Covid-19, Speranza: “Grazie alle donne e agli uomini del nostro Servizio Sanitario Nazionale”. L’Italia ha superato mesi durissimi. L’ha fatto anche grazie alla forza, alla generosità e al sacrificio di tante donne e uomini che in questi mesi non si sono mai fermati. I medici, gli infermieri e tutti i professionisti del nostro Servizio Sanitario Nazionale, le Forze dell’Ordine, le Forze Armate, i lavoratori dei servizi pubblici essenziali e molti altri ancora. Hanno illuminato e guidato con la loro dedizione e il loro senso dello Stato tutti gli sforzi degli italiani che sono rimasti a casa. È a loro che in questa serata va il mio grande ringraziamento.

Queste le parole del ministro della Salute, Roberto Speranza, in occasione della serata “Grazie a nome di tutti”, organizzata dalla Polizia di Stato in Piazza del Viminale a ringraziamento del personale sanitario.

Omelia del Cardinale Presidente Gualtiero Bassetti – San Benedetto: Messa per l’Italia e l’Europa.

Carissimi fratelli e sorelle, con animo grato al Signore, celebro oggi l’Eucaristia, in questa insigne basilica romana, per ricordare una figura centrale della storia cristiana: Benedetto da Norcia, padre del monachesimo occidentale e patrono d’Europa.

Saluto con viva cordialità il fratello vescovo S. E. Mons. Guerino Di Tora, ausiliare di Roma; il carissimo Mons. Marco Frisina, rettore di questa basilica e straordinario compositore e direttore di musica. Saluto con tanta cordialità e riconoscenza le Monache benedettine, che festeggiano san Benedetto e custodiscono gelosamente questo sacro luogo dedicato alla martire Cecilia e carico di tante memorie storiche. Saluto di cuore i sacerdoti concelebranti e i fedeli laici, impegnati nell’associazionismo cattolico, provenienti da varie parti d’Italia.

Carissimi, il libro dei Proverbi ci offre, oggi, un grande invito a cercare la conoscenza di Dio. Perché è dalla bocca del Signore che escono “scienza e prudenza”. Solo in questo modo si può comprendere veramente “l’equità e la giustizia, la rettitudine e tutte le vie del bene”. Queste parole sono di straordinaria attualità e ci interrogano profondamente. Mai come oggi, infatti, in questo drammatico e complesso cambiamento d’epoca, siamo tutti esortati a discernere i “segni dei tempi”. Oggi infatti è, senza dubbio, il tempo dei profeti. È tempo di coloro che sanno mettersi in ascolto, ogni giorno, della parola di Dio e sono in grado di leggere in profondità il mondo che ci circonda.

Per rispondere alle sfide imposte dalla pandemia nel mondo contemporaneo non abbiamo bisogno soltanto di grandi esperti o di tecnici, ma abbiamo bisogno soprattutto di uomini e donne che si fanno “ambasciatori di Cristo”. Uomini e donne che, come le sentinelle per la casa d’Israele, rispondono a una missione divina, esprimono con passione e generosità la loro vocazione e si mettono a disposizione della comunità.

Proprio oggi celebriamo san Benedetto: senza dubbio un profeta dei suoi tempi. Paolo VI quando lo proclama patrono dell’Europa lo definisce come “messaggero di pace, realizzatore di unione, maestro di civiltà, e soprattutto araldo della religione di Cristo e fondatore della vita monastica in occidente”. Pace, unità e cristianesimo: ovvero le basi della nostra civiltà. La fitta rete di monasteri benedettini che si sviluppa in tutto il continente europeo costituisce, ancora oggi, le fondamenta spirituali, culturali dell’Europa. Di un’Europa che “prega e lavora”: cioè che contempla la parola di Dio e si prende cura di tutti gli esseri umani, a partire dai più deboli; che testimonia l’amore di Cristo e, al tempo stesso, si fa costruttrice del mondo con le opere dell’ingegno.

Al centro dell’opera di Benedetto si pone, senza dubbio, la ricerca di Dio. È quello che viene definito il “cristocentrismo della regola”. “Niente anteporre all’amore di Cristo” (RB.4,21), si legge nella Regola. E ancora: “Nulla, assolutamente nulla, antepongano all’amore di Cristo” (RB.72,2). Parole ancora oggi rivoluzionarie e, in particolar modo, valide per tutti i cristiani. Essere cristiani nel mondo contemporaneo, infatti, significa essenzialmente prendere il vissuto di Cristo e farlo nostro. E quale è il vissuto di Cristo? Il vissuto di Cristo sono le Beatitudini. Certo le Beatitudini sono per noi anche un insegnamento morale, ma esprimono il cuore pulsante del Vangelo. Le Beatitudini sono la lieta novella, sono Gesù Cristo e rappresentano, per tutti noi una scuola di santità.

Le Beatitudini sono infatti il termine di confronto e di valutazione dei nostri comportamenti quotidiani e delle nostre scelte di vita. Le Beatitudini sono la nostra regola di vita, sono un dono della grazia, ma sono anche frutto di preghiera costante e di totale abbandono all’azione dello Spirito. Possiamo leggere per tutta la vita le Beatitudini, ma non si improvvisano dentro di noi. Non si traduce Cristo dentro di noi se non nella preghiera e in un totale abbandono all’azione dello Spirito. E infatti Don Primo Mazzolari, per rimarcare questo abbandono all’azione dello Spirito, diceva che le Beatitudini “non si possono predicare” ma si possono soltanto leggere. Perché è solo Cristo che parla “dal di dentro di ogni Beatitudine: lui povero, mite, pacifico, misericordioso, lui il percosso, il morente”. Non si possono predicare, diceva Mazzolari, ma se ne possono leggere con grande attenzione le parole: perché sono parole “che hanno la virtù di far piangere” e da cui può scaturire “gioia o vergogna”. E ancora oggi, quando noi leggiamo queste parole, sentiamo esplodere dentro di noi il nostro cuore: un’esplosione di gioia e vergogna. Vergogna per i nostri peccati, le nostre miserie, i nostri tradimenti; gioia per l’amore sconfinato di Cristo nella vita di ognuno di noi.

Papa Francesco ha addirittura consigliato di imparare a memoria le parole delle Beatitudini, perché quelle parole rappresentano “la carta d’identità del cristiano”, una vera e propria “mappa di vita” da cui non si può prescindere. Una carta d’identità da tenere sempre con noi. In ogni ambito dell’agire umano, nella famiglia e nella scuola, nel lavoro e nel tempo libero, ogni cristiano è chiamato a incarnare le Beatitudini con atti concreti e non solo a parole. Perfino nella vita politica e nell’esercizio del potere, il cristiano è chiamato a rendere testimonianza a questo passo del Vangelo.

Una grande figura del passato a me molta cara, come Giorgio La Pira, ha testimoniato nella sua opera quella che è stata definita la spiritualità delle Beatitudini. O meglio, come è stato scritto, “La Pira è riuscito a vivere la politica come la Beatitudine di colui che ha fame e sete di giustizia”. E questa fame e sete di giustizia è oggi più che mai necessaria. Ed è il requisito essenziale per tutti coloro che si accingono ad operare nella politica. Dopo questo terremoto mondiale provocato dalla pandemia ci troviamo di fronte a un bivio epocale: o noi ricostruiamo il mondo con questa fame di giustizia oppure assisteremo al declino della nostra civiltà come spettatori irrilevanti. Come uomini e donne, cioè, che non hanno più nulla da dire e da dare alla società contemporanea.

E invece abbiamo, come cristiani, molto da annunciare e da fare per il nostro tempo. Dobbiamo annunciare la “verità sull’uomo”, come amava dire Giovanni Paolo II, e dobbiamo impegnarci per l’unità della famiglia umana e l’unità della Chiesa. Di fronte al rischio di una crisi epocale dobbiamo comportarci come san Benedetto: pregare e lavorare per la rinascita del nostro Paese, del nostro continente e della nostra civiltà.

Coronavirus: altri 2 positivi. Diventano 2 anche i ricoveri. Il rapporto quotidiano dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari oggi segnala due nuovi casi positivi al Covid 19.
Salgono a 2 i ricoveri in ospedale, anche se nessuno fortunatamente deve ricorrere alle terapie intensive.

Resta sempre molto alta l’attenzione dei sanitari che stanno effettuando le campagne di screening – ieri 823 tamponi analizzati di cui 517 da APSS e 306 da FEM – che hanno permesso finora di isolare i nuovi casi che si sono presentati. Accanto ai test, svolge una funzione importante anche la ricostruzione dei movimenti dei soggetti positivi, attività che – anche con riferimento agli ultimi casi – porta le autorità sanitarie a ritenere che i contatti significativi siano rimasti all’interno dell’ambito familiare, senza ripercussioni pertanto in quelli lavorativi.

Ho letto con dispiacere il comunicato di Marcello Condini, persona di qualità, e quella che, almeno a prima vista, salvo sempre possibili colpi di scena, pare una definitiva rinuncia all’accettazione di una eventuale proposta di candidatura da parte della Lega.

Non entro naturalmente nel merito di scelte e decisioni che competono liberamente a ciascun candidato o schieramento, che ne ha piena ed esclusiva titolarità.

Quel che preoccupa non è tanto comprendere i motivi per i quali il candidato scelto mesi fa adesso non vada più bene, quanto invece la mancanza di serietà nel complesso; quel che preoccupa, oltre il tormentone estivo sui nomi, è che da parte della Lega oltre qualche gazebo non si capisce, né sui singoli temi né nel loro complesso, quale sia l’idea effettiva di città; quel che preoccupa, anche della sinistra, è una coalizione così eterogenea da risultare assolutamente non credibile in termini programmatici.

A mio avviso elettrici ed elettori, di qualsiasi colore politico essi siano, hanno bisogno di un valore fondante: la serietà. Ed è, la serietà, assieme alla concretezza sui programmi, proprio il motivo per cui siamo in campo!

*

Marcello Carli

Candidato Sindaco Trento per “Rinascimento”

 

 

 

“La cerimonia organizzata dalla Polizia di Stato nel giorno in cui, nel 1852, nacque il Corpo delle Guardie della Pubblica Sicurezza costituisce una importante occasione per ricordare le vittime del Covid-19 e testimoniare, ancora una volta, la gratitudine e la vicinanza a tutto il personale sanitario impegnato in prima linea in questa difficilissima emergenza” ha dichiarato il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

“Il coronavirus ha colpito duramente anche il personale delle Forze di polizia, che, nella fase emergenziale, ha svolto anche una delicata attività di controllo a tutela della salute pubblica, mostrando il consueto equilibrio e senso responsabilità, sempre vicino ai bisogni e alle esigenze dei cittadini e, in particolare, alle persone vulnerabili ed in difficoltà”, ha proseguito la titolare del Viminale.

“Il mio ringraziamento va alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine che, sui nostri territori, assicurano la convivenza civile e tutelano la sicurezza delle nostre comunità”, ha concluso il ministro Lamorgese.

 

 

Trento diventi davvero città turistica. Il dibattito sulla definizione di località turistica ci porta a dire che Trento non può essere dichiarata turistica solo in base a numeri o dati statistici e un milione di passaggi non significa reale turismo con ricadute sui consumi, ma attesta solo un dato di transito. Un luogo in grado di offrire comfort, sicurezza, servizi e infrastrutture per i suoi abitanti, con ogni probabilità̀ sarà̀ più̀ appetibile anche per i turisti e l’amministrazione corrente ha ancora molto da fare in questa direzione.

In questi giorni la Provincia ha agito sulle chiusure domenicali, anche per Trento, mostrando di sostenere una visione verso il futuro, per un aumento della qualità della vita delle nostre famiglie e non di tenere fisso lo sguardo al passato, dove l’esasperata espansione degli orari di vendita ha reso quasi nulli gli spazi di vita privata delle famiglie dei lavoratori del commercio.

Turismo non è solo apertura dei negozi (che potranno avere comunque delle aperture in deroga), ma molto di più e il Comune deve dimostrare una visione concreta per la città. Per questo, per il prossimo consiglio comunale la Lega ha depositato un documento chiedendo un forte impegno del Comune:

A monitorare con il tessuto economico l’andamento dell’economia nei prossimi mesi ed a collaborare con la Provincia per valutare con attenzione le ricadute delle indicazioni sulle chiusure domenicali sui negozi della città, anche in vista della revisione prevista dalla legge per il 31 ottobre 2020;

-) A migliorare la presenza di tutte le infrastrutture necessarie per un’ottimale fruizione della città da parte dei cittadini e quindi anche dei turisti, affinché Trento diventi davvero una città dedicata al turismo a 360°;

-) A presentare in modo compiuto, con dettagli e cronoprogramma, quale sia la visione che l’amministrazione ha per Trento futura città turistica, evidenziando i tre principali punti di forza su cui si basa la politica attuativa, quali sono i soggetti con cui prevede di attivare collaborazioni al fine di realizzare l’azione indicata e quali le tempistiche che il comune prevede di avere per realizzare gli obiettivi.

 

*

Gruppo consiliare Lega Nord Trentino

Gianni Festini Brosa, Claudia Postal, Martina Loss, Bruna Giuliani, Stefano Osele, Vittorio Bridi

La morte dei 2 ragazzi di Terni ha portato per l’ennesima volta alla ribalta il problema della droga, e dell’uso che si fa di sostanze psicotrope in età sempre  più precoce. Risulta infatti dalle statistiche aggiornate che l’età media in cui gli adolescenti sperimentano stupefacenti sia calata a 12-15 anni (14-15 per l’eroina).

Va detti anzitutto che un fatto di questa gravità coinvolge tutti noi, perché è una problematica talmente diffusa che deve farci riflettere sulle cause del fenomeno. Ritengo che nel dibattito politico non si possa  non affrontare il tema che ha ricadute di ampio spettro sociale e che pertanto va contrastato e combattuto, a mio avviso, soprattutto con strumenti di  prevenzione a più livelli e a più ambiti ed approntando un articolato disegno legislativo che inasprisca le pene per gli spacciatori ed i “venditori di morte”. I ragazzi di oggi sono figli di una era in cui tutti si corre, manca il tempo per curare le relazioni,  spesso i genitori abdicano al loro genitoriale scaricando i pesi dell’educazione e della crescita dei figli ai nonni e alle Agenzie scolastiche dando loro spesso una delega in bianco , ragazzi dunque che spesso crescono in maniera anafettiva, senza quell’amore e  quell’ attenzione che bisognerebbe invece prestare loro per accompagnarli a diventare adulti con basi sicure e solide. Un mondo il nostro dove prevale l’individualismo ed un grande senso di solitudine, che in quella età acerba li porta spesso alla ricerca di sollievo in sostanze psicotrope e che macerano le loro funzioni cerebrali.

Di fronte a casi come quello di Terni, sono sempre  le stesse le domande che ci viene spontaneo porci. Dove sono i genitori? Dove sono i valori? Dov’è la scuola? Dove sono le forze dell’ordine? E purtroppo rimaniamo sconcertati e senza parole quando capiamo la naturalezza, la facilità da consumatori abituali con cui i nostri fanciulli parlano e discutono del tema tra loro, organizzando serate di ‘fumo’ come si trattasse di andare al luna park. La risposta deve certamente passare attraverso un’azione concomitante e coordinata tra le famiglie in primis, le forze di polizia e i presidi territoriali, i centri di recupero,  le comunità, gli operatori di strada. Il lavoro fatto finora nelle scuole non è sufficiente. Bisogna implementare gli strumenti di  prevenzione, mettere in campo azioni di  contrasto del traffico, progettualità vere di  cura e recupero in comunità con progetti mirati alla crescita lavorativa e di realizzazione personale,  ed è la politica che se ne deve fare carico.

Un italiano su tre ha provato la cannabis almeno una volta nella vita, il 25% dei ragazzi delle scuole superiori dichiara di avere provato uno stupefacente, il 30 % del quale non conosce quale sia stata l’esatta sostanza assunta. Cifre grosse, che danno un’idea della gravità del problema e della sua entità. Si capisce quindi facilmente come non sia più rinviabile educare la cittadinanza con informazioni scientifiche aggiornate su come i farmaci influenzino il cervello, il corpo e il comportamento. Uno dei pochi metodi utili per ridurre le morti da overdose è la creazione di centri dove venga offerto sostegno psicologico, rifugio sicuro, formazione professionale e un avvio alla cultura del lavoro come valore imprescindibile per la autodeterminazione personale. L’insicurezza economica e il vuoto spirituale stanno spingendo sempre più persone verso il baratro della droga, e quando questo riguarda dei ragazzini il problema assume valenza ancora maggiore. La familiarità con la droga nasce dalla mancanza di dare un vero valore alla vita ed ai suoi fondamentali. La pervasività della diffusione dimostra quanto essa venga considerata quasi necessaria, per poter ‘sopportare’ le difficoltà della  vita.  E dietro tutto ciò c’è la drammatica sconfitta di ogni valore, di ogni superiore punto di riferimento, obiettivo da raggiungere con il lavoro e la fatica. Anche l’abbandono, da parte di molti adolescenti, della pratica dell’attività fisica gioca un ruolo importante: lo sport ha salvato e continua a salvare molte vite dalla catastrofe.

Il fatto che la politica sembra non volere occuparsi della questione ‘droga’  o meglio lo faccia a “spot”,  lascia perplessi, quasi increduli, al punto che vengono spontanee delle domande spinose, e si fa largo anche quell’inquietante dubbio che veniva prefigurato da Charles Beaudelaire: “se lo Stato vuol far sudditi i cittadini, liberalizzi la droga”. C’è bisogno di un piano organico che parta dall’introduzione nelle scuole di ogni ordine e grado di testimonianze dirette di coloro che sono passati attraverso il tunnel della droga e ne sono usciti con grande fatica e tenacia grazie all’aiuto di pochi comunità terapeutiche che sono presenti a livello nazionale, S. Patrignano è un esempio di eccellenza su tutti! Ma come anche avviene nel campo sanitario la miglior strategia è sempre una buona e informazione a 360° sui danni che l’assunzione di droghe comportano a chi ne fa consumo specie in età precoce, portare all’interno delle scuole di ogni ordine e grado testimonianze di ragazzi che sono passati dal tunnel della droga e che spieghino il loro calvario e promuovere al contempo  campagne di informazione  atte ad assumere stili e modelli di vita sani ed educativi che favoriscano la crescita ed il benessere psicofisico dei nostri cittadini. Promuovere la cultura del lavoro, dello sport, dell’arte e della disciplina quella che fortifica e che ci permette di affrontare temprati qualsiasi avversità e durezza che la vita sempre ci riserba questo deve essere lo sforzo comune!

 

 

*

Gabriella Maffioletti

Vice coordinatrice regionale di Forza Italia Trentino-

Postata per l’assessore Roberto Stanchina. Una modesta proposta. “Gentile Assessore… c’è una stradina che, da quisque de popolo, mi permetto si suggerirLe (per Lei come assessore uscente, candidato se non sbaglio, per la coalizione tutta).

Qualcuno deve aprire. Il Comune deve irrogare la sanzione e Ente sanzionatore e sanzionato debbono, in uno, comunicare, dopo averla redatta, di presentare questione di costituzionalità. Avanti all’organo giurisdizionale competente a discutere sulla opposizione.

Fa notizia ma non solo… può scardinare la norma… Ci pensi…”

 

*

Avv. Fabio Valcanover

Ieri l’assemblea generale dei soci alla presenza degli assessori provinciali Zanotelli e Tonina. Cooperativa Agri 90 di Storo, dopo 30 anni pronti ad investire sul futuro.

Il calo della produzione delle fragole ha determinato un leggero calo nel fatturato complessivo della Cooperativa Agri 90 di Storo i cui soci si sono riuniti nel tardo pomeriggio di ieri per l’approvazione del bilancio 2019, alla presenza dell’assessore provinciale all’agricoltura, Giulia Zanotelli e del vicepresidente e assessore provinciale alla cooperazione, Mario Tonina.
“Sottolineo subito – ha esordito il presidente Vigilio Giovanelli – che il valore della produzione segna un leggero decremento: dagli oltre 4 milioni di euro del bilancio 2018 a 3,8 milioni. Ovviamente, come sempre, c’è un motivo dietro al decremento: il calo della produzione delle fragole. Se la produzione del granoturco ha un andamento costante, non altrettanto si può dire per i piccoli frutti, che hanno alti e bassi. Sebbene il valore della produzione abbia subito un calo, la Cooperativa ha distribuito ai soci qualcosa come due milioni e oltre di Euro. Oggi – ha aggiunto Giovanelli – possiamo vantare, come diciamo da tempo, la nostra Cooperativa come una fonte di reddito pari, ma addirittura superiore alle industrie che si erano installate nella zona e che erano desiderate dalla manodopera per la sicurezza del posto di lavoro e dello stipendio. Alcune di quelle industrie hanno chiuso i battenti lasciando a casa i lavoratori, mentre noi continuiamo a mantenere vivo il territorio”.

I soci della Cooperativa Agri 90 sono testimoni di un fenomeno: fare agricoltura non è tornare ai tempi della povertà, quando si emigrava. Basti un dato: per il granoturco la Cooperativa ha distribuito settanta Euro al quintale come acconto nonostante ci sia ancora metà prodotto da vendere. Ma siccome l’azienda va bene e la prospettiva di vendere il prodotto ammiraglio è concreta, Agri 90 se lo può permettere. Un dato positivo, derivato da un’oculata gestione della Cooperativa e dei positivi riscontri nella commercializzazione riguarda l’annullamento dei mutui bancari, drasticamente ridotti a 19.000 euro.

Il presidente Giovanelli ha poi voluto ringraziare pubblicamente la Giunta provinciale che erogherà, sotto forma di contributo, il 40% della spesa ammessa, pari a mezzo milione di euro per l’ampliamento della sede. “Dobbiamo certamente un ringraziamento – ha affermato Giovanelli – al nostro rappresentante territoriale, il vicepresidente Mario Tonina, che ci ha sempre seguito con attenzione. Un grazie va a tutta la Giunta provinciale, ma in particolare all’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli, che ha creduto e crede nella nostra attività e nei nostri progetti”.

Il vicepresidente Tonina e l’assessore Zanotelli, salutando i soci della Cooperativa, hanno ribadito il sostegno della Giunta al settore della cooperazione agricola, che è di fondamentale importanza non solo per tanti piccoli agricoltori, ma per l’intera filiera agroalimentare e dunque per l’economia trentina. “Un settore – hanno detto – che presenta grandi potenzialità e alcune fragilità che vanno affrontate con il contributo di tutti”.

Con la crisi legata al Covid-19 cresce il numero di italiani che si rivolge a compro oro e banco dei pegni per ottenere liquidità vendendo o impegnando i propri oggetti preziosi, al punto che oggi, rispetto al periodo pre-coronavirus, il ricorso a tali strumenti è cresciuto del +50%, come evidenziato anche dalle organizzazioni del settore. Un vero e proprio business che nel 2020 raggiungerà quota 1,2 miliardi di euro, ma che non è immune da speculazioni a danno degli utenti.

In un momento di grave crisi economica in cui milioni di famiglie hanno subito un depauperamento del reddito e necessitano di liquidità per pagare rate e bollette, la vendita di preziosi costituisce uno strumento rapido e senza troppi passaggi burocratici per ottenere subito il denaro necessario per far fronte alle esigenze quotidiane e ai bisogni essenziali – spiega il Codacons – Dalle segnalazioni ricevute, tuttavia, sembrerebbe che molti operatori stiano approfittando dell’evidente stato di necessità dei cittadini, acquistando oro, gioielli e oggetti preziosi a prezzi ben al di sotto rispetto al loro reale valore. Come il caso di una giovane di Roma che, dopo aver perso il lavoro a seguito del lockdown, ha deciso di cedere il proprio Rolex del valore di 5.000 euro, vedendosi riconoscere solo 2.200 euro, nonostante tale bene, come noto, mantenga il suo valore nel tempo.

Per queste ragioni il Codacons ha avviato un monitoraggio sulle attività del settore, in particolar modo sui compro oro, al fine di acquisire maggiori elementi conoscitivi ed avviare, se del caso, iniziative volte a tutelare i consumatori danneggiati da eventuali comportamenti illeciti, denunciando le speculazioni alla Guardia di Finanza.

In tal senso l’associazione ha pubblicato alla pagina https://codacons.it/preziosi-covid/ un modulo di segnalazione attraverso il quale i cittadini possono denunciare in modo totalmente anonimo gli operatori che hanno speculato sul loro stato di necessità, sottostimando il valore dei beni ceduti. Segnalazioni raccolte anche al numero di assistenza Codacons 89349955.

(Pagina 1 di 4)