata calendarizzata in commissione Finanze entro settembre. Si chiede di chiarire i moltissimi lati oscuri che circondano la morte del capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena volato giù dal suo ufficio nel 2013. Su questi lati oscuri indaghiamo da anni in prima linea con Antonino Monteleone e Marco Occhipinti. “È un risultato enorme, che può davvero cambiare le cose”, commenta la figlia di David, Carolina Orlandi, che assieme al primo firmatario Walter Rizzetto di Fdl ringrazia anche Le Iene
La Camera discuterà, in commissione Finanze entro settembre, se istituire una commissione d’inchiesta sulla morte di David Rossi, un caso su cui noi delle Iene siamo in prima linea per cercare di chiarire le moltissime, troppe ombre che sembrano addensarsi attorno a questa storia. A queste abbiamo dedicato molti servizi e uno speciale. Parliamo del caso del capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena morto volando giù dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013 nel mezzo di una bufera mediatica, finanziaria e giudiziaria e solo due giorni dopo aver comunicato ai vertici dell’istituto di voler andare a parlare con i magistrati che indagavano su Mps. Una domanda supera tutte: si è trattato di un suicidio, come il caso è stato archiviato dai giudici, o di un omicidio?

Ad annunciare con una diretta Facebook la calendarizzazione entro settembre della discussione nella commissione Finanze della Camera è Walter Rizzetto, il deputato di Fratelli d’Italia primo firmatario della proposta di istituzione di questa commissione, sottoscritta da esponenti di tutti i partiti, presentata un anno e mezzo fa e che trovate sotto in allegato.

“È un risultato enorme, che può davvero cambiare le cose”, commenta la figlia di David Rossi, Carolina Orlandi, nel video che vedete qui sopra e che ci ha mandato in esclusiva per Iene.it. “Molti di voi spesso ci chiedono se ci siamo fermate, se abbiamo abbandonato le speranze. No, non ci siamo fermate e non lo faremo. Oggi è il giorno giusto per ricordarlo a tutti. È veramente la prima risposta concreta che arriva da parte delle istituzioni”. Carolina ringrazia Walter Rizzetto “per la sua pazienza e la sua costanza”, “tutti i giornalisti che hanno deciso di accendere un faro su questa vicenda, Le Iene in primis” e gli avvocati. Parlando sempre al plurale anche per la mamma Antonella Tognazzi: “Noi siamo veramente speranzose, speriamo però che adesso i tempi siano stretti perché sono passati già quasi otto anni e la verità è un nostro diritto. Attendiamo con fiducia”.

“Il Parlamento ha scritto oggi una bella pagina, sono emozionato e felice”, ci dice Rizzetto al telefono. “Fino a poco tempo fa ero molto pessimista, soltanto sei mesi fa questa decisione era impensabile. Temevo che ci fosse quasi un ostruzionismo su questa proposta, alla fine si sono convinti che ci siamo dei lati oscuri su questa storia. Dedico questa prima vittoria alla moglie di David, Antonella Tognazzi, alla figlia Carolina Orlandi. È un risultato davvero enorme. Molti giornalisti hanno condotto inchieste importanti sul caso. Per primo Antonino Monteleone de Le Iene. Quando verrà istituita, speriamo, la commissione dovrà fare luce sulle molte zone d’ombra e sulle cose che evidentemente non tornano nel caso della morte di David Rossi. Cercheremo di dare tutte le risposte che sono state ancora date”.

Noi de Le Iene non ci siamo mai arresi nella ricerca della verità e di tutte queste risposte, nel nome di David, della sua famiglia, della moglie Antonella Tognazzi e della figlia Carolina Orlandi e abbiamo seguito anche ogni passo di questa proposta di commissione di inchiesta che cita i punti principali della nostra inchiesta, che vi ripetiamo qui sotto, fino ad arrivare alle clamorose dichiarazioni di Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello Ior, la banca del Vaticano: tra tangenti, omicidi e molto altro.

Vi ripetiamo allora tutte le nostre domande principali, rimaste ancora aperte e che ritrovate anche in fondo a quest’articolo nei servizi dedicati a questo caso e nello Speciale “David Rossi: suicidio o omicidio?” . Tutte domande che seguono ovviamente questo fondamentale interrogativo.

Chi ha malmenato David Rossi nel suo ufficio, prima della caduta mortale, in uno degli edifici più sorvegliati di Siena e d’Italia dentro alla banca Monte dei Paschi? Da chi si sentiva minacciato il capo della comunicazione Mps quel giorno? Perché la sua caduta è così strana, di spalle e con un’anomala e inspiegabile assenza di rotazione?

Cos’è quello che sembra un oggetto che cade dalla finestra di David Rossi, dopo che il manager è già volato giù? Si tratta del suo orologio come ipotizzato dai familiari del manager? Se sì, chi l’ha lanciato mezz’ora dopo la sua caduta?

Perché nessuno ha chiamato i soccorsi per più di un’ora prima che la figlia Carolina arrivasse in banca per capire che fine aveva fatto David? Chi ha spostato gli oggetti nel suo ufficio dopo la caduta e prima che arrivasse la polizia scientifica?

Chi è l’uomo che entra nel vicolo con un cellulare all’orecchio, come si vede dal filmato di una telecamera di sorveglianza, quando David Rossi è già riverso a terra, guarda nella sua direzione e poi se ne va senza chiamare i soccorsi?

Perché i pm non hanno richiesto i tabulati delle celle telefoniche in funzione in quelle ore nella banca e nelle zone limitrofe, per capire chi era transitato in quell’area, quanto si era fermato e quando è andato via e se in quei momenti era al telefono e con chi?

Perché i pm che avrebbero dovuto indagare su tutte le ipotesi, anche su quella dell’omicidio, non hanno mai richiesto le registrazioni di tutte le telecamere di videosorveglianza in funzione quel giorno dentro e fuori la banca?

Perché non hanno analizzato i vestiti che David Rossi indossava quella sera, i fazzoletti sporchi di sangue ritrovati nel cestino del suo ufficio e perché non hanno ricercato tracce di dna estraneo a David sul suo corpo, nonostante fossero ben visibili numerosi segni incompatibili con la caduta e invece compatibili con una colluttazione?

Perché il pm Aldo Natalini ha ordinato la distruzione di quei fazzoletti sporchi di sangue senza che ancora fosse stata decretata l’archiviazione richiesta dai pubblici ministeri e quindi prima che la famiglia potesse opporsi? Che fine ha fatto uno dei cellulari di David che tutt’oggi sembra mancare all’appello?

È un caso che David Rossi sia volato dalla finestra proprio due giorni aver comunicato all’amministratore delegato della banca Fabrizio Viola che sarebbe voluto andare a parlare con i magistrati? Cosa voleva dire ai pm?

I festini a luci rosse di cui ha ipotizzato l’esistenza l’ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini hanno a che fare con la scomparsa di David Rossi e con le indagini relative alla sua morte?

 

 

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Il segretario del Pd altoatesino Huber è da ieri che si agita sui social insultandomi come nel consueto stile sinistro, evidentemente la lettera che ho scritto per il candidato sindaco del centro destra unito Roberto Zanin, l’ha punto sul vivo. Sembra la mossa della disperazione attaccare me e Zanin nella speranza che qualcuno gli creda o meglio, lo consideri.

Potrei cantargli la canzone “ la verità ti fa male lo so…”, ma la miglior risposta alla sua supposta class action contro di me sarà quella democratica che faranno i bolzanini nelle urne il 20 e 21 settembre, qualora non gli fosse già bastata la batosta del referendum sul tram. Io che a Bolzano ci vivo e la frequento -a differenza dei parlamentari eletti dal Pd locale- incontro solo cittadini, commercianti, imprenditori, operatori turistici che non vedono l’ora di avere un nuovo sindaco e una nuova maggioranza che usino il buon senso del comune cittadino per risolvere problemi evidenti e non la faziosità politica . E in fondo lo sperano anche i partner della Svp.

Nella lettera ho solo riportato le frasi dei bolzanini non le mie idee. Bolzano è passata dall’essere una città speciale ad una città con gli stessi problemi di tante altre città italiane che non godono però della nostra Autonomia. A ledere l’immagine, la qualità della vita e il decoro di Bolzano è purtroppo l’amministrazione della quale il partito di Huber è attore protagonista.

Quanto alla minaccia di Class Action, consiglio innanzitutto a Huber di ripassare la costituzione, qualora l’avesse mai letta rendendogli noto che è da stamane che mi arrivano messaggi veri, di avvocati pronti a difendermi gratuitamente. Non vedo l’ora di incrociarlo in quel Palazzo di Giustizia nella quale sono cresciuta da bambina, per me è una comfort zone.

A Huber sono pronta a far leggere i messaggi dei papà bolzanini che temono di far uscire i figli la sera o di quelle ragazze che hanno paura a scendere di notte sotto casa o attraversare le passeggiate del Talvera o dei bambini e degli sportivi ai quali tutte le notti vengono rubate le biciclette o dei tanti bolzanini che hanno subito furti negli ultimi anni e giorni.Forse si renderebbe conto che ha perso un’occasione per tacere.

 

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Michaela BIANCOFIORE

Parlamentare FI

Nemmeno il tempo di esprimere solidarietà ai cittadini di Sutri con il nostro comunicato di stamattina che Sgarbi con la sua abituale aggressività e volgarità insulta il personale addetto alla vigilanza del Festival di Venezia per averlo invitato a indossare la mascherina. Poco rispetto per le norme di sicurezza sanitaria, nessun rispetto per i lavoratori.

Ormai la sua presenza in Parlamento, sui media, in eventi pubblici è diventata l’occasione, per il presidente della più prestigiosa istituzione culturale della città, per manifestare il peggio di sé.

O forse è questo il suo meglio? Sarebbe davvero il caso di dire basta. Al linguaggio e ai modi da scaricatore di porto e alla presidenza del Mart.

Non se ne può più.

 

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Rovereto Futura

Questo il programma delle visite istituzionali del Sottosegretario di Stato onorevole Riccardo Fraccaro (M5s) in Trentino.

Giovedì 10 settembre: Ore 21.00 (Rovereto-centro città): Incontro con passeggiata in centro a Rovereto assieme al candidato sindaco del M5S Alessandro Dalbosco e agli attivisti.

Venerdì 11 settembre: Ore 11.00 – 12.30 (Trento-Sardagna): Assieme alla candidata sindaco del M5S Carmen Martini, incontro con i cittadini che si oppongono alla riapertura della discarica di Sardagna con visita alla stessa e incontro con la stampa.

Ore 15.00 – 16.30 (Riva del Garda – Giardino ristorante Pizzoteca): Dibattito con Andrea Matteotti, il candidato sindaco del M5S a Riva del Garda e con gli attivisti pentastellati in merito alle problematiche e alle soluzioni proposte riguardo al territorio altogardesano.

Per i Servizi Urbani di Trento e di Rovereto, il Servizio Extraurbano e la Ferrovia Trento – Malè – Mezzana. Da lunedì 14 settembre 2020 in vigore i nuovi orari invernali del trasporto pubblico locale.

Lunedì 14 settembre 2020, in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico, entrano in vigore gli orari invernali del trasporto pubblico locale (Servizio Urbani di Trento e di Rovereto, Servizio Extraurbano e Ferrovia FTM).

Gli orari della Ferrovia Trento – Borgo Valsugana – Bassano del Grappa (con interruzione per lavori e sostituzione con autobus nella tratta Primolano – Bassano) proseguono invariati fino al 30 ottobre 2020. Anche per quest’anno, i libretti orari sono in distribuzione gratuitamente ai clienti (1 copia per ogni cliente) presso le biglietterie aziendali. Gli orari sono anche consultabili e scaricabili dal sito www.trentinotrasporti.it alla sezione “Viaggia con noi”.

 

 

 

DIRETTO

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