Il gruppo di 23 cooperatori, riunitisi spontaneamente in funzione di molteplici esperienze e ruoli nei cinque settori del sistema cooperativo trentino (agricoltura, credito, consumo, produzione e lavoro, sociale) dopo la decadenza del Consiglio di amministrazione di Ftcoop, ha ritenuto, a seguito di ripetute sollecitazioni della propria base sociale, di assumersi la responsabilità di formulare e proporre ai Soci:

a) idee di programma per l’innovazione, il miglioramento continuo e il rilancio della cooperazione trentina nel complesso scenario di instabilità e di crisi che caratterizza il nostro contesto sociale e economico, anche a seguito della pandemia, rilegittimando la specialità cooperativa nel contesto dei suoi principi fondanti, a servizio dello sviluppo sostenibile e della coesione sociale;

b) ipotesi di ulteriore revisione dello statuto di Ftcoop al fine di valorizzarne la funzione di servizio, vigilanza e tutela nei confronti delle cooperative associate e dei loro consorzi, rafforzando la coesione interna fra settori e livelli di alleanza cooperativa, nonché la rappresentatività e la stabilità della governance;

c) programmi di valutazione ed efficientamento dei modelli gestionali delle imprese cooperative, delle rispettive governance, delle reti e degli enti di sistema, nel quadro di un rafforzamento generale delle abilità e delle conoscenze;

d) un profilo del candidato alla Presidenza di Ftcoop atto a conseguire i suddetti obiettivi programmatici.

In tale linea di pensiero, il gruppo, ben consapevole di non esercitare alcun potere né mandato formale, ma di esprimere unicamente una disponibilità su base volontaria, nell’interesse del sistema cooperativo, subordinata alla volontà e al gradimento dei Soci, ha ritenuto di offrire un supporto agli stessi nel delicato processo di individuazione della persona più rispondente al profilo definito.

Nella giornata odierna, a conclusione di un approfondito confronto, il gruppo ha deciso unanimemente di individuare, quale candidato presidente da proporre alla base sociale, la figura di Roberto Simoni, attuale presidente di Sait S.c.. Simoni, pur grato della valutazione del gruppo e disponibile, si è riservato di condividere questa sfida dopo essersi confrontato con il Consiglio di amministrazione del Consorzio.

Il gruppo ritiene che Roberto Simoni sia uomo d’esperienza e d’equilibrio, con ampie competenze in materia aziendale, maturate nella professione e corroborate da un vissuto cooperativo in ruoli di primaria importanza, quali la presidenza della Cassa Rurale di Pinzolo (2003-2019), di Promocoop (2013-2019) e del Sait (dal 2019). Simoni è generalmente apprezzato per la sua capacità di gestire momenti anche delicati, sempre cercando di valorizzare con concretezza logiche unitarie e di squadra. È perciò apparso particolarmente idoneo a proporsi come elemento di giunzione fra le diverse componenti del movimento, per creare e coordinare una squadra coesa e per traghettare Ftcoop verso una nuova identità, saldando l’ispirazione solidaristica che sta alla base del sistema cooperativo con la vorticosa accelerazione del cambiamento degli scenari economici, sociali e ambientali del nostro tempo.

Equilibrio, competenza e unità sono dunque le parole chiave di questa designazione.

Doti che, in varia misura, appartengono certamente anche ad altre persone, nostro malgrado coinvolte da indiscrezioni, con le quali il gruppo desidera comunque scusarsi, facendo presente che nella preferenza espressa molto ha giocato l’obiettivo dell’unità del gruppo, di Ftcoop e dell’intero sistema cooperativo, dal quale Simoni è stimato ed apprezzato.

Il gruppo è consapevole che la scelta del Presidente del Sait potrebbe creare difficoltà al Consorzio, all’indomani di un profondo processo di ristrutturazione di quest’ultimo e dell’acquisizione della diretta responsabilità gestionale del Superstore di Trento, ed assicura perciò a Roberto Simoni tutto l’appoggio possibile per accompagnare senza strappi i necessari aggiustamenti della squadra di governo, in una linea di continuità con le politiche aziendali in atto.

Il gruppo auspica che la propria scelta possa trovare larga condivisione nella base sociale, dalla quale ha peraltro avuto segnali più che incoraggianti, e formula a Roberto Simoni il più sincero augurio di poter affrontare con serenità e determinazione questa importante sfida.

Ritirato lo sciopero previsto per lunedì 29 giugno. Trentino Digitale: condiviso l’accordo sindacale tra la Società e le Rappresentanze Sindacali per il Premio di Risultato 2020

Con riferimento allo sciopero di 8 ore indetto da FIM-CISL e FIOM-CGIL lo scorso 23 giugno, su sollecitazione di Provincia è stata riaperta la trattativa tra le parti. Dopo due giornate di confronto costruttivo tra la Società e le Rappresentanze Sindacali è stato raggiunto in data odierna l’accordo sindacale che disciplina i criteri per l’erogazione del Premio di Risultato a favore dei lavoratori di Trentino Digitale per l’anno 2020.

Vista anche la prossima scadenza dei termini, sono stati riproposti i criteri adottati lo scorso anno, opportunamente aggiornati agli indicatori tecnici ed economici programmati dalla Società per l’esercizio in corso, tanto anche a seguito del riconoscimento della straordinarietà dell’anno dettata dall’emergenza sanitaria Covid19.

Le parti si sono impegnate reciprocamente a rivede i criteri da adottare per il Premio di risultato 2021, già a partire dal prossimo mese di ottobre, in concomitanza alla definizione del nuovo budget aziendale 2021; l’orientamento comune è di addivenire, nell’ambito di un nuovo modello proposto dalla Società, a obiettivi condivisi più flessibili e orientati ad avviare il nuovo ciclo di sviluppo che la Società dovrà perseguire a seguito delle indicazioni e degli obiettivi del Piano Industriale. Particolare attenzione è stata inoltre posta al tema dello Smart Working che sarà oggetto di prossimi incontri tra le Parti.

La positiva conclusione della trattativa con le Rappresentanze Sindacali, ha tenuto conto anche delle esigenze contingenti, senza peraltro perdere di vista le prospettive di innovazione e sviluppo che saranno conseguenti alla conclusione del nuovo Piano Industriale. In questo senso si motiva la proposta fatta dalla Società e accolta dalle OO.SS. di negoziare quanto prima un nuovo modello di indicatori per il PdR 2021.

La Società auspica che il lavoro di tutti possa riprendere in un contesto favorevole di reciproca fiducia.

L’ENAC, a chiarimento di quanto già comunicato, ha precisato, in una nota inviata alle compagnie aeree, che il divieto di utilizzo delle cappelliere è limitato ai voli dove non viene effettuato il distanziamento sociale a bordo; viceversa, l’utilizzo delle medesime è consentito sui voli dove viene attuato tale distanziamento.

Quindi l’utilizzo delle cappelliere è consentito sugli aeromobili dove viene rispettato il distanziamento sociale previsto dal DPCM dell’11/6/2020. Qualora, invece, si intenda derogare al limite consentito dal distanziamento sociale, solo in quel caso viene interdetto l’uso delle cappelliere. Si tratta, pertanto, di misure che consentono di derogare al distanziamento sociale per poter ottenere un maggior riempimento degli aerei.

Infatti, nell’Allegato 15 del DPCM 11/6/2020 è indicato il divieto di portare a bordo bagagli di grosse dimensioni tra le condizioni affinché i vettori possano beneficiare della deroga sul distanziamento a bordo dell’aeroplano.

Per ottenere la deroga al distanziamento, pertanto, è necessario il rispetto di una serie di prescrizioni tra cui quella relativa al bagaglio a mano e all’uso delle cappelliere.
Si ricorda che l’obbligo di distanziamento deve essere rispettato da tutti i vettori a prescindere dalla nazionalità e che tutte le condizioni previste per derogare al distanziamento devono sussistere contemporaneamente. Ove anche una sola delle condizioni non sia osservata, il distanziamento deve essere mantenuto.

Scuola, presentate le Linee guida per settembre. – Azzolina: “Si torna in presenza e sicurezza. – Avremo un miliardo in più per la ripartenza”.

“A settembre si torna a scuola in presenza e in sicurezza” lo ha detto oggi la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, presentando le Linee guida per la ripresa insieme al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il testo ha avuto il via libera, questo pomeriggio, anche da parte delle Regioni e degli Enti locali, è immediatamente operativo e verrà ora diramato alle istituzioni scolastiche.

“Le Linee guida sono il frutto di un lungo confronto e di una condivisione con gli attori del mondo della scuola, comprese famiglie e studenti, con le Regioni, gli Enti locali, e ci consentono di fare un lavoro che non guarda solo alla riapertura, ma anche al futuro della scuola. Abbiamo le risorse economiche, gli strumenti, possiamo far sì che la ripartenza sia anche volano di innovazione”, ha aggiunto la Ministra.

“Stiamo dando soluzioni chiare, ma flessibili: ogni scuola è strutturalmente diversa dall’altra, dobbiamo tenerne conto”, ha detto ancora Azzolina. Confermato, durante la conferenza stampa, un miliardo in più per la ripartenza, che consentirà, fra l’altro, di avere un maggiore organico per evitare classi sovraffollate. “Saremo in grado di avere fra docenti e personale ATA 50mila persone in più”, ha anticipato la Ministra.

Una cabina di regia nazionale con compiti di coordinamento e tavoli regionali, insediati presso gli Uffici territoriali del Ministero dell’Istruzione, guideranno le scuole verso la ripresa. Ai gruppi di lavoro parteciperanno i rappresentanti degli Enti locali. Una governance pensata per affiancare i dirigenti scolastici e facilitare le risposte alle loro esigenze. La Ministra Azzolina a partire dalla prossima settimana andrà nelle diverse regioni per partecipare ai tavoli e monitorare l’andamento dei lavori.

 

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Le date di riapertura
Dal primo settembre le scuole riapriranno per il recupero degli apprendimenti delle studentesse e degli studenti che non hanno raggiunto la sufficienza alla fine dell’anno scolastico appena concluso e di tutti gli alunni che i docenti vorranno far partecipare in base alle esigenze della loro classe. Dal 14 settembre cominceranno le lezioni.

 

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Scuole igienizzate e in sicurezza
Le scuole saranno pulite costantemente e ci saranno prodotti igienizzanti, saponi e tutto quanto servirà per assicurare la sicurezza di alunne e alunni e del personale. Per questo scopo sono già stati erogati alle istituzioni scolastiche 331 milioni che potranno essere utilizzati anche per piccoli interventi di manutenzione e arredi innovativi.

 

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Più spazi per la scuola
La scuola che inizierà settembre, per rispettare il distanziamento previsto ad oggi dal Comitato tecnico-scientifico (1 metro di distanza fra le “rime buccali degli alunni”), avrà bisogno di più spazi. Il Ministero ha messo a punto in queste settimane un ‘cruscotto’, un sistema informatico che incrocia i dati relativi a aule, laboratori, palestre disponibili con il dato delle studentesse e degli studenti e la distanza da tenere. Questo strumento consentirà di individuare, comune per comune, scuola per scuola, le priorità di intervento e gli alunni a cui sarà necessario trovare nuovi spazi in collaborazione con gli Enti locali. Uno strumento rapido per poter agire chirurgicamente sulle situazioni più complesse. Secondo i dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica ci sono poi circa 3mila edifici scolastici dismessi che possono essere recuperati. Si useranno anche spazi esterni, attraverso patti con il territorio, per una didattica che possa svolgersi anche nei musei, negli archivi storici, nei teatri, nei parchi.

 

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Più didattica laboratoriale e flessibilità
Le linee guida sollecitano una didattica meno frontale e più laboratoriale, in piccoli gruppi e non necessariamente in classe, ma anche in spazi diversi per coniugare la necessità di distanziamento con l’innovazione. Sarà favorito l’acquisto di nuovi arredi, come i banchi singoli di nuova generazione che consentono una didattica più collaborativa. La didattica digitale potrà essere integrata con quella in presenza ma solo in via complementare nella scuola secondaria di II grado.

 

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Priorità a infanzia e alunni con disabilità
Nel lavoro che sarà fatto dalle scuole e ai tavoli regionali massima priorità sarà data ai più piccoli, che più di tutti hanno sofferta la chiusura della scuola in questi mesi e agli alunni con disabilità.

 

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Formazione del personale e informazione
Il personale sarà formato sui temi della sicurezza e anche sulle nuove tecnologie per non disperdere il lavoro fatto durante la chiusura delle scuole per l’emergenza. Ci sarà una campagna informativa sui comportamenti responsabili da tenere che coinvolgerà anche genitori e studenti.

 

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Il Comitato tecnico-scientifico
Le indicazioni su distanziamento, mascherine, misure di igiene sono contenute nei documenti elaborati dal Comitato Tecnico-Scientifico allegati alle Linee guida per le scuole. I documenti saranno aggiornati periodicamente. Il Comitato si è già riservato la possibilità di rivalutare a ridosso della ripresa scolastica la necessità dell’obbligo di mascherina, sulla base dei dati del contagio che via via emergeranno.

 

 

Il video della conferenza: https://www.youtube.com/watch?v=xQVCLG-OTzg

Equilibrio sociale per l’assestamento di bilancio di Trento – Si è conclusa nella notte (verso le 02 del mattino) la lunga tornata di consigli comunali di giugno, con gli importanti temi dell’assestamento del bilancio in clima ripresa post – COVID19; il dibattito è rimasto incentrato sulle proposte per sostenere la nostra comunità e le attività economiche nella ripartenza, con il difficile clima attuale che vede mancare la fiducia e quindi lo spirito per la ripresa.

Come proposto finora, la Lega ha continuato a portare avanti le richieste di riequilibrio sociale da attuarsi attraverso gli aiuti comunali, data la disponibilità dell’avanzo di bilancio. Grazie anche al deposito di numerosi emendamenti puntuali, si è potuto concordare misure a disposizione delle famiglie e dell’economia, con un “bonus famiglie” che possa sostenerle dal punto di vista economico per spese alimentari e dedicate ai più piccoli; sostegno anche per le fasce delicate degli anziani, con 100.000 euro in più sul capitolo del sostegno alle rette di ricovero e 500.000 euro aggiunti sull’assistenza domiciliare per chi ha in carico anziani o adulti disabili. Per richiesta Lega finanziate con 100.000 euro anche le associazioni di volontariato, che non ricevano già altri sostegni pubblici, che potranno chiedere il rimborso delle spese di affitto e utenze per i mesi di chiusura.

Rimaniamo perplessi invece sulla mancata volontà della maggioranza di concedere aiuti alle aziende che non abbiano potuto accedere ad altri tipi di sovvenzioni da stato o provincia e che si trovano comunque ad affrontare il difficile momento attuale.

Approvate con tre ordini del giorno collegati, anche misure di sostegno alla promozione della filiera agroalimentare trentina, aumento delle risorse per la realizzazione dei bagni pubblici in città e rafforzamento del progetto di restauro e valorizzazione del monumento a De Gasperi di Piazza Venezia.

Ci sentiamo di ringraziare tutti coloro che hanno contribuito, nel centrodestra e negli uffici dell’amministrazione comunale, al raggiungimento di questo risultato per la città.

 

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Gruppo consiliare Lega Nord Trentino

 

 

 

 

200624 - CTN odg ass Filiera

 

200624 - CTN odg ass Degasperi

 

MAXI emendamento FINALE_Giuliani_altri

 

ODG_5_1240_2020

 

200624 - CTN odg ASS bagni

Intesa nella Conferenza Unificata. Se i dati non peggiorano, studenti sui banchi senza mascherine. Kompatscher e Vettorato: “Tabella di marcia corretta, ma teniamo il nostro margine di autonomia”. Le lezioni riprenderanno il 7 settembre. Se il quadro resta quello attuale senza mascherine.

Il cosiddetto Piano scuola per l’anno scolastico 2020/2021 è definito. Se la tendenza dei contagi dovesse restare quella attuale, la scuola in Alto Adige riprenderà con lezioni regolari il 7 settembre e senza obbligo di mascherina per i ragazzi nel rispetto di una distanza di un metro. Una decisione in merito è stata presa nel pomeriggio dalla Conferenza unificata i cui rappresentanti si sono riuniti in videoconferenza. Per quanto riguarda il quadro nazionale è previsto che il comitato tecnico scientifico ”almeno 2 settimane prima dell’inizio delle scuole, aggiornerà, in considerazione del quadro epidemiologico, le proprie indicazioni in merito all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale per gli alunni e per gli insegnanti”. “Siamo d’accordo con la tabella di marcia fissata dal governo – afferma il presidente Arno Kompatscher – ma vogliamo tenere il nostro margine di autonomia nelle decisioni”. Nel resto d’Italia l’anno scolastico riprenderà con ogni probabilità il 14 settembre, mentre in Alto Adige in tutte le scuole – comprese quelle dell’infanzia – si partirà il 7 settembre. Nel corso della riunione il presidente si è espresso chiaramente a favore di una “ripresa regolare e senza mascherine. Una decisione sarà presa comunque alla luce dell’andamento dei dati epidemiologici”.

“Abbiamo concordato – aggiunge l’assessore Giuliano Vettorato – che la scuola in Alto Adige ricominci il 7 settembre e che la ripartenza sia in presenza, con l’auspicio che non si verifichi una nuova ondata di contagi. I nostri ragazzi hanno bisogno del confronto e del contatto sociale con gli insegnanti e con i compagni di classe. Abbiamo lavorato con le altre regioni in questi giorni affinché il piano potesse rispondere quanto più possibile alle esigenze didattiche e formative dei nostri alunni”. Se la situazione epidemiologica dovesse cambiare in negativo, la Sovrintendenza italiana ha già preparato linee guida  per affrontare altri due possibili tipi di scenario.

Per l’assessore alla scuola in lingua tedesca Philipp Achammer  “occorre fare tutto il possibile per garantire il diritto all’istruzione dei nostri ragazzi, ed è quindi auspicabile che ciò avvenga con lezioni regolari a partire da settembre”. Lo stesso viene auspicato anche dall’assessore in lingua ladina, Daniel Alfreider. “Con tutte le parti interessate si stanno elaborando – aggiunge – le indicazioni per permettere un rientro con le necessarie misure di sicurezza”.

Guardando alle recenti comunicazioni e priorità esternate da parte di altre forze politiche che cercano di costruirsi un posizionamento elettorale, pensiamo sia più opportuno riportare il baricentro del dibattito su aspetti più importanti per il futuro della città di Trento.

La prima questione sulla quale è doveroso confrontarsi e discutere è la necessaria previsione di un piano A e di un piano B che permettano di far fronte ad una potenziale emergenza Covid pronosticata per il prossimo autunno.

Non solo, è di primaria importanza immaginare una programmazione di riqualificazione turistica del nostro territorio, considerando che tale settore rappresenta una delle strutture portanti del tessuto sociale cittadino, dalla quale dipendono le sorti di un settore che coinvolge tanti.

Un ulteriore aspetto riguarda la necessaria riqualificazione urbana e la lotta al degrado in alcune aree strategiche della città che aspettano da troppo tempo che ci sia un segnale coraggioso da parte della politica.

Abbiamo dunque un’idea molto precisa delle tematiche fondamentali per la città.

Con il nostro impegno cercheremo di portare più attenzione e soluzioni concrete e innovative a quelle che saranno le prossime sfide che la comunità dovrà affrontare.

 

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Silvia Zanetti
Candidato Sindaco per Trento
SI PUÒ FARE!

Pubblicata l’ordinanza urgente numero 32. VIa libera da domani alle corse di cavalli all’ippodromo di Merano.

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha firmato nel pomeriggio l’ordinanza contingibile ed urgente numero 32 “Ulteriori misure urgenti per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19″ che disciplina in particolare la riapertura dell’ippodromo di Merano. Con la firma del presidente e la sua pubblicazione sul sito web provinciale Coronavirus l’ordinanza è già in vigore.

L’ordinanza firmata da Kompatscher prevede che “dal 27 giugno 2020 possono riprendere le corse dei cavalli con la presenza del pubblico nell’Ippodromo di Merano”. Per quanto riguarda la ristorazione la struttura dovrà rispettare le misure specifiche contenute dalla legge provinciale dell’08.05.2020, n. 4”. Per il resto all’ordinanza è allegato un apposito protocollo operativo siglato con la Merano Galoppo Srl.

Nel documento è anche previsto che in deroga alla legge provinciale del 27 ottobre 1997, n. 15, e limitatamente alla stagione estiva 2020, i gestori dei rifugi potranno trasportare in elicottero dei container da posizionare nelle immediate vicinanze del rifugio e da destinare all’espletamento delle misure di prevenzione o a deposito di materiale. I locali non possono, però, essere utilizzati per predisporre posti letto.

Renzi a Conte: “… il mio problema sono le cose da fare per l’Italia. Al premier proponiamo di stilare un contratto di programma alla tedesca per chiarire dove vogliamo portare l’Italia: quale politica industriale, quali interventi per la famiglia, come lavorare sulla scuola!”

Il problema di dove vogliamo portare l’Italia esiste anche per il territorio della Provincia Autonoma di Trento. Gli aderenti trentini ad ItaliaViva hanno chiara l’urgenza di definire la politica industriale del Trentino per il prossimo quarto di secolo: Nonsolo Turismo, Nonsolo Agricoltura, ma Industria “a valore aggiunto elevato”. L’eccellenza avviene con i servizi avanzati di alta formazione – ricerca – innovazione per aggredire e non solo subìre il mercato mondo. Mercato dei cittadini italiani ed europei.

Questo costruisce lo spazio per il futuro dei trentini, questo assegna loro – con investimenti selettivi continuati – un ruolo non secondario nella divisione della produzione internazionale di beni e servizi. In una zona del panorama economico in cui i lavori sono creativi e di responsabilità; e gli stipendi sono alti, e non rischiano di deprezzarsi a breve.

Un progetto mirato; possiamo farlo? Sì, meglio di altri, grazie agli investimenti di oltre mezzo secolo nei settori dell’alta formazione, ricerca, industria delle nuove tecnologie, servizi all’innovazione: il settore Soft.

Abbiamo già superato la barriera d’ingresso per “abitare questo spazio” e possiamo credibilmente continuare ad aspirare a crearci uno spazio specifico nostro, con ulteriore specializzazione in filiere produttive. Cosa che non vale per i settori maturi, come la meccanica o l’elettronica, in cui altri territori hanno mezzo secolo di vantaggio su di noi e, dunque, hanno ammortizzato i loro investimenti pubblici e privati, mentre noi su questi settori (molto hardware e poco software) non avevamo investito nell’ultimo mezzo secolo.

Negli anno ’60 grazie all’autonomia ed all’intelligenza politica dei Popolari – Popolari trentini di così grande tradizione in Italia – , la Provincia Autonoma di Trento ha fondato l’Istituto Trentino di Cultura, la Libera Università di Trento, – ora UniTn – l’Istituto per la Ricerca Scientifica e Tecnologica – ora Fondazione Bruno Kessler -, su cui il Pubblico ha continuato ad investire per mezzo secolo buona parte delle risorse disponibili. Favorendo la nascita e crescita d’imprese Soft che oggi competono in Italia/Europa/Mondo e che hanno fortemente contribuito ad ammodernare l’attività produttiva degli altri settori nello stesso Trentino. Oggi questa è la barriera d’ingresso costruita da Trento verso altri territori. Naturalmente occorre potenziare i settori produttivi esistenti rendendoli più robusti.

Questo è il progetto di sviluppo del Trentino su cui si può e si deve continuare ad investire selettivamente. La strategia è di filiera più che di settore e concentra lo sforzo in due direzioni: su prodotti e servizi dell’industria dell’informazione e della conoscenza e su servizi di alta formazione e ricerca – considerati come prodotti – in tutti i settori dell’attività umana. Pro mercato  europeo.

Trento e il Trentino vogliono essere capaci di attrarre risorse imprenditoriali, di ricerca, formazione e tecniche dall’esterno per sviluppare e completare filiere. Questo richiede lo sviluppo continuo dell’attrattività del territorio sia per il “fuoco dell’intelligenza” (ricercatori) che per le nuove attività produttive, offrendo loro economie di sistema, sia in termini di infrastrutture, di servizi alla produzione e innovazione, che di capitale umano competente disponibile. Nonché il continuo sviluppo dell’attrattività della vita civile e culturale nel nostro bell’ambiente. “No ghé californie” diceva Bruno Kessler, guardando giù la valle dalla nuova sede di Ingegneria a Mesiano, appena completata.

Rendiamoci conto che lo sviluppo socio economico del Trentino prodotto dall’autonomia, dalla buona amministrazione, dalla politica delle scelte intelligenti ha portato il Trentino dalla situazione di economia di sussistenza di montagna ad un livello di prodotto lordo pro capite superiore alla media degli stati dell’Unione Europea. Ovviamente c’è molta strada da fare: la scolarità Universitaria in Trentino è sotto la media nazionale, mentre a noi serviranno dottori di ricerca, e la ricerca industriale privata è a livello di zero virgola per cento, mentre nei paesi scandinavi (solo quella privata) è del 2 per cento del PIL: anche se la nostra ricerca pubblica trentina è pure del 2%, i suoi addetti nel pubblico rischiano l’autoreferenzialità. Quindi “Adelante Pedro, con iuicio”.

Queste idee non sono solo farina del mio sacco ma anche dell’economista Silvio Goglio: avverto però che non ho trovato traccia nel Programma di Sviluppo Provinciale della XVI legislatura, approvato dalla Giunta Provinciale della Provincia Autonoma di Trento un anno fa. Programma di Sviluppo Provinciale attento alla trattazione accorta di aspetti di rilievo cari alle varie componenti del tessuto socio economico del Trentino.

Occorre però ricordare che quando Kessler fondò l’ITC, l’IRST e Sociologia non si preoccupava del consenso dei coltivatori diretti, degli albergatori, dei cooperatori, ecc. – che peraltro si era già guadagnato. Si preoccupava dei nostri figli e nipoti, e del loro futuro in Italia ed in Europa.

Cosa che ora tocca a noi fare.

 

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Gianni Jacucci

Italia Viva Trentino

Riforma della governance alla Fem senza le cooperative agricole. La Federazione scrive alla Giunta provinciale: una scelta sbagliata per il sistema trentino.

Sulla proposta di modifica del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Mach, approdata anche al Tavolo verde della Giunta provinciale, la Federazione ha sempre mantenuto un profilo istituzionale di confronto dialettico.

Tuttavia, la decisione di escludere i rappresentanti diretti delle cooperative trentine nel cda ha provocato una dura lettera da parte della Federazione a nome delle cooperative agricole, firmata dalla rappresentante legale pro tempore Patrizia Gentil: “una scelta incomprensibile e immotivata, e sbagliata per il sistema trentino. Il ruolo determinante che il mondo della cooperazione agricola riveste per il Trentino motiva una presenza diretta nel Consiglio della Fem”. Chiesto un “necessario ed urgente confronto con la Giunta”.

“Francamente incomprensibile e immotivato introdurre elementi di frizione in un Ente così centrale per l’agricoltura trentina come la FEM, escludendone una parte determinante, quando invece sarebbe fondamentale e necessario praticare un convinto gioco di squadra tra tutte le componenti del settore sia pubbliche che private”.

La Federazione ha inviato oggi una lettera, firmata dalla rappresentante legale Patrizia Gentil, al presidente della Giunta provinciale Maurizio Fugatti, agli assessori all’agricoltura Giulia Zanotelli e alla cooperazione Mario Tonina.

“Nel corso del Tavolo Verde tenutosi lo scorso lunedì 15 giugno, a cui hanno partecipato tutte le componenti della cooperazione agricola trentina – si legge nella lettera – abbiamo appreso la volontà da parte della Provincia Autonoma di Trento di proporre una nuova configurazione per la governance della Fondazione E. Mach-FEM.

Non nascondiamo che la proposta della Giunta provinciale ci ha negativamente sorpreso e stupito, tanto nel metodo – nessun confronto preventivo – quanto nel merito, considerandola centralità della cooperazione agricola per il Trentino e per l’agricoltura in particolare: riteniamo infatti il nostro mondo, a buon titolo, interlocutore necessario e naturale del Governo provinciale, con il quale crediamo di avere sviluppato in questi anni una fattiva collaborazione a vantaggio degli agricoltori trentini e più in generale di tutta la nostra economia”.

“Nel comprendere – prosegue la lettera – l’esigenza di semplificazione complessiva dell’organizzazione che è sottesa a questa iniziativa, vogliamo tuttavia sottolineare con forza la necessità di un diretto e non mediato coinvolgimento della Cooperazione nell’individuazione dei componenti espressione del mondo agricolo.

Le modalità di designazione anticipate al Tavolo e riportate nell’emendamento depositato dall’Assessore Zanotelli – indicazione di tre componenti da parte dei sindacati agricoli – non possono trovare la nostra condivisione, considerato il ruolo determinante che il mondo della cooperazione agricola riveste per il Trentino”.

Inoltre, gli stessi programmi di finanziamento europeo per la ricerca prevedono che chi individua l’ambito della ricerca deve essere in stretta correlazione con gli utilizzatori.

Ecco perché la Federazione rivendica una presenza delle cooperative agricole all’interno di un ente importante di ricerca come la Fem.

La lettera elenca una serie di numeri che testimoniano il protagonismo delle cooperative ed i consorzi nello sviluppo economico del Trentino e non solo in riferimento ai singoli comparti (vitivinicolo, ortofrutticolo, lattiero- caseario e dell’allevamento), nei quali la cooperazione ha un ruolo di leadership quasi totale, ma di tutto il sistema produttivo locale a 360 gradi, con un impatto molto forte anche per il turismo e l’indotto in generale.

La imprese cooperative agricole, infatti, gestiscono la produzione di circa 18.000 soci per un controvalore di liquidato ai soci di circa euro 431 milioni di euro e sviluppano, tramite le proprie strutture, un fatturato di 1.169 milioni di euro, la grande parte del quale è creato tramite l’export sui mercati internazionali, che rappresenta una parte rilevantissima delle esportazioni di tutto il Trentino.

Le cooperative agricole, grazie all’impegno dei soci e del management, hanno saputo operare realizzando cospicui investimenti in strutture produttive di assoluto livello e sviluppando un patrimonio complessivo di 439 milioni di euro che rappresenta una grandissima ricchezza per tutta la comunità trentina. Inoltre, le OP trentine convogliano in Trentino circa 30.000.000 di euro di fondi UE OCM, che formano Piani Operativi di 60.000.000 euro l’anno reinvestiti sul nostro territorio.

Le cooperative agricole danno lavoro a più di 3.000 collaboratori, tra fissi e stagionali, ed in molte valli rappresentano l’unico presidio efficace e valido contro la desertificazione e l’abbandono del territorio.

La lettera si conclude con la richiesta di un necessario ed urgente confronto con la Giunta.

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