“La raccolta firme che ha indotto il gestore del rifugio Negerhütte a rinunciare al nome originario per tenere quello più ‘politicamente corretto’ di Capanna nera è un’iniziativa oltre che idiota, anche lesiva delle minoranze linguistiche. Ricordiamo che l’obiettivo centrale della loro valorizzazione è consolidare il senso d’identità all’interno della comunità. In particolare, nella Regione del Trentino Alto Adige le minoranze linguistiche sono il fondamento della nostra specialità garantita e tutelata dal diritto internazionale. Meglio ricordarlo sempre se si vuole mantenere la nostra identità e la nostra autonomia. Prima di promuovere certe idiozie bisognerebbe studiare di più e meglio la storia dei nostri territori”.

Lo dichiarano i deputati della Lega del Trentino-Alto Adige: Vanessa Cattoi, Diego Binelli, Martina Loss, Mauro Sutto, Filippo Maturi e Tiziana Piccolo.

Coronavirus: oggi 3 nuovi positivi, 0 decessi. Tre nuovi positivi, nessun decesso, sempre due le persone che si trovano in ospedale a causa del Covid 19. È questa in sintesi la situazione rappresentata oggi dal rapporto quotidiano dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari ed aggiornato a questa mattina.

Dei tre nuovi casi, nessuno proviene da RSA. Non ci sono tra loro minorenni. Non si registra infine nessun decesso causato da Coronavirus. Sono stati molti anche ieri i tamponi analizzati: 1.026 in totale, di cui 481 a cura di APSS, 443 dal Cibio e 102 dalla FEM.

“Non è antirazzismo ma idiozia. A sinistra non hanno niente di più serio di cui occuparsi?”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, commentando la petizione online che ha chiesto (e ottenuto) di cambiare il nome del rifugio a Corvara in Badia, che sarà solo Capanna Nera cancellando lo storico Negerhütte.

I varesotti Mario e Roberto Crugnola su una Lancia Fulvia HF del 1971 sono i vincitori della 35ª rievocazione storica della «Stella Alpina», conclusasi questa mattina con la terza tappa, che ha portato i 69 concorrenti da Madonna di Campiglio a Mattarello. I due regolaristi lombardi si erano piazzati al comando della classifica al termine della tappa di ieri, quando d’un balzo avevano recuperato i 21 punti di distacco, che venerdì sera li dividevano da Riccardo Roversi e Michele Bellini su una Fiat 1100/103 del 1954, balzando dalla quarta alla prima piazza.

Oggi hanno terminato le proprie fatiche con 12,7 punti di scarto sulla coppia bresciana, che al termine della seconda frazione era scivolata al quinto posto, e quindi nell’ultima giornata è stata a sua volta protagonista di un bel colpo di reni, sufficiente per mettersi alle spalle i veronesi Michele Lafortezza con Ilaria Carturan su Lancia Fulvia Coupé del 1976, nonché Ermanno De Angelis con Annunziata Del Gaudio su Alfa Romeo Giulia del 1969 e Andrea Giacoppo con Daniela Grillone su Mercedes 230 Sl del 1965. Il podio si è sempre giocato fra questi cinque equipaggi, rimasti compatti in graduatoria fino alla fine, mentre ben più staccati appaiono i sesti, Facchini e Olivetti su Bmw 328 del 1938. Mario e Roberto Crugnola succedono nell’albo d’oro ad Aliverti e Casadei su Fiat 508 CV, che si imposero nel 2019.

Per quanto concerne i singoli gruppi, nel 2 il successo va a Facchini e Olivetti su Bmw 328 del 1938, nel 3 a Roversi e Bellini su Fiat 1100 del 1954, nel 4 a Giacoppo e Grillone su Mercedes 230 del 1965, nel 5 ai vincitori dell’assoluta Crugnola e Crugnola e nel 6 a Lafortezza e Carturan su Lancia Fulvia Coupé del 1976. In campo femminile successo per la coppia composta da Patrizia Montagni e Sveva Fossati su Mercedes 280 SL del 1967.

In gara vi erano anche le vetture moderne, in gran parte fiammanti Ferrari, che si sono fatte ammirare per tre giorni lungo le strade del Trentino occidentale. A imporsi nella classifica a loro riservata è stata la coppia composta da Giovanni Carretti e Antonella Furlan su Ferrari 488 Spider, che hanno preceduto Enrico Zobele e Ivana Trentinaglia su Ferrari 812 Gts, Fabio Vergamini e Maurizio Bertolucci su Ferrari 488 Gtb e Thomaz Zobele e Paula Diana Buzdugan su Ferrari Portofino.

Oggi piloti e navigatori hanno toccato Carisolo (3 prove cronometrate), Passo Duron, la Val Lomasona (12 prove cronometrate), il Passo del Ballino (2 prove cronometrate), il Lago di Tenno (2 prove cronometrate, dirigendosi infine verso Trento e chiudendo la propria cavalcata ad Acquaviva, nei cortili e nelle sale di Villa Bortolazzi, dopo aver coperto 130 chilometri, che si aggiungono ai 115 di venerdì e ai 250 di ieri.

Alla Scuderia Trentina e a Canossa Events rimane invece la soddisfazione di essere riusciti ad organizzare la competizione anche in un anno difficile come questo. Si è trattato della prima gara di regolarità portata a termine in Italia dopo il lockdown.

Dal 29 giugno si accende la nuova mattina di Canale 5. Dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.45 alle 11.00, la rete diretta da Giancarlo Scheri propone il meglio della documentaristica internazionale con le serie «Planet» e «Planet Viaggi».

Tra i titoli di «Planet», l’apertura spetta a Cuore di leonessa, seguito da Le meraviglie del Parco di Yellowstone, Animali delle Terre Selvagge, L’affascinante barriera corallina: prede e predatori, La vita segreta del Macaco dal Berretto e Galapagos: ai confini del Mondo.

Tra i titoli di «Planet Viaggi» il debutto è segnato dal documentario di produzione italiana Viaggiatori – Uno sguardo sul Mondo.

Un lungo percorso tra Maldive, Polinesia, Canarie, Grecia, Honduras, Senegal, Gambia, Tanzania, Brasile, Capoverde, Zanzibar, Sri Lanka, Madagascar, Patagonia, Venezuela, Turks and Caicos, Cuba, Giamaica, Linosa, Lampedusa, Emirati Arabi, Malta, Gozo, Comino, Tunisia, Seychelles e Mauritius, solo per iniziare…

La decisione della Giunta provinciale di abbattere l’orso, che ha ferito nei giorni scorsi, due persone solleva parecchie perplessità e Forza Italia invita ad un ripensamento e ad una valutazione più attenta delle conseguenze che avrebbe l’abbattimento del plantigrado. E’ significativo che oggi sul Corriere della Sera proprio i due feriti si dicano contrari all’uccisione dell’animale.

La delibera del presidente della Giunta – a nostro avviso – viola le norme nazionali e internazionali sulla tutela della fauna specialmente protetta e interpreta in maniera estensiva la possibilità prevista dal Pacobace (Piano d’azione interregionale per la tutela dell’orso bruno sulle alpi centro orientali ) di intervenire con azioni di controllo volte a risolvere i problemi e/o limitare i rischi connessi alla presenza di un orso problematico, poiché non spetta alla Provincia decidere il tipo di intervento.

Il problema è un altro: le Giunte provinciali precedenti (Dellai e Rossi ) hanno dedicato progressivamente sempre meno risorse alla conservazione dell’orso, portando ad una completa assenza di informazioni, formazione e sensibilizzazione nei confronti dei residenti, dei visitatori e delle categorie economiche maggiormente interessate dalla presenza di grandi carnivori. Negli ultimi 7 anni gli incontri ravvicinati con ferimento sono stati quattro e sempre con orsi femmina in presenza di cuccioli. E’ nella natura che una madre difenda i propri cuccioli. L’orso si muove per lo più nelle ore serali e va fatta una campagna di informazione riguardo al comportamento da tenere nei boschi. Bisogna, a nostro avviso, dare corso a interventi gestionali condivisi per ottemperare alle normative fatte apposta per tutelare i cittadini e la fauna selvatica.

Negli ultimi anni il turismo trentino è in continua crescita e di sicuro non è stato influenzato da questi sporadici attacchi. Eliminare l’orso in questione, oltre che andare a ledere le sensibilità di moltissimi organismi vigili e preparati sul tema, potrà avere sicuramente delle pesanti ricadute in termini di boicottaggio delle vacanze in Trentino e già i feroci commenti che appaiono sulle pagine dedicate ne sono testimonianza, con le conseguenti ricadute negative sia in termini economici che di immagine.

Dopo il virus il Trentino non può sopportare un’altra campagna a livello nazionale con incitamenti a non trascorrere le ferie in Trentino. Che l’argomento non sia di scontata liquidazione ne è prova il fatto che sia rimbalzato su tutta la stampa nazionale e sui social.

È di conseguenza sinonimo di attenzione e di visione politica del medio lungo termine rendersi conto che temi di questa rilevanza devono entrare nell’agenda politica di ogni buon governo e di ogni forza politica e non ci si può più esimere dal pronunciamento in tal senso.

Più che all’abbattimento sic et simpliciter la Provincia metta allo studio urgentemente misure alternative, tra le quali quella urgente di fermare la crescita di orsi sul territorio che ad oggi sembra essere sfuggita a qualsiasi controllo. In questo senso Forza Italia del Trentino chiede e si augura che la Giunta apra margini di revisione della delibera ed avvii un piano di seria convivenza tra l’uomo e l’orso.

 

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Gabriella Maffioletti

Vice coordinatrice regionale di Forza Italia Trentino

Bilancio Itea: conferenza stampa, domani, lunedì 29 giugno alle ore 12. Servizi agli inquilini, attenzione al sociale e riqualificazione: le parole chiave che accompagnano il risultato positivo del 2019.

Domani, lunedì 29 giugno 2020 alle ore 12.00, presso la sala riunioni ITEA di Palazzo Onda in via Lunelli, 10 a Trento, saranno presentati i risultati del bilancio di esercizio 2019 approvato dall’Assemblea dei Soci di ITEA S.p.A..

Saranno presenti il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, il presidente di Itea S.p.A. Salvatore Ghirardini, con tutto il Consiglio di Amministrazione della Società, il direttore generale Stefano Robol e il dirigente del settore amministrazione Carlo Aquilia.

 

Il leader della Lega Matteo Salvini e il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci saranno tra gli ospiti, in diretta, di Nicola Porro domani, lunedì 29 giugno, a “Quarta Repubblica” – in prima serata su Retequattro – che dedicherà un ampio approfondimento all’Italia ancora “bloccata” dopo la fine del lockdown.

Le telecamere della trasmissione mostreranno l’attuale situazione italiana, tra tratti autostradali sotto sequestro, il traffico in tilt per i viadotti ridotti a una sola corsia causa manutenzione, passando per la recessione economica e il continuo annuncio di bonus che finisce per frenare la ripresa e gli uffici pubblici tuttora chiusi.

Nel corso della serata, spazio anche a un’inchiesta sui vitalizi e gli stipendi dei manager delle società pubbliche e a un reportage dalle città dove la scoperta di focolai di Coronavirus tra gli immigrati ha alzato il livello di tensione sociale.

Tra gli ospiti anche l’eurodeputato e fondatore di Azione Carlo Calenda, i deputati Andrea Ruggieri (Forza Italia) e Gennaro Migliore (Italia Viva), il costituzionalista Alfonso Celotto, il presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili Gabriele Buia, Mario Giordano e i giornalisti Alessandro Sallusti, Marianna Aprile, Angela Azzaro, Piero Sansonetti, Daniele Capezzone e Maria Giovanna Maglie.

Linee guida Piano scuola 2020/21 – ”Dopo le paventate e ridicole idee di far tornare gli studenti in classe con i banchi all’interno di scatole in plexiglas, noncurante dell’impatto psicologico che questa misura avrebbe potuto avere sui nostri ragazzi, finalmente la ministra Azzolina sembra aver deciso le linee guida per l’anno scolastico 2020/21.

Teoricamente le famiglie dovrebbero tirare un sospiro di sollievo visto che la scuola riaprirà il 14 settembre, ma come e quali siano le misure messe in atto per garantire la sicurezza degli studenti, per le mascherine si deciderà a fine agosto, l’organizzazione delle lezioni si elude parlando di una diversa modulazione settimanale, per poi aggiungere il distanziamento di un metro, evidenziando la necessità di reperire spazi. La ministra Azzolina ha dichiarato che da una prima ricognizione degli istituti il 15% degli studenti dovrà stare fuori dagli istituti.

È evidente che il ritardo della decisione rende difficile trovare soluzioni in tempo ristretto, tempo che da quando la scuola è stata chiusa poteva essere utilizzato per il recupero degli edifici scolastici dismessi per poterli adibire a questa nuove esigenze.

TESNon c’è da stupirsi di questo caos causato dall’inadeguatezza e lentezza della Ministra, adibire i cinema, i musei e gli archivi ad aule scolastiche e quando il tempo permette anche i parchi è una soluzione inaccettabile e da terzo mondo! Cosa ancora più grave si scarica la responsabilità sui presidi e sulle amministrazioni locali che dovranno trovare soluzioni adeguate e rimediare all’incapacità manifesta di questo governo!”

Il talento unico ed eccezionale di uno dei più grandi attori di sempre. Dal dramma alla commedia, dallo spettacolo leggero a quello impegnato: Vittorio Gassman era e rimane il re. L’omaggio di RaiPlay, dal 29 giugno comprende:

 

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L’armata Brancaleone
Capolavoro innanzitutto di nonsense linguistico, attraverso i dialoghi riadattati in italiano medioevale, grazie all’ingegno degli sceneggiatori Age e Scarpelli; vetrina ideale per attori bravissimi come Gian Maria Volontè; apprezzato per la magnifica regia di Monicelli; il film (ora su RaiPlay) esprime soprattutto la bravura mostruosa di Gassman, nei panni di condottiero non esattamente vittorioso, ma leale e coraggioso.

I soliti ignoti
Il film simbolo della commedia all’italiana (adesso su RaiPlay) deve tutto all’intuizione di Mario Monicelli, che immaginò le capacità comiche dell’attore drammatico Gassman e gli affidò la parte di protagonista. Un gruppo di ladruncoli non riesce a portare a segno il colpo escogitato, ma entrerà lo stesso nella storia del cinema.

Profumo di donna
Tratto da un romanzo di Arpino, il film permise al regista Dino Risi di dirigere ancora una volta il suo attore preferito. Il risultato (ora disponibile su RaiPlay) fu talmente bello che diversi anni dopo, in Usa, Al Pacino ne fece una nuova versione, aggiudicandosi l’Oscar.

Sono Gassmann! Vittorio re della commedia
Molti amici e compagni di avventura, da Gigi Proietti a Renzo Arbore, rendono omaggio a Gassman in questo coinvolgente film (visibile adesso su RaiPlay) dove viene valorizzato specificatamente il contributo dell’attore agli anni d’oro della commedia all’italiana.

Il mattatore
Lo spettacolo televisivo, andato in onda al termine degli anni Cinquanta e ora riproposta da RaiPlay, consacrò l’attore presso il grande pubblico e mostrò la bravura di Gassman; abile ad indossare tutte le maschere dello spettacolo e ad entrare così nella leggenda.

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