Monitoraggio orsi: nuovo strumento di informazione per la popolazione. Prosegue, da parte del Servizio Foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento, il monitoraggio intensivo dei due esemplari di orso dotati di radiocollare, nello specifico JJ4 e M49.

Per quanto riguarda quest’ultimo, la notte scorsa è sceso lungo i versanti orientali della Marzola ed ha attraversato la piana a sud di Pergine all’altezza di S. Cristoforo, per poi risalire in direzione di Vignola Falesina e Panarotta. Tali movimenti sono stati costantemente seguiti dai forestali e prontamente segnalati agli amministratori dei territori interessati.

Va detto poi che da oggi è disponibile un ulteriore strumento di informazione, destinato ad una utenza più vasta: si tratta di una riproduzione on line della mappa che riporta, con aggiornamenti costanti, l’area dove gli strumenti rilevano la presenza di entrambi gli esemplari. Per ragioni di sicurezza, al fine di scoraggiare iniziative inopportune, il grado di precisione è volutamente tarato per non consentirne l’esatta individuazione da parte di nessuno, eccetto ovviamente gli specialisti del Corpo forestale.

 

Link alla mappa

https://www.google.com/maps/d/viewer?mid=1I2AwqVdHwkiRrQeFHHf5A1IoCioVd9TQ&ll=46.21132787689252%2C11.118781829866261&z=11

 

 

Foto Claudio Groff

Dalzocchio attacca le minoranze accusandole di voler avere un weekend libero per il lago o la montagna. Le sue sono solo insinuazioni.

Noi invece ci ricordiamo bene la realtà. Nell’estate 2019, nel bel mezzo della manovra di assestamento caratterizzata da migliaia di votazioni, la stessa capogruppo salvinista aveva “salutato i colleghi partendo per la vacanza al mare”.

 

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Comunicato dei gruppi Pd Patt Futura 5 Stelle Onda civica)

L’opposizione abbandona l’aula durante l’assestamento, Cia (AGIRE): “Grave gesto che mina la fiducia dei cittadini nella politica”.

L’abbandono dell’aula del Consiglio provinciale durante il voto sull’assestamento di bilancio da parte dell’opposizione rappresenta un grave gesto antidemocratico che rischia di minare definitivamente la fiducia dei cittadini nella politica. Alla luce di certi comportamenti risulta ridicolo l’atteggiamento di chi, per galvanizzare i propri beniamini – pugili suonati appesi alle corde, in attesa del k.o. tecnico –, parla di opposizione “old school”. Non ricordo, nei tanti anni passati all’opposizione, di essermi mai sottratto al mio dovere di Consigliere durante le maratone in Consiglio, facendo sempre sentire la mia voce, argomentando, discutendo e rappresentando fino in fondo i valori in cui credo e per cui sono stato votato.

E’ evidente come l’assenza della diretta video a causa della par-condicio, abbia fatto venire meno il senso della presenza in aula per alcuni consiglieri. A riprova di tale dipendenza da telecamere è da considerare la convocazione di una conferenza stampa all’interno dello stesso palazzo in cui sarebbero chiamati a svolgere la loro funzione di consiglieri. Un gesto irrispettoso nei confronti delle istituzioni, che mostra il vero volto di un’opposizione che più che “responsabile” si dimostra “irresponsabile”. L’ostruzionismo duro e puro si è rivelato per quello che è, un grande bluff: nessuna intenzione di portare a casa miglioramenti costruttivi al documento finale di assestamento del bilancio, ma un atteggiamento distruttivo probabilmente alimentato da chi non ha ancora elaborato il lutto della perdita del potere dopo decenni ininterrotti di dominio politico.

Non sappiamo dove siano andati i consiglieri delle minoranze, probabilmente vista la bella giornata saranno in qualche lido estivo, ma nessun problema: la maggioranza proseguirà con il voto delle migliaia di emendamenti ostruzionistici depositati – a questo punto possiamo dire senza motivo – da chi ha abbandonato l’aula, per arrivare al voto finale e rispondere alle esigenze dei trentini.

Ancora una volta certa politica ha perso una buona occasione. Quella del confronto e del perseguimento dell’interesse generale.

 

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Cons. Claudio Cia – Segretario Politico di AGIRE per il Trentino

Verso le 14:00 di oggi giungeva una chiamata per una persona in difficoltà nei pressi della Cascata Ponale. Dalla caserma di Riva del Garda partivano la moto d’acqua per un eventuale recupero via lago e il mezzo terrestre per i soccorsi acquatici. Un signore incuriosito dallo scenario rimaneva impossibilitato a ritornare sul sentiero dal quale era sceso. Uno dei tanti anfratti della cascata lo aveva bloccato per diverso tempo fino a quando non ha deciso di chiedere aiuto. La forra sicuramente rinfrescante e con vista lago non gli ha procurato ferite. Incolume veniva recuperato dai volontari con l’ausilio di una scala di soccorso e ricongiunto ai compagni di escursione.

Solo ora il Partito Democratico ha scoperto che a Gardolo vi è un ridimensionamento degli sportelli e dei punti bancomat della Cassa Rurale di Trento; io è da due mesi che sto cercando di trovare una soluzione con il Presidente Giorgio Fracalossi allo scopo di cercare di garantire un servizio importante per molti abitanti nella circoscrizione di Gardolo.

Il problema riguarda i costi derivati dal tenere sul territorio un numero alto di sportelli, ma rimango dell’avviso che a Gardolo non si possa ridurre il tutto a un solo sportello dato anche il numero di abitanti. Ora il Partito Democratico scopre, dopo mesi, che vi è questo problema e lo fa con una raccolta firme che mi sa tanto da trovata da campagna elettorale. Lascio loro questa triste politica fatta sull’accorgersi solo in tempo di elezioni delle esigenze dei cittadini: io penso a risolverli.

Questo quanto dichiarato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino, Devid Moranduzzo.

Chi ha visto il mitico film “Fantozzi subisce ancora” non avrà dimenticato la scena in cui gli impiegati della Megaditta prima supplicano, impazienti, gli uscieri di farli entrare in ufficio per lavorare e poi, una volta raggiunte le loro postazioni, evadono non troppo furtivamente dallo stabile, lasciando il povero Ragioniere a sbrigare le faccende di tutti.

Ecco, oggi in Consiglio provinciale è andata in scena pressapoco la stessa commedia. Le minoranze infatti, nonostante le molteplici sospensioni per trovare un accordo con la maggioranza, hanno deciso di abbandonare in massa l’Aula consiliare, lasciando i colleghi a lavorare (e a votare) migliaia di emendamenti ostruzionistici da loro stessi depositati.

La cultura del lavoro e del rispetto, prima ancora che quella del dialogo, è il sentimento che deve animare tutti i rappresentanti del popolo trentino, specialmente in un momento in cui la politica ha il dovere di dimostrarsi seria e competente: fatico quindi davvero a comprendere la logica di quanti prima si presentano come strenui difensori dei diritti dei cittadini e poi, alla prima occasione, si danno alla fuga contrabbandando tale sceneggiata – decisamente poco rispettosa dell’istituzione consiliare, ridotta a farsesco palcoscenico – come azione di protesta, azione di protesta che non si getta su solide basi. Ecco il vero volto della sinistra in Trentino. Che dire? Non resta che augurarsi che, almeno, i consiglieri di minoranza possano godersi questa bella giornata di sole perché, come diceva Seneca, il pigro non ostacola altri che se stesso.

Questo quanto dichiarato in una nota dal Consigliere provinciale Mara Dalzocchio.

CNA Trentino Alto Adige: la gestione delle risorse energetiche dia sollievo all’economia. Le Province abbattano i costi dell’energia per le PMI.

“Non sono solo i contributi e i soldi freschi da mettere nelle tasche delle ditte il metodo per dare una mano alle nostre aziende. Si può dare una mano consistente con la riduzione dei costi e lo deve fare soprattutto il nostro territorio regionale, dove l’Autonomia permette la gestione delle risorse energetiche”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige.

La bolletta elettrica per le imprese italiane – rivelano i dati sull’Osservatorio Energia 2020 elaborati dal Centro Studi della CNA – è sempre più salata e si amplia in modo preoccupante il divario rispetto agli altri paesi europei. Nel 2019 le imprese italiane hanno sopportato un costo dell’energia elettrica superiore del 36% rispetto alla media dei partner comunitari, uno spread in significativo allargamento di 20 punti in appena un anno (nel 2018 il differenziale era pari al 17%). La dinamica riflette l’andamento diverso dei prezzi. Nella media comunitaria il rincaro della bolletta è stato di appena l’1%, mentre in Italia ha sfiorato il 20%.

“Si tratta di un evidente svantaggio competitivo – evidenzia Corrarati – che va a sommarsi agli oneri impropri generati da fisco, costo lavoro e burocrazia. Il confronto con il resto dell’Europa diventa impietoso prendendo a riferimento la classe di consumo fino a 20 MWh dove si concentrano artigiani e micro imprese. Per loro l’energia elettrica costa il 54,3% in più rispetto alla media dell’UE e in appena un anno il prezzo per KW/h è schizzato del 35,8%, da 22,6 a 31,1 centesimi mentre la media europea mostra un incremento del 6,7%. Nella classe di consumo fino a 20 MW/h le imprese italiane sopportano una bolletta più cara del 21,5% rispetto alla Spagna, 37% Germania, 63,7% Gran Bretagna ed è quasi il doppio rispetto a una micro impresa francese”.

L’Osservatorio Energia 2020 di CNA evidenzia che le imprese italiane sono doppiamente svantaggiate rispetto ai competitor europei. Da un lato sopportano il prezzo della componente energia più alto e dall’altro sono gravate da un prelievo fiscale in bolletta completamente sproporzionato e che l’anno scorso è lievitato rispetto al 2018.

“Artigiani e micro imprese – rileva la CNA regionale – sono i più penalizzati in quanto oltre a pagare i prezzi maggiori su tutte le componenti della bolletta elettrica (Energia, Rete di distribuzione, oneri e imposte) rispetto alle grandi, devono sopportare una bolletta mal strutturata nella quale le voci Rete di distribuzione e Oneri e imposte pesano per oltre il 50% del prezzo finale”.

A titolo di esempio le micro imprese pagano la componente energia 11,1 centesimi, il 38,7% in più delle imprese cosiddette energivore (consumi tra 75mila e 150mila MW/h) e l’onere per la rete di distribuzione è sette volte più elevato rispetto alle grandi. Il risultato è che la componente energia incide soltanto per il 35,8% nel prezzo finale per le piccole, mentre per le energivore rappresenta il 74%. Lo struttura fortemente sbilanciata della bolletta comporta che artigiani e micro imprese sostengono oltre un terzo degli oneri generali di sistema che l’anno scorso sono ammontati a 15 miliardi pur in presenza di consumi contenuti. Le grandi imprese connesse in alta e altissima tensione hanno contribuito soltanto per 1,7 miliardi di euro.

“Oltre che pensare a misure di aiuto alle nostre aziende, è necessario che le due Province Autonome agiscano sui gestori di energia per dare veri aiuti alle nostre ditte riducendo quanto più possibile gli oneri per le nostre aziende”, conclude il presidente regionale Corrarati.

È stata un settimana intensa di controlli dei Carabinieri del Comando Provinciale di Trento per prevenire l’uso di sostanze stupefacenti illegali e contrastare lo spaccio e il traffico di droga. Sotto la direzione e il coordinamento del Comando di via Barbacovi, le Compagnie Carabinieri trentine hanno disposto una fitta rete di servizi e controlli sia nelle località a vocazione turistica e sia nei luoghi di aggregazione giovanile.

Già lo scorso fine settimana, la Compagnia Carabinieri di Cavalese nei controlli del sabato sera aveva segnalato al locale Ufficio territoriale di Governo un ragazzo, che durante un posto di controllo in Canazei veniva trovato in possesso di alcuni grammi di cocaina.

Ad inizio settimana i Carabinieri della Stazione di Spiazzo invece, hanno denunciato un 19enne che a seguito a delle perquisizioni veniva trovato in possesso di circa 100 grammi di marijuana.

Mentre i militari della Stazione di Lavarone hanno rivenuto presso l’abitazione di una 48enne una piccola serra casalinga nella quale la donna stava coltivando una pianta di Marijuana. Nella circostanza la proprietaria veniva deferita per coltivazione illegale di stupefacenti mentre un minore è stato segnalato, quale assuntore, poiché aveva con sé oltre 3 grammi della stessa sostanza.

Per l’analogo reato i carabinieri della Sezione Operativa di Trento hanno denunciato in stato di libertà un 38enne dal pollice verde stupefacente, poiché aveva tirato su una rigogliosa piantagione di Marijuana nell’agro di Villazzano, sequestrando 20 piante alte non meno di 2.5 metri, che regolarmente innaffiava per farle crescere.

I risultati dell’incalzante opera di vigilanza e prevenzione sono andati ben oltre quanto appena narrato e delle migliaia di persone identificate e controllate, molte delle quali con precedenti specifici. Infatti, nel pomeriggio di ieri, nel particolare, la Compagnia del capoluogo ha svolto un servizio dedicato al controllo del centro storico e dei parchi cittadini, dove sono state controllate ed identificate circa 120 persone, molte delle quali con precedenti in materia di stupefacenti.

 

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In tale contesto, altresì hanno:

– dapprima denunciato per spaccio e detenzione di stupefacenti un 30enne nigeriano, senza fissa dimora, incensurato, poiché sorpreso in piazza Dante nel mentre cedeva circa 2 grammi di marijuana ad una ragazza 19enne, e, poi, la conseguente perquisizione personale permetteva di rinvenire nella disponibilità dello spacciatore altri 13 grammi della stessa sostanza;

Trento veniva attratta dalla presenza di una giovane ragazza 18enne, nota ai militari, poiché già denunciata per detenzione di circa 1,5 kg di hashish in concorso con alcuni tunisini , che, in compagnia di un ragazzo 23enne, si dirigeva verso un gruppetto di subsahariani, noti spacciatori, che sostavano nei pressi dei bagni pubblici. La ragazza iniziava a conversare con uno di loro ed ad un certo punto i due si scambiavano qualcosa, dopo averla maneggiata. Dal punto di osservazione e dai movimenti degli attenzionati era chiaro che doveva essere droga, anche perché la giovane aveva nascosto qualcosa nel suo reggiseno, pertanto appena i due si sono spostati in direzione piazza Duomo venivano bloccati dai militari della Stazione di San Michele all’Adige e dagli uomini del Nucleo Operativo, e subito la ragazza, prendendolo dal reggiseno, consegnava un involucro, contenente 37 grammi di Hashish I due sono stati successivamente condotti in caserma per ulteriori accertamenti e per la formalizzaizone delle contestazioni.

Nel frattempo, gli uomini della Sezione Operativa, unitamente alla pattuglia di Mattarello, andava a controllare ed identificare l’uomo (34enne nigeriano, censurato) con cui aveva confabulato. Bloccato, anch’egli veniva portato presso gli uffici di via Barbacovi, trovando, nascosti negli slip, circa 1,5 grammi di Hashish.
A termine delle perquisizioni personali, addosso alla ragazza, conservati in un pacchetto di sigarette, venivano trovati 145 euro suddivisi in banconote di piccolo taglio e nello zaino rivenuto un bilancino di precisione. La giovane donna confessava di aver ricevuto la sostanza da un nigeriano incontrato in piazza Dante, che identificava attraverso le foto di noti spacciatori. Tutto ciò confermato anche nel conseguente verbale redatto.

L’arguzia e l’acume investigativo degli uomini del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia rendevano necessario verificare quanto appreso, nonostante tutto fosse verosimile.

Per prima cosa, si ricevevano le dichiarazioni del ragazzo che l’accompagnava, ancora estraneo alla vicenda, il quale confermava i dubbi dei carabinieri. Non era stato il 34enne nigeriano a vendere la droga, ma lo stupefacente rivenuto apparteneva alla ragazza . Circostanze, peraltro, poi confermate anche dall’acquirente riferiva di aver acquistato la dose di hashish per dieci euro dalla ragazza, denaro rinvenuto tra i contanti sequestrati. A questo punto, contestandole quanto raccontato poco prima, i carabinieri mettevano alle stretta la giovane che non potendo fare altro si assumeva la responsabilità dell’accaduto. Inoltre , consentiva il recupero del resto del panetto (altri 43gr.), che aveva seppellito nel terreno del parco posto dietro le piscine di Gardolo.

A conclusione delle operazioni, la 18enne, dichiarata in stato di arresto per spaccio e detenzione di stupefacenti, nonché per calunnia, è stata accompagnata presso il proprio domicilio in attesa della direttissima come disposto dall’AG tridentina. Invece, l’acquirente sarà segnalato al Commissariato del Governo quale assuntore di stupefacenti.
Anche nei prossimi giorni i controlli proseguiranno con intensità crescente, essendo il contrasto all’uso illegale e allo spaccio di stupefacenti una delle importanti sfide che il Provinciale dell’Arma trentina si è posta come prioritaria.

 

L’ira di Cgil Cisl Uil: risorse parcheggiate nella disponibilità del presidente Fugatti, invece andrebbero usate subito per far ripartire lavoro ed economia. Assestamento. Scandaloso non investire subito i 218 milioni di euro aggiuntivi.

“Non solo la giunta provinciale si rifiuta di valorizzare subito i 218 milioni di euro aggiuntivi in questo assestamento di bilancio, ma parcheggia questi soldi nei fondi di riserva nell’immediata disponibilità del presidente Fugatti che potrà impiegarli senza alcun confronto e come vorrà. Tutto questo è scandaloso e irrispettoso per i lavoratori e le famiglie trentine messe in ginocchio dalla crisi e che dall’impiego immediato di quelle risorse potevano trovare risposte”.

Alla vigilia dell’approvazione della manovra in Consiglio provinciale Cgil Cisl Uil criticano ancora una volta la scelta irresponsabile dell’Esecutivo che preferisce tenersi le mani libere sui milioni di euro che lo Stato ha accordato al Trentino per il mancato gettito, sprecando l’occasione di aprire una discussione seria su quelle risorse per far ripartire l’occupazione e l’economia della nostra provincia. Una decisione che le forze politiche di maggioranza stanno avallando.

“C’erano tutte le condizioni per anticipare i tempi e valorizzare subito questi stanziamenti, ma il presidente Fugatti ha preferito temporeggiare. Il dubbio è che si preferisca impiegarli con atti amministrativi a settembre in piena campagna elettorale per le amministrative”, incalzano i tre segretari generali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti. “Quella di parcheggiare le risorse non usandole in funzione anticrisi è solo una scelta politica. Sarebbe stato indispensabile invece aumentare subito la capacità di investimenti per sostenere le attività connesse alla gestione della pandemia, a cominciare dal rafforzamento del sistema sanitario, ma anche per dare risposte alle famiglie con politiche di welfare più efficaci, per sostenere l’occupazione fortemente compromessa e per far partire subito un pacchetto di opere pubbliche e manutenzione del territorio che creino valore aggiunto sul territorio, facendo da volano per la ripresa economica”.

Cgil Cisl Uil fanno notare infatti che quanto stanziato nella legge 3/Ripresa trentino su assegno unico e ammortizzatori sociali, ad oltre un mese dalla sua approvazione è ancora solo sulla carta. I lavoratori che ne hanno diritto riceveranno l’integrazione alla cassa integrazione da metà agosto e anche l’attualizzazione dell’Icef per l’assegno unico – quota A sarà operativo da agosto. “Quei provvedimenti dovevano essere efficaci subito e quel che peggio quelle risorse sono già finite perché totalmente insufficienti a rispondere ai bisogni”.
Altro capitolo su cui dovevano essere usati i 218 milioni era quello legato alle politiche industriali per rafforzare le realtà produttive che sono sul territorio, sostenendone lo sviluppo e l’innovazione.

Infine il capitolo delle opere pubbliche. “C’è un lungo elenco di promesse su interventi che dovranno partire. La differenza, però, la fanno i tempi anche in questo caso. E su questo non c’è nessuna chiarezza”. Per questa ragione Cgil Cisl Uil chiedendo a Piazza Dante che venga fornito un cronoprogramma sulle opere previste, per capire quali sono cantierabili subito, quali devono essere ancora progettate in fase preliminare e quali hanno già un progetto esecutivo e si può definire il bando di gara. “La logica è usare la creazione di infrastrutture per ammodernare il Trentino e creare occupazione subito, non tra cinque o dieci anni – proseguono-. Riteniamo importanti le opere illustrate ieri dal presidente Fugatti e dal sottosegretario Fraccaro, ma con gli annunci di opere non ancora né progettate né finanziate non si aprano cantieri e non si crea occupazione. Non servono conferenze stampa per creare consenso o strappare qualche like in più. Servono fatti e ricadute concrete subito perché la crisi è adesso”, concludono i tre segretari provinciali.

Continua il degrado presso l’area ex Zuffo, oggi adibita ad area camperistica per il rifornimento dell’acqua: spesso si vedono alcuni che si lavano all’aria aperta, oltre a veri e propri assembramenti di persone con il camper.

Lo diciamo da anni e non è difficile individuare i camper abusivi, rispetto a quelli regolarmente parcheggiati: basta osservare l’uso che viene fatto degli spazi liberi attorno ai mezzi stessi, dove in alcuni casi si possono vedere abiti stesi ad asciugare, tavoli, sedie e giochi per i bambini che talvolta finiscono anche per ostruire le manovre di parcheggio dei camperisti regolari che, a loro volta, hanno già denunciato lo stato di insicurezza dell’area.

La situazione è stata più volte segnalata sia ai servizi competenti che alla Polizia Municipale senza nessun risultato. Il timore è che si possano – alla luce dell’emergenza Covid – creare dei focolai, in un simile contesto di abbandono. Nei fatti, si tratta di un enorme danno di immagine e di un potenziale rischio sanitario, perpetrato non per l’impossibilità di migliorare le cose ma per banale incuria.

È questa la famosa Trento turistica che il centrosinistra sbandiera costantemente? Spettacoli come quelli di “risorse” dedite all’igiene personale sotto gli occhi di tutti non fanno altro che far fuggire i turisti dalla nostra città, con buona pace dell’economia locale che subisce l’effetto di politiche poco attrattive nei confronti di chi viene a visitarla.

Questo quanto dichiarato in una nota dal Consigliere comunale Bruna Giuliani

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