di riferimento notizia: sito Consiglio Provincia autonoma di Trento – Sezione Trasparenza (nota redazione Opinione).

 

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Reg. delib. n. 1

VERBALE DI DELIBERAZIONE DELL’UFFICIO DI PRESIDENZA

Oggetto: affidamento dell’incarico di rappresentanza, assistenza e difesa del Consiglio provinciale in relazione ad un contenzioso promosso davanti al Tribunale di Trento – sezione lavoro.

Ilgiorno 8gennaio2020
si è riunito a Trento presso la sede di Palazzo Trentini

adore

10:00

Presenti:

Assenti:

il Presidente
i segretari questori

il Vicepresidente
il segretario questore

Walter Kaswalder Mara Dalzocchio Filippo Degasperi Alessandro Olivi Michele Dallapiccola

L’UFFICIO DI PRESIDENZA

Interviene il segretario generale Patrizia Gentile che redige il verbale di deliberazione.

Il Presidente, constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la seduta.

L’UFFICIO DI PRESIDENZA

visto visto il ricorso (R.G. n. 706/2019) promosso ex art. 414 c.p.c. avanti il Tribunale di Trento – sezione lavoro, notificato al Consiglio provinciale a mezzo di Ufficiale giudiziario in data 30 dicembre 2019 e acquisito al protocollo nella medesima data con n. 25488, volto ad impugnare la risoluzione del rapporto di lavoro intuitu personae tra il Consiglio provinciale e parte ricorrente ed a richiedere il risarcimento degli eventuali conseguenti danni patrimoniali e non patrimoniali;

ritenuti non fondati i motivi del ricorso e ritenuto inoltre che il Consiglio provinciale abbia interesse a costituirsi nel giudizio di primo grado, al fine di sostenere la correttezza dell’operato del Consiglio provinciale medesimo;

ritenuto necessario, dati la delicatezza, specificità e natura del contenzioso, la complessità e la novità delle questioni di diritto controverse, l’interesse pubblico ad una difesa piena, i limitati tempi tecnici dovuti alle brevi scadenze per la costituzione in giudizio nonché l’attuale mancanza di un avvocato interno al Consiglio provinciale iscritto all’ordine degli avvocati, affidare l’incarico di rappresentanza, assistenza e difesa del Consiglio medesimo a un avvocato del libero foro;

considerati il carattere fiduciario dell’incarico di difesa e l’attività di rappresentanza e difesa a favore del Consiglio provinciale precedentemente svolta dal prof. avv. Carlo Zoli in controversie giuslavoristiche con esiti sempre positivi e, in relazione a questi precedenti, tenuto conto della particolarità del rapporto di lavoro cui fa riferimento il ricorso, nonché del fatto che sono in questione istituti caratteristici del Consiglio;

ritenuto quindi di conferire al prof. avv. Carlo Zoli – esperto di nota fama nella materia oggetto del contendere e attualmente professore ordinario di diritto del lavoro presso la facoltà di giurisprudenza di Bologna, con studio a Faenza e a Bologna – l’incarico di rappresentanza, assistenza e difesa del Consiglio provinciale, come da preventivo di data 3 gennaio 2020 prot. n. 40 (ritenuto congruo, anche a confronto con precedenti affidamenti), nel predetto giudizio radicato davanti al Tribunale di Trento – sezione lavoro, con ogni facoltà assegnata dalla legge al difensore, ivi compresa quella di eleggere domicilio nella sede del Giudice adito, secondo necessità;

vista la sentenza della Corte di Giustizia europea, Quinta Sezione, 6 giugno 2019, in tema di affidamento degli incarichi legali, resa nella Causa C-264/18, che esclude dall’ambito di applicazione delle direttive appalti l’affidamento della difesa in giudizio della pubblica amministrazione ad un avvocato del libero foro, in quanto si configura un rapporto intuitu personae, caratterizzato dalla massima riservatezza;

viste altresì le Linee guida n. 12 dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), approvate con delibera del Consiglio n. 907 del 24 ottobre 2018 sull’affidamento dell’incarico ad avvocati del libero foro, sostanzialmente rispondenti ai contenuti del parere n. 2017 del 3 agosto 2018 della Commissione Speciale del Consiglio di Stato, che consentono l’affidamento diretto della difesa ad avvocati del libero foro in presenza di specifiche ragioni logico-motivazionali;

atteso che le sopracitate Linee guida n. 12 precisano che in considerazione della consequenzialità e della complementarietà con altri incarichi attinenti alla medesima materia oggetto del servizio legale in affidamento, che siano stati positivamente conclusi, può essere disposto l’affidamento diretto al medesimo professionista e che ciò può rispondere ai principi di efficienza ed efficacia e, quindi, al migliore soddisfacimento dell’interesse pubblico;

atteso inoltre che le appena citate Linee guida n. 12 riconoscono la possibilità dell’affidamento diretto qualora si tratti di assoluta particolarità della controversia in relazione alla novità del thema decidendum (rapporto di lavoro intuitu personae);

visto inoltre il Regolamento di organizzazione del Consiglio di cui alla deliberazione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio provinciale 27 febbraio 2018, n. 16, e in particolare il suo articolo 8;

visto altresì il Regolamento per l’affidamento di incarichi di studio, di ricerca, di consulenza e di collaborazione di cui alla deliberazione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio provinciale 5 settembre 2018, n. 65;

visto infine il Regolamento di contabilità del Consiglio della Provincia autonoma di Trento, di cui alle deliberazioni consiliari 6 marzo 2018, n. 4 e 28 luglio 1982, n. 7;

a maggioranza di voti legalmente espressi, con il voto di astensione del consigliere Filippo Degasperi;

delibera

1. di costituirsi nel giudizio promosso, ex art. 414 c.p.c. avanti il Tribunale di Trento – sezione lavoro, con ricorso (R.G. n. 706/2019) notificato al Consiglio provinciale a mezzo di Ufficiale giudiziario in data 30 dicembre 2019 e acquisito al protocollo nella medesima data con n. 25488, volto ad impugnare la risoluzione del rapporto di lavoro intuitu personae tra il Consiglio provinciale e parte ricorrente ed a richiedere il risarcimento degli eventuali conseguenti danni patrimoniali e non patrimoniali;

  1. di conferire, per quanto esposto in premessa, l’incarico di rappresentanza, assistenza e difesa del Consiglio provinciale al prof. avv. Carlo Zoli, con studio a Faenza e a Bologna, come da preventivo di data 3 gennaio 2020, prot. n. 40, con ogni facoltà assegnata dalla legge al difensore, ivi compresa quella di eleggere domicilio nella sede del Giudice adito, secondo necessità;
  2. autorizzare il Presidente a sottoscrivere il relativo mandato;
  3. imputare la spesa complessiva di euro 12.402,52 (dodocimilaquattrocentodue e cinquantadue) – comprensiva di C.p.a. e Iva – a carico del capitolo 10505 dell’esercizio finanziario 2020.

Adunanza chiusa ad ore 10:15. Approvato e sottoscritto.

Il verbalizzante Patrizia Gentile

Il Presidente Walter Kaswalder

 

 

 

 

Delibera n. 1 - 08.01.2020

Sì della V Commissione alle Linee guida per la cultura proposte dall’assessore Bisesti. Contrarie le minoranze: testo inadeguato al cambiamento dopo il Covid-19. Ok anche alle risorse per le scuole dell’infanzia nel 2020-2021, che rimarranno invariate nonostante il calo dei bambini iscritti ma che l’opposizione giudica insufficienti. Gli operatori didattici, lavoratori precari e intermittenti di Mart e Muse, e i tecnici del settore spettacoli lanciano l’allarme sul futuro delle loro attività da cui dipende la tenuta stessa delle strutture dopo l’emergenza sanitaria.

Le “Industrie culturali creative” – Icc –, una “politica culturale per i giovani non più intesi come consumatori ma ideatori e produttori anche professionali di cultura”, e una “Scuola di formazione delle professioni culturali”, sono le principali novità contenute nelle Linee guida per le politiche culturali della Provincia che la Giunta adotterà in questa legislatura. Il documento di 18 pagine, allegato alla relativa proposta di delibera e presentato dall’assessore Mirko Bisesti alla Quinta Commissione presieduta da Alessia Ambrosi, dopo una discussione con i consiglieri ha ottenuto oggi il parere favorevole dell’organismo con 4 sì della maggioranza formata da Ambrosi, Dalzocchio e Moranduzzo della Lega oltre a Guglielmi del gruppo Fassa, e il voto contrario di Paolo Ghezzi (Futura), Sara Ferrari (Pd) e Filippo Degasperi (Onda Civica Trentino). Un “no”, quello delle minoranze, motivato dall’insufficiente adeguamento delle Linee guida, elaborate prima dell’emergenza epidemiologica, alle esigenze straordinarie di intervento e investimento che la crisi conseguente alla pandemia ha evidenziato.

La Quinta Commissione ha dato poi il via libera anche allo “stralcio del programma annuale della scuola dell’infanzia per l’anno scolastico 2020-2021”. Il piano, pur a fronte di un calo di 18 sezioni nell 266 scuole dell’infanzia del Trentino (con 282 bambini iscritti in meno rispetto all’anno precedente) prevede risorse pari a 87.900.000,00 di euro, vale a dire lo stesso importo dell’anno che sta per concludersi. Anche in questo caso i voti favorevoli alla delibera della Giunta sono stati quattro, mentre i tre consiglieri di minoranza si sono astenuti.

Infine l’organismo ha ascoltato tre operatori di musei trentini e un tecnico dello spettacolo, che avevano chiesto un’audizione per denunciare la difficilissima situazione, diventata insostenibile con lo stop dell’emergenza Covid-19, degli operatori precari e intermittenti soprattutto del Mart e del Muse. Si tratta di mediatori educativi dedicati in particolare al rapporto tra i musei e le scuole, penalizzati tanto sul piano dei diritti fondamentali quando del trattamento economico dalle politiche di esternalizzazione dei loro servizi che da anni la Provincia persegue. Esternalizzazione che ora, in assenza di interventi correttivi rischia di causare il collasso degli stessi musei provinciali, la cui attività è basata in gran parte sulla didattica e sulle scuole (domani comunicato su quest’ultimo punto).

 

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Bisesti: Linee guida per la cultura impostate per fronteggiare il cambiamento.

Sulle Linee guida per le politiche culturali, frutto di un percorso iniziato nel 2019 che si era concluso nei primi mesi di quest’anno, quindi prima che il Covid-19 diffondesse i suoi drammatici effetti, hanno comunque “contenuti e una impostazione metodologica e strategica del tutto idonei ad affrontare il contesto nel quale si troverà ad operare il sistema culturale trentino nel post-epidemia”. Lo ha detto introducendo il documento l’assessore Bisesti, secondo cui Linee acquistano, anzi, valore “proprio perché sono impostate per fronteggiare situazioni in rapida e continua evoluzione”. Infatti, ha proseguito citando il testo, “lo scenario attuale e le sue prospettive per la cultura del Trentino”, indicano “una revisione delle politiche e delle pratiche culturali, un ripensamento del ruolo di governance dell’amministrazione pubblica provinciale, che si dovrà esprimere mobilitando le capacità di progettazione e ricerca del territorio, in alleanza primaria con le energie e le capacità di innovazione delle giovani generazioni”. Fermo restando che continueranno ad esistere i sei sottosistemi della cultura – quello museale, delle biblioteche, della formazione musicale, il settore dello spettacolo, l’associazionismo, l’ambito della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale tangibile e intangibile –, tuttavia, ha proseguito l’assessore, “il sistema culturale trentino dovrà riposizionarsi nei confronti di una società complessa e mobile”. Le Linee guida – ha ricordato Bisesti – evidenziano anche criticità e punti di debolezza di cui soffre il sistema della cultura del Trentino. Altre criticità, ha osservato Bisesti, si aggiungeranno nel periodo post-Covid. Per fronteggiare questi problemi strutturali, ha spiegato l’assessore, il documento punta a una cultura trentina orientata a relazioni di rete e di sistema, a una più pronunciata propensione alla produzione creativa, a un’ampia apertura all’innovazione anche tecnologica, a organiche attività di formazione permanente degli operatori, a una superiore capacità di progettazione e a una più marcata cooperazione interna ed esterna (punto, questo, particolarmente enfatizzato dall’assessore). Si mira anche a una più moderna comunicazione e ad un maggior interesse per l’innovazione delle iniziative e strategie. Il “cuore” delle Linee guida secondo Bisesti consiste “in un intervento sulla governance che coinvolga i soggetti pubblici e privati in un disegno armonico nel quale la Provincia e i suoi enti dialogano con le autonomie locali e i soggetti culturali che operano sui territori”.

 

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Cinque le grandi azioni indicate per perseguire questi obiettivi: un rapporto organico tra il settore che si occupa di tutela del patrimonio e quello delle attività culturali per massimizzare la valorizzazione del patrimonio tangibile e intangibile; l’attenzione ai giovani, asse portante del documento secondo Bisesti, perché abbiano un ruolo non solo di consumatori ma il più possibile attivo nella progettazione e realizzazione delle politiche culturali; la costruzione di un sistema culturale aperto soprattutto verso i soggetti innovatori “superando – ha osservato Bisesti – l’autoreferenzialità che caratterizza il sistema culturale”; un focus sulle “Industrie culturali creative” (Icc), che per l’assessore sono un driver dello sviluppo del settore, chiamate a coinvolgere molti giovani mobilitando la loro creatività e competenza. “Cruciale” nelle Linee guida per l’assessore è infine il tema della formazione nelle discipline e pratiche culturali, che dovrà spingere a “creare relazioni con istituzioni ed enti sia nazionali che internazionali, al di fuori del territorio provinciale”. Si tratta di dar vita ad una “Scuola di formazione delle professioni culturali” che operi in collaborazione con enti e istituzioni rdi ricerca locali – Università, Trentino School of Management e altri soggetti deputati – con una chiara specializzazione, rivolta in particolare ai giovani, promuovendo competenze per la formazione alle arti e mestieri legate ai diversi settori creativi”.

 

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Ghezzi: mancano impegni forti e concreti per rilanciare la cultura nel dopo-Covid.

Paolo Ghezzi, capogruppo di Futura, ha ricordato il Forum per la cultura che ha elaborato queste Linee guida con i “saggi” chiamati dall’assessore, sui quali le minoranze avevano manifestato delle riserve visti i personaggi chiamati. E ha criticato il fatto che questo documento sia lo stesso che era stato partorito nell’autunno 2019, largamente prima della pandemia, ritoccato solo nella forma all’inizio di quest’anno per tener conto del Covid-19. Si confermano quindi le Linee guida pre-pandemia, limitandosi ad offrire la possibilità di ritoccare il testo sulla base dell’esperienza dei prossimi mesi. “Tutto questo – ha concluso Ghezzi – è però troppo poco”, perché l’impianto del documento è figlio di un’impostazione culturale non aggiornata alla situazione, anche se contiene alcuni spunti interessanti, come quando si sostiene la necessità di mettere in relazione la cultura con il turismo. Riconoscendo quindi alla cultura un valore economico centrale per la produzione di lavoro e di reddito. Affermazioni che tuttavia, ha aggiunto il consigliere, restano molto generiche e appaiono quindi insufficienti. “Si fatica a vedere in queste Linee uno sforzo adeguato all’eccezionalità dei tempi che stiamo vivendo”, ha concluso, chiedendo all’assessore perché mai non abbia approfittato di questi tre mesi di lockdown per ridiscutere l’impianto delle Linee guida con i soggetti culturali interessati per cercare di immaginare questo settore nel post-Covid. “Di questo – ha lamentato – non c’è traccia nel documento. Come non vi è traccia, nell’introduzione dell’assessore, del tema delle risorse. Queste Linee guida, insomma, per Ghezzi “nascono vecchie” perché non tengono conto, con gli operatori interessati, della nuova fase che stiamo vivendo. Il consigliere di Futura ha preannunciato una mozione che presenterà nella prossima seduta del Consiglio provinciale in programma dal 9 all’11 giugno. Il testo proporrà di impegnare la Giunta in tre direzioni: creare una cabina di regia che comprenda anche rappresentanti dei Comuni e delle Comunità di valle in termini di sussidiarietà, evitando il centralismo della Provincia di queste Linee guida; l’organizzazione della Conferenza provinciale sulla cultura, prevista a norma di legge e a suo avviso da realizzare in anticipo dopo l’emergenza Covid, possibilmente entro il 31 agosto; in terzo luogo alimentare il Fondo per i progetti culturali di carattere sovra-territoriale. Nel preannunciare il suo voto negativo sulla delibera, Ghezzi ha ribadito che in questo momento vi sarebbe bisogno di impegni forti e concreti che l’assessore non ha indicato.

 

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Ferrari: testo inverosimile perché le risorse destinate al settore sono state tagliate.

Sara Ferrari (Pd) ha motivato il proprio voto sfavorevole alla delibera perché le Linee guida, nonostante la richiesta da lei avanzata nell’ultima seduta di Commissione, non sono state revisionate e aggiornate rispetto alle esigenze di chi opera nel settore. Il documento presentato oggi dall’assessore è dunque a suo avviso un “inverosimile”. Finora, ha aggiunto, le risorse per la cultura sono state ridotte per poter finanziare la manovra economica prevista dall’ultima legge provinciale e non si capisce quindi come gli obiettivi indicati dall’assessore potranno essere raggiunti.

 

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Degasperi: mancano riferimenti alla dimensione regionale della cultura.

Filippo Degasperi (Onda Civica Trentina) ha criticato il fatto che nelle Linee guida si evocano “intrecci” tra il sistema culturale trentino e quello nazionale e locale, mentre manca ogni riferimento regionale. Forse perché, ha azzardato, ci si è dimenticati ad esempio dell’orchestra Haydn. Ma si poteva citare anche il Museo nazionale storico degli alpini, che si spera possa essere attivato visto che per questo le risorse esistono. Manca, secondo il consigliere, una riflessione sulla capacità della Provincia di preparare il terreno e di creare le condizioni perché gli obiettivi indicati dalle Linee guida si possano raggiungere. Come nel caso dei giovani sui quali il documento mette molto l’accento. Se non li prepariamo, ha osservato, il loro interesse rimarrà scarso. Degasperi ha anche chiesto di spostare la formazione musicale dal settore della cultura a quello dell’istruzione, per dare più peso alle scuole musicali e tener conto dei rapporti con il Conservatorio. “Andava esplicitato chiaramente che tra scuole musicali e Conservatorio occorre instaurare relazioni stabili”. Nelle Linee guida si parla di semplificazione e sburocratizzazione – ha concluso – ma poi tutti i tavoli previsti sono formati da dirigenti e non anche dagli attori protagonisti del sistema.

 

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Dalzocchio: le Linee hanno una valenza pluriennale non legata alla contingenza.

Mara Dalzocchio, capogruppo della Lega, nel dichiararsi a favore delle Linee guida presentate dall’assessore, ha sottolineato che lo scopo di questo documento è di fissare gli indirizzi e gli obiettivi del settore per l’intera legislatura e non in rapporto ad eventi emergenziali come il Covid. Le ultime Linee guida per la cultura, ha segnalato, risalgono infatti al 2011 e nessuna delle Giunte precedenti ha sentito il bisogno di adeguare il documento alle particolare circostanze transitorie del periodo. I progetti indicati nelle Linee guida sono a lungo termine, sono indirizzi pluriennali per la cultura. Ecco perché, ha concluso, nel documento non si parla di finanziamenti. Il riferimento alle risorse dovrà semmai trovare spazio in altri provvedimenti. Qui si tratta di far ripartire subito il settore anche per rispetto dei lavoratori che hanno pagato a caro prezzo l’emergenza Covid. Queste Linee sono un atto di programmazione che dovrà essere valido anche nei prossimi anni non solo per il momento contingente. Giusto, poi, per Dalzocchio prevedere interconnessioni tra cultura e Comuni, ma anche tra cultura e giovani considerati come protagonisti, tra cultura e industrie creative per promuovere lo sviluppo economico. Quindi per la consigliera queste Linee guida vanno nella giusta direzione per dare impulso al sistema culturale trentino, a suo avviso “ultimamente un po’ stantio”. E comunque, se si dovessero presentare esigenze tali da richiedere delle modifiche, l’assessore e la Giunta potranno rivedere queste Linee guida.

 

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Guglielmi: bene l’accento sui giovani per dare un futuro al sistema.

Luca Guglielmi (Fassa), favorevole alla delibera, ha sottolineato gli elementi innovativi delle Linee guida che spostano l’attenzione sui giovani intesi non più solo come consumatori ma come produttori di cultura. Spiace, ha aggiunto, che qualcuno debba sempre polemizzare, perché il Covid con queste Linee guida non centra nulla. Questo documento guarda al futuro e non dev’essere quindi assoggettato a un’emergenza.

 

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L’assessore: in autunno conferenza provinciale sulla cultura. Si parlerà di Covid.

L’assessore Bisesti ha replicato alle osservazioni delle minoranze ricordando i molti incontri e momenti di dialogo da lui avuti con i soggetti della cultura trentina. Mai quanto oggi – ha osservato – c’era bisogno di confrontarsi con loro per riprogrammare il settore. Queste Linee guida – ha insistito – sono frutto di contributi scritti dei vari soggetti e operatori interessati, che hanno integrato il documento. Bisesti ha ricordato l’incontro con i direttori dei musei per riavviare e valorizzare il patrimonio culturale del Trentino prevedendo ingressi ad un euro. Queste Linee per Bisesti non sono affatto Provincia-centriche, vista la grande importanza che assegnano al ruolo dei Comuni rispetto al passato. Secondo l’assessore il documento scaturisce da un percorso di partecipazione. Bisesti ha preannunciato che la Conferenza provinciale sulla cultura potrà svolgersi nell’autunno prossimo. In quella sede potranno essere acquisiti gli apporti emergenti da questi mesi in cui abbiamo vissuto l’emergenza.

 

SCUOLE DELL’INFANZIA: VIA LIBERA ALLO STRALCIO DEL PIANO ANNUALE CON LE STESSE RISORSE PREVISTE PER L’ANNO SCORSO NONOSTANTE IL CALO DEGLI ISCRITTI.

Bisesti: a settembre nuove regole per l’organizzazione degli spazi e delle attività.

A seguire la Quinta Commissione ha dato il via libera con i tre voti di astensione delle minoranza (Ghezzi, Ferrari e Degasperi) anche alla delibera proposta dall’assessore Bisesti riguardante lo stralcio del programma annuale della scuola dell’infanzia per l’anno scolastico 2020-2021 nella parte relativa alla determinazione delle modalità di finanziamento a budget. La Giunta, ha ricordato, approverà il programma entro il 15 giugno. Bisesti ha evidenziato che la fase legata all’emergenza Covid-19 imporrà la necessità di una riorganizzazione del servizio di scuola dell’infanzia per il prossimo anno scolastico. Dovranno essere ripensati i rapporti spazio/bambino, insegnante/bambini, personale ausiliario/spazio/bambini, offerta scolastica e orari di apertura alla luce, in particolare, delle Linee guida in materia di salute e sicurezza. La riapertura del servizio scolastico dall’8 giugno al 31 luglio 2020, per concludere l’anno scolastico 2019/2020 – ha proseguito l’assessore – si pone come misura di offerta educativa per i bambini e conciliativa per le loro famiglie, ma sarà utilizzata anche per monitorare la tenuta pedagogico-organizzativa e le relative necessità di intervento per l’avvio del nuovo anno scolastico in termini di spazi, risorse umane ed organizzative, maggiori oneri finanziari. Bisesti ha evidenziato che nel predisporre il Piano annuale scuola infanzia 2019-2020 sono stati adottati i parametri consolidati. Ma questo è stato fatto “con la piena consapevolezza di dover intervenire nei prossimi mesi a rivisitare tali parametri e modalità, concernenti in particolare l’offerta del servizio, l’arco orario di apertura giornaliera, le risorse umane, gli spazi, l’offerta pedagogico-educativa”. Il tutto per assicurare qualità al servizio scolastico nel mutato quadro connesso all’emergenza epidemiologica. E confidando nel suo progressivo regresso. L’assessore ha poi fornito i dati generali che sono alla base del piano della scuola dell’infanzia 2020/2021. Eccoli: i bambini iscritti alle 266 scuole dell’infanzia per il 2020/2021 sono 13.378 (meno 282 unità rispetto anno precedente); non sono previste chiusure di scuole sottodimensionate (n. 25, con un aumento di 4 rispetto all’anno precedente); vi è un saldo negativo di 18 sezioni, tra scuole provinciali ed equiparate, che porta le sezioni a n. 665; le sezioni salvaguardate per un numero contenuto di bambini sono n. 50 (+ 2 rispetto al precedente anno; per particolari situazioni territoriali (n. 3, nella zona del Primiero) si riconoscono potenziamenti d’organico per assicurare qualità e continuità nel servizio scolastico; sono attivate sezioni di prolungamento d’orario in base alle richieste delle famiglie pervenute fino al 30.4.2020. Questa attivazione dovrà essere valutata e resa coerente con l’offerta complessiva del servizio che sarà definita per l’avvio di settembre 2020. Per quanto riguarda la parte finanziaria, ha proseguito Bisesti, “il costo del Programma annuale per il 2020/21 è confermato in 87.900.000,00 di euro come per l’anno scolastico che sta per concludersi. Ciò in quanto, “pur in presenza di un calo di 18 sezioni si è voluto consolidare nel Fondo di riserva, per le necessità che già si prefigurano legate alla gestione della situazione emergenziale, 765.000,00 euro corrispondenti alle economie che si sarebbero avute in situazione di normalità. L’assessore ha concluso ricordando che proprio questa mattina sono stati licenziati dalla Giunta sia il protocollo sia le Linee guida per la ripresa in sicurezza del servizio delle scuole dell’infanzia tra l’8 giugno (ma le scuole potranno scegliere di aprire anche nei giorni successivi purché non oltre il 18 giugno). Ha precisato che si è scelto di non considerare necessario che in questo periodo di riapertura delle scuole dell’infanzia, che durerà fino al 31 luglio, i bambini indossino la mascherina. E ha preannunciato che per la riapertura di settembre vi saranno ulteriori modifiche organizzative concordate con i Comuni e gli enti gestori.

 

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Ferrari e Degasperi scettici sull’adeguatezza delle risorse previste. Bisesti: in luglio il concorso per la stabilizzazione delle insegnanti precarie delle materne.

Sara Ferrari ha osservato che le risorse previste per l’anno prossimo, il cui importo è lo stesso dell’anno precedente, potrebbero non bastare (Pd) perché l’emergenza Covid richiederà un maggior fabbisogno di personale, di risorse strumentali, di acquisto di dotazioni e per il reperimento di nuovi spazi. A suo avviso la Giunta dovrà provvedere ad un’integrazione successiva del finanziamenti provinciali da destinare ai Comuni e agli enti gestori delle scuole dell’infanzia, che da questo punto di vista hanno assoluto bisogno di certezze in vista della riapertura di settembre. Bisesti ha risposto dando rassicurazioni sia per quanto riguarda le risorse per il personale che circa il finanziamento per le dotazioni.
Degasperi, premesso che a suo avviso il servizio delle scuole dell’infanzia dovrebbe essere solo pubblico e la sua contrarietà alla logica del finanziamento a budget, ha condiviso la preoccupazione di Ferrari sulla possibilità di fronteggiare le problematiche post-Covid con le stesse risorse dell’anno scorso. A una domanda da lui rivolta all’assessore circa la volontà o meno della Giunta di procedere alla stabilizzazione delle insegnanti precarie delle scuole dell’infanzia, Bisesti ha risposto che un apposito concorso è previsto il mese prossimo.

 

 

 

Sintesi stralcio piano annuale scuola infanzia presentato da assessore Bisesti

 

Linee Guida per le politiche culturali della Provincia L.P. 3 ottobre 2007 n. 15.

 

V Commissione Linee guida cultura, risorse scuole infanzia e precari nei musei

Alle ore 19.30 le quattro sigle sindacali, Cisl, Fenalt,  UIL Fpl Sanità e Nursing up ed Apran hanno sottoscritto in via definitiva la parte economica del contratto Sanità 2016/2018 dando una concreta risposta a tutti i lavoratori della Sanità trentina che da anni aspettavano questo momento.

È stata data risposta alle richieste del personale sanitario, amministrativo/tecnico, oss e di supporto. Vi è l’impegno da parte dell’Assessorato di far si quanto contrattualmente previsto venga erogato in busta paga entro il 31 agosto.

È stato ottenuta un’importante conquista con l’inizio del percorso di armonizzazione di tutto il personale dell’azienda sanitaria con la Provincia, la difesa dei fondi contrattuali è stata posta grande attenzione al disagio dei turnisti e alla valorizzazione professionale di tutte le categorie.

Aspettiamo la convocazione per proseguire velocemente con la parte normativa e chiudere definitivamente il CCPL 2016/18.

 

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Cisl – Giuseppe Pallanch

Fenalt – Chiara Romani / Paolo Panebianco

UIL FPL Sanità – Giuseppe Varagone

Nursing up – Cesare Hoffer

Con sentenza dell’1 giugno 2020, il Tribunale del lavoro di Trento, nella persona del Giudice dott. Giorgio Flaim, ha dichiarato la nullità – “per motivo illecito determinante ed esclusivo” – del licenziamento comunicato dal Presidente del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento, Signor Walter Kaswalder, al proprio segretario particolare Walter Pruner.

Come noto, nel maggio dell’anno scorso, dopo che Walter Pruner aveva partecipato da esterno, quale mero osservatore, al Congresso di Pergine Valsugana del Partito Autonomista Trentino Tirolese (PATT), i rapporti tra lui ed il Presidente Kaswalder si erano incrinati al punto tale da indurre il Presidente Kaswalder a recedere dal contratto di lavoro quinquennale in corso, adducendo la lesione del rapporto fiduciario necessario per la sua prosecuzione.

Nella lettera di recesso si era parlato genericamente di dissensi in ordine alle modalità ed ai tempi di gestione della segreteria e di mancate intese circa l’organizzazione dell’attività.

Il recesso è stato impugnato da Walter Kaswalder, con l’assistenza dell’avv. Attilio Carta, noto giuslavorista del foro di Trento, sostenendo l’assoluta genericità ed infondatezza dei rimproveri a lui mossi, utilizzati quale mero pretesto per celare il vero motivo – discriminatorio e ritorsivo – del licenziamento, confessato da subito a caldo agli organi di stampa, ossia il fatto che il segretario particolare del Presidente avesse partecipato al congresso di un partito dal quale il Presidente stesso era stato a suo tempo espulso.

Il Giudice del lavoro ha accolto in toto la tesi di Walter Pruner, ricordando, sulla base di consolidati principi espressi dalla Corte Costituzionale e dalla Carte di Cassazione, che è questione di civiltà giuridica dare la possibilità al lavoratore di conoscere in modo specifico i motivi del suo licenziamento; che, anche in presenza di un rapporto fiduciario, è consentito al giudice sindacare se la condotta del datore di lavoro violi o meno le regole che governano il rapporto, nonché le clausole generali di correttezza e buona che stanno alla sua base; e che la genericità ed inconsistenza dei rimproveri mossi al dipendente permettevano di accertare che il recesso era stato dettato soltanto da un motivo illecito, ossia la volontà ritorsiva del Presidente del Consiglio – che dovrebbe disporre di poteri esclusivamente ai fini dell’esercizio di funzioni pubbliche – per aver il dipendente partecipato al congresso di un partito opposto al suo.

Da qui l’accertamento in sentenza della nullità del recesso e la condanna del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento a pagare al dipendente licenziato la retribuzione maturata dal maggio 2019 fino alla durata in carica del Presidente Kaswalder, nei limiti della durata dell’attuale legislatura.

Sono 3,4 milioni i cittadini austriaci in viaggio durante l’estate in Italia che potrebbero essere costretti a ritardare la partenza per le decisioni del proprio Governo. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Bankitalia sul terzo trimestre 2019 in riferimento al ritardo nell’apertura dei confini con l’Italia da parte dell’Austria che invece elimina i controlli alle frontiere con la Germania, il Liechtenstein, la Svizzera, la Slovacchia, la Slovenia, la Repubblica ceca e l’Ungheria.

La spesa dei turisti austriaci durante l’estate in Italia è stata – sottolinea la Coldiretti – pari ad oltre 900 milioni di euro. Si tratta – continua la Coldiretti – di una decisione preoccupante per l’Italia in quanto si tratta di un Paese confinante ma anche per l’influenza che potrebbe avere sulle decisioni di altri Paesi. In questo contesto – precisa la Coldiretti – è importante l’atteggiamento non discriminatorio della Germania che con quasi 7 milioni di viaggiatori nel trimestre estivo ed una spesa di 3,4 miliardi rappresenta la comunità di turisti stranieri piu’ numerosa nel Belpaese. I tedeschi rappresentano peraltro – conclude la Coldiretti – il 35% degli ospiti stranieri degli agriturismi italiani secondo l’Osservatorio dell’agriturismo di AgrieTour.

Estate 2020: contributi per gli organizzatori di soggiorni socio-educativi rivolti ai giovani. Domande dal 15 al 30 giugno sul sito dell’Agenzia per la Famiglia www.trentinofamiglia.it.

Si potranno presentare dal 15 al 30 giugno le domande di contributo da parte di Organizzazioni senza scopo di lucro che organizzano soggiorni socio-educativi estivi rivolti ai bambini e ai ragazzi fra i 3 e i 17 anni. Oggi la Giunta provinciale, su proposta dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana, ha dato indicazioni su quali attività possono essere ammesse a contributo precisando che saranno agevolate solo le colonie diurne.

“Siamo consapevoli delle difficoltà che hanno affrontato le famiglie durante questa pandemia, privi dei servizi di conciliazione fra tempi di cura familiare e attività lavorativa – spiega l’assessore Segnana -. Con questo provvedimento intendiamo sostenere le organizzazioni che propongono soggiorno estivi. Sebbene per questa estate non saranno autorizzati servizi conciliativi con pernottamento, abbiamo derogato su alcuni limiti ,ovvero sono ammesse all’agevolazione le colonie diurne senza limiti minimi di ore giornaliere, di durata minima del periodo di svolgimento e di numero minimo di presenze.

La Provincia sostiene, con specifici contributi, le organizzazioni senza scopo di lucro – Associazioni sportive, ricreative, culturali, Parrocchie, Oratori, Cooperative, Bande musicali, Comuni, Comunità di Valle, Scuole dell’Infanzia e Fondazioni – che propongono colonie diurne, senza limiti minimi di ore giornaliere, durata minima del periodo di svolgimento e numero minimo di presenza.

 

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Destinatari
Organizzazioni che propongono soggiorni socio-educativi per bambini e ragazzi da 3 a 17 anni.

 

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Periodo
Le colonie diurne possono essere realizzate, nel rispetto delle Linee guida provinciali, fra il 15 giugno fino al 15 settembre 2020. Tale scadenza potrà essere modificata in relazione all’evolversi della pandemia.

Contributi
Il contributo è riconosciuto all’Organizzazione promotrice per ogni bambino/ragazzo partecipante alla colonia diurna ed è pari a 4,10 euro al giorno. Il contributo è maggiorato in favore delle organizzazioni in possesso della certificazione Family in Trentino e/o della certificazione Family Audit. Al fine di sostenere le famiglie con figli disabili il contributo giornaliero per bambino/ragazzo è pari a 50 euro.

Il contributo massimo concedibile in favore di ciascuna Organizzazione è pari a 14.000 euro, oltre all’importo riconosciuto per i ragazzi disabili. I contributi non sono cumulabili con quelli concessi dai Comuni o dalle Comunità di Valle per la medesima iniziativa. Possono accedere al servizio anche i beneficiari di buoni di servizio, ma per costoro non è riconosciuto alcun contributo all’Organizzazione promotrice.

 

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Domande
La modulistica sarà pubblicata sul sito dell’Agenzia per la Famiglia a partire da giovedì 4 giugno: https://www.trentinofamiglia.it/
Le organizzazioni possono presentare domanda di contributo dal 15 al 30 giugno 2020.

«Un’altra conferenza stampa di Conte mandata in diretta in contemporanea su più reti per dire che il governo FARÀ tantissime belle cose. Milioni di italiani assistono basiti, chiedendosi con quale coraggio si facciano nuove promesse quando non sono ancora arrivate le risorse promesse in analoghe conferenze di due mesi fa. Ma forse per rendersi conto di quanto tutto questo sia surreale occorrerebbe, ogni tanto, uscire dal palazzo e dalle conferenze virtuali».

È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Dal 6 giugno, attività tutti i giorni. Spazi esterni rinnovati per garantire il distanziamento. Sabato 6 giugno alle ore 15 riaprirà il Centro Sociale Bruno, dopo quasi tre mesi di stop forzato. Una riapertura ponderata a lungo perché la preoccupazione più grande è garantire la salute a chiunque attraverserà lo spazio. Per questo, nelle ultime settimane, attiviste e attivisti hanno lavorato sodo per riallestire il cortile esterno e avere così spazio sufficiente a spostare all’aria aperta le iniziative e garantire il distanziamento tra le persone.

Tutti i giorni insieme per ricostruire legame sociale

Il Centro Sociale Bruno rimarrà aperto tutti i giorni, per ritornare a essere un punto di riferimento per la città, e un luogo di socialità, solidarietà, cultura, analisi e autorganizzazione. Se l’emergenza sanitaria sta rientrando, infatti, la crisi sociale ed economica sta appena iniziando.

Per questo motivo fin da subito saranno di nuovo attivi lo sportello di orientamento legale per la sanatoria 2020 e la scuola d’italiano LiberaLaParola. Fin da subito riaperta anche la ciclofficina popolare Ciclostile e l’aula studio per fornire spazi aggiuntivi alle biblioteche a capienza ridotta.

Il calendario culturale sarà poi arricchito da presentazioni di libri, proiezioni cinematografiche e da escursioni in città e nelle immediate periferie.

Ogni sabato alle ore 15.00 si terrà un’assemblea di gestione degli spazi, aperta a chiunque voglia proporre nuove iniziative.

Una data non casuale

Il giorno della riapertura non è casuale: il 6 giugno cade a circa un anno dalla data entro la quale era stato intimato di lasciare lo stabile dopo la rescissione unilaterale del contratto di comodato d’uso da parte dell’amministazione provinciale. Alla campagna #BrunoNonSiCaccia scaturita dalla partecipatissima assemblea di aprile 2019 affianchiamo ora la nuova campagna #vadoalBruno: un invito a tutta la cittadinanza ad attraversare lo spazio del Bruno e a riavvicinare l’intera comunità cittadina dopo l’esperienza della pandemia che ci ha allontanati.

Il programma completo al sito:

https://csbruno.org/

Nell’ annunciare che Il 26 giugno si terrà una Assemblea on line per presentare il Libro Bianco sulle droghe e di dibattito sulla riforma della politica delle droghe in Italia e nel mondo., Marco Perduca su Fuoriluogo fornisce alcuni dati interessanti.

“Secondo un’analisi di Marijuana Business Daily dell’aprile scorso, basata sugli ultimi dati pubblicati dal Ministero della Salute relativamente all’acquisto di cannabinoidi per fini medici, in Italia siamo passati dai 578 chili del 2018 agli 861 dell’anno scorso. Il maggior fornitore restano i Paesi Bassi grazie a un accordo di oltre 10 anni fa tra il Ministero della Salute italiano e il suo omologo olandese. Entrata a regime nel 2017, la produzione di infiorescenze presso lo Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze corrisponde sì e no a un sesto di quanto disponibile in Italia.

Il maggior fornitore restano i Paesi Bassi grazie a un accordo di oltre 10 anni fa tra il Ministero della Salute italiano e il suo omologo olandese. Entrata a regime nel 2017, la produzione di infiorescenze presso lo Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze corrisponde sì e no a un sesto di quanto disponibile in Italia…

Prosegue Perduca ricordando come si è di fronte al fallimento del potenziamento dello Stabilimento di Firenze e, soprattutto, alla permanente, drammatica – e illegale – mancanza di prodotti a base di cannabis in buona parte d’Italia.”

Fermo restando che dovrà essere verificato come l’emergenza COVID abbia disastrato un tra i tanti settori sociali deboli, quale quello de i malati che usufruiscono di cannabis terapeutica un piccolo segmento di politica utile potrebbe essere aggiunto al programma.

La domanda è se:

La coalizione di csx, il candidato Sindaco si possono impegnare a:

1) attivarsi a che la partecipazione dei comuni e del comune di Trento in particolare nella Azienda Farmacie Comunali Spa persegua l’obiettivo a che le Farmacie non siano mai carenti di cannabis terapeutica? (compatibile con il punto 3 lettera a Statuto).

2) Per fare questo cercando di vincolare gli organi della società ad adoperarsi, a relazionare costantemente agli azionisti sullo stato della presenza degli elaborati galenici a base di cannabis nelle farmacie affiliate ed in primis in quelle sul territorio comunale Farmacia San Giuseppe – Farmacia San Camillo – Farmacia Pio X –Farmacia Clarina –Farmacia San Donà – Farmacia Povo – Farmacia Meano – Farmacia Madonna Bianca –Farmacia Piedicastello – Farmacia Cognola – ( ma anche- perché no , nelle altre 10 sul territorio provinciale) (punto 3 lettera a Statuto)

Inoltre – in materia – sarebbe il caso di riprendere l’idea che originariamente vide la stesura del testo di una mozione del Consigliere Baratter (poi tolta dal testo: Consiglio provinciale nella scorsa consiliatura) di impegnare la politica ad un progetto le cui ricadute economiche sarebbero rilevantissime per l’intera comunità il dare il via – ed il ruolo di guida del comune capoluogo sarebbe fondamentale – un serrato confronto con l’Istituto Mach per la produzione in loco ( sopperendo quindi alle carenze di cui parlava Marco Perduca) di cannabis terapeutica.

 

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Fabio Valcanover

Austria: deputati Lega Trentino-Alto Adige, Conte difenda Italia, pazienza finita.

“L’Austria sbatte per l’ennesima volta la porta in faccia all’Italia, ma da Conte bocca cucita. Assordante il silenzio del governo rispetto all’appello dell’Euregio e alla nostra interrogazione – ancora senza risposta – presentata per denunciare questo comportamento oltraggioso per il nostro Paese e dannoso per la nostra economia. Alla faccia di tante belle parole sulla Fase 2, su quanto sia importante il turismo per il nostro Paese e sul sostegno dell’Ue nelle innumerevoli conferenze stampa straordinarie del presidente del Consiglio, le frontiere del Brennero restano ancora chiuse.

Un’autentica vergogna. Per la Lega vanno aperte subito. Così come la mobilità deve tornare libera. Senza ‘se’ e senza ‘ma’. Conte sia coerente. Faccia davvero l’avvocato difensore del popolo italiano, come lui stesso si è definito due anni fa a abbia il coraggio di bussare ai portoni di Vienna e Bruxelles. La pazienza è finita”.

Lo dichiarano i deputati della Lega del Trentino-Alto Adige: Vanessa Cattoi, Diego Binelli, Martina Loss, Mauro Sutto, Filippo Maturi e Tiziana Piccolo.

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