RSA E STRUTTURE RESIDENZIALI RIABILITATIVE PER PERSONE CON DISTURBI PSICHICI E DISABILI:

RICHIESTA URGENTE PER APERTURA ALLE VISITE DEI FAMILIARI, ALLE ATTIVITA’ ESTERNE E AI PERMESSI IN FAMIGLIA
E PER LA REVISIONE DEL DPCM PER L’ACCESSO NELLE STRUTTURE

Lo chiedono i rappresentanti dei familiari degli ospiti delle RSA e delle strutture assistenziali e riabilitative del TRENTINO e del VENETO

I rappresentanti di familiari di molteplici RSA e strutture per disabilità annoverando migliaia e migliaia di famiglie del Trentino e del Veneto hanno chiesto un INTERVENTO URGENTE al Primo Ministro Giuseppe Conte e al Ministro della Salute Roberto Speranza, al fine di ripristinare il contatto umano tra ospite e propri familiari ed evitare il precipitare del decadimento dei residenti dovuto al lungo distacco, scongiurare le GRAVI ripercussioni psicofisiche e cognitive dei pazienti ormai reclusi da 6 mesi (metà anno) nelle strutture assistenziali. La lettera di richiesta di questo urgente intervento è partita da un comitato di familiari “RSA_Unite”, costituitosi spontaneamente in tempi rapidissimi e sostenuto dall’Ordine dei Medici della Provincia di Trento con tutti gli altri Ordini Professionali Sanitari e Socio-Sanitari della Provincia di Trento, da A.I.T.Sa.A.M. Associazione Italiana Tutela Salute Mentale e da APPLET (Associazione Privata Per L’Efficienza e la Trasparenza delle pubbliche amministrazioni) avente sede a Roma – sezioni del Veneto e del Trentino – ed è sostenuta inoltre dalla Federazione del Pubblico Impiego DIRPUBBLICA.

I firmatari della richiesta, che si allega, chiedono di addivenire a “rapidissime soluzioni migliorative” con modifica del DCPM e dei protocolli normativi per consentire le riaperture, ribadendo di voler continuare a tutelare massimamente la sicurezza dei residenti delle strutture.

“Ci siamo riuniti e contattati – scrivono i rappresentanti delle sigle e dei comitati – allertati dagli EFFETTI DEVASTANTI delle chiusure che ravvisiamo sui nostri parenti, fortemente segnati dal lungo distacco. Il confronto attivo, prima tra noi rappresentanti, poi con i parenti degli ospiti che siamo a rappresentare, nonché lo scambio informativo tra province e regioni, testimonia infatti giorno dopo giorno una situazione sempre più preoccupante che crediamo necessario portare alla Vostra attenzione. Scriviamo questo convinti che misure a favore del benessere psico-fisico dei nostri cari, anziani, malati, invalidi e disabili all’interno delle strutture, a distanza di 6 mesi dal distacco imposto dalle chiusure, possano essere adottate, anche con un’auspicabile rapida revisione del DCPM e con linee guida e protocolli flessibili, senza compromettere in alcun modo la sicurezza, che concordiamo essere primaria e fondamentale per tutti, nel quadro complessivo della sanità pubblica nazionale.”

Nella lettera i firmatari identificano le problematiche che li hanno spinti a richiedere una urgente revisione dei protocolli, quali – ad esempio – l’assoluta mancanza di contatto fisico ed emotivo tra gli ospiti ed i loro familiari, le modalità di visita che non consentono turnazioni opportune, l’impossibilità di visita alle persone allettate che tuttora permane in molte RSA, la riduzione delle attività riabilitative di gruppo, la difficoltà di brevi permessi in famiglia. Tutto ciò mortifica lo stile di vita degli ospiti, non permette una efficace riabilitazione psicologica e inserimento sociale mentre provoca regressione e danno psicofisico.

I rappresentanti forniscono anche delle proposte e chiedono nella lettera di voler intervenire urgentemente segnalando anche il disavanzo economico sempre più preoccupante dovuto al fuggi, fuggi dei residenti e determinato dai letti vuoti, che minaccia di assumere, nel medio lungo termine, dimensioni gigantesche.

 

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Il “principe” Dellai parla tanto di futuro ma rimpiange solo l’Ancien Régime.

Dalla sconfitta alle politiche del marzo 2018 in poi l’ex Presidente Dellai pare essere entrato in una spirale negativa che si caratterizza per l’estremo rancore e la negatività rivolta a tutti coloro che non fanno parte della sua stretta cerchia. L’impressione è che l’uomo soffra la mancanza del potere detenuto in maniera quasi totalitaria per tanti anni, e che questo lo stia rodendo nell’animo in modo profondo.

Un esempio di questa tendenza si sta vedendo con l’avvicinarsi delle elezioni comunali di fine settembre e col contemporaneo referendum sul taglio dei parlamentari. In vista di queste importanti scadenze Dellai è riemerso con una serie di uscite a nostro avviso alquanto opinabili.

Partiamo da una dichiarazione (vedasi videointervista diffusa dall’Agenzia giornalistica Opinione, link sotto) che riteniamo ignobile e vergognosamente e irrispettosa dei ruoli istituzionali, riguardo alla Corte dei Conti. Secondo l’ex presidente della Provincia, “la Corte dei Conti invade l’attività della PaT”. Tradotto, la magistratura contabile che vigila con rigore sui conti delle amministrazioni pubbliche e dei partiti politici da fastidio perché rende complicate le peggiori pratiche clientelari e la gestione “allegra” delle risorse pubbliche. Sebbene non stupisca che al “principe” Dellai l’esercizio indipendente del potere giudiziario, specie quando mette un freno a certe pratiche, non piaccia, restiamo sbalorditi di fronte alla mancanza di senso delle istituzioni e alla carenza dei principi base della democrazia dimostrati da una persona che per tanti anni ha rivestito cariche pubbliche e istituzionali della massima rilevanza. L’Italia è una Repubblica democratica, in cui vige il principio della separazione fra i poteri. L’idea che la magistratura “debba farsi gli affari propri” si addice a certi personaggi satirici di Albanese o Crozza, oppure alla inesausta propaganda dei fan delle nipotine di Mubarak, ranghi ai quali evidentemente Dellai ha deciso di aggregarsi in tarda età.

Questa è la sostanza brutale del discorso che poi il “principe” Dellai cerca di ammantare con fumisterie assortite dissertando sulla “mancanza di politica vera”. In effetti la “politica vera” di Dellai i trentini la conoscono bene, lui ha governato come un monarca dell’antico regime, e nessuno poteva contraddirlo. Memori dei suoi precedenti siamo quindi convinti intenda la politica del potere assoluto corretta con un tocco di buon vecchio clientelismo stile democristiano: “Caro elettore, tu vota me che poi ci penso io a sistemare te e i tuoi parenti, non preoccuparti per gli affari pubblici, dormi sonni tranquilli per i prossimi 5 anni, quando verrò a svegliarti per chiedere ancora una volta il voto tuo e quello dei tuoi famigliari…”.

A fronte di premesse come queste non nascondiamo una certa inquietudine quando Dellai parla della sua scuola di politica, che spaccia come l’unica via per il futuro politico del Trentino, piena (immaginiamo…) di suoi giovani allievi, squadrati, incanalati e amorevolmente allevati a sua immagine e somiglianza. Una legione di politici rampanti lanciata verso la conquista di un futuro che sa molto di vecchio, basato com’è sull’antica lezione democristiana del controllo del territorio e del “partito di raccolta”.

Aspetto curioso della “narrazione dellaiana” il continuo richiamo all’umiltà (anzi forse sarebbe meglio dire all’ “umiltè” stile Sacchi intrepretato da Crozza…), un concetto bello da enunciare ma che non ci pare di ricordare sia stato mai molto praticato dall’ex presidente… da che pulpito viene la predica, insomma!

Battute a parte, forte della sua scuola politica d’antan, Dellai ha ben pensato di proseguire con la sua “visione illuminata” denigrando la piattaforma Rousseau. La sua acrimonia non stupisce, del resto una forza politica che dà voce a decine di migliaia di persone (ma potenzialmente a molte di più) riguardo a temi e a decisioni della massima importanza politico istituzionale non può piacere a chi è abitato a decidere in beata solitudine o al massimo circondato dal consenso dei propri fedeli “colonnelli”. La cosa divertente è che quel che fa Rousseau è niente di più, niente di meno che applicare le nuove tecnologie a quel concetto, democratico ma antico, noto come “consultazione della base”. Un’idea e una pratica che Dellai e i suoi eredi hanno sempre detestato ed osteggiato, e infatti vediamo bene che fine abbiano fatto la gran parte dei circoli e delle sezioni di partito, ormai declassati a meri comitati elettorali da rispolverare giusto sotto elezioni… cioè in perfetta coerenza con la pratica e la “visione” del “maestro Dellai”.

A noi pare che la “vera politica” debba praticare il dialogo costante, aperto e trasparente con i cittadini, dando loro voce in capitolo senza vezzeggiarne gli istinti peggiori. “Umilmente” pensiamo che Rousseau possa essere uno strumento utile a conseguire questo scopo. È faticoso? Si, senza dubbio. Si può fare di più e meglio? Sì e ancora sì. Ma si può fare anche molto peggio, e la pratica di gestione del potere messa in campo da soggetti come Dellai a nostro avviso rappresenta un esempio lampante proprio del “fare peggio”, altro che “vera politica”!

A riprova di quanto diciamo vorremmo ricordare all’ex Presidente e a tutti i suoi “pargoli” che la nascita degli ultimi 2 Governi è stata determinata tramite il voto democraticamente espresso sulla piattaforma Rousseau invece di mettersi d’accordo nelle “segrete stanze” per poi far ingoiare ai “sudditi” le decisioni prese dagli ottimati. Decine di migliaia di persone saranno anche poche se confrontate con i milioni di abitanti italiani, ma sono sempre e comunque infinitamente più numerose dei 4 gatti che di norma decidevano di notte e in silenzio sui destini della nostra nazione.

La verità è che il cambiamento non è mai facile, specialmente se lo si vuol fare nell’interesse della collettività e non delle solite élite. Nel M5S tante persone veramente umili, oneste e libere, stanno mettendoci la faccia per migliorare la vita di tutti e questo ha attirato le ire di quei signori, pochi ma potentissimi, abituati a sedersi al tavolo della politica e a vincere sempre, col rosso e col nero.

Il Movimento 5 stelle non è nato da un trionfo. Al contrario, è nato dal fallimento dei partiti, che hanno fatto e fanno in maniera sfacciata e aperta solo gli interessi di pochi, arricchendo i soliti signori. Risultato di queste politiche da “esperti”? I ricchi sono sempre più ricchi, i poveri sono sempre più poveri e aumentano in maniera esponenziale. Forse il “principe” dovrebbe scendere dal pulpito e guardarsi davvero attorno, perché tanti trentini non ce la fanno più e non hanno nemmeno la forza di ribellarsi al sistema costruito da lui e dai suoi simili.

Per concludere una nota personale. La sottoscritta non è una pentastellata della prima ora. Sono entrata nel M5S quando ho capito di essere stata presa in giro per bene dalla politica tradizionale, che si occupa solo del mantenimento della poltrona e del benessere di pochi prediletti, quella stessa politica che non ho dubbi il signor Dellai stia insegnando ai suoi giovani virgulti. È ovvio che il M5S per come è fatto e per le cose che vuole ottenere dia tanto fastidio, siamo la spina nel fianco del sistema e, piaccia o meno, siamo anche una forza di governo che lavora per cambiare le cose dall’interno delle Istituzioni rendendole a poco a poco migliori e più giuste. In molti non se ne rendono conto, ma politiche come la legge “spazzacorrotti”, il contrasto ai monopolisti privati delle autostrade, la tutela dei più deboli e dei più anziani, la lotta alle disuguaglianze sono tutte azioni che abbiamo visto mettere in pratica grazie al M5S, perché quelli come Dellai, che amano definirsi a vicenda fra loro “esperti”, mai e poi mai si sarebbero discostati da quello spartito che negli ultimi 30 anni ha prodotto solo povertà e diseguaglianze.

La verità è che, pur con tutte le difficoltà e le resistenze del caso, nel panorama politico italiano solo il M5S ha il coraggio, la determinazione di dare voce ai cittadini con la partecipazione diretta alle decisioni importanti che possono finalmente portare quell’armonia e quell’equità nella società, e in definitiva di provare a realizzare una vita migliore per tutti e non solo per pochi.

 

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Carmen Martini candidata pentastellata a sindaca di Trento

 

 

 

Produzione agricola assicurata per oltre l’85%. Il territorio provinciale, fortunatamente, è coperto da soluzioni di gestione del rischio per oltre l’85% della produzione. Con un picco per le mele, di oltre il 90% e il 70% dell’uva tutelata da polizze. Nel 2020 i valori assicurati hanno registrato un ulteriore aumento fino a oltre 460 milioni di euro, confermando il trend positivo da anni.

Gli strumenti di gestione del rischio per l’imprenditore agricolo sono diventati imprescindibili mezzi di lavoro, che lo aiutano a tutelarsi dai diversi fattori di rischio che possono compromettere l’attività aziendale, tra questi evidentemente le fluttuazioni di mercato ed il meteo, con eventi la cui severità e violenza si sta facendo via via maggiore nel corso degli anni anche nel nostro territorio.

L’agricoltore è, infatti, esposto ai fattori di rischio che interessano le aziende ma, appunto, anche al meteo che ne fanno di fatto una fabbrica a cielo aperto. L’agricoltore, in tale contesto, ha numerosi strumenti complementari per assicurare la propria produzione e garantire sostenibilità al reddito: la “classica” polizza collettiva, i fondi mutualistici e per la stabilizzazione del reddito e, anche, i fondi contro i danni causati dalle fitopatie, che include oggi anche la cimice asiatica. Elementi sui quali la Comunità Europea pone particolare attenzione con il riconoscimento di una contribuzione del 70%, tanto che la Gestione del Rischio risulta essere una delle priorità da perseguire nella futura Politica Agricola Comune (PAC). “Tutti strumenti attivati dal Consorzio” – spiega Marica Sartori, direttore di Co.Di.Pr.A.

Nelle aree colpite dai recenti eventi meteorologici avversi le superfici e le produzioni sono in gran parte coperti dalle polizze, come emerso durante l’incontro tecnico tenutosi a fine agosto (31 agosto ndr) presso la cooperativa SFT di Romagnano ed organizzato da Co.Di.Pr.A. “infatti – ha evidenziato Sartori – in media nei comuni interessati risultano coperti da polizza assicurativa ben oltre il 70% del valore delle produzioni, purtroppo esistono casi isolati che a causa di molteplici fattori (dimensione aziendale in primis) registrano percentuali al disotto della media. Infatti, tenendo in considerazione che il valore della produzione di uva in provincia è pari a circa 120 milioni di euro, la quota assicurata è pari a circa 80 milioni di euro pari ad una percentuale vicina al 70%. Se parliamo di produzione melicola la percentuale arriva a quasi il 90%. Con una media provinciale che sfiora l’85%. Vale la pena ricordare che la media nazionale è inferiore al 20%.

Responsabilmente la capacità imprenditoriale e l’intelligenza delle nostre imprese agricole unitamente al livello organizzativo delle realtà aggregative territoriali consentono di raggiungere questi importanti risultati e permettono di intercettare oltre 40 milioni di contributi comunitari.

Ricordiamo, inoltre, – ha continuato Sartori – che il Consorzio ha attivo due fondi mutualistici a copertura dei danni catastrofali d’area derivanti da manifestazioni calamitose alle produzioni dei conferenti di cooperative agricole e di cantine sociali, fondi che permettono di indennizzare i danni di mancato conferimento sia in termini quantitativi che qualitativi a favore di tutti gli aderenti al fondo, la totalità dei soci delle cooperative e delle cantine trentine. Quindi, anche le cooperative e le cantine sono tutelate grazie a questi strumenti, nato nel 2002 per le cooperative e nel 2013 per le cantine sociali. Fondi che nel 2019 hanno liquidato oltre 4,4 milioni di euro”.

Gran parte degli agricoltori si assicura ed estende le garanzie e le protezioni aderendo a fondi agevolati (sotto soglia, fitopatie, mancati conferimenti e stabilizzazione del reddito) permettendo di tutelare con uno strumento assicurativo circa 460 milioni di euro di produzioni agricole, oltre ad ulteriori 515 milioni di euro coperti con soluzioni mutualistiche”.
Il presidente di Co.Di.Pr.A. durante il suo intervento ha sottolineato “l’importanza di assicurarsi e lo dico da agricoltore che ha dovuto fare i conti con le bizze del meteo più di qualche volta. Senza una copertura assicurativo e mutualistica probabilmente molte delle nostre aziende, in alcune particolari aree, non sarebbero state in grado di sopravvivere. Basti pensare che negli ultimi 10 anni il Sistema assicurativo ha permesso di liquidare oltre 400 milioni di euro ai nostri associati a causa dei danni causati dalle avversità meteorologiche. Nel solo 2017, ricordo, sono stati risarciti oltre 155 milioni di euro che in assenza dei quali sarebbe cambiato l’equilibrio economico e sociale di alcune Comunità provinciali.

Con il 2020 siamo riusciti grazie al supporto della Provincia Autonoma di Trento ad attivare una polizza per tutti i frutteti, le cui produzioni sono assicurate contro le avversità atmosferiche, a copertura dei danni agli impianti produttivi è già compresa nella quota di adesione; questo permette di indennizzare agli agricoltori anche i danni procurati agli impianti produttivi (piante di melo, di vite e impianti antigrandine) dagli eventi calamitosi che singolarmente non assicuravano.

Quanto ai fondi mutualistici per la stabilizzazione del reddito (IST Latte e IST Mele) evidenzio, con un certo orgoglio, che il nostro Consorzio è stato tra i primi in Italia ad attivarli e con ciò permettendo di intercettare dall’Unione Europea, nel solo 2019, quasi 7 milioni di euro (sugli 8 totali in Italia). Chiaramente i benefici di questi strumenti innovativi saranno ben evidenti alle imprese aderenti quando matureranno le condizioni affinché si attivino le liquidazioni, ovvero un significativo calo di reddito” – conclude il Presidente.

Al via i lavori di ampliamento e adeguamento del liceo Maffei di Riva del Garda .Con la formale consegna dei lavori avvenuta oggi a Riva del Garda prende il via l’ampliamento e l’adeguamento del liceo Maffei, un importante intervento che riguarda la demolizione delle palazzine adiacenti all’edificio storico e la costruzione di tre nuovi fabbricati. Alla consegna dei lavori erano presenti, oltre al dirigente generale dell’APOP provinciale e al dirigente del servizio Opere civili della PAT, il sindaco di Riva del Garda e i tecnici referenti dei lavori di Provincia e Comune, assieme a quelli dell’impresa aggiudicataria con la quale la Provincia ha sottoscritto il contratto di appalto lo scorso mese di luglio (l’associazione temporanea di imprese tra Manelli Impresa S.r.l., Amec S.r.l. e Dicataldo Sabino).

Il progetto prevede la realizzazione di un parcheggio interrato, una palestra con servizi accessori, un’aula magna, aule destinate all’attività didattica, laboratori e una biblioteca. Nell’edificio storico esistente verranno realizzati nuovi spazi destinati all’attività amministrativa e a quella del corpo docente.

La durata complessiva dei lavori è stabilita in circa 4 anni: verrà dapprima realizzato il nuovo corpo di fabbrica previsto sull’area “ex 5 maggio”, attualmente destinata a parcheggio, in attesa dell’avvio del cantiere. Completato il nuovo edificio, vi verrà trasferita l’attività didattica permettendo così la demolizione dei due fabbricati adiacenti all’edificio storico. Successivamente si procederà alla realizzazione degli altri due fabbricati e al rifacimento completo della copertura dell’edificio storico. Il progetto prevede anche il miglioramento delle parti interne della scuola. L’Importo a base di appalto ammonta a poco meno di 23 milioni di euro, mentre l’importo di aggiudicazione è di circa 18 milioni e 800 mila euro, corrispondente a un ribasso di oltre il 18%.

Agenzia del Lavoro. La Giunta provinciale designa Terlizzi a nuova dirigente. Cgil Cisl Uil: apprezzamento per il profilo e le competenze. Sollevato il problema del rischio di inconferibilità. Per i sindacati ora vanno stanziate le risorse necessarie per dare nuova spinta alle politiche per l’occupazione.

Sarà Stefania Terlizzi la nuova dirigente di Agenzia del Lavoro. La designazione da parte della Giunta provinciale ad un ruolo così delicato per le politiche del lavoro è stata comunicata questo pomeriggio dall’assessore provinciale al lavoro, Achille Spinelli, alla Commissione provinciale per l’impiego. Durante la riunione Cgil Cisl Uil hanno anche presentato un documento sulle politiche del lavoro per fronteggiare con strumenti adeguati la crisi economica e l’impatto sul mercato del lavoro provinciale.

In merito alla nuova direttrice Cgil Cisl Uil hanno espresso apprezzamento per il profilo, le competenze e il curriculum della candidata a guidare Agenzia del Lavoro, pur ribadendo la preferenza in linea di principio di personale proveniente dalla Pubblica amministrazione provinciale. La Giunta infatti aveva deciso di individuare il nuovo dirigente tramite un bando aperto anche a soggetti esterni. Nella selezione dei diversi profili giunti all’attenzione della Provincia c’erano anche altri profili sicuramente interessanti ma la Giunta ha deciso di indicare un nome solo, quello di Terlizzi, da portare all’attenzione della Commissione provinciale per l’impiego per l’espressione del parere obbligatorio ma non vincolante.

Proprio per la provenienza esterna alla pubblica amministrazione trentina e visti i precedenti con analoghe nomine in altre società pubbliche, Cgil Cisl Uil hanno chiesto, però, se gli uffici provinciali abbiano provveduto a tutte le verifiche relative sia alle eventuali pendenze giudiziarie, sia al rischio di inconferibilità dell’incarico pubblico visto che Terlizzi è dipendente di una società fornitrice di servizi informatici ad Agenzia del Lavoro tramite Trentino Digitale.

Su questo fronte l’assessore Spinelli ha rassicurato del fatto che verranno adottate modalità per evitare eventuali conflitti di interesse ma che comunque non sussisterebbe profili di inconferibilità dell’incarico. Sul punto le parti sindacali hanno fatto mettere a verbale le proprie perplessità chiedendo un maggior approfondimento prima dell’insediamento di Terlizzi che comunque non avverrà prima della metà di ottobre. Il rischio paventato dai sindacati è quello della decadenza della nomina e il conseguente blocco dell’operatività di Agenzia.

Cgil Cisl Uil del Trentino, durante la riunione della Commissione provinciale per l’impiego, hanno poi ribadito la necessità di mettere in condizione la nuova dirigente delle risorse umane e finanziarie necessarie a far sì che Agenzia del Lavoro funzioni a pieno regime e sia in grado di mettere in atto tutte le misure necessarie per fronteggiare l’impatto della crisi sul mercato del lavoro. Da qui il documento delle tre confederazioni (IN ALLEGATO IL TESTO COMPLETO) che chiede di potenziare i centri per l’impiego e aumentare la dotazione di risorse umane e favorendo anche un’innovazione organizzativa attraverso la digitalizzazione dei servizi e l’estensione del lavoro agile.

Cgil Cisl Uil hanno messo nero su bianco anche la necessità di rafforzare le politiche attive del lavoro con un piano straordinario di formazione continua per imprese e disoccupati, con un rafforzamento dei voucher per l’acquisto di servizi per i disoccupati, ma anche estendendo i sussidi alle imprese che creano occupazione.
Parallelamente hanno chiesto di aumentare le risorse per finanziare il sostegni al reddito per i disoccupati e gli interventi a sostegno dell’occupazione. Infine la richiesta di dare attuazione alle misure inserite nell’ultimo Documento di interventi di politiche per il lavoro, dai giovani alla staffetta generazionale, al monitoraggio dell’andamento del mercato del lavoro fino al finanziamento del Progettone per favorire all’accompagnamento alla pensione dei disoccupati senior.

 

 

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Nella serata di ieri, lunedì 31 agosto, si è tenuta l’assemblea ordinaria del corpo dei vigili del fuoco volontari di Riva del Garda.

Oltre a tutte le vigilesse ed i vigili del corpo rivanno hanno preso parte anche il sindaco di Riva del Garda Adalberto Mosaner, il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, il neo ispettore distrettuale Marco Menegatti ed il presidente della federazione dei vigili del fuoco Tullio Ioppi.

All’ordine del giorno c’era la approvazione delle variazioni di bilancio 2020.

 

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Inoltre c’era il rinnovo di alcune cariche e posizioni come:
Vicecomandante: vista l’elezione di Marco Menegatti a ispettore distrettuale si è dovuto procedere alla elezione. Due erano i candidati, l’urna ha decretato l’attuale Capoplotone

Massimo Spada quale nuovo vicecomandante. Spada, classe 1971 è entrato nel corpo di Riva del Garda nel 2014, nel 2015 viene votato quale Capoplotone.
Cassiere: unica candidata è la cassiera uscente Loredana Bondi, vigile sostenitore da 5 anni ha deciso di supportare il corpo rivano occupandosi dell’aspetto contabile del corpo. E’ stata rieletta all’unanimità.

Caposquadra: Stefano Frizzi dopo 5 anni ha deciso di non ricandidarsi. Anche qui due erano i candidati ed è stato eletto Alex Gallon quale nuovo caposquadra del corpo di Riva. Gallon, classe 1974, entra nel corpo rivano nel 1999 come allievo, alla maggior età diventa come vigile del fuoco, nel marzo 2005 diventa caposquadra per poi essere eletto capoplotone nell’ottobre dello stesso anno. Per 5 anni, dal 2008 al 2013 ricopre il ruolo di comandante, da qualche anno è anche istruttore del gruppo allievi.

Nel discorso del comandante Boroni, oltre ad un caloroso augurio di buon lavoro all’ex vicecomandante Menegatti che è stato eletto ispettore sono stati toccati i punti salienti dell’ultimo periodo anche contando della presenza del presidente Fugatti.

Dal 1 gennaio al 31 agosto 2020 sono stati effettuati 710 interventi per un totale di 6000 ore. Visto il trend si può ipotizzare di chiudere il 2020 con circa 1000 interventi, ovvero il 20% in meno del 2019. Flessione dovuta al periodo di lockdown dettato dalla pandemia da Covid-19.

Dalle successive parole di Boroni emergono anche alcune problematiche quotidiane date dalla rilevantissima attività interventistica vista prima. 1200 interventi nel 2019 effettuati su 3 regioni (Trentino-Alto Adige, Veneto e Lombardia), su 5 comuni (Riva del Garda, Nago-Torbole, Malcesine, Limone e Tremosine) da 65-70 vigili circa portano ad avere un’usura di mezzi, dispositivi di protezione ed attrezzature che non è paragonabile a quella di corpi con un territorio di competenza meno vasto. Per questo motivo serve una risposta dalle istituzioni che riesca a supportare le maggiori spese e il maggior turn over di mezzi ed attrezzature che si deve sopportare per avere sempre mezzi efficienti ed efficaci che svolgano tutti gli interventi.

Con le attuali dotazioni nautiche, nello scorso weekend, si è riusciti a mantenere navigabile il lago di Garda lavorando ininterrottamente per 48 ore installando delle reti lunghe 800 metri alla foce del Sarca per trattenere i materiali (alberi, tronchi, ecc) che la piena del fiume si è portata a valle. In queste 48 ore le reti sono state rimosse più volte per essere portate vicino alla spiaggia per lo svuotamento. Lavori che sono stati effettuati in condizioni di meteo avverso con pioggia persistente, onde, vento forte e con una portata del fiume Sarca che ha toccato i 435 mc/s.

Tutto questo con il supporto fondamentale dell’amministrazione comunale che ha capito le peculiarità del proprio corpo di Vigili del fuoco volontari.

 

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Foto: vigili del fuoco volontari di Riva del Garda

Coronavirus: attesi per il fine settimana i termoscanner per la scuola. Il 5 settembre non è solo la giornata dell’Autonomia ma anche la data di prevista consegna del primo stock dei 1500 scanner che la protezione civile della Provincia autonoma di Trento ha ordinato su indicazione della Giunta provinciale e che saranno messi a disposizione delle scuole.

La conferma arriva dalla task force provinciale sul Covid-19 riunita oggi in Provincia dal presidente, presenti anche gli assessori alla sanità ed all’istruzione. Entro questa settimana sono attesi 800 dispositivi, mentre altri 700 arriveranno entro l’inizio delle lezioni. Confermato anche l’arrivo – dal 7 settembre – dei primi autotreni che porteranno i nuovi banchi monoposto messi a disposizione a livello nazionale.

Gli apparecchi sono predisposti per rilevare la temperatura al passaggio di una persona ed anche gli esperti dell’azienda provinciale per i servizi sanitari concordano con il fatto che, se correttamente installati e gestiti, possono costituire un utile strumento per il controllo dello stato di salute di un nutrito gruppo di persone, qual è appunto quello che tornerà a frequentare i singoli istituti scolastici dal prossimo 14 settembre.

La febbre, ricordano ancora i medici, è un inequivocabile indicatore, ma non bisogna tuttavia dimenticare quello che deve essere un vero e proprio patto di responsabilità: in altri termini spetta anzitutto ai familiari rilevare lo stato di salute dei propri ragazzi ed evitare nel modo più assoluto di mandarli a scuola, e quindi anche di salire sui mezzi di trasporto pubblici, se si presentano sintomi sospetti.

 

Il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha scelto per le proprie vacanze un maso sull’Altopiano del Tesino, apprezzandone i vari aspetti naturalistici, culturali ed enogastronomici.

Perfettamente in linea con le sue idee e iniziative, tra cui ricordiamo ” l’anno dei borghi e l’anno dei cammini lenti” (nati con l’intento di valorizzare destinazioni turistiche culturali meno note caratterizzate, però, da un ampio patrimonio storico-culturale, rappresentando delle mete ideali per forme di turismo lento e sostenibile), il Ministro Dario Franceschini ha individuato, per ricaricarsi, una destinazione lontana dal turismo di massa e capace di affiancare ai paesaggi, alla cultura e all’ospitalità genuina anche la tranquillità e l’attenzione all’ambiente; una destinazione dove non si è un numero, ma dove la persona è al centro.

Durante la settimana trascorsa in Tesino, non sono mancate le visite all’Osservatorio Astronomico del Celado, al Museo Casa De Gasperi di Pieve e all’Arboreto del Tesino con il Giardino D’Europa, così come alcune passeggiate alla scoperta della natura e della nostra tradizione come nel caso della visita a Malga Valfontane a Passo Brocon.

Il Ministro si è complimentato per l’impegno con cui i Tesini si sono attivati per mantenere la propria tradizione e cultura così come a farsi carico della manutenzione del territorio che ha trovato molto ben curato ed ha dichiarato di essersi trovato molto bene, accolto da gente ospitale e orgogliosa di quello che il proprio territorio è in grado di offrire.

Verso la fine della vacanza il Ministro ha incontrato, in via informale, il direttore e il Presidente dell’APT Valsugana- Lagorai, che comprende appunto anche l’Altopiano del Tesino.
Per l’ente turistico è stata l’occasione di presentare iniziative, progetti ed obiettivi raggiunti.

Denis Pasqualin, Presidente APT Valsugana: “alla famiglia Franceschini abbiamo regalato l’adozione di una mucca, che ci ha permesso di presentare il progetto che mette in stretta relazione il turismo e l’agricoltura. Ci siamo poi soffermati sul nostro impegno verso la sostenibilità con il riconoscimento di prima destinazione sostenibile a livello mondiale.

Il ministro si è complimentato per tutto quello che abbiamo fatto, ricordando che e si è dichiarato disponibile a tornare a trovarci per una visita istituzionale in modo da approfondire i contenuti di altri progetti che, velocemente, siamo stati in grado di presentare. Abbiamo trovato una persona molto disponibile con la quale siamo certi riusciremo a mantenere dei buoni contatti ad iniziare dal fatto di rivederlo in vacanza in Tesino nel prossimo futuro.”

 

Incontro a Roma con la ministra Luciana Lamorgese per chiedere misure straordinarie. “Al Parco della Stazione una situazione inaccettabile”.

Come garantire la sicurezza pubblica ed evitare situazioni di degrado ed abbandono negli spazi pubblici, e quali possibilità di intervento possono avere le forze dell’ordine. Di questo il presidente della Provincia, accompagnato dal senatore eletto nella circoscrizione del capoluogo, ha parlato con la ministra dell’interno Luciana Lamorgese in un incontro che si è svolto nel pomeriggio a Roma.

“La mano pubblica ha il dovere di agire laddove è necessario”, ha affermato il presidente. “Può darsi che altrove ci siano situazioni peggiori, ma per Bolzano quello che accade al parco della stazione ferroviaria non è né sostenibile né accettabile”, ha aggiunto. In uno Stato di diritto secondo il Landeshauptmann non si può accettaree che le regole della convivenza civile vengano sistematicamente infrante.

“Siamo in stretto e costante contatto con il Commissario del governo e riconosciamo il lodevole e continuo impegno delle forze dell’ordine”. Tuttavia, aggiunge, “è stato da tempo raggiunto il punto in cui si rendono necessarie misure urgenti e straordinarie”. L’amministrazione comunale di Bolzano, riferisce il presidente, ha sollevato più volte la questione e ora, d’intesa con il Commissario del governo, “si è deciso di coinvolgere lo stesso ministro degli interni”. Il senatore bolzanino riferisce inoltre che la ministra si è dimostrata disponibile all’adozione di misure straordinarie per garantire l’ordine pubblico nell’area.

Da un lato il presidente e il senatore hanno chiesto l’espulsione immediata di tutti gli immigrati che commettono dei reati e, dall’altro, una lotta efficace contro il proliferare della criminalità associata al commercio di droga. Allo stesso tempo il presidente ha assicurato che la Provincia, assieme al Comune, prenderà le misure necessarie per assicurare un alloggio adeguato ai cittadini stranieri “regolari”.

 

 

 

 

 

DIRETTO

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