Sindacati “parassiti” e dipendenti pubblici privilegiati”. Fugatti deve dissociarsi dalle dichiarazioni del presidente del suo partito. Se non lo fa vuol dire che le condivide.

Il presidente della Lega Salvini Trentino ha detto, anzi lo ha messo per iscritto, che i sindacati sono “ parassiti”. I sindacati non hanno bisogno di avvocati difensori.

Ha scritto poi che i dipendenti pubblici sono “privilegiati”. Anche i dipendenti pubblici non hanno bisogno di avvocati difensori.
Non c’ è da meravigliarsi di simili dichiarazioni e non perdiamo nemmeno tempo a stigmatizzarle.

A noi qui interessa evidenziare che se il presidente Fugatti non si dissocia pubblicamente dalle dichiarazioni di Savoi significa che le condivide.
Liberissimo di farlo o meno ovviamente, ma almeno si sapra’ come la pensa e lo sapranno anche i sindacati della funzione pubblica con cui il presidente della Provincia è chiamato a confrontarsi nell’esercizio del suo ruolo.

Lo sapranno cosi’ anche tutti i dipendenti pubblici e in modo particolare quelli della Provincia autonoma di Trento che lui rappresenta.

 

Tutto ciò premesso si interroga il presidente della Provincia per conoscere se condivida o meno il comunicato del presidente del suo partito Lega Salvini Trentino con cui si definiscono “parassiti” i sindacati della funzione pubblica e “privilegiati” i dipendenti pubblici.

In caso di risposta negativa se intende e come comunicare il suo dissenso.

 

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Ugo Rossi
Michele Dallapiccola
Paola Demagri

-Il vicepresidente Guglielmi sul Sass Pordoi con la Mùsega Auta Fascia, per un concerto in memoria delle vittime del Covid-19, in occasione della ripartenza della funivia, che da l’inizio alla stagione estiva.

Le note della Mùsega Auta Fascia, la banda musicale dell’alta Val di Fassa, che comprende i comuni di Mazzin, Campitello e Canazei, hanno viaggiato tra le cime ancora innevate delle Dolomiti. Un concerto nato dalla voglia di ricominciare dopo il periodo di sosta forzata dovuto al Covid 19. Un momento di festa, per celebrare l’inizio della stagione estiva, ma soprattutto un tributo, come hanno spiegato i componenti della banda musicale, per ricordare chi ha sofferto, chi ha lottato, e con il quale hanno voluto manifestare la gratitudine verso tutti i Medici, a tutti gli Infermieri e Operatori sanitari, che con le loro forze e il loro enorme sacrificio per primi hanno acceso la speranza e hanno dimostrato che tutto è possibile.

Un evento al quale ha preso parte il Vicepresidente del Consiglio regionale, Luca Guglielmi: “Sono stati mesi molto difficili e vogliamo ringraziare tutti coloro che si sono dedicati agli altri per affrontare questo momento difficile – spiega Guglielmi, che ha deposto un mazzo di fiori in ricordo di coloro che hanno perso la vita a causa del Covid19 ai piedi della croce sul Sas Pordoi – “È un momento di ricordo, ma anche di rinascita, di ripartenza”.

Un concerto a 3000 metri di quota, un evento unico che in pochi hanno potuto seguire dal vivo, ma che in molti, in tutta Italia, hanno potuto apprezzare attraverso i social media.

 

VISCO_13062020

Soddisfatto per l’attenzione posta dal Presidente Fugatti circa la realizzazione in Val di Fiemme, Fassa e Altopiano di Pinè del progetto BRT in vista delle Olimpiadi invernali del 2026. Un progetto importante – sostenuto da me in Consiglio provinciale con un apposito ordine del giorno approvato l’anno scorso in assestamento di bilancio – sotto un duplice aspetto: da una parte si individua una soluzione economicamente sostenibile per il miglioramento dei trasporti in Val di Fiemme e Val di Fassa; dall’altra la possibilità di utilizzare tale infrastruttura anche dopo l’evento del 2026.

Il progetto può essere realizzato in pochi anni, con costi nettamente inferiori alla realizzazione di altre opere che certamente sono affascinanti, ma risultano irrealizzabili anche guardando al numero di utenti interessati durante tutto l’anno, non solo nel corso della stagione estiva e invernale. Il Bus Rapid Transit sarebbe quindi una soluzione capillare che consentirebbe di collegare anche la Val di Cembra al traffico provinciale e inoltre consentirebbe la formazione di una corsia preferenziale che vada ad agevolare anche il traffico dei mezzi di soccorso.

Si dovrà basare sulla realizzazione di autobus elettrici o con tecnologie che pongano attenzione all’ambiente. La realizzazione del BRT a mio avviso passa anche mediante la realizzazione di infrastrutture come il collegamento totalmente pianeggiante tra la frazione di Brusago e quella di Piscine per mettere in diretta comunicazione l’altopiano di Pinè e la Val di Fiemme con i suoi servizi come l’ospedale di Cavalese, passando per la Valfloriana.

Questo il progetto pensato e parzialmente realizzato nei decenni scorsi, poi interrotto per ragioni politiche, con l’arrivo delle Olimpiadi 2026 potrebbe essere realizzato soddisfando le richieste della popolazione locale.

A riguardo ho incontrato anche il Sindaco di Bedollo Francesco Frantini. Sembra essere finalmente giunta l’opportunità di realizzare il collegamento tanto desiderato dalla popolazione locale.

È questo quanto dichiarato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino GIANLUCA CAVADA

Le vicende legate al licenziamento del segretario particolare del Presidente del Consiglio Walter Kaswalder rischia di assumere toni surreali e di coinvolgere in maniera improvvida anche i rappresentanti delle opposizioni.

Va ricordato, a questo proposito, che l’assunzione del segretario particolare è, ovviamente, una scelta del Presidente ma che, da quel momento in poi, è il Consiglio a risponderne anche per quanto concerne il pagamento del risarcimento. In caso di condanna definitiva, infatti, non sarebbe il Presidente a doverne rispondere in solido bensì il Consiglio che, solo successivamente, potrebbe rifarsi sul Presidente (così come la stessa Corte dei Conti). Per questo la sentenza emessa qualche giorno fa ha previsto il pagamento risarcitorio fino alla fine della legislatura, obbligo che si interromperebbe automaticamente in caso di dimissioni del Presidente.

Di fronte alla sentenza che ha ritenuto ingiusto il licenziamento di Walter Pruner i rappresentanti delle minoranze (che sono, ricordiamolo, maggioranza nell’ufficio di Presidenza) hanno dunque a disposizione solo due opzioni: o sostenere un eventuale ricorso del Presidente (se ritengono immotivata la sentenza di primo grado) diventando con questo corresponsabili delle sue scelte (compresa la necessità di tagliare risorse del Bilancio del Consiglio per accantonare un fondo per coprire le spese legali e quelle relative all’eventuale risarcimento) o rassegnare le dimissioni, prendendo così le distanze dalle responsabilità politiche e formali di questa vicenda.

Auspichiamo fortemente che scelgano quanto prima la seconda opzione.

 

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Comitato promotore AZIONE
Mario Raffaelli

Laura Scalfi

Va ristorato il danno a carico del Consiglio provinciale. Parliamo di ciò che potrebbe concretizzarsi in un prossimo futuro, relativamente alla vicenda licenziamento Pruner.

Qualora confermata, la sentenza produrrebbe infatti l’obbligo da parte del Consiglio di ripianare un danno che non avrebbe mai dovuto verificarsi. Anche il Patt fa parte dell’ufficio di Presidenza che è l’organo che amministra il Consiglio Provinciale.

Lo facciamo guidati dalla nostra pluriennale esperienza. Ad esempio, con tanta fatica in questi due anni abbiamo esortato Kaswalder all’oculatezza nelle spese di funzionamento dell’ente.

Queste operazioni hanno prodotto un notevole avanzo di amministrazione. 2 milioni di euro.

Recentemente, dentro all’Ufficio di presidenza, gli abbiamo imposto di RESTITUIRLO TUTTO alla Provincia per costruire un fondo a favore delle famiglie in difficoltà. Di fronte al caso odierno, da amministratori seri, proseguiremo ad eseguire il nostro dovere, fino in fondo. Presidieremo tutte le azioni necessarie a che, chi ha sbagliato paghi.

E Kaswalder, che ha licenziato Pruner senza interpellare noi, suoi colleghi amministratori del Consiglio, è l’unico diretto responsabile. L’atto di licenziamento, documentalmente certificato come azione diretta del Presidente, non deriva da una delibera dell’Ufficio di Presidenza. Purtroppo ora, il giudice ha però condannato il Consiglio a pagare.

Noi, amministratori di questo Organo abbiamo il dovere di proporre che il Consiglio si rivalga su chi ha provocato questo danno. Cosa che ad andarcene non potremmo fare con la stessa certezza. Ciò che abbiamo già chiesto con fermezza che continuiamo a chiedere sono le dimissioni di un presidente che a più riprese, non ultimo questo episodio, si è rivelato inadeguato al ruolo che ricopre.

Per questo motivo persistendo la volontà di Kaswalder di non dimettersi noi siamo per una mozione di sfiducia che certifichi il giudizio politico e l’assunzione. di responsabilità da parte di tutti i consiglieri.

 

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Gruppo Consiliare PATT

Nelle ultime 24 ore sono state registrate 2 nuove infezioni su 876 tamponi effettuati dall’Asl. Restano due i pazienti in terapia intensiva. I laboratori dell’Azienda sanitaria altoatesina nelle ultime 24 ore hanno effettuato 876 tamponi; 2 delle persone testate sono risultate positive al test.

Sulla base di questi dati, comunicati dall’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, il numero delle persone positive al test del Coronavirus sale a quota 2.610. A livello provinciale l’Azienda sanitaria informa che ad oggi (8 giugno) ha effettuato complessivamente 75.735 tamponi su 36.393 persone.

 

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Persone ricoverate

Nei normali reparti dei sette ospedali dell’Azienda sanitaria, nelle cliniche private e nella base logistica dell’Esercito appositamente attrezzata a Colle Isarco sono ricoverati complessivamente 8 pazienti affetti da Covid-19. Altre 14 persone assistite dall’Azienda sanitaria sono casi sospetti. Nei reparti di terapia intensiva è ricoverata una persona. Attualmente 1 paziente altoatesino è invece ricoverato in un reparto di terapia intensiva in Austria.

 

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Persone decedute

Il numero dei decessi legati a Covid-19 negli ospedali è di 174 persone. Il numero dei decessi nelle case di riposo è di 117 persone. Restano quindi complessivamente a 291 le persone decedute in Alto Adige a causa del Covid-19.

 

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Persone in quarantena, guarite e personale sanitario

166 persone attualmente si trovano in quarantena obbligatoria o in isolamento domiciliare. 10.877 sono le persone che hanno già concluso la quarantena e l’isolamento domiciliare. Finora sono 11.142 i cittadini ai quali sono state imposte misure di quarantena.

Finora sono risultati positivi al test del Coronavirus 233 operatori dell’Azienda sanitaria, 227 di questi sono guariti. A questi si aggiungono 12 medici di medicina generale e 2 pediatri di libera scelta (tutti guariti).

Sono quindi 2.224 le persone guarite dal Covid-19 (+8 rispetto a ieri, perché riscontrata nuovamente la positività in tre persone precedentemente negative). A queste si aggiungono 843 persone che avevano un test dall’esito incerto o poco chiaro e che in seguito sono risultate per due volte negative al test. Il numero complessivo dei guariti fra sicuri e sospetti si attesta a 3.067 (+8 rispetto al giorno precedente).

 

I numeri in breve:

tamponi effettuati ieri (9 giugno): 876

nuovi tamponi positivi: 2

numero complessivo dei tamponi effettuati: 75.735

numero delle persone sottoposte al test: 36.393 (+419)

numero delle persone positive al Coronavirus: 2.610

pazienti Covid-19 ricoverati nei normali reparti ospedalieri, nelle cliniche private ed a Colle Isarco: 8

numero di pazienti Covid ricoverati in reparti di terapia intensiva: 1

numero di pazienti Covid-19 ricoverati in reparti di terapia intensiva in Austria: 1

casi sospetti: 14

decessi negli ospedali dell’Azienda sanitaria: 174

decessi nelle case di riposo: 117 (+0)

decessi complessivi (incluse le case di riposo): 291

persone in isolamento domiciliare: 166

persone che hanno concluso la quarantena e l’isolamento domiciliare: 10.877

persone alle quali sinora sono state imposte misure di quarantena obbligatoria o isolamento: 11.142

persone guarite: 2.224 (+8 per nuova positività di 3 persone). A queste si aggiungono 843 (+0) persone che avevano un test dall’esito incerto o poco chiaro e che in seguito sono risultate per due volte negative al test. Totale: 3.067 (+8 rispetto al giorno precedente)

collaboratori dell’Azienda sanitaria positivi al test: 233 (227 guariti, +0)

medici di medicina generale e pediatri di libera scelta positivi: 14 (14 guariti)

Lunedì una conferenza stampa con la Fondazione Dolomiti Unesco. Rifugi aperti: 5 regole d’oro per l’estate 2020.

Cinque regole d’oro per vivere la montagna in sicurezza, proteggendosi da eventuali rischi di contagio da Covid-19. Saranno raccolte in un manifesto, esposto nei rifugi dolomitici, ideato dalla Fondazione Dolomiti Unesco. Il progetto sarà presentato lunedì 15 giugno nel corso di una conferenza stampa, dal presidente della Fondazione, Mario Tonina e dalla direttrice, Marcella Morandini.

L’appuntamento, che si terrà al termine della riunione del Cda della Fondazione, è in programma alle ore 12.30, presso la Sala Depero del palazzo della Provincia, in piazza Dante a Trento.

I giornalisti e gli operatori video potranno intervenire alla conferenza stampa nel rispetto delle norme anti Coronavirus, quindi sanificandosi le mani ed indossando gli appositi copri scarpe presenti nell’atrio della sede provinciale. All’entrata verrà, inoltre, misurata la temperatura.

L’evento potrà, comunque, anche essere seguito in diretta sulla pagina Facebook della Provincia: https://www.facebook.com/provincia.autonoma.trento/

Al termine della conferenza stampa, sempre sulla pagina Facebook della Provincia, l’evento proseguirà con un seminario online sul tema dei rifugi al tempo del Covid, al quale interverranno i rappresentanti delle associazioni alpinistiche e dei rifugisti dell’area dolomitica.

Via libera ai test del sangue capillare effettuati dai medici di famiglia di tutto il Trentino per trovare in tempi rapidi gli anticorpi (IgG e IgM) che segnalano la presenza del Coronavirus, grazie ad un accordo con la parte pubblica, autorizzato definitivamente giovedi.

Solo in caso di esito positivo del test rapido sierologico (IgM), gli stessi medici di base sono stati autorizzati dall’Azienda sanitaria del Trentino a procedere alla richiesta pubblica, (diretta all’Ufficio Igiene dell’àmbito di competenza), del tampone rinofaringeo aziendale, per confermare se il soggetto è effettivamente ed attualmente contagioso.

I medici di medicina generale che lo proporranno a chiunque in libera professione, nei propri ambulatori o a domicilio, dovranno occuparsi di tutta l’organizzazione, a cominciare dall’acquisisizione del test sierologico rapido (che traccia IgG – IgM e/o in assenza di entrambi) che -in ragione delle disponibilità con cui lo useranno- potrà progressivamente essere allargato all’intera popolazione trentina.

Corre l’obbligo ringraziare di questo primo segnale importante di integrazione ospedale-territorio in tempi di post Covid19, innanzitutto l’Assessore Stefania Segnana ed i suoi più stretti collaboratori del Dipartimento della Salute, per avere accolto la nostra richiesta ed essere intervenuta sulla Azienda sanitaria in tal senso, con un potenziamento dell’offerta sanitaria. Sviluppo che si è tradotto in un solido sistema di accertamento diagnostico ed un rafforzamento della rete dei servizi territoriali con una implementazione del monitoraggio e della sorveglianza sanitaria nei confronti dei fragili e delle patologie croniche.

Come Medicina generale ritenevamo e riteniamo -ancora di più oggi- che l’obiettivo che spetta al territorio è di intercettare immediatamente i casi ed iniziarne la cura prima che si aggravino.

Prima -soprattutto- che i casi rilevati richiedano quei ricoveri in terapia intensiva di cui siamo stati tutti spettatori nel mese di marzo ed aprile. Ma anche fotografare lo stato immunitario dell’intera popolazione trentina che afferisce ai nostri studi, aiutando epidemiologicamente le nostre cure primarie.

 

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Dottor Nicola Paoli
Segretario generale Cisl medici del Trentino

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