“Allarmanti notizie arrivano dalla Sicilia: gli sbarchi continuano senza tregua e siamo vicini al collasso. E in tutta Italia sono ormai troppi i casi di immigrati che violano la quarantena, anche dopo essere risultati positivi al Covid, come è accaduto oggi a Palermo.

Si può sapere che cosa sta facendo il governo per arginare questo gravissimo fenomeno? Dobbiamo proprio rischiare di vanificare tutti i sacrifici fatti per questa spregiudicata politica immigrazionista? Davvero in Italia chi arriva illegalmente è al di sopra della legge e può fare quello che vuole, anche mettere a rischio la salute e la vita dei cittadini? Basta: la misura è colma”.

Lo scrive il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

I problemi, non solo non vengono risolti …aumentano! Siamo ad agosto e le famiglie attendono chiarimenti per poter organizzare la propria vita e il proprio lavoro alla ripresa dell’attività scolastica.

Purtroppo si prosegue con l’imbarazzante “navigazione a vista” messa in atto da marzo ad oggi che ha evidenziato tutti i limiti dell’attuale gestione dell’istruzione trentina.

Non fossero stati già sufficienti le assenze di risposte in merito a:

– indicazioni sanitarie per il passaggio tra i vari scenari

– organico

– gruppi classe

– spazi per eventuali frazionamenti (scenario 3)

– indicazioni per BES/DSA

– ripercussioni della DAD sulla salute psicofisica di alunni e studenti

– trasporti

– mense

– reti dati

influenza stagionale e Covid come verranno distinte?
– ecc

Ad oggi si sollevano ulteriori quesiti dovuti al mancato accoglimento di richieste di trasferimento di alunni/studenti o di educazione parentale, che permetterebbero una migliore gestione familiare in caso di nuove criticità.

Inoltre si riscontra l’assoluta assenza di considerazione per gli alunni in fase di certificazione (molte sospese per il lockdown), in questi casi la costituzione di gruppi classe a capienza piena (25 studenti) appare incompatibile con l’eventuale presenza e le relative esigenze di alunni BES e DSA.

L’attenzione nei confronti dei soggetti più fragili non si misura con i milioni di euro stanziati a bilancio ma con la sensibilità e l’attenzione con cui verranno impiegati …ad oggi sconosciute.

 

*

Maurizio Freschi

Presidente Consulta Provinciale Genitori del Trentino

Inaugurato a Torbole l’edificio comunale più virtuoso d’Italia. La struttura è una costruzione ecosostenibile, certificata Arca “Casa Clima Gold Nature” e “Edifici energia quasi zero”.

Il Garda Trentino ha nel territorio la principale risorsa, alla base del successo internazionale dell’offerta turistica. Investire nell’ambiente non è solo una scelta, bensì una necessità. Dalla pubblica amministrazione arriva un segnale forte. Oggi il Comune di Nago Torbole ha inaugurato la nuova sede dell’edificio comunale che presenta le massime certificazioni in tema di ecosostenibilità (Arca e Casa Clima Gold) ed impatto ambientale (Nzeb – Edifici energia quasi zero) e ne fanno una delle strutture più virtuose d’Italia. Alla cerimonia erano presenti il sindaco, i rappresentanti della Provincia autonoma di Trento (nella persona dell’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro), oltre ai progettisti e alle imprese che hanno concorso alla realizzazione di un immobile unico nel suo genere: “L’edificio rappresenta la risposta di un pubblica amministrazione che crede nella ricerca e nella salvaguardia dell’ambiente. Nago e Torbole, oltre all’intero Alto Garda, presentano delle bellezze naturali che meritano attenzione nello sviluppo urbano e nelle soluzioni architettoniche”. Il municipio è aperto ai cittadini sin dallo scorso gennaio ed ospita oltre agli uffici, la sala consigliare e ambulatori medici.

I lavoro della nuova sede comunale di Nago e Torbole erano iniziati nel dicembre 2017. L’edificio si trova all’interno del Parco Pavese a confine con via della Lòva. La tipologia costruttiva della struttura – come hanno spiegato i progettisti nel corso della cerimonia di inaugurazione, ritardata in estate a causa della pandemia – è in legno massiccio a strati incrociati e incollati (X-Lam). La caratteristica principale è il bassissimo consumo energetico, nel rispetto dei criteri di sostenibilità della direttiva Casa Clima Nature, delle normative ecosostenibili dei protocolli Casa Clima Gold Nature ed Arca. Le certificazione Casa Clima ed Arca sono il marchio di qualità nel settore edilizio dell’Alto Adige e del Trentino.

“L’edificio – hanno ribadito i rappresentanti dell’amministrazione comunale e provinciale – è pensato per ottenere una totale e positiva integrazione tra architettura e natura del territorio che lo ospita, progettato seguendo le normative ecosostenibili dei protocolli CasaClima Gold Nature».

In particolare, l’assessore provinciale alla ricerca ha sottolineato l’attenzione verso nuove soluzioni: “La pubblica amministrazione sa essere virtuosa, riuscendo a coinvolgere diverse professionalità e competenze. La struttura è stata realizzata con materiali capaci di rispettare l’ambiente e, allo stesso tempo, è in grado di garantire grandi prestazioni energetiche”. Il tutto allo scopo di sfruttare al meglio gli spazi previsti: oltre agli uffici comunali, sono previste una sala pubblica da cento posti e ambulatori medici.

La volumetria dell’area interessata – ha spiegato il primo cittadino – darà vita alla nuova piazza di Torbole: “Sarà un’agorà e punto di incontro della cittadinanza».

Soccorso Alpino – Servizio Provinciale Trentino. Intervento in aiuto a un alpinista sulla via Castiglioni alla cima d’Oltro (gruppo Pale di San Martino).

Un alpinista veneto è stato soccorso nel primo pomeriggio di oggi per un problema alla spalla sulla via Castiglioni alla cima d’Oltro (Val Canali, gruppo Pale di San Martino). L’uomo, insieme a tre compagni, stava affrontando il sesto tiro della via quando per un problema alla spalla non è stato più in grado di proseguire autonomamente. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze è arrivato verso le 12.35.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha recuperato a bordo un operatore della Stazione Primiero. Una volta in quota il Tecnico di elisoccorso e il soccorritore sono stati verricellati sul ferito il quale, dopo essere stato stabilizzato, è stato recuperato a bordo dell’elicottero per il trasferimento all’ospedale Santa Chiara di Trento. I suoi compagni sono rientrati in autonomia.

 

*

Foto: archivio Soccorso Alpino

Nei messaggi diffusi dai candidati alle comunali 2020 c’è tanto vecchio, di già visto, di stantio: è ora di cambiare e di provare nuove tecniche di comunicazione. Quando a febbraio, proprio in procinto di formare le future liste elettorali, è successo l’imprevisto con il confinamento generalizzato di tutte le attività, politiche comprese, che ha azzerato (e in alcuni casi profondamente rivoluzionato) nomi ed equilibri, addirittura cambiati candidati sindaco che sembravano granitici. Durante questo periodo, anche nella politica è esploso il digitale, con ricorso a man bassa ai social (con risultati non sempre positivi) e alle videoconferenze, nel tentativo di “seminare” il proprio verbo e i primi accenni di programma politico.

Ora, a campagna elettorale in procinto di decollare nuovamente, per i partiti emerge la necessità inderogabile di cambiare il programma elettorale, specie nella parte dedicata all’economia: obiettivi che in temi di “normalità” potevano essere proposti senza apparire esagerati, in tempi di post Coronavirus questi diventano oggettivamente inutili e dispendiosi, dovendo fronteggiare i nuovi bisogni dei cittadini, tra cui lavoro, reddito, sicurezza sociale e sanitaria.

Dinanzi ad un Pil che crolla (anche il Trentino affonda…) che fare dei temi che più parevano in alto classifica della discussione politica? Che fare dell’interramento della ferrovia o della realizzazione della funivia Trento-Bondone? Qualsiasi investimento di lungo respiro potrebbe diventare agli occhi dei cittadini uno sperpero difronte allo tsunami economico cui stiamo assistendo ora e, probabilmente, anche nel prossimo futuro.

Devono essere rivisti o scartati molti metodi di comunicazione elettorale classici che prima erano fondamentali per una buona campagna elettorale. Dibattiti politici in sale pubbliche, ad esempio sono sostituiti con gazebi e volantinaggi in aree di forte passaggio pedonale. Le classiche cene organizzate dal partito per finanziare parte dei costi elettorali sono sostituite da siti elettorali del candidato, ai quali viene aggiunto il tastino “Donate” per inviare denaro al proprio candidato con la carta di credito o con altri mezzi di pagamento.

Alcune azioni classiche da campagna elettorale invece sono rimaste ancora valide nonostante tutto, Gli articoli sui giornali locali e le interviste alla radio o alla televisione. I santini elettorali con foto del volto sorridente dell’aspirante eletto e slogan, e le affissioni stradali 3×6 (come qualche aspirante candidato sindaco ha fatto prima di venire cambiato in corsa dalla propria coalizione).

Altro discorso la comunicazione via social cha ha assunto un ruolo importantissimo per il candidato, ma in pochissimi a livello locale sanno usare le sofisticate tecniche di comunicazione di questo genere di canale. Il battibecco elettorale si è spostato completamente via social, complice l’immediatezza del messaggio e l’altrettanto istantanea velocità di replica e controreplica.

Peccato che non tutti capiscano la pericolosità di questi mezzi se non si posseggono le giuste competenze. Tanti si affidano a Facebook e Instagram con pagine sponsorizzate anche se Mr. Zuckerberg dagli Stati Uniti ha dichiarato guerra (ma solo a parole: pecunia non olet) alla sponsorizzazione della comunicazione politica dopo le recenti polemiche con l’amministrazione Trump. In questi giorni ho assistito a candidati bravi che inviano messaggi in modo corretto così come altri che, nonostante la buona volontà, danneggiano irreparabilmente la propria immagine e la relativa campagna elettorale.

Mi ha colpito il candidato sindaco centrista Marcello Carli cha ha realizzato un ottimo post in cui si vedeva lui stesso in abbigliamento sportivo fare jogging e dichiarare che vuole smuovere la città di Trento dal suo torpore. Un messaggio in cui si vede il candidato in movimento è una tecnica nota agli esperti di comunicazione come Venturini e Spigolon che l’hanno suggerita con successo anche al politico “Renzi Rottamatore”: agli inizi della sua carriera, Renzi correva in maniche di camicia per il palco inseguito dalle steadycam.

Bocciato invece lo spot elettorale del candidato sindaco Andrea Merler che, da alfiere del centro destra incerottato, pubblica una fatale foto con incrocio di gomito con il sindaco uscente Alessandro Andreatta, dichiarando oltretutto che il sindaco uscente del centro sinistra è stato il suo mentore in politica. Una dichiarazione che gli costerà moltissimo in termini di consensi elettorali dal mondo leghista, già non ben disposto nei suoi confronti, e di coloro che con il loro voto cercano un cambiamento concreto per la propria città, non un continuismo. E a supportare il fallimento della comunicazione di Merler c’è pure la sua autosospensione dal consiglio di amministrazione di Patrimonio Trentino: un tipico comportamento alla trentina “non si sa mai che il 22 settembre vada sbusa… Meglio essere prudenti e non perdere la poltroncina con annesso gettone di presenza”.

Appena sufficiente la comunicazione social del candidato delle sinistre, Franco Ianeselli, che non prende mai posizioni nette su alcun tema importante della città, come le domeniche con i negozi chiusi e Trento città non turistica: d’altra parte, lui sarà sempre sospettato, come ho già detto fin dal primo giorno della sua candidatura, di “conflitto di interessi ideologici”. Fino a qualche mese fa difendeva i lavoratori dei supermercati che non gradivano lavorare alla domenica. Ora deve dire altre cose, ma non può farlo ad alta voce, complice la situazione economica che al solo Trentino costerà per le chiusure domenicali 150 milioni di euro di mancato fatturato. Nel dubbio, secondo lui meglio fare lo gnorri, sempre che non ci sia qualcuno che lo inchiodi pubblicamente alle sue responsabilità di probabile futuro amministratore pubblico. A vantaggio di Ianeselli c’è anche un altro fattore: perché sprecare tante forze in campagna elettorale quando la vittoria gliela offrono su un piatto d’oro (l’argento è troppo poco) i suoi avversari politici del centro destra, pasticcioni, cialtroni e incompetenti? Difficile dargli torto.

Dalle prime avvisaglie il comune denominatore della campagna elettorale trentina sembra essere la poca esperienza politica e la drammatica mancanza di persone competenti che vogliano mettersi in gioco per il bene pubblico. Il cittadino che andrà a votare, al di là delle proprie convinzioni politiche, metterà in mano ai vincitori le chiavi della propria città, ruolo che necessita di esperienza e competenza che, tra i tanti candidati in lizza (molti messi in lista solo per fare numero e per rispettare le assurde quote di genere) sembra mancare più che nelle precedenti elezioni.

 

*

Gianfranco Merlin

Oggi a Comano Terme si è svolta la presentazione di Cinzia Parisi, candidata Sindaco per la Lega. Presente anche il Segretario Mirko Bisesti e l’Onorevole Diego Binelli. La Consigliera comunale uscente sarà candidata Sindaco con una lista che vede anche il sostegno da parte del consigliere comunale uscente, Luca Brena.

All’apertura della conferenza stampa Cinzia Parisi si è soffermata sugli impegni che la Lega vuole portare in Comune: uno di questi è il rilancio della località termale a seguito della crisi causata dalla pandemia legata a Covid-19. “La nostra lista – ha affermato Cinzia Parisi – vuole andare al di là del credo politico e vuole basarsi sul buonsenso e sul buon governo, dando importanza alle frazioni e riscoprendo le nostre tradizioni e tutti i valori che hanno contribuito a costruire la nostra società. Il nostro Comune deve avere uno sviluppo importante per dare un futuro ai nostri figli.

Promuoveremo anche un referendum consultivo su tutti i cinque Comuni della Valle per proporre alla Provincia di realizzare la “Circonvallazione di Ponte Arche”, opera importante per riqualificare la viabilità di tutta la valle anche dal punto di vista turistico per Comano Terme. Nel programma c’è poi lo spazio per la realizzazione di attività naturalistiche, sportive e turistiche in prossimità del fiume Sarca e del fiume Duina, per offrire ai frequentatori un diverso uso.

Inoltre l’obiettivo è quello di incentivare tutte le iniziative spontanee, quali sagre e feste di paese, in quanto rappresentano iniziative lodevoli nell’ottica di una rinnovata e sana ” voglia di stare insieme”; ripristinare la FESTA COMUNALE nella nostra splendida Val Algone e infine rilanciare le attività dell’Ecomuseo Judicaria, innanzitutto affidando allo stesso una sede concreta all’interno di una struttura pubblica coinvolgendo anche gli atri enti locali”.

MIT: il governo non ha mai autorizzato il riempimento al 100%.

Le linee guida allegate al DPCM del 14 luglio non avevano reintrodotto il riempimento al 100%, ma una deroga al distanziamento sociale di un metro a certe condizioni che, se poste in essere, avrebbero aumentato la capacità dei vagoni, pur non permettendone il riempimento totale. Oggi, a distanza di 16 giorni, dopo un confronto con il Ministro Speranza e valutata la curva dei contagi, si è concordata una decisione prudente sulle capienze dei treni ad Alta Velocità per non correre inutili rischi. Alla luce di ciò, i treni continueranno a viaggiare con le stesse regole finora applicate senza alcuna deroga.

Inoltre, per tutto il sistema di trasporto pubblico, è stato chiesto al CTS di rivalutare complessivamente tutte le linee guida già allegate al D​pcm del 14 luglio e di fornire un parere sulle nuove linee per il trasporto scolastico.

I capigruppo di Maggioranza rifiutano con decisione l’etichetta affibbiata loro dal cons. Zeni di “soldatini che alzano la mano a comando”, e ritengono che in questa circostanza l’atto istituzionalmente molto grave, che delegittima l’Aula, sia piuttosto l’abbandono dei lavori da parte dei consiglieri di opposizione. Infatti, a valle di un dialogo costruttivo del Presidente della Giunta con tutte le forze di minoranza, sia singolarmente che cumulativamente, l’estemporaneità dell’esplosione del caso sui 217 milioni deve far riflettere. Ripercorriamo gli accadimenti degli ultimi giorni, dando rilevanza sia al tema tecnico che politico, che in questo caso viaggiano paralleli.

 

 

Nel testo depositato dell’assestamento, le entrate (in termini di competenza) per il 2020 erano 135 milioni. Alla vigilia della discussione in Aula è stato siglato l’accordo in Conferenza Stato – Regioni, che attribuiva alla Provincia autonoma di Trento ulteriori 217 milioni rispetto ai 136 già concessi. Ma, a differenza di questi ultimi per cui esisteva già una copertura finanziaria da parte dello Stato, i 217 ad oggi non trovano copertura sul bilancio nazionale: il Governo infatti si è impegnato ad autorizzarli “con il primo provvedimento legislativo utile”. Conseguentemente, ad oggi tali risorse non sono utilizzabili dalla Provincia autonoma di Trento. Da ciò pertanto la decisione, che ha uno storico alle spalle che per ampiezza era solo di poco inferiore, ai tempi di Dellai, di iscrivere tali risorse in entrata, accantonandole in uscita su un fondo indisponibile fino a quando lo Stato non provvederà a darvi copertura.

Bolzano, parimenti, ha compiuto la medesima operazione collocando le risorse di propria spettanza (circa 300 milioni di euro) su uno specifico fondo di riserva, ma essendo il suo avanzo di 500 milioni – a fronte del nostro di 200, a qualcuno può far comodo confondere i 300 milioni che arrivano da Roma con quelli dell’avanzo, senza, una volta di più!, accennare alle cause storiche che determinano differenze così importanti tra il bilancio della Provincia autonoma di Bolzano e quella della Provincia autonoma di Trento, e di sicuro non ascrivibili alla attuale maggioranza che eredità un gap storico.

Questo per quanto concerne il versante tecnico, veniamo ora a quello politico.
Come ricordato, la pubblicità del subemendamento risale a lunedì 27, e dei 217 milioni più volte si è parlato, anche da parte del presidente Fugatti, durante la discussione generale, mentre già il 25 aveva dichiarato alla stampa che sarebbero stati inseriti in un fondo. Il tema però non è stato minimamente sfiorato durante le due giornate di successive trattative che il presidente ha avuto con i gruppi di opposizione: tra le varie questioni poste – legittimamente – sul banco, questa non è stata accennata da alcun rappresentante della minoranza, fino a venerdì mattina. A quel punto, quei 217 milioni che fino al giorno prima il consigliere Rossi riteneva fosse opportuno si valutasse come spendere perché non vi fosse “l’assalto alla diligenza” come dichiarato in una intervista ad un quotidiano, sono diventati un casus belli. O piuttosto, una utile via verso destinazioni altre rispetto al dovere dell’Aula. Rendiamo però giustizia in questa circostanza alla onestà intellettuale del consigliere Ghezzi, che ha rammentato quanto a Rossi piaccia ascoltare se stesso e non gli altri, visto che dei 217 milioni il presidente aveva dato conto, peraltro impegnandosi a relazionare alla competente commissione consiliare, una volta che effettivamente tali risorse saranno nelle nostre disponibilità.

Riteniano pertanto doveroso rispedire al mittente sia le etichette, che la narrazione di questo episodio.

L’avvicinamento di una perturbazione nord-atlantica, permeata da aria più fredda in quota, tenderà ad interessare l’Italia apportando un intenso peggioramento delle condizioni meteorologiche sulle regioni settentrionali, con precipitazioni a prevalente carattere temporalesco, generalmente di forte intensità.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it).

L’avviso prevede dal pomeriggio-sera di oggi, sabato 1° agosto, precipitazioni da sparse a diffuse a prevalente carattere temporalesco, su Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, grandinate e forti raffiche di vento.

Sulla base dei fenomeni in atto e previsti, è stata valutata per la giornata di domani, domenica 2 agosto, allerta arancione per rischio temporali in Lombardia. E’ stata inoltre valutata allerta gialla su alcuni settori di Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, sull’intero territorio di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e su gran parte di Umbria e Marche.

Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it), insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione.

Fermo restando che le minoranze hanno abbandonato i lavori del Consiglio perché il Presidente Fugatti ha deciso unilateralmente e senza trasparenza rispetto ai 218 milioni di euro concessi dal Governo al Trentino di non condividere insieme in questo bilancio su quali voci destinarli per la ripresa della nostra comunità, ma di “parcheggiarli” in un forziere di cui solo la Giunta ha le chiavi, dichiarando che deciderà lui cosa farne e poi lo comunicherà.

Desideriamo con forza precisare che l’emendamento che oggi la maggioranza si è approvata in aula sul tema delle seconde case non è frutto di un accordo con le minoranze. La maggioranza non racconti bugie per cercare di condividere con le minoranze una responsabilità che resterà solo sua: quella di avere aumentato il numero di seconde case nelle valli del Trentino. Abbiamo contestato fin da subito il metodo, cioè l’aver presentato questa modifica di legge solo all’ultimo minuto in aula, bypassando la commissione come luogo di confronto sui dati, nel merito e una vera dialettica con i comuni e gli interlocutori che su questa materia andavano ascoltati, abbiamo sottolineato come essa violasse il Piano Urbanistico Provinciale, eludendo le procedure per la sua modifica.

La maggioranza si è poi auto emendata cercando di rendere meno vergognosa la sua intenzione, e su questo voleva il via libera delle minoranze, le quali hanno avuto un’unica magnanima concessione: aver portato al 20 dicembre il termine entro il quale i comuni potranno opporsi all’automatico momento degli alloggi turistici. Noi avevamo richiesto ben altro: che il percorso fosse rovesciato e partisse da un vero censimento della situazione abitativa e residenziale nei comuni interessati dalla cosiddetta legge Gilmozzi, che solo poi si discutesse dei contingenti di edilizia abitativa e turistica, soprattutto che tutto questo fosse realizzato con la piena potestà dei comuni che sono i depositari della competenza pianificatoria nei loro territori, ovvero che questi potessero scegliere se applicare la norma, e con percorsi di partecipazione e trasparenza certi, che tutelassero tutti i cittadini.

Invece, grazie all’arroganza della maggioranza i nuovi amministratori che saranno eletti a settembre dovranno correre ad assumere una delibera consiliare entro il 20 dicembre per impedire l’automatico aumento del 10% degli alloggi turistici sul proprio territorio e poi, anche se riuscissero a fare questo, entro la fine del 2021 saranno obbligati ad una variante al piano regolatore per l’aumento del contingente degli alloggi turistici. Questo è quello che consegna la maggioranza al Trentino: un enorme sbaglio dal punto di vista prospettico, che ci riposta agli errori di un passato lontano e agevola solo la speculazione sulla rendita immobiliare. Un atto di arroganza e di imperio rispetto all’autonomia dei territori, dei quali viola l’autonomia con prepotenza, un’estromissione dei cittadini da qualsiasi possibilità di intervento.

Il vicepresidente Tonina, parlando del Pup un anno fa diceva che voleva lasciare il proprio segno nella storia urbanistica del Trentino, ebbene, con questa azione lo lascerà certamente in negativo, demolendo ciò che gli amministratori responsabili e coraggiosi prima di lui avevano costruito. Andrà poi chiarito come abbia fatto la maggioranza a votare un emendamento che non era stato presentato nei termini e che non ha mai avuto, non a caso, le firme dei capigruppo di minoranza per il deposito fuori termine. Su questo dovrà ovviamente rispondere il Presidente del Consiglio.

 

*

I gruppi consiliari provinciali di:
PD, PATT, Futura, Onda Civica, Gruppo misto

(Pagina 1 di 4)