Circa 10 mila tamponi effettuati in queste settimane dalla FEM che per supportare la sanità trentina ha riconvertito tecniche e tecnologie destinati ad altri ambiti di ricerca.

Visita del presidente Fugatti ai laboratori FEM impegnati nelle analisi sui tamponi.

Visita questa mattina del Presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, accompagnato dal direttore dell’APSS di Trento, Paolo Bordon, e dal direttore generale del Dipartimento Salute della PAT, Giancarlo Ruscitti, ai laboratori della Fondazione Edmund Mach, impegnati nelle analisi dei tamponi per la ricerca del coronavirus, dove hanno incontrato e ringraziato i ricercatori e i tecnici che fin dallo scoppio dell’emergenza si stanno fortemente impegnando nell’attività di supporto all’Azienda sanitaria trentina.

Erano presenti il presidente FEM, Mirco Maria Franco Cattani, il direttore generale Mario Del Grosso Destreri, la dirigente del Centro Ricerca e Innovazione Annapaola Rizzoli con i coordinatori Heidi Hauffe, Kieran Thuoy e Massimo Pindo che hanno illustrato le varie fasi dell’attività.

La prima tappa ha riguardato la struttura dove si ricevono quotidianamente i tamponi provenienti dal Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Ospedale S. Chiara e dove è stato allestito un vero e proprio laboratorio per l’estrazione dell’Rna. La visita è proseguita al Palazzo della Ricerca e della Conoscenza presso la Piattaforma di Sequenziamento dove avviene la seconda fase che individua l’eventuale segnale della presenza del RNA del virus con la trasmissione dei risultati via software al Laboratorio del Santa Chiara di Trento dove vengono e validati.

“ll ruolo che ha avuto la FEM in questi mesi nel contesto del sistema sanitario trentino è stato centrale – ha spiegato il presidente PAT, Maurizio Fugatti – perché i numeri che abbiamo raggiunto in tema di tamponi effettuati è dovuto a un sistema che si è messo insieme, grazie ad Apss, Cibio e FEM. Diecimila tamponi effettuati ad oggi con una potenzialità di 1200 al giorno, dimostra che quando il Trentino vuole fare squadra ci riesce. Questo strumento diventa importante rispetto ad un’eventuale situazione critica che si dovesse ripresentare. Ringrazio, pertanto, i ricercatori che si sono prestati all’interno di FEM, ma anche per aver creduto in questa scommessa, convertendo la sua missione nell’agricoltura a supporto della sanità”.

“E’ un grande aiuto – ha aggiunto il direttore APSS, Paolo Bordon quello che la Fondazione Mach ha fornito e sta fornendo tutt’ora, mettendo disposizione le sue eccellenze professionali e tecnologiche, condividendo una mission, quella di essere utile nella lotta contro il Covid 19”.

“I ricercatori FEM – ha evidenziato il presidente FEM, Mirco Maria Franco Cattani – si sono immediatamente dedicati con profondo senso civico e responsabilità sociale distinguendosi nell’attività di analisi dei tamponi pervenuti da APSS, prodigandosi fin da subito nell’approntamento delle macchine e nell’uso delle stesse in osservanza del protocollo sanitario in perfetta sintonia tecnica e collaborazione con l’attività svolta dall’APSS e da CIBIO”.

Attività e fasi. L’attività analitica che si sta svolgendo a San Michele, che ad oggi ha riguardato circa 10.000 tamponi, vede la collaborazione di circa 30 ricercatori, tecnologi e tecnici di oltre 10 unità di ricerca della Fondazione Mach (Genetica della conservazione, Nutrizione e nutrigenomica, Genetica e miglioramento genetico dei fruttiferi, Biologia e fisiologia vegetale, idrobiologia, Ecogenomica, Metabolomica, Qualità Sensoriale, Patologia vegetale e microbiologia applicata ed ecologia applicata, qualità sensoriale nonché la piattaforma di sequenziamento). In poche settimane, come tanti laboratori di ricerca in Europa, questi scienziati si sono rimboccati le maniche per mettere in piedi un nuovo laboratorio con le attrezzature già disponibili ed effettuare le analisi in stretto raccordo con il Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Ospedale S. Chiara.

Gli scienziati coinvolti, a turni di 6 persone, da quando la mattina presto ricevono i tamponi inattivati alla FEM, hanno 12 ore di tempo per fornire i risultati all’APSS. Il lavoro si divide in due fasi e in due laboratori, dove i protocolli utilizzati sono identici a quelli applicati al S. Chiara. Nella prima fase, in un laboratorio isolato e elevati standard di sicurezza, l’RNA virale viene estratto da una piccola parte del liquido contenuto in ogni tampone, utilizzando un kit dei reagenti e un sistema altamente automatizzato che permette l’estrazione da 96 campioni alla volta. Le “eluizioni” (cioè l’Rna estratto) sono quindi trasportate alla Piattaforma di Sequenziamento nel Palazzo Ricerca e Conoscenza per la seconda fase.

Qui, utilizzando un altro kit di reagenti ed un sistema robotizzato si tenta di amplificare una parte dell’RNA del virus SARS-cov2-2019 da ogni campione. La fase di amplificazione è in sostanza quella che individua l’eventuale segnale della presenza del RNA del virus SARS-cov2-2019 e che può rendere un tampone “positivo”. Va aggiunto che ad ogni amplificazione si affianca sempre un ‘controllo interno’ che garantisce non vi siano ‘falsi negativi’. I risultati sono trasmessi via software al Laboratorio del S Chiara di Trento dove vengono e validati.

Collaborazione tra la cardiologia dell’ospedale di Rovereto e il Politecnico di Milano. Le malattie cardiache si possono prevenire, anche con la matematica. Ne sono convinti i ricercatori del progetto iHEART, matematici e clinici che da alcuni anni lavorano fianco a fianco per realizzare un modello matematico capace di studiare i comportamenti del cuore umano e delle sue patologie. IHEART è entrato nel vivo in queste settimane con i primi importanti risultati. Nel team di università, ospedali e centri di ricerca di tutta Italia che lavorano al progetto c’è anche la cardiologia dell’ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto, con lo sviluppo di uno strumento computazionale per ottimizzare la terapia elettrica di sincronizzazione cardiaca (CRT). L’accordo di collaborazione scientifica tra l’Azienda provinciale per i servizi sanitari e il Politecnico di Milano è stato firmato il 25 febbraio scorso.

Capofila del progetto iHEART – arrivato ormai al terzo anno – è il Politecnico di Milano. Si punta a realizzare un modello matematico integrato di cuore umano capace di simulare contemporaneamente tutte le sue principali funzioni: la propagazione dell’impulso elettrico, l’attivazione cellulare, la contrazione e il rilassamento del miocardio durante le fasi sistolica e diastolica, la fluidodinamica nel sangue nei ventricoli e negli atrii, la dinamica di apertura e chiusura delle quattro valvole cardiache. Le ricerche sviluppate finora hanno già permesso di rendere operativi alcuni moduli che stanno suscitando interesse nella comunità medica; dagli studi di fattibilità si è quindi passati alle prime prove sul campo, in cui matematici e medici lavorano insieme nell’ottimizzazione di questi nuovi strumenti all’interno di delicate procedure di intervento per far fronte ad alcune patologie cardiache di grande rilevanza.

Tra i moduli ritenuti di maggior interesse c’è quello sviluppato in collaborazione con la cardiologia dell’ospedale di Rovereto che da anni si occupa di tecniche per ottimizzare la terapia di risincronizzazione cardiaca attraverso l’impianto di un apparecchio tipo pacemaker in grado di ripristinare la corretta sincronia del battito cardiaco compromessa da disturbi di conduzione o dalla presenza di cicatrici (es. per infarto) in soggetti con scompenso cardiaco. La tecnica – messa a punto dal direttore dell’Unità operativa di cardiologia di Rovereto insieme alla sua equipe – consente attraverso «fili elettrici» (cateteri) inseriti nelle vene del cuore e connessi a sofisticate apparecchiature di mappaggio di ricostruire l’attivazione elettrica del ventricolo sinistro identificando il punto ideale dove stimolare il cuore. Lo strumento matematico messo a punto dai ricercatori del Politecnico di Milano potrà ridurre considerevolmente il tempo di mappaggio e quindi i tempi di esposizione del paziente a un trattamento invasivo contribuendo ad ottimizzare il posizionamento del catetere di stimolazione nel paziente con scompenso cardiaco.

Il progetto iHEART tra Politecnico di Milano e cardiologia di Rovereto contribuisce ad aprire nuovi orizzonti tra matematica e medicina traslazionale (medicina con un approccio multidisciplinare e collaborativo) creando anche nuove figure professionali all’interfaccia fra matematica, bioingegneria, medicina e data science. Tutto questo dimostra l’importanza della ricerca scientifica nei reparti ospedalieri e l’utilità di un’azione coordinata e sistematica fra Università, centri di ricerca e ospedali.

Premesso che: sui quotidiani di questi giorni l’assessore provinciale allo sviluppo economico ha dichiarato che la procedura che permetterà alle aziende di accedere al credito a fondo perduto per mitigare le mancate entrate derivate dalla pandemia Covid-19, sarà semplice, veloce e che la Provincia si impegna a erogare a tutti i richiedenti il contributo;
nelle stesse pagine Confcommercio ha evidenziato, al contrario, molte difficoltà per inoltrare le domande e la necessità di dover fare affidamento a un ente terzo o professionista;

per poter inoltrare la domanda le aziende devono essere dotate di Spid e Cns (carta digitale), strumenti che, a loro volta, richiedono altri passaggi burocratici, compreso il riconoscimento de visu per il cns, pratica che al momento solo i Comuni dell’Emilia Romagna svolgono nei propri uffici e che si può svolgere negli uffici della Camera di Commercio ma il primo giorno libero per ottenere la carta è il 2 luglio;

il dpcm “Rilancio Italia” prevede una procedura semplice spiegata in tre righe mentre il facsimile per la richiesta di contributi erogati dalla Provincia consta di 11 pagine di richiesta di modulistica;

l’assessore ha più volte dichiarato alla stampa che l’11 giugno non si tratterà di un “click day” ma che tutte le domande verranno accolte anche se in momenti diversi;
tutto ciò premesso,

 

*
INTERROGO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA E L’ASSESSORE ALLO SVILUPPO ECONOMICO PER SAPERE:

quali siano i criteri per scegliere le aziende che potranno beneficiare del credito, visto che si dispone di un plafond limitato per la totale copertura delle domande;

per quale motivo non si è deciso per una procedura più semplice come quella nazionale;

se è previsto un contributo ulteriore per coprire gli oneri derivanti dall’utilizzo di professionisti ed enti terzi per la compilazione della domanda;

quante domande sono pervenute nel primo giorno di registrazione;

in quanto tempo si pensa di erogare il credito.

 

*

Paolo Ghezzi
presidente gruppo consiliare FUTURA

Il webinar si è tenuto il 10 e 11 giugno e sarà riproposto, in forma di FAD, la prossima settimana. 1000 partecipanti al webinar “Gestione in sicurezza dei servizi estivi”.

Alla luce della pubblicazione delle “Linee guida della Provincia autonoma di Trento per la gestione in sicurezza dei servizi conciliativi ed estivi 2020 per bambini e adolescenti”, la Provincia autonoma di Trento, tramite l’Agenzia per la famiglia, natalità e politiche giovanili, in collaborazione con tsm-Trentino School of Management, il Dipartimento salute e solidarietà sociale e il Dipartimento di Prevenzione APSS, ha organizzato la prima edizione del webinar “Gestione in sicurezza dei servizi estivi” della durata di 5 ore, che si è tenuto il 10 e 11 giugno. Il corso online è obbligatorio per tutti coloro che vogliono attivare servizi estivi e va frequentato prima di aprire il servizio all’utenza e prima della presentazione della Scia in Comune. Vista la numerosa partecipazione, il percorso di formazione sarà riproposto – in forma di FAD (Formazione A Distanza) – la prossima settimana. La partecipazione al corso è gratuita.

Alla luce delle “Linee guida” nazionali, con un’azione veloce ed efficace la Provincia autonoma di Trento ha riadattato il testo al contesto trentino, ma non si è fermata qui e ha organizzato anche un Corso di formazione per gli operatori che gestiscono servizi conciliativi estivi, al fine di garantire massima sicurezza nello svolgimento degli stessi e di realizzare – nella FASE 2 dell’emergenza COVID-19 – adeguate opportunità organizzate e sicure di socialità, gioco ed educazione per bambini e ragazzi.

Il corso, a cura dell’Agenzia per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili in collaborazione con tsm-Trentino School of Management, ha una durata di 5 ore ed è destinato a tutto il personale, anche volontario, degli enti gestori che dovrà essere adeguatamente formato sui temi della prevenzione da Covid-19 e sull’adeguata applicazione delle Linee guida, nonché sugli aspetti di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, delle misure di igiene e prevenzione e sulle informazioni da dare ai genitori che afferiscono al servizio.

Il corso descrive i contenuti della delibera sulle Linee guida della PAT per la gestione in sicurezza dei servizi estivi, con una premessa sulle Linee guida emanate anche a livello nazionale.

Il corso sarà organizzato attraverso:

– 1° edizione di webinar costituita da 2 incontri di 2 ore e mezza ciascuno. Il primo incontro sarà di carattere sanitario per Covid-19 mentre il secondo incontro sarà maggiormente incentrato sul progetto organizzativo.

– 1° edizione di recupero in FaD, che proporrà le registrazioni dei due incontri in webinar e sarà a disposizione dalla settimana successiva previa iscrizione sul sito di tsm.

L’attestato non verrà inviato automaticamente al termine del corso, ma dopo alcuni giorni a seguito di una verifica sui dati ricevuti dai partecipanti e sull’effettivo completamento della formazione.

Per maggiori informazioni:

Informazioni sul corso e per iscrizioni:

Informazioni sulle Linee guida:

Nel primo trimestre di quest’anno il valore delle esportazioni trentine si è attestato a 912 milioni di euro con una contrazione tendenziale del 9,4%. Il drastico calo, in linea con le anticipazioni fornite dall’indagine sulla congiuntura della Camera di Commercio, è in parte da ricondurre all’impatto negativo sulla produttività e sulla domanda di beni, registratosi a seguito delle misure di contenimento adottate nel nostro Paese e nei principali luoghi di destinazione dei nostri prodotti.

A marzo 2020 l’interscambio commerciale con i Paesi extra-Ue ha registrato una contrazione del 5,2% mentre verso i Paesi dell’Unione europea il calo è stato dell’11,5%. L’Unione europea (28 Paesi) ha assorbito il 65,9% delle esportazioni complessive confermandosi la principale direttrice per l’interscambio di merci con l’estero.

I principali partner commerciali della provincia di Trento si confermano essere la Germania (17,4% dell’export complessivo), gli Stati Uniti (12,1%) e la Francia (9,6%). Nel primo trimestre, sia l’interscambio con la Germania (-11,1%), sia quello con la Francia (-15%), hanno registrato una importante flessione; meno marcata, invece, la contrazione dell’export verso gli Stati Uniti (-4,3%).

Le esportazioni sono costituite principalmente da prodotti dell’attività manifatturiera (93,8% del valore complessivo). La quota maggiore è da attribuire ai “prodotti alimentari, bevande e tabacco” (17,7%), seguiti da “macchinari ed apparecchi” (16,3%), “mezzi di trasporto” (16,2%), “sostanze e i prodotti chimici” 10,2%) e “metalli di base e prodotti in metallo” (7%).

Particolarmente colpite, in questa fase, le vendite all’estero di “macchinari ed apparecchi” (-52 milioni), “mezzi di trasporto” (-18 milioni) e “articoli farmaceutici, chimico-medicali e botanici” (-6,5 milioni). All’interno di un contesto sfavorevole trasversale a tutti i prodotti esportati, mostrano ancora segnali di tenuta i “prodotti alimentari e bevande” (+2,5 milioni), le “sostanze e prodotti chimici” (+2,4 milioni) e le produzioni agricole non trasformate (+2 milioni).

Nello stesso periodo, il valore delle importazioni delle merci in Trentino è risultato pari a 611 milioni di euro, registrando un calo dell’8,2% (-55 milioni) rispetto al primo trimestre 2019. Tra le categorie merceologiche importate, al primo posto si collocano i “mezzi di trasporto” con il 17,7% delle importazioni complessive, seguiti da “legno, prodotti in legno, carta e stampa” e da “prodotti alimentari, bevande e tabacco” entrambi con una quota del 13,2%.

Il saldo della bilancia commerciale della provincia di Trento si attesta sul valore complessivo di 300 milioni di euro.

 

Infografica 1 trim 2020 definitiva

 

Venerdì 12 giugno, alle ore 21.25, su Retequattro, nuovo appuntamento con “Quarto Grado”. In conduzione Gianluigi Nuzzi, con Alessandra Viero.

Il programma a cura di Siria Magri torna ad occuparsi del caso di Luca Sacchi, il ragazzo freddato con un colpo di pistola alla testa, la sera del 23 ottobre scorso, a Roma. In carcere per l’omicidio, Valerio Del Grosso con Paolo Pirino e Marcello De Propris. Dalle carte, intanto, emergono nuovi segreti riguardanti Anastasya, la fidanzata, presente in aula quale imputata e accusatrice.

Al centro della puntata anche la morte di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate di Sopra scomparsa il 26 novembre 2010 e trovata senza vita il 26 febbraio 2011. Per l’omicidio è stato condannato all’ergastolo, in via definitiva, Massimo Bossetti. L’uomo continua a professarsi estraneo ai fatti e protesta perché i suoi avvocati non potranno riesaminare i reperti: «la mia colpa è essere innocente…», ha detto.

Il Consiglio provinciale ha concluso stamattina i lavori con la discussione degli ultimi punti all’ordine del giorno. Si tratta di tre proposte di mozione: una su iniziativa di Ferrari, simbolicamente sottoscritta da tutte le consigliere donne del Consiglio provinciale, per il sostegno dell’imprenditorialità femminile, approvata all’unanimità, le altre due, di Dallapiccola sui grandi carnivori e di Olivi su Meccatronica, respinte.

Mozione 235 di tutte le consigliere: sostenere l’imprenditorialità femminile e le libere professioniste nella fase 2 dell’emergenza Covid-19 (approvata all’unanimità).

La mozione 235 proposta in termini bipartisan da tutte le consigliere dell’assemblea legislativa – Sara Ferrari del Pd, per la Lega Alessia Ambrosi, Mara Dalzocchio e e Katia Rossato, Lucia Coppola di Futura, Paola Demagri del Patt e Vanessa Masè del gruppo La Civica – e successivamente integrata per iniziativa di Masè e Ferrari, impegna la Giunta a sostenere l’imprenditorialità femminile nella fase 2 del Covid 19. In Italia, ha osservato Sara Ferrari, le imprese guidate da donne sono solo il 22% del totale -in Trentino il 18: un dato che rivela grande debolezza e il preoccupante freno al mondo dell’imprenditoria femminile, sopratutto in Trentino.

Oggi c’è di più: a questi dati e alle difficoltà del mondo economico ai tempi del Covid, si sommano per le donne i problemi di conciliazione che grava maggiormente sulle spalle delle lavoratrici. Ed è a supporto di questo contesto che si concentrano maggiormente le richieste contenute nel documento per le quali le consigliere hanno invocato l’impegno della Giunta provinciale.

Sette le iniziative che in base al testo occorre mettere in campo: assicurare ai genitori offerta di servizi per l’infanzia (asilo nido, Tagesmuetter, scuole per l’infanzia, attività estiva e doposcuola) in sicurezza e con il sostegno pubblico per l’abbattimento delle tariffe; assicurare e sostenere servizi per la non autosufficienza; riattivare il progetto co-manager per le imprenditrici che non possono delegare la cura dei figli; prorogare i tempi di realizzazione dei progetti presentati sul bando di imprenditoria femminile e giovanile in Trentino Sviluppo e promuovere nuovi bandi, prevedendo che l’accesso alle misure di agevolazione sia consentito anche ai professionisti e alle professioniste, anche in considerazione dell’articolo 22 della legge provinciale sull’economia (la numero 6 del 1999); promuovere e sostenere progetti di welfare aziendale, che prevedano orari flessibili per le attività produttive, per permettere turni e sicurezza a titolari e dipendenti, favorendo le nuove esigenze di conciliazione; sostenere l’imprenditoria femminile nell’accesso al credito, valorizzando gli strumenti concessi dal Fondo di garanzia per le Pmi, che è stato incrementato di 5 mln di euro con risorse del Dipartimento per le pari Opportunità, nella sezione dedicata all’imprenditoria femminile; promuovere e assicurare informazione sugli interventi e strumenti specifici previsti.

Una proposta più che opportuna, ha esordito Vanessa Masè che si è definita “non femminista a tutti i costi”: tuttavia, ci sono situazioni in cui è necessario tenere il punto e farlo con fermezza, ha aggiunto la consigliera della Civica, che ha osservato che il mondo dell’imprenditoria femminile rappresenta una grande ricchezza per il tessuto socio economico trentino alla quale non possiamo permetterci che Covid dia il colpo di grazia, ai fini fiscali, ma anche ai fini di giustizia sociale.

Lucia Coppola (Futura) ha detto che il tema è importante ed è bello sia condiviso da tutte le colleghe, anche perché le statistiche rivelano che in questa fase sono proprio gli under 35 e le donne a pagare le peggiori conseguenze, pur con le maggiori risorse, idee, proposte ed energie propositive e proattive che possono apportare queste fasce di lavoratori rispetto alle altre. I numeri non fanno che confermare una realtà triste: il 42% dai 18 ai 34 anni rivela già un peggioramento della propria situazione di vita, il 55% delle lavoratrici si sente a rischio e il 61% dichiara che non potrà attuare i piani e i progetti che aveva prima della pandemia.

Anche Katia Rossato (Lega), madre e imprenditrice, è intervenuta sull’argomento a conferma della difficoltà di conciliare i diversi ruoli, con relativi doveri e responsabilità che le donne si trovano a dover rivestire. Conciliare famiglia e lavoro è quasi un’utopia con costi occulti non indifferenti che la pandemia ha solo peggiorato, comprimendo sempre più i tempi dedicati alla famiglia che al contrario abbisognerebbe di maggiori attenzioni in questo momento delicato. Adottare ogni misura a sostegno e tutela di questa categoria minoritaria a rischio è dunque un dovere della Provincia, ha aggiunto, dichiarando di sostenere convintamente il pacchetto di misure contenute nel documento in discussione e sottoposto all’attenzione della Giunta provinciale.

Paola Demagri (Patt) ha espresso la convinzione che la mozione sarà sostenuta anche da tutti i colleghi uomini. Si tratta di un documento, ha aggiunto, che potrebbe fare da apripista a possibilità di orizzonti più ampi dal punto di vista imprenditoriale e di gestione famigliare.

L’assessore Achille Spinelli ha ringraziato le consigliere per aver posto l’argomento, dichiarandone il pieno sostegno: personalmente, ha dichiarato, vado oltre i parere sugli aspetti tecnici e premetto l’accoglimento di tutti i punti esposti -con un piccolo emendamento all’integrazione proposta da Masè e Ferrari perché il riferimento alla legge sugli incentivi alle imprese non prevedeva automaticamente il riconoscimento dei liberi professionisti con i termini di imprese, mentre gli aiuti chiesti dalla mozione ricomprendono tutti.

In dichiarazione di voto sono intervenute Sara Ferrari, Vanessa Masè, Mara Dalzocchio (Lega), Lucia Coppola, Ugo Rossi (Patt) che ha suggerito alle colleghe, in una prossima occasione, di voler chiedere le firme anche dei colleghi uomini. Si è associato Claudio Cia (Agire): questa non dovrebbe essere una mozione di genere, anche noi uomini l’avremmo votata volentieri perché è importante. Giorgio Leonardi (FI) ha espresso piena condivisione e sostegno: le donne hanno indiscutibilmente un valore aggiunto e si trovano spesso a sostenere pesi che gli uomini non sopportano.

 

*

Mozione 220 di Dallapiccola (Patt): piano gestione grandi carnivori (respinta)

In premessa l’inquietudine causata dalle sempre più frequenti incursioni dei grandi carnivori nei pressi dei centri abitati in Trentino, quindi l’espressione dell’esigenza di applicare la legge 9 del 2018 che prevede un Piano per la gestione Grandi Carnivori. Di qui muove il documento del consigliere Michele Dallapiccola che impegna la Giunta provinciale ad attivare una campagna informativa e un Piano straordinario per la protezione della zootecnia dai danni.

Il consigliere della Lega Alessandro Savoi ha definito “buffo” che proprio Dallapiccola presenti una mozione sui contenuti dei quali era a suo tempo responsabile in qualità di assessore. Non mi pare che lei abbia fatto molto sull’argomento in cinque anni di mandato e i problemi che abbiamo oggi sono frutto del lavoro del centrosinistra, ha aggiunto rivolto al collega. Questa è una provocazione, ha concluso, che non possiamo accettare.

L’assessora Giulia Zanotelli ha detto di non voler rispondere alle illazioni fatte da Dallapiccola sulla gestione dei grandi carnivori che non tengono conto delle difficoltà e della delicatezza del tema e del lavoro che la provincia sta facendo e che è stato fatto anche assieme alla altre province dell’arco alpino. Quanto al dispositivo di questa mozione, l’attività informativa continuerà, così come le attività legate alle opere di prevenzione costantemente assicurate. Del resto, ha aggiunto, basterebbe leggere l’annuale rapporto sui grandi carnivori per sapere che la strada è già ampiamente tracciata e l’impegno è intenso, pur nella consapevolezza che non è un percorso semplice, ma quanto meno proviamo tutti insieme a perseguire un obiettivo e dare risposte agli allevatori.

In dichiarazione di voto la consigliera Alessia Ambrosi (Lega) ha riportato alcuni fatti riferiti agli orsi accaduti in valle dei Laghi a sostegno del voto negativo a questo documento, accusando il consigliere Dallapiccola di non conoscere la differenza tra un orso e un cane randagio.
Michele Dallapiccola ha invitato la collega Ambrosi a riflettere sulle sue affermazioni che di fatto ne certificano l’elevato grado di incompetenza.
La mozione è stata respinta con 10 sì e 18 no.

 

*

Mozione 234 di Olivi (Pd) per la realizzazione del polo scolastico alla Meccatronica (respinta)
Il dispositivo della mozione di Alessandro Olivi torna ad occupare l’aula su una questione ampiamente ripetitiva e impegna l’esecutivo ad attuare la delibera che era stata approvata il 20 dicembre scorso sul terzo aggiornamento del Progetto per gli investimenti pubblici per la “Realizzazione del Polo della Meccatronica”. Progetto che ad oggi prevede “la rilocalizzazione di due istituti scolastici, ITT Marconi e il CFP Veronesi”, la “creazione di un nuovo edificio per laboratori e centri di ricerca e contestuale ampliamento ed espansione dell’area produttiva esistente”. La mozione prevede inoltre che siano garantiti il rispetto e l’attuazione del Protocollo d’Intesa sottoscritto nel 2016 tra Provincia e Comune di Rovereto e riconfermato nel dicembre 2019, come pure, già dal prossimo assestamento di bilancio, il ripristino dei fondi necessari per la realizzazione del nuovo Polo scolastico, ridotti di 27 milioni di euro con la recente variazione al bilancio approvata nella legge Riparti Trentino del mese scorso.

Mara Dalzocchio (Lega) è intervenuta rilevando il tono polemico della mozione che accusa la Giunta di “rinunciare al futuro di un progetto innovativo per non sapere dove andare”. Il piano di sviluppo del progetto, nato nel 2011, è rimasto inattuato per ben due legislature, ha notato, proprio mentre Olivi ricopriva ruoli strategici nella guida della Provincia. E ancora davvero risulta incomprensibile l’accusa di non aver messo a bilancio quelle risorse che non si sono trovate nemmeno in momenti più floridi e rilassati, proprio in un momento delicato come questo, segnato da una crisi economica epocale: perché tutta questa fretta, proprio adesso, si è chiesta Dalzocchio, mentre all’epoca quando ne aveva le responsabilità non fece nulla per portare avanti il progetto del Polo Meccatronica che ora gli sta tanto a cuore.

L’assessore Achille Spinelli ha condiviso l’analisi della consigliera Dalzocchio. L’argomento è pesante sotto il profilo finanziario e impattante anche sotto l’aspetto antropico e urbanistico, ha detto: ad oggi se consideriamo anche gli insegnati parliamo di più di 1700 persone nell’area, un numero che fa pensare. Meccatronica continua a rappresentare un progetto al quale ispirarsi, di valore positivo per la formazione professionale, tuttavia prima di prendere decisioni definitive circa un così grande numero di studenti in uno spazio industriale serve un supplemento di analisi e di riflessione con gli interlocutori territoriali e scolastici.

In replica Olivi ha respinto le accuse di Dalzocchio, osservando che la mozione è assolutamente priva di note polemiche, anche se sarebbe molto facile farne. Con questa mozione ho cercato di correggere una dichiarazione affrettata dell’assessore Spinelli ed ero disponibile ad emendarla affinché fosse accolta, ma pare non ci sia ora nemmeno la disponibilità di approvare un testo che impegni la Giunta a confermare le decisioni prese dalla stessa. Speriamo di sapere in fretta quali sono le idee dell’Esecutivo perché fino ad ora non sono chiare.

In dichiarazione è intervenuto Ugo Rossi (Patt) che si è complimentato con il collega Olivi per il suo lavoro, pur annunciando di non poter votare la mozione proprio perché richiama la Giunta a mantenere in essere le decisioni della stessa Giunta. Un’ultima considerazione l’ha aggiunta ancora Mara Dalzocchio che ha espresso la convinzione che la scuola debba rimanere a sant’Ilario, un paese diviso in due che senza una scuola andrebbe a morire. Alessio Manica (PD) ha notato che questo non è il progetto “di Olivi” (affermazione poi sostenuta anche da Ugo Rossi), ma un progetto collettivo della maggioranza sul futuro di due scuole che ora si sta cancellando e questo è innegabile e ve ne assumerete la responsabilità.

Ora, spostare una scuola per tenere viva una comunità è aberrante: la priorità è la scuola, non l’esigenza di quella comunità. Sentendosi chiamata in causa Dalzocchio ha replicato che se il focus è sulla cultura ha davvero poca importanza dov’è collocata la scuola. Filippo Degasperi (Onda Civica) ha notato che accanto alla questione edilizia c’è la questione scolastica, perché dietro al progetto Meccatronica c’era una visione di convergenza e di crescita di una determinata comunità scolastica sul modello del Polo di san Michele. Olivi ha chiesto in conclusione che la mozione sia votata per parti separate.
La mozione è stata respinta.

Euregio Science Fund: al via la quarta edizione del premio. I progetti di ricerca possono essere presentati fino al 7 ottobre.

Al via la quarta edizione dell’Euregio Science Found, premio scientifico conferito dal 2014 a progetti di ricerca e innovazione che interessano settori no profit e che favoriscono la cooperazione transfrontaliera, fra Tirolo, Alto Adige e Trentino. La dotazione è pari a 3 milioni di euro. Sono stati finanziati finora 50 posti di lavoro nella ricerca. I progetti possono abbracciare ogni ambito del sapere: i cambiamenti nell’ambito della biodiversità, le tematiche legate allo scioglimento dei ghiacciai e il patrimonio genetico delle mele sono i settori d’indagine che hanno ottenuto in passato il supporto dell’Euregio nell’ambito del premio scientifico.

I tre presidenti dell’Euregio, Maurizio Fugatti per la Provincia autonoma di Trento, Arno Kompatscher, per la Provincia autonoma di Bolzano, e il presidente del Land Tirol Günther Platter hanno approvato nei giorni scorsi la quarta edizione del premio, che si rivolge a ricercatori, scienziate e scienziati che abbiano svolto progetti pluriennali di ricerca lavorando nei tre territori dell’Euregio. La durata dei progetti candidati dev’essere compresa fra 2 e 3 anni, il costo per ciascun progetto compreso fra 250.000 e 500.000 euro.

“Il Trentino da tempo investe nella ricerca e nella formazione universitaria, nella consapevolezza che rappresentino fattori determinanti per il progresso economico, tecnologico ma anche sociale del territorio – ha detto il presidente Fugatti. – Con la nuova call dell’Euregio Science Fund facciamo un investimento nel nostro futuro e in quello dei nostri giovani, cosa tanto più importante in un momento difficile quale è quello che stiamo attraversando”.

Un premio come “faro” nell’Euregio

L’Euregio Science Fund è stato creato nel 2014 come un “faro” nell’Euregio e si è consolidato negli anni come appuntamento fisso per il mondo della ricerca. Con oltre 120 candidature le prime 3 edizioni hanno avuto un ottimo successo. Complessivamente sono stati conferiti 5,5 milioni di euro a 16 progetti, con cui sono stati finanziati 50 posti di lavoro nel settore della ricerca in ambito Euregio. La quarta call del premio è finanziata dal Fondo austriaco per la ricerca (FWF). Quest’ultimo è l’organismo responsabile per la valutazione dei progetti e per lo sviluppo della parte tirolese di questi.

L’ufficio comune dell’Euregio in collaborazione con il FWF organizza per la prima volta webinar informativi sulla quarta edizione del premio, per poter informare ricercatori e ricercatrici di questa opportunità. I primi due appuntamenti sono fissati per il 6 e 7 luglio 2020. Iscrizioni entro il 22 giugno 2020. Termine ultimo per presentare la candidatura del proprio progetto è il 7 ottobre alle 16. Info e iscrizioni ai webinar online sul sito dell’Euregio nella sezione dedicata alla quarta call dell’Euregio Science Fund.

Ed ecco che anche i Verdi provinciali si sono svegliati, forse, dal torpore che li ha caratterizzati in questi ultimi anni.

Finalmente, se non fosse che sembrano solo azioni dettate dalla prossima battaglia elettorale, cominciano a capire che c’è “qualche problema” con il 5G.

Mi domando dove sono stati in questi ultimi 5 anni di legislatura comunale in cui noi abbiamo girato l’Italia per far capire agli italiani del problema.

Dove erano quando organizzammo il convegno nazionale con relatori tecnici e scientifici di livello internazionale.

Cosa abbiano fatto, in merito all’informazione, mentre noi mese dopo mese organizzavamo serata in tanti comuni trentini.

Di colpo si sono svegliati e speriamo sia la volta buona che ci diano una mano.

L’occasione si presenta il 20 giugno alle 11.30 quando come Alleanza Stop5G Sezione Trento abbiamo organizzato un flash mob davanti agli uffici del Sindaco in via Belenzani.

Speriamo decidano di aderire e facciano fronte comune.

 

ORE 11.30 - TRENTO Via Belenzani, 20

Alitalia: a luglio oltre 1.000 voli a settimana su 37 destinazioni
I posti offerti e i voli crescono del 60% rispetto a giugno; la Compagnia riprende i servizi internazionali da Milano.

A partire da luglio Alitalia aumenta destinazioni e frequenze. La Compagnia effettuerà oltre 1.000 voli settimanali e raggiungerà 13 nuovi aeroporti: Amsterdam, Atene, Boston, Malta, Nizza, Tel Aviv, Tirana, Tunisi, Brindisi, Firenze, Lampedusa, Pantelleria e Reggio Calabria.

Alitalia opererà complessivamente il 60% dei voli in più rispetto al mese di giugno, totale equivalente al doppio di quanto operato a maggio. Gli aerei voleranno su 52 rotte (22 in più di giugno) e 37 aeroporti, dei quali 19 in Italia e 18 all’estero. I posti offerti a luglio cresceranno del 60% sul mese precedente.

Il programma dei voli Alitalia di luglio includerà, principalmente, la riapertura dei collegamenti internazionali da Milano e l’incremento dei voli da Roma verso l’estero, nonché l’aumento dei servizi aerei dal Nord Italia verso il Sud e le Isole.

In dettaglio, da Roma, Alitalia riprenderà i servizi con Atene (2 voli al giorno, dall’1 luglio), Amsterdam, Tel Aviv, Tunisi (10 voli alla settimana con ognuno dei tre scali, dall’1 luglio), Nizza e Tirana (6 voli alla settimana per ciascun aeroporto, dall’1 luglio), Malta (6 voli alla settimana, dal 2 luglio), Boston (6 voli alla settimana, dal 16 luglio), Brindisi (2 voli al giorno, dall’1 luglio), Firenze (2 voli al giorno dall’1 luglio, in sostituzione di quelli con Pisa), Reggio Calabria (2 voli al giorno, dall’1 luglio), Lampedusa e Pantelleria (4 voli alla settimana con ognuno dei due aeroporti, servizi stagionali estivi dal 4 luglio).

La Compagnia, inoltre, dall’1 luglio aumenterà il numero di frequenze da Fiumicino con Barcellona e Madrid (da 6 voli alla settimana a 2 voli al giorno per ciascun aeroporto), Parigi (da 20 alla settimana a 4 al giorno), Londra (da 4 a 6 voli al giorno), Milano (da 8 a 10 voli al giorno), Bologna, Lamezia Terme, Torino e Venezia (da 2 a 4 voli al giorno per ognuno dei quattro aeroporti). Già dal 15 giugno è incrementato il numero dei voli Alitalia da Roma per Catania e Palermo (da 8 a 10 voli al giorno su ciascun aeroporto servito) e per Cagliari (da 6 a 8 al giorno).

Da Milano Malpensa, aeroporto sul quale la Compagnia continuerà le proprie attività operative fino alla riapertura di Linate, Alitalia ripristinerà i collegamenti internazionali con Londra, Parigi, Amsterdam (2 voli al giorno con ognuno dei tre aeroporti, dall’1 luglio), Bruxelles (12 voli alla settimana, dall’1 luglio) e i collegamenti nazionali con Brindisi, Lamezia Terme, Napoli, Reggio Calabria (2 voli al giorno per ciascun aeroporto), Pantelleria e Lampedusa (2 voli alla settimana con ognuno dei due aeroporti, servizi stagionali estivi che prenderanno avvio, rispettivamente, dal 4 e dal 5 luglio).

La Compagnia, inoltre, già da oggi ha aumentato i voli in Continuità Territoriale da Milano per Cagliari (da 4 a 6 al giorno), e dal 13 giugno ha previsto il raddoppio delle frequenze da Milano con Catania e Palermo (da 2 a 4 voli al giorno con ciascun aeroporto servito).

Complessivamente, Alitalia collegherà l’hub di Roma Fiumicino con circa 750 voli settimanali a 36 destinazioni domestiche e internazionali (Alghero, Bologna, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Lamezia Terme, Lampedusa, Milano, Napoli, Olbia, Palermo, Pantelleria, Reggio Calabria, Torino, Venezia e, all’estero, con Amsterdam, Atene, Barcellona, Boston, Bruxelles, Francoforte, Ginevra, Londra, Madrid, Malta, Monaco, New York, Nizza, Parigi, Tel Aviv, Tirana, Tunisi e Zurigo).

Da Milano saranno 17 le destinazioni domestiche e internazionali servite (Alghero, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Lamezia Terme, Lampedusa, Napoli, Olbia, Palermo, Pantelleria, Reggio Calabria, Roma e, all’estero, Amsterdam, Bruxelles, Londra e Parigi) con oltre 350 voli settimanali.

Tutti i collegamenti Alitalia vengono effettuati con capienza degli aerei contingentata, al fine di rispettare le attuali disposizioni di legge sul mantenimento del distanziamento minimo. Gli aeromobili della Compagnia vengono sanificati ogni giorno con prodotti ad alto potere igienizzante e, grazie ai filtri HEPA e alla circolazione verticale, l’aria a bordo è pura al 99,7%, come in una sala sterile.

 

****

Alitalia will operate in July over 1,000 weekly flights to 37 destinations
Number of flights and seats increased by 60% compared to June; the Airline is resuming international services from Milan.

Alitalia will increase number of flights and destinations served in July. During the month, the Airline will operate over 1,000 weekly flights reaching 13 new domestic and international airports: Amsterdam, Athens, Boston, Malta, Nice, Tel Aviv, Tirana, Tunis and in Italy Brindisi, Florence, Lampedusa, Pantelleria and Reggio Calabria.

Alitalia will operate 60% more flights compared to June and l double number of services compared to May. Alitalia aircraft will fly on 52 routes (22 more than June) to 37 airports, including 19 in Italy and 18 abroad. Seats offered in July will grow by 60% compared to the previous month.

The Alitalia flight schedule in July will mainly include the reopening of international air services from Milan and the increase of international flights from Rome, as well as the increase of services from Northern Italy to Southern Italy and the Italian islands.

In detail, Alitalia will resume flights from Rome Fiumicino to Athens (2 flights per day, from 1 July), Amsterdam, Tel Aviv, Tunis (10 flights per week with each of the three airports, from 1 July), Nice and Tirana (6 flights per week for each airport, from 1 July), Malta (6 flights per week, from 2 July), Boston (6 flights per week, from 16 July), Brindisi (2 flights per day, from 1 July), Florence (2 flights per day from 1 July, replacing the services to Pisa), Reggio Calabria (2 flights per day, from 1 July), Lampedusa and Pantelleria (4 flights per week with each of the two airports, summer seasonal services from 4 July).

Alitalia will also increase from 1 July the number of air services from Rome Fiumicino airport to Barcelona and Madrid (from 6 flights per week to 2 per day for each airport), Paris (from 20 flights per week to 4 per day), London (from 4 to 6 flights per day), Milan (from 8 to 10 flights per day), Bologna, Lamezia Terme, Turin and Venice (from 2 to 4 flights per day for each of the four airports). The Airline has already planned to increase, beginning from 15 June, the number of services from Rome to Catania and Palermo (from 8 to 10 flights per day with each of the two airports) and to Cagliari (from 6 to 8 daily flights).

From Milan Malpensa airport, where the Airline will carry on its operations until the reopening of Linate airport, Alitalia will resume international services to London, Paris, Amsterdam (2 flights per day with each of the three airports, from 1 July), Brussels (12 flights per week, from 1 July) and domestic services to Brindisi, Lamezia Terme, Naples, Reggio Calabria (2 flights per day with each airport), Pantelleria and Lampedusa (2 flights per week with each of the two airports, summer seasonal services which will start, respectively, from 4 and 5 July).

Furthermore, the Airline has already planned to increase, beginning from today, the number of flights from Milan to Cagliari (from 4 to 6 daily flights) and to double services, from 13 June, to Catania and Palermo (from 2 to 4 flights per day with each of the two airports).

Overall, with about 750 weekly flights Alitalia will connect its hub in Rome Fiumicino airport with 36 domestic and international destinations (Alghero, Bologna, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Florence, Genoa, Lamezia Terme, Lampedusa, Milan, Naples, Olbia, Palermo, Pantelleria, Reggio Calabria, Turin, Venice and, abroad, Amsterdam, Athens, Barcelona, Boston, Brussels, Frankfurt, Geneve, London, Madrid, Malta, Munich, New York, Nice, Paris, Tel Aviv, Tirana, Tunis and Zurich).

From Milan, Alitalia will serve 17 domestic and international destinations (Alghero, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Lamezia Terme, Lampedusa, Naples, Olbia, Palermo, Pantelleria, Reggio Calabria, Rome and, abroad, Amsterdam, Brussels, London and Paris) with over 350 weekly flights.

All passenger flights are operated with reduced aircraft capacity, in order to comply with the provisions of the Italian law on social distancing on board aircraft. Alitalia’s aircraft are sanitized with high-powered sanitizing products every day and, thanks to HEPA filters and vertical circulation, the air on board is 99.7% pure, just like in a sterile medical room.

(Pagina 3 di 6)