Signor direttor, apprezzo il lavoro dell’Agenzia soprattutto per la neutralità ed il distacco di quanto pubblicate, però mi permetto circa la notizia che allego sotto (ricordandoci che siamo in Trentino ed abbiamo una cultura) di rimarcare delle “fughe in avanti o pseudo omaggianti” tipo: “cavaliera” (sob, è un aggettivo in geometria o dei forti militari); non si addice all’onorificenza del Presidente, che è -per tutti- Cavaliere al Merito.

Trovo non cortese Ministra, Generala, Caporala, ecc… Non è stravolgendo il nostro lessico che si sostiene la parità uomo-donna ed il rispetto per il genere femminile. “De Gasperi”, altra forzatura per imporre un che di nobiliare, di famiglia di rango tipo il tedesco “von”.

Lo statista trentino era persona semplice, per il popolo, i suoi documenti portano ben chiaro Degasperi, così ha firmato di suo pugno il trattato di pace, la Costituzione, gli atti da Primo Ministro.

La leziosità di scriverlo divaricato fa sorridere, ma anche intristire per l’offesa alla sua storia.

Appare evidente che avete incollato il testo preparato da altri (dal Gabinetto della istituzione che rappresenta il Presidente della Repubblica, che forse lo ignora persino) perchè la stessa parola compare nel comunicato entusiasta del nostro sindaco del Comune di Trento (ma Alessandro Andreatta non insegnava quale professore di lettere?) e pure su un quotidiano locale. Si sono salvate -però- le emittenti tv locali, che hanno ben pensato di non leggere pedissequamente la velina.

Auguro buon lavoro una buona estate e molta salute.

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Annamaria Bertò

 

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Gentile signora Annamaria,

comprendo molto le sue ragioni di ordine lessical-semantico e le condivido pienamente. Comprenderà però anche come -da parte mia- sarebbe estremamente audace “sfidare” le scuole di pensiero “rosa” che per anni hanno lottato e lottano (ma è proprio così importante azzuffarsi sulle finali delle parole al maschile o al femminile?…) per “femminilizzare” -appunto- ogni termine e/o qualifica e/o mansione in lingua italiana.

Oramai nessuno può obiettare più nulla (ancor più se è maschio, immediatamente ed automaticamente sarebbe accusato di “sessismo”) circa i gusti delle declinazioni… Guai a storcere la bocca nel non condividere che un uomo (nato appunto con l’organo genitale maschile) nel momento nel quale si veste da donna “pretenda” di essere definita “signorina”…

Io -da modesto “giornalaio” di provincia- come lei intelligentemente ha capito, sono uscito da tempo dalle potenziali e virtuali randellate sulla testa… usando lo strumento del “copia&incolla”. Così gli applausi o i fischi se li “becca” chi scrive… Io mi sono trasformato  (per autotutelare la mia canuta capoccia) in postino di missive altrui redatte.

Sono stufo di essere “impallinato”: ho imparato che se scrivo “X”, la metà dei lettori mi aggredisce perché avrei dovuto scrivere “Y”. Ma se scrivessi “Y”, l’altra metà -sempre inferocita- mi attaccherebbe comunque perché avrei dovuto scrivere “X”…

I tempi sono questi: la rabbia individuale, la frustrazione sociale, la cattiveria umana, la stupidità congenita, la voglia di criticare a prescindere… hanno prodotto il risultato che moltissimi criticano -aprioristicamente- qualsiasi concetto espresso. Qualsiasi. Sempre. Così, tanto per rompere… l’organo o (per accontentare tutti/e ma proprio tutti/e) l’organa…

 

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Luca Franceschi

direttore responsabile

 

 

Basta proclami inutili… Il Pp e le minoranze del Consiglio provinciale di Trento depositino sùbito questa annunciata mozione di sfiducia nei confronti del presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder.

Verrà portata in aula discussa, e dopo ore “de ciacere” ,verrà votata! Chiaramente verrà bocciata! Poi però basta commedia!

La ricreazione è finita minoranze! La serietà al Governo provinciale…

 

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Alessandro Savoi (consigliere provinciale Lega Trentino)

Famiglia. Subito un patto col Governo per ottenere la delega. Cgil Cisl Uil: fondamentale mantenere sulla Provincia la capacità di determinare le politiche di welfare.

“Il Governo ha approvato ieri il Family Act. Ora il tema passa al Parlamento che dovrà approvare, con molta probabilità entro novembre, la legge delega. In questo spazio di tempo si apre per il Trentino un’occasione importante per cercare di ottenere in capo alla nostra Provincia una delega sulle politiche di welfare familiare. Sarebbe un grave errore non giocare questa partita insieme a Bolzano. In ballo c’è la capacità per la nostra Autonomia di determinare le decisioni in EDEe locale”. Lo dicono i tre segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti, sollecitando così la Giunta provinciale ad aprire subito un confronto con Palazzo Chigi. “Così come è stato fatto per la delega sugli ammortizzatori sociali che hanno permesso di costruire sul nostro territorio strumenti di welfare avanzati come, ad esempio il Fondo di Solidarietà, allo stesso tempo è cruciale ottenere il riconoscimento di piena competenza anche sul piano delle politiche per la famiglia”.

L’obiettivo, secondo Cgil, Cisl, Uil, dovrebbe essere la definizione di un Patto tra Stato e Province Autonome che preveda che la spesa pubblica nazionale finalizzata alle misure di sostegno per i nuclei familiari venga automaticamente trasferita sul bilancio delle Province, che in autonomia determineranno gli strumenti da mettere in campo, nel rispetto dei livelli essenziali nazionali.

Solo così Piazza Dante può concretamente coordinare le misure nazionali e misure provinciali. “Sarebbe un grave errore dover correre ai ripari una volta varati gli strumenti nazionali, per evitare che siano i soldi dei trentini a pagare gli interventi dello Stato. Se con il reddito di cittadinanza e l’assegno unico ci si è mossi in ritardo e ancora in maniera parziale, adesso è ora di essere tempestivi. Chiediamo dunque l’assessora Segnana di avviare un percorso di confronto con il Governo Conte”.

Infine Cgil Cisl Uil esprimono un primo giudizio positivo sul Family Act. “La sfida però è comprendere quante risorse verranno stanziate. Serve investire davvero sulle famiglie”.

 

Inps: possibile presentare la domanda per il Reddito di emergenza anche tramite i CAF.

Si rende noto che è possibile presentare la domanda per il Reddito di emergenza anche tramite i servizi offerti dai Centri di assistenza fiscale.
Le domande per la nuova misura di sostegno economico istituita con il decreto legge n. 34/2020 in favore dei nuclei familiari in difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, vanno presentate all’Inps entro il termine perentorio del 30 giugno 2020.

Gli altri canali disponibili per la presentazione sono:

1. online, dal sito www.inps.it, autenticandosi con PIN, SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di livello 2, CNS (Carta Nazionale dei Servizi) e CIE (Carta di Identità Elettronica);

2. tramite i servizi offerti dai Patronati.

Nota al Presidente Fugatti_richiesta incontro e presidio

Apprendiamo dal comunicato allegato a fondo pagina (LINK https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/lancio-dagenzia/ianeselli-si-amo-trento-comunali-trento-2020-ha-ragione-de-bertoldi-quando-dichiara-che-non-intende-prendere-in-giro-gli-elettori-candidandosi-sapendo-di-dimettersi-il-giorno-dopo/ ) che Franco Ianeselli ha proposto a Baracetti di non proporre come candidati nelle liste elettorali persone che già ricoprono cariche istituzionali,le quali una volta elette resteranno in carica lasciando il posto a qualcun altro della propria lista. Come M5S di Trento,condividiamo questo appello. Non potrebbe essere altrimenti, visto che da sempre nel M5S vige la regola che chi ricopre una carica debba portarla a termine e non possa candidarsi per ottenerne una nuova. È dunque corretto e giusto nei confronti dei cittadini che chi si candida per il Comune di Trento si impegni a lavorare una volta eletto proprio nel Consiglio comunale di Trento e non torni a ricoprire le vesti di senatore, deputato o consigliere provinciale. Fare altrimenti vorrebbe semplicemente dire prendere in giro gli elettori.

A tal proposito ricordiamo, che il candidato sindaco di Onda Civica risulta essere anche consigliere provinciale in carica. Per trasparenza e correttezza e coerenza nei confronti dei cittadini, gli chiediamo dunque di chiarire pubblicamente se intenda mantenere l’impegno che si sta assumendo con la candidatura a sindaco, dimettendosi da consigliere provinciale per rappresentare i cittadini di Trento in seno al Consiglio comunale oppure se se abbia intenzione mantenere la poltrona di consigliere provinciale, incompatibile con quella di consigliere comunale, e la sua candidatura a sindaco si configuri quindi come un atto di bassa propaganda elettorale.

Alla stessa maniera chiediamo anche quali siano le intenzioni dei candidati della Lega. Cioè se, qualora eletti in Comune, essi intendano rinunciare alle cariche che ricoprono oppure no. In base alla risposta a queste domande i cittadini potranno sapere anticipatamente chi si propone di rispettare il loro voto e chi invece ritiene di farsene beffa.

Spiace constatare come finora i leghisti non si siano dimostrati rispettosi. A maggio dell’anno scorso in Trentino si è votato per le elezioni suppletive poiché una volta divenuti deputati sia Fugatti che la Zanotelli, hanno ben pensato di candidarsi nuovamente in Provincia. Stesso discorso vale per il consigliere provinciale Moranduzzo, eletto in Consiglio comunale nel 2015 e poi diventato consigliere provinciale nel 2018. Magari sarà stata una candidatura richiesta dal “Capitano”, il classico genere di offerta che “non si può rifiutare”.

Il M5S corre da solo e non, come fa ad esempio il candidato sindaco Ianeselli, con 11 liste di supporto che dovrà poi tenersi buone assegnando ai loro rappresentanti “di spicco” posti e incarichi vari. Facciamo sommessamente notare a Ianeselli che chi propone il rispetto dei cittadini dovrebbe essere il primo a dare il buon esempio. Gli ricordiamo che nelle liste della coalizione di centrosinistra del 2015 figurava ad esempio la signora Franzoia, eletta in Consiglio comunale poi candidata alle elezioni politiche nel 2018. Stesso discorso vale anche per la Coppola eletta anche lei in Consiglio comunale, del quale fra l’altro ricopriva il ruolo di presidente, e poi candidata ed eletta in consiglio provinciale nel 2018. Ci domandiamo quante volte lo stesso appello lanciato da Ianeselli oggi sia stato proposto anche da Andreatta nel corso della sua lunga carriera politica. In ogni caso apprezziamo l’apparente cambio di rotta e speriamo che venga mantenuto.

Da parte nostra ribadiamo fin da subito che la candidata sindaca del M5S e i candidati del M5S, qualora eletti, resteranno in carica in Comune rispettando quindi in pieno il mandato che i cittadini vorranno attribuirgli, nel rispetto delle regole del M5S ma soprattutto come doveroso segno di coerenza nei confronti degli elettori.

 

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Carmen Martini candidata sindaco di Trento per il M5S

 

 

Il Partito Democratico del Trentino ed il Gruppo consiliare provinciale prendono atto con dispiacere delle dimissioni irrevocabili del Capogruppo Giorgio Tonini e lo ringraziamo per l’autorevolezza, la capacità e l’impegno con cui ha svolto questo difficile ruolo.

Nei prossimi giorni, dopo aver concordato insieme le nuove modalità organizzative interne al Gruppo, lo stesso proseguirà nelle proprie attività, con proposte e iniziative che riguardano le difficoltà di questo periodo emergenziale.

Il Partito Democratico del Trentino ed il Gruppo consiliare provinciale rimarcano, in modo ancora più netto dopo le dichiarazioni odierne del Walter Kaswalder, la necessità di procedere tempestivamente con il deposito di una mozione di sfiducia verso il Presidente del consiglio Provinciale. Il Gruppo si farà carico di condividere tale documento con le minoranze consiliari.

 

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Il Partito Democratico del Trentino
Il Gruppo consiliare provinciale del Partito Democratico del Trentino

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Sindacati parassiti ! Sul pubblico impiego avete rotto le palle. C’è un limite a tutto! Il pubblico impiego, di cui faccio parte, è sempre stato un settore privilegiato… con il maledetto Covid-19 ancora dì più!

Preannunciate presidi e scioperi? Fate pure…, ne avete, diritto ci mancherebbe!

 

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Alessandro Savoi, consigliere Lega Trentino

 

 

Ospedale di Tione: prende servizio il quarto anestesista. Buone notizie per l’ospedale di Tione. L’Azienda provinciale per i servizi sanitari informa che a luglio entrerà in servizio un quarto medico anestesista, completando in questo modo l’organigramma previsto dai protocolli per garantire un servizio di copertura sull’intero arco delle 24 ore.

“Stiamo monitorando con attenzione e costanza la situazione degli ospedali periferici – commenta l’assessore Stefania Segnana – e la ricerca di questa figura professionale, peraltro di difficile reperimento, non è mai venuta meno”. L’ultimo concorso bandito dall’Apss, nel dicembre scorso, infatti, era andato deserto. “In luglio – aggiunge l’assessore Segnana – scadono i termini della nuova call e ci auguriamo una partecipazione adeguata. Fermo restando che il contratto ora sottoscritto con un libero professionista consente di garantire quel servizio H24 che era nei nostri obiettivi”.

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