Turismo. Preoccupazione per la tenuta dell’occupazione. Sindacati: se molti alberghi non apriranno i lavoratori rimarranno senza reddito. La Provincia integri gli ammortizzatori sociali nazionali

Le incertezze che avvolgono la ripartenza del turismo in Trentino ed in particolare la riapertura degli alberghi suscitano molta preoccupazione tra i sindacati per i riflessi negativi che questa situazione produrrà sull’occupazione. “I lavoratori del turismo sono allo stremo – dicono i tre segretari provinciali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, Paola Bassetti, Lamberto Avanzo e Walter Largher -. La stagione invernale si è chiusa in anticipo, niente avvio in primavera e adesso forti dubbi anche su una ripartenza dell’estate. Quindi sono molti gli addetti stagionali che non torneranno in servizio. Il tutto mentre la Naspi si sta esaurendo”.

Per questa ragione i sindacati chiedono si apra subito un confronto con Provincia e parti datoriali. “Alla Pat chiediamo di ragionare su misure di integrazione degli ammortizzatori sociali, come sta facendo la Provincia di Bolzano che nell’incertezza di un’estensione della cassa integrazione con causale Covid ha previsto ulteriori otto settimane di copertura – proseguono i sindacalisti -. E’ ora che si duscuta anche in Trentino di questo tema”.

Parallelamente Filcams, Fisascat e Uiltucs si rivolgono agli albergatori. “Siamo consapevoli della situazione di difficoltà in cui si trovano molti di loro. Queste difficoltà sono, però, anche delle famiglie dei lavoratori e delle lavoratrici che si trovano con redditi ridotti e in alcuni casi senza reddito. Per questa ragione riteniamo che anche gli imprenditori debbano fare la loro parte dando risposte certe sul fronte dell’occupazione. I contributi a fondo perduto prevedono un senso di responsabilità sociale che deve essere concreto”, concludono Bassetti, Avanzo e Largher.

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Lamberto Avanzo
Fisascat Cisl del Trentino

INFORMATIVA FINANZIARIA AL 31 MARZO 2020 DEL GRUPPO AUTOSTRADE PER L’ITALIA

Risultati consolidati del primo trimestre del 2020(1)

  • Traffico sulla rete del Gruppo in diminuzione del 20,7%
  • Ricavi operativi pari a 728 milioni di euro, con un decremento di 168 milioni di euro

    (-19%)

  • Margine operativo lordo (EBITDA) pari a 391 milioni di euro, in riduzione di 93 milioni di euro (-134 milioni di euro su base omogenea)(2)
  • Utile del periodo di pertinenza del Gruppo pari a 68 milioni di euro, con un decremento di 78 milioni di euro (-109 milioni di euro su base omogenea)(2)
  • Investimenti operativi pari a 105 milioni di euro
  • Cash flow Operativo (“FFO”) pari a 224 milioni di euro, in diminuzione di 22 milioni

    di euro (-117 milioni di euro su base omogenea)(2)

  • Indebitamento finanziario netto del Gruppo al 31 marzo 2020 pari a 8.341 milioni di euro, in decremento di 51 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2019 (8.392 milioni di euro)
  • Stante il downgrade del rating a livello “sub investment grade” conseguente le modifiche introdotte in modo unilaterale e retroattivo con il DL Milleproroghe, e quindi l’impossibilità di reperire fonti di finanziamento sul mercato, Autostrade per l’Italia ha dovuto ricorrere ad un finanziamento messo a disposizione dalla controllante Atlantia per un importo fino a 900 milioni di euro per garantire manutenzioni e investimenti, autorizzati dal Concedente, per una piena gestione in sicurezza della rete
    • Prosegue il piano accelerato di manutenzioni in totale rispondenza con il Piano di Trasformazione 2020-2023
    • Con riferimento alla trattativa in corso con il MIT, in funzione degli sviluppi della stessa e del quadro normativo e/o regolamentare, Autostrade per l’Italia mantiene la facoltà di avvalersi di tutti gli strumenti convenzionali a tutela, pur continuando a confidare in una rapida e positiva soluzione della vicenda

      Roma, 11 giugno 2020 – Il Consiglio di Amministrazione di Autostrade per l’Italia S.p.A., riunitosi il 10 giugno 2020 sotto la presidenza dell’ing. Giuliano Mari, ha approvato l’informativa finanziaria al 31 marzo 2020 del Gruppo Autostrade per l’Italia.
      Nella predisposizione dell’informativa finanziaria al 31 marzo 2020 è stata confermata, rispetto a quanto già ampiamente illustrato nella Relazione Finanziaria Annuale 2019, la valutazione della capacità della Società e del Gruppo di continuare a operare in continuità, secondo quanto previsto dal Codice Civile e dai principi contabili IFRS. Il Consiglio di Amministrazione di Autostrade per l’Italia, fermo restando i fattori di incertezza illustrati nella Relazione Finanziaria Annuale 2019, ha predisposto l’informativa finanziaria al 31 marzo 2020 nella prospettiva della continuità aziendale, alla luce delle azioni intraprese a sostegno del fabbisogno finanziario della Società , nonché della ragionevole possibilità di raggiungere un accordo con il Governo e il MIT (che assicurerebbe un equilibrio strutturale e di lungo periodo e permetterebbe ad Autostrade per l’Italia di stabilizzare la struttura finanziaria, grazie anche a un più agevole accesso al mercato del credito), che portano a ritenere tutti i fattori di rischio e incertezza ragionevolmente superabili.

    Andamento gestionale del Gruppo Andamento del traffico

    Nel primo trimestre 2020 sulla rete autostradale del Gruppo il traffico è diminuito del 20,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente3. La diminuzione ha riguardato in particolare i chilometri percorsi dai veicoli a “2 assi”, in calo del 23,4%, mentre i veicoli a “3 o più assi” hanno fatto registrare una flessione del 5,9%. La mobilità del primo trimestre ha risentito sensibilmente degli effetti della diffusione del Covid-19 nel Paese, manifestatisi a partire dall’ultima settimana del mese di febbraio, e dei successivi necessari provvedimenti di progressiva limitazione degli spostamenti.

     

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Occupazione. Nei primi quattro mesi dell’anno persi 10.700 posti di lavoro. Cgil Cisl Uil: l’emergenza sanitaria è stata come uno tsunami sul mercato del lavoro locale. Servono strumenti straordinari di sostegno al reddito e un piano per il rilancio degli investimenti.

Nei primi quattro mesi di quest’anno il Trentino ha registrato un saldo occupazionale negativo pari a 10.700 posti in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. I dati elaborati dall’Osservatorio di Agenzia del Lavoro dipingono un quadro allarmante del mercato del lavoro locale. Tra gennaio ed aprile le cessazioni dei rapporti di lavoro sono state 15.224 in più rispetto alle assunzioni. “C’è molto di cui preoccuparsi – ammettono i tre segretari generali di Cgil Cisl Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. L’effetto dell’emergenza coronavirus è stata devastante e ci sono, purtroppo più di un segnale che ci fanno immaginare che la ripartenza difficilmente riuscirà a recuperare sui livelli dello scorso anno”.

In totale si sono registrate 12.500 assunzioni in meno. Il settore dove la riduzione di nuovi rapporti di lavoro è stata più marcata è il terziario con un -35%. Preoccupa non poco anche il secondario, dove le attivazioni si sono ridotte di circa il 30%.

Il recupero appare tutto in salita. Maggio per metà è andato perso e anche a giugno molte realtà hanno deciso di non ripartire o farlo sono parzialmente. La conferma arriva anche dalle richieste di cassa integrazione, che continuano ad arrivare.

Solo per il secondario (manifatturiero e costruzioni) sono state avanzate richieste per 4,5 milioni di ore. “E’ chiaro che questa situazione si ripercuote pesantemente anche sul reddito disponibile dei lavoratori e delle loro famiglie”, sottolineano i tre segretari generali che per questa ragione chiedono un intervento coraggioso da parte della Provincia. “Se le risorse stanziate fino a questo momento per gli ammortizzatori sociali si dovessero dimostrare insufficienti la Giunta dovrà prevedere nella prossima manovra di assestamento misure aggiuntive”.

Per farlo – è questo il pensiero dei sindacati – non si può però attendere che l’acqua arrivi alla gola. “E’ necessario predisporre fin da subito delle misure per integrare la cassa integrazione con causale Covid che ormai volge al termine per molte imprese e che non è stata sufficiente. Allo stesso tempo l’Esecutivo deve fare pressione sul Governo nazionale perché estenda l’ammortizzatore sociale oltre le nove settimane ad oggi previste e in continuità. Chiudere il 2020 sugli stessi livelli occupazionali sarà oggettivamente molto difficile, ma è indispensabile muoversi tempestivamente per arginare gli effetti negativi.

Questo, purtroppo, resterà un annus horribilis per l’occupazione trentina. Per questo, oltre a rafforzare il sistema degli ammortizzatori sociali, serve che la Provincia, senza indugi, appronti un vero piano per il rilancio degli investimenti pubblici e privati”, concludono.

I soldi dei trentini per finanziare un documentario sulle tonnare sarde e un film sulla vita di Roberto Baggio

La Trentino Film Commission ha comunicato l’esito del primo bando 2020.

Si tratta di 6 progetti per i quali l’assessore Bisesti auspica che, dopo la battuta d’arresto dovuta al Covid, al più presto “possano riprendere quelle produzioni di qualità che hanno fatto conoscere al- cuni luoghi incantevoli del nostro Trentino”.
Soprassediamo sui luoghi che in tempi passati sono stati fatti conoscere (molti ricorderanno il par- cheggio dei mezzi pesanti nella zona industriale di Arco) ma scorrendo le produzioni approvate ce ne sono due che non possono che suscitare qualche perplessità.

Nella sezione cinematografica, pur stimando Roberto Baggio, non è facile comprendere il nesso tra “Il Divin codino” (questo il titolo) e la promozione del Trentino. Il film “racconta la vita di Roberto Baggio (vicentino di Caldogno), il calciatore italiano più amato di sempre”. Come la vita di Baggio si intrecci con il Trentino o possa in qualche modo ricondurre lo spettatore al nostro territorio pro- babilmente lo scopriremo quando arriverà sugli schermi.

Tra i documentari (2 sui 3 ammessi vedono tra l’altro la stessa regia e la stessa casa di produzio- ne) spicca invece “The Kings of Tuna”: nuova serie factual dedicata alla pesca in tonnara in Sarde- gna.
In mancanza di spiegazioni sulle ragioni del sostegno e sulle previste ricadute in termini di promo- zione del nostro territorio, l’imbarazzo per molti potrebbe rivelarsi lacerante, soprattutto tra i trentini fans di Roberto Baggio e quelli amanti della Sardegna.

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

  1. il dettaglio delle produzioni vagliate dalla Trentino Film Commission che hanno portato all’esito di cui in premessa;
  2. il dettaglio delle tipologie di sostegno (incluso quello finanziario) assicurato dalla Provincia per ciascuna delle produzioni di cui al bando citato in premessa;
  3. quali ricadute promozionali si attende la Provincia dalle produzioni del film su Roberto Baggio e dal documentario sulle tonnare sarde;
  4. il dettaglio delle produzioni finanziate della Trentino Film Commission nell’anno 2019 con i riscontri in termini di promozione del territorio per ciascuna di esse.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. prov. Filippo Degasperi

Risultati consolidati del primo trimestre 2020()
• I risultati del primo trimestre 2020 risentono dell’impatto della pandemia causata dal Covid-19 sulle concessionarie autostradali e aeroportuali del Gruppo
• Traffico sulla rete autostradale: -20,7% in Italia, -12,1% in Spagna, -10,7% in Francia, -13,4% in Cile, -1,9% in Brasile
• Traffico passeggeri: -33,3% Aeroporti di Roma, -21,0% Aéroports de la Côte d’Azur
• Ricavi operativi pari a 2.210 milioni di euro, in diminuzione di 381 milioni di euro o del 15% (-10% su base omogenea)
• Margine operativo lordo (EBITDA) pari a 1.271 milioni di euro, in diminuzione di 290 milioni di euro o del 19% (-16% su base omogenea)
• Perdita del periodo di pertinenza del Gruppo pari a 10 milioni di euro, rispetto all’utile rilevato nel primo trimestre del 2019 pari a 157 milioni di euro
• Cash flow Operativo (“FFO”) pari a 790 milioni di euro, in diminuzione di 236 milioni di euro o del 23% (-21% su base omogenea)
• Investimenti operativi complessivamente pari a 361 milioni di euro, in aumento di 26 milioni di euro o dell’8%
• Indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2020 pari a 35.470 milioni di euro, in diminuzione di 1.252 milioni di euro o del 3%
• Atlantia ha messo a disposizione di Autostrade per l’Italia un finanziamento fino a 900 milioni di euro stante l’impossibilità di reperire fonti di finanziamento sul mercato da parte di Autostrade per l’Italia a seguito delle persistenti incertezze regolatorie e tariffarie e a valle del downgrade del rating a “sub investment grade” conseguente le modifiche, ritenute illegittime e con numerosi profili di incostituzionalità, introdotte in modo unilaterale e retroattivo con l’art. 35 del DL Milleproroghe
• Con riferimento alla trattativa in corso con il MIT, in funzione degli sviluppi della stessa e del quadro normativo e/o regolamentare, Autostrade per l’Italia mantiene la facoltà di avvalersi di tutti gli strumenti convenzionali a tutela, pur continuando a confidare in una rapida e positiva soluzione della vicenda

 

Il Consiglio di Amministrazione di Atlantia S.p.A., riunitosi oggi sotto la presidenza del Dott. Fabio Cerchiai, ha approvato l’informativa finanziaria al 31 marzo 2020 del Gruppo Atlantia.

Continuità aziendale
Nella predisposizione dell’informativa finanziaria al 31 marzo 2020 è stata confermata la valutazione della capacità di Atlantia di continuare a operare in continuità, come richiesto dalle norme di legge e dai principi contabili di riferimento, sulla base delle motivazioni già ampiamente commentate nella Relazione Finanziaria Annuale 2019. Il Consiglio di Amministrazione di Atlantia, fermi restando i fattori di rischio e incertezza illustrati nella Relazione Finanziaria Annuale 2019, ha predisposto l’informativa finanziaria al 31 marzo 2020 nella prospettiva della continuità aziendale,
in quanto si ritiene:
• non ragionevolmente probabile il rischio di esercizio della revoca della concessione e ragionevolmente possibile la conclusione di un accordo tra la controllata Autostrade per l’Italia con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la definizione del procedimento di grave inadempimento avviato in data 16 agosto 2018;
• non ragionevolmente probabile il manifestarsi dei rischi di liquidità e finanziari della stessa controllata e di Atlantia per i 12 mesi successivi.

Andamento economico, patrimoniale e finanziario del Gruppo

Premessa
Nel seguito sono esposti e commentati i prospetti di conto economico riclassificato e delle variazioni dell’indebitamento finanziario netto del primo trimestre 2020 del Gruppo Atlantia, in confronto con i valori del corrispondente periodo dell’esercizio precedente, nonché il prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata riclassificata al 31 marzo 2020 raffrontata ai corrispondenti valori al 31 dicembre 2019.
Il prospetto di conto economico riclassificato del primo trimestre 2019 presenta delle variazioni rispetto a quanto pubblicato nell’informativa finanziaria al 31 marzo 2019, riconducibili al completamento del processo di Purchase Price Allocation dell’operazione di acquisizione del gruppo Abertis perfezionata a fine ottobre 2018, come più ampiamente descritto nella Relazione finanziaria annuale 2019 cui si rinvia.
Ai fini della predisposizione dei dati consolidati presentati nel seguito, i principi contabili internazionali (IFRS) e il perimetro di consolidamento del Gruppo Atlantia non presentano variazioni di rilievo rispetto a quanto riportato nella Relazione finanziaria annuale 2019.
Si evidenzia che, come meglio commentato nel paragrafo “Eventi successivi al 31 marzo 2020”, a partire dalla fine di febbraio del 2020 le restrizioni normative alla mobilità adottate da numerosi governi a seguito dell’espansione a livello globale della pandemia da Covid-19 hanno comportato impatti significativi sui livelli di traffico e di ricavi delle concessionarie del Gruppo Atlantia stimati, nel primo trimestre 2020, pari a 375 milioni di euro.
Con riferimento al crollo di una sezione del viadotto Polcevera dell’autostrada A10 Genova-Ventimiglia, avvenuto il 14 agosto 2018, si evidenzia che nel corso del primo trimestre 2020 non sono stati effettuati ulteriori accantonamenti ai fondi rischi ed oneri né sono stati sostenuti costi operativi aggiuntivi rispetto a quanto accantonato al 31 dicembre 2019. A tali oneri si aggiungono i mancati ricavi da pedaggio relativi all’esenzione sull’area genovese che nel primo trimestre 2020 sono pari a circa 4 milioni di euro (complessivamente pari a 26 milioni di euro negli esercizi 2018 e 2019). Sono proseguite, inoltre, le attività di ricostruzione del viadotto e quelle a sostegno delle persone e aziende direttamente colpite dal crollo.
In particolare, sotto il profilo finanziario fino alla data del 31 marzo 2020:
a) sono stati pagati complessivi 320 milioni di euro per le attività di demolizione e ricostruzione del viadotto su richiesta del Commissario straordinario per Genova;
b) sono stati erogati 54 milioni di euro per risarcimenti agli eredi delle vittime e ai feriti, spese legali nonché contributi ad artigiani e imprenditori.

Gestione economica consolidata

I “Ricavi operativi” del primo trimestre 2020 sono pari a 2.210 milioni di euro con un decremento di 381 milioni di euro rispetto al 2019 (2.591 milioni di euro). Su base omogenea, i ricavi operativi si decrementano di 255 milioni di euro (-10%) per i motivi di seguito indicati.

I “Ricavi da pedaggio” sono pari a 1.751 milioni di euro e presentano un decremento di 344 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2019 (2.095 milioni di euro). Escludendo le variazioni dei tassi di cambio il cui effetto è negativo per 67 milioni di euro, i ricavi da pedaggio si decrementano di 277 milioni di euro per:
a) l’impatto della pandemia causata dal Covid-19 che ha comportato una riduzione di traffico sia sulla rete del settore autostradale italiano (-20,7%) che sulla rete delle concessionarie del gruppo Abertis (-12,9%), tale da determinare un decremento complessivamente pari a 224 milioni di euro;
b) le variazioni di perimetro per i due periodi a confronto che incidono negativamente per complessivi 56 milioni di euro attribuibili essenzialmente al termine della concessione della società spagnola Aumar al 31 dicembre 2019;
c) il contributo del settore autostradale estero (+3 milioni di euro) riconducibile agli adeguamenti tariffari che compensano i volumi di traffico negativi in Cile, Brasile e Polonia determinati dalla pandemia causata dal Covid-19.

I “Ricavi per servizi aeronautici” sono pari a 120 milioni di euro con un decremento di 51 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2019 (171 milioni di euro) principalmente per l’impatto della pandemia causata dal Covid-19 sui volumi di traffico di Aeroporti di Roma (traffico passeggeri -33,3%) e del gruppo Aéroports de la Côte d’Azur (traffico passeggeri -21%) tale da determinare un decremento rispettivamente di 43 milioni di euro e 8 milioni di euro.

Gli “Altri ricavi operativi” sono complessivamente pari a 339 milioni di euro e si incrementano di 14 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2019 (325 milioni di euro) principalmente per i maggiori ricavi di Pavimental verso committenti terzi (31 milioni di euro), i maggiori ricavi del gruppo Telepass (6 milioni di euro) e del gruppo Abertis (6 milioni di euro), parzialmente bilanciati dai minori ricavi connessi agli effetti della pandemia causata dal Covid-19 relativamente alle royalties delle aree di servizio sulla rete del Gruppo Autostrade per l’Italia (16 milioni di euro) e ai ricavi non aviation di Aeroporti di Roma (13 milioni di euro) e del gruppo Aéroports de la Côte d’Azur (3 milioni di euro).

I “Costi operativi netti” ammontano complessivamente a 939 milioni di euro con un decremento di 91 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2019 (1.030 milioni di euro).

I “Costi esterni gestionali” sono pari a 529 milioni di euro con un decremento di 53 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2019 (582 milioni di euro). Escludendo i minori costi relativi agli interventi per la ricostruzione del viadotto Polcevera per 86 milioni di euro (41 milioni di euro nel primo trimestre 2020 e 127 milioni di euro nel primo trimestre 2019) e alla variazione dei tassi di cambio (15 milioni di euro), si rileva un incremento pari a 48 milioni di euro attribuibile essenzialmente a:
a) i maggiori costi di Pavimental in relazione alle commesse verso terzi (26 milioni di euro);
b) l’aumento dei costi di manutenzione (24 milioni di euro), principalmente del settore autostradale italiano (14 milioni di euro), delle concessionarie autostradali del gruppo Abertis (4 milioni di euro) e del settore autostradale estero (4 milioni di euro) per la prosecuzione dei programmi operativi;
c) i maggiori oneri di Atlantia (5 milioni di euro) per donazioni finalizzate a supportare la gestione dell’emergenza causata dalla pandemia causata dal Covid-19;
d) i maggiori costi del gruppo Telepass (2 milioni di euro) correlati ai maggiori ricavi per i servizi di tolling e mobility;
e) le variazioni di perimetro nei due periodi a confronto che incidono positivamente per complessivi 12 milioni di euro attribuibili essenzialmente al termine della concessione di Aumar al 31 dicembre 2019.

Gli “Oneri concessori” ammontano a 105 milioni di euro con un decremento di 34 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2019 (139 milioni di euro) principalmente per i minori canoni concessori delle concessionarie autostradali italiane (22 milioni di euro) conseguenti ai minori ricavi da pedaggio sopra commentati e per l’accertamento del profit sharing della concessionaria Stalexport Autostrada Malopolska nel primo trimestre 2019 (8 milioni di euro) che per l’esercizio 2020, in accordo con il Concedente, è stato differito al 30 giugno 2020.

Il “Costo del lavoro netto” è pari a 328 milioni di euro con un decremento di 30 milioni di euro (358 milioni di euro nel primo trimestre 2019) principalmente per l’impatto positivo dei piani di incentivazione del personale del Gruppo, in conseguenza del differente effetto dell’adeguamento al fair value dei diritti già maturati, tenuto conto dell’opposto andamento del titolo azionario nei periodi a confronto.

La “Variazione operativa dei fondi” nel primo trimestre 2020 ha un impatto positivo per 23 milioni di euro (positivo per 49 milioni di euro nel primo trimestre 2019) su cui incide principalmente l’utilizzo del fondo ripristino e sostituzione dell’infrastruttura autostradale per gli interventi riguardanti la ricostruzione del viadotto Polcevera (40 milioni di euro).

Il “Margine operativo lordo” (EBITDA) è pari a 1.271 milioni di euro con un decremento di 290 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2019 (1.561 milioni di euro). Su base omogenea il margine operativo lordo si decrementa di 249 milioni di euro (-16%).

Gli “Ammortamenti, svalutazioni e ripristini di valore” sono pari a 903 milioni di euro e si decrementano di 72 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2019 principalmente per la scadenza alla fine dell’esercizio 2019 della concessione di Aumar in Spagna per un totale di 468 km (54 milioni di euro).

La voce “Accantonamenti per rinnovi e altri stanziamenti rettificativi” è pari a 16 milioni di euro e si decrementa di 15 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2019 (31 milioni di euro), principalmente in relazione a minori accantonamenti al fondo per rinnovi delle infrastrutture in concessione di Aeroporti di Roma e Traforo del Monte Bianco.

Il “Margine operativo” (EBIT) è pari a 352 milioni di euro, con un decremento di 203 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2019 (555 milioni di euro), prevalentemente per gli impatti derivanti dal diffondersi della pandemia da Covid-19, come già commentati in relazione alla riduzione dell’EBITDA.

Gli “Oneri finanziari, al netto dei relativi proventi” sono pari a 375 milioni di euro, in aumento di 139 milioni di euro rispetto al saldo dello stesso periodo del 2019 (236 milioni di euro), essenzialmente per la svalutazione dei diritti concessori finanziari detenuti dalle concessionarie autostradali argentine connessa al deterioramento della situazione finanziaria dello Stato argentino (66 milioni di euro) e per la rilevazione nel conto economico delle variazioni negative del fair value di alcuni derivati di Interest Rate Swap di Atlantia e Autostrade per l’Italia (59 milioni di euro) contabilizzati tra gli strumenti finanziari di non hedge accounting a partire dal 31 dicembre 2019.

Gli “Oneri fiscali” sono pari a 4 milioni di euro e registrano un decremento di 91 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2019 (95 milioni di euro) in relazione con il decremento del risultato ante imposte.

Nel primo trimestre 2020 si registra pertanto una “Perdita del periodo” pari a 29 milioni di euro rispetto all’utile del primo trimestre 2019 pari a 229 milioni di euro.
La “Perdita del periodo di pertinenza del Gruppo” è pari a 10 milioni di euro rispetto all’utile rilevato del primo trimestre 2019 pari a 157 milioni di euro.
La “Perdita del periodo di pertinenza di Terzi” è pari a 19 milioni di euro rispetto all’utile rilevato nel primo trimestre 2019 pari 72 milioni di euro.

Struttura patrimoniale–finanziaria consolidata

Al 31 marzo 2020 le “Attività non finanziarie non correnti” sono pari a 63.204 milioni di euro e si decrementano di 2.940 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2019, essenzialmente per il decremento delle attività immateriali (2.002 milioni di euro), prevalentemente a seguito del deprezzamento delle valute sudamericane rispetto all’euro (1.356 milioni di euro) e degli ammortamenti del periodo (854 milioni di euro, inclusivi di 314 milioni di euro relativi alla PPA di Abertis), nonché dell’effetto negativo originato dall’adeguamento al fair value della partecipazione in Hochtief (897 milioni di euro) connesso alla significativa riduzione del valore di borsa del titolo al 31 marzo 2020 rispetto alla quotazione al 31 dicembre 2019 (60,5 euro per azione rispetto a 113,7 euro per azione).

Il “Capitale d’esercizio” presenta un valore negativo pari a 3.148 milioni di euro con una variazione negativa pari a 434 milioni di euro rispetto al saldo sempre negativo di 2.714 milioni di euro al 31 dicembre 2019, riconducibile essenzialmente all’incasso nel primo trimestre 2020 di crediti per imposte da parte di Abertis Infraestructuras per complessivi 622 milioni di euro in relazione al recupero degli acconti di imposta versati nel 2018 rispettivamente su dividendi incassati e sulla plusvalenza derivante dalla cessione della partecipazione detenuta in Cellnex. Tale effetto è parzialmente compensato dall’incremento delle attività non finanziarie correnti in dismissione (117 milioni di euro) in relazione alla riclassifica del valore di carico della partecipazione del 19,67% nella concessionaria francese Alis a seguito dell’offerta vincolante sottoscritta a febbraio 2020 per la sua cessione.

Le “Passività non finanziarie non correnti” sono pari a 11.405 milioni di euro e si decrementano di 400 milioni di euro rispetto al saldo al 31 dicembre 2019 (11.805 milioni di euro), prevalentemente per la riclassifica nella quota corrente dei fondi per impegni da convenzione (150 milioni di euro) e per il decremento delle passività per imposte differite, per complessivi 193 milioni di euro, principalmente in relazione al rilascio della quota del periodo connessa agli ammortamenti dei plusvalori allocati alle attività acquisite a seguito di business combination.

Il “Patrimonio netto di Gruppo e di Terzi” ammonta a 13.181 milioni di euro (14.903 milioni di euro al 31 dicembre 2019).
Il “Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo”, pari a 6.356 milioni di euro, si decrementa di 1.052 milioni di euro rispetto al saldo al 31 dicembre 2019 principalmente per i seguenti fattori combinati:
a) gli impatti della valutazione al fair value della partecipazione in Hochtief (negativa per 897 milioni di euro al lordo del relativo effetto fiscale), parzialmente compensati dall’incremento del fair value positivo per 273 milioni di euro al lordo dell’effetto fiscale degli strumenti finanziari di fair value hedge (sottoscritti nell’ambito dell’operazione di collar financing su circa un terzo delle azioni detenute in Hochtief);
b) la variazione della riserva di conversione (negativa per 331 milioni di euro) prevalentemente in relazione al deprezzamento al 31 marzo 2020 rispetto al 31 dicembre 2019 dei tassi di cambio del real brasiliano e del peso argentino nei confronti dell’euro;
c) la variazione negativa della riserva da valutazione dei derivati di copertura (al netto del relativo effetto fiscale pari a complessivi 109 milioni di euro), essenzialmente connessa alla riduzione dei tassi di interesse del periodo;
d) la perdita del periodo di pertinenza del Gruppo (pari a 10 milioni di euro).

Il “Patrimonio netto di pertinenza di Terzi” è pari a 6.825 milioni di euro si decrementa di 670 milioni di euro rispetto al saldo al 31 dicembre 2019 (7.495 milioni di euro) essenzialmente per l’effetto combinato di:
a) la variazione della riserva di conversione (negativa per 547 milioni di euro) prevalentemente in relazione al deprezzamento al 31 marzo 2020 rispetto al 31 dicembre 2019 dei tassi di cambio del real brasiliano e del peso argentino nei confronti dell’euro;
b) la variazione negativa della riserva da valutazione dei derivati di cash flow hedge, al netto del relativo effetto fiscale (93 milioni di euro), essenzialmente connessa alla già citata riduzione dei tassi di interesse del periodo;
c) la perdita del periodo di pertinenza dei Terzi pari a 19 milioni di euro.

L’“Indebitamento finanziario netto” al 31 marzo 2020 è pari a 35.470 milioni di euro e diminuisce di 1.252 milioni di euro rispetto al saldo al 31 dicembre 2019 (36.722 milioni di euro), per i fenomeni più in dettaglio commentati nel successivo paragrafo “Gestione finanziaria consolidata”. Tra le principali variazioni delle passività finanziarie nel corso del primo trimestre 2020 si segnalano:
a) l’utilizzo di Atlantia delle linee Revolving Credit Facility già disponibili al 31 dicembre 2019 sottoscritte rispettivamente a luglio 2018 e ottobre 2018 per un totale di 3.250 milioni di euro, con pari incremento quindi delle disponibilità liquide;
b) l’emissione da parte di Abertis Infraestructuras di un prestito obbligazionario per 600 milioni di euro e utilizzo di linee bancarie per 440 milioni di euro da parte della stessa e per 200 milioni di euro da parte di Autostrada A4;
c) il rimborso dei prestiti obbligazionari da parte di Abertis Infraestructuras (643 milioni di euro), Autostrada A4 (400 milioni di euro) e Autostrade per l’Italia (502 milioni di euro) oltre ai rimborsi delle tranches in scadenza per linee CDP e BEI (70 milioni di euro).
Il “Debito finanziario netto”, indicatore usualmente utilizzato dagli analisti e agenzie di rating per la valutazione della struttura finanziaria del Gruppo, è pari a 37.982 milioni di euro al 31 marzo 2020 e si decrementa di 1.554 milioni di euro rispetto al saldo al 31 dicembre 2019 (39.536 milioni di euro).
La variazione è originata essenzialmente dai flussi generati dalla gestione operativa (Cash flow Operativo “FFO”) per 790 milioni di euro e dall’incasso di crediti per imposte da parte di Abertis Infraestructuras per complessivi 622 milioni di euro commentati precedentemente.
La vita media ponderata residua dell’indebitamento finanziario al 31 marzo 2020 è pari a cinque anni e un mese.
Con riferimento alla tipologia di tasso di interesse, l’indebitamento finanziario è espresso per il 60,5% a tasso fisso. Tenendo conto delle operazioni in strumenti di copertura, l’indebitamento finanziario a tasso fisso è pari al 76,2% del totale.
Il rapporto tra gli oneri finanziari del primo trimestre 2020, comprensivi dei differenziali dei derivati di copertura, e l’indebitamento a medio-lungo termine ponderato per il primo trimestre 2020 è pari al 3% (per l’effetto combinato del 2,5% relativo alle società operanti nell’area euro, del 4,2% relativo alle società cilene e del 7,6% relativo alle società brasiliane).
Al 31 marzo 2020 il Gruppo dispone di una riserva di liquidità pari a 15.959 milioni di euro, composta da:
a) 9.333 milioni di euro riconducibili a disponibilità liquide e/o investite con un orizzonte temporale non eccedente il breve termine, di cui 4.039 milioni di euro di Atlantia;
b) 6.626 milioni di euro riconducibili a linee finanziarie committed non utilizzate delle altre società del Gruppo che presentano una vita media residua di circa cinque anni e un mese e un periodo di utilizzo residuo medio ponderato pari a quattro anni e 5 mesi.

Gestione finanziaria consolidata

Il “Flusso finanziario netto generato dall’attività di esercizio”, pari a 1.299 milioni di euro, si incrementa di 290 milioni di euro rispetto al periodo comparativo (1.009 milioni di euro), essenzialmente per il citato incasso nel primo trimestre 2020 di crediti per imposte da parte del gruppo Abertis per 622 milioni di euro, parzialmente bilanciato dal decremento dell’FFO per 236 milioni di euro attribuibile all’impatto della pandemia causata dal Covid-19 sulle concessionarie autostradali e aeroportuali del Gruppo.
Il “Flusso finanziario netto per investimenti in attività non finanziarie” del primo trimestre 2020 è pari a 278 milioni di euro, essenzialmente per gli investimenti operativi realizzati nel periodo (361 milioni di euro).
Il “Flusso finanziario netto per capitale proprio” del primo trimestre 2020 è pari a 21 milioni di euro e include i dividendi deliberati dal Gruppo e le riserve distribuite a favore di soci Terzi (rispettivamente 17 milioni di euro e 4 milioni di euro). Il decremento di 153 milioni di euro dei flussi assorbiti rispetto all’omologo periodo del 2019 (174 milioni di euro) è essenzialmente originato dal dividendo straordinario erogato nel corso del primo trimestre 2019 a soci terzi da Abertis Infraestructuras (126 milioni di euro).
Pertanto, i flussi generati dall’attività di esercizio al netto dei flussi assorbiti per investimenti e per capitale proprio determinano una riduzione dell’indebitamento finanziario netto pari a 1.000 milioni di euro.

Le “Altre variazioni dell’indebitamento finanziario netto” determinano un decremento dell’indebitamento finanziario netto per ulteriori 252 milioni di euro principalmente ascrivibile al deprezzamento dei tassi di cambio delle valute sudamericane. Nel primo trimestre 2019 le “Altre variazioni dell’indebitamento finanziario netto” incrementavano l’indebitamento finanziario per 422 milioni di euro essenzialmente per:
a) la variazione negativa del fair value degli strumenti finanziari derivati di copertura pari a 347 milioni di euro in relazione alla significativa riduzione dei tassi di interesse;
b) la prima applicazione del nuovo principio contabile IFRS 16 che aveva comportato l’iscrizione di passività finanziarie pari a 145 milioni di euro al 1° gennaio 2019.

L’impatto complessivo dei flussi sopra commentati determina pertanto un decremento dell’indebitamento finanziario netto nel primo trimestre 2020 pari a 1.252 milioni di euro.

Andamento gestionale dei settori operativi

Attività autostradali italiane (Gruppo Autostrade per l’Italia)()
• Traffico del primo trimestre 2020 in riduzione complessivamente del 20,7% rispetto all’analogo periodo del 2019
• Ricavi operativi pari a 728 milioni di euro, in diminuzione di 168 milioni di euro (-19%)
• EBITDA pari a 391 milioni di euro, in diminuzione di 92 milioni di euro (19%)
• FFO pari a 224 milioni di euro, in diminuzione di 21 milioni di euro (-9%)
• Investimenti operativi pari a 104 milioni di euro

Nel primo trimestre 2020 sulla rete autostradale di Autostrade per l’Italia e delle concessionarie controllate il traffico è diminuito del 20,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La diminuzione ha riguardato in particolare i chilometri percorsi dai veicoli a “2 assi”, in calo del 23,4%, mentre i veicoli a “3 o più assi” hanno fatto registrare una flessione del 5,9%. La mobilità del primo trimestre ha risentito sensibilmente degli effetti della diffusione del Covid-19 nel Paese, manifestatisi a partire dall’ultima settimana del mese di febbraio, e dei successivi necessari provvedimenti di progressiva limitazione degli spostamenti.

I ricavi operativi del primo trimestre 2020 del settore attività autostradali italiane sono pari a 728 milioni di euro e si decrementano di 168 milioni di euro rispetto all’analogo periodo dello scorso esercizio (896 milioni di euro).
I ricavi da pedaggio sono pari a 662 milioni di euro, in riduzione di 152 milioni di euro rispetto all’analogo periodo del 2019 (814 milioni di euro). Tale decremento è sostanzialmente riconducibile alla contrazione del traffico conseguente alla diffusione della pandemia da Covid-19.
Si segnala inoltre che l’iniziativa relativa all’esenzione del pedaggio sull’area genovese ha originato minori ricavi da pedaggio per circa 4 milioni di euro (sostanzialmente in linea con l’analogo periodo dell’esercizio precedente).
Gli altri ricavi operativi si decrementano di 16 milioni di euro principalmente per le minori royalties delle aree di servizio, quale riflesso ulteriore dell’emergenza Covid-19 sui volumi di erogato e fatturato degli affidatari dei servizi oil e ristoro.
Gli oneri concessori, che includono le integrazioni del canone di concessione di competenza dell’ANAS (esposte anche tra i ricavi da pedaggio) e i canoni concessori relativi ai ricavi da pedaggio ed ai contratti di subconcessione, registrano una contrazione pari a 22 milioni di euro in conseguenza dell’andamento del traffico e delle royalties da aree di servizio nel primo trimestre 2020.
Per quanto riguarda i costi esterni gestionali si segnalano le maggiori attività di manutenzione (in aumento di 14 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2019) riconducibili essenzialmente alla prosecuzione dei programmi operativi per la sorveglianza, le ispezioni, la manutenzione e la sicurezza della rete, parzialmente compensati dai minori costi variabili delle operazioni invernali, effetto delle condizioni meteo più favorevoli del primo trimestre 2020 rispetto all’analogo periodo dell’esercizio precedente.
L’EBITDA del primo trimestre 2020 è pari a 391 milioni di euro e si decrementa di 92 milioni di euro rispetto all’analogo periodo del 2019 (483 milioni di euro).
Su tale variazione, in aggiunta alle componenti sopra citate, incide inoltre la variazione del fondo ripristino e sostituzione delle infrastrutture autostradali di Autostrade per l’Italia (escluso quanto riconducibile alla ricostruzione del Viadotto Polcevera) influenzata dalla dinamica dei tassi di interesse utilizzati per l’adeguamento del fondo e dall’aggiornamento della previsione degli interventi di ripristino, con un effetto positivo di 56 milioni di euro.
Il Cash flow Operativo (“FFO”) nel primo trimestre 2020 è pari a 224 milioni di euro (245 milioni di euro nel primo trimestre 2019) con un decremento di 21 milioni di euro originato per 102 milioni di euro dagli impatti connessi alla diffusione del Covid-19, parzialmente compensato, nei due periodi a confronto, dai minori effetti connessi alle attività di demolizione e ricostruzione del viadotto Polcevera, ai risarcimenti agli eredi delle vittime, ai feriti e alle spese legali (98 milioni di euro, al netto degli effetti fiscali).
Nel primo trimestre 2020 gli investimenti operativi delle società del settore attività autostradali italiane ammontano a 104 milioni di euro. In particolare, sono proseguiti i lavori per:
• interventi previsti nella Convenzione 1997, con particolare riferimento al potenziamento della terza corsia della A1 nel tratto compreso tra Barberino e Firenze Nord e nel tratto compreso tra Firenze Sud ed Incisa;
• interventi previsti nel IV Atto Aggiuntivo 2002, con particolare riferimento alla realizzazione delle opere complementari agli interventi di ampliamento alla terza corsia sulla A14, agli interventi del Piano Sicurezza Gallerie (interventi di 2° fase) e alla realizzazione della quinta corsia della A8 tra Milano e l’interconnessione di Lainate;
• interventi in “Grandi Opere” ricompresi tra gli Altri investimenti: con particolare riferimento ai lavori di realizzazione della quarta corsia dinamica della A4 in area milanese.

Gruppo Abertis
• Traffico del primo trimestre 2020: -12,1% in Spagna() (-32,5% il dato reported), -10,7% in Francia, -21,4% in Italia, -1,5% in Brasile, -17,5% in Cile, -12,8% in Argentina
• Ricavi operativi pari a 1.044 milioni di euro, in diminuzione del 14% (-6% a parità di perimetro ed escludendo le variazioni dei tassi di cambio)
• EBITDA pari a 666 milioni di euro, in diminuzione del 17% (-9% a parità di perimetro ed escludendo le variazioni dei tassi di cambio)
• FFO pari a 463 milioni di euro, in diminuzione del 23%
• Investimenti operativi pari a 95 milioni di euro
Nel primo trimestre 2020 il traffico ha segnato complessivamente una contrazione del -12,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A parità di perimetro la variazione sarebbe pari a -10,1%.

 

Nel primo trimestre 2020 i ricavi operativi ammontano complessivamente a 1.044 milioni di euro con un decremento di 169 milioni di euro (-14%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tale variazione è principalmente ascrivibile alle modifiche del perimetro del Gruppo (scadenza della concessione di Aumar e consolidamento di Trados-45 in Spagna, scadenza della concessione di Autovias e avvio dell’operatività di ViaPaulista in Brasile) e dalla svalutazione del tasso di cambio con particolare riferimento a quello del peso cileno, del real brasiliano e del peso argentino. A parità di perimetro ed escludendo le variazioni dei tassi di cambio, i ricavi di riducono di 63 milioni di euro (-6%) prevalentemente a causa della diminuzione del traffico dovuta alla pandemia da Covid-19.

Nel primo trimestre 2020 l’EBITDA è pari a 666 milioni di euro con un decremento di 134 milioni di euro (-17%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A parità di perimetro ed escludendo le variazioni dei tassi di cambio, l’EBITDA si decrementa di 65 milioni di euro (-9%).

 

Il Cash flow Operativo (“FFO”) del gruppo Abertis nel primo trimestre 2020 è pari a 463 milioni di euro e si decrementa di 135 milioni di euro rispetto all’analogo periodo del 2019 (598 milioni di euro). Tale variazione è originata prevalentemente dagli impatti negativi connessi alla diffusione del Covid-19, stimati pari a 82 milioni di euro, e dalle variazioni di perimetro nei due periodi a confronto, che determinano un effetto negativo complessivamente pari a 65 milioni di euro, attribuibile prevalentemente al termine della concessione di Aumar al 31 dicembre 2019.

Gli investimenti operativi del gruppo Abertis nel primo trimestre del 2020 ammontano complessivamente a 95 milioni di euro, e sono principalmente relativi all’avanzamento dei programmi di investimento delle concessionarie brasiliane e ai lavori del Plan de Relance in Francia.

Altre attività autostradali estere()

• Traffico del primo trimestre 2020 in diminuzione del -4% in Brasile, -4,3% in Cile e -9,2% in Polonia
• Ricavi operativi pari a 150 milioni di euro, in diminuzione dell’11% (+2% a parità di tassi di cambio)
• EBITDA pari a 116 milioni di euro, in diminuzione del 9% (+3% a parità di tassi di cambio)
• FFO pari a 99 milioni di euro, in aumento dell’1% (+15% a parità di tassi di cambio)
• Investimenti operativi pari a 59 milioni di euro

Nel corso del primo trimestre 2020 il traffico delle concessionarie del settore autostradale estero è diminuito complessivamente del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2019.

I ricavi operativi del primo trimestre 2020 del settore autostradale estero ammontano complessivamente a 150 milioni di euro con un decremento di 18 milioni di euro (-11%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A parità di tassi di cambio, i ricavi aumentano di 3 milioni di euro (+2%), riconducibili agli adeguamenti tariffari che compensano i volumi di traffico negativi.

L’EBITDA risulta pari a complessivi 116 milioni di euro con un decremento di 11 milioni di euro (-9%) rispetto al primo trimestre 2019. A parità di tassi di cambio, l’EBITDA risulta in crescita di 4 milioni di euro (+3%).

Ripartizione EBITDA attività autostradali estere

(per area geografica)

Il Cash flow Operativo (“FFO”) del primo trimestre 2020 è pari a 99 milioni di euro, sostanzialmente in linea con il saldo del primo trimestre 2019 (98 milioni di euro); si rileva infatti che la diffusione della pandemia causata dal Covid-19 in alcuni paesi nel primo trimestre 2020 non aveva ancora prodotto impatti di rilievo.
Sono di seguito commentati i dati economici e operativi aggregati distinti per Paese.

Brasile

TRAFFICO (MILIONI DI KM PERCORSI)
SOCIETA’ CONCESSIONARIA
1° TRIMESTRE 2020
1° TRIMESTRE 2019
Var.%
Triangulo do Sol
360
368
-2,1%
Rodovias das Colinas
485
506
-4,2%
Rodovia MG050
199
214
-7,0%
Totale
1.044
1.088
-4,0%

I ricavi operativi del primo trimestre 2020 sono pari complessivamente a 61 milioni di euro, in diminuzione di 6 milioni di euro (-9%) rispetto al primo trimestre 2019 anche per effetto del deprezzamento del real brasiliano(). A parità di tassi di cambio, i ricavi registrano un incremento di 3 milioni di euro (+4%) in conseguenza degli adeguamenti tariffari annuali parzialmente compensati dalla riduzione dei volumi di traffico impattati dalle misure di contrasto alla pandemia causata dal Covid-19 che hanno limitato gli spostamenti a partire dalla seconda metà di marzo.

L’EBITDA risulta pari a 42 milioni di euro, in diminuzione di 11 milioni di euro (-21%) rispetto al primo trimestre 2019 anche per effetto del deprezzamento del real brasiliano nonché, in Nascentes das Gerais, del maggiore accantonamento per il ripristino delle pavimentazioni e del rilascio straordinario nel primo trimestre 2019 del fondo rischi. A parità di tassi di cambio l’EBITDA si decrementa di 6 milioni di euro (-10%).
Gli investimenti nel primo trimestre 2020 ammontano a 6 milioni di euro e sono principalmente relativi al piano di investimenti della concessionaria Nascentes das Gerais.

Cile

TRAFFICO (MILIONI DI KM PERCORSI)
SOCIETA’ CONCESSIONARIA
1° TRIMESTRE 2020
1° TRIMESTRE 2019
Var.%
Grupo Costanera

Costanera Norte
301
327
-8,1%
Vespucio Sur
32
33
-3,1%
Nororiente
232
236
-1,9%
Litoral Central
52
52
-0,4%
AMB
7
7
-8,2%
Los Lagos
321
330
-2,8%
Totale
944
986
-4,3%

Complessivamente le società cilene registrano nel primo trimestre 2020 ricavi operativi per 84 milioni di euro, in diminuzione di 11 milioni di euro (-12%) rispetto al primo trimestre 2019 anche per effetto del significativo deprezzamento del peso cileno(). A parità di tassi di cambio, i ricavi crescono di 2 milioni di euro (+2%), in conseguenza dell’adeguamento annuale delle tariffe parzialmente compensato dalla riduzione dei volumi di traffico impattati dalle misure di contrasto alla pandemia causata dal Covid-19, i cui effetti si sono manifestati a partire dalla seconda metà di marzo.

L’EBITDA risulta pari a 61 milioni di euro, in diminuzione di 7 milioni di euro (-10%) rispetto al primo trimestre 2019. A parità di tassi di cambio l’EBITDA è in crescita di 3 milioni di euro (+4%).
Gli investimenti ammontano a 51 milioni di euro, di cui circa 45 milioni di euro relativi ai pagamenti al Concedente, da parte delle nuove concessionarie Americo Vespucio Oriente II e Conexión Vial Ruta 78 Hasta Ruta 68, delle quote del contributo per espropri secondo quanto disposto nei rispettivi contratti di concessione. Sono in fase conclusiva inoltre le attività relative all’ultimo intervento previsto dal programma Santiago Centro Oriente, completato al 98%.
Polonia

TRAFFICO (MILIONI DI KM PERCORSI)
SOCIETA’ CONCESSIONARIA
1° TRIMESTRE 2020
1° TRIMESTRE 2019
Var.%
Stalexport Autostrada Malopolska
209
231
-9,2%

I ricavi operativi del primo trimestre 2020 del gruppo Stalexport Autostrady risultano pari a 18 milioni di euro, in riduzione di 1 milione di euro rispetto al primo trimestre 2019 (-5%), per i minori volumi di traffico impattati dalle misure di contrasto alla pandemia causata dal Covid-19, i cui effetti si sono manifestati a partire dalla seconda metà di marzo.

L’EBITDA risulta pari a 13 milioni di euro, in aumento di 7 milioni di euro, principalmente per il differimento, dal primo al secondo trimestre dell’anno, della contabilizzazione degli oneri concessori connessi al meccanismo di profit sharing con l’ente concedente. La variazione dei tassi di cambio non ha prodotto effetti significativi sui risultati.
Gli investimenti operativi realizzati nel primo trimestre 2020 ammontano a 2 milioni di euro principalmente relativi al piano di investimenti previsto in concessione.
Attività aeroportuali italiane
• Traffico del primo trimestre 2020 in riduzione del 33,3% rispetto al primo trimestre 2019
• Ricavi operativi pari a 142 milioni di euro, in diminuzione di 56 milioni di euro (-28%)
• EBITDA pari a 68 milioni di euro, in diminuzione di 45 milioni di euro (-40%)
• FFO pari a 57 milioni di euro, in diminuzione di 30 milioni di euro (-34%)
• Investimenti operativi pari a 63 milioni di euro

Nei primi tre mesi dell’anno, il sistema aeroportuale romano ha consuntivato un volume di passeggeri pari a 6,8 milioni in calo del -33,3% rispetto al primo trimestre 2019. A partire dal 20 febbraio, conseguentemente alle misure di contenimento della pandemia causata dal Covid-19, il traffico aereo ha subito una forte diminuzione dei volumi (-65,9%) anche a causa della chiusura delle frontiere, misura adottata da numerosi Paesi.

Composizione del traffico del I Trimestre 2020 per il sistema aeroportuale romano
(milioni di passeggeri e variazione 1Q2020/1Q 2019)

L’aeroporto di Fiumicino ha registrato dal 20 febbraio una riduzione di oltre 2,8 milioni di passeggeri rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-66,2%) e di circa 15.700 movimenti (-50,6%). Il calo del traffico si è incrementato nel mese di marzo, in particolare dalla seconda metà di marzo per le restrizioni dei collegamenti da e per l’Italia nel frattempo attivate dal governo.
Anche l’aeroporto di Ciampino ha subito un’analoga riduzione dei volumi, con i primi tre mesi del 2020 che registrano un calo dei passeggeri del 28,2% rispetto al primo trimestre del 2019.
A fronte dell’annullamento dei voli da parte di Ryanair e Wizz Air, l’attività di linea commerciale è stata sospesa a partire dal 13 marzo 2020.
I ricavi operativi del primo trimestre 2020 sono pari a 142 milioni di euro con un decremento di 56 milioni di euro (-28%) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. I ricavi per servizi aeronautici, pari a 95 milioni di euro, si riducono complessivamente di 43 milioni di euro (-31%) per effetto dei volumi di traffico negativi conseguenti alla pandemia causata dal Covid-19. Gli altri ricavi operativi sono pari a 47 milioni di euro con un decremento di 13 milioni di euro (-22%) rispetto al primo trimestre dell’anno precedente, in conseguenza principalmente della contrazione del volume dei passeggeri.
L’EBITDA è pari a 68 milioni di euro, con una diminuzione di circa 45 milioni di euro (-40%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, interamente ascrivibile alla riduzione dei ricavi sopracitata (-56 milioni di euro).
Il Cash flow Operativo (“FFO”) del primo trimestre 2020 è pari a 57 milioni di euro e si decrementa di 30 milioni di euro rispetto al primo trimestre del 2019 (87 milioni di euro), essenzialmente in relazione agli impatti negativi derivanti dalle restrizioni alla mobilità da e per l’Italia connesse alla diffusione del Covid-19.
Gli investimenti operativi realizzati nel primo trimestre 2020 ammontano a 63 milioni di euro e hanno interessato principalmente la prosecuzione degli interventi di potenziamento di capacità secondo il progetto “Ampliamento Aerostazioni Est” dell’aeroporto di Fiumicino.

Attività aeroportuali estere
• Traffico del primo trimestre 2020 in diminuzione del 21% rispetto al primo trimestre 2019
• Ricavi operativi pari a 49 milioni di euro, in diminuzione di 11 milioni di euro (-18%)
• EBITDA pari a 11 milioni di euro, in diminuzione di 11 milioni di euro (-50%)
• FFO pari a 8 milioni di euro, in diminuzione di 9 milioni di euro (-53%)
• Investimenti operativi pari a 11 milioni di euro

Nel primo trimestre 2020 l’aeroporto di Nizza ha accolto 2,0 milioni di passeggeri registrando una contrazione del traffico pari al -21,0% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Le restrizioni al traffico aereo adottate nel mese di marzo per contrastare il diffondersi della pandemia da Covid-19, hanno infatti neutralizzato la crescita osservata nei primi due mesi dell’anno (+5,2% rispetto ai primi due mesi del 2019).
Il segmento domestico, pari al 45% del traffico totale, mostra una diminuzione del 20,5% rispetto
all’analogo periodo dell’anno precedente. Anche il segmento UE, pari al 30% del traffico totale, è in calo del 35,9%, mentre il segmento Extra UE mostra una variazione positiva dell’11,7%.
Composizione del traffico del 1Q2020 per l’aeroporto di Nizza
(milioni di passeggeri e variazione 1Q2020/1Q2019)

Nel primo trimestre 2020 i ricavi operativi delle attività aeroportuali estere ammontano a 49 milioni di euro, in diminuzione di 11 milioni di euro (-18%) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.
I ricavi per servizi aeronautici sono pari a 25 milioni di euro, in diminuzione di 8 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2019, come effetto combinato dell’impatto negativo della delibera sulle tariffe da parte dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti francese (-33% in meno dal 15 maggio 2019) e delle restrizioni al traffico aereo adottate da marzo 2020 per contrastare il diffondersi della pandemia da Covid-19. Gli altri ricavi operativi ammontano a 24 milioni di euro, in diminuzione di 3 milioni di euro rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. L’EBITDA è pari a 11 milioni di euro in diminuzione di 11 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2019 (-50%).
Il Cash flow Operativo (“FFO”) del primo trimestre 2020 è pari a 8 milioni di euro e si decrementa di 9 milioni di euro rispetto all’analogo periodo del 2019 (17 milioni di euro), essenzialmente in relazione agli impatti negativi derivanti dalla diffusione del Covid-19 e alle minori tariffe aeroportuali applicate nel primo trimestre 2020.
Nel primo trimestre 2020 gli investimenti operativi del Gruppo Aéroports de la Côte d’Azur sono
pari a 11 milioni di euro.

Eventi significativi in ambito regolatorio e legale
Con riferimento ai principali eventi legali e regolatori di rilievo per le società del Gruppo, in aggiunta a quanto già descritto nella Relazione finanziaria annuale 2019 cui si rinvia, si riporta di seguito una descrizione degli sviluppi o di nuovi eventi intercorsi sino alla data di approvazione della presente Informativa finanziaria al 31 marzo 2020
Attività autostradali italiane
Interlocuzioni con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti circa il procedimento di contestazione di grave inadempimento e la eventuale soluzione negoziale dello stesso
Con riferimento alle interlocuzioni con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, finalizzate alla ricerca di una soluzione negoziale nell’ambito del procedimento di contestazione di grave inadempimento instaurato dallo stesso Ministero a seguito del crollo di una sezione del viadotto Polcevera, si ricorda che, come meglio precisato nella Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2019, in data 5 marzo 2020 Autostrade per l’Italia ha inviato al MIT una nuova proposta con la quale – pur confermando le contestazioni agli addebiti mossi -ha confermato la propria volontà, condivisa da Atlantia, ad individuare una soluzione concordata e definitiva della controversia, idonea al soddisfacimento anche del pubblico interesse.
A seguito di ulteriori confronti con il MIT, in data 6 aprile 2020 e 8 aprile 2020 Autostrade per l’Italia ha inviato ulteriori lettere rispettivamente (i) al Ministro delle Infrastrutture dei Trasporti e (ii) al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Economia e delle Finanze, per i cui contenuti si rinvia a quanto dettagliatamente illustrato nella richiamata Relazione Finanziaria Annuale.
Da ultimo, in data 13 maggio 2020 Autostrade per l’Italia ha inviato una nota indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ed al Ministro dell’Economia e delle Finanze nella quale ribadisce l’esigenza di una tempestiva conclusione concordata della procedura di contestazione instaurata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in quanto il persistere dello stato di incertezza, in ordine alla conclusione di detta procedura, non è più sostenibile dalla società ed, al contempo, costituisce un grave impedimento alla regolare prosecuzione ed attuazione del programma di investimenti pianificato dalla stessa; tanto più alla luce delle valutazioni sulla sussistenza delle condizioni sospensive all’erogazione richieste da Cassa Depositi e Prestiti ad Autostrade per l’Italia del finanziamento, già accordato sin dal dicembre 2017, a causa sia della pendenza della procedura di contestazione che delle modifiche introdotte dall’art. 35 del Decreto Milleproroghe.
Autostrade per l’Italia ha altresì presentato in data 21 maggio 2020 istanza di accesso al fine di “prendere visione ed estrarre copia di tutti gli atti, le relazioni, i pareri, le valutazioni, le corrispondenze, gli elaborati tecnici, economici e negoziali ed ogni altro atto e/o documento predisposti e/o elaborati e/o adottati” dal Ministero o comunque in suo possesso, nell’ambito del suddetto procedimento e del relativo confronto instaurato per la possibile individuazione di una soluzione negoziata.
Nella seduta del 22 maggio 2020 il Consiglio di Amministrazione di Atlantia ha analizzato la situazione complessiva della propria controllata Autostrade per l’Italia e preso atto che, alla data, non era ancora pervenuta alcuna risposta alla proposta formale inviata da Autostrade per l’Italia al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti il 5 marzo 2020, mentre Autostrade per l’Italia stava continuando a sostenere tutti gli oneri per la costruzione del nuovo ponte di Genova (ormai completato) e i risarcimenti a persone e imprese, esternalizzando inoltre il sistema di ispezione delle infrastrutture.
La situazione di incertezza continua purtroppo a protrarsi, pur avendo autorevoli esponenti dell’Esecutivo manifestato pubblicamente, fin dallo scorso febbraio, la propria disponibilità a valutare le proposte di Autostrade per l’Italia, e dichiarato inoltre, a fine aprile, l’avvenuta conclusione dell’analisi del dossier.
Il Consiglio di Amministrazione di Atlantia, pur continuando a confidare in una rapida e positiva soluzione della vicenda di Autostrade per l’Italia, non ha potuto che deliberare (i) di dare indicazione alla propria controllata Autostrade per l’Italia – ferma restando la sua facoltà di avvalersi di tutti gli strumenti convenzionali a propria tutela nei tempi e con le modalità previste – di utilizzare il finanziamento di Atlantia di 900 milioni di euro per garantire manutenzioni e investimenti per la sicurezza della rete, nel rispetto di tutti gli obblighi esistenti, rinviando di conseguenza la realizzazione di altri investimenti una volta rinvenute le necessarie dotazioni finanziarie e (ii) di dare mandato ai propri legali di valutare tutte le iniziative necessarie per la tutela della società e del Gruppo, visti i gravi danni.
Pur continuando a confidare in una rapida e positiva soluzione della vicenda di Autostrade per l’Italia, in funzione degli sviluppi delle interlocuzioni con il MIT, il MEF e la Presidenza del Consiglio dei Ministri e del quadro normativo e/o regolamentare, anche avuto riguardo all’eventuale esito dei ricorsi promossi che interessano le norme contenute nel Decreto Milleproroghe, Autostrade per l’Italia avrà comunque la facoltà di avvalersi di tutti gli strumenti convenzionali a tutela, come confermato dai pareri resi dai propri consulenti.
Decreto legge n. 162 del 30.12.2019 c.d. Milleproroghe
Relativamente all’art. 13 del Decreto legge n. 162 del 30.12.2019, convertito in legge il 28.02.2020, Autostrade per l’Italia ha sollevato le dovute questioni di contrasto con l’ordinamento comunitario e costituzionale con ricorsi presentati avanti il TAR Lazio avverso i provvedimenti attuativi della medesima norma.
Relativamente all’art. 35 del Decreto Milleproroghe, è stata proposta autonoma azione avanti al TAR Lazio per accertare la validità e vigenza degli articoli 8, 9 e 9bis della Convenzione.
In funzione degli sviluppi: (i) delle interlocuzioni con il MIT, il MEF e la Presidenza del Consiglio dei Ministri e (ii) del quadro normativo e/o regolamentare, anche avuto riguardo all’eventuale esito dei ricorsi promossi che interessano le norme contenute nel Decreto Milleproroghe, Autostrade per l’Italia avrà comunque la facoltà di avvalersi di tutti gli strumenti convenzionali a tutela, come confermato dai pareri resi dai propri consulenti.

Ricorsi della Società dinanzi al TAR Liguria avverso i provvedimenti adottati dal Commissario Straordinario ai sensi del Decreto legge 109/2018
A seguito delle ordinanze di rinvio con le quali il TAR Liguria ha rimesso alla Corte Costituzionale le eccezioni di illegittimità costituzionale sollevate da Autostrade per l’Italia, la Corte ha fissato la relativa udienza pubblica di discussione per il giorno 8 luglio 2020.
Con riferimento invece ai giudizi di appello promossi dalle Amministrazioni resistenti – Commissario Straordinario per la Ricostruzione, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti- avverso i capi delle suddette ordinanze che statuiscono sulle questioni pregiudiziali sollevate da Autostrade, il Consiglio di Stato ha fissato le udienze relative a tutti e quattro i giudizi per l’8 ottobre 2020.

Indagine della Procura di Genova
Con riferimento al procedimento penale incardinato innanzi al Tribunale di Genova a seguito del già riferito crollo del Viadotto Polcevera, si ricorda che sono stati disposti dal GIP due incidenti probatori. Il primo, volto ad accertare lo stato dei luoghi e delle cose al momento del crollo, si è concluso con il deposito da parte dei periti del primo elaborato lo scorso 31 luglio, cui è seguita l’udienza del 20 settembre 2019 per l’esame dello stesso.
Avuto, invece, riguardo al secondo incidente probatorio, il cui scopo è quello di accertare le cause che hanno provocato il crollo, a seguito dell’entrata in vigore del DL 8 marzo 2020 n.11 recante “Misure straordinarie ed urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 e contenere gli effetti negativi sullo svolgimento dell’attività giudiziaria” e del successivo DL 8 aprile n.23 recante “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali”, con ordinanza del 13 maggio 2020 il GIP ha rinviato il termine al 31 luglio 2020 per il deposito dell’elaborato peritale, fissando altresì l’udienza del 14 luglio 2020 per il giuramento di un nuovo membro del collegio peritale.

Aggiornamento quinquennale del piano economico finanziario di Autostrade per l’Italia
Nell’ambito del procedimento di aggiornamento quinquennale del Piano economico-finanziario in corso, stante quanto già riportato nella Relazione Finanziaria Annuale 2019, si fa presente che, in data 21 maggio 2020, il Concedente ha trasmesso a tutte le concessionarie autostradali una nota con cui comunica la proroga, a causa dell’emergenza sanitaria derivante dal Covid-19, del termine di presentazione dei relativi piani economico-finanziari al 20 giugno 2020. Autostrade per l’Italia aveva già provveduto ad inviare al Concedente – in data 8 aprile 2020 – l’aggiornamento del piano economico finanziario per il periodo 2020-2024, auspicando la contestuale definizione di un quadro regolamentare e convenzionale certo ed efficace.

Gara per l’affidamento in concessione dell’autostrada A3 Napoli-Pompei-Salerno
Nell’ambito del giudizio promosso da Autostrade Meridionali davanti al TAR Campania, per l’annullamento, previa sospensione, del provvedimento di aggiudicazione in favore del Consorzio SIS della procedura di gara per la nuova concessione della A3 Napoli – Pompei – Salerno, in data 13 maggio 2020 il Tribunale ha pronunciato un’ordinanza con cui ha rigettato l’istanza cautelare con la quale Autostrade Meridionali richiedeva la sospensione provvisoria dell’atto di aggiudicazione ed, al contempo, ha fissato l’udienza per la discussione del merito per il 7 ottobre 2020.

Attività aeroportuali italiane

Azione revocatoria Alitalia in Amministrazione Straordinaria
In data 4 maggio 2020 è stato notificato ad ADR, da parte di Alitalia SAI in Amministrazione Straordinaria un atto di citazione davanti al Tribunale Civile di Civitavecchia, per richiedere la revoca dei pagamenti effettuati alla Società nei sei mesi antecedenti alla data del decreto di ammissione alla Procedura medesima del 2 maggio 2017.
Il petitum dei pagamenti – effettuati ad ADR tra novembre 2016 e gennaio 2017 – di cui si chiede la revoca con conseguente dichiarazione di inefficacia e relativa restituzione ad Alitalia in A.S., è quantificato in complessivi circa 34 milioni di euro oltre interessi legali e rivalutazione monetaria.
L’udienza di comparizione delle Parti indicata in atti è l’11 febbraio 2021.

Altre attività

Electronic Transaction Consultants (ETC)
Con riferimento all’azione giudiziale avviata da ETC il 28 novembre 2012 nei confronti dell’Autorità dei Trasporti della Contea di Miami-Dade (“MDX”) a seguito del mancato pagamento di servizi di gestione e manutenzione del sistema di campo e del sistema centrale di telepedaggio resi da ETC stessa, richiedendo il pagamento dei corrispettivi non pagati, il ristoro dei maggiori oneri sostenuti, nonché il riconoscimento di danni per altre inadempienze contrattuali, in data 8 maggio 2020, su proposta di MDX e a seguito di appositi negoziati, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo in virtù del quale MDX ha corrisposto a ETC una somma pari a 66,5 milioni di dollari statunitensi . L’accordo prevede, la rinuncia reciproca all’avanzamento di qualsiasi diritto, pretesa o azione dell’una parte nei confronti dell’altra e l’abbandono del giudizio.

Eventi successivi al 31 marzo 2020

Riduzione del rating
In seguito alla situazione di incertezza derivante dall’adozione del Decreto Legge 30 dicembre 2019, n. 162 (il “Decreto Milleproroghe”), poi convertito in Legge n. 8 del 28 febbraio 2020, il rating di Atlantia è stato rivisto da parte delle principali agenzie di rating (Moody’s: Ba3 con outlook negative, Fitch: BB con rating watch negative e Standard & Poor’s: BB- con credit watch negative), unitamente a quello delle controllate Autostrade per l’Italia (Moody’s: Ba3 con outlook negative, Fitch: BB+ con rating watch negative e Standard & Poor’s: BB- con credit watch negative), Aeroporti di Roma (Moody’s: Baa3 con outlook negativo, Fitch: BBB- con rating watch negative e Standard & Poor’s: BB+ con credit watch negative).
La contrattualistica finanziaria di Atlantia S.p.A. non prevede eventi di rimborso anticipato azionabili in caso di declassamento del rating, mentre la revisione del rating a sub investment grade di Autostrade per l’Italia potrebbe portare al rimborso anticipato dei finanziamenti della Banca Europea per gli Investimenti e di Cassa Depositi e Prestiti erogati alla stessa per un totale pari a 2,1 miliardi di euro, di cui 1,7 miliardi di euro garantiti da Atlantia. Si evidenzia che, alla data di redazione della presente informativa finanziaria, la controllata non ha ricevuto richiesta di rimborso anticipato da parte delle due istituzioni finanziarie.

Covid-19
A partire dalla fine di febbraio del 2020, le restrizioni normative alla mobilità adottate da numerosi governi a seguito dell’espansione a livello globale della pandemia da Covid-19, hanno generato impatti sui volumi di traffico delle infrastrutture autostradali e aeroportuali in concessione al Gruppo. A tal riguardo, si osservano impatti diversificati a livello geografico, principalmente guidati dalle misure e dalle tempistiche delle restrizioni alla mobilità adottate dai governi.

AUTOSTRADE A PEDAGGIO

AEROPORTI
Dati preliminari

Italia
(ASPI)
Spagna
(Abertis)
Francia
(Abertis)
Brasile
(Atlantia
+ Abertis)
Cile
(Atlantia
+ Abertis)

ADR
(FCO+CIA)
Nizza

VTMG
VTMG
VTMG
VTMG
VTMG

Passeggeri
Passeggeri
Var. % progressiva (dal 1/1/2020 al 7/6/2020)

-40,7%
-40,1%
-36,5%
-14,3%
-30,0%

-64,6%
-62,9%
Veicoli Teorici Medi Giornalieri (VTMG), pari al totale dei km percorsi/lunghezza tratta/n° giorni

Richiesta erogazione fondi a Cassa Depositi e Prestiti

In data 3 aprile 2020, Autostrade per l’Italia ha richiesto l’erogazione di 200 milioni di euro a valere sul contratto di finanziamento stipulato con Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. in data 15 dicembre 2017. La richiesta si riferisce all’utilizzo della tranche denominata “Revolving Credit Facility” destinata a coprire i fabbisogni di capitale circolante della concessionaria.
Cassa Depositi e Prestiti con lettera del 24 aprile 2020 ha comunicato che non risultano soddisfatte tutte le condizioni sospensive dell’erogazione della linea revolving e che pertanto non ha ritenuto di dar corso finora ad alcuna erogazione, anche in ragione delle disposizioni introdotte dall’art. 35 del DL Milleproroghe. A valle della risposta del 24 aprile sono proseguite – senza risultato – le interlocuzioni in merito alla soddisfazione delle condizioni per l’erogazione.

Supporto finanziario di Atlantia in favore di Autostrade per l’Italia
In data 24 aprile 2020 Atlantia ha rilasciato una lettera di supporto fino a 900 milioni di euro a favore di Autostrade per l’Italia, a copertura dei fabbisogni finanziari della controllata per il periodo 2020-2021. Successivamente, in data 22 maggio 2020, a causa del perdurare del quadro di incertezza legato al procedimento di contestazione con il MIT, e all’impossibilità di Autostrade per l’Italia di accedere a fonti di finanziamento alternative, Atlantia ha dato indicazione alla propria controllata di utilizzare il finanziamento di 900 milioni di euro limitatamente all’assolvimento degli obblighi esistenti relativamente alle manutenzioni e agli investimenti per la sicurezza della rete.

Decreto Liquidità 8 aprile 2020 – Richiesta garanzia SACE
Autostrade per l’Italia, Aeroporti di Roma e altre società del Gruppo hanno avviato l’istruttoria con alcuni istituti di credito per poter accedere a un prestito garantito da SACE, così come previsto dall’art. 1 comma 7 del DL Liquidità, fino a un totale 1,7 miliardi di euro per supportare le imprese in difficoltà finanziaria a causa dell’emergenza Covid-19.

Acquisizione di Red de Carreteras de Occidente in Messico
Abertis Infraestructuras, in partnership con GIC, ha perfezionato in data 5 giugno 2020 l’acquisizione del 72,3% del capitale di Red de Carreteras de Occidente (RCO) in Messico. In particolare, Abertis detiene il 51,3% del capitale di RCO acquisito per un controvalore di 1,5 miliardi di euro mentre GIC detiene il 21%. Il restante 27,7% del capitale della società è detenuto da investitori e fondi pensione locali.
RCO gestisce, attraverso 5 concessionarie, 876 km di rete autostradale nel corridoio industriale tra Città del Messico e Guadalajara.

Evoluzione prevedibile della gestione

Alla data di predisposizione del presente comunicato stampa, sussistono talune significative incertezze principalmente riconducibili al quadro concessorio e regolatorio della controllata Autostrade per l’Italia e ai conseguenti rischi finanziari e di liquidità, anche connessi dalle restrizioni normative alla mobilità conseguenti al diffondersi della pandemia da Covid-19, con potenziali impatti significativi sulle società del gruppo.
A partire dalla fine di febbraio del 2020, le restrizioni normative alla mobilità adottate da numerosi governi a seguito dell’espansione a livello globale della pandemia da Covid-19, hanno generato impatti sui volumi di traffico delle infrastrutture autostradali e aeroportuali in concessione al Gruppo, che persistono ancora oggi.
Le riduzioni di traffico stanno generando impatti sulla capacità delle società del Gruppo di generare adeguati flussi di cassa a sostegno del programma di investimenti e per il servizio del debito, nonché sulla capacità in prospettiva di rispettare alcuni covenant dei contratti di finanziamento.
Il Gruppo, per far fronte agli impatti generati dal calo del traffico, ha tempestivamente avviato un piano di efficientamento e contenimento dei costi e revisione delle iniziative di investimento, garantendo comunque gli interventi legati alla sicurezza delle infrastrutture, e sta valutando tutte le misure di mitigazione disponibili nei vari paesi e messe a disposizione dai governi e dalle autorità.
Ad oggi non è possibile prevedere l’evoluzione della situazione e i tempi di ripristino di condizioni preesistenti sul traffico e sulle attività del Gruppo.
L’effetto complessivo sul traffico dipenderà dall’evoluzione sul contagio, dalla rilevanza e dalla durata delle restrizioni normative alla mobilità adottate dai diversi governi, nonché dalle conseguenze sull’economia e nello specifico sul potere di acquisto e sulla propensione alla mobilità autostradale e aeroportuale.
Considerati i dati di traffico sino ad ora consuntivati e assumendo una graduale ripresa a partire dal secondo semestre 2020, una preliminare analisi di sensitività porterebbe a stimare nell’esercizio una riduzione media del traffico autostradale del Gruppo di circa il 30% e aeroportuale di circa il 50%, con un potenziale impatto negativo sui ricavi di Gruppo nell’ordine di 3 miliardi di euro, rispetto ai dati del 2019, e una potenziale riduzione dei flussi operativi (FFO) al netto degli investimenti pari a 2 miliardi di euro, sempre rispetto ai dati del 2019.
Rileva osservare, tuttavia, che le ipotesi alla base di detta analisi di sensitività potranno variare in funzioni degli eventi e sono soggette a fattori di rischio e incertezza tali per cui gli impatti attesi potranno dunque discostarsi, anche significativamente, da quanto ipotizzato. Tali impatti sono da considerarsi solo come previsioni puramente indicative e basate sulle ipotesi sopra riportate, dovranno essere rivalutati in funzione delle prospettive di traffico conseguenti all’evolversi della situazione e, come tali, non costituiscono outlook o target del Gruppo.
Il Consiglio di Amministrazione sta attentamente monitorando l’evolversi della situazione e le ulteriori azioni di efficientamento e di revisione del piano degli investimenti delle società controllate, nonché la possibilità per le stesse di adesione alle misure governative disponibili nei diversi paesi in cui il gruppo opera, con l’obiettivo di mitigare gli effetti sulla redditività aziendale e sulla situazione finanziaria.

Con riferimento ad Autostrade per l’Italia, ad oggi non è ancora pervenuta alcuna risposta formale alla proposta inviata dalla società al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti lo scorso 5 marzo con il fine di trovare una soluzione condivisa relativamente al procedimento di contestazione in corso ormai da quasi due anni. Nel frattempo, stante il downgrade del rating a livello “sub investment grade” conseguente le modifiche normative introdotte in modo unilaterale e retroattivo del DL Milleproroghe, e quindi l’impossibilità di reperire fonti di finanziamento sul mercato, Autostrade per l’Italia si sta avvalendo di un finanziamento messo a disposizione da Atlantia (per un importo fino a 900 milioni di euro) per garantire manutenzioni e investimenti per la sicurezza della rete, nel rispetto di tutti gli obblighi esistenti, rinviando di conseguenza la realizzazione di altri investimenti, una volta rinvenute le necessarie dotazioni finanziarie.

Si evidenzia infine che a seguito del perfezionamento dell’acquisizione, ai risultati del 2020 contribuirà il gruppo messicano Red de Carreteras de Occidente (RCO) garantendo inoltre una ulteriore diversificazione geografica delle attività autostradali in concessione.

RICHIESTA DI DIFFUSIONE DI INFORMAZIONI AI SENSI DELL’ART. 114, COMMA 5, DEL D.LGS. N° 58/1998 (TUF)
Nel presente allegato si riporta l’informativa integrativa richiesta da CONSOB ai sensi dell’art. 114, D. Lgs. n. 58/1998 (“TUF”).

a) La posizione finanziaria netta della Società e del Gruppo ad essa facente capo, con l’evidenziazione delle componenti a breve separatamente da quelle a medio-lungo termine
Le tabelle seguenti evidenziano l’ammontare dell’indebitamento finanziario netto/posizione finanziaria netta della Società e del Gruppo al 31 marzo 2020 e al 31 dicembre 2019, come richiesto dalla Comunicazione Consob DEM/6064293 del 28 luglio 2006 e in conformità con la Raccomandazione dell’European Securities and Markets Authority – ESMA del 20 marzo 2013 (che non prevede la deduzione dalla posizione finanziaria netta delle attività finanziarie non correnti).

Al 31 marzo 2020 Atlantia S.p.A. presenta un indebitamento finanziario netto pari a 4.642 milioni di euro, in riduzione di 159 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2019 (4.801 milioni di euro).
Le passività finanziarie non correnti, pari a 9.288 milioni di euro al 31 marzo 2020, si incrementano di 3.320 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2019 (5.968 milioni di euro) essenzialmente per effetto dell’utilizzo integrale delle linee revolving (pari a 3.250 milioni di euro) a gennaio 2020.
Corrispondentemente, la posizione finanziaria netta corrente, pari a 3.955 milioni di euro al 31 marzo 2020, si incrementa di 3.474 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2019 (481 milioni di euro) per il citato utilizzo delle linee revolving, nonché per l’incasso derivante dalla cessione, perfezionatasi a gennaio 2020 per un ammontare pari a 278 milioni di euro, dei crediti per obbligazioni in sterline di Aeroporti di Roma, iscritti al 31 dicembre 2019 tra le attività finanziarie non correnti per 277 milioni di euro.

Al 31 marzo 2020 il Gruppo presenta un indebitamento finanziario netto pari a 35.470 milioni di euro, in riduzione di 1.252 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2019 (36.722 milioni di euro).
Le passività finanziarie non correnti, pari a 47.173 milioni di euro, si incrementano di 3.347 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2019 (43.826 milioni di euro) principalmente in relazione al citato utilizzo delle linee revolving da parte di Atlantia S.p.A.
La posizione finanziaria netta corrente risulta pari a 6.870 milioni di euro e si incrementa di 4.550 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2019 (posizione finanziaria netta corrente di 2.320 milioni di euro) in conseguenza principalmente dell’utilizzo delle linee revolving di Atlantia S.p.A. e per gli effetti positivi della variazione del capitale circolante riconducibile essenzialmente all’incasso di crediti di natura fiscale da parte di Abertis Infraestructuras.

b) Le posizioni debitorie scadute della Società e del Gruppo ad essa facente capo, ripartite per natura (finanziaria, commerciale, tributaria, previdenziale e verso dipendenti) e le connesse eventuali iniziative di reazione dei creditori (solleciti, ingiunzioni, sospensioni nella fornitura etc.)
Si riepilogano di seguito le posizioni debitorie di Atlantia S.p.A. al 31 marzo 2020, ripartite per natura, con evidenza di quelle scadute.

Per Atlantia S.p.A. non si rilevano iniziative dei creditori.

Si riepilogano inoltre nel seguito le posizioni debitorie del Gruppo al 31 marzo 2020, ripartite per natura, con evidenza di quelle scadute.

Le posizioni debitorie scadute delle società del Gruppo al 31 marzo 2020 sono riconducibili prevalentemente a passività di natura commerciale originate per lo più dalla non regolarizzazione entro gli usuali termini contrattuali e commerciali di pagamento, da contestazioni circa le prestazioni ricevute e da situazioni concorsuali dei fornitori in attesa di definizione. Non si rilevano posizioni scadute per situazioni di indisponibilità finanziaria da parte del Gruppo.
Non si evidenziano al 31 marzo 2020 iniziative dei creditori delle società del Gruppo per importi significativi o ritenute critiche per l’operatività delle stesse.

c) Le principali variazioni intervenute nei rapporti verso parti correlate di codesta Società e del Gruppo ad essa facente capo rispetto all’ultima relazione finanziaria annuale o semestrale approvata ex art. 154-ter del TUF
Con riferimento alle principali variazioni intervenute nel primo trimestre 2020 nei rapporti verso parti correlate si evidenzia quanto segue:
a) per Atlantia S.p.A. il citato decremento di 277 milioni di euro dei crediti per obbligazioni in sterline di Aeroporti di Roma (iscritti al 31 dicembre 2019 tra le altre attività finanziarie non correnti) a seguito della cessione a terzi, perfezionatasi a gennaio 2020;
b) per il Gruppo Atlantia il decremento delle attività commerciali verso Autogrill (10 milioni di euro al 31 marzo 2020) rispetto al saldo al 31 dicembre 2019 (pari a 35 milioni di euro) riconducibile al parziale incasso dei corrispettivi iscritti al 31 dicembre 2019, oltre che all’effetto del calo dei volumi di fatturato a seguito delle restrizioni alla circolazione in risposta al diffondersi della pandemia da Covid-19.

d) L’eventuale mancato rispetto dei covenant, dei negative pledge e di ogni altra clausola dell’indebitamento del Gruppo comportante limiti all’utilizzo delle risorse finanziarie, con l’indicazione a data aggiornata del grado di rispetto di dette clausole
Con riferimento al rispetto dei covenant, di clausole di negative pledge e di altre clausole comportanti limiti all’utilizzo delle risorse finanziarie da parte delle società del Gruppo, si evidenzia che, a seguito del downgrading al di sotto del livello Investment Grade da parte di due Agenzie di Rating su tre avvenuto l’8 gennaio 2020, alcuni contratti di finanziamento stipulati da Autostrade per l’Italia S.p.A. con la Banca Europea per gli Investimenti e con Cassa Depositi e Prestiti possono essere soggetti a richieste di rimborso anticipato, come già comunicato al mercato in data 8 gennaio 2020 e ulteriormente commentato nella Relazione Finanziaria Annuale 2019.
Alla data del presente comunicato, né la Banca Europea per gli Investimenti, né Cassa Depositi e Prestiti hanno invocato l’applicazione di eventuali diritti e/o rimedi contrattuali, né hanno avanzato alcuna richiesta di rimborso anticipato. Si informa altresì che per due linee committed in essere tra Autostrade l’Italia e Cassa Depositi e Prestiti per complessivi 1,3 miliardi di euro, quest’ultima non ha ritenuto di dar corso finora ad alcuna erogazione, anche in ragione delle disposizioni introdotte dall’art. 35 del DL Milleproroghe.

e) Lo stato di implementazione del Piano Economico Finanziario, con l’evidenziazione degli scostamenti dei dati consuntivati rispetto a quelli previsti
Per gli impatti derivanti dalla diffusione della pandemia da Covid-19 sui dati di traffico si veda il paragrafo “Eventi successivi al 31 marzo 2020”. Nel paragrafo “Evoluzione prevedibile della gestione” è riportata invece l’analisi di sensitività degli impatti sui ricavi e sul valore di FFO al netto degli investimenti del 2020 rispetto al 2019, come già presentata nella Relazione Finanziaria Annuale 2019 di Atlantia.

Note metodologiche

Indicatori Alternativi di Performance
Le performance del Gruppo sono valutate sulla base di alcuni Indicatori Alternativi di Perfomance (“IAP”) elaborati in coerenza con quanto già riportato nella Relazione finanziaria annuale 2019 del Gruppo, cui si rimanda. Come richiesto dalla Comunicazione Consob del 3 dicembre 2015, che recepisce in Italia gli orientamenti sugli IAP emessi dall’European Securities and Markets Authority (ESMA), di seguito è descritta la composizione di ciascun indicatore ed è fornita la riconciliazione con i corrispondenti dati ufficiali:

• “Ricavi operativi”: includono i ricavi da pedaggio, i ricavi per servizi aeronautici e gli altri ricavi operativi e si differenziano dai ricavi del prospetto di conto economico ufficiale consolidato in quanto i ricavi per servizi di costruzione, rilevati ai sensi dell’IFRIC 12, a fronte dei costi per materie prime e materiali, dei costi per servizi, del costo per il personale, degli altri costi operativi e degli oneri finanziari relativi a servizi di costruzione, sono presentati nel prospetto riclassificato a riduzione delle rispettive voci dei costi operativi e degli oneri finanziari;
• “Margine operativo lordo (EBITDA)”: è l’indicatore sintetico della redditività lorda derivante dalla gestione operativa, determinato sottraendo i costi operativi dai ricavi operativi, ad eccezione di ammortamenti, svalutazioni e ripristini di valore, accantonamenti al fondo rinnovo dei beni in concessione e gli altri stanziamenti rettificativi;
• “Margine operativo (EBIT)”: è l’indicatore che misura la redditività operativa dei capitali complessivamente investiti in azienda, calcolato sottraendo dall’EBITDA gli ammortamenti, le svalutazioni e i ripristini di valore, accantonamenti al fondo rinnovo dei beni in concessione e gli altri stanziamenti rettificativi. L’EBIT, così come l’EBITDA, non include la componente capitalizzata di oneri finanziari relativi a servizi di costruzione, che è evidenziata in una voce specifica della gestione finanziaria nel prospetto riclassificato. Tale componente è invece compresa nei ricavi nel prospetto ufficiale di conto economico consolidato, rappresentando pertanto l’unico elemento di differenziazione con il Risultato operativo;
• “Capitale investito netto”: espone l’ammontare complessivo delle attività di natura non finanziaria, al netto delle passività di natura non finanziaria;
• “Debito finanziario netto”: rappresenta l’indicatore sintetico della struttura finanziaria ed è determinato come somma del valore nominale di rimborso dei prestiti obbligazionari, dei finanziamenti a medio-lungo termine e a breve termine inclusivi degli scoperti di conto corrente, al netto delle disponibilità liquide;
• “Indebitamento finanziario netto”: rappresenta l’indicatore della quota del capitale investito netto coperta attraverso passività nette di natura finanziaria, che comprendono le “Passività finanziarie correnti e non correnti”, al netto delle “Attività finanziarie correnti e non correnti” e delle “Disponibilità liquide e mezzi equivalenti”;
• “Investimenti operativi”: rappresenta l’indicatore degli investimenti complessivi connessi allo sviluppo dei business del Gruppo Atlantia rappresentati nei flussi finanziari per investimenti nelle attività materiali, in concessione e in altri beni immateriali, non includendo pertanto gli investimenti in partecipazioni;
• “FFO-Cash Flow Operativo”: è l’indicatore dei flussi finanziari generati o assorbiti dalla gestione operativa. L’FFO-Cash Flow Operativo è determinato come: utile dell’esercizio + ammortamenti +/- svalutazioni/ripristini di valore di attività + accantonamenti di fondi – rilasci per eccedenze e utilizzi di fondi operativi + altri stanziamenti rettificativi + oneri finanziari da attualizzazione di fondi + dividendi percepiti da partecipazioni contabilizzate in base al metodo del patrimonio netto +/- quota di perdita/utile di partecipazioni contabilizzate in base al metodo del patrimonio netto rilevata nel conto economico +/- minusvalenze/plusvalenze da cessione di attività +/- altri oneri/proventi non monetari +/- imposte differite/anticipate rilevate nel conto economico.

Si evidenzia inoltre che alcuni IAP, elaborati come sopra indicato, sono presentati anche al netto di talune rettifiche operate ai fini di un confronto omogeneo nel tempo o in applicazione di una differente rappresentazione contabile ritenuta più efficace nel descrivere la performance economico-finanziaria di specifiche attività del Gruppo. Tali rettifiche agli IAP sono riconducibili alle “Variazioni su base omogenea” dei Ricavi operativi, del Margine operativo lordo (EBITDA) e dell’FFO-Cash Flow Operativo e determinate escludendo, ove presenti, gli effetti derivanti da: (i) variazioni dell’area di consolidamento, (ii) variazioni dei tassi di cambio dei saldi di società consolidate con valuta funzionale diversa dall’euro ed (iii) eventi e/o operazioni non strettamente connessi alla gestione operativa che influiscono in maniera apprezzabile sui saldi di almeno uno dei due periodi a confronto.
Variazioni su base omogenea
Al fine di confrontare talune grandezze economiche in maniera omogenea nei due periodi a confronto, nella tabella seguente è presentata la riconciliazione dei valori consolidati su base omogenea, per i due periodi a confronto, dei Ricavi operativi, del Margine Operativo Lordo (EBITDA) e dell’FFO-Cash Flow operativo desunti dai dati economici consolidati esposti in precedenza.

Note:
L’espressione “su base omogenea”, utilizzata per il commento dei ricavi operativi, dell’EBITDA e dell’FFO-Cash Flow operativo consolidati, indica che i valori dei periodi a confronto sono determinati escludendo i seguenti effetti:
1) per entrambi i periodi a confronto, i contributi della concessionaria brasiliana Via Paulista, che ha iniziato la sua operatività nel corso del mese di gennaio 2019, e della concessionaria spagnola Trados-45, consolidata nel corso del 2019; per i primi tre mesi del 2019, il contributo delle concessionarie Aumar (Spagna) ed Autovias (Brasile) che hanno terminato i loro contratti di concessione rispettivamente alla fine dell’esercizio 2019 e nel corso del mese di luglio 2019;
2) per il solo primo trimestre 2020, la differenza tra i saldi delle società con valuta funzionale diversa dall’euro del primo trimestre 2020 convertiti ai tassi di cambio medi del periodo e gli stessi saldi convertiti ai tassi di cambio medi dell’omologo periodo 2019; per entrambi i periodi a confronto, gli effetti correlati all’applicazione del principio contabile IAS 29 “Iperinflazione” in relazione alla dinamica inflazionistica presente in Argentina;
3) per entrambi i periodi, i minori ricavi da pedaggio e gli oneri operativi in relazione al crollo di una sezione del Viadotto Polcevera;
4) per entrambi i periodi a confronto, l’impatto derivante dalla variazione dei tassi di interesse presi a riferimento per l’attualizzazione dei fondi iscritti tra le passività del Gruppo Atlantia.

Riconciliazione del debito finanziario netto con l’indebitamento finanziario netto

Nel seguito è presentato come indicatore sintetico della struttura finanziaria il debito finanziario netto, determinato come somma del valore nominale di rimborso dei prestiti obbligazionari, dei finanziamenti a medio-lungo termine e a breve termine inclusivi degli scoperti di conto corrente, al netto delle disponibilità liquide.

Il prospetto è stato predisposto per consentire una valutazione della struttura finanziaria del Gruppo distinguendo le passività finanziarie verso istituti di credito, ovvero il mercato finanziario in genere, dalle altre tipologie di attività e passività finanziarie.

Riconduzione dei prospetti contabili ufficiali con quelli riclassificati

Si riportano di seguito i prospetti di riconduzione del Conto economico, della Situazione patrimoniale-finanziaria e del Rendiconto finanziario del Gruppo Atlantia, redatti ai sensi dei principi contabili internazionali IFRS con i corrispondenti prospetti consolidati e riclassificati, presentati nel capitolo “Andamento economico-finanziario del Gruppo”.

Prospetto di riconciliazione tra Conto economico consolidato e Conto economico riclassificato consolidato

Prospetto di riconciliazione tra Situazione patrimoniale-finanziaria consolidata e Situazione patrimoniale-finanziaria riclassificata consolidata

Riconduzione del prospetto delle variazioni dell’indebitamento finanziario netto consolidato con il rendiconto finanziario consolidato

Note:
a) la “Variazione del capitale operativo” espone la variazione delle voci patrimoniali di natura commerciale direttamente correlate ai business di riferimento del Gruppo (in particolare: rimanenze di magazzino, attività commerciali e passività commerciali);
b) la voce “Altre variazioni delle attività e passività non finanziarie” espone la variazione delle voci patrimoniali di natura non commerciale (in particolare: attività e passività per imposte sul reddito correnti, altre attività e altre passività correnti, fondi correnti per accantonamenti e per impegni da convenzioni);
c) il “Costo dell’acquisizione” espone l’esborso finanziario sostenuto per gli investimenti in società consolidate;
d) le “Disponibilità liquide e mezzi equivalenti acquisiti” includono l’apporto di cassa di società acquisite;
e) le “Passività finanziarie nette apportate, escluse le disponibilità liquide e mezzi equivalenti acquisiti” includono l’apporto di indebitamento finanziario netto di società acquisite;
f) la “Variazione netta delle attività finanziarie correnti e non correnti” è esclusa dal Prospetto delle variazioni dell’indebitamento finanziario netto consolidato in quanto non incide sull’indebitamento finanziario netto;
g) il “Flusso finanziario netto per investimenti in attività non finanziarie” esclude le variazioni delle attività e passività finanziarie di cui alle note f) ed e) che non incidono sull’indebitamento finanziario netto;
h) i “Dividendi deliberati da Atlantia” corrispondono agli importi deliberati dalla Capogruppo indipendentemente dal periodo di erogazione;
i) i “Dividendi deliberati dal Gruppo a soci Terzi” corrispondono agli importi deliberati da società del gruppo Atlantia a soci terzi
indipendentemente dal periodo di erogazione;
j) i “Dividendi corrisposti da Atlantia” si riferiscono ad ammontari effettivamente erogati nel periodo di riferimento dalla Capogruppo;
k) i “Dividendi corrisposti da società del Gruppo a soci Terzi” si riferiscono ad ammontari effettivamente erogati nel periodo di riferimento a soci terzi;
l) il valore corrisponde alla variazione del fair value dei derivati di copertura, al lordo del relativo effetto fiscale;
m) la voce include essenzialmente i proventi e gli oneri finanziari per interessi connessi a finanziamenti che prevedono il rimborso complessivo del capitale e degli interessi maturati alla scadenza;
n) la voce include essenzialmente l’effetto derivante dalla variazione dei tassi di cambio delle attività finanziarie (incluse le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti) e delle passività finanziarie in valuta diversa dall’euro detenute dalle società del Gruppo Atlantia.

* * *

Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Tiziano Ceccarani dichiara, ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza, che l’informativa finanziaria contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

Si evidenzia inoltre che nel presente comunicato, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS, sono presentati alcuni indicatori alternativi di performance (ad esempio EBITDA) al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economico-finanziaria. Tali indicatori sono calcolati secondo le usuali prassi di mercato.

La posizione finanziaria del Gruppo, determinata secondi i criteri indicati nella Raccomandazione dell’European Securities and Market Authority – ESMA del 20 marzo 2013 (che non prevedono la deduzione dall’indebitamento finanziario delle attività finanziarie non correnti), presenta al 31 marzo 2020 un indebitamento finanziario netto complessivo pari a 40.303 milioni di euro (41.506 milioni di euro al 31 dicembre 2019).

 

 

2020-06-11 CS Atlantia 1Q2020 Results - ITA

 

2020-06-11 CS Atlantia 1Q2020 Results - ENG

Riparti Trentino: quasi 1200 domande alle 18 di oggi. 1200 domande in quattro ore, la metà delle quali già completate. Questa una prima fotografia, a solo 4 ore dall’apertura del programma Riparti Trentino per l’accesso ai contributi a fondo perduto da parte di operatori economici danneggiati dalla pandemia di Coronavirus. Ad un primo esame le categorie più rappresentate sono quelle dei gestori di bar, ristoranti e strutture turistiche come affittacamere e B&B ed inoltre i professionisti di varie categorie.

In tutto le domande fanno riferimento a 172 codici Ateco diversi.

“E’ arrivata almeno una domanda da ogni Comune del Trentino – sottolinea l’assessore allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli, – una conferma della pervasività della misura, che viene incontro ad una molteplicità di esigenze, e che, dalle prime impressioni, risulterebbe anche accessibile, non-burocratica, com’era nelle nostre intenzioni. Numericamente, come ovvio, il numero maggiore di domande arriva comunque dal capoluogo, Trento. Seguono Arco e Rovereto”.

L’appello è di leggere sempre attentamente le FAQ-Frequently Askeh Question, o Domande più frequenti, sul sito Riparti Trentino, prima di procedere, anche per non intasare il call center.

 

LINK

https://ripartitrentino.provincia.tn.it/

Talvolta occorre smentire anche le cose ovvie, di cui i giornali in questi anni hanno dato notizia, ma tant’è, c’è sempre qualcuno male informato o che legge poco i giornali, come il cons. Andrea Maschio (di Onda Civica), il quale lascia intendere in una nota che i Verdi non si sono mai occupati della questione 5G (vorrei ricordare qui tre mie interrogazioni, la 341 del 12 marzo 2019, la 747 del 2 settembre 2019, la 1580 di data odierna, e le varie interrogazioni del cons. Ruggero Pozzer dei Verdi di Rovereto, l’ ultima in ordine di tempo del 23 maggio 2020), e prese di posizione dei Verdi di Pergine e i numerosi interventi istituzionali a livello nazionale. Nonché i comunicati stampa dei nostri portavoce.

Di questi problemi – perché prima del 5G sono state introdotte altre tecnologie per le telecomunicazioni – i Verdi se ne occupano per lo meno da trent’anni ed è proprio grazie al loro impegno e a quello di decine e decine di associazioni di cittadini che per oltre 10 anni in Italia sono state imposte norme alle emissioni con i livelli più bassi in Europa. La svolta purtroppo si è avuta una ventina di anni fa, con il secondo governo Berlusconi, quando sono state introdotte soglie ben più elevate e sicuramente a lungo andare più pericolose per i cittadini.

Ciò non ha interrotto l’azione dei Verdi a livello locale, nazionale e internazionale per ridurre le emissioni applicando quanto meno il principio di precauzione, benché fossimo consapevoli di contrastare con le nostre poche forze giganti economici con solidi agganci politici ad ogni livello.

La documentazione su ciò che in trent’anni abbiamo fatto non è riproducibile, ovviamente, ma è consultabile sul siti web, su pubblicazioni, resoconti giornalistici, a disposizione del cons. Maschio, sempre che abbia la voglia di documentarsi.

L’attacco del consigliere comunale di Onda Civica, che evidentemente ama far politica delegittimando i possibili avversari, credo si commenti da solo. Parole in libertà, accuse senza fondamento che non trovano alcun riscontro nella realtà. La sua recente storia politica non gli permette forse di ricordare le tante battaglie che i Verdi hanno affrontato in oltre trent’anni anni di attività politica: parlamentare, istituzionale, nei movimenti e nelle associazioni ambientaliste. Non conoscere non è una colpa, parlare a vanvera e senza informarsi sì.

In tutta sincerità, e col rispetto che sempre nutriamo nei confronti di tutti i partiti e in particolare di chi condivide le nostre battaglie, non crediamo di dover prendere lezioni di buone pratiche ambientaliste dal consigliere Maschio, che ha iniziato la sua campagna elettorale nel modo peggiore possibile. Crediamo che l’ ambiente e la salute dei cittadini abbiano bisogno di unità di intenti, di sforzi comuni, di confronto e di reciprocità, per migliorare la vita dei nostri concittadini, ben oltre le appartenenze politiche. Ciò che conta davvero non è marcare il territorio usando metodi discutibili, che non sono e non saranno mai i nostri, da cui prendiamo serenamente le distanze perché, soprattutto, non servono alla causa. Anzi, fanno dei bei danni.

 

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Lucia Coppola
Portavoce dei Verdi del Trentino

Covid e orari dei dipendenti pubblici: turni per garantire sicurezza. In merito alle dichiarazioni delle sigle sindacali alle quali il Dipartimento per il personale ha illustrato la propria proposta di organizzazione degli orari di lavoro nella fase post emergenza l’Amministrazione ritiene opportuno chiarire alcuni punti.

Il rientro progressivo negli uffici, come già spiegato, accompagna la riattivazione dei servizi al pubblico, per assicurare adeguati standard a favore dell’utenza complessivamente intesa ed in particolare seguire le attività straordinarie messe in campo dalla recentissima legge provinciale per contrastare i pesanti danni provocati dall’emergenza Coronavirus a tutti i settori economici.

La fase di ripresa come noto è attentamente monitorata e segue specifiche linee guida che tengono nella massima Covid e orari dei dipendenti pubblici: turni per garantire sicurezza l’aspetto della sicurezza.

A questi stessi principi si ispira il piano di organizzazione proposto dal Dipartimento al personale per assicurare da un lato il massimo di efficienza richiesto al pubblico e dall’altro la garanzia per i dipendenti dell’Amministrazione di poter operare senza rischi all’interno dei propri ambienti di lavoro.

L’articolazione dell’orario ipotizzata (5 ore giornaliere) consente infatti di turnare il personale evitando affollamenti negli uffici. Ovviamente devono rimanere invariati monte ore settimanale complessivo e retribuzione. Per mantenere l’orario settimanale di 36 ore si propone di attuare un mix fra prestazioni da effettuare in ufficio il venerdì pomeriggio e, in determinati casi, il sabato mattina e la prosecuzione delle attività in smart working, come attuato in questo periodo di emergenza.

Si tratta di una soluzione limitata nel tempo, connessa l’eccezionalità della situazione e che appare ragionevolmente adatta a contemperare le esigenze di sicurezza con il dovere di continuare a dare un contributo importante per la tenuta complessiva del ‘sistema trentino’.

Si è tenuto ieri pomeriggio un incontro tra le Organizzazioni sindacali, il Direttore Generale della Provincia Autonoma di Trento Dott. Nicoletti e il Dirigente Generale del Dipartimento per il personale Dott. Fedrigotti.

All’ordine del giorno l’organizzazione della “Fase 2” sulle modalità di rientro del personale negli uffici provinciali.

Questo periodo di emergenza ha fatto emergere una pubblica amministrazione efficiente, che ha risposto con energia e celerità alla nuova organizzazione: in pochi giorni la maggior parte del personale ha modificato fortemente il proprio modo di lavorare, per continuare ad erogare tutti i servizi pubblici ai cittadini trentini, garantendo sicurezza e senso di responsabilità.

Ora l’allentamento dell’emergenza doveva portarci tutti insieme, Organizzazioni sindacali e Amministrazione, a fare una valutazione puntuale su nuove modalità operative atte a implementare lo smart working oltre che a garantire l’attività, a fronte degli evidenti risultati positivi anche dal punto di vista ambientale che di conciliazione dei tempi delle famiglie.

L’incontro di oggi però ha deluso fortemente le aspettative sindacali: nessuna proposta di analisi dei dati, nessuna proposta di revisione degli accordi decentrati, nessun mantenimento di questa modalità operativa.

Inoltre la proposta di orario presentata alle OO.SS. riteniamo sia fortemente penalizzante perché anziché salvaguardare il personale, impone rientri giornalieri frammentati dal completamento dell’orario in smart working: inapplicabile e fortemente penalizzante in assenza di una vera condivisione.

A fronte di una dura presa di posizione sindacale, nella quale è stato evidenziato il valore del lavoro pubblico, la instabilità dei dati epidemiologici, la necessità di conciliazione dei genitori, e il taglio delle risorse contrattuali che i dipendenti degli Enti Locali trentini hanno subito nel breve periodo, la riunione si è chiusa con l’impegno a ritrovarsi nei prossimi giorni con l’Amministrazione provinciale, ed in particolare con la richiesta delle OO.SS. di fissare un incontro con il Presidente Fugatti per capire quali intenzioni ha la Giunta provinciale nei confronti del proprio personale.

 

*
Per la CISL FP
Beppe Pallanch

Per la Uil Fpl
Marcella Tomasi

Antitrust: avviate 4 istruttorie e 12 moral suasion nei confronti di sedici tra banche e società finanziarie per condotte relative alla sospensione dei mutui-prestiti ed all’erogazione di nuovi finanziamenti.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato quattro istruttorie nei confronti di primarie banche e società finanziarie (Unicredit, IntesaSanPaolo, Banca Sella e Findomestic) per problematiche emerse sia sull’assenza di informazioni sulla tempistica per avere accesso alle varie misure di sostegno dettate in favore di microimprese e consumatori, che di chiare indicazioni sugli oneri derivanti dalla sospensione del rimborso dei finanziamenti concessi alle imprese, in termini di aumento degli interessi complessivi rispetto al totale originariamente dovuto quale effetto dell’allungamento dei piani di ammortamento.

Inoltre, le banche avrebbero posto indebite condizioni all’accesso a tali misure, quali l’apertura di un conto corrente o possedere specifici requisiti non previsti dalla normativa, oppure avrebbero cercato di dirottare i richiedenti verso forme di accesso al credito diverse e potenzialmente più onerose rispetto a quelle di cui al DL Liquidità.

Nei confronti di altre 12 banche e finanziarie (BNL, Banco BPM, UBI Banca, Crédit Agricole, Credem, MPS, Banco Popolare di Sondrio, Creval, BCC Pisa, Agos Ducato, Compass e Fiditalia), l’Autorità ha avviato una attività di moral suasion avendo riscontrato le medesime carenze di tipo informativo sulla tempistica di risposta e sulle effettive condizioni economiche di accesso alla sospensione dei rimborsi dei finanziamenti.

L’Autorità, quindi, riscontrando una serie di criticità, da parte dell’utenza, ad ottenere il dilazionamento delle esposizioni debitorie rispetto alle banche e alle società finanziarie, e per avere accesso alla liquidità e al credito, (come sarebbe invece previsto dai decreti Cura Italia e Liquidità) ha ritenuto di dover intervenire nella convinzione che solo condotte trasparenti, con informazioni complete e chiare, e prive di ostacoli ingiustificati, possono assicurare ai consumatori e imprese il sostegno economico indispensabile per affrontare l’attuale emergenza.

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