Dichiarazioni dei segretari di CGIL CISL UIL del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti.

Il protocollo condiviso tra Azienda provinciale per i servizi sanitari e Confindustria Trento va esteso immediatamente a tutti i settori produttivi, primi tra tutti quelli in cui la prestazione di lavoro avviene a contatto con utenza esterna.

Non si capisce infatti perché la sanità pubblica garantirà l’accesso ai test rinofaringei per la rilevazione della positività al SARS-CoV-2 solo ad alcuni lavoratori – quelli di aziende associate all’associazione degli industriali che aderiranno alla convenzione con l’Apss – e non a tutti quelli per i quali venisse riscontrata la presenza di anticorpi in base ad esami sierologici.

Vanno evitate forme di discriminazione tra lavoratori. La Provincia deve intervenire subito a garanzia dell’imparzialità delle prestazioni offerte dall’Azienda sanitaria ai cittadini. Non ci pare poi abbia alcun senso dal punto di vista sanitario garantire il tampone ad un impiegato di un’azienda industriale ed escludere invece una commessa, un cameriere o un addetto al pulimento che operino in altri settori. Di fronte al rischio per la propria salute e quella degli altri, non ci possono essere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B.

Più in generale è tempo che Provincia e Azienda Sanitaria fissino dei protocolli chiari sulla questione dei test sierologici come stanno già facendo altre regioni, individuando quelli più affidabili presenti sul mercato e cominciando ad inserirli come prestazioni all’interno di una strategia generale di prevenzione che garantisca una reale capacità di analisi dell’esposizione della popolazione al Covid-19.

Sono settimane che se ne parla ma in piazza Dante tutto tace”.

Presentato alla Commissione una proposta politica in vista dell’imminente elaborazione di una nuova strategia comune e solidale sull’immigrazione e l’asilo. E’ un passo importante, tra l’altro, per il riconoscimento, della specificità delle frontiere marittime esterne dell’Unione e dell’obbligatorietà delle procedure di ricollocamento dei migranti tra i partner della Ue”, ha dichiarato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese al termine del Consiglio Affari Interni tenuto oggi in video conferenza.

 

Nel documento, presentato da Cipro, Grecia, Italia, Malta e Spagna, vengono indicati alla Commissione nove punti da valorizzare nell’agenda della Ue, in vista dei prossimi negoziati per l’annunciata definizione di una nuova strategia migratoria dell’Unione: il riconoscimento della specificità della gestione delle frontiere marittime; la ricollocazione obbligatoria tra tutti gli Stati membri dei migranti che sbarcano  a seguito di operazioni Sar; l’adozione di un sistema comune europeo per i rimpatri; l’individuazione di Linee guida per l’attività di ricerca e soccorso in mare da parte delle imbarcazioni private; il superamento del criterio della responsabilità del Paese di primo ingresso stabilito dal regolamento di Dublino; l’introduzione di un meccanismo obbligatorio ed automatico per la ridistribuzione pro quota delle richieste di asilo; l’adozione di un sistema di asilo che tuteli i diritti ma che consenta, allo stesso tempo, di prevenire gli abusi; la previsione a carico del Paese di primo ingresso soltanto delle procedure di pre-screening per i necessari accertamenti sanitari e  di sicurezza; il rafforzamento delle politiche di collaborazione con i Paesi Terzi, in particolare con quelli del Nord Africa e del Medio Oriente.

 

Apprendiamo che questa mattina Confindustria ha sottoscritto con APSS una convenzione che prevede che la stessa farà i tamponi gratuiti volanti ai lavoratori che risulteranno positivi ai test sierologici che i datori pagheranno di tasca propria in altro modo.Non è dato sapere come accederanno i lavoratori al “tamponamento” dal momento che nessun accordo è stato sottofirmato tra medici di medicina generale e APSS e pertanto non siamo tenuti a rilasciare impegnative in tal senso.Saremmo però curiosi di sapere come si ricetta fuori dal SSN un tale marchingegno.

È un peccato, dato che il Dipartimento della Salute di Trento stava portando a termine un protocollo con la medicina generale che prevedeva che i tamponi gratuiti l’APSS li avrebbe fatti su ricettazione SSN dei medici di medicina generale che avrebbero sostituito i laboratori privati nella diagnostica dei test sierologici, ed in futuro anche dei tamponi che già fanno i medici di medicina generale denominati USCA, abbattendo i costi per il pubblico e mantenendo sotto osservazione epidemiologica la popolazione trentina tutto all’interno del servizio pubblico.Oltre, ben inteso a risparmiare tempo e incolonnamenti ai posti di “tamponamento” stradale.I silenzi di APSS di queste ultime settimane, invece, dimostrano la poco attenzione rivolta ai propri convenzionati ed alle nostre proposte pur accettate, stando alle dichiarazioni di parte, anche dal Presidente Fugatti e dalla Assessore Segnana.

Tutto ciò comporterà un aggravio di spese e di tempo per i lavoratori ed i datori di lavoro, visto che stanno arrivando ai nostri studi una moltitudine di pazienti, su appuntamento, inviati dai datori di Confindustria a farsi prescrivere da noi certificati di stato salute o di patologie remote. Ricordiamo a tutti che i medici di famiglia sono liberi professionisti convenzionati,e, per quanto riguarda i certificati di salute, richiedono il pagamento di tali certificati con fattura, non essendo previsti tra quelli gratuiti per accordo collettivo nazionale o provinciale.

Inoltre non possiamo in alcuna maniera attestare la negatività dei tamponi,f atta da laboratori pubblici, men che meno da quelli privati, in quanto i tamponi attualmente vengono inviati ai medici di famiglia con la dicitura “non rilevabile” che è ben diverso che dire “tampone negativo”.

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Dottor Nicola Paoli
Segretario generale Cisl medici del Trentino

Approvate dalla Giunta le linee guida per le politiche culturali. Il documento pensa al Sistema Culturale Trentino anche nel post emergenza Covid.

Nella seduta odierna della Giunta provinciale sono stati approvati, su proposta dell’assessore all’istruzione, università e cultura Mirko Bisesti, gli indirizzi pluriennali per la programmazione delle attività culturali della Provincia.

Si tratta di linee guida scaturite da un’analisi complessiva del settore culturale, che definisce obiettivi, mezzi, strumenti e azioni in rapporto alle risorse disponibili ed anche criteri e priorità riguardo alle strutture destinate allo svolgimento di attività culturali di rilievo provinciale.

Si punta anche a coordinare ed integrare le politiche delle attività con quelle dei beni, valorizzando il patrimonio culturale trentino a tutto tondo, definendo nel contempo i criteri per la valutazione delle iniziative, degli eventi e degli interventi realizzati direttamente dalla stessa Provincia.

Coerentemente con gli obiettivi di medio e lungo periodo delineati dal Piano di Sviluppo provinciale per la XVI legislatura, le linee guida individuano le modalità per sostenere il Sistema Culturale Trentino nell’affrontare e anche favorire un diverso modello culturale, capace di esercitare la sua funzione in una dimensione sociale, civile ed economica che può essere immaginata diversa anche una volta uscita dall’emergenza Covid-19. Un cambiamento di paradigma che si offre come il miglior strumento per contrastare difficoltà e sfide dei prossimi anni, conservando ciò che di buono il Trentino della cultura ha saputo creare in molti anni di lavoro e impegno di tutti i suoi attori.

Fare rete, creatività, innovazione, formazione, cooperazione sono le parole chiave del documento, che è stato redatto sulla base dei confronti organizzati nel Forum per la Cultura in Trentino, voluti dall’assessorato all’istruzione, università e cultura della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con tsm-Trentino School of Management, smtc-Scuola di Management del turismo e della Cultura.

Le vicende dell’emergenza pandemica Covid-19 hanno tali dimensioni e portata che graveranno sulle espressioni della cultura e della società trentina per un tempo non breve. Problemi di rinvio o di arresto delle attività, di perdita di redditi e finanziamenti, di carenza di risorse anche umane, di blocchi di programmazione non sono espressione solo di una fase transitoria, ma esprimono la crisi di un paradigma che rende necessaria un’attenta revisione. Il documento, quindi, ritiene urgente un ripensamento del ruolo di governance dell’amministrazione pubblica provinciale, che si dovrà esprimere mobilitando le capacità di progettazione e ricerca del territorio, in alleanza primaria con le energie e le capacità di innovazione delle giovani generazioni.

 

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Ecco in sintesi il documento:

L’offerta del settore cultura in ambito provinciale
Il sistema della cultura in Trentino offre un panorama ricco e diffuso di attività e presidi riconducibile a sei ambiti principali: musei, sistema bibliotecario, formazione musicale, spettacolo, associazionismo culturale, patrimonio culturale, che sono per molti aspetti performanti e ricchi di contenuti, ma che a causa di alcune criticità necessitano di una revisione.

 

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Sistema culturale trentino e emergenza epidemiologica Covid 19
Il sistema culturale Trentino deve essere pronto per la ripresa. Per questo è necessario considerare il comparto culturale, come importanza, alla stessa stregua di quelli economico e turistico, semplificando la burocrazia, definendo le modalità, già nella cosiddetta fase 2, di apertura degli spazi culturali, prevedendo interventi straordinari per garantire la sostenibilità economica del sistema a fronte delle minori entrate, sostenendo la domanda culturale con strumenti innovativi in favore di famiglie, giovani e soggetti singoli.

 

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Gli obiettivi di riforma del sistema trentino delle attività e dei beni culturali
Le principali criticità del sistema culturale trentino sembrano poter essere ricondotte a varie criticità, come la frammentazione, scarsi obiettivi e mancanza di solidi partenariati, un numero ridotto di qualificate direzioni artistiche, uno scarso attivo coinvolgimento dei giovani nelle professioni artistiche, modelli organizzativi poco propensi a pensarsi “impresa”, la promozione centrata pressoché esclusivamente sui grandi eventi, la debole integrazione con la progettazione, ricerca e formazione internazionale, il rapporto con il pubblico basato modelli desueti e la scarsa propensione all’innovazione tecnologica.

Gli obiettivi, dunque, puntano a realizzare il “Sistema culturale del Trentino”, pensato come un intreccio di sistemi, da quello provinciale ai sistemi locali, nazionali e internazionali. Accanto a questo, si intende attuare una vera e concreta politica culturale nei confronti dei giovani, che li metta al centro della progettazione. Il documento vuole anche sostenere e promuovere l’innovazione del sistema cultuale a tutti i livelli, da quello tecnologico a quello organizzativo e dei servizi in particole del rapporto con il pubblico, dare maggiore apertura a soggetti e professionalità oggi esclusi, anche agendo sui criteri e le modalità di accesso alle agevolazioni pubbliche, sostenere le industrie culturali creative e permettere un nuovo e maggiore coinvolgimento dell’associazionismo e volontariato. Si punta, perciò, a realizzare progetti di valorizzazione del patrimonio culturale come elemento dello sviluppo locale, in stretta collaborazione con le comunità locali. Accanto a questo, è necessario aprire il sistema ai formati più innovativi di comunicazione e originalità, integrare la progettazione dei servizi, della ricerca e della formazione, promuovere la formazione delle professioni della cultura, elaborare un coerente action plan e sostenere la transizione tecnologica del settore culturale.

 

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Mezzi, strumenti ed azioni strategiche previste
Si riferiscono a essenzialmente tre categorie di ogni sistema culturale, ovvero governance, empowerment e performance, infrastrutture e action plan.

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La valorizzazione del patrimonio culturale tangibile
Per rendere del tutto efficace la valorizzazione del patrimonio culturale e promuovere l’integrazione tra attività e beni culturali è necessario procedere con nuovi formati di organizzazione, capaci di supportare efficacemente l’ambito che si occupa della tutela e della conservazione e l’ambito che si occupa delle attività culturali.

 

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I criteri e le priorità di finanziamento degli interventi strutturali
I criteri per il finanziamento delle strutture adibite ad attività culturali di rilievo provinciale dovranno essere coerenti con gli obiettivi e gli indirizzi delle Linee guida e devono attivare una programmazione che procede dall’analisi degli spazi e delle carenze esistenti, alla luce di una prevedibile ridefinizione del loro uso, dovuta principalmente all’emergenza Covid-19.

 

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I criteri di valutazione e di verifica degli interventi culturali
La funzione di valutazione è fondamentale per l’efficacia di qualunque politica culturale, nella fase di implementazione e in quella di correzione delle linee di intervento. C’è bisogno di una visione convincente, di obiettivi adeguati, di modalità di implementazione concrete, di risorse sufficienti e di strutture idonee. Per definire le priorità di intervento e di modalità di valutazione delle iniziative servono criteri in grado di stimare il valore, l’innovazione e la solidità dei progetti culturali, anche per garantire la migliore allocazione delle risorse.

 

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Empowerment e performance
I processi centrali ai quali applicare le energie e le risorse hanno vari aspetti, che costituiscono il focus delle Linee guida. I fattori centrali del successo culturale di un territorio non sono di per sé linearmente pianificabili, ma è possibile indirizzare l’azione di una pubblica amministrazione su alcune grandezze, per indurre molteplici effetti positivi.

 

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I giovani e il loro inserimento nella gestione del sistema cultura
Una reale e concreta “politica culturale per le nuove generazioni” ne riconosce il potenziale. È necessario, perciò, assegnare oggi ai giovani un ruolo il più possibile attivo nella progettazione e realizzazione delle politiche culturali. Le Linee guida ritengono possibile passare da un’idea delle giovani generazioni come semplici consumatori di cultura, a una visione come produttori, anche professionali, di pratiche creative: giovani, cioè, creatori di cultura e di stili di vita, con un particolare talento nel rendere visibile la cultura nella sua dimensione quotidiana e nella sua trasversalità.

 

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L’apertura del sistema cultura verso i soggetti innovatori
Il sistema culturale trentino è un sistema con forti tratti autoreferenziali e con soglie di entrata medio alte, che non favoriscono l’accesso ai finanziamenti previsti dalle norme provinciali da parte di nuovi soggetti, in particolare di quelli con maggiori indici di creatività. È necessario, dunque, promuovere una maggiore apertura del sistema. Si tratta di valutare, con criteri più completi le proposte, tenendo conto della visione e della qualità di ricerca, la presenza di scintille innovative e la sostenibilità, assieme alla capacità di intercettare risorse non pubbliche. In questa prospettiva può essere valutata l’ipotesi di un intervento triennale della Provincia.

 

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Le industrie culturali creative (ICC)
La cultura è uno straordinario fattore di sviluppo economico, e ha un marcato carattere trasversale che non la limita ai diversi generi di performance artistica, ma la porta anche all’interno di tutto ciò che ha riscontro tangibile. Le industrie culturali creative (ICC) rappresentano uno dei propulsori di questo movimento e operano utilizzando risorse umane ad alta specializzazione, tecnologie avanzate, capacità ideativa e creativa e possono favorire una creatività culturale capace di trasformarsi in sviluppo economico.

 

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La formazione per le professioni della cultura
Il tema della formazione nelle discipline e pratiche culturali dovrà essere uno degli assi portanti dell’azione della Provincia, che su questo campo può divenire riferimento per l’intero contesto nazionale, coinvolgendo, valorizzando e spingendo alla specializzazione le conoscenze esistenti sul territorio. L’obiettivo è creare relazioni con istituzioni ed enti tanto nazionali quanto internazionali al di fuori del territorio provinciale. Allo scopo, è previsto la creazione presso il Centro servizi culturali S. Chiara di un centro di eccellenza per la specializzazione artistica che si occupi della professionalizzazione del “mestieri culturali” legati alle varie espressioni artistiche e inerenti le professioni tecniche, manageriali e del marketing. Una “Scuola di formazione delle professioni culturali”, che opererà in collaborazione con enti e istituzioni di ricerca locali e altri soggetti, con una chiara specializzazione rivolta in particolare ai giovani.

 

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Innovazione, internazionalizzazione, Europa
Decenni di investimenti pubblici nel settore culturale hanno reso oggi necessario incrementarne i processi di innovazione. Il sistema cultura dovrebbe, in analogia ai settori economia e ricerca, introdurre al proprio interno logiche di open innovation, ricorrendo alla digitalizzazione, ma ache riconcepirsi come un sistema che eroga servizi, seppur immateriali. Questo comporta investire anche sugli aspetti organizzativi e sul ricambio generazionale, tendendo al consolidamento finanziario. Il sistema della cultura del Trentino deve riservare una speciale attenzione allo sviluppo del capitale umano: il consumo di eventi e la scarsa produzione locale di contenuti devono indirizzarsi verso la nascita e l’insediamento di imprese culturali e creative, anche favorendo con apposite misure start-up e nuove agenzie.

 

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Infrastrutture e action plan
Le Linee guida prevedono metodologie innovative che mobiliteranno le migliori competenze ed energie disponibili, anzitutto in Trentino, supportando in una prospettiva di rete, l’assessorato all’istruzione, università e cultura e l’intera pubblica amministrazione provinciale, con un’attività di progettazione e ricerca dedicate.

Con un comunicato stampa a cura dell’ufficio stampa della Provincia, il 1236, la giunta provinciale comunica di aver integrato l’elenco dei nominativi dei candidati per il consiglio di amministrazione di alcune società della Provincia. Questa facoltà è prevista dalla legge provinciale 10 del 2010, che disciplina l’iter per la nomina. Quella legge ha introdotto dei meccanismi di trasparenza e delle procedure che prevedono la raccolta delle candidature, un parere della commissione consiliare competente, e infine la nomina da parte della giunta.

L’articolo 8 prevede che “in casi particolari, motivati nella proposta di candidatura, la Giunta provinciale può integrare l’elenco dandone comunicazione alla commissione permanente del Consiglio provinciale competente in materia di nomine e designazioni almeno 2 giorni prima della seduta” della stessa. La ratio della norma è evidente, e l’applicazione è sempre stata attenta: “in casi particolari”, quindi in via eccezionale, “in maniera motivata”, la giunta può integrare quell’elenco, non trovando nelle candidature presentate competenze sufficienti o individuando al di fuori di tale elenco personalità di riconosciuta competenza. Il comunicato della giunta oggi stravolge completamente la previsione, e quindi non rispetta la ratio della legge vigente, integrando per tre società della provincia gli elenchi, con uno, due e addirittura 5 nomi per Patrimonio del Trentino Spa, cioè la totalità del Cda.

Chiediamo al presidente del consiglio provinciale Kaswalder di intervenire prontamente a tutela della normativa vigente non rispettata e della funzione della commissione consiliare svilita. Con tali modalità è chiaro che saranno sempre meno le persone competenti e disponibili a presentare delle candidature, essendo preclusa una valutazione seria delle competenze da parte della giunta. La legge 10 del 2010 riconosce la competenza della giunta provinciale a scegliere secondo una valutazione che è anche di tipo fiduciario, con ciò intendendo la condivisione di un indirizzo politico nella gestione della società, non arbitraria valutazione di fedeltà.

 

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Il Gruppo consiliare provinciale del Partito Democratico del Trentino

Speciale Covid-19 free: al via le clip video sulla ripartenza in sicurezza. In onda nelle Tv locali il programma prodotto dall’ufficio stampa della Provincia, disponibile anche sul web.

In questa fase di ripartenza di tutti i servizi è utile conoscere le regole di accesso agli uffici pubblici e le norme di comportamento più adeguate ad evitare la diffusione del contagio nei luoghi pubblici: alcuni video realizzati dall’Ufficio Stampa della Provincia autonoma di Trento mostrano quali sono le indicazioni da seguire in alcuni contesti di vita quotidiana, dando informazioni in modo gradevole e diretto, per aiutare e informare i cittadini.

Le prime clip, dal titolo “Covid-19 free. In sicurezza per il bene di tutti”, diffuse già da alcuni giorni sui canali social della Pat, sono state riunite in un prodotto destinato alle Tv locali, che accompagnerà questa “Fase 2”.

Si comincia già stasera, con una puntata dedicata alle biblioteche comunali, agli uffici provinciali e all’iniziativa di un’azienda della Val di Sole, che produce barriere parafiato.
Quindi sarà la volta delle regole di accesso ad un ambulatorio di un medico di base, agli uffici amministrativi dell’Azienda sanitaria e ai servizi di un municipio del Primiero.

Le puntate, realizzate dall’Ufficio Stampa della Provincia, ospitano vari contributi di dirigenti pubblici e privati dei settori coinvolti.

 

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Le prime due puntate sono in onda ai seguenti orari:

RTTR:

Sabato 6 giugno ore 13.22 – 23.56
Domenica 7 giugno ore 7.50 – 18.46

Lunedì 8 giugno ore 20.51 – 06.50
Martedì 9 giugno ore 17.13 – 23.55

 

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Telepace:

Venerdì 5 giugno ore 20.30
Sabato 6 giugno ore 9.05 – 14.10 – 16.50 – 22.15

Domenica 7 giugno ore 11.15 – 21.05
Lunedì 8 giugno ore 9.05 – 20.30

 

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Trentino TV:

Venerdì 5 giugno ore 19.50 – 23.05
Sabato 6 giugno ore 09.01 – 12.31 – 19.50

Domenica 7 giugno ore 9.01 – 18.20
Lunedì 8 giugno ore 14.20 – 20.31 – 23.01

Il programma può essere inoltre visto sul canale Youtube dell’Ufficio Stampa Pat a questi link:

 

 

 

Lascia sempre più sconfortati assistere ad interventi totalmente avulsi dal merito delle questioni di esponenti leghisti. In questo caso la consigliera Rossato interviene sulla “Amazon trentina”, peraltro sconfessando il suo assessore Spinelli che ha specificato che “non parliamo di Amazon trentina”, criticando il sottoscritto perché l’e-commerce può essere utile per il commercio trentino.

Ricordando che in tutti i settori, oltre al titolo, occorre saper esplicitare obiettivi, modalità, percorsi per realizzare un’idea, invito caldamente la consigliera Rossato a riascoltare le argomentazioni critiche nel merito rispetto alla proposta di un bando di ricerca da un milione di euro per studiare una proposta che riguardi una piattaforma digitale per il commercio trentino, e se necessario farsi spiegare i termini della questione prima di intervenire, possibilmente argomentando nel merito.

Per maggiore comodità alleghiamo un video che riprende il dibattito durante il consiglio provinciale sul tema.

 

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cons. Luca Zeni
Partito Democratico del Trentino

 

Si rafforza con un ulteriore importante provvedimento il progetto “Rovereto città sicura, accogliente ed ospitale” che l’Unione Commercio e Turismo di Rovereto e Vallagarina ha proposto all’Amministrazione comunale, con una serie di azioni da attuare in tempi celeri per fornire supporto alle attività economiche nel delicato momento della ripresa dell’attività dopo il lungo lockdown. A pochi giorni dell’ordinanza con la quale sono state accolte ed autorizzate dall’Amministrazione comunale oltre una quarantina di richieste di nuovi (o ampliamento di alcuni già esistenti) plateatici e spazi espositivi esterni di attività commerciali su suolo pubblico, è di oggi l’emanazione di una nuova ordinanza che istituisce, a titolo sperimentale, un’isola pedonale in via Rialto, via Mercerie, Campiello del Trivio e via Valbusa Grande nelle fasce orarie giornaliere dalle 10 alle 14 e dalle 16.30 alle 20.

Un provvedimento auspicato anche da molti operatori economici di questa zona particolarmente vivace e densa di attività, che fornisce una risposta concreta alle richieste di allestire spazi esterni, quale misura di contrasto dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e per promuovere la sicurezza e l’attrattività della città, perseguendo quale finalità primaria e valore irrinunciabile la tutela della salute. Alla luce dell’incompatibilità con la Ztl vigente, viste le dimensioni ridotte delle vie interessate è maturata la richiesta, accolta dalla Giunta municipale, di introdurre quest’area pedonale a fasce orarie, che prevede il divieto di transito in via Rialto, via Mercerie, Campiello del Trivio, via del Ghetto e nel tratto di via Valbusa Grande tra il civico 14 e via Rialto, nelle fasce orarie giornaliere dalle 10 alle 14 e dalle 16.30 alle 20 fino al giorno 30 giugno 2020, termine che potrà essere rinnovato.

Contestualmente sarà consentito il transito su via Valbusa Piccola solamente per i residenti di tale via, con accesso e recesso da via delle Fosse mediante l’istituzione del senso unico alternato a vista mentre l’accesso in via della Terra, piazza San Marco, vicolo San Giuseppe e Piazzetta Malcanton sarà limitato ai soli residenti di tali ambiti stradali nelle medesime fasce orarie. Una soluzione che permetterà comunque la viabilità veicolare nei comparti di via della Terra/piazza San Marco e via Valbusa grande, andando a soddisfare le richieste di spazio pubblico negli ambiti maggiormente interessati dalle attività commerciali e dai pubblici esercizi, permettendo una mobilità viabilistica ai residenti laddove non si reputano necessarie le limitazioni.

Soddisfazione viene espressa dal presidente dell’Unione Commercio e Turismo Marco Fontanari, che sta portando avanti con determinazione questo progetto: “Crediamo che questo sia un ulteriore tassello nel contesto di un progetto articolato e che vedrà auspicabilmente altre misure di supporto in tempi brevi. Obiettivo di tale sperimentazione è quello di incrementare l’attrattività e la vivibilità del nucleo storico della città, rendendo questi spazi maggiormente vivibili in termini slow con una mobilità sostenibile.

Nel contempo si punta a supportare la riapertura delle attività economiche salvaguardando il tessuto imprenditoriale costituito da micro e piccole imprese che da sempre rappresentano il cuore pulsante della sfera socio-economica ed occupazionale della città. La creazione di questa isola pedonale a fasce orarie consente di coniugare con equilibrio le molteplici esigenze proprie della vita della città (residenti, turisti, operatori economici), consapevoli che per superare l’attuale fase emergenziale sia necessario spirito di adattamento e collaborazione da parte di tutti. Il nostro ringraziamento all’Amministrazione comunale e alla struttura tecnica, che si è adoperata fattivamente per mettere in campo in tempi rapidi provvedimenti efficaci ed innovativi, che possono essere di grande aiuto in un momento così sofferto per le nostre aziende”.

Coronavirus: oggi l’atteso ‘doppio zero’. Segnana: una bella notizia, ma non abbassiamo la guardia.

“Una bella notizia, dopo tanta sofferenza. Una notizia che aspettavamo da tempo ma non deve farci abbassare la guardia”. Così l’assessore provinciale alla salute, Stefania Segnana commenta i dati forniti dall’Azienda sanitaria che oggi finalmente recano il valore zero sia nella colonna dei decessi sia in quella dei contagi.

“Sono stati analizzati 1273 tamponi – aggiunge ancora l’assessore – quindi un’azione di screening ancora particolarmente intensa ed il doppio zero assume un valore in più anche in relazione al numero dei test effettuati”. Di questi 1273 tamponi, 422 sono stati analizzati da Apss, 317 da Cibio e 534 da Fem.

Positivo anche il valore relativo ai ricoveri – conclude l’assessore – che scendono a 9 di cui 1 in rianimazione a Rovereto. È una giornata da ricordare, ma non possiamo permetterci distrazioni o leggerezze. Continuiamo quindi con il distanziamento, l’uso delle mascherine e le altre misure che ci hanno consentito di arrivare a questo risultato che ora dobbiamo assolutamente difendere”.

Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, ha inviato una lettera alla Conferenza delle Regioni affinché “anche in vista della prossima tornata elettorale” regionale, le Regioni inadempienti possano adeguare le rispettive leggi elettorali “alle disposizioni di principio introdotte dalla legge n. 20 del 2016 volte a garantire l’equilibrio nella rappresentanza tra donne e uomini nei consigli regionali”. Nella lettera, si legge, il ministro Boccia ha sollecitato “le Regioni interessate, pur nel rispetto dell’autonomia loro riconosciuta dalla Costituzione, ad intervenire prontamente sulle rispettive legislazioni elettorali al fine di promuovere le pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive”.

Il ministro Boccia ha dato seguito alle sollecitazioni pervenute dal gruppo di associazioni e di donne impegnate a vario titolo nelle istituzioni, nel sindacato, nel giornalismo, nelle libere professioni, negli organismi di garanzia, nel mondo dell’Università e della cultura che da anni si occupa di diritti delle donne, tra queste le rappresentanti di Stati generali delle donne Puglia; Casa delle donne del Mediterrane; Cug Regione Puglia; Festival delle donne e dei saperi di genere; Convochiamociperbari; Talenti Fuor d’acqua Torino; Filcams- Cgil Puglia; Filcams-Cgil Brindisi; Filcams-Cgil Taranto; Cug Unisalento; Donne in Corriera; Forum of mediterranean women journalist, Istituto Gramsci – Piemonte.

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