Viste le prime reazioni all’uscita del Decreto per la data delle amministrative prendiamo atto di una campagna elettorale che si fa ogni giorno più aspra.

Azioni e reazioni senza costrutto che ancora una volta esulano dal confronto democratico e decadono nel parossismo, non servono in questo particolare momento maestri e castigatori. Ma un serio impegno a risollevare la città.

L’appuntamento elettorale fissato a settembre sarà un momento importante che non ha bisogno di demagogia. Siamo felici che il progetto di -Si può fare- abbia raccolto un consenso trasversale e giovane.

La maturazione di una politica che da voce ai silenziosi è un percorso necessario in un momento fondamentale per tutti noi.

Come candidata Sindaca di -Si può fare- sono felice di rappresentare questo progetto, che deve saper ascoltare i bisogni reali delle persone trasformandoli in risposte.

Con -Si può fare- siamo riusciti a coniugare diverse esperienze politiche, che si presenteranno unite alle prossime elezioni comunali per dare il proprio contributo alla città di Trento.

 

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Silvia Zanetti
Candidata Sindaca di Trento “Si può Fare!”

Continua l’attività di controllo del Garante per la protezione dei dati personali nei confronti degli operatori telefonici anche a seguito delle centinaia di segnalazioni e reclami che settimanalmente pervengono all’Autorità per lamentare casi di “marketing selvaggio”.

Nell’ambito di tali attività di controllo, nella riunione del 9 luglio scorso, l’Autorità ha sanzionato Wind Tre Spa per circa 17 milioni di euro per numerosi trattamenti illeciti di dati, legati prevalentemente ad attività promozionali. Per analoghe violazioni, la società era già stata destinataria di un provvedimento inibitorio e prescrittivo quando era ancora in vigore il vecchio Codice privacy.

Il nuovo provvedimento è stato adottato all’esito di una complessa attività istruttoria ed ispettiva. Gli utenti lamentavano la ricezione di contatti promozionali indesiderati, effettuati senza consenso tramite sms, e-mail, fax, telefonate e chiamate automatizzate. In numerosi casi, inoltre i segnalanti dichiaravano di non esser stati messi in grado di poter esercitare il proprio diritto di revoca del consenso o di opposizione al trattamento dei loro dati per finalità di marketing (anche a causa di imprecisioni nell’indicazione dei canali di contatto presenti nell’informativa). In altri casi veniva lamentata la pubblicazione di dati personali negli elenchi telefonici pubblici nonostante l’opposizione (a volte reiterata) degli interessati.

Dall’istruttoria è inoltre emerso che le app MyWind e My3 erano impostate in maniera tale da obbligare l’utente a fornire, ad ogni nuovo accesso, una serie di consensi per diverse finalità di trattamento (marketing, profilazione, comunicazione a terzi, arricchimento e geolocalizzazione), salvo poi consentire di revocarli trascorse 24 ore.

Al di là di queste lacune “di sistema”, gli accertamenti del Garante hanno messo in luce diversi gravi illeciti nella filiera dei partner commerciali di Wind Tre, anche con impropria attivazione di contratti. Per queste violazioni, uno dei partner del gestore telefonico – che aveva sub affidato (peraltro senza alcun atto giuridico) intere fasi dei trattamenti a call-center che raccoglievano i dati illecitamente – è stato multato per 200mila euro dal Garante e si è visto imporre il divieto di utilizzare i dati raccolti e trattati da agenti presenti sul territorio nazionale (denominati “procacciatori”) in totale spregio delle norme in materia di protezione dati.

Le argomentazioni portate a propria difesa da Wind Tre e la serie di misure correttive implementate dalla società, anche riguardo alla centralizzazione delle campagne promozionali, non sono state ritenute adeguate dal Garante. Oltre a sanzionare la società telefonica per 16.729600 euro, l’Autorità ha vietato a Wind il trattamento dei dati acquisiti senza consenso e le ha ordinato di adottare misure tecniche e organizzative per un effettivo controllo della filiera dei partner, nonché procedure per rispettare la volontà degli utenti di non essere disturbati.

Nel corso della stessa riunione del 9 luglio, il Garante ha preso in esame anche le risultanze degli accertamenti disposti nei confronti di un altro gestore telefonico, Iliad, che è stato trovato carente sotto altri profili, in particolare in merito alle modalità di accesso dei propri dipendenti ai dati di traffico e che per tali ragioni, è stato sanzionato per 800.000 euro.

Si sono concluse presso la prima Commissione legislativa presieduta da Vanessa Masè le audizioni alla manovra di bilancio che si discuterà in Consiglio provinciale a fine luglio. Sono stati sentiti, nel pomeriggio, il Comitato per l’imprenditoria femminile, la Camera di Commercio, le associazioni di rappresentanza delle categorie agricole e il Consiglio delle autonomie locali. Da domani mattina si parte con l’esame dei disegni di legge 59 (rendiconto 2019), 60 (assestamento) e del Defp, il documento di economia e finanza 2021. Discussione in aula dal 24 al 30 luglio.

 

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Comitato imprenditoria femminile: richiesta di un Tavolo sul lavoro femminile e maggiore attenzione alle libere professioni
Claudia Gasperetti e Raffaella Ferrai, rispettivamente coordinatrice e componente del Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile hanno notato che la manovra si pone l’obiettivo espansivo e misure a sostegno di turismo, agricoltura, sport, turismo, sanità ecc. Premesso che la realtà del Comitato rappresenta tutto il mondo economico, hanno rilevato l’assenza nelle norme, di misure per i servizi alla persona, filiere produttive e associazioni di volontariato, queste ultime spesso sostitutive di servizi di welfare mancanti. Ci permettiamo di rilevare, hanno aggiunto, la mancanza di un riferimento a misure specifiche rivolte a giovani e donne, che sono di fatto i soggetti più a rischio in questo momento critico e di forte cambiamento. Fortunatamente, hanno osservato, è stata approvata recentemente dal Consiglio provinciale una mozione che impegna la Giunta in sette punti a sostegno dell’imprenditoria femminile.

In conseguenza di quel documento, proponiamo di introdurre con questa legge un Tavolo sul lavoro femminile al quale partecipino, agenzia del lavoro, Comitato e Commissione pari opportunità, che possa promuovere velocemente le azioni messe in campo dalla Giunta per realizzare i punti della mozione: un’operazione a costo zero per l’amministrazione e a minor impatto burocratico per le aziende. Altri passaggi puntuali di commento e proposta alle norme, per arginare la fragilità dell’imprenditoria giovanile e femminile sono stati illustrati seguendo il documento (allegato). In particolare, sul tema dell’occupazione femminile e giovanile legati all’emergenza sanitaria, Ferrai ha osservato che occorre lavorare nella direzione di una riattivazione e ridefinizione delle misure agevolative gestite a mezzo di specifici bandi da Trentino sviluppo, sulla legge 6. Infine, una nota sul variegato panorama delle libere professioni e la richiesta di un più ampio riconoscimento della pari dignità tra professionisti ed imprese, anche in considerazione dell’impatto prodotto dall’emergenza su questa tipologia di lavoratori, alla quale il governo nazionale non ha riconosciuto la possibilità di accesso al bonus dei 600 euro e nemmeno il contributo a fondo perduto.

 

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Vanessa Masè ha chiesto un commento sui dati contenuti nel documento e da parte del consigliere Paolo Ghezzi (Futura) una riflessione sull’istituzione del Tavolo e quali funzioni gli si vorrebbero atribuire affinché sia uno strumento efficace. Gasperetti ha sostenuto l’importanza del Tavolo che non sarebbe assolutamente un doppione, ma risponderebbe ad un’esigenza sentita, dal momento che fungerebbe da coordinamento delle iniziative e si porrebbe anche come referente della Giunta nell’attuazione dei punti della mozione in maniera rapida e il meno burocratico possibile per le aziende. Ugo Rossi (Patt) ha chiesto, da un punto di vista qualitativo, se si ritenga che l’esperienza dei bandi per aspiranti imprenditrici già realizzata possa essere migliorata. Gasperetti ha replicato che molte donne hanno partecipato ai bandi ed hanno potuto avviare la propria attività grazie a questi. Un’esperienza positiva, rispetto alla quale forse si rileva la difficoltà nel reperire informazioni e fare sintesi tra le iniziative. Ecco, dare informazioni, in sinergia con la Provincia, questa la criticità che mette in evidenza l’importanza dell’istituzione del Tavolo.

 

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Camera di Commercio: mantenere alta l’attenzione su formazione e digitalizzazione
Michele Passerini e Massimo Pavanelli rispettivamente direttore e coordinatore dell’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio, hanno commentato il documento consegnato (allegato) che hanno premesso che le norme in discussione sono fortemente condizionate dall’essere state scritte in un contesto socio-economico senza precedenti. Sono dunque ben visti dalla Camera di Commercio tutti gli interventi che cercano di fare fronte alla situazione di grave difficoltà derivata dalla pandemia in corso. Tre gli obiettivi principali, tutti apprezzati, rilevati nelle norme: riportare in equilibrio il bilancio provinciale che subirà una contrazione delle risorse, ripristinare la disponibilità di alcuni capitoli di spesa del bilancio a sostegno delle famiglie, dei lavoratori e settori economici legati all’emergenza e infine immettere in circolo ulteriore liquidità sotto forma di investimenti per le opere pubbliche e per la capacità di spesa delle famiglie. La Camera di Commercio ha infine richiamato l’attenzione sui temi della formazione e della digitalizzazione delle imprese, ritenuti cruciali. Il massiccio ricorso al lavoro agile può essere un’opportunità straordinaria, hanno aggiunto, sia per innalzare i livelli di produttività del settore dei servizi che per arginare la tendenza allo spopolamento delle zone periferiche.

 

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Gli spunti dei consiglieri e le repliche
Giorgio Tonini (PD) ha notato che l’importanza degli investimenti in un passaggio così difficile, evidenziata da Camera di Commercio, fa però i conti con una difficile capacità di spesa da parte delle pubbliche amministrazioni che porta il rapporto tra i finanziamenti e quello che viene speso ad un impressionante 27%. In un contesto così, il tema del più massiccio ricorso alla digitalizzazione e della riorganizzazione massiccia del lavoro, non potrebbe forse essere una delle risposte a questo problema, si è chiesto/ha chiesto? Un tema molto complesso, ha replicato Passerini, che ha risposto per la propria esperienza: la digitalizzazione è un tema già ampiamente affrontato in passato da Camera di Commercio. Eravamo pronti, ha detto e non è dunque un caso che la sperimentazione del lockdown sia andata bene. E’ evidente che molte risorse risparmiate grazie al digitalizzazione potrebbero sostenere altri interventi: uno dei punti sui quali occorre ragionare è quello della semplificazione delle norme e delle prescrizioni, ha aggiunto, far sì che il lavoro possa essere reso più efficiente e condivisibile.

 

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Categorie agricole: soddisfazione per le risorse confermate
Mauro Fezzi, Presidente degli allevatori ha riferito di aver incontrato l’assessore e verificato che l’assestamento ha aggiustato le modifiche introdotte dalla legge straordinaria per il Covid, quindi pare ci siano le risorse per completare le iniziative del piano di sviluppo rurale dell’anno in corso. Il 2021-22 vedrà prorogare il vecchio strumento da parte della Comunità europea e dunque sarebbe importante che già in sede di previsione queste poste venissero considerate per completare una programmazione di prospettiva.
Per Coldiretti, il presidente Gianluca Barbacovi, ha dichiarato che tutto sommato con questo assestamento riusciamo a far rientrare tutte le iniziative previste. Tuttavia ha espresso preoccupazione per gli anni a venire, 2021-22 preoccupa: onde evitare di avere due anni bui, ha aggiunto, sarà fondamentale già dall’autunno trovarsi e capire se si potranno pianificare iniziative importanti.
Per la Cia il presidente Paolo Calovi ha detto di essere consapevole delle difficoltà del contesto socio economico attuale: la salute pubblica e l’istruzione sono prioritari, ha aggiunto, ma anche l’agricoltura ha un ruolo fondamentale ed ha pur rilevato che a questo comparto è riservato solo un 3% delle risorse dell’assestamento. Aldilà delle puntuali richieste (incentivi per la realizzazione/acquisizione di immobili possano essere allargati anche alle imprese agricole, ad esempio per la costruzione di stalle o depositi, sostegno accanto al turismo degli agriturismi e del turismo rurale ecc.), è fondamentale che ci sia un progetto di ampia condivisione per il settore: abbiamo bisogno di strumenti e competenze, servono gli Stati generali dell’agricoltura, ha detto Calovi: occorre sedersi attorno ad un tavolo e decidere la strada da percorrere.

 

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Gli spunti dei consiglieri e le repliche
Su sollecitazione di Ugo Rossi, Massimo Tomasi ha replicato che fino ad oggi si è sempre riusciti a trovare le risorse sufficienti per avviare le iniziative prioritarie programmate. Mauro Fezzi, rispondendo ad uno spunto di riflessione di Giorgio Tonini, ha osservato che le grandi preoccupazione che c’era in particolare sull’indennità compensativa finanziata solo parzialmente, per il 2019-20 sono state superate perché sono state individuate tutte le risorse e questo è già un buon obiettivo raggiunto. Paolo Ghezzi ha stimolato la fantasia degli auditi sul binomio turismo-agricoltura e sul bonus vacanze agganciato all’agriturismo e su quali ricadute si possano intravedere per il settore agricolo. Mauro Fezzi accanto alle forti preoccupazioni di aprile-maggio,ha sottolineato l’estrema positività della stagione partita nel post Covid ed ha auspicato che si tratti di un fenomeno duraturo, anche se è difficile e prematuro prevederlo adesso. L’aggancio agriturismo-produzioni agricole potrebbe dunque essere un sogno sul quale lavorare. Nei mesi di aprile e maggio al situazione era molto preoccupante, ha detto Barbacovi rispondendo ad uno stimolo di Rossi che chiedeva una riflessione sulla situazione della manodopera: adesso i raccolti sono salvi e per i raccolti da fine agosto a fine ottobre ci auguriamo di non avere sorprese, grazie a lavoratori comunitari ed extracomunitari. Naturalmente ci auguriamo che il quadro sanitario non si complichi e che non ci siano sorprese, ha aggiunto Tomasi.

 

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Cal: parere sostanzialmente favorevole con l’accordo e la disponibilità della Giunta; appare eccessiva la previsione del commissariamento delle Comunità
Paride Gianmoena, presidente del Consiglio delle autonomie ha sintetizzato il documento consegnato ai commissari (allegato). Condividiamo l’impostazione generale della manovra, visto il contesto difficile per quanto riguarda le risorse e gli sforzi necessari a rilanciare l’economia. Chiaro che il sistema trentino è collegato al Pil e in questo momento le difficoltà sono numerose, ha osservato. I comuni hanno fatto la loro parte in questo contesto e si è trovato un accordo con la Giunta rispetto alle proposte iniziali: avevamo chiesto certezze sopratutto sul Fondo investimenti minori per il 2021, un Fondo molto importante perché è utilizzabile per la parte corrente dei bilancio dei comuni. C’è poi un impegno politico nei prossimi mesi per dare copertura a 360 gradi, al netto del rispetto dei ruoli, naturalmente, ha aggiunto. Sul tema delle norme di attuazione il Cal ha ricordato che la Provincia ha elaborato in questi anni molte più norme rispetto ad altre realtà: questa è dunque un’autonomia dinamica e anche su questi temi vorremmo essere tenuti in debito conto e ascoltati. Semplificazione: stiamo lavorando, ci crediamo molto, ma tutto passa attraverso l’idea di una chiarezza e razionalizzazione delle norme. Bene le risorse messe a disposizione sulla scuola, che resta uno dei settori prioritari (incontreremo nei prossimi giorni Bisesti per darci dei tempi certi), abbiamo inserito un passaggio sui canoni aggiuntivi e ambientali e abbiamo chiesto un chiarimento sulle piste ciclabili. Sui rifiuti c’è il tema della copertura dei costi collegati alla contrazione dei volumi nel periodo di chiusura e si sta lavorando per coprire una parte. Sulle Comunità, la proposta del ddl 60 introduce l’idea del commissariamento, una misura che appare eccessiva, dal momento che la collaborazione Comuni-Comunità è molto migliorata rispetto al passato e non c’è più quella rivalità iniziale, ha osservato Gianmoena: proporremmo una proroga degli organi. Sulle concessioni dei parcheggi in scadenza, ha rilevato che a livello nazionale è prevista la proroga per 12 anni. Sull’adozione delle varianti previste dalla legge 15. Gianmoena ha segnalato, in ragione dell’emergenza Covid, l’esigenza di prolungare i termini procedimentali per l’adozione delle varianti urbanistiche, in via straordinaria. Infine, in sintesi, il parere sulle norme in discussione è sostanzialmente favorevole, ha concluso.

 

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Gli spunti dei consiglieri e le repliche
Ugo Rossi, anche in qualità di componente della Commissione dei 12 per le Minoranze, ha toccato l’aspetto delle norme di attuazione rispetto alle quali ha suggerito l’audizione del Consiglio delle autonomie, fermi restando naturalmente i ruoli dei presidenti delle due Province. Per l’aspetto finanziario, che recepirà l’accordo con il Cal, Rossi ha sottolineato positivamente in chiave politica il sistema unico di finanza pubblica provinciale che ieri era visto come l’usurpazione delle prerogative comunali. Oggi i comuni cedono spai di indebitamento che la Pat utilizza in chiave collettiva mettendo a disposizione risorse per gli investimenti minori in una logica di perequazione e aiuto reciproco: un sistema virtuoso senza il quale sarebbe stato difficile oggi sistemare la finanza pubblica dei comuni. Quanto al commissariamento delle Comunità, Rossi ha convenuto con Gianmoena che sarebbe preferibile una proroga degli organi: ormai hanno capito tutti che le comunità svolgono funzioni fondamentali su diversi livelli.

 

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Alex Marini (Misto) ha chiesto una riflessione articolata in 4 aspetti: sulla governance delle comunità di valle in termini di introduzione degli aspetti della partecipazione negli Statuti; sull’accesso telematico al sistema contabile e al protocollo telematico dei Comuni; sul coinvolgimento del Consiglio delle autonomie locali nel processo partecipativo; sulle risorse disponibili sull’illuminazione pubblica per rendere più efficiente e meno inquinante il sistema energetico.

Alessandro Savoi (Lega) è intervenuto sul tema delle comunità: non capisco perché ci sia contrarietà sul commissariamento, ha aggiunto, ferma restando la posizione della Lega sull’argomento.

Gianmoena ha chiarito che il Cal non è eletto per fare norme, ma per esprimere pareri: quello che chiediamo è di poter portare la nostra esperienza e il ruolo dei comuni nella conoscenza su alcuni temi. Siamo fermamente convinti che l’interlocutore principale dei Comuni debba essere sempre la Provincia, ecco perché chiediamo di essere coinvolti. Sulle Comunità, noi siamo dell’idea che se c’è la volontà di prenderle in mano occorre farlo in tempi rapidi e la proroga darebbe la possibilità di dare ancora alcune risposte. Il grande tema che dobbiamo affrontare oggi è quello della ricerca di persone che candidano e l’accesso agli atti non rappresenta in questo contesto un aspetto prioritario. Allo stesso modo, nella complessità che vivono i comuni, non è una priorità nemmeno la modifica statutaria sulla partecipazione. Quanto alle risorse per l’illuminazione pubblica, deve essere la Provincia a fare il bando, coinvolgendo l’ente più vicino ai cittadini, le istituzioni dei comuni, che devono essere valorizzate.

 

 

 

 

ConsiglioAutonomie

 

CtaegorieAgricole

 

ImprenditoriaFemminile

 

Il presidente Arno Kompatscher ha firmato il decreto che fissa al 20 settembre le elezioni comunali. Se vi sarà contemporaneità con il referendum le elezioni saranno estese al 21 settembre.

L’elezione dei sindaci e dei consigli comunali in Alto Adige e nel Trentino si svolgerà domenica 20 settembre 2020. L’eventuale ballottaggio per l’elezione del sindaco si svolgerà il 4 ottobre. Il presidente della Regione Trentino Alto Adige, Arno Kompatscher, ha firmato oggi (13 luglio) il relativo decreto.

Nel caso in cui lo Stato decida di fissare negli stessi giorni la data del referendum confermativo del taglio dei parlamentari è possibile che le elezioni comunali vengano estese anche a lunedì 21 settembre. In questo caso entrambe le consultazioni avranno luogo in contemporanea negli stessi seggi e con gli stessi orari.

La data per l’elezione diretta dei consigli di circoscrizione nei Comuni di Bolzano, Trento e Rovereto è assoggettata alle stesse regole vigenti per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale ed è quindi fissata per il 20 settembre, con la possibile estensione anche al 21 di settembre.

A causa della situazione d’emergenza legata al Coronavirus le elezioni riguardanti 113 comuni altoatesini e 158 Comuni trentini, fissate per il 3 maggio 2020, erano state spostate al periodo compreso tra il 1° settembre ed il 15 dicembre 2020. Se le elezioni, a causa del Covid-19, dovranno essere regolamentate da norme particolari anche nella regione Trentino Alto Adige verranno applicate le regole previste a livello nazionale.

Audizione in Commissione sulla manovra di assestamento. Gianmoena ha illustrato il documento. Il Consiglio delle autonomie locali si è riunito in assemblea in vista dell’audizione pomeridiana sul disegno di legge n. 60 “Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2020 – 2022” (proponente Presidente della Provincia Fugatti) e sul Documento di economia e finanza provinciale 2021-2023 (DEFP 2021).

In Prima commissione provinciale il Presidente Paride Gianmoena ha illustrato il documento elaborato dall’aula e frutto di una serie di puntuali osservazioni. Riguardo al DEFP, si prende atto della scelta della Provincia di rinviarne la definizione, per quanto riferito al quadro programmatico, con la sola analisi del contesto economico e sociale e il quadro finanziario di riferimento.

E i numeri dicono che il calo delle entrate, ipotizzato sul bilancio provinciale 2020, conseguente alla riduzione della devoluzione di tributi erariali (da 3.473.000,00 euro a 3.148.700,00 euro) e dei tributi propri della Provincia (da 428.400,00 euro a 348.400,00 euro), evidenzia, inequivocabilmente, la necessità di un più consistente intervento a copertura da parte delle competenti Istituzioni. Nel complesso, l’ipotesi di calo del PIL sul 2020 (-10,5%), influisce negativamente sull’ammontare delle risorse disponibili per la manovra, nella cifra di 4.784.600,00 euro.

Una situazione che ha imposto una compartecipazione rilevante alla manovra provinciale, anche da parte del sistema delle autonomie locali (sospensione temporanea FIM 2022, cessione spazi di debito, accordo sulla devoluzione delle risorse statali, ecc…). In merito è stata sottoscritta la seconda integrazione al Protocollo d’Intesa in materia di Finanza locale per l’anno 2020. Nel documento il Cal segnala la necessità di adeguare le tabelle finanziarie contenute nel DDL, al fine di prevedere, sul 2021, la possibilità di utilizzo del Fondo Investimenti Minori.

Altri temi sono ancora aperti: tra di essi il riconoscimento da parte dello Stato delle compensazioni relative all’Emergenza COVID 19. Le risorse assegnate ai Comuni dovranno essere rese tutte disponibili, riconoscendo alla Provincia quel ruolo di intermediazione necessario per assicurare coerenza alle politiche pubbliche provinciali, dentro al quadro definito dallo Statuto di autonomia e dalle norme di attuazione.

“Non ci stancheremo di ripetere – ha detto Gianmoena – che il sistema provincia è un tutt’uno con gli Enti Locali e che serve ragionare sull’autonomia delle autonomie”.
Il documento si concentra, quindi, su alcune misure ritenute necessarie per affrontare e superare un momento difficile che ha segnato il territorio. Fondamentale, per il Cal, la necessità che gli Organismi di rappresentanza degli Enti locali siano coinvolti sempre e se possibile ancor più, riguardo alle scelte provinciali di rilevanza per il sistema territoriale integrato.

Il riferimento non è solo sulla definizione delle leggi da parte del Consiglio provinciale, ma altresì all’elaborazione di tutte quelle disposizioni normative – in primis le norme di attuazione – che hanno un rilevante impatto per gli Enti locali della nostra provincia. Il Cal rilancia anche sul tema della semplificazione. In questo campo c’è l’impegno a lavorare assieme alla Provincia, ragionando su ogni possibile forma di sinergia tra le diverse competenze.

Un accenno va anche all’improrogabile bisogno di una semplificazione delle norme per l’affido di forniture, lavori e servizi. Tra i grandi temi c’è la scuola, alla quale il Cal sottolinea devono essere dedicate importanti energie. E in questo campo è evidente il contributo che da sempre i Comuni danno a questo settore strategico. In calendario c’è la disponibilità dell’Assessore Bisesti a un confronto costruttivo.

Positivo, e non poteva essere altrimenti, il giudizio del Consiglio delle autonomie locali sull’implementazione delle risorse a disposizione dell’azienda sanitaria. In questo contesto di particolare ristrettezza finanziaria e di bisogno di rilanciare gli investimenti, si condivide il proposito di concretizzare ogni sforzo sull’edilizia privata e sui lavori pubblici che dovranno essere adeguatamente sostenuti. Tra gli investimenti in infrastrutture, particolare importanza, fa notare il Cal, dovranno avere quelli in grado di originare un miglioramento dell’ambiente grazie ai canoni aggiuntivi ambientali. Un contesto, che abbisogna di interventi di infrastrutturazione del territorio ad ampio spettro. Tra di essi meritano attenzione le piste ciclabili.

Sul tema delle Comunità il Cal esprime seri dubbi su eventuali “commissariamenti”. Più utile al territorio, invece, parlare di proroga, permettendo alle Comunità di svolgere una concreta attività. Sui parcheggi di mercato il Cal segnala un vuoto normativo e come serva chiarezza tra Stato e Provincia. La normativa nazionale prevede un rinnovo automatico delle concessioni per 12 anni, mentre a livello provinciale si intende procedere con una nuova disciplina che affronti il tema non oltre il 31 dicembre del 2024, termine che, di fatto, fa oggi riferimento per la proroga delle concessioni.

Sui Prg c’è la proposta di alcuni Comuni, prossimi alla scadenza elettorale, di allungare i tempi di approvazione a 240 giorni dal parere della conferenza pianificatoria, permettendo ai nuovi amministratori di ponderare le scelte concludendo l’iter con la seconda definitiva adozione. Infine, il tema del rapporto Stato, Regioni ed Enti Locali. Un tema attuale, spesso affrontato da leggi nazionali, che si intende discutere partendo dal concetto di autonomia delle autonomie e attraverso un percorso comune di confronto.

Chiudere i negozi alla domenica e nei festivi: la Lega sega il ramo del suo consenso. Mentre l’economia arranca sempre di più, in Trentino si sceglie di rinunciare a fatturati e ad occupazione sull’altare di una posizione puramente ideologica.

La notizia, drammatica, delle scorse ore secondo cui l’Italia nel 2020 registrerà un calo del prodotto interno lordo fino all’11,2%, con un’azienda su tre che rischia di abbassare per sempre le saracinesche fa il paio con la decisione presa dalla Lega trentina di imporre per legge la chiusura dei negozi e dei centri commerciali alla domenica e nei giorni festivi. E pazienza se dalla chiusura potranno essere esentati gli esercizi fisicamente localizzati in uno degli 82 comuni catalogati come turistici della Provincia e se gli altri avranno a disposizione 18 giornate da giocarsi sulla roulette delle aperture durante l’anno.

Davvero una decisione che non si riesce a capire la portata, soprattutto la determinazione e la cocciutaggine con cui è stata presa ricorrendo pure alla procedura d’urgenza per fare approvare la legge a tappe forzate in Consiglio provinciale con l’astensione delle opposizioni di sinistra.

Tra gli editoriali apparsi negli ultimi giorni c’è chi pontifica su tale decisione affermando che si tratta di un omaggio alle tradizioni trentine, chi in un regalo fatto alla Cgil da sempre contraria alle aperture domenicali, chi in uno sdebitamento verso quei piccoli operatori commerciali di valle che hanno votato Lega alle ultime tornate elettorali. Però, quando si va un po’ più in profondità, si tratta di un provvedimento che sta scontentando tutti.

Se si voleva rispettare la tradizione trentina che vede tutti i cittadini dediti alla triade casa-lavoro-chiesa, be’ sarebbe ora che qualcuno si aggiornasse, specie vedendo la frequentazione sempre più scarsa delle Case di Dio a favore dei centri commerciali. Già la prima domenica di chiusura per legge, i centri commerciali più vicini al Trentino, ad iniziare da quello di Affi, hanno fatto registrare un sensibile incremento dell’affluenza di pubblico e, molto probabilmente, di giro d’affari, con gran danno per l’economia trentina, quella che allatta pure quell’Autonomia speciale guidata con mano oggettivamente poco ferma dall’attuale presidente leghista Maurizio Fugatti.

Chiudere i negozi e i centri commerciali in Trentino significa matematicamente favorire la concorrenza del vicino Veneto. Per assicurare il rispetto del precetto domenicale, Fugatti dovrebbe forse distogliere qualche forestale impegnato nella ridicola caccia all’orso per trasferirli al controllo del traffico in uscita dai confini provinciali, fermando tutti i veicoli per assicurarsi che il viaggio fuori “Fugattilandia” sia giustificato da più che validi motivi familiari o sanitari, rispedendo al paesello natio tutti quelli che intendevano farsi beffe della legge trentina per un bel viaggio all’outlet più vicino.

E che dire della Cgil, già alle prese con le notifiche che i contratti del personale che svolge il turno del fine settimana non saranno rinnovati? Anche qui, valeva la pena vincere la battaglia puramente ideologica delle chiusure domenicali al posto di una più seria contrattazione aziendale che vedesse adeguatamente valorizzato il lavoro domenicale? Più che una vittoria (di Pirro), sembra di assistere all’abiura di uno dei valori fondanti del sindacalismo: la difesa dei posti di lavoro. E su questo fronte, a chi afferma che la decisione della Lega è volta a rimpinguare un consenso politico sempre più in calo (nel giro di un anno circa, il partito di Salvini è stato capace di perdere oltre 10 punti nei sondaggi delle intenzioni di voto!), probabilmente capisce poco o nulla di politica, visto che è estremamente improbabile che un sodale della Cgil faccia fagotto per trasferirsi tra le fila di quanto rimane del Carroccio bossiano, ormai pure privo del Sindacato Padano dell’allora arrembante pasionaria Rosi Mauro.

Infine, un provvedimento moneta di scambio con una parte del proprio elettorato? Probabilmente, ma solo in piccolissima parte, perché sono in tanti anche tra i piccoli negozianti a protestare per le chiusure, in quanto un centro commerciale o un grande supermercato aperto alla domenica attira persone che poi fanno anche altri generi di acquisti, che ora stanno venendo a mancare. Di fatto, con la nuova legge la Lega di Fugatti, Bisesti & Co. sta segando il ramo su cui è appollaiata. Di più: la coppia Fugatti & Bisesti sembra una moderna riedizione della coppia collodiana del gatto e della volpe. Solo che questa volta a fare le spese non c’è uno sprovveduto burattino di legno, ma gran parte dell’economia provinciale che rischia di ricevere una spintarella fatale verso la crisi piuttosto che verso la ripresa.

Stupisce che il tema della legge provinciale che impone le chiusure domenicali non abbia ancora fatto breccia tra le dichiarazioni dei candidati a sindaco delle maggiori città del Trentino interessate al provvedimento. A Trento, fino a nuovo ordine, il candidato sindaco della Lega Baracetti non osa fiatare e, tra le file della sinistra, l’ultrà del sindacalismo Ianeselli, tra una supercazzola e l’altra, sembra colpito da una specie di “conflitto di interessi ideologico” nemmeno si capisce cosa dice, se apertura sì o apertura no: la sua linea è “apertura boh” nel più puro stile Pd zingarettiano.

Chi scrive, nel pieno rispetto delle prerogative e della libertà di scelta dei lavoratori (intesi in senso generale, il neutro latino, oltre la differenza di genere tanto caro al politicamente e al giornalisticamente corretto imperante), è assolutamente a favore della libertà di apertura domenicale o di chiusura, a seconda delle necessità dei vari operatori, così come stabilisce la normativa nazionale.

Da qui al prossimo ottobre vivremo tutti in una sorta di limbo, con una realtà economica sterilizzata dalla sospensione delle tasse, dei mutui, dall’immissione a getto continuo di moneta fresca di stampa da parte delle banche centrali. Ma quando ci sarà da pagare le tasse, da confrontarsi con le imprese e gli studi professionali che chiudono, con migliaia di posti di lavoro che saranno persi per il crollo dell’economia, con la liquidità che scarseggia forse qualcuno capirà che l’economia è cosa da maneggiare con estrema cura e capacità, dove non sono ammessi apprendisti stregoni.

 

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Gianfranco Merlin

Autostrade per l’Italia, per garantire la massima trasparenza verso il mercato, investitori e finanziatori e l’opinione pubblica rende nota la lettera dell’11 luglio 2020 indirizzata ai Ministeri competenti, di cui la stampa ha riportato ampi stralci. La lettera fa seguito all’incontro tenutosi il 9 luglio presso il MIT – volto alla definizione della procedura del presunto grave inadempimento in corso – e recepisce le indicazioni ricevute in tale sede dai rappresentanti istituzionali. Nello specifico, in caso di accettazione della proposta, ASPI ha aumentato da 2,9 miliardi a 3,4 miliardi l’importo totalmente a proprio carico da destinare a riduzioni tariffarie, a interventi aggiuntivi di manutenzione e a interventi per la ricostruzione del viadotto sul Polcevera. V

errebbe inoltre recepito il regime tariffario regolato dalle delibere dell’ART, sulla base delle risultanze concordate al tavolo tecnico svoltosi al MEF, con l’impegno ad aggiornare il Piano Economico Finanziario entro 7 giorni dall’accettazione della nuova proposta. E’ stata formulata anche una proposta di ridefinizione dell’art. 9 della Concessione relativa alla regolamentazione dei casi di inadempimento e decadenza – previa verifica con esperti indipendenti con comprovata esperienza delle condizioni di bancabilità del piano degli investimenti previsti – ed è stata comunicata la volontà di rinunciare a tutti i ricorsi presentati nei confronti della parte pubblica.

La società ha inoltre dato disponibilità a valutare l’apertura del proprio capitale a investitori terzi pubblici e privati, a supporto del rilevantissimo piano degli investimenti previsto dal Piano di Trasformazione. La proposta formulata da ASPI l’11 luglio è l’esito di un confronto negoziale iniziato circa un anno fa e che ha visto la società formulare diverse proposte, sempre migliorative, con oltre 10 lettere inviate all’Esecutivo. La missiva dello scorso sabato aderisce alle ultime richieste del governo, a riprova dell’impegno complessivo profuso dalla società verso l’interesse pubblico. La società non ha aderito invece alla richiesta di manleva formulata al tavolo a favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del MIT e del MEF, a fronte di danni civili che potrebbero essere richiesti da terzi a tali istituzioni per loro eventuali responsabilità come conseguenza del tragico crollo del Viadotto sul Polcevera.

Con ciò nella prospettiva che ciascuno risponda per le proprie responsabilità, ove fossero accertate, nell’ambito della distinzione dei ruoli tra Concedente e Concessionario. Autostrade per l’Italia auspica dunque che le decisioni che verranno assunte siano basate solo ed esclusivamente su aspetti di tipo giuridico, tecnico, sociale ed economico e tengano conto del patrimonio industriale unico rappresentato dalla società e degli interessi dei suoi 7.000 lavoratori, dei 17.000 piccoli risparmiatori – che detengono una quota del debito – e delle migliaia di creditori commerciali e fornitori, che rappresentano una quota assolutamente rilevante del comparto produttivo del Paese.

 

LINK AL SITO DI AUTOSTRADE PER L’ITALIA CON LA LETTERA DI ASPI DELL’11 LUGLIO 2020

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La Procura di Milano, a seguito dell’esposto presentato lo scorso aprile dal Codacons, apre una inchiesta sull’emergenza coronavirus in Italia, con particolare riferimento al ruolo e alle responsabilità dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’indagine, affidata al Pm Clerici, è al momento a carico di ignoti e prende le mosse da una dettagliata denuncia in cui il Codacons segnalava errori, contraddizioni, omissioni e ritardi da parte dell’Oms nella gestione della pandemia.

“Chi aveva il compito e l’obbligo di fornire informazioni accurate, tempestive ed indipendenti per dare importanti raccomandazioni e prendere decisioni sulla salute pubblica, ovvero l’Oms – nella persona del direttore dell’agenzia Tedros Adhanom Ghebreyesus – potrebbe avere avuto invece possibili responsabilità contribuendo alla diffusione dell’epidemia all’origine, impedendo di salvare migliaia di vite e creando danni economici in tutto il mondo – scriveva il Codacons nell’esposto – Ritardi nella comunicazione del pericolo, suggerimenti sbagliati circa le norme di comportamento da adottare, indicazioni contraddittorie, ripensamenti e repentini cambi di direzione, con le autorità sanitarie italiane che si sono affidate totalmente ai dettami dell’Oms e, in qualche modo, potrebbero avere pagato le conseguenze di questo modus operandi, laddove l’Oms avrebbe sottovalutato l’emergenza coronavirus e poi dato le linee GUIDA errate”.

“L’aver sottovalutato l’emergenza e fornito suggerimenti sbagliati circa le norme di comportamento da adottare – scriveva ancora il Codacons nell’esposto alla Procura di Milano – non consentendo alla collettività di prendere decisioni tempestive sulla salute pubblica, sono conseguenze delle omissioni che, seppur non volute, sono sicuramente accettate in quanto il mancato assolvimento delle proprie funzioni ha avuto le conseguenze ben conosciute verificando l’applicabilità dell’art. 10 del c.p. e quindi l’operatività della legge penale italiana”.

“Ci aspettiamo che ora la Procura di Milano accerti il ruolo dell’Oms nella diffusione del virus in Italia, e se vi siano stati errori, ritardi o informazioni sbagliate tali da aver alimentato l’emergenza sanitaria in Italia, e non escludiamo azioni risarcitorie contro l’Organizzazione qualora dovessero emergere eventuali illeciti” – dichiara il Presidente Carlo Rienzi.

Il candidato sindaco di Trento Marcello Carli (Gulp), esprime parere negativo al fatto che in pressoché tutti i Comuni, come di consueto, si voti nelle aule delle scuole per le elezioni comunali di settembre…

Noi al riguardo siamo fortunati in valle di Cembra… Voteremo nelle càneve… Con un buon bicchiere di Muller Thürgau.

Carli, ritìrati…

 

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Alessandro Savoi

Presidente Lega Trentino e Consigliere provinciale

 

 

 

 

I militari della Compagnia Carabinieri di Borgo Valsugana, impegnati nei servizi coordinati sul territorio della Provincia di Trento, hanno denunciato due pregiudicati, responsabili di estorsione e di rapina, ai danni di una giovane cameriera, di origine Pakistana.

La diciannovenne, lo scorso 6 luglio, al termine del lavoro, ha chiesto un passaggio in auto ai due pregiudicati 21enni (un macedone e un’albanese) che  aveva conosciuto da poco, per raggiungere Baselga di Pinè. Giunta a destinazione, le hanno chiesto 300 euro per il passaggio, minacciandola di morte. La donna ha consegnato loro i 50 euro che aveva nel portafogli, ma i due l’hanno riportata a Pergine, presso l’hotel dove domicilia, per ottenere il restante denaro, accompagnandola in camera e facendosi consegnare altri 150 euro.

La ragazza temendo seriamente per la propria incolumità, ha tentato di avvisare i Carabinieri, ma, scoperta, l’hanno privata del cellulare e colpita ripetutamente con schiaffi e calci, lasciandola dolorante a terra.

Impaurita e terrorizzata, ha deciso comunque di denunciare, però solo dopo qualche giorno l’accaduto.

Le immediate indagini dei Carabinieri hanno condotto alla ricostruzione dell’intera vicenda, ripercorrendo minuziosamente il tragitto dei malviventi e in meno di 24 ore sono riusciti a risalire all’identità  dei due criminali, che, una volta trovati, sono stati condotti in caserma e denunciati.

Nella circostanza, dobbiamo sempre consigliare di denunciare i reati nell’immediatezza, anche per semplici sospetti, dubbi nella quotidiana esperienza se non situazioni a cui proprio malgrado si assiste, perché ciò consente il rapido ed efficace  intervento, riducendo la possibilità di fuga o impunità dei colpevoli, in particolare nei casi di rapina, furto o aggressione.

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