L’assessore Spinelli in visita alle gallerie ipogee di Miniera San Romedio. Un progetto di ampio respiro e a basso impatto ambientale, dove la sostenibilità e la valorizzazione del territorio giocano un ruolo importante: è stato presentato nei dettagli questo pomeriggio all’assessore provinciale allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli dai responsabili di Miniera San Romedio. Presenti l’amministratore delegato Roberto Covi, il presidente Matteo Covi, il titolare della principale azionista del gruppo Mario Covi e il rappresentante della Tassullo Investitori, altro asse portante del gruppo, Giulio Misconel.

L’idea principale riguarda la costruzione di un nuovo forno per il trattamento della calce idraulica estratta dalle gallerie di Tuenetto, che si prevede possa svilupparsi verticalmente per oltre 40 metri totalmente all’interno dei tunnel ipogei, garantendo impatto ambientale pressoché nullo e risparmiando il traffico del trasporto su gomma dei materiali, a beneficio del territorio.

“Un bel progetto, innovativo e in linea con la sostenibilità ambientale, che può essere strategico per l’intera valle. Anche per quanto riguarda le gallerie, la Provincia guarda con interesse alla loro valorizzazione”, ha commentato l’assessore. Nel corso dell’incontro è stata presentata la storia della Tassullo, oggi appunto marchio del gruppo Miniera San Romedio, i progetti estrattivi, il valore del prodotto e il recupero dei vuoti, attraverso la lo stoccaggio e la conservazione di prodotti alimentari, la realizzazione di ambienti per data center e la fruizione delle stesse gallerie per motivi culturali e turistici.

Accompagnato dai responsabili, l’assessore Spinelli ha potuto vedere personalmente in quale direzione vogliono realizzarsi i progetti che hanno per protagoniste le gallerie delle miniere di Tuenetto, nel comune di Predaia, che si sviluppano nel sottosuolo per oltre quindici chilometri, ad una profondità media di cinquanta metri.

Nelle celle ipogee attualmente vengono immagazzinate le mele: è in corso di realizzazione il quarto lotto delle gallerie, per arrivare ad ospitare circa 40mila tonnellate del prodotto principe della Val di Non. Potenzialmente, però, le opportunità si declinano in vari aspetti: la conservazione di altri prodotti quali formaggi e vini, l’ospitalità di data center, che possono trovare nel microclima e nella protezione dalle calamità naturali la loro collocazione ideale, il racconto della storia e dell’economia locale, in un incontro di tecnologia e natura. L’idea è quella di rendere fruibili le gallerie al pubblico stabilmente in un percorso museale, che dalle gallerie storiche finisce per affacciarsi sulla valle e la sovrastante catena del Brenta.

Il Gruppo Miniera San Romedio nasce per preservare l’importante know-how dell’azienda Tassullo nella produzione e nella selezione di materiali per l’edilizia e per rilanciare sul mercato l’attività, con una verticalizzazione di alcune competenze specifiche nel comfort abitativo, attraverso la divisione Puro Comfort, e nel restauro e recupero dell’edilizia di pregio con la divisione HD System. La società che ha sede a Villa d’Aunania, è partecipata da imprese del territorio. Il volume d’affari dello scorso esercizio ha raggiunto i 6 milioni di euro e per il 20

Archeologia d’estate, un’esperienza per tutti. Le iniziative al Museo delle Palafitte di Fiavé, a Tridentum, al Museo Retico di Sanzeno e nei siti archeologici del Trentino.

Nell’estate trentina l’archeologia non va in vacanza e con la riapertura dei musei propone da luglio a settembre oltre 100 appuntamenti rivolti al pubblico di tutte le età, curati dai Servizi educativi dell’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali.

Dalla Tridentum romana al Museo Retico di Sanzeno, dal Museo delle Palafitte di Fiavé alle aree archeologiche Acqua Fredda al Passo del Redebus e Campi Neri a Cles non mancheranno le occasioni per conoscere la storia più antica del Trentino, divertendosi e sperimentando in prima persona tecniche e saperi del passato: laboratori per bambini e adulti, visite guidate interattive, letture animate, archeopasseggiate nel verde.

Per garantire la partecipazione in sicurezza e nel rispetto delle norme per prevenire il contagio le attività – per gran parte all’aperto – sono riservate a piccoli gruppi che saranno seguiti da un archeologo. Un’opportunità unica per incontrare gli esperti, porre domande e soddisfare curiosità in tutta tranquillità. Molte le proposte, realizzate anche in collaborazione con Comuni, Aziende per il turismo, enti e associazioni, che coniugano natura e cultura all’insegna della scoperta di aspetti e in angoli del territorio meno noti, ma ricchi di fascino e di storia.

Il programma sarà disponibile presso il S.A.S.S. a Trento, il Museo Retico di Sanzeno e il Museo delle Palafitte di Fiavé oppure può essere richiesto all’Ufficio beni archeologici (tel. 0461 492161, uff.beniarcheologici@provincia.tn.it). La versione digitale si trova online sul portale www.cultura.trentino.it/Temi/Archeologia.

 

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Tridentum la città sotterranea
Passeggiare su un antico decumano romano di duemila anni fa proprio sotto il centro storico di Trento è l’esperienza che offre il S.A.S.S., lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas. Il sito oltre a custodire le vestigia di Tridentum, la città fondata dai Romani nel I secolo a.C., ospita la mostra “Ostriche e vino. In cucina con gli antichi romani” con reperti e curiosità sulle abitudini alimentari e la cucina in età romana sulle sponde dell’Adige. La mostra e il sito sono visitabili in compagnia di un archeologo in occasione di “Alla scoperta della Tridentum romana” (15, 22, 24, 29, 31 luglio, 5, 7, 12, 14, 19, 21, 28 agosto, 4 e 11, 26 settembre). Per gli ospiti stranieri le visite si effettuano anche in lingua inglese (“Tridentum the underground city” 18 luglio, 1 e 22 agosto, 5 settembre). Informazioni e prenotazioni tel. 0461 230171. “Benvenuti a Tridentum!” invece è l’iniziativa che da quest’anno vede gli educatori museali accogliere i visitatori per presentare le particolarità del S.A.S.S. e degli altri siti di Tridentum (15, 17, 29 luglio, 5, 12, 19, 26 agosto, 2 e 9 settembre ore 16, 16.30, 17).

 

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Le palafitte di Fiavé, patrimonio dell’umanità Unesco
Dall’area archeologica, dove sono ancora visibili i resti dei pali che sostenevano le capanne, al Museo delle Palafitte di Fiavé dove sono conservati straordinari reperti sono numerose le proposte estive alla scoperta della vita quotidiana delle comunità che abitavano sulle sponde dell’antico lago Carera nell’età del Bronzo. Per visitare l’area archeologica assieme ad un’esperta si può partecipare a “L’archeologo cercastorie” un’attività per famiglie per divertirsi a leggere e interpretare dati e informazioni rinvenuti durante le ricerche nella torbiera di Fiavé – Carera (11, 18 e 25 luglio 8, 11, 22 e 29 agosto). “Un giorno in palafitta” prevede la visita animata alla scoperta della vita quotidiana nel villaggio palafitticolo di Fiavé 3.500 anni fa (11, 18, 25 luglio, 8 e 22 agosto e 6 settembre).

Sono dedicati a tutta la famiglia “(Prei-)Storie Narrate. Racconti di vite palafitticole” laboratori per creare prei-storie partendo da indizi e reperti esposti in museo (14, 23 e 28 luglio, 6, 20 e 25 agosto). Novità di quest’anno è “Benvenuti al Museo delle Palafitte di Fiavé, un museo da ri-scoprire” un momento di accoglienza che vede gli educatori museali incontrare i visitatori in piccoli gruppi e presentare le collezioni del museo (16 e 23 luglio, 2, 13 e 29 agosto). Sono rivolte a grandi e piccini le letture animate “Il teatrino delle palafitte.Roberto reperto” alla scoperta di reperti speciali emersi dal fondo del lago (21 luglio e 18 agosto)e “Il teatrino delle palafitte. Le indagini di nonna Lianna” (4 agosto) sulle tracce degli antichi abitanti delle palafitte di Fiavé. Esplorazione, gioco, e divertimento anche nei laboratori per famiglie “Il memory delle palafitte” (14 e 28 luglio, 11 agosto e 25 agosto), “Indovina chi… c’è al villaggio” (16, 21 e 30 luglio, 4, 18 e 27 agosto e 27 settembre), mentre il 1 agosto è in programma “Ci provo anch’io!” un’occasione da non perdereper sperimentare in prima persona il lavoro dell’archeologo. Informazioni e prenotazioni tel. 0465 735019.

 

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Al Museo Retico nel pozzo del tempo
Al Museo Retico – Centro per l’archeologia e la storia antica della Val di Non si viaggia attraverso il pozzo del tempo per ripercorrere le vicende degli antichi abitanti della valle, dai cacciatori paleolitici ai Reti e ai Romani fino ai santi martiri d’Anaunia. Nel corso dell’estate sono numerose le occasioni per approfondire i temi trattati in museo a partire dalle visite guidate “I Reti e le antiche genti della Val di Non” (11 e 25 luglio, 2, 8 e 29 agosto, 27 settembre) che su richiesta vengono proposte anche in lingua inglese.

Per le famiglie con bambini ritornano i laboratori: “Raccontami una storia… e la storia incominciò” per creare insieme storie e racconti partendo da alcuni reperti esposti in museo (15 luglio, 5 e 28 agosto), “MeMoRetico… cose, uomini e animali al museo” per scoprire attraverso il gioco alcune curiosità sui reperti esposti in museo (17 luglio e 8 agosto),“Archeologi per un giorno” per sperimentare il lavoro dell’archeologo (22 luglio e 19 agosto), “Archeotaboo: cose, uomini e animali” per scoprire giocosamente il museo (25 luglio, 14 agosto e 27 settembre), “Quando il rame abbraccia lo stagno” per sperimentare la tecnica dello sbalzo su rame (29 luglio e 26 agosto), “Storie di trame” per scoprire le magie dell’intreccio e della tessitura (12 agosto).

In occasione di “Benvenuti al Museo Retico!” (29 luglio e 7 agosto) e “Dove sono gli animali?” (17 luglio, 5, 12 e 21 agosto) gli educatori museali saranno a disposizione del pubblico per presentare le collezioni e il percorso espositivo e consegnare alle famiglie con bambini materiali ideati e realizzati per visitare il museo in maniera giocosa e divertente. Una proposta di particolare suggestione è “Archeologia e natura in Val di Non: dai Reti agli Eremiti” archeotrekking con la guida di un archeologo e un accompagnatore di territorio dal museo fino al Santuario di San Romedio lungo la panoramica passeggiata nella roccia. L’iniziativa si svolge in in collaborazione con l’ApT della Val di Non il 24 luglio, 7, 14 e 21 agosto. Informazioni e prenotazioni tel. 0463 434125.

 

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Campi Neri, un luogo di culto tra preistoria e romanità
Restando in Val di Non, in collaborazione con il Comune di Cles, sono in programma alcuni appuntamenti legati all’area archeologica dei Campi Neri e alla mostra “Le cinque chiavi gotiche e altre meraviglie”, presso il Palazzo Assessorile di Cles, dove sono esposti alcuni reperti particolarmente significativi provenienti dal Museo Retico. La sezione archeologica della mostra e il sito saranno visitabili in compagnia di un archeologo il 3, 17 e 24 agosto. Per esplorare il territorio con la guida di un archeologo e di un accompagnatore di territorio si può partecipare alle archeopasseggiate “Sulle tracce dei fuochi degli dei” (20 luglio) da Cles ai Campi Neri e Valemporga di Mechel e “Alla scoperta dell’antico paesaggio clesiano” (10 agosto) da Clesalla località Palù, passando per alcuni luoghi chiave dell’evoluzione del paesaggio clesiano. Partecipazione gratuita previa prenotazione presso la Pro Loco di Cles tel. 0463 421376.

 

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Acqua Fredda e l’arte dei metalli
L’area archeologica Acqua Fredda al Passo del Redebus, tra la Valle dei Mòcheni e l’altopiano di Pinè, conserva una delle più importanti fonderie preistoriche della tarda età del Bronzo (XIII-XI sec.a.C.) dell’intero arco alpino. Il sito sarà il punto di partenza dell’iniziativa “Esplorare ad Acqua Fredda: archeologia e natura”, una passeggiata dal Passo del Redebus a Malga Pontara in compagnia di un’archeologa e un accompagnatore di territorio per conoscere tantissime curiosità legate al mondo della metallurgia e della natura.

L’escursione, adatta anche alle famiglie con bambini dai 6 anni, si effettua il 17 e 31 luglio, 14 e 21 agosto e 27 settembre. Informazioni e prenotazioni presso l’ApT Piné Cembra tel. 0461 557028.
Unisce storia e ambiente anche “Antichi paesaggi tra archeologia e natura”, una passeggiata in Valsugana, dal sito archeologico di Montesei di Serso fino alla riserva naturale del Lago Pudro, in compagnia di un’archeologa e un accompagnatore di territorio, in programma il 20 luglio, 10 e 22 agosto e 10 ottobre. L’incantevole Val dei Mòcheni fa da cornice a “Archeotrekking in Valcava” (27 luglio, 8 e 17 agosto, 26 settembre), una passeggiata fra natura e archeologia in compagnia di un accompagnatore di territorio e di un’archeologa fra masi e lariceti fino ai pascoli di Malga Pletzen, un luogo ricco di storia, leggende e naturalisticamente molto affascinante, con panorami mozzafiato sulla valle. Entrambe le escursione sono adatte anche alle famiglie con bambini.

Informazioni e prenotazioni entro le ore 18 del giorno precedente l’iniziativa cell. 3334861088, p.barducci@libero.it.

Tutte le attività, dove non diversamente indicato, sono su prenotazione e limitate a piccoli gruppi.La partecipazione e l’accesso ai musei e ai siti archeologici deve avvenire nel rispetto delle prescrizioni previste per limitare il contagio, evitando assembramenti e rispettando le distanze.

Al di là delle cifre sparate – come suo costume – dal presidente della Provincia di Trento, i 300 milioni di “rimodulazioni e razionalizzazioni di spese” nei due anni 2020 e 2021 (si veda, nella foto, lo schema fornito dalla giunta provinciale stamattina alla prima commissione legislativa) dimostrano che la legge di assestamento è più restrittiva che espansiva.

Non lo dicono solo i sindacalisti “cattivi”, allarmati per il “rischio austerità per il Trentino”. Ce l’ha appena detto il presidente del Coordinamento imprenditori Marco Segatta: “incomprensibile la suddivisione del Trentino in Comuni ad alta intensità turistica, con la penalizzazione di Trento, di Rovereto e di molti altri Comuni”; “non ci pare produttivo chiudere la porta ad ogni ragionamento rimandando il tutto a una verifica successiva”; “riteniamo preoccupante che non vengano destinate risorse all’attività di formazione degli operatori economici e dei loro dipendenti”, “i provvedimenti di tipo strategico vanno preparati e discussi a tempo debito, non possono essere oggetto di tecniche di rinvio”. Fino al durissimo giudizio sui lavori pubblici: “Per contrastare la negativa sensazione di un riciclaggio mediatico delle medesime opere, abbiamo bisogno di un esauriente elenco delle opere pubbliche, costantemente aggiornato”.

Ecco, una perfetta, chirurgica definizione di Fugatti: un riciclatore mediatico.

 

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Paolo Ghezzi
capogruppo FUTURA

 

A nulla è valso per il mondo dei piccoli frutti che la Giunta leghista costruisse un apposito Ufficio dentro al “castello” per la propria assessora. E così, mentre a tenere banco sul tavolo del dibattito politico sono i posti in CDA, la lentezza della grande MADRE dell’agricoltura trentina – la FEM – ha colpito ancora.

È già da qualche tempo che è operativa la deroga al Decreto 357/’92, per l’utilizzo di parassiti alieni da utilizzare in modalità lotta integrata che attendevamo da anni. Peccato che la celerità di attivare dei protocolli di utilizzo sia stata attivata solo per il, parassitoide della cimici asiatica.

Per la lotta a questo parassita sono stati fatti dei veri e propri copia/incolla per omologare gli studi che ne avrebbero permesso la liberazione del parassitoide in modalità sperimentale prima e operativa poi.

Nessuna premura ha contraddistinto invece un analogo percorso per la drosophila suzukii.

Sono 12 anni che – non prima del mondo contadino -, attendiamo questo giorno. Per tutta la scorsa legislatura, abbiamo inseguito pesanti trattative con Roma, anche ad opera del sottoscritto. Vedere il nostro lavoro, portato avanti senza l’apparente impegno fa davvero male.

Eppure pare vi siano studi che potrebbero essere omologati per accelerare il processo di rilascio del parassitoide ganapsis b. che FEM non omologherebbe seguendo tortuosità burocratiche dannosissime. Si finirà col perdere un altro anno di produzione, schiacciati dallo scarso impegno o dal vivere la condizione di figli di un dio minore.

Intanto in questo giorni le condizioni climatiche straordinarie hanno provocato uno sviluppo abnorme della drosophila che ha letteralmente devastato le coltivazioni dei berries anche a livello provinciale. Le fragole sono il frutto che più ne ha risentito tanto da subire, ci auguriamo transitoriamente, un grave momento di deprezzamento.

Pare siano decine e decine di quintali di ciliegie ma soprattutto di fragole, scartati in fase di raccolta da produttori e consorzi in particolare in Valsugana.

Ma probabilmente parliamo di una valle dove le mele ancora coltivate sono meno interessanti che altrove, figuriamoci le fragole.

Non perde tempo Antonio De Palma, leader del Nursing Up, Sindacato Infermieri Italiani, e dopo aver appreso della risposta diretta nei suoi confronti da parte del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, in merito all’altolà della Ragioneria dello Stato ai premi per gli infermieri piemontesi, sente di dover chiarire quanto segue. «Boccia non mi conosce e questo è evidente, vista la sua sterile replica.

Mi chiedo come mai la sua risposta sulla questione premi agli infermieri del Piemonte, arrivi rivolta a me quando è stata sollevata addirittura dall’assessore regionale alla salute, Icardi, che ha anche minacciato palesemente di convocare la Consulta degli assessori di cui fa parte. Pare evidente che saremmo stati davvero in troppi a sollevare gli scudi inutilmente, perchè la notizia è apparsa ovunque e anche nei dettagli: la Ragioneria dello Stato si sarebbe avvalsa della facoltà di sospendere i premi ritenendo troppo alta la cifra. A riportarla una fonte autorevole, tra le altre, quale il quotidiano La Stampa.

«Non è un momento felice per gli infermieri italiani, dice ancora il Presidente del Nursing Up. Che dire? Boccia brancola nel buio con risposte laconiche e che non aiutano a far luce sul problema, l’assessore Icardi lo smentisce in modo evidente, e oggi si aggiunge anche la conferenza delle regioni, con una missiva a firma del Presidente Bonaccini, secondo la quale, se di cantonata si deve parlare, allora chi ha sbagliato non sono certo loro ma bensì…qualcun altro che oggi prova a difendersi senza alcun successo.

In una missiva a firma del Presidente della Consulta delle Regioni, Stefano Bonaccini, emergono passaggi chiaramente nuove posizioni contrarie alle deboli tesi difensive di Boccia.

Come chiamare tutto questo teatrino? Che altro dire? Ce lo dica Lei a questo punto caro Ministro Boccia», conclude De Palma.

Biancofiore-FI- Centro Destra: Meloni ha ragione, governo deve essere quello di maggioranza uscito dalle urne. Le elezioni le hanno vinte centro destra e Di Maio.

Non di rado mi trovo d’accordo con le idee, il coraggio, la coerenza valoriale di Giorgia Meloni, comuni non a caso al mio leader Silvio Berlusconi e a Matteo Salvini, e anche nel caso della formazione di un nuovo governo ha perfettamente ragione: deve essere quello della maggioranza uscita dalle urne.

Le strade però per ottemperare alla volontà degli elettori sono due: una, quella più auspicabile, è quella della via maestra di una nuova tornata elettorale, l’altra è quella di dar vita ad un governo frutto della maggioranza già uscita dalle urne nel 2018, che corrisponde alla maggioranza assoluta del parlamento.

Se riavvolgiamo il nastro, come in un ideale gioco dell’oca, il popolo sovrano italiano due anni fa si è espresso nettamente in favore del centro destra e dei 5 stelle guidati da Luigi Di Maio, che nel frattempo ha maturato posizioni decisamente alternative all’ala dei NO. Se è stato possibile un contratto di governo tra Di Maio e Salvini, naufragato più per le ambizioni sinistre del Premier Conte che per problemi concreti, a maggior ragione credo che con una maggioranza di 3/4 del parlamento si possa dar vita ad un concordato generazionale di responsabilità nazionale , in grado di fare davvero quelle tre riforme indispensabili per salvare il Paese da -11% del Pil e 2 milioni di disoccupati.

Una maggioranza allargabile a coloro come Renzi e Calenda , che ormai si autodefiniscono liberal-democratici e quindi hanno sposato i programmi del centro destra, dall’economia al garantismo. L’alternativa è tenersi questo governo, guidato di fatto da un PD che perde sempre le elezioni ma che per pure manovre di palazzo, è sempre al governo in barba alla volontà popolare.

E mi azzardo ad aggiungere che il potenziale premier coraggioso,” l’uomo giusto al posto giusto “di questa maggioranza storica, emerge con evidenza a chi vuole guardare con attenzione con un occhio all’Europa e agli Usa, senza dover ricorrere a tecnici impopolari.

 

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Michaela Biancofiore,
parlamentare FI e membro del coordinamento di presidenza

La presente mozione verrà discussa mercoledì 15 luglio come da calendario adunanza.

Al Presidente del consiglio comunale

Trento è città turistica!

Premesso​ che

Il turismo rappresenta un importante volano per l’economia urbana, in grado di contribuire alla crescita culturale e sociale e di fungere da traino per le altre realtà economiche e produttive presenti nella città.​ Oltre un milione di presenze turistiche, precisamente 1.252.957, a Trento nel 2019 e crescita pari a +5,5%.

Il numero maggiore dei turisti arriva dal Veneto, regione seguita dalla Lombardia, dall’Emilia Romagna e dal Lazio.​

In merito agli stranieri, dominano i tedeschi (118.092), seguiti dai cechi (62.511), dagli olandesi (22.542), dai polacchi (17.504) e dagli austriaci (15.617).​

Come si fa a dichiarare Trento città non turistica?

Patrimonio culturale, con i siti archeologici, gli edifici storici, religiosi e laici, offerte museali, incorniciati in una ricchezza naturale e in un “ponte” geografico unico tra l’Italia e l’Europa, fanno di Trento una città con potenzialità che possono ancora portare nuove occasioni di sviluppo.

 

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Considerato che​
la legge n. 4/2020 “Disciplina delle aperture nei giorni domenicali festivi​ delle attività commerciali” all’art. 1 comma 2 prevede che la Giunta individui i comuni ad elevata intensità turistica e che la delibera n. 891 esclude, tra gli altri comuni, la città di Trento.

Si impegna il sindaco​ a:

1.​ A considerare illegittima la LP 4/2020 in quanto la Provincia Autonoma di Trento non ha competenza in materia;
2.​ Ad adoperarsi affinché​ Trento sia riconosciuta città turistica.

Trento, 5 luglio 2020

 

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Alberto Pattini Patt
Silvio Carlin Futura
Paolo Serra Pd-Psi
Renato Tomasi Cantiere dem
Elisabetta Bozzarelli Pd-Psi
Tiziano Uez Patt
Roberto Stanchina Patt
Roberta Zalla Pd-Psi
Roberta Calza Pd-Psi
Emanuele Lombardo Pd-Psi

 

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Foto: archivio Opinione

“Anche nella nostra regione gli effetti dell’incapacità di questo governo continuano a manifestarsi. Associazioni di categoria e sindacati confermano che sono ancora circa 6000 i lavoratori senza indennità da parte dello Stato.

Artigianato, piccola impresa ma sopratutto turismo: questi i settori che subiscono le angherie di una burocrazia beffarda e di un governo che non ha controllo di spesa. Lungaggini, ritardi, istituzioni che non si parlano: nel frattenpo, però, per il turismo solo pannicelli caldi, finanziamenti col contagocce, regole cervellotiche e zero ascolto delle proproste delle opposizioni, e della Lega in particolare. Serve altro per rilanciare il Trentino e tutto il Paese: si ascoltino quelli che lavorano sodo e in silenzio, non i tecnocrati dei palazzi e delle ville”.

Così la senatrice trentina della Lega Elena Testor.

Con riferimento al cosiddetto “caso Thyssen” – il rogo nella fabbrica torinese che provocò 7 morti nel 2007 – il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, è stato informato tramite i canali diplomatici che il manager tedesco Harald Espenhahn inizierà a scontare la sua pena di 5 anni entro il prossimo 16 luglio. Anche lui, come il suo collega Gerald Priegnitz, è stato ammesso al regime della semilibertà.

Nella sua missiva, il Ministro tedesco del Land Nord Reno-Westfalia ha inoltre fornito tutte le informazioni a proposito dell’esecuzione della pena, inflitta in Italia ma applicata nel Land tedesco.

Il Ministro Bonafede, come di consueto, ha informato i familiari delle vittime, segnalando inoltre che, a breve, avrà luogo un incontro al Ministero con il legale delle famiglie. Le ultime comunicazioni intercorse fra le Autorità dei due Paesi europei fanno seguito all’incontro avvenuto lo scorso 1° luglio fra il Guardasigilli e l’Ambasciatore tedesco a Roma, Viktor Elbling.

Coronavirus: ci sono 3 nuovi positivi. Sempre a quota 1 i ricoveri. Dopo qualche giorno di calma, affiora di nuovo il Covid 19 che è stato riscontrato in 3 soggetti, residenti in diverse località del Trentino. Uno di questi è correlato al focolaio individuato una settimana fa e prontamente isolato: si tratta peraltro di un componente del medesimo gruppo familiare, cosa che praticamente riduce al minimo la possibilità di contagio all’esterno e la sua individuazione è l’esito dello stretto monitoraggio messo in atto dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari per contenere il fenomeno.

Fortunatamente le forme in cui si sta manifestando ultimamente il virus non sono accompagnate da complicazioni: in ospedale infatti c’è solo un paziente ricoverato, per giunta non nei reparti di rianimazione.

Il monitoraggio continuo e diffuso sul territorio continua ad essere un valido strumento per diagnosticare con sufficiente tempestività la presenza del coronavirus. Ieri ad esempio sono stati analizzati 1.226 tamponi di cui 452 dalla APSS e 774 dalla FEM.

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