Escursionista scivola in un canale nei pressi del rifugio Pradidali. (gruppo Pale di San Martino).

Un escursionista tedesco del 1967 è stato elitrasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento per i traumi e le ferite riportati in seguito a una scivolata lungo un canale di sfasciumi e roccette nei pressi dell’attacco della ferrata Porton e del rifugio Pradidali (gruppo Pale di San Martino). L’uomo era in compagnia della moglie e stava percorrendo un tratto di sentiero impervio quando ha perso l’equilibrio ed è ruzzolato per una quindicina di metri. L’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivato verso le 16.45 da parte del gestore del rifugio Pradidali allertato da alcuni escursionisti che avevano assistito all’incidente.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha verricellato sul posto il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe medica. L’infortunato, sempre cosciente, è stato stabilizzato, imbarellato e recuperato a bordo dell’elicottero per essere trasferito all’ospedale Santa Chiara di Trento. Non è stato necessario l’intervento degli operatori della Stazione Primiero, pronti in piazzola per dare eventuale supporto nelle operazioni di recupero.

Sono complessivamente 108 i casi accertati nel focolaio di Trento. Coronavirus: oggi 23 nuovi casi positivi.

Sono 23 i nuovi casi positivi riscontrati nelle ultime ore dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Nel rapporto odierno si specifica che 13 di questi presentano sintomi. Tra di loro c’è un minorenne. In ospedale sono ricoverati per Coronavirus 7 pazienti, nessuno in rianimazione. Nella giornata di ieri sono stati effettuati 1.925 tamponi, di cui 955 a cura di APSS e 979 da FEM.

Per quanto riguarda il focolaio sul caso ‘carni’ a Trento, dai tamponi effettuati ieri emergono 10 casi positivi, che portano quindi a 108 i lavoratori contagiati. L’indagine sui dipendenti è quasi del tutto completata, anche attraverso il personale sanitario che si è recato direttamente al domicilio dei lavoratori per effettuare i tamponi. Sono meno di un terzo le persone con sintomi lievi e nessuno dei casi ha richiesto il ricovero. In queste ore, e andrà avanti nel weekend, prosegue l’indagine epidemiologica che ha visto il coinvolgimento delle ditte del settore con l’obiettivo di bloccare sul nascere possibili contaminazioni. In particolare in un’azienda sono stati effettuati oltre 100 tamponi e riscontrati 3 casi. L’intervento tempestivo ha permesso di circoscrivere il focolaio.

Il presidente della Provincia di Trento e l’assessore alla salute hanno ricordato la collaborazione con il Comune di Trento – era presente il sindaco – nel gestire il focolaio. Oltre all’indagine epidemiologica tutt’ora in corso sono stati definiti aspetti relativi ai pasti, ai farmaci e servizi forniti da Servizi sociali, Nuvola e Protezione civile per chi sta in quarantena.

Infine prosegue il lavoro della Protezione civile alle Viote per organizzare la struttura che accoglierà le persone poste in isolamento. Al momento è iniziata l’opera di sanificazione delle strutture.

All’Istituto di istruzione don Guetti a Tione di Trento sono stati installati i primi termo-scanner (nella foto e nelle riprese). La rilevazione della temperatura corporea avviene posizionando il polso a 5 centimetri dallo strumento. Se la temperatura è inferiore ai 37.5° si accendono delle luci verdi, via libera quindi per entrare a scuola.

 

On. Ministra,

numerosi iscritti hanno segnalato l’opportunità di chiarire i seguenti aspetti problematici – di cui Ella è certamente a conoscenza – di indubbia rilevanza in vista della ripresa delle lezioni in presenza:

1)  Gestionedeilavoratorifragili.Almomentovièunalacunanormativacheriguarda,daunlato,lagestione dell’assenza di chi non può lavorare né in presenza né a distanza (è il caso dei collaboratori scolastici); dall’altro, la gestione di chi non può lavorare in presenza ma potrebbe farlo a distanza (è il caso del personale tecnico, amministrativo e docente).

2)  SmartworkingdelpersonaleATA.L’entratainvigoredell’art.32,comma4,delDL104/2020hafattovenir meno – per le sole istituzioni scolastiche – il regime emergenziale e derogatorio dello smart working. Sarebbe opportuno chiarire come questa disposizione sia coniugabile con le seguenti eventualità:

  • a)  qualora, tra il personale delle segreterie, vi siano lavoratori fragili – impossibilitati dunque a rendere la propria prestazione in presenza – ma che potrebbero svolgerla in modalità agile;
  • b)  qualora gli uffici vengano posti in quarantena mentre altri plessi continuano a funzionare regolarmente;
  • c)  qualora sia disposta la chiusura per l’intera scuola.

Tale chiarimento permetterebbe di provvedere alle eventuali nomine dei supplenti e ai procedimenti che fanno capo alle segreterie nonché di individuare le modalità operative di cui le scuole potrebbero avvalersi.

3)  Lavoro a distanza del personale docente. Ci si chiede come gestire il personale docente fragile che potrebbe lavorare a distanza nelle scuole del primo ciclo (dove non si prevede DDI a meno di chiusure e lockdown) e come attuare la DDI nelle scuole secondarie di secondo grado, posta la perdurante assenza di regolamentazione contrattuale del lavoro a distanza dei docenti pur prevista dall’art. 2, comma 3-ter, del DL 22/2020 e dal Protocollo dello scorso 6 agosto.

4)  Tempi ed entità dell’organico Covid. Alcuni USR lo hanno in parte comunicato, mentre altri non lo hanno ancora fatto. Mancano certezza sui dati e celerità nelle nomine, mentre i dirigenti sono chiamati adesso a fornire risposte alle famiglie e agli Enti locali – per i servizi di loro competenza (mensa, trasporti…) – sull’organizzazione adottata che dipende, molto spesso, proprio dalla disponibilità di questo organico.

5)  Sostituzioni del personale assente. L’art. 13, comma 14, dell’O.M. 60 pone un generale divieto di sostituzione, fin dal primo giorno, del solo personale docente. Pertanto, per il personale ATA continuano a dispiegare effetto le regole ordinarie che, ad esempio, nel caso dei collaboratori scolastici – da sempre indispensabili per il funzionamento delle istituzioni scolastiche ma quest’anno addirittura nevralgici – impongono di non procedere a sostituzione nei primi 7 giorni di assenza (art. 1, comma 332, legge 190/2014). L’art. 32, comma 3, del DL 104/2020, invece, dispone che l’organico COVID (sia docenti che ATA) possa essere sostituito sin dal primo giorno di assenza. Stante l’attuale situazione emergenziale, sarebbe quanto mai auspicabile che anche per tutto il personale non COVID potesse applicarsi la medesima disciplina del DL 104/2020 al fine di consentire alle scuole di sostituire prontamente il personale assente.

6)  Immissioni in ruolo dei vincitori del concorso per DSGA. Il concorso non si è ancora concluso in molte regioni per cui le immissioni in ruolo annunciate (pari a 1985, a fronte di una disponibilità di posti pari a 3378 unità) non sono avvenute a partire dal 1° settembre. Tale situazione determina gravi disfunzionalità in molte scuole, dato il ruolo strategico svolto dal DSGA nella gestione del restante personale ATA e nella attività negoziale, due profili chiave per la ripartenza in sicurezza.

7)  Studenti fragili. Ad oggi non è ancora intervenuta l’ordinanza prevista dall’art. 2, comma 1, lett. d-bis del DL 22/2020 e, pertanto, l’unica via praticabile – per tutelare quegli studenti la cui salute sarebbe posta a rischio dalla frequenza in presenza delle lezioni – sembra essere l’istruzione domiciliare.

8)  Utilizzo della mascherina da parte degli alunni. Le indicazioni del CTS ne impongono l’utilizzo dai 6 anni e lo escludono nel segmento 0-6: occorre chiarire cosa fare nel caso di bambini che, pur frequentando la scuola dell’infanzia, abbiano già compiuto 6 anni (quindi sarebbero soggetti all’uso della mascherina) e, per converso, cosa fare nel caso di alunni che, pur frequentando la scuola primaria, non abbiano compiuto 6 anni (e quindi non sarebbero soggetti all’uso della mascherina).

9)  Certificato medico per la riammissione a scuola degli studenti dopo sospetto o conferma contagio e, in generale, dopo una malattia. Secondo il Decreto Ministeriale 80/2020, nella scuola dell’infanzia, dopo un’assenza per malattia superiore a 3 giorni “la riammissione a Scuola sarà consentita previa presentazione della idonea certificazione del Pediatra di libera scelta/medico di medicina generale attestante l’assenza di malattie infettive o diffusive e l’idoneità al reinserimento nella comunità scolastica”. Nulla è previsto per gli altri ordini di scuola. È opportuno che le istituzioni scolastiche sappiano per tempo come comportarsi.

10) Pasto domestico. La questione non viene affrontata in nessuno dei documenti elaborati in vista della ripartenza della scuola. Ci si chiede se il pasto domestico risulti compatibile con l’esigenza di garantire la salute e la sicurezza dei bambini e dei lavoratori della scuola e se debbano essere adottate apposite prescrizioni, nel momento in cui lo si consenta.

Le chiedo pertanto di voler intervenire affinché siano fornite le indicazioni necessarie per quella ripresa delle lezioni in presenza che costituisce una assoluta priorità per il Paese: mai come oggi la scuola è stata al centro dell’interesse collettivo.

 

Cordiali saluti.

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Antonello Giannelli

Presidente nazionale Akp

 

2020_09_04_-ANP_lettera-al-Ministro-Azzolina

Edifici scolastici utilizzati come seggi elettorali: la situazione in Trentino. Sono 131 le sezioni elettorali in 34 Comuni che saranno allestite per le prossime elezioni comunali e referendum in edifici scolastici del Trentino il prossimo 20 e 21 settembre. Di queste 53 sezioni sono situate in 9 scuole del Comune di Trento.

In un primo momento – sulle complessive 530 sezioni di 166 Comuni – erano 180 le sezioni elettorali in 59 comuni che avrebbero dovuto trovar sede nelle scuole.

Questo significa che 25 Comuni, e relative 49 sezioni, hanno quindi trovato sedi alternative per le operazioni di voto. All’impegno profuso da questi Comuni vanno i ringraziamenti del presidente della Provincia autonoma di Trento e dell’assessore all’istruzione.

Si ricorda che gran parte degli spostamenti delle sezioni elettorali sono di carattere temporaneo, questo per facilitare lo svolgimento delle procedure elettorali, in linea con le norme di sicurezza e prevenzione Covid19.

Attivazione dell’Infermiere di Famiglia e Comunità in Trentino: una risposta prima di tutto per la salute dei cittadini e un importante passo in avanti per la professione infermieristica.

Finalmente come definito dal Patto per la Salute 2019-2021 e dal Decreto c.d. Rilancio l’Infermiere di Famiglia e Comunità è realtà anche in Provincia Autonoma di Trento.

E’ una risposta prima di tutto per la salute dei cittadini e va nella direzione, che l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trento sostiene da tempo, di innovazione, potenziamento e ruolo centrale dell’assistenza territoriale in un’ottica di medicina di prossimità e iniziativa. Il territorio quindi quale luogo elettivo per l’attività di prevenzione e promozione della salute, intercettazione dei bisogni di salute dei cittadini e di attivazione di percorsi di presa in carico della cronicità/non autosufficienza e della personalizzazione dell’assistenza.

E’ inoltre un importante passo in avanti per la professione infermieristica. L’infermiere diventa un attore primario nell’assistenza territoriale, che lavorerà in sinergia con i medici di medicina generale, gli infermieri delle cure domiciliari e gli altri professionisti sanitari e sociali con un ruolo specialistico orientato ad un’assistenza personalizzata, preventiva e proattiva. La finalità è rendere le persone e la comunità quanto più possibile in grado di aumentare le proprie conoscenze, abilità e competenze per essere protagonisti consapevoli della propria salute, per attivarsi nella propria autocura e sviluppare capacità utili a soddisfare i propri bisogni di salute e interagire e adattarsi all’ambiente circostante.

L’Infermiere di Famiglia e Comunità dovrà essere un professionista di riferimento riconoscibile e raggiungibile per i cittadini e per le famiglie del proprio ambito territoriale nella prevenzione ed educazione a corretti stili di vita e nell’adattamento alla malattia e alla disabilità, ma anche infermiere della comunità di cui fa parte, con la rete dei servizi sanitari e socio sanitari, le scuole e i centri di aggregazione coinvolti nel potenziamento della comunità. Un infermiere che conosce gli assistiti del proprio ambito territoriale, la loro storia e situazione clinico assistenziale, rilevando anche bisogni non ancora espressi, potenziali e che agisce le sue competenze al domicilio, in ambulatorio e nella comunità.

Questa figura, dove è già attiva in altre Regioni, ha dimostrato di sviluppare capacità di autocura e consapevolezza della propria salute proprio partendo dalla promozione alla salute ed educazione del cittadino e della comunità, ha migliorato la qualità di vita dei cittadini e l’appropriatezza degli accessi negli ambulatori dei medici di medicina generale, ha ridotto i ricoveri impropri in ospedale e migliorato l’appropriatezza degli accessi in pronto soccorso. Anche dal rapporto 2020 Censis – FNOPI emerge che il 91,4% degli italiani considera l’attivazione e/o il potenziamento dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità nei territori una buona soluzione per l’assistenza e la cura di non autosufficienti, cronici, persone bisognose di terapie domiciliari, riabilitative.

È importante che i cittadini, oltre ad avere il medico di riferimento, abbiano anche l’infermiere di riferimento. Ognuno con le proprie specifiche competenze ed ambiti di responsabilità ed in forte integrazione con il fine comune della tutela della salute dei cittadini.

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trento esprime soddisfazione per l’attivazione dell’Infermiere di Famiglia e Comunità in Provincia Autonoma di Trento quale risultato della giusta attenzione del mondo politico e della sinergia fra Istituzioni. Nel confermare l’apprezzamento, l’Ordine sostiene con fermezza, che per agire la funzione di Infermiere di Famiglia e Comunità, oltre all’esperienza professionale pertinente, sia requisito necessario un titolo universitario post lauream – Master, Laurea Magistrale ad indirizzo clinico -, che già molti infermieri in trentino hanno acquisito sviluppando competenze avanzate, che richiedono il giusto riconoscimento giuridico ed economico legato alla specializzazione.

L’Ordine infine, nel richiedere un costante coinvolgimento nello sviluppo del progetto, che considerata la sua rilevanza per la sanità trentina deve essere strutturato e condiviso con tutti gli attori coinvolti, fra i quali PAT, APSS, sindacati, cittadini…., si impegna a mantenere alta l’attenzione per sostenere e garantire la corretta declinazione del modello dell’Infermiere di Famiglia e Comunità in termini di principi, competenze e standard del rapporto numerico infermiere per abitanti del territorio di riferimento (coerente con le condizioni geografiche e demografiche), sia in questa prima fase pilota, che nelle successive, in modo che diventi punto di riferimento per i cittadini e opportunità di valorizzazione reale per la professione infermieristica.

 

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Il Presidente

Dott DANIEL PEDROTTI

 

A nome del Consiglio Direttivo dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia Autonoma di Trento

 

Approvati su proposta dell’assessore allo sviluppo economico i criteri per la concessione degli aiuti destinati al pagamento degli stipendi. Autotrasporto, contributi alle imprese per salvaguardare l’occupazione.

Mano tesa alle aziende di autotrasporto che hanno sofferto la crisi economica post-Covid. L’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro lancia una nuova misura rivolta in particolare alle aziende del settore dell’autotrasporto di piccole e medie dimensioni che nei mesi del lockdown sono state costrette ad interrompere l’attività e, allo stesso tempo, a sostenere un importante impegno economico per il personale assunto. L’obiettivo della Giunta – che oggi ha approvato i criteri per la concessione dei fondi – è contribuire al pagamento degli stipendi, a condizione che i lavoratori continuino a svolgere l’attività in azienda almeno per i prossimi due anni. Per questo motivo, l’esponente dell’esecutivo ha previsto che il versamento dei contributi sia condizionato alla sottoscrizione di un apposito accordo sindacale che escluda il licenziamento dei lavoratori.

Questa misura si inserisce nel contesto delle iniziative per il sostegno alla ripresa del Trentino e integra gli interventi anti Covid-19 per far ripartire l’economia locale. Il contributo a fondo perduto ammonta a 2.700 euro per ciascun addetto che risulta iscritto nel Libro Unico del Lavoro dell’Impresa per cinque mesi (150 giorni), anche non continuativi, nel periodo marzo-agosto 2020 e che l’impresa si impegna a mantenere in forza per almeno 24 mesi continuativi a partire da agosto. I fondi dovranno servire per pagare gli stipendi dei dipendenti.

Le imprese beneficiarie devono avere almeno due dipendenti e sede legale o unità operativa in Trentino. Oltre ad avere a disposizione almeno due mezzi del peso a pieno carico superiore a 30 tonnellate, le ditte che chiederanno il contributo devono essere regolarmente iscritte all’albo nazionale degli autotrasportatori oppure alla sezione speciale per consorzi e cooperative ed aver registrato una riduzione del volume di attività a marzo e aprile, con un conseguente calo del fatturato di almeno un quinto rispetto allo stesso periodo del 2019. Una riduzione che avrebbe causato il licenziamento o la cassa integrazione di almeno una parte dei dipendenti.

Ogni operatore economico può presentare una sola domanda di agevolazione con un massimale che non può superare i 100mila euro. È prevista la facoltà di cumulo delle agevolazioni con altri incentivi, anche finanziari, emanati a livello nazionale e provinciale per fronteggiare l’attuale crisi economico – finanziaria causata dall’emergenza sanitaria. Le richieste di contributo andranno presentate entro il 31 ottobre attraverso la piattaforma informatica che sarà messa a disposizione dalla Provincia: della concessione e dell’erogazione dei contributi si occuperà l’Agenzia provinciale per l’incentivazione delle attività economiche (Apiae).

Per ulteriori informazioni consultare il sito https://ripartitrentino.provincia.tn.it/

Domani a Trento si terrà la Giornata della Autonomia, istituita nell’ anniversario della storica firma dell’ accordo italo-austriaco sottoscritto a Parigi il 5 settembre 1946 dall’allora Presidente del Consiglio e ministro degli esteri Alcide De Gasperi (trentino) e dal ministro degli esteri austriaco Karl Gruber.

Il collega Ghezzi hai preannunciato che per protesta non ci sarà. E chi se ne frega…

Io ci sarò in sala Depero , luogo sacro della nostra Autonomia. Il collega Ghezzi vada pure in piazzale Sanseverino. È lì che generalmente arriva il circo con le sue attrazioni ed i suoi pagliacci.

Viva viva il Trentino. Viva Viva la nostra autonomia.

Io in sala Depero domani ci sarò. Per divertirmi al circo di piazzale Sanseverino avrò altre occasioni.

 

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Alessandro Savoi

Consigliere e Presidente Lega Trentino

Industria macellazione: La Uila chiede controlli sanitari diffusi in tutto il comparto. Intervenga l’ASPP e proceda, seppur impegnata nell’apertura delle scuole, ad effettuare tamponi e controlli a tutti i lavoratori e famiglie coinvolte. Si lavori per il mantenimento di un comparto produttivo trentino di valore.

La UIL- UILA , sindacato ben rappresentato nel settore della macellazione trentina chiede un ulteriore allargamento dei controlli sanitari anche alle altre aziende del settore, onde evitare quanto già accaduto in Germania ed in altre regioni del Nord Italia. Seppur impegnatissima nell’imminente apertura delle scuole,  l’Azienda Sanitaria deve poter garantire ai lavoratori,  alle loro famiglie ed ai consumatori  la disponibilità di test sierologici e test rapidi, tamponi continui, tracciamento dei positivi e la più ampia copertura possibile del vaccino antinfluenzale”.

Questo perché, come alla Furlani, le particolari direttive tecniche dettate dalle procedure di lavoro impongono particolari condizioni ambientali (temperatura media circa 10° celsius e umidità pressochè continua) e la presenza di molte maestranze negli stabilimenti, cosa  che favorisce la diffusione del virus.

Peraltro la convivenza e frequentazione continua  fra  questi stessi  lavoratori, anche fuori dallo stabilimento, vista la loro aggregazione linguistica e culturale, impedisce l’interruzione della veicolazione del virus e rischia di  ripetere quanto già  osservato a Rovereto nella nota azienda di logistica e trasporto.

Inoltre, rispetto al quadro generale contrattuale dipinto da altre organizzazioni sindacali la UIL-UILA precisa che a differenza di altre regioni limitrofe, in Trentino, la situazione è in realtà caratterizzata dalla presenza di società specializzate che appaltano sì segmenti di lavorazione e servizi ad altre aziende,  ma che per la maggior parte queste ditte applicano contratti di lavoro dell’industria alimentare. Piccole e medie imprese alimentariste che molto di rado, come nel caso Furlani, incaricano  società cooperative, anche trentine,  di logistica, pulizie  e movimentazione merci per la lavorazione delle carni. Per cui non si ravvedono le  gravi e frequenti violazioni contrattuali ipotizzate da organizzazioni che dichiarano inoltre  la loro difficoltà ad entrare in queste aziende.

Come in tutti i settori  esistono criticità che il sindacato affronta ogni giorno, ma non possiamo non riconoscere anche un certo sforzo, da parte aziendale, di adottare certificazioni, condizioni retributive e contrattuali  e modifiche all’organizzazione del lavoro più evolute rispetto anche a quelle esistenti nel recente  passato.

Questa positiva evoluzione è certamente dovuta anche a leggi e regolamenti che obbligano e rendono responsabili gli imprenditori, oltre che verso i loro dipendenti, anche rispetto a quelli delle ditte cui esternalizzano parte delle lavorazioni.

UIL-UILA quindi invita tutti gli attori in campo, lavoratori e lavoratrici compresi, ad attenersi alle regole sanitarie in essere, sia in azienda, ma anche nella propria vita privata e sociale,  augurandosi il più pronto ritorno possibile alla normalità.

 

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Fulvio Giaimo

Segreteria UIL-UILA del Trentino

GHEZZI (FUTURA): UN MINUTO DI SILENZIO PER L’AUTO BLU DI KASWALDER
Fa piacere che il presidente del Consiglio provinciale, specialista nel negare spudoratamente le proprie responsabilità (l’offesa alle minoranze, lo strattonamento dei giornalisti…), si vanti – leggo sull’Opinione – di mandare in pensione la sua auto blu e di risparmiare su bollo e assicurazioni.

Peccato che il licenziamento illegittimo di un suo collaboratore, per cui è stato condannato in primo grado, è già costato oltre 80mila euro e rischi di costarne complessivamente oltre 250mila al bilancio del Consiglio.

Alla vigilia della Giornata dell’autonomia, il presidente avrebbe fatto meglio ad accompagnare la sua auto blu con un minuto di silenzio invece che con quell’autoelogio, ridicolo e malinconico, della propria automobilistica sobrietà.

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PAOLO GHEZZI

Capogruppo di FUTURA

A due settimane dal voto, si registra un’elevata mobilitazione degli elettori intorno al referendum sulla riduzione del parlamentari. L’affluenza potenziale potrebbe raggiungere o superare la metà dell’elettorato, alle condizioni di contesto attuali, collocandosi intorno alla media dei votanti registrati nei referendum elettorali degli ultimi vent’anni.

Al netto di una quota ancora rilevante di indecisi (30% indecisi se votare o come votare), il “Sì” risulta largamente maggioritario, con un consenso piuttosto trasversale agli orientamenti politici.

Nell’allegato sotto i risultati completi dell’indagine.

 

Dati tratti dall’Osservatorio Politico Nazionale (1 – 3 settembre 2020) realizzato dall’Istituto Ixè.

 

 

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