Il video “Smart ma non troppo” vede come protagonisti gli alunni della classe III A della scuola “A. Fogazzaro” di Mattarello. Tre anni fa la dott.ssa Silvia Ricci, responsabile della formazione nelle scuole da parte dell’associazione “Mazingira” ha proposto all’IC Aldeno-Mattarello il progetto di educazione alla cittadinanza globale “Smart ma non troppo”. Le insegnanti Maria Teresa Mauro e Rita Palma hanno aderito al progetto sviluppando un percorso triennale interdisciplinare italiano, geografia e tecnologia.

 

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Durante il triennio gli alunni hanno avuto la possibilità di partecipare al percorso incentrato sull’impatto socio-ambientale della filiera produttiva delle moderne tecnologie. I ragazzi, attraverso gli interventi della dott.ssa Ricci, hanno imparato che la costruzione del telefono cellulare e di tutti gli strumenti tecnologici, è complessa, lunga, impattante da un punto di vista socio-ambientale ed anche dolorosa. Per estrarre le materie prime necessarie alla produzione degli apparecchi che tutti usano quotidianamente, sono coinvolti uomini, donne e bambini di Paesi poveri.

Inoltre, nel processo estrattivo e non solo si inquina e si distruggono risorse ambientali preziose, oltre a fomentare guerriglie e distruggere interi villaggi. In altri Paesi invece si utilizza la manodopera minorile per l’assemblaggio degli strumenti tecnologici. Durante il percorso è stato prodotto un video di contro-informazione per sensibilizzare i coetanei, ma non solo, sul “lato oscuro” della produzione degli apparecchi elettronici. Inoltre si è realizzato un altro video, sotto forma di intervista, per esplorare il rapporto quotidiano che i ragazzi hanno con i device moderni.

A conclusione del percorso, quest’anno, grazie all’intervento degli operatori dell’associazione “In Medias Res” e “Mazingira” gli alunni si sono divertiti a giocare e con auto-ironia si sono calati nei panni di perfetti attori, per cercare di raccontare il rapporto della nostra società con le nuove tecnologie, spaziando dalla disinvoltura e dall’abuso con cui i nativi digitali si accostano a tali strumenti, fino all’incredulità e alla difficoltà dell’utilizzo degli stessi, da parte dei nonni. I ragazzi, con uno sforzo empatico, si sono così immedesimati nei comportamenti e nelle modalità con cui vivono le nuove tecnologie i propri genitori e i propri nonni.

Il divertente lavoro di interpretazione ha sviluppato nei ragazzi la consapevolezza dell’uso eccessivo che fanno quotidianamente dello smartphone.

Partner del progetto sono stati: l’associazione In Medias Res, MUSE-Museo delle Scienze, Associazione Docenti Senza Frontiere, Associazione Viração&Jangada e l’Istituto Comprensivo di Aldeno-Mattarello. Il progetto era stato co-finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento, grazie a un bando relativo all’educazione alla cittadinanza globale.

 

Soccorso Alpino – Servizio Provinciale Trentino. Intervento di soccorso al bivacco Fiamme Gialle nel gruppo delle Pale di San Martino.

Lungo intervento questo pomeriggio per prestare soccorso a un escursionista infortunatosi all’uscita della ferrata Bolver Lugli (Cimon della Pala, gruppo Pale di San Martino). L’uomo, del 1963 e residente a Rovereto, aveva da poco finito di percorrere la ferrata quando è scivolato sulla neve ed ha sbattuto violentemente la schiena sulle roccette che affioravano. Insieme al compagno di escursione, è riuscito a raggiungere e a trovare riparo nel bivacco Fiamme Gialle poco distante (2.950 m.s.l.m.) e a chiamare il Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 14.15.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che, tuttavia, non ha potuto portare a termine l’operazione di recupero a causa della fitta nebbia persistente in quota. Due operatori della Stazione San Martino di Castrozza si sono quindi incamminati a piedi per prestare il primo soccorso all’infortunato nel caso in cui la situazione meteorologica non fosse migliorata. Grazie a una finestra di bel tempo, l’elicottero con a bordo il tecnico di elisoccorso e altri due operatori della Stazione San Martino di Castrozza, si è levato nuovamente in volo verso le 17.15 per tentare un altro avvicinamento al bivacco ma la nebbia non lo ha consentito.

I due soccorritori, quindi, sono stati fatti sbarcare poco lontano dal bivacco e in circa dieci minuti sono riusciti a raggiungere i due escursionisti. L’infortunato è stato stabilizzato, imbarellato e trasportato con la barella portantina alla piazzola del bivacco, grazie al supporto di altri quattro soccorritori che nel frattempo avevano raggiunto il gruppo. Qui è stato possibile il recupero da parte dell’elicottero. L’infortunato è stato trasferito all’ospedale Santa Chiara di Trento.

L’ex ministro dell’economia e delle finanze ospite nel pomeriggio di Tito Boeri al Festival dell’Economia di Trento. Tremonti: “Coronavirus ha distrutto l’utopia della globalizzazione senza regole”.

“La pandemia Covid ha distrutto l’utopia della globalizzazione senza regole, se non quelle incerte della finanza. La politica, soprattutto in Europa, è stata a lungo assente e non ha saputo governare una trasformazione repentina che in soli 30 anni ci ha portati da un mondo internazionale ad un mondo globale. Questa crisi è destinata a cambiare il mondo e per questo serve agire sulle cause e non solo sugli effetti”. L’ex ministro dell’economia e delle finanze, Giulio Tremonti, ha partecipato nel pomeriggio di oggi al Festival dell’Economia con una conferenza online sul tema “Coronavirus e Sovranità nazionale”. Ingaggiato dalle domande del direttore scientifico, Tito Boeri, l’uomo forte dei Governi Berlusconi dal 1994 al 1995 e dal 2001 al 2011 si è speso – a dieci anni di distanza – sulle politiche più appropriate per fare ripartire l’Italia e, soprattuto l’Europa, dopo la crisi Covid-19. Il suo è un atto di accusa verso un sistema politico che non ha saputo gestire processi epocali. “Credo – ha aggiunto con un pizzico di ottimismo – che la reazione in atto in Europa segni l’uscita dalla fase di torpore, per entrare in una fase di protagonismo consapevole, necessario per affrontare problemi molto complessi”. Quanto al Mes, la sua posizione è netta: “ L’Italia ha già troppo debito e il Mes è debito”.

E’ un Giulio Tremonti che non ti aspetti quello che al Festival dell’Economia di Trento spiega le prospettive e le politiche per uscire dalla crisi Covid, guardando – o meglio – traendo ispirazione dal passato, dove risiedono le cause, e non solo agendo sugli effetti che subiremo in futuro. “Siamo di fronte – ha più volte sottolineato – ad una crisi che cambierà un modello di globalizzazione sbilanciato. La natura è ricomparsa dopo 30 anni. La deforestazione in atto in America Latina rischia di creare effetti gravissimi in tutto il pianeta. Certo occorre agire sugli effetti ma serve ragionare sulle cause. L’emergenza Covid non la eviti con il vaccino o stampando moneta, come ha fatto l’Europa nel decennio precedente. La struttura del mondo globale – ribadisce l’ex ministro – è cresciuta su un disequilibrio artificiale. Obama disse che ci trovavamo di fronte ‘non è la fine del mondo ma la fine di un mondo’. Ed io ho nostalgia di un mondo internazionale che non c’è più”.

L’esposizione di Tremonti ritorna ai primi anni del duemila. “Clinton – ricorda – organizza gli strumenti per finanziare la globalizzazione. Nel 2009, dopo la prima grande crisi e in occasione del G7, G20 e Ocse, la discussione verte sulla necessità di agire sugli effetti o anche sulle cause. La mia posizione era agire sulle cause. La stesura del trattato multilaterale Ocse è un tentativo di agire sulle regole per la produzione, consapevoli che non si può più continuare a fare trade. L’articolo 4 sottolinea l’importanza fondamentale di regole ambientali e igieniche per un ordinato sviluppo della globalizzazione. L’utopia di quella politica mira ad una global legal standar. Ma – ricorda Tremonti – la posizione del Financial Stability Board vince, non servono regole per l’economia, ma regole di prudenza sulla finanza”. Quella scelta, a partire dal 2009, non ha portato tanta “stability” nel mondo finanziario.

“Se è vero – ricorda ancora Tremonti – che nel 2012 l’euro e l’UE sono stati salvati, sarebbe curioso di sapere da cosa sono stati salvati? Dalla crisi dei debiti sovrani? Esclusa la Grecia, che aveva seguito indirizzo della Troika, esclusa l’Italia, che aveva cambiato il governo, in Spagna e Irlanda non c’erano problemi di debito. In Europa inizia un ciclo di creazione dal nulla della moneta, importante per alcuni mesi, ma inquietante perché continua da 8 anni. E in Europa non si parla di politica economica”. Un esempio su tutti: al cambio di consegne della BCE si riuniscono tutti i capi di Stato europei i quali, al contrario, non hanno mai presieduto al cambio della Commissione europea.

Tremonti cita Greta Thumberg per spiegare l’utopia di un global order in cui tutto è istantaneo e artificiale, e capace di produrre squilibri universali come mai prima d’ora nella storia dell’uomo. “Greta è la giustifica della reverse engineering della globalizzazione, non ha senso spostare la fabbrica in Asia producendo squilibri. Le strutture economiche – insiste – vanno regolate tenendo conto di costi e dei benefici”.

La responsabilità va ascritta a classi dirigenti segnate da “forti limiti nella coerenza e nella logica” delle loro azioni: “Google non perdona – ricorda l’ex ministro – ed è interessante vedere quello che dicevano poco tempo fa e ciò che sostengono ora. Siamo passati da liberte egualite, fraternite ad un trentennio dominato dall’utopia della globalizzazione. Molti in buona fede, altri dominati da interessi più pratici”.

“La Merkel – accusa Tremonti – ha fatto un salto sulla sua ombra. Ma quante ombre ha la cancelliera tedesca? Tutti ricordiamo la fanatica reotrica per l’auterità della Merkel o la richiesta di altri di dare sanzioni alla Germania e alla Francia perché avrebbero violato il trattato”.

Per reagire alla crisi Covid è necessario, secondo Tremonti, un cambio di passo nella politica europea: “E’ rilevante il passaggio a un’azione comune, ma il diavolo sta nei dettagli. Oggi serve meno retorica negli annunci e più attenzione alla carte. Il Recovery Fund è diventato Next Generation…”.

Tremonti si pronuncia a favore di una tassazione europea, una equal tax: “Ma poi bisogna emettere titoli, con una tempistica ragionevole, a partire dall’anno prossimo. Abbiamo bisogno di investimenti e non di maggiore quota di debito”.

Il problema dei differenziali fiscali tra i diversi Stati dell’Unione europea è un nodo che appare senza soluzione. “Nel ‘57 gli Stati europei decisero di devolvere verso l’alto una quota consistente di risorse, in base al principio ‘no taxation without representation’. Le elites e i popoli erano insieme. Oggi – continua – è un problema drammatico perché il sistema europeo è basato sul voto veto. Molta forza di paesi, che presentano da una tassazione favorevole, deriva da concessioni fatte da altri stati. Dietro all’Olanda c’è la Germania e il sistema delle holding si basa sulle direttive europee, vero meccanismo che muove la Comunità. Tutti i trattati prevedono la denuncia del trattato a giugno, ma io non ho visto nessuno che ha denunciato. L’armonizzazione è arrivata a un momento importante. Perché allora le direttive (inventate per le holding) sono ancora in piedi? “.

“Il nostro debito pubblico – conclude Tremonti – è quotato per il 30% all’estero: escluse ipotesi di patrimoniale, che devasterebbero banche e assicurazione, escluse formule come il prestito, o il irredimibile, non rimangono molte alternative, se non lunghe emissioni, fatte dal Tesoro, con tassi e tempi definiti”. Il precedente, citato da Tremonti, è quello del dopoguerra, quando Einaudi scelse questa strada con una giustificazione semplice: ‘Il prestito salverà l’Italia, gli operai salveranno l’Italia’.

Sul Mes, la posizione di Tremonti è chiara: “L’Italia ha troppo debito pubblico, e il Mes è debito. Prima o poi l’Europa ritornerà al Patto di stabilità e questa scelta può generare dei problemi per noi. L’Italia deve investire in Sanità, costruendo ospedali e non in concorsi per assumere personale medico”.

 

La tragedia del 14 agosto 2018 ha segnato in modo indelebile la storia della società. È stato completato un radicale cambiamento di management e di tutti i processi aziendali. Realizzati in due anni investimenti per oltre 1 miliardo, aumentate le spese di manutenzione di oltre il 50%, tutti i controlli sulla rete effettuati da società esterne. Massimo impegno per tutelare i posti di lavoro dei 7000 dipendenti della società.

Autostrade per l’Italia, nel corso di questi due anni, ha supportato in ogni modo la realizzazione del nuovo viadotto sul Polcevera facendosi carico della totalità delle spese di demolizione e costruzione. Le risorse complessivamente erogate per Genova, sotto forme di indennizzi e sostegno a cittadini e imprese, sono pari a circa 600 milioni di euro.

ASPI ha realizzato u profondo e radicale cambiamento del suo management e di tutti i suoi processi aziendali. Entro il 2023 la società investirà 2 miliardi di euro in spese di manutenzione e cura della rete, di cui 550 milioni di euro nel solo 2020. Ad oggi sono attivi oltre 300 cantieri di manutenzione sulla rete nazionale. Attività possibili grazie al finanziamento di 900 milioni di euro messo a disposizione dalla Capo Gruppo Atlantia, poiché lo scorso gennaio ASPI, a causa dell’art. 35 del DL Milleproroghe, ha subito un downgrade del proprio rating a livello “spazzatura” che ha bloccato di fatto l’accesso al credito della società.

Il Piano di Trasformazione di Autostrade per l’Italia prevede una spesa complessiva di 7,5 miliardi di euro tra investimenti e manutenzioni e l’assunzione di 1.000 nuovi ingegneri e tecnici nei prossimi 3 anni. E’ stato inoltre radicalmente cambiato il sistema di monitoraggio dei 1943 ponti e viadotti, affidati a primarie società esterne, ed è in corso un approfondito assessment delle 587 gallerie presenti sulla rete. Sono stati portati a compimento nuovi rilevanti investimenti, come ad esempio la Galleria Santa Lucia di Barberino del Mugello sulla A1, uno dei più grandi tunnel d’Europa, del valore di 1 miliardo di euro.

Del programma di investimenti di 14,5 miliardi di euro, ASPI ha definito e presentato al MIT progetti di sviluppo della rete immediatamente esecutivi per 7,4 miliardi di euro (tra cui la Gronda di Genova, che necessita semplicemente dello sblocco del progetto esecutivo), di cui attende il via libera da oltre 20 mesi. Tali investimenti, qualora sbloccati, potrebbero svolgere un ruolo rilevante sul sistema produttivo, soprattutto in questa fase di contrazione del PIL nazionale.

Dallo scorso gennaio, ASPI sta lavorando con i rappresentanti del Commissario Bucci per facilit re l’entrata in esercizio del nuovo viadotto a Genova (lungo 1,1 km e situato esattamente tra due rami autostradali gestiti dalla società) di cui è urgente prendere in carico al più presto complessi aspetti infrastrutturali e viabilistici. Il Dicastero concedente è sempre stato informato degli avanzamenti del tavolo.

Autostrade per l’Italia ha lavorato con la massima determinazione, anche allo scopo di preservare i posti di lavoro dei suoi 7000 dipendenti, e intende continuare a svolgere pienamente il proprio ruolo di concessionaria, lavorando nell’interesse pubblico e, al tempo stesso, tutelando in ogni sede i propri diritti.

La società ad oggi, non ha mai ricevuto alcun riscontro formale alle proposte inviate all’Esecutivo – definite sulla base delle continue interlocuzioni avute – per la definizione del contenzioso sul Ponte Morandi, né mai alcuna proposta formale è stata formulata dall’Esecutivo stesso.

Famiglie Cooperative, fatturato in crescita. Il lockdown ha favorito i piccoli negozi. Risultati positivi dalle 68 Famiglie Cooperative attive in Trentino. Il Fatturato cresce (+1,7%) per il quarto anno consecutivo. Utile netto di 5 milioni di euro.

Da marzo a maggio, durante il lockdown causa emergenza Convid-19, le Famiglie cooperative hanno aumentato le vendite di alimentari complessivamente del 24,8%, con punte del 51% nei negozi più piccoli. Incognita sul prossimo semestre, soprattutto nelle zone turistiche.

Candidati per il cda della Federazione sono Paola Dalsasso (Val di Fiemme), Aldo Marzari (Vattaro e Altipiani), Francesca Broch (Primiero), Heinrich Grandi (vice di Sait).

Le Famiglie Cooperative trentine, con la loro presenza capillare distribuita su tutto il territorio, sono state un presidio insostituibile di sicurezza per chi, costretto a casa dall’emergenza Covid-19, ha potuto fare la spesa sotto casa.

I 362 punti vendita totali sono dislocati in 156 comuni (su 166), e ben 223 sono l’unico negozio del paese. 144 di questi sono anche negozi multiservizi, e 51 sono considerati servizi di interesse economico generale (Sieg), che diventeranno 71 nel corso di quest’anno.

L’evidenza contabile del servizio reso si legge nei dati del fatturato relativo al trimestre marzo-maggio di quest’anno: più 24,8% del fatturato alimentare (106 milioni rispetto a 89 del medesimo periodo 2019), che si contrappone al meno 16,9% dell’extralimentare (1 milione il fatturato di questo settore). Se si tiene conto del crollo dei generi non alimentari, insieme al meno 57,4% dell’ingrosso, le vendite lorde complessive nel periodo sono cresciute del 21,6%.

Più in dettaglio, le vendite alimentari nei piccoli negozi sono cresciute nel trimestre marzo-maggio del 51%, nei medi del 40% e nei supermercati più dimensionati del 12%.

Pesa però l’incognita delle vendite nel prossimo semestre, soprattutto nelle zone turistiche. I primi effetti negati si cominciano già a sentire. Dipenderà molto dall’evoluzione della situazione pandemica.

Questi dati sono stati presentati oggi “fuori bilancio” dal responsabile del settore consumo della Federazione Giuliano Bernardi al convegno di settore svoltosi alla presenza dei presidenti delle Famiglie Cooperative nella sala congressi della Cooperazione.

Il convegno è servito per presentare i risultati complessivi tratti dai bilanci 2019 di 68 cooperative in attività (su 71 totali).

 

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L’andamento delle vendite è positivo, utile ancora in crescita

Il fatturato cresce nel 2019 per il quarto anno consecutivo +1,7%. Le vendite raggiungono quota 349,6 milioni di euro, + 5,8 milioni di euro rispetto all’anno precedente.

L’utile aggregato è positivo per 5 milioni di euro di euro (era di 3,9 nel 2018 e 2,5 l’anno prima). Il risultato è al netto dei ristorni ai soci, ovvero la restituzione di una parte del prezzo pagato, in proporzione alla spesa effettuata. Nel 2019 nove Famiglie Cooperative (due in più dell’anno precedente) hanno ristornato ai soci 400 mila euro, circa il doppio rispetto ai 216 mila del 2018.

Cala anche nel 2019 il numero delle cooperative in perdita; delle 16 cooperative che chiudono in perdita (erano 20 nel 2018), metà chiude con una perdita inferiore a 25 mila euro.

Migliora la situazione finanziaria e patrimoniale. Cala l’indebitamento finanziario complessivo di circa 6,7 milioni di euro (da 37,1 a 30,4 milioni di euro) e si rafforza la solidità: il patrimonio netto è ora di 123 milioni: +4%.

 

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Un sistema capillare a servizio dei territori

Nella cooperazione di consumo convivono cooperative molto dimensionate con quelle più piccole, localizzate in territori circoscritti. La metà del fatturato è realizzata dalle 10 Famiglie Cooperative più grandi. 22 cooperative realizzano il 77% del fatturato complessivo, 12 micro cooperative realizzano insieme l’1,3% del fatturato complessivo.

In questo quadro c’è la specificità e la forza del modello cooperativo, che con il supporto dei Consorzi e della Federazione riesce a rendere sostenibile una rete di punti vendita distribuiti uniformemente sul territorio.

 

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I candidati del consumo per il Cda (aspettare votazione)

Al settore consumo spettano 4 posti nel consiglio di amministrazione della Federazione. Su 9 nominativi, il convegno ha indicato quali candidati per il cda Paola Dalsasso (Val di Fiemme), Aldo Marzari (Vattaro e Altipiani), Francesca Broch (Primiero), Heinrich Grandi (vice di Sait). Grandi, altoatesino presidente della cooperativa di Bolzano, ha dichiarato che la sua è una candidatura in rappresentanza del presidente di Sait.

Per la carica di consigliere per il consumo avevano presentato la propria disponibilità anche Alessandra Cascioli (Fc Povo), Ugo Marocchi (Fc Tennese Campi), Giorgio Paternolli (Fc Alta Valsugana), Mattia Pederzolli (Giudicariese), Renzo Tommasi (Famiglia Cooperativa Besenello).

 

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Gli interventi

Anche al convegno del consumo si è presentato l’unico candidato (finora) per la presidenza della Federazione Roberto Simoni, peraltro già presente come presidente di Sait. Nel suo intervento ha ribadito il valore dell’unità del movimento, la responsabilità di creare una classe dirigente che favorisca il ricambio generazionale, anche attraverso la formazione. Ha ribadito l’importanza dei consorzi e assicurato che la prima cosa che farà qualora eletto sarà di promuovere il confronto leale e diretto nel futuro cda, senza contrapposizioni o ripicche.

Toni concilianti sull’ultima fase che ha portato alla decadenza del consiglio, “assolvendo” la precedente gestione poiché “si era creata una situazione oggettivamente ingestibile”.

Di tutt’altro tenore l’intervento successivo della ex presidente Marina Mattarei, che in un accalorato discorso ha ribadito la sua totale contrarietà alla candidatura di Simoni, ripercorrendo con toni durissimi l’ultima fase della sua presidenza: “un atto deliberato che creerà scandalo nella storia della Federazione”.

Il presidente Fugatti e gli assessori Segnana e Gottardi in visita all’ospedale di Tione. “L’emergenza Covid-19 ha ribadito l’importanza degli ospedali di valle”.

Proseguono le visite nei presidi ospedalieri: stamane il presidente Maurizio Fugatti, gli assessori Stefania Segnana e Mattia Gottardi hanno incontrato gli operatori sanitari dell’ospedale di Tione. Accompagnati dal dirigente generale del dipartimento salute e politiche sociali Giancarlo Ruscitti, dal direttore generale dell’Azienda sanitaria Paolo Bordon, dal direttore sanitario Pier Paolo Benetollo hanno voluto “ringraziare quanto fatto da tutti gli operatori ospedalieri per essere riusciti a far fronte all’emergenza Covid-19 in modo così efficace”. Con loro il direttore medico degli ospedali di Tione e Arco Luca Fabbri. Il presidente Fugatti, sottolineando che “il Sistema sanitario trentino ha retto”, ha confermato “l’impegno della Giunta nel proseguire con gli investimenti sanitari”.

“Durante questi mesi vi siete dovuti riorganizzare in tutti gli ambiti per affrontare al meglio la pandemia. Questa visita è doverosa, ci teniamo dunque a ringraziarvi perché siete riusciti ad affrontare in pochissimo tempo l’emergenza e lo avete fatto nel migliore dei modi. Ancora adesso riceviamo messaggi molto positivi da parte della comunità, dei cittadini per il vostro operato, non solo dal punto di vista professionale, ma anche della carica emotiva e umana con cui avete assistito i pazienti che non potevano vedere i familiari”, così l’assessore Stefania Segnana nel suo intervento che ha poi confermato “l’impegno continuo per i lavori di ristrutturazione dell’ospedale di Tione, lavori già iniziati e finanziati”.

Il presidente Maurizio Fugatti intervenendo ha detto: “A fronte del lavoro che avete fatto rischiando anche del vostro, pensando agli sforzi che avete compiuto da ogni punto di vista e vedendo, in tante occasione, con quanta leggerezza e sottovalutazione le persone affrontano oggi la vita quotidiana, vi confermiamo il nostro impegno per continuare a tener alta la consapevolezza dei rischi che ci sono stati e che potrebbe ritornare e di coi che lavorate in prima linea. Continueremo a diffondere questo messaggio di attenzione e responsabilità che ci deve essere. Crediamo che il sistema sanitario trentino abbia retto pur nelle difficoltà che il Trentino ha avuto: siamo stati una provincia molto colpita, al di sopra della media, in alto nella classifica nazionale.

Il sistema sanitario trentino ha retto grazie anche ai propri medici, alle proprie strutture, agli infermieri a tutte le categorie che lavorano all’interno degli ospedali, delle case di riposo e ha retto grazie ad una struttura sanitaria che ha una propria organizzazione territoriale. Gli sforzi fatti nei grandi centri ospedalieri sono stati del tutto proporzionali agli sforzi fatti negli ospedali di valle e di periferia. Quanto è accaduto è servito a rafforzare l’importanza degli ospedali di valle, solo una struttura sanitaria così organizzata e distribuita sul territorio ha saputo gestire al meglio questa situazione. In un’ottica di futuro, l’impegno che si deve prendere l’Azienda sanitaria e la Giunta provinciale va in questa direzione. Il Covid – sul tema del rafforzamento della sanità territoriale/di valle, con anche investimenti importanti – ci ha insegnato molto”.

L’assessore agli enti locali e ai rapporti con il consiglio provinciale Mattia Gottardi, già sindaco di Tione, ha portato anche il ringraziamento del territorio ed ha espresso “il sentimento di riconoscenza e di orgoglio della gente locale per questa struttura. La vostra competenza e riorganizzazione durante la crisi epidemiologica è un valore aggiunto per questo ospedale che avete fatto riscoprire ai cittadini residenti”.

Esprimo soddisfazione per l’approvazione avvenuta oggi in Commissione legislativa del Consiglio provinciale del mio emendamento che istituisce l’APT di Rovereto e Vallagarina riconoscendone pienamente l’autonomia e l’unitarietà di ambito turistico.

Un risultato per nulla scontato considerato che la proposta di legge della Giunta aveva “sospeso” il giudizio e relegato Rovereto e la Vallagarina a territorio non ancora degno di vedersi riconosciuta l’identità e la vocazione di ambito turistico.

Adesso sarà possibile affrontare il confronto in Aula da un punto di forza e da una certezza: Rovereto e la Vallagarina saranno una APT che si confronterà alla pari con le altre per costruire reti e sinergie e così migliorare e rendere più forte la sua vocazione turistica.

E’ stato approvato anche un subemendamento, d’intesa con la consigliera Dalzocchio, per inserire nel nome dell’APT il Monte Baldo che certamente costituisce un valore aggiunto in termini di diversificazione dell’offerta territoriale.

 

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Alessandro Olivi

Vicepresidente Consiglio provinciale Trento

La piattaforma Coflight, nata da un progetto italo-francese, è una tecnologia innovativa e sostenibile al servizio di chi vola.

ENAV comunica che in data odierna l’Amministratore Delegato Paolo Simioni ha firmato l’accordo tra ENAV e DSNA, il service provider per il controllo del traffico aereo francese, per la fornitura congiunta del Technical Integration Service del programma Coflight Cloud Services al service provider per il controllo del traffico aereo svizzero, Skyguide.

L’accordo, del valore complessivo di 2,8 milioni di euro per ENAV, prevede che Skyguide possa utilizzare i servizi Coflight, comprensivi di manutenzione e assistenza, per cinque anni.

Coflight è una piattaforma di ultima generazione per l’elaborazione dei dati di volo (Flight Data Processing) in grado di migliorare le previsioni delle traiettorie dei voli, consentendo una gestione ottimizzata delle rotte e dei processi di controllo del traffico aereo.
Inoltre, la digitalizzazione della piattaforma, con la centralizzazione del sistema e la fornitura in cloud, consentirà a Skyguide di essere il primo service provider a beneficiare del nuovo modello di fornitura che prevede la separazione tra il fornitore dei dati ATM (Air Traffic Management Data Service Provider) e l’utilizzatore (Air Traffic Service Provider), facendo leva sulla remotizzazione dei dati e su una forte automazione e integrazione dei sistemi, assicurando l’ottimizzazione dei costi e l’armonizzazione delle tecnologie a livello trans-nazionale.

Sviluppato da ENAV e DSNA per soddisfare gli obiettivi del “Cielo unico europeo” (Single European Sky) e del programma SESAR (Single European Sky ATM Research), Coflight consente di migliorare l’efficienza dei voli, ottimizzando l’utilizzo dello spazio aereo e riducendo l’impatto ambientale dell’aviazione. Il sistema, infatti, fornisce funzioni avanzate come le previsioni di traiettoria 4D, l’interoperabilità con altri sistemi con un’architettura aperta e un middleware standard, per garantire l’aggiornamento e la scalabilità del prodotto nel lungo periodo così da poter includere i servizi futuri.

Dichiarazione dell’Amministratore Delegato Paolo Simioni: questa operazione, al di là del valore commerciale, ha una valenza soprattutto strategica per ENAV perché ci posiziona a livello di leadership tecnologica in Europa con la creazione di un sistema innovativo che rispetta le linee guida del Cielo unico e dimostra, ancora una volta, come l’Italia sia stata capace di anticipare l’evoluzione dei sistemi di gestione del traffico aereo.

Lamborghini Sián Roadster: tecnologia del futuro a cielo aperto

Versione Roadster in edizione limitata della visionaria supersportiva V12, connubio di design e tecnologie ibride rivoluzionarie

Anche sulla Sián Roadster primo utilizzo al mondo del supercondensatore in soluzione ibrida e uso peculiare della scienza dei materiali

Potenza termica ed elettrica combinata da 819 CV (602 kW): la Lamborghini più potente di sempre, in versione open-top

Ridotto rapporto peso-potenza di 2,0 kg/CV, accelerazione da 0 a 100 km/h in meno di 2,9 secondi e velocità massima di oltre i 350 km/h

Realizzata in un’edizione limitata di appena 19 esemplari, tutti già venduti

Sant’Agata Bolognese, 8 luglio 2020 – Automobili Lamborghini presenta la Sián Roadster, supersportiva open-top ibrida in edizione limitata: sviluppata a partire dall’iconico V12 della Casa del Toro e tecnologie ibride esclusive, è in grado di offrire prestazioni senza paragoni, in linea con la tradizione Lamborghini. Una vettura che sarà prodotta in sole 19 unità, già tutte vendute, e che vanta uno dei cockpit open-top più spettacolari di sempre, un sound inimitabile del V12 Lamborghini più potente di tutti i tempi, performance straordinarie e tecnologie innovative che preannunciano il viaggio verso l’ibridizzazione.

“La Sián Roadster racchiude in sé tutta l’essenza di Lamborghini”, afferma Stefano Domenicali, Chairman e Chief Executive Officer di Automobili Lamborghini. “È la sintesi perfetta tra design mozzafiato e prestazioni straordinarie, ma – cosa più importante – è il simbolo delle principali tecnologie del futuro. L’innovativa propulsione ibrida della Sián preannuncia quella che sarà la direzione verso cui andranno le supersportive Lamborghini. La versione Roadster open-top non fa che sancire il desiderio di conservare il nostro stile esclusivo, mentre avanziamo verso un domani in cui nuove soluzioni saranno fondamentali.”

La Sián Roadster fa il suo debutto in Blu Uranus, colore appositamente selezionato dal Centro Stile Lamborghini, che insieme al reparto Ad Personam lavora al fianco di ogni cliente per personalizzare colori e interni dell’auto fin nei minimi dettagli. Il blu del cielo si mescola al verde dei campi, per celebrare il senso di libertà e le emozioni di guida offerte dalle prestazioni open-top della Sián Roadster. I cerchi sono invece rifiniti in Oro Electrum, il colore scelto da Lamborghini come simbolo dell’elettrificazione. Gli interni complementari propongono un’elegante combinazione di bianco, dettagli in Blu Glauco ed elementi in alluminio in Oro Electrum, mentre le bocchette dal design rinnovato, realizzate mediante stampa 3D, possono essere personalizzate con le iniziali del cliente.

 

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Progettata per il futuro

La Lamborghini Sián Roadster mantiene il design futuristico della Coupé, aggiungendo però, da autentica roadster, una nuova purezza delle forme grazie all’abitacolo open-top. La vista dall’alto rievoca l’iconico taglio periscopio della prima Countach, che corre trasversalmente dal dal cockpit al retrotreno, per poi culminare nei convogliatori aerodinamici alle spalle di conducente e passeggero. Le lunghe linee flessuose e scultoree, abbinate alle caratteristiche ali aerodinamiche, conferiscono alla Sián un profilo potente e inconfondibile. Sul frontale bassissimo, con splitter integrato in fibra di carbonio, sono alloggiati gli iconici gruppi ottici Lamborghini dalla linea a Y.

Il design puro e pulito della Sián ne esprime chiaramente tutta la portata tecnologica e l’efficienza aerodinamica ottimizzata: il flusso d’aria è convogliato dagli splitter e dal cofano anteriori, tramite le prese e le uscite d’aria laterali e sopra lo spoiler posteriore, senza alcuna compromissione dell’efficienza aerodinamica dovuta al design aperto. Le alette di raffreddamento attive posteriori sfruttano una tecnologia unica, brevettata da Lamborghini: l’attivazione è innescata dalla reazione di una serie di materiali smart alla temperatura generata dal sistema di scarico, determinando la rotazione delle alette e offrendo al contempo una soluzione di raffreddamento elegante, ma leggera.

Il design estremo e vigoroso della parte posteriore della vettura incorpora il pattern esagonale caratteristico di Lamborghini, come le sei luci posteriori esagonali ispirate alla Countach. L’alettone posteriore è integrato nel profilo e si apre solo durante la guida per incrementare le prestazioni.

Elettrificazione e tecnologie ibride per un nuovo domani

Il telaio basso e potente alloggia un V12 di nuova generazione: il nome “Sián”, che in dialetto bolognese significa “lampo” o “fulmine”, sottolinea come l’elettrificazione della Sián Roadster rappresenti un importante tassello della futura strategia ibrida, pur mantenendo intatte le emozioni straordinarie e le performance dinamiche proprie di ogni supersportiva Lamborghini con motore ad aspirazione naturale.

Il sistema ibrido della Sián Roadster offre la soluzione più potente al peso più contenuto, abbinando al V12 un nuovo gruppo motopropulsore. Per garantire una risposta immediata e migliori prestazioni, sul cambio è stato incorporato un motore elettrico da 48 V, che sviluppa 34 CV, e supporta le manovre a bassa velocità, come retromarcia e parcheggio, sfruttando l’energia elettrica.

La tecnologia di accumulo dell’energia è una novità a livello mondiale. Anziché adottare una batteria agli ioni di litio, la Sián Roadster, così come la versione Coupé, innova l’applicazione del supercondensatore, capace di immagazzinare una quantità di energia dieci volte superiore rispetto a quella di una batteria agli ioni di litio. Il sistema, posizionato tra abitacolo e motore, garantisce una perfetta distribuzione del peso. Tre volte più potente di una batteria dello stesso peso e tre volte più leggero di una batteria di potenza analoga, il sistema elettrico composto da supercondensatore e motore elettrico pesa appena 34 kg, per un sorprendente rapporto peso- potenza di 1,0 kg/CV. Il flusso di potenza simmetrico garantisce la medesima efficienza sia nel ciclo di carica che in quello di scaricamento, dando origine alla soluzione ibrida più leggera ed efficiente.

Questa avanzata tecnologia si affianca al motore V12, che include valvole di aspirazione in titani ibrido, la Sián Roadster è quindi in grado di sprigionare 819 CV (602 kW) e di volare oltre i 350 km/h.

La Lamborghini Sián Roadster è dotata di un sistema di frenata rigenerativa altamente sofisticato, sviluppato ad hoc dalla Casa di Sant’Agata Bolognese. Grazie al comportamento simmetrico del supercondensatore che, a differenza delle normali batterie agli ioni di litio, può essere caricato e scaricato con la medesima potenza, il sistema di accumulo della Sián si carica completamente ogni volta che la vettura frena. L’energia immagazzinata costituisce un aumento di potenza subito disponibile, che consente al conducente di sfruttare istantaneamente l’aumento di coppia in accelerazione, fino a 130 km/h quando il motore elettrico si disconnette in automatico. Questo va a migliorare la fluidità di manovra e rende la vettura il 10% più veloce di un’auto che non monta questo sistema, oltre a permettere di ottenere un’accelerazione istantanea a marce basse, con una forza di trazione migliorata, grazie alla combinazione del motore V12 con il sistema ibrido.

La Sián Roadster è in grado di passare da 0 a 100 km/h in soli 2,9 secondi. Il miglioramento a livello di fluidità di manovra è ancora più evidente: ne è un esempio la forza di trazione migliorata del 10% in terza marcia.

La Lamborghini Sián Roadster beneficia di un maggiore comfort di guida agevolato dal sistema ibrido, oltre che da prestazioni e manovrabilità dinamica. Il momento in cui si percepiscono decelerazione e vuoto di coppia durante un cambio di marcia azionato da un motore a combustione tradizionale viene eliminato dall’aumento di coppia fornito dal motore elettrico del sistema ibrido: il conducente sente solo la spinta dell’accelerazione, senza alcun fastidioso movimento a strappo.

Angela Merkel presenta al Parlamento europeo le priorità della Presidenza tedesca.
I deputati hanno discusso con la Cancelliera Angela Merkel e la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen strategia e obiettivi della Presidenza tedesca per i prossimi sei mesi.

All’insegna del motto “Insieme per la ripresa dell’Europa”, la Presidenza tedesca è determinata ad affrontare l’enorme sfida posta dalla pandemia, ha dichiarato la Cancelliera Merkel. Ha sottolineato cinque aree su cui l’Europa deve lavorare se vuole uscire unita e forte dalla crisi attuale: diritti fondamentali, solidarietà e coesione, cambiamento climatico, digitalizzazione e ruolo dell’Europa nel mondo. “La Germania è pronta a dimostrare una straordinaria solidarietà”, ha sottolineato, per costruire un’Europa verde, innovativa, sostenibile, più digitale e competitiva. “L’Europa è in grado di fare grandi cose se lavoriamo insieme e siamo uniti nella solidarietà”, ha concluso.

Rivedi la dichiarazione completa di Merkel.

Cliccare sui nominativi degli oratori per vedere l’intervento completo

“La sfida che ci attende non potrebbe essere più straordinaria”, ha detto la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen. “Ma possiamo emergere più forti grazie a ‘Next Generation EU’. La Germania ha scelto la parola: insieme. Questo è il motore della nostra unione”. Ha poi sottolineato che l’Europa ha bisogno di entrambi, di un nuovo bilancio a lungo termine dell’UE (QFP) e del programma Next Generation EU. La Commissione farà tutto il possibile per assicurare che si raggiunga un accordo, ha detto.

Manfred Weber (PPE, DE) ha affermato che l’UE inciampa di crisi in crisi a causa della paura. “La paura è nemica della solidarietà, del futuro e della libertà”. Ci sono grandi aspettative per la Presidenza tedesca, ha continuato. “L’UE ha bisogno ora di coraggio per mostrare solidarietà”: Abbiamo bisogno di una soluzione questo mese per il Fondo di ripresa”, ha insistito Weber. “Nessuna comunità può sopravvivere senza spirito comunitario. Per noi, questo è semplicemente lo stile di vita europeo”.

Iratxe García Perez (S&D, ES) si è offerta di lavorare “fianco a fianco” con la Presidenza per superare le differenze e le divisioni nord-sud ed est-ovest in Europa, a beneficio dei cittadini. “Dobbiamo dimostrare che è possibile creare una società più giusta e sostenibile, che pensi all’ambiente e alle generazioni future (…), che protegga i lavoratori, che valorizzi la diversità e che gestisca i flussi migratori con solidarietà”, ha aggiunto.

“La priorità in questo momento deve essere l’adozione del Piano di ripresa e del nuovo Quadro finanziario pluriennale”, ha detto Dacian Ciolos (Renew Europe, RO). “Costruiamo l’Europa intorno a un progetto, a una visione e a valori forti”, ha aggiunto. “È giunto il momento di fare del rispetto dello Stato di diritto una condizione per accedere ai fondi dell’UE”. L’opportunità politica è qui. Utilizzate questo pacchetto senza precedenti come leva”.

Jörg Meuthen (ID, DE) ha criticato la Cancelliera perché ignorante e ideologica. “State tradendo l’idea europea e mettendo in pericolo il futuro delle prossime generazioni”, ha affermato, citando il Green deal europeo e il Fondo di ripresa. “La vostra concezione di solidarietà è assurda”, ha concluso.

Ska Keller (Verdi/ALE, DE) ha dichiarato che la stessa risolutezza dell’UE mostrata contro il COVID-19 dovrebbe essere applicata alla crisi climatica. “Dobbiamo superare la crisi del Coronavirus ed evitare la crisi climatica”, ha dichiarato. Ha poi aggiunto che la Presidenza tedesca può dare un importante contributo in questo senso, con un’ambiziosa legge sul clima, chiedendo una riduzione del 65% delle emissioni di gas serra entro il 2030.

Rafaele Fitto (ECR, IT) ha affermato che finora la risposta dell’UE alla pandemia è stata “lenta, poco efficiente e priva di vera solidarietà”. La Germania dovrebbe mettere da parte l’egoismo e recuperare lo spirito originario dell’UE, evitando gli errori del passato. “Dobbiamo rivitalizzare l’economia, attuare politiche commerciali favorevoli e rilanciare il mercato unico”, ha aggiunto.

Martin Schirdewan (GUE/NGL, DE) ha ricordato le dannose politiche di austerità attuate durante la crisi finanziaria e ha fatto appello alla signora Merkel affinché non commetta lo stesso errore due volte. Ha anche invitato la Germania a rendere pubblici e trasparenti i protocolli del Consiglio e a non bloccare più la proposta di tassa sulle grandi imprese digitali.

 

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