La Corte costituzionale ha esaminato oggi le questioni sollevate dai Tribunali di Salerno e di Bari sulla legittimità costituzionale della pena detentiva prevista in caso di diffamazione a mezzo stampa, con riferimento, in particolare, all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
In attesa del deposito dell’ordinanza, previsto nelle prossime settimane, l’Ufficio stampa della Corte fa sapere quanto segue.

La Corte ha rilevato che la soluzione delle questioni richiede una complessa operazione di bilanciamento tra la libertà di manifestazione del pensiero e la tutela della reputazione della persona, diritti entrambi di importanza centrale nell’ordinamento costituzionale. Una rimodulazione di questo bilanciamento, ormai urgente alla luce delle indicazioni della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, spetta in primo luogo al legislatore.

Poiché sono attualmente pendenti in Parlamento vari progetti di legge in materia, la Corte, nel rispetto della leale collaborazione istituzionale, ha deciso di rinviare la trattazione delle questioni all’udienza pubblica del 22 giugno 2021, per consentire alle Camere di intervenire con una nuova disciplina della materia.
In attesa della futura decisione della Corte, restano sospesi i procedimenti penali nell’ambito dei quali sono state sollevate le questioni di legittimità discusse oggi.

Con riferimento all’interrogazione presentata al Ministro dei Trasporti da alcuni deputati trentini della Lega in merito all’apertura dell’aeroporto di Verona, la Società Catullo dichiara quanto segue.

Come già sottolineato nei giorni scorsi, pur non rientrando fino al 14 giugno nell’elenco degli aeroporti aperti al traffico commerciale, lo scalo veronese, su autorizzazione di ENAC, può comunque operare per voli passeggeri sulla base di richieste pervenute da compagnie aeree.

Così è infatti accaduto in questi giorni con due voli da e per Chisinau effettuati da FlyOne e un volo da Tenerife di Neos.

Lo ripetiamo, l’aeroporto è a tutti gli effetti operativo, la chiusura permane solo in assenza di voli, con il ragionevole obiettivo di non sprecare immotivatamente risorse.

Nel frattempo, con gradualità, la programmazione voli dell’aeroporto si sta rimettendo in moto.  Il 18 giugno è prevista la ripartenza di Volotea ed Air Dolomiti, pochi giorni dopo quella di Wizzair, Transavia e Ryanair.

 

Al termine dei lavori d’aula odierni, il presidente del Consiglio provinciale ha incontrato i consiglieri di opposizione, che avevano chiesto una risposta alla richiesta di dimissioni formulata stamane.

La garante delle minoranze Paola Demagri, il capogruppo pd Giorgio Tonini e il capogruppo Patt Ugo Rossi hanno ribadito la richiesta del passo indietro, dopo la nota sentenza avversa del giudice del lavoro.

Il presidente Walter Kaswalder ha spiegato che la pronuncia è sul suo tavolo da meno di una settimana e che intende quindi approfondirne il contenuto con la difesa legale, in modo da ragionare sull’eventuale ricorso in appello. Di questa riflessione il presidente informerà i consiglieri della minoranza.

Covid 19, lo scudo penale c’è già per chi applica norme e protocolli di sicurezza. Cgil Cisl Uil: Inail ha già chiarito che tutte le responsabilità vanno verificate e dunque nessun datore di lavoro è penalmente responsabile se ha adottato tutte le misure di prevenzione e sicurezza.

Dichiarazioni dei segretari di Cgil Cisl Uil del Trentino, Manuela Faggioni, Milena Sega e Alan Tancredi.

“L’Inail aveva già chiarito una ventina di giorni fa, per quanto riguarda la presunzione di infortunio in caso di contagio da SARS-COV 2, che nessun imprenditore è penalmente responsabile fino a quando non siano verificate eventuali colpe o negligenze. Dunque chi opera nel rispetto delle linee guida, adottando tutti i dispositivi di sicurezza individuale e non espone consapevolmente al rischio contagio un proprio dipendente non è penalmente responsabile.

La mozione sullo scudo penale, peraltro riguardante solo le aziende che operano in contesto sanitario e parasanitario, o è una duplicazione di quanto è già previsto, o punta ad arrivare ad uno scudo penale generalizzato, sollevando da ogni responsabilità l’imprenditore. È chiaro che questa seconda ipotesi è per noi inaccettabile.

Sia a livello locale sia a livello nazionale sono state fissate linee guida precise da rispettare in ogni settore di lavoro, allo scopo di tutelare la sicurezza e la salute. Quelle regole devono valere sempre e non vorremmo che uno scudo generalizzato ne inficiasse l’efficacia. Siamo dunque contrari a misure generiche o peggio ritagliate su misura di comparti che oggettivamente hanno un rischio di contagio più elevato e dove non sempre tutto potrebbe aver funzionato perfettamente. Sappiamo che in Trentino come nel resto d’Italia ci sono delle indagini in corso per accertare eventuali responsabilità su quanto accaduto nelle strutture sanitarie e nelle residenze per anziani.

È giusto e opportuno che le Procure accertino i fatti e le eventuali responsabilità, senza sanatorie preventive. Siamo, altresì, consapevoli che nella fase iniziale dell’emergenza sanitaria il reperimento dei Dpi è stato molto complesso. Anche in questo caso però saranno gli organismi competenti nelle diverse sedi ad individuare eventuali responsabilità penalmente rilevanti”.

 

‘Ndrangheta in regione, serve massima attenzione. Cgil Cisl Uil: non siamo immuni dal contagio malavitoso e il rischio di diffusione di questi fenomeni cresce quando si attraversano periodi di crisi come quello attuale.

“Suscita grande preoccupazione il quadro che emerge dalle indagini della Procura di Trento che dimostra in maniera netta il radicamento anche sul nostro territorio degli interessi illeciti delle cosche della ‘ndrangheta. Purtroppo l’indagine portata a termine questa mattina dimostra che gli allarmi sui rischi di infiltrazioni anche nel tessuto economico locale stanno lasciando il posto ai fatti. Serve ogni sforzo possibile per circoscrivere queste situazioni e sdradicarle”.

Lo dicono i tre segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti. “Il diffondersi di interessi della malavita organizzata è ancora più probabile in momenti di grande difficoltà economica, come quello che stiamo vivendo – insistono i tre segretari -. Le organizzazioni criminali trovano infatti nella difficoltà di imprese e lavoratori terreno fertile dove fare attecchire i loro affari illegali. Per questa ragione, come abbiamo avuto modo di ribadire in recenti incontri con il prefetto Sandro Lombardi e il colonnello della Guardia di Finanza Mario Palumbo, serve massima allerta e grande attenzione, da parte di tutti”.

I tre segretari dunque esprimono un ringraziamento per il lavoro svolto dalla Procura della Repubblica di Trento e dalla Squadra Mobile di Trento con il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.

Fugatti: l’Austria ha capito. Ora lavoriamo insieme per ripartire”. “Un punto a favore della ragionevolezza. Dieci punti però a vantaggio della diplomatica fermezza con cui sono state espresse le ragioni della riapertura dei confini”. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti commenta così la notizia diffusa da alcuni media austriaci sulla riapertura dei confini fra Italia e Austria dalla mezzanotte del prossimo 16 giugno.

Abbiamo lavorato assieme ai colleghi dell’Alto Adige e del Tirolo per far sentire la voce dell’Euregio, per far arrivare a Roma e soprattutto a Vienna le ragioni dei territori che da sempre conoscono il valore e l’importanza strategica di un corridoio, quale quello del Brennero, dal quale dipendono equilibri, economici e non solo, che condizionano buona parte dell’Europa.

È un segnale importante. Ora continuiamo a lavorare insieme perché le sfide globali che abbiamo davanti si possono affrontare solo se si fa fronte comune”