Ci sono altri 7 nuovi casi positivi al Covid-19 in Trentino. Lo conferma l’Azienda provinciale per i servizi sanitari che specifica come solo 1 di questi vada collegato ai focolai rinvenuti nei giorni scorsi.

Un altro dato riguarda la presenza di soggetti minori fra i positivi al tampone: oggi sono 2, dato che conferma la necessità di mantenere la massima prudenza a tutte le fasce d’età, con particolare riguardo ai soggetti immunodepressi o anziani che richiedono una particolare attenzione. I sanitari rilanciano pertanto l’appello a mantenere mascherine e distanziamento, obbligatori se si ritiene di essersi esposti a comportamenti a rischio.

I pazienti ricoverati sono 7, nessuno in rianimazione. Nella giornata odierna non si registrano deceduti. Si segnala infine che ieri sono stati analizzati 1.251 tamponi: 913 da Apss e 338 dalla FEM.

“Le amministrative in Trentino sono la prima tappa, poi arriverà quella delle provinciali per ricostruire il Trentino che riprenda il filo con la sua storia e il grande progetto nazionale ed europeo. Siamo motivati a costruire politica, unico antidoto all’antipolitica”. Così la Senatrice di Italia Viva Donatella Conzatti che oggi ha accolto Matteo Renzi a Trento, intervenuto per sostenere i candidati del suo partito che si presenteranno alle elezioni amministrative.

“Se c’è una città in Italia e vorrei dire in tutto il Continente che conosce bene il valore dell’Europa è Trento, se c’è uno statista che prima degli altri ha capito il valore dell’Europa era Alcide De Gasperi. Se oggi noi siamo in condizioni di poter avere un secondo tempo per l’Europa dopo la burocrazia che ha perso la sfida della ripresa del 2011 e del 2012 è perché ha vinto uno sguardo europeista”, ha detto Matteo Renzi.

“Le amministrazioni che vanno al rinnovo portano la sfida tra i sovranisti e gli europeisti. Noi siamo questi, siamo entusiasti. Mi sembra ci sia il desiderio di scrivere una pagina nuova. Italia Viva è quel partito che ha mandato a casa Salvini ma che non vuole diventare grillino. Infatti diciamo che bisogna prendere i soldi del Mes, che bisogna insistere sulla strategia filoeuropea, che bisogna farla finita con l’atteggiamento di chi pensa che conti più un sussidio del lavoro.

Questa è Italia Viva. Ora dipende dai cittadini. Quando ci daranno il voto, noi saremo in grado di fare la differenza. Ora contano i voti. Contano i volti. Invitate i vostri a votare Italia Viva. La campagna elettorale è per costruire comunità”, ha aggiunto.

“Siamo in una fase molto particolare perché nei prossimi dieci giorni di fatto ci giochiamo dieci anni. Perché, mai come in questo momento, sono accadute tutta una serie di cose che portano la politica a dover fare i conti con il futuro. 209 miliardi di euro da spendere. Avrei pagato per averne due quando ero a Palazzo Chigi. Tutti insieme, perché c’è una crisi senza precedenti, c’è una crisi epocale e questi 209 miliardi di Euro vengono dall’Europa perché c’è un’impostazione filoeuropea.

È un dato di fatto. Sono uno di quelli che più di tutti soffre per stare insieme ai grillini ma se noi non avessimo fatto quel Governo, i 209 miliardi di Euro non ci sarebbero stati. Denaro che ora va speso bene. Va speso per dare lavoro e non per il reddito di cittadinanza, vanno spesi per dare fiducia, per dare le infrastrutture, non per vivere di ricordi di assistenzialismo”, ha concluso Renzi.

Confronto in Provincia con l’ambasciatore a Vienna Sergio Barbanti. La questione del transito dei mezzi pesanti sul valico del Brennero, i lavori per la realizzazione del tunnel di base, la situazione sanitaria relativa al Covid e la possibilità di organizzare una presentazione del sistema trentino a Vienna, questi i temi oggi al centro di un incontro, in videoconferenza, fra il presidente della Provincia e l’ambasciatore italiano a Vienna, Sergio Barbanti.

L’ambasciatore ha evidenziato come il Trentino sia un territorio molto interessante e come vi siano numerose tematiche su cui aprire degli spazi di collaborazione. Sulla questione del transito dei mezzi pesanti il presidente ha espresso al diplomatico la preoccupazione per eventuali provvedimenti che possano penalizzare il lavoro delle imprese di trasporto su gomma, pur evidenziando l’impegno a potenziare lo spostamento del traffico merci verso la ferrovia. Al riguardo, il presidente ha spiegato che sono state stanziate risorse, una decina di milioni di euro, per rafforzare l’attività dell’Interporto di Trento.

Dopo un confronto sulla situazione del Covid, in Austria ed in Trentino, si parlato della possibilità, giudicata molto interessante dal presidente della Provincia, di organizzare, quando la situazione della pandemia lo permetterà, una presentazione del sistema trentino a Vienna in cui coinvolgere il mondo economico e quello della conoscenza.

Solo ora – e a pochi giorni dalle elezioni comunali – il Sindaco Valduga e la sua compagine si rendono conto che c’è un problema relativo al commercio a Rovereto. Peccato abbiano avuto ben 5 anni di tempo per accorgersi di come tante saracinesche roveretane siano state abbassate a causa di politiche comunali poco attente alle esigenze dei piccoli commercianti. Si svegliano oggi, mentre siedono fianco a fianco con lo stesso Partito Democratico che ha guidato Rovereto nei cinque anni precedenti, ottenendo gli stessi (non) risultati di Valduga.

Un piccolo contributo non sarà sufficiente ad aiutare quei piccoli commercianti che con il loro lavoro un tempo rendevano la nostra città “il salotto del Trentino”, ma soprattutto è inaccettabile come si sfrutti tale mossa a scopi elettorali dimenticando come la stessa sia frutto del lavoro dell’intero Consiglio comunale durante l’assestamento di bilancio di Luglio. La Lega sul punto è sempre stata coerente e vigile: la rivitalizzazione commerciale del centro storico è da sempre una nostra battaglia.

Per questo motivo, intendiamo adottare un pacchetto di incentivi dedicati – non un contributo una tantum come mancetta elettorale – che, in sinergia con importanti misure di riqualificazione urbana, contribuirà al rifiorire di attività e negozi tipici della nostra Rovereto.

Questo quanto dichiarato in una nota dal Referente della Lega a Rovereto, Villiam Angeli.

Sì della V Commissione all’atto di indirizzo e ai finanziamenti per l’Università di Trento fino al 2022. Audizioni favorevoli al ddl 56 per sostenere il settore dello spettacolo, ma anche l’assessore presenterà una proposta

La Quinta Commissione ha dato il via libera del Consiglio alla delibera della Giunta sull’atto di indirizzo 2020-2022 per l’Università di Trento, ha poi concluso le audizioni sul disegno di legge 56 a sostegno del settore degli spettacoli dal vivo, particolarmente penalizzato dal lockdown, con pareri tutti favorevoli e l’annuncio dell’assessore che anche la Giunta presenterà un testo in materia, e ha infine preso atto delle richieste di maggioranza e minoranza di perfezionare la relazione conclusiva sulla petizione popolare presentata per il rientro a scuola in rapporto all’emergenza Covid19.

 

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Via libera all’atto di indirizzo e ai finanziamenti per l’Università.

L’organismo si è espresso a favore della delibera proposta dalla Giunta relativa all’approvazione dell’atto di indirizzo per l’Università e la ricerca 2020-2022 come prevedono le norme che dal 2011 disciplinano le delega alla Provincia delle competenze sull’ateneo trentino e sull’Alta formazione musicale e artistica. Il parere positivo è stato sancito con 5 sì, 2 dei quali di consiglieri di minoranza, e il voto di astensione di un consigliere dell’opposizione. Sull’atto di indirizzo triennale, l’assessore di merito ha evidenziato la maggiore novità recente, costituita dall’avvio a Trento del corso di laurea in medicina e chirurgia in collaborazione con l’ateneo di Verona. Ha poi ricordato la quota base delle risorse che sarà pari a 111 milioni di euro l’anno fino al 2022 e gli interventi di ristrutturazione e manutenzioni delle sedi universitarie, ritenuti necessari per gli edifici e le aule. E ha infine segnalato l’importante ampliamento dei posti letto negli studentati universitari sia a Trento che a Rovereto.

Quanto alle risorse finanziarie, il costo del nuovo costo di laurea sarà a regime di 6.220.000 euro sulla base di un accordo tra la Provincia e l’Università che,a ha precisato l’assessore, nel primo trienni sosterrà i maggiori oneri (4.820.000 euro). Gli investimenti complessivamente previsti dalla Provincia per l’Università di Trento fino al 2023 tra è pari a 30.415.675 euro che, sommati ai 308.032.896 del consuntivo 2004-2019, portano il totale a 338.448.571 di euro.

 

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La discussione con i consiglieri.
Un consigliere di minoranza ha osservato che la carenza di medici riguarda in particolare alcune specializzazioni la cui formazione richiede una decina d’anni. I pensionamenti che la Pat prevede di fronteggiare interesseranno invece i prossimi 5-7 anni. Il problema è anche di incentivare i nuovi medici che otterranno la laurea a Trento perché rimangano a lavorare nella nostra provincia. Sull’università una consigliera ha chiesto anche se per le cattedre vi è un consolidamento e ha giudicato modesta la quota premiale. Infine ha posto una domanda sui posti letto per gli studenti previsti a Trento e a Rovereto. L’assessore ha risposto che per Trento è in programma un ampliamento dell’area di Sambapolis con una costruzione su un terreno adiacente. Quanto ai medici ha sottolineato che il progetto del corso università a Trento è a lungo termine e che sarà l’assessore alla sanità a dover pensare a come trattenere i neolaureati nella nostra provincia. Certo, non sarà possibile obbligare i medici che usciranno dalla nostra università a rimanere in Trentino. Per il consolidamento delle cattedre l’atto di indirizzo fino al 2021 garantisce la copertura delle risorse necessarie attraverso i residui disponibili nel bilancio provinciale.

 

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Audizioni tutte favorevoli del ddl 56 a sostegno del settore degli spettacoli dal vivo.

La Commissione ha poi ascoltato vari soggetti invitati a pronunciarsi sul disegno di legge 56 “Sostegno straordinario alle attività culturali in provincia di Trento in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19” proposto da un gruppo consiliare di minoranza (le misure più significative previste nel provvedimento, i cui effetti avrebbero valenza temporanea valendo fino al 31 dicembre 2021, sono la creazione di un fondo straordinario per lo spettacolo, la sospensione delle imposte regionali sulla cultura nel 2020 e – per reperire gli spazi necessari alle attività culturali dal vivo – l’utilizzo delle biblioteche comunali).

L’Unione Interregionale Triveneta Agis ha giudicato positivamente il ddl e aggiunto che interventi come quelli adottati nell’assestamento di bilancio della Provincia sono propedeutici per una rivisitazione delle disposizioni anche nazionali che interessano il comparto culturale dello spettacolo. Servono infatti interventi strutturali e soprattutto il riconoscimento politico e legislativo che questo settore è un comparto importante anche per l’economia producendo beni di consumo.

L’associazione culturale Trento Spettacoli che rappresenta le compagnie di produzione private – attori, drammaturghi, tecnici, maestranze, ecc. – considera “buone e da far diventare strutturali, quindi a lungo termine”, e non solo temporanee, le misure previste nel ddl e dalla Provincia a sostegno del settore. Secondo l’associazione anche il Centro Servizi Culturali Santa Chiara dovrebbe diventare un volano a servizio di tutti i soggetti anche privati attivi in questo settore. Centrale per l’associazione è il tema del sostegno alla circuitazione degli spettacoli perché le produzioni incontrino il pubblico. Ha poi sottolineato la necessità di distinguere dal punto di vista normativo ed economico le compagnie professionali da quelle amatoriali.

La cooperativa Il Gaviale ritiene straordinaria questa proposta di legge e la risposta data dalla Provincia alle problematiche evidenziate dal settore in seguito all’emergenza Covid-19. Il Gaviale ritiene interessanti e condivisibili alcuni articoli del ddl 56, altri legati a una visione da superare. Il dubbio che rimane è che i maggiori costi sostenuti dai soggetti della cultura per poter ripartire con le attività rispettando le misure di sicurezza anti-Covid, non siano sufficientemente compensati dalle risorse previste dalla Provincia e con questo ddl. Si tratta poi di capire se si possano sommare i 500.000 euro già stanziati dalla Pat per i soggetti produttori di spettacoli attraverso la legge 2 del marzo scorso, con le risorse del fondo che questo ddl istituirebbe. Servirebbe anche una riflessione per definire nuove regole da adottare per il sistema degli spettacoli dal vivo.

La Cofas (Compagnie filodrammatiche associate) vede di buon occhio il ddl in discussione, che però riguarda soprattutto le imprese dello spettacolo. La Cofas, formata da oltre 100 compagnie teatrali, già godono di contributi della Provincia, di Comuni e casse rurali, ma possono essere interessate ad un maggior sostegno finalizzato alle 80-90 rassegne proposte sul territorio: il finanziamento pubblico di questi eventi sarebbe necessario per renderne possibile la promozione tenuto conto delle limitazioni che riducono le entrate derivante dai biglietti d’ingresso venduti.

L’Associazione Pergine Spettacolo Aperto ha chiesto di capire che se i contributi provinciali previsti rimarranno invariati nonostante il minor numero di eventi realizzati a caussa dell’emergenza Covid. Altra domanda: se le situazioni debitorie potranno essere appianate e se gli oneri sostenuti siano da considerare spese documentabili nel bilancio.

La Compagnia Abbondanza Bertoni che si occupa di distribuzione di spettacoli, ha chiesto se la Provincia stia pensando ai fondi integrativi per il 2021 vista la necessità di una mettere mano ad una nuova programmazione perché l’incertezza sul prossimo anno è molto elevata. Ancora: andrebbero considerati e valorizzati nel ddl i soggetti che producono spettacoli che vengono rappresentati anche all’estero.

La Fondazione Aida ha ricordato di non aver mai beneficiato di contributi provinciali avendo come riferimento la Regione Veneto anche se le collaborazioni con enti del Trentino sono importanti in particolare utilizzando il Teatro Valle dei Laghi.

L’assessore suggerisce di integrare il ddl in un provvedimento più ampio. Il primo firmatario disponibile ad accogliere emendamenti migliorativi della Giunta.

L’assessore ha osservato che molti articoli contenuti nel ddl in discussione sono già stati superati da interventi approvati nei mesi scorsi dal Consiglio provinciale. Ha aggiunto che ovviamente è comprensibile la condivisione della proposta di sospendere l’Irap per i soggetti produttori di spettacoli. La Giunta, ha assicurato, sta riflettendo su questa ipotesi. Ha quindi suggerito ai firmatari del provvedimento di mantenere nel testo del ddl gli elementi ancora validi e da realizzare. Si tratterebbe di integrare questo ddl in un provvedimento più corposo. L’assessore ha ricordato che l’assestamento del bilancio approvato il mese scorso prevede sulla cultura una delibera attuativa dell’articolo 16, in fase di attuazione, nella quale saranno chiariti i criteri relativi al finanziamento del settore spettacoli.

Il consigliere primo firmatario del ddl 56 ha replicato ricordando che il provvedimento era stato depositato nella prima fase dell’emergenza Covid-19 e che per questo non era stato possibile esaminarlo. Per questo si era tentato, ma invano, di inserire alcuni contenuti del ddl nel testo dell’assestamento di bilancio. Oggi vi è quindi la disponibilità di portare avanti questo ddl con emendamenti della Giunta. Se invece la Giunta volesse presentare un proprio ddl distinto, questo rischia di allungare i tempi. Sarebbe perciò preferibile puntare a migliorare i contenuti di questo ddl.

Il Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento si è soffermato con il direttore sull’articolo 2 sulla concertazione della programmazione, ha ricordato che quest’attività è già stata avviata dal Santa Chiara ma che comunque una concertazione sarebbe opportuna purché il Coordinamento teatrale trentino non proponga spettacoli sovrapponibili dal punto di vista dei tempi di realizzazione. I due enti devono puntare ad una convergenza su questo punto. Sull’articolo 3 relativo ai lavoratori dello spettacolo, il Centro Servizi ritiene necessario chiarire a che tipo di lavoratori e di contratti ci si riferisce perché le situazioni e le prestazioni fornite sono diversificate.

L’Associazione per il Coordinamento teatrale trentino, convenzionata con il Santa Chiara, pur condividendo il ddl e l’obiettivo della concertazione, ha segnalato di avere problemi nel rispondere ai 27 Comuni ad esso aderenti con un’adeguata programmazione sia teatrale che cinematografica. I Comuni faticano a sostenere le spese per questi eventi. Tanto più che non si sa ancora quanti teatri potranno riaprire con una normale programmazione teatrale. I problemi riguardano soprattutto la programmazione pluriennale degli spettacoli chiesti anche dalle scuole.

Il Coordinamento bibliotecari del Trentino ha giudicato interessante e utile il ddl. Unica osservazione: le biblioteche non producono eventi ma organizzano spettacoli o intrattenimenti proposti da altri all’interno delle strutture (140 biblioteche sparse in tutta la provincia). Si tratta di capire quando sarà approvato il regolamento attuativo delle norme con cui la Pat ha messo a disposizione importanti risorse a sostegno del settore spettacoli. I problemi delle biblioteche riguardano il calo del 25% del personale e il grosso problema che penalizza soprattutto le piccole biblioteche gravate da pesanti adempimenti burocratici. Servirebbe poi una biblioteca archivio a servizio di tutte le biblioteche trentine. per i soggetti produttori di spettacoli. Il Covid ha allontanato le persone dalle biblioteche. Sarebbe quindi importante una campagna di promozione che riavvicini i cittadini al sistema bibliotecario.

La sezione Trentino-Alto Adige dell’Associazione italiana biblioteche (AIB) ha messo l’accento sull’importanza del servizio prestiti. In particolare dalle novità librarie deriva un apprezzabile aumento dei prestiti e di utilizzo delle biblioteche. Andrebbe data la possibilità di far conoscere nei siti internet i cataloghi delle biblioteche e le nuove proposte librarie. Va intensificata poi la collaborazione tra le biblioteche comunali.

CGIL, CISL e UIL hanno espresso un giudizio positivo sul ddl come pure sull’intervento previsto dall’articolo 17 della legge di assestamento di bilancio. Purché si evitino sovrapposizioni tra le due misure. Le OOSS hanno segnalato che sono emersi problemi nella gestione dei benefici nazionali previsti a sostegno dei lavoratori dello spettacolo accedono facilmente avendo spesso casse previdenziali diverse alle quali versano i contributi. Per questi lavoratori vi sono anche difficoltà di accesso alle indennità Covid previste a livello nazionale.

Occorre considerare che il settore spettacoli sarà quello più penalizzato dalle misure di emergenza dovute alla pandemia fino alla fine della stagione invernale in arrivo. Per questo la Provincia dovrebbe destinare aiuti ai lavoratori del comparto che tengano conto del protrarsi della crisi attuale. Anche le OOSS hanno chiesto di privilegiare rispetto alle associazioni amatoriali i soggetti che vivono di produzione di cultura e spettacolo, non per discriminare ma per necessità economiche oggettive. Servirebbe poi un maggior coordinamento tra le misure provinciali e nazionali a favore del settore spettacoli, consentendo il cumulo dei sostegni al reddito. Per il sostegno alle associazioni e ai soggetti privati produttori di spettacoli, le OOSS chiedono alla Pat di adottare criteri stringenti che garantiscano il rispetto dei diritti dei lavoratori.

Ancora, i 500.000 euro previsti dalla legge provinciale del marzo scorso per sostenere il settore dello spettacolo in questa lunga fase di emergenza sanitaria, secondo i sindacati dovrebbe privilegiare chi crea occupazione. Andrebbero anche reperiti spazi in cui realizzare in sicurezza spettacoli nel prossimo inverno. Ultima richiesta: un tavolo di lavoro con i soggetti interessati e i rappresentanti dei lavoratori dello spettacolo per delineare altre risposte alla crisi del comparto.

Il Consiglio provinciale dei giovani, con la presidente ha osservato che si potrebbe includere tra i soggetti destinatari degli aiuti previsti dal ddl anche le attività editoriali, in quanto rientrano nel settore cultura. Giusto per i giovani che il ddl contempli anche i musei. Il ddl è comunque giudicato complessivamente positivo.

La relazione sulla petizione popolare numero 5 sull’organizzazione della ripartenza dei servizi scolastici in rapporto all’epidemia in corso sarà integrata con riferimenti alle misure già adottate dalla Giunta e altre proposte delle minoranze.

Un consigliere di maggioranza ha letto un lungo documento finalizzato ad integrare la bozza di relazione conclusiva sull’esame della petizione elaborata sulla base della discussione e delle audizioni che la Commissione ha già dedicato al testo. Il documento integrativo riassume tutti gli interventi di natura organizzativa e finanziaria con cui la Giunta ha preparato le condizioni per riavviare le attività in presenza delle scuole trentine dopo la lunga chiusura dovuta all’emergenza Covid-19. Un altro esponente della maggioranza ha condiviso la proposta mentre una consigliera di minoranza ha preannunciato la presentazione di ulteriori elementi con cui perfezionare la relazione che la Commissione si è riservata di approvare la prossima volta.

 

Slide atto indirizzo 9 settembre

 

 

 

 

DIRETTO

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Enpa: “Lo Stato c’è. Bene le iniziative del Ministro Costa ma per M49 e i suoi compagni di prigionia l’unica soluzione è la libertà.

Apprezziamo moltissimo le iniziative annunciate oggi in una lettera dal Ministro dell’Ambiente relative alla situazione degli orsi del Trentino, quella che non è una gestione ma una vera persecuzione da parte della Provincia Autonoma di Trento. La reimpostazione del progetto Life Ursus e la decisione di procedere all’ampliamento degli areali di presenza degli orsi è pienamente condivisibile. Una scelta che ci vede in piena sintonia tanto che già in passato avevamo chiesto la realizzazione di corridoi ecologici per gli animali.

Bene poi l’intenzione di Costa di avviare un tavolo di confronto con i presidenti delle regioni Friuli, Veneto e Lombardia, tutti, ricordiamo, inizialmente interessati al progetto. Ringraziamo dunque il ministro per aver assunto una visione internazionale del progetto Life Ursus, divenuto, come lui stesso ha sottolineato “sempre più importante per assicurare la sopravvivenza della specie nel pianeta”.

Riteniamo che sia assolutamente da dimostrare il numero allarmista degli orsi in Trentino annunciato più volte dal presidente Fugatti. Finalmente, è il caso di dirlo, si parla un linguaggio diverso che non è quello delle uccisioni, delle reclusioni a vita, delle deportazioni, quale, purtroppo, è stato finora adottato dai vertici della Provincia.

Infine, pensiamo sia molto importante che il Ministro abbia dato disposizioni ai Carabinieri Forestali e all’Ispra di effettuare un’ispezione alla struttura del Casteller per valutare la condizione dei tre orsi prigionieri. Vogliamo quindi ribadire a tutti, anche al nostro ministro dell’Ambiente, che questa detenzione è non solo incompatibile con le esigenze etologiche degli animali ma ingiustificata e illegittima e che per M49, per M57 e per DJ3 l’unica adeguata misura è quella della restituzione in natura, per la quale abbiamo lottato e per cui non ci stancheremo mai di combattere.

 

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Foto: archivio Pat

Il 10 settembre è la Giornata mondiale per la prevenzione dei suicidi. «Invito alla vita» ricorda gli strumenti di supporto per chi è in difficoltà.

Il coronavirus colpisce il fisico ma anche la salute mentale. La pandemia e l’emergenza nazionale hanno avuto inevitabili ricadute anche sul piano psicologico e sull’esistenza di ognuno di noi. L’isolamento sociale durante il lockdown, la costante «minaccia» del Covid-19 e del possibile ritorno del virus e delle conseguenti misure restrittive, l’ansia per il futuro, il lavoro e la propria condizione socio-economica: sono tutti elementi che favoriscono lo sviluppo di forme depressivo-ansiose anche in soggetti sani e l’aggravarsi della condizione psichica dei soggetti più fragili e di chi già soffre di disturbi mentali. Ad aggravare ulteriormente la situazione, anche la difficoltà di accedere alle tradizionali forme di supporto, dal semplice contatto sociale a forme più o meno specialistiche di sostegno (colloqui, visite etc.).

L’allarme per un possibile aumento dei suicidi è ormai condiviso. Per affrontare la situazione e non lasciare sole le persone che hanno bisogno di aiuto il tavolo di lavoro aziendale del progetto «Invito alla vita» in collaborazione con l’associazione AMA (Auto mutuo aiuto) vuole ricordare – in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione dei suicidi del 10 settembre – gli strumenti di supporto e le risorse messe a disposizione dal progetto.

Quest’anno quindi è ancora più importante promuovere il dibattito e la conoscenza dei servizi e delle risorse messe a disposizione dalla Provincia di Trento e dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari, sia nell’ottica di contrastare il fenomeno sia di supportare la comunità colpita da un evento così doloroso. Ecco i principali strumenti di sostegno:

• numero verde di supporto 800 061 650: sempre disponibile, 24 ore su 24, con volontari esperti disponibili a un ascolto empatico e attento;

• piattaforma web Tra di noi Youngle Trento (http://tra-di-noi.com/): giovani volontari disponibili all’ascolto online tramite chat e social media;

• sostegno ai sopravvissuti: prosegue l’attività del gruppo di auto mutuo aiuto per familiari di persone che si sono suicidate e l’accoglienza diretta presso Ama da parte di operatori esperti;

• sostegno a persone che soffrono di depressione e a rischio suicidio: continua l’attività di gran parte dei gruppi Ama e in particolare quelli della depressione e ansia.

Siamo stati allertati verso le 9:30 di questa mattina dopo che già dalla tarda sera di ieri i corpi di Tiarno di Sotto e Soccorso Alpino, cani da ricerca avevano iniziato le ricerche continuate nella notte e nella mattinata odierna. Allertati dalla nostra centrale 115 e intervenuti in collaborazione con Daone, Prezzo, Bersone, Preso, Condino, Cimego, custodi forestali Pieve di Bono e corpo forestale di Pieve di Bono. Con l’ ausilio dell’ elicottero VVF Trento per trasporto personale, siamo riusciti verso le ore 13.30 ad individuare la persona dispersa. Infine, con l’utilizzo del secondo elicottero é stata verricellata e trasportata all’ospedale di Trento.

 

Due e più due non fa quattro. In occasione della “Giornata dell’Autonomia” è ritornato in primo piano il tema delle visite guidate al Consiglio provinciale, sia come Istituzione, sai come palazzo storico. A tale proposito nelle scorse settimane il Consigliere Zeni del Partito Democratico del Trentino aveva presentato una interrogazione per sapere come si svolgono tali visite guidate, con quali differenze rispetto al passato e con quale coinvolgimento di personale addetto. La risposta del Presidente del Consiglio è assolutamente insufficiente ed evita di rispondere ad alcune domande precise, che quindi il Consigliere Zeni ha riproposto con l’interrogazione qui allegata.

 

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Interrogazione n.
DUE PIU’ DUE NON FA QUATTRO
Rileggendo la risposta fornita dal Presidente del Consiglio provinciale alla mia interrogazione n. 1714 in tema di “visite guidate” al Consiglio provinciale, viene fatto di chiedersi se veramente il Presidente ha letto il testo della risposta fornitami. Sono convinto che così non può essere e che egli abbia firmato in “buona fede” un testo redatto senza tener in alcun conto le domande presentate. Tralascio, per carità di patria, la spiegazione circa la sostituzione del funzionario incaricato del servizio, funzionario che peraltro non è andato in quiescenza durante la corrente Legislatura bensì ancora nella precedente senza che ciò ricadesse negativamente sull’erogazione del servizio stesso.

Ciò che stupisce è altro. Chiedevo infatti se il personale assegnato fosse quadruplicato e mi si risponde che non è vero perché i funzionari addetti sono due, più una giovane in servizio civile e la collaborazione, pare saltuaria, del funzionario assegnato al “Forum trentino per la Pace e i Diritti umani”. Forse non ho fatto studi ragionieristici approfonditi, ma la logica mi suggerisce di ritenere che il servizio “visite guidate” si avvale adesso di quattro figure, però il Presidente del Consiglio sostiene che non è così, perché si tratta di due funzionari più una persona in servizio civile più una collaborazione per la riprogettazione del servizio stesso. Personalmente mi torna ancora il numero di quattro, ma forse lavoro seguendo logiche aritmetiche elementari e non calcoli di matematica computazionale.

Ma non è tutto qui. Nel mio ultimo quesito chiedevo quante visite si sono realizzate a tutt’oggi e con quale grado di coinvolgimento di ogni singolo Consigliere provinciale per ogni visita, nonché quali sono le previsioni per il futuro, posto che storicamente i Consiglieri provinciali a rotazione hanno sempre accolto ed accompagnato le visite guidate. Con la risposta del Presidente del Consiglio a questo quesito, mi rendo conto dell’evidenza delle diverse lingue che parliamo.

Infatti mi si risponde che “le visite guidate sono sempre state svolte invitando a rotazione un Consigliere provinciale ad ogni incontro. Anche in futuro sarà garantita questa occasione d’incontro fra gli eletti e il pubblico in visita all’Istituzione.” Ma cosa avevo affermato nella mia interrogazione? Avevo detto che “storicamente i Consiglieri provinciali a rotazione hanno sempre accolto ed accompagnato le visite guidate.” E’ evidente che ripetere la premessa dell’interrogazione non significa fornire una risposta alla domanda, ossia: “con quale grado di coinvolgimento di ogni singolo Consigliere provinciale per ogni visita”, ma a questo non è stato affatto risposto. Capisco che rispondere alle interrogazioni può essere noioso e fastidioso, sopratutto se si debbono svelare risvolti non proprio puntuali, ma è un dovere delle Istituzioni e non può essere eluso.

 

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Tutto ciò premesso, interrogo il presidente del Consiglio provinciale per sapere:

– nel dettaglio di ogni singolo caso, quali e quanti singoli Consiglieri provinciali nella corrente Legislatura hanno accolto ed accompagnato le visite guidate, posto che, ad esempio, in quasi due anni di attività nessuno ha mai chiesto allo scrivente nulla, così come ad altri esponenti delle minoranze.

Confidando in una risposta minimamente esaustiva, si richiede risposta scritta ai sensi del Regolamento.

 

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avv. Luca Zeni

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