Abbiamo appreso dagli organi di stampa che l’ANM del Trentino Alto Adige (Associazione Nazionale Magistrati), ha incontrato il Presidente della Giunta regionale del T.A.A., Maurizio Fugatti, per denunciare la grave carenza di organico del personale amministrativo all’interno degli Uffici Giudiziari di Trento e di Bolzano. Oltre ad una situazione resa ancora più difficile dall’emergenza sanitaria COVID-19.

Dall’esito della riunione, si legge, il Vice Presidente della Regione ha assicurato che il concorso per l’assunzione di nuovi cancellieri sarà svolto in tempi rapidi.

La FLP è grata all’ANM (anch’essa un’associazione sindacale), per aver risollevato il problema degli Uffici Giudiziari in questa Regione che, pare, non essere più tra le priorità del medesimo Ente, visto che da anni si è impegnato, a parole, a migliorare ed efficientare i nostri tribunali ma, che in effetti sono sull’orlo del collasso!

Questi i numeri al 31.12.2019 che non tengono conto dei numerosi pensionamenti in atto (causa anche la legge sulla quota 100), che costringe i relativi responsabili degli Uffici a ridurre gli orari di apertura degli stessi Uffici, nonché alcuni servizi offerti al cittadino.

Con i numeri sopra riportati, a nostro avviso è legittimo intravedere un regresso della macchina giudiziaria in Regione, in barba a tutte le promesse largamente sbandierate e puntualmente non mantenute. I processi si preparano e si fanno con i magistrati e con il personale amministrativo.

Naturalmente, con una situazione drammatica come questa, aver promesso di velocizzare il concorso per cancellieri, ci sembra non solo insufficiente ma, non aver compreso che a giorni, laddove si dovesse ritornare in presenza negli Uffici Giudiziari per riprendere le normali attività dei tribunali, il rischio concreto è quello di una limitazione dei processi e dell’intera macchina giudiziaria che i cittadini di questa Regione non meritano affatto! Anche perché, gli stessi cittadini regionali con la delega sulla giustizia e quindi con le proprie tasse, si sono accollati il mantenimento degli Uffici Giudiziari e degli stipendi del personale per una somma pari a circa 25 milioni di euro all’anno che prima erano a totale carico delle Stato.

Rammentiamo che la delega dallo Stato alla Regione delle funzioni riguardanti l’attività amministrativa e organizzativa di supporto agli uffici giudiziari (Dlg. 16/2017, entrato in vigore il 01/01/2017), ha attuato il passaggio del personale amministrativo statale (357 dipendenti) alle dipendenze della Regione a far data dal 1° gennaio 2018. Da allora, solo promesse…soprattutto durante le inaugurazioni dell’anno giudiziario dove politici e parte di addetti ai lavori (magistrati, avvocati, sindacalisti), fanno passerella, senza mai affrontare con serietà e determinazione l’aspetto più complicato che da anni ci portiamo dietro e cioè, Uffici Giudiziari consoni ad una Regione Autonoma com’è quella del T.A.A.

Lo stesso presidente delle Regione Arno Kompatscher che ha fortemente voluto la delega alla Regione, ha sempre garantito il massimo impegno per ammodernare i tribunali e per riportare un po’ di serenità tra il personale amministrativo che oramai è allo stremo. Fino ad oggi, però c’è il vuoto assoluto. In qualche Ufficio, pare, ci possa essere addirittura il problema per le sostituzioni dei dipendenti in caso di ferie.

La FLP chiede all’organo politico di intervenire immediatamente sull’organico degli Uffici Giudiziari e quindi sui concorsi. L’intervento deve essere straordinario ed emergenziale e non basato sul burocratese che non possiamo più permetterci. Ricordiamo che nei circa due anni e mezzo dall’attuazione della Delega, il Ministero della Giustizia ha espletato procedure concorsuali per vari profili professionali e con relative migliaia di nuove assunzioni oltre a ben due passaggi di fascia economica. Pertanto vogliamo assunzioni subito. La Regione a statuto speciale può farlo nel giro di una seduta di giunta…

Siamo stanchi di essere presi in giro! Quindi se non avvivano risposte urgenti, ricorreremo al Ministero della Giustizia per chiedere che la delega ritorni in capo allo Stato Italiano causa manifesta insufficienza gestionale della Regione T.A.A.

 

 

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La Segreteria Regionale F.L.P.

G. Vetrone – C. Urgesi

 

Comunicato Stampa Uffici Giudiziari 19.6.2020

“E’ il momento giusto per restituire ai cittadini i soldi che il Consiglio regionale ha recuperato in questi anni attraverso le restituzioni degli ex Consiglieri avvenute ad oggi con la riforma dei vitalizi e dal credito Irpef riconosciuto dall’agenzia delle Entrate. E’ una cifra importante, più di 16 milioni di euro, che ora trasferiremo al fondo per la famiglia e l’occupazione della Regione, affinchè possano avere subito una ricaduta sui cittadini”. Così il Presidente del Consiglio regionale, Robert Paccher, che si è fatto promotore di questa iniziativa e ha annunciato in Consiglio regionale, in occasione dell’approvazione del Rendiconto finanziario, la decisione presa in Ufficio di Presidenza.

“Da anni, spiega, il Consiglio regionale accantona quanto dovuto dagli ex Consiglieri dopo la riforma della legge sui vitalizi avvenuta nel 2014: ora è tempo che questi soldi possano tornare ai cittadini, in un momento di necessità, quando potranno essere utilizzati dalle Province là dove ve ne sia più bisogno. In tempi brevi procederemo con il trasferimento alla Regione, che ancora una volta si dimostra la casa dell’Autonomia e il luogo di incontro tra Bolzano e Trento”.

La cifra vincolata nel fondo dal Consiglio regionale è oggi pari ad euro 16.319.912,89 derivanti, come lo stesso Paccher ha spiegato, dal credito IRPEF riconosciuto dall’Agenzia delle Entrate e dalle restituzioni in contanti in riferimento all’applicazione della legge regionale n.4/2014 per il ricalcolo del valore attuale medio spettante agli ex consiglieri regionali. Tali somme saranno trasferite alla Regione e destinate ai sensi dell’art. 11 della legge 4/2014 al Fondo regionale per il sostegno della famiglia e dell’occupazione.

Roberto Paccher ha dunque scelto, in accordo con i membri dell’Ufficio di Presidenza (i trentini Luca Guglielmi, Vicepresidente Vicario e Alessandro Savoi, Segretario Questore, e gli altoatesini Josef Noggler, Vicepresidente, Helmut Tauber e Alessandro Urzì, Segretari Questori) di sbloccare questi fondi e metterli a disposizione della Regione, in coerenza con le politiche sociali e del lavoro di ciascuna Provincia autonoma. “Le famiglie rappresentano la cellula fondamentale del nostro tessuto sociale – spiega Paccher – e che ora più che mai, in un momento di crisi dovuto all’emergenza sanitaria, hanno bisogno di azioni rapide ed efficaci. Questi fondi appartengono ai cittadini e ai cittadini devono tornare”.

“I miei pensierini della sera”, di Alessandro Savoi.

1) Oggi 12 consiglieri della minoranza del Consiglio provinciale di Trento hanno presentato la mozione di sfiducia contro il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder: verrà evidentemente respinta perché la maggioranza, votata dai trentini siamo noi, l’attacco delle minoranze è esclusivamente politico.

La vicenda giudiziaria finirà tra minimo due anni; Walter è una persona perbene. Le minoranze verranno in aula per suonare.. e saranno suonate…che goduria. Poi, però, basta commedie, minoranze.

 

2) Oggi presidio di protesta dei sindacati perché gradualmente i dipendenti della Provincia dovranno rientrare fisicamente a lavorare anziché da casa in ufficio… (e magari il venerdì pomeriggio e sabato mattina una volta al mese fino al 30 settembre, peraltro).

Non servono ulteriori commenti…la gente ha capito perfettamente. E Savoi è orgoglioso di dire certe cose che pressoché tutti condividono.

 

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Alessandro Savoi

Consigliere provinciale Lega

 

#laserietàdelgovernoprovinciale

 

 

 

Dipendenti pubblici e Covid, dal 29 giugno il rientro a turni per garantire la sicurezza.

Garantire, lavorando in sicurezza, servizi adeguati all’utenza, con particolare attenzione alle attività straordinarie messe in campo dalla recente legge provinciale per contrastare i pesanti danni provocati dall’emergenza Coronavirus a tutti i settori economici. Questo l’obiettivo del piano di rientro dei dipendenti pubblici varato oggi dalla Giunta provinciale che ha affidato al Dirigente generale del Dipartimento personale di disporre il progressivo ripristino della prestazione lavorativa in sede da parte del personale della Provincia, in modo da garantire la presenza dello stesso nelle sedi di servizio, indicativamente, per non più del 50% del personale contemporaneamente, con conseguente adeguamento dell’orario generale di servizio. Il provvedimento varrà a partire dal 29 giugno e fino al 30 settembre.

“L’andamento favorevole dell’epidemia da COVID-19 – spiega il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti – consente di mettere in campo nuove modalità di organizzazione del lavoro del personale provinciale dopo il periodo di smart working esclusivo che ha caratterizzato la fase acuta dell’emergenza sanitaria. Con la revisione delle limitazioni allo spostamento e con la ripresa pressoché generalizzata di tutte le attività economiche, unitamente alle diverse misure di sicurezza approntate, è ora possibile il rientro in sede del personale provinciale, secondo criteri che garantiscano ai dipendenti di poter operare in sicurezza all’interno degli ambienti di lavoro. La Giunta provinciale – conclude Fugatti – ritiene dunque di confermare che da qui alla fine del periodo emergenziale i dipendenti della Provincia siano chiamati a rientrare nei loro uffici”.

La prestazione lavorativa dovrà essere resa mediante avvicendamento del personale nei luoghi di lavoro in due turni giornalieri, dal lunedì al venerdì e con orario di lavoro flessibile limitato in ragione della necessità di rispettare le misure di sicurezza previste a garanzia della riduzione del rischio di contagio COVID 19. L’articolazione dell’orario sarà di 5 ore giornaliere. Per mantenere l’orario settimanale di 36 ore verrà attuato un mix fra prestazioni da effettuare in ufficio e in smart working. La delibera prevede, inoltre, che i responsabili di struttura, in presenza di effettive esigenze di servizio a favore dell’utenza, potranno chiedere al personale una prestazione da rendersi il sabato mattina con particolare riferimento alle esigenze connesse al sostegno dell’economia e delle attività produttive.

La Giunta provinciale, che con gli assessori Achille Spinelli e Giulia Zanotelli, ha incontrato in tarda mattinata le organizzazioni sindacali rappresentative del pubblico impiego, evidenzia inoltre che rispetto alle questioni poste dai sindacati vi siano degli spunti di interesse su cui si possa lavorare nel prossimo futuro prendendo atto dell’importante contributo che il pubblico impiego ha dato in questa fase emergenziale. In particolare, verrà considerato il recupero delle risorse per l’indennità di vacanza contrattuale fin dalla legge di assestamento 2020 e si impegna ad attivare un tavolo di confronto per il rinnovo di quello relativo alle annate 2019-2021. Per quanto riguarda i protocolli di sicurezza si fa presente che i dipendenti che sono ad oggi rientrati seguono, in accordo con quanto determinato da Azienda sanitaria, medici competenti e RSPP, specifici protocolli volti a salvaguardare la loro incolumità.

Sullo specifico tema dello smart working la giunta si è impegnata politicamente con l’approvazione dell’articolo 14 della legge provinciale n. 3 del 2020 sta elaborando in merito delle linee di indirizzo per l’approvazione di un piano strategico di legislatura che tenga insieme le esigenze di produttività, efficienza, qualità dei servizi, conciliazione dei dipendenti.

Dal 22 giugno via libera ai ricevimenti per matrimoni e cerimonie.

In conseguenza del costante decremento dell’epidemia sul territorio trentino la Giunta provinciale ha oggi disposto che dal 22 di giugno saranno possibili le attività relative ai ricevimenti di matrimonio o di altre cerimonie, secondo le disposizioni specifiche previste dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Per evitare criticità acute, ogni fase dell’evento, come, ad esempio, l’arrivo nell’area parcheggio, il raggiungimento a piedi della sala designata, i saluti interpersonali e l’occupazione dei tavoli, dovrà essere programmata anticipatamente.

Fra le misure di sicurezza che dovranno essere adottate, l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di stato febbrile, oltre 37.5°, il distanziamento non inferiore a 1 metro fra le persone, eccezion fatta per i soggetti conviventi o frequentatori abituali, l’invito alla frequente disinfezione delle mani attraverso disinfettanti personali o messi a disposizione da chi organizza l’evento.

Dovrà essere garantito, inoltre, nei limiti del possibile, che le code per l’accesso si svolgano nel rispetto del corretto distanziamento interpersonale. È auspicabile una gestione dell’ingresso degli ospiti accompagnata da un operatore che possa evitare la formazione di involontari assembramenti. Si dovrà valutare, laddove la struttura del locale lo consenta, l’istituzione di percorsi unidirezionali, per garantire un flusso ordinato della clientela. Per la formazione dei tavoli si dovrà privilegiare l’assegnazione dei posti tenendo conto dei nuclei famigliari, conviventi e frequentatori abituali, per ridurre il possibile rischio di contagio.

Le modalità di lavoro e utilizzo dei locali da parte di fornitori di servizi esterni, quali musicisti, fotografi, fioristi e wedding planners, saranno preventivamente concordate con la struttura stessa, in modo tale da garantire il rispetto delle condizioni di sicurezza. I gruppi musicali dovranno distanziarsi dal pubblico per almeno 3 metri, qualora non provvisti di barriere antidroplets in prossimità del microfono. In generale sono da privilegiare gli spazi all’aperto in quanto presentano minori rischi di trasmissione del virus. Gli eventi con ballo in spazi interni andranno organizzati con tempistiche predefinite, garantendo una superficie pro capite pari a 3 metri quadri al fine di permettere il distanziamento di 1 metro tra le persone, potenziando il ricambio d’aria dei locali.

Chiuso il bar Joyce in via Torre Vanga. Non rispettate le regole di sicurezza anti-Covid.

Giovedì 18 giugno la polizia locale di Trento Monte Bondone, durante i controlli congiunti con la polizia di Stato mirati al contenimento della diffusione del Covid-19, svolti presso gli esercizi commerciali presenti sul territorio comunale, ha rilevato alcune violazioni sulla mancata osservanza delle vigenti disposizioni all’interno del bar Joyce in via Torre Vanga.

Gli agenti intervenuti hanno accertato l’assenza del gel igienizzante all’interno dell’esercizio e il mancato utilizzo della mascherina da parte di un dipendente durante lo svolgimento dell’attività di somministrazione al tavolo.

L’esito del controllo si è concluso con una sanzione amministrativa di 400 euro e l’immediata chiusura provvisoria del bar per 5 giorni, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legge 25 marzo 2020 n.19.

La misura, disposta per impedire la prosecuzione dell’attività, potrà essere trasformata dall’autorità competente, il Commissariato del Governo per la Provincia di Trento, nella sanzione accessoria corrispondente, per un massimo di 30 giorni.

Un segnale concreto, importante e immediatamente fruibile perché nessuno resti indietro. Questo è il significato che Lions Club Trento Host ha voluto evidenziare nel regalare ben 60 tablet a favore dei ragazzi dell’Appm (Associazione provinciale per i minori) della provincia di Trento.

Durante la pandemia da Coronavirus ci siamo resi conto – sostiene il Presidente dei Lions, Stefano Bertoni – di come sia diventata pervasiva e insostituibile l’attività della cosiddetta DAD (didattica a distanza). Una risposta formidabile e che ha permesso, pur tra molte difficoltà, di mantenere i contatti tra i ragazzi e la scuola e non solo. Telefonini, tablet e pc sono stati gli strumenti esclusivi attraverso i quali i nostri ragazzi hanno anche mantenuto le loro relazioni sociali.

Ma proprio questo periodo ci ha permesso di comprendere che il vero divario sociale non sta tanto nella capacità di utilizzo della tecnologia, quanto piuttosto nel possederla. Il rischio reale è che chi non ha la possibilità di avere a propria disposizione un telefono o un tablet e una buona connessione, resti tagliato fuori e non venga quindi messo nemmeno nelle condizioni minime di poter sostenere le attività didattiche a distanza.

E’ in questa direzione che i Lions Trento Host hanno inteso sostenere i ragazzi ospiti nelle strutture di Appm, con l’omaggio di 60 tablet che sono stati consegnati questo pomeriggio alla presenza della Vicepreside Paola Maccani.

Appm Onlus è un’associazione non profit che si occupa di minorenni, adolescenti e giovani offrendo risposte educative diversificate e personalizzate a sostegno dei percorsi di crescita di ciascuno.

L’approccio parte dalla conoscenza della persona e della sua storia e mira a valorizzarne risorse e abilità, offrendo nuove opportunità da esprimere in contesti affettivi ed educativi e a sostenere il minore nell’assunzione di progressive autonomie, di consapevolezza, pensiero critico e responsabilità. Uno dei luoghi privilegiati dell’azione educativa è la casa, intesa come contesto relazionale ricco e stimolante, dove il clima familiare, la sobrietà dello stile di vita, le relazioni significative rafforzano il senso di sicurezza e appartenenza degli ospiti.

Lions Clubs International è un’organizzazione di club di assistenza con circa 1,36 milioni di soci operanti in oltre 208 paesi in tutto il mondo. Fondata nel 1917, l’associazione è conosciuta principalmente per la lotta alla cecità, ma anche per diversi progetti di volontariato comunitari, tra cui protezione dell’ambiente, lotta alla fame, assistenza agli anziani e ai disabili e il sostegno di bambini e istituti scolastici locali.

 

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Nella foto: Paolo Romito (Dirigente Appm Onlus); Rodolfo Marzari (Lions Club); Stefano Bertoni (Presidente Lions Club); Eleonora Demattè (Appm Onlus)

Nasce l’Ufficio Pari opportunità e inclusione. Ieri la decisione della Giunta su proposta dell’assessore Segnana.

Nasce l’Ufficio Pari opportunità e inclusione: Ieri la Giunta provinciale, su indicazione dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana, ha adottato un provvedimento rivolto all’ottimizzazione dei servizi erogati a favore delle donne. Il nuovo Ufficio deriva dall’accorpamento degli Uffici pari opportunità e innovazione e inclusione sociale e sarà guidato dalla dottoressa Laura Castegnaro.

La nuova struttura si occuperà di sensibilizzare, formare, informare ed educare uomini e donne sulle pari opportunità e di mettere in campo tutte le azioni necessarie per contrastare la violenza di genere in ogni sua forma.

“Si tratta di un provvedimento organizzativo che punta ad ottimizzare le risorse interne e a migliorare i servizi rivolti alle donne attraverso politiche integrate – spiega l’assessore Segnana -. L’obiettivo è consolidare il sistema di servizi e interventi stabili e diffusi sul territorio, integrandosi con le reti di sostegno e le realtà già presenti sul territorio. Il provvedimento – conclude Segnana – è stato preventivamente illustrato al consigliere di parità Matteo Borzaga e alla presidente della commissione provinciale pari opportunità Paola Taufer “.

Diverse le funzioni di cui si occuperà il nuovo ufficio Inclusione e Pari Opportunità, che fra le altre cose dovrà:

curare la promozione della parità di trattamento e della cultura delle pari opportunità tra uomini e donne;

proporre e adottare interventi per un’equa presenza e partecipazione di donne e uomini in processi e posizioni;

fornire supporto qualificato agli organismi di pari opportunità, nonché collaborazione e consulenza alla struttura responsabile della Biblioteca della Provincia;

curare la programmazione, il coordinamento e la realizzazione delle attività volte a contrastare il fenomeno della violenza sulle donne in rete con la Procura della Repubblica, le altre Istituzioni e gli Enti del Terzo settore;

coordinare l’attività dell’Osservatorio provinciale sulla violenza di genere e gestisce il procedimento relativo al fondo di solidarietà per vittime di violenza;

curare la programmazione e il coordinamento delle attività volte a contrastare il fenomeno del mobbing;

coordinare l’attività di segreteria tecnica per il/la Consigliera di parità nel lavoro e fornire collaborazione qualificata al/alla Garante dei diritti dei detenuti;

coordinare le attività di inclusione sociale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale in rete con la Casa circondariale, l’Ufficio Esecuzione Esterna della pena, e altri soggetti istituzionali;

promuovere, progettare e realizzare iniziative di sensibilizzazione, educazione e informazione, formazione, studio e ricerca nelle materie di competenza;

Il Generale di Corpo d’Armata Marcello Bellacicco cede il comando della Divisione Tridentina e Vice Comandante delle Truppe Alpine al Generale di Divisione Ignazio Gamba.

Si è svolto presso il Comando Truppe Alpine di Bolzano, nel rispetto delle misure di prevenzione per la situazione emergenziale in atto, la Cerimonia di avvicendamento del Comandante della Divisione Tridentina e Vice Comandante delle Truppe Alpine, tra il Generale di Corpo d’Armata Marcello Bellacicco e il Generale di Divisione Ignazio Gamba.

La cerimonia è stata presieduta dal Comandante delle Truppe Alpine, Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto e collegati in video conferenza, dalle rispettive sedi, tutti i Comandi dipendenti dal Comando Multifunzione (Centro Addestramento Alpino, Brigata Alpina Julia, Brigata Alpina Taurinense, Reparto Comando e Supporti Tattici “Tridentina, Comandi Militari Esercito “Piemonte”, “Liguria”, “Lombardia” e Ufficio Affari Territoriali e Presidiari “Valle d’Aosta”. A testimoniare il senso di appartenenza all’istituzione in collegamento anche il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti Ranger e la bandiera di guerra del 2° Reggimento Alpini reparti di cui il Gen. Bellacicco ne è stato Comandante. Presente anche il Presidente Vicario dell’Associazione Nazionale Alpini Alfonsino Ercole.

Negli indirizzi di saluto vivo è stato il ricordo delle gesta ed imprese compiute dalla Divisione “Tridentina” che con rabbia, forza ed orgoglio operò nella campagna di Russia e di cui oggi il Comando Divisione inserito nel Comando Truppe Alpine ne è testimone ed erede. Il Generale Berto nel rendere atto al Generale Bellacicco di 40 anni di servizio militare improntati con umanità e rigore al servizio degli alpini, dell’Esercito e del Paese ha voluto ricordare come lo stesso fosse l’erede del Generale Reverberi eroe di Russia che al grido di “Tridentina Avanti” consenti alla divisione di rompere l’accerchiamento a Nikolajewka.

Al termine della cerimonia, il Generale Marcello Bellacicco, neopromosso al rango di Corpo d’Armata, ha ricevuto il grado apicale della carriera da parte del Comandante delle Truppe Alpine accompagnato dal Vice Presidente ANA e dal Capo Gruppo e Alpino in armi Paolo Massardi, gesto dal profondo significato che salda ancora di più il legame tra gli alpini in Servizio e l’ANA che “come due facce della stessa medaglia” testimoniano che l’operato dell’Alto Ufficiale in servizio continuerà ora nel mondo associativo al Servizio e per il bene del Paese.

Contributi integrativi per gli studenti già in possesso di borsa di studio. La misura è prevista della legge provinciale n. 3 del maggio scorso.

La Giunta provinciale ha approvato oggi i criteri e le modalità finalizzati all’erogazione di un contributo straordinario rivolto agli studenti universitari trentini fuori provincia e dell’Alta Formazione Professionale, precettori di borsa di studio per l’anno accademico 2019/2020. L’importo totale stanziato è pari a 50.000 euro. Gli studenti potranno ottenere un’integrazione della borsa di studio, qualora il reddito del proprio nucleo familiare, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica COVID – 19, abbia subito una contrazione almeno del 25 per cento.

A causa dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 e alla conseguente chiusura di numerose attività e servizi imposta dal Governo per contrastare la diffusione del virus sono emerse, anche sul territorio provinciale, situazioni di disagio economico con impoverimento di alcune fasce della popolazione.

Per alleviare l’impatto della crisi sulla fascia più debole della popolazione studentesca è stata pertanto prevista dalla legge provinciale 13 maggio 2020, n.3, una misura destinata agli studenti trentini iscritti a percorsi universitari fuori dalla provincia di Trento e agli studenti dell’Alta Formazione professionale, che va ad integrare analoghi interventi già attuati da Opera universitaria per gli studenti frequentanti l’Ateneo trentino.

Il contributo straordinario aggiuntivo, previsto per gli studenti che hanno subito una contrazione di almeno il 25% del reddito del nucleo familiare, è pari al 10% dell’importo della borsa di studio già concessa per l’anno accademico 2019/2020. Il parametro per individuare gli studenti beneficiari è l’ISEE corrente 2020, che deve essere inferiore all’ISEE 2019 e al valore limite di 23.000 Euro.

L’importo totale stanziato, pari a 50.000 Euro, viene assegnato ad Opera Universitaria, già delegata alla gestione dei bandi per le borse di studio. La procedura di raccolta delle istanze e di erogazione del contributo si concluderà entro il 30 settembre 2020.

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