Tutte le info sul sito www.vivoscuola.it. Riapertura delle scuole dell’infanzia, le informazioni per i genitori.

A partire dal prossimo 8 giugno è ammessa la ripresa dei servizi socio educativi pubblici e privati per la prima infanzia delle scuole dell’infanzia provinciali, equiparate e paritarie. I servizi saranno attivati entro i dieci giorni successivi. Lo ha deciso con propria ordinanza il Presidente della Provincia nella serata di ieri. Le famiglie con bambini iscritti ai servizi socio-educativi per l’a.e. 2019/2020 saranno interpellate dai Comuni titolari dei servizi per la raccolta dell’interesse a proseguire e concludere l’anno educativo con la ripresa della frequenza, entro i posti che si renderanno disponibili applicando i nuovi parametri spazio/bambino e educatore/bambino legati ai protocolli di salute e sicurezza adottati per la ripresa.

Analogamente, le famiglie con bambini iscritti alla scuola dell’infanzia per l’a.s. 2019/2020 saranno informate agli indirizzi e-mail o ai numeri telefonici comunicati in sede di iscrizione dei bambini e potranno manifestare l’interesse a riprendere la frequenza della scuola dell’infanzia fino alla conclusione dell’anno scolastico. La raccolta delle domande delle famiglie è aperta per la settimana corrente fino a venerdì 5 giugno. L’ammissione avverrà in base ai posti che si renderanno disponibili per ciascuna scuola applicando i nuovi parametri spazio/bambino e insegnante/bambino legati ai protocolli di salute e sicurezza adottati per la ripresa.

Sono di riferimento per le scuole dell’infanzia provinciali i Circoli di coordinamento della Provincia e per le scuole dell’infanzia equiparate gli Enti gestori. Maggiori informazioni sono riportate sul sito https://www.vivoscuola.it/

Mit. Nuove disposizioni per trasporto aereo e per collegamenti Sardegna. Nessuna limitazione per la Sicilia.

Nuove disposizioni per il trasporto aereo e marittimo per i collegamenti da e per la Sardegna e conferma delle precedenti misure per le navi da crociera con bandiera estera, nel decreto firmato oggi dalla ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli. Per quanto riguarda il trasporto aereo, l’operatività dei servizi è limitata agli aeroporti di Alghero, Ancona, Bari, Bergamo-Orio al Serio, Bologna, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze-Peretola, Genova, Lamezia Terme, Lampedusa, Milano Malpensa, Napoli Capodichino, Olbia, Palermo, Pantelleria, Pescara, Pisa, Roma Ciampino, Roma Fiumicino, Torino, e Venezia Tessera. Negli aeroporti commerciali non inclusi nell’elenco sono consentite le attività di aviazione generale.

L’ Enac, previo parere conforme della ministra De Micheli, potrà integrare l’elenco degli aeroporti oggi già operativi. Non è prevista alcuna limitazione per gli spostamenti da e per la Sicilia.

Per la Regione Sardegna, considerata la particolare situazione dell’organizzazione sanitaria dell’isola, fino al 12 giugno il trasporto marittimo e aereo (su Cagliari, Alghero e Olbia) di viaggiatori di linea da e verso la Sardegna è limitato ai servizi svolti in continuità territoriale in servizio pubblico. Il trasporto delle merci non è invece soggetto a limitazioni.
A partire dal 13 giugno è previsto il riavvio di tutti i voli domestici da e per la Sardegna e anche il trasporto marittimo passeggeri non avrà limitazioni.

Infine, alle navi di bandiera estera impiegate in servizi di crociera è consentito l’ingresso nei porti italiani esclusivamente ai fini della sosta inoperosa.

Le disposizioni del decreto sono efficaci fino al 14 giugno 2020.

Desta grande stupore, dopo il primo, anche il secondo comunicato pubblicato dalla S.S. Lazio sulla vicenda Lotito Zarate. La Lazio continua ad insistere nell’attribuire a Le Iene la dolosa diffusione anticipata del servizio di Filippo Roma e Marco Occhipinti sul presunto parziale pagamento in nero dell’asso argentino Zarate. Le Iene ribadiscono di non aver pubblicato o promosso la pubblicazione di alcun filmato sul web, come insinuato dalla società prima di poter incontrare il Presidente Claudio Lotito.

Del resto, per quale ragione il programma avrebbe interesse nel divulgare un servizio sul web prima della messa in onda dello stesso? È chiaro il tentativo della S.S. Lazio di strumentalizzare la vicenda, evitando un confronto sul merito della stessa. Anche di questo la trasmissione se ne duole. Chiunque abbia eventualmente diffuso, pubblicato, distribuito, il filmato senza l’autorizzazione di chi ne detiene i diritti ha commesso un atto fuorilegge.

Ribadiamo la domanda: la Lazio da chi l’ha ricevuto? Le Iene vogliono incontrare il Presidente Lotito per sentire la sua voce su una vicenda che appare ambigua e che la S.S. Lazio continua a non chiarire. Stasera su Italia1 manderemo finalmente in onda il servizio e per amore della verità e nel rispetto del contraddittorio, pubblichiamo la lettera che ci ha inviato Claudio Lotito dopo aver visionato il nostro filmato e sul cui contenuto dissentiamo.

Senza darci alcuna risposta nel merito delle questioni sollevate dal servizio il Presidente Lotito minaccia querele e mette in dubbio l’attendibilità e la credibilità di una delle fonti dell’inchiesta: Luis Ruzzi, l’intermediario che ha portato Zarate in Italia e che ci risulta con la Lazio abbia intrattenuto rapporti professionali.

Nella lettera ricevuta il Presidente Lotito afferma tre cose.

La prima, Luis Ruzzi non sarebbe una fonte attendibile. Tuttavia Ruzzi ha dimostrato di aver fatto da intermediario nell’operazione che portò Mauro Zarate alla Lazio. Proprio Ruzzi ci ha consegnato una foto che avrebbe scattato al Presidente Lotito e ai proprietari della squadra del Qatar a cui apparteneva il giocatore.

La seconda, Il presidente sostiene che le notizie riferite dal procuratore sarebbero infondate. Questo lo si vedrà. Intanto Ruzzi ci ha mostrato una serie di carte ufficiali che riscontrano molte delle cose che ci ha raccontato.

La terza, Lotito dice che sul caso Zarate ci sarebbero già delle decisioni sia della giustizia sportiva che di quella ordinaria. Nessuna di queste decisioni però si è pronunciata sull’inedita denuncia mossa da Zarate e dal suo procuratore Ruzzi, in questo nostro servizio.

Per concludere nella sua missiva il Presidente non risponde nel merito delle questioni sollevate dalla nostra inchiesta, ma prova a gettare discredito su uno dei suoi accusatori. Claudio Lotito sostiene che al contrario di quanto riferito nel nostro servizio Luis Ruzzi non sarebbe mai stato a capo di alcuna delegazione in rappresentanza della Nazionale Argentina ai mondiali di Italia 90, e che non avrebbe assolto alcun incarico diplomatico in Italia per conto dell’Argentina

. In attesa di ricevere delle risposte sul cuore della questione sollevata dal servizio, su questi due punti che riguardano la carriera di Luis Ruzzi, chiunque potrà verificare facilmente se è più attendibile lui o il presidente Claudio Lotito. Dalla documentazione che c’è stata fornita e che pubblichiamo Luis Ruzzi sui due punti messi in dubbio dal presidente Lotito a noi pare attendibile.

 

Festival Economia: domani alle 18 diretta streaming con Giavazzi e Reichlin. “L’economia ai tempi del coronavirus” è il tema del ciclo di conferenze online che, a cadenza settimanale, ogni mercoledì alle ore 18, da giugno a settembre prossimo con una sospensione ad agosto, l’edizione 2020 del Festival dell’economia propone al suo pubblico.

L’obiettivo è di offrire chiavi di lettura ed analisi complete sugli effetti, le misure economiche e finanziare varate da Governi e Ue , e la portata di una crisi economica generata da due mesi di lockdown e dal blocco dei mercati. Tutto questo in una diretta streaming che sarà trasmessa nella sezione live del sito ufficiale (https://2020.festivaleconomia.eu/programma/live) e sui canali social (in calce i link, ndr.).

Domani, mercoledì 3 giugno, Tito Boeri, direttore scientifico del Festival, dialogherà con Francesco Giavazzi, professore ordinario di Economia politica presso l’Università Bocconi e Lucrezia Reichiln, professore di Economia alla London Business School.

 

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Il sito del Festival

www.festivaleconomia.it

 

I canali social

Twitter: @economicsfest

Facebook: @festivaleconomiatrento

Instagram: @festivaleconomia

Youtube (con l’archivio delle edizioni precedenti del Festival dell’Economia): https://www.youtube.com/channel/UCV_rn55tQcM_PirueUYVKRQ?view_as=subscriber

 

L’APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi riapre l’Ufficio informazioni a Trento e si prepara all’estate: “Ambito ricco di specificità e siamo pronti. Dobbiamo essere ottimisti ma attrezzati per adattarci a ogni situazione”

TRENTO. “In questo periodo la nostra APT ha lavorato dietro le quinte assieme alla Provincia di Trento, Trentino Marketing, le associazioni di categoria, i Comuni e le altre Aziende per il turismo per delineare strategie da mettere in atto proprio in vista di quest’imminente riapertura”. Così Franco Aldo Bertagnolli, presidente dell’APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi.

C’è un cauto ottimismo per salvare la stagione estiva. “L’offerta del nostro ambito è vincente con le tante opportunità di vivere la città, la montagna e i laghi, tra natura, cultura e sport per una vacanza esperienziale e all’insegna della sicurezza. C’è grande voglia di ripartire per tutti gli operatori, siamo positivi e pronti a rispondere alle nuove priorità, rassicurando e informando i nostri ospiti”, questo il commento di Elda Verones, direttrice dell’Azienda per il turismo Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi che aggiunge: “L’ufficio informazioni ha aperto al pubblico oggi 2 giugno con l’avvio dell’attività museale”.

La responsabilità dei territori che compongono l’ambito di Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi è quello di saper gestire questa fase e seguire le regole e le indicazioni dei governi locali e nazionali.

“Siamo di fronte a una situazione senza precedenti, in cui è necessaria da parte di tutti una presa di responsabilità dell’eccezionalità del periodo che stiamo vivendo. Gli operatori economici legati al turismo – aggiunge il presidente Bertagnolli – sono veramente in difficoltà e occorre cercare di aiutarli in tutti i modi. Certamente gli aiuti principali dovranno arrivare a livello economico e ci auguriamo che agli aiuti già approvati ad oggi, le importanti decisioni prese in Europa con il Recovery Fund, si traducano in iniziative strutturali a livello nazionale che possano portare dei benefici specifici per il settore turistico che senza dubbio è tra quelli più colpiti da questa crisi”.

L’APT del capoluogo punta sulle specificità del proprio territorio. “Molti in queste settimane si sono impegnati per migliorare la propria immagine e l’attrattività del sito internet – evidenzia la direttrice Verones – senza dimenticare la partecipazione alla formazione proposta da Trentino Marketing. Questo momento così difficile e particolare deve diventare anche stimolo per uscire rafforzati e più consapevoli dell’importanza di trovare sinergie e valorizzare i rapporti di rete costruiti in questi ultimi anni, coesione e unità che ci hanno portato a crescere in modo costante e superare stabilmente il milione di presenze. Un risultato raggiunto attraverso un lavoro quotidiano per raccordare le diverse esigenze di un ambito ricco di specificità”.

Una partita importante è quella di infondere un senso di sicurezza e di ospitalità delle strutture ricettive. “Per la riapertura – commenta Bertagnolli – gli operatori con la predisposizione di protocolli sanitari per ogni singolo comparto economico possono valutare seriamente come riorganizzare la propria attività, ma permangono ancora molte incertezze sulle prospettive a breve e medio termine. Nelle ultime settimane si respira più ottimismo da parte di molti ma il vero banco di prova partirà da domani con l’apertura degli spostamenti tra le regioni. Vedremo poi come si evolverà la situazione delle frontiere e soprattutto che risposta ci sarà da parte dei turisti. Bisogna essere ottimisti e sperare che le cose vadano per il meglio ma allo stesso tempo un sano realismo è necessario in queste prime fasi di riapertura”.

La volontà è quella di ripartire nel migliore dei modi, eventualmente ricollocare iniziative importanti in calendario per il prossimo autunno. “Questo periodo impone scelte difficili ma anche lucide, la qualità non è un compromesso. Le nuove disposizioni – continua Verones – possono naturalmente condizionare i flussi turistici ma i nostri imprenditori sono pronti a questa ennesima sfida. Abbiamo analizzato il mercato, previsti alcuni scenari e le azioni di promozione. Tutti gli attori del comparto sono stati chiamati a tenere duro ma anche a impegnarsi a riorganizzare l’ospitalità: i nostri professionisti però sono una garanzia”.

Un comparto che si è compattato per trovare una strada comune al fine di uscire dalla crisi. “Tra tutte le Aziende per il Turismo e i Consorzi Turistici del Trentino – continua il presidente Bertagnolli – c’è stata un’unione di intenti senza precedenti e abbiamo veramente unito gli sforzi per cercare di affrontare l’emergenza tutti insieme. Ci auguriamo tutti che la campagna che è appena partita di Trentino Marketing attiri verso il Trentino più turisti possibili. Certamente gli spazi all’aperto e le tante possibilità e attrattive che anche il nostro ambito ha, potranno essere fattori vincenti nella scelta di vacanza dei prossimi mesi. Allo stesso tempo Trento è una località di passaggio e come tale risente direttamente dei flussi che ci saranno in entrata ed in uscita dal nostro paese in auto, pertanto l’auspicio è che la situazione vada verso una normalizzazione in tutta la nostra penisola perché solo così ci saranno i passaggi che sono determinanti per il turismo della nostra zona”.

L’APT cittadina è pronta per accogliere i turisti in questo periodo difficile. “Le parole chiave sono – conclude Verones – coesione, flessibilità e capacità di adattamento. La nostra area è forte dell’esperienza maturata in questi anni di intenso lavoro, un patrimonio che non andrà disperso a causa di questa emergenza. Le peculiarità del nostro territorio, la capacità di innovare, sperimentare e sacrificarsi, la strada percorsa per destagionalizzare la nostra offerta e il valore di saper cambiare i piani in corsa sono parte integrante dell’ambito”.

L’assessore Segnana: “Un risultato che stiamo ottenendo grazie all’impegno dei trentini”. Coronavirus: oggi zero contagi e un decesso.

Un passo alla volta, il tanto sperato doppio zero si avvicina. Dall’inizio dell’epidemia in Trentino, circa 3 mesi fa, per la prima volta oggi non si registrano nuovi contagi. “Un risultato importante – commenta l’assessore alla salute Stefania Segnana – per il quale dobbiamo ringraziare l’impegno di tutti i trentini che in questo difficile periodo hanno rispettato le regole, affrontando molti sacrifici e poi, ovviamente, gli operatori del settore sanitario, che hanno lottato contro il virus negli ospedali, al fianco dei pazienti. Naturalmente sappiamo che non è finita. Dobbiamo continuare a mantenere le distanze ed a proteggerci, ma certamente siamo sulla strada giusta”.

Dunque oggi zero contagi, ma purtroppo ancora un decesso, relativo ad una persona anziana che era ospite di una RSA.

Anche il numero di pazienti ricoverati in ospedale è in calo (16) e migliora la situazione in terapia intensiva dove i ricoveri scendono a 2 (a Rovereto). I tamponi analizzati nelle ultime 24 ore sono stati 568, 390 da APSS, 2 dal Cibio e 176 da FEM.

Proseguono infine i controlli sull’osservanza delle ordinanze: il commissariato del governo informa che ieri sono stati effettuati 1625 controlli (solo 4 le sanzioni). In regola anche gli esercizi commerciali: zero sanzioni a fronte di 406 controlli.

Commercio. Avanti con la chiusura festiva e domenicale dei supermercati. Sindacati: la giunta provinciale proroghi l’ordinanza dando così respiro a lavoratori e lavoratrici.

Una scelta definitiva sulla chiusura festiva e domenicale di negozi e supermercati. E’ quanto hanno chiesto Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs con una lettera al presidente della giunta provinciale. Dopodomani, 3 giugno, scade l’ordinanza con la quale si era stabilito di tenere chiuso tutte le domeniche e le giornate festive durante l’emergenza. “Crediamo sia il tempo di passare da un provvedimento temporaneo ad una scelta di più ampio respiro, coinvolgendo anche il Consiglio provinciale su un percorso normativo che fissi regole chiare e ponga fine alle aperture sempre – dicono i tre segretari provinciali Paola Bassetti, Lamberto Avanzo e Walter Largher -. E’ dai tempi del decreto Salva Italia del Governo Monti, nel 2011, che chiediamo che la Provincia di Trento legiferi su questo aspetto, dando un contributo concreto al miglioramento delle condizioni di lavoro degli addetti del settore”.

La liberalizzazione di orari e giorni di apertura, come hanno in più occasioni ribadito i sindacati, non ha mai prodotto un incremento dei consumi, né maggiore occupazione, ma solo un peggioramento delle condizioni di chi lavora che, in questo modo, fatica il doppio a conciliare la vita lavorativa con quella familiare. E anche i nuovi contratti, quando sono stati attivati, sono stati per lo più precari. “Non si è creata buona occupazione e chi già lavorava nel settore ora sta peggio – insistono i sindacalisti -. E anche sul fronte dei consumi è difficile pensare che in un momento di crisi come quello attuale siano le serrande aperte la domenica di negozi e supermercati a spingere le famiglie a spendere di più. Per sostenere i consumi serve ben altro”.

Per Filcams, Fisascat e Uiltucs invece non va sprecata l’occasione di fare un passo avanti a vantaggio dei lavoratori che anche durante l’emergenza non si sono mai tirati indietro, anche facendosi carico si preoccupazioni e paure per la loro salute.

Misurazione obbligatoria della temperatura nelle stazioni dell’Alta Velocità ferroviaria per tutti i passeggeri dei treni a lunga percorrenza.

E’ la principale novità introdotta nel Decreto firmato dalla Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli che aggiorna le Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del COVID-19 allegate al DPCM del 17 maggio.

Le modifiche adeguano le linee guida per il contenimento dell’emergenza epidemiologica alla maggiore possibilità di circolazione degli utenti dei trasporti in vista della riapertura degli spostamenti interregionali del 3 giugno.

Nell’ambito dei trasporti ferroviari sono state specificate nuove importanti prescrizioni per i viaggiatori nelle stazioni e a bordo dei convogli.

In tutte le stazioni dell’Alta Velocità vengono introdotti ingressi dedicati ai passeggeri dei treni di AV e degli Intercity per effettuare la misurazione della temperatura corporea prima di salire. Nel caso sia rilevata una temperatura corporea superiore a 37,5°C non sarà consentito l’accesso a bordo del treno.
E’ confermata, all’interno delle stazioni ferroviarie, la presenza di un contingente di volontari della Protezione Civile per la gestione organizzativa dei flussi di viaggiatori, fino al 15 giugno.

L’altra novità riguarda i servizi di ristorazione a bordo che erano stati sospesi: per i treni a media e lunga percorrenza vengono ripristinati con modalità semplificate per evitare il transito dei passeggeri per recarsi al vagone bar. In particolare il servizio è assicurato con la consegna “al posto” di alimenti e bevande in confezione sigillata e monodose, da parte di personale dotato di mascherina e guanti.

Infine viene inserita un nuova prescrizione che riguarda tutti i servizi di trasporto di linea effettuati con veicoli solitamente destinati a taxi o NCC con un massimo di 9 posti: in questo caso si applicano le linee guida relative al trasporto pubblico locale.​

Questa sera a Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35) Valerio Staffelli torna sulla vicenda che coinvolge Croce Rossa Italiana, accusata da alcuni ex dipendenti di non aver pagato loro le somme riconosciute dal Trattamento di Fine Servizio (TFS).

Dopo il primo servizio (vedi), alla redazione di Striscia sono arrivate nuove segnalazioni da parte di lavoratori a cui quei soldi spetterebbero di diritto: una situazione incredibile che coinvolgerebbe circa 3mila persone demansionate e finite in mobilità coatta dopo la trasformazione di Croce Rossa in ente privato. Staffelli aveva chiesto chiarimenti all’Inps, la cui risposta è stata inequivocabile: «L’Inps non può provvedere al pagamento del TFS ai dipendenti di Croce Rossa a causa del mancato versamento delle somme dovute dalla stessa Croce Rossa».

Immediata è arrivata anche la replica dell’avvocato Francesco Rocca, presidente dell’attuale CRI, che sostiene che la vicenda riguarda la vecchia gestione (di cui lui, però, faceva parte) e invita l’Inps a rivedere la propria posizione. Insomma, sembra di assistere al più classico degli scaricabarile. Il punto è: dove sono finiti quei soldi? Striscia continua a indagare…

LE PAROLE DELLA SINDACA IN CONFERENZA STAMPA –
“Le Iene ci hanno segnalato due giorni fa questa discarica abusiva e noi siamo andati a fare dei sopralluoghi. Ieri hanno beccato questi svuota cantine abusivi che stavano buttando i rifiuti.”

Filippo Roma e Marco Occhipinti – nel servizio in onda stasera, in prima serata, su Italia1 – testimoniano il degrado che sta colpendo una parte della Capitale, nei pressi del campo nomadi insediatosi ai confini della riserva naturale della Valle dell’Aniene, non lontano dal quartiere Parioli e dall’esclusivo “Circolo Canottieri Aniene”.

Lì si è creata una vera e propria discarica a cielo aperto di rifiuti abusivi, in una zona che, dovrebbe essere maggiormente protetta essendo una riserva naturale, e che, al contrario, risulta piena di calcinacci, mobili smembrati, materiale elettrico e resti di roghi tossici appiccati nel cuore della notte, che hanno lasciato il segno sul terreno e anche sulle arcate del ponte dove passa la ferrovia.

Ma com’è possibile trovarsi di fronte a una situazione di degrado e illegalità diffusa, neanche fossimo in un paese ancora in via di sviluppo, nel cuore della Capitale?

La Iena raccoglie la testimonianza di una cittadina disperata e anche un po’ impaurita, che dichiara:
Cittadina romana: Ci sono gli estremi per parlare di disastro ambientale e di attentato alla salute pubblica.

Iena: Che succede?
Cittadina romana: Io lo definirei inferno. Ho sopportato per anni degli odori insostenibili che prendono proprio allo stomaco, mi sono messa a girare con la macchina cercando di capire da dove provenisse quell’odore e ho intravisto in lontananza questa discarica immensa: è una discarica totalmente abusiva, vicino un campo rom che viene definito tollerato. Al di là della salute pubblica, del disastro ambientale, io lì ho visto bambini, donne e uomini vivere in condizioni disumane. Parlo di inquinamento dell’aria e delle acque. Questa cosa è risaputa da anni e nessuno interviene. C’è una distesa infinita di elettrodomestici, bagni, frigoriferi, eternit, di tutto. I roghi partono da lì sotto il ponte della ferrovia che è annerito dai roghi tossici, ci sono le tracce, cioè è molto evidente, spesso vedo comunque portar via con i carrelli e rovistare nei cassonetti. Quando vedo queste scene continue tutti i giorni dico “quello stasera me lo respiro”.

Questa testimonianza si aggiunge a quella di molti altri che abitano in quella stessa zona:
Altro cittadino della capitale: Non si sa che veleni escono fuori da quell’area, fanno tutte le sere fuochi, tutte le notti c’è la nebbia, d’estate, d’inverno, a primavera. Questo è solo fumo causato da questi fuochi che nascono da quest’area.

Ascoltate queste testimonianze, la Iena decide di entrare nel campo rom per capire chi appicchi i roghi e chi abbia dato vita alla discarica, ma i residenti non sembra abbiano voglia di parlare, finché l’inviato incontra una donna rom del campo che con coraggio fa delle rivelazioni molto gravi su come funzionerebbero le cose dentro a quella comunità. Lei sostiene che la famiglia che controlla il campo ci guadagnerebbe dallo smaltimento illegale dei rifiuti e anche che ci sia chi controlla il campo pretendendo il pagamento di una sorta di pizzo per poter vivere in una baracca e utilizzare la luce. Queste le sue parole:

Iena: Avete il centro Ama qua vicino ma perché tutti questi rifiuti li tenete qua? Sono tanti, sono nocivi.
Donna rom:…Il ferro l’ho portato a quelli che hanno fatto la discarica qua, l’hanno buttato qui il ferro non lo so per che cosa, perché non lo prende.

Iena: Ma loro chi?
Donna rom: Eh quella famiglia ***.

Iena: Quale famiglia?
Donna rom: ***.

Iena: Dove stanno questi?
Donna rom: Quelli che sono i capi che controllano il campo, che prende i soldi per le baracche, che minaccia la gente se non paga luce, gli deve pagare affitto, per queste cose.

Iena: Ma anche lei è minacciata da questi capi?
Donna rom: Io sì, mio fratello qua e a lui hanno detto che non deve venire qua perché è il campo loro. Ha menato mio fratello, l’hanno mandato via di qua e poi il secondo giorno sono venuti a mandarmi via pure a me. Sono entrate le donne, hanno detto che devo andare via di qua perché mio marito ha avuto con loro qualche debito “mi sa”, è andato via per colpa loro.

Iena: Ma chi sono queste persone che gestiscono il campo?
Donna rom: Tutta questa famiglia.

Iena: Questa famiglia gestisce anche la discarica abusiva?
Donna rom: Gestisce tutto.

Iena: E loro prendono soldi per i rifiuti?
Donna rom: Dice che guadagna pure mille in un giorno.

Iena: Quanto?
Donna rom: Mille euro, prendono 200 per una macchina di calcinacci.

Iena: Che cos’è la macchina di calcinacci?
Donna rom: Uno viene con la macchina piena di calcinaccio e lui gli chiede 200 e poi se vengono 5 macchine guadagna.

Iena: E tu e tuo fratello pagate il pizzo per stare qua?
Donna rom: Per questo sono stata minacciata: io non voglio prendere luce da loro perché ho il mio generatore.

Iena: E invece loro vogliono che tu prendi la luce da loro?
Donna rom: Sì vuole che prenda luce da loro e poi se non la prendo succede un casino, guarda. Loro stanno a minacciare tanta gente, loro sono quelli ti danno 200 e dopo un po’ te ne chiedono 400.

Iena: Fanno usura.
Donna rom: Viene a menarti, devi pagare l’affitto e per forza devi prendere la luce. Io non lo voglio pagare, per questo sono venuti qua a minacciarmi.

Iena: Ma quanti soldi chiedono a fine mese per la luce?
Donna rom: Ma per una baracca a fine mese devi dare 100 euro.

Iena: Cento euro al mese.
Donna rom: 100, siamo tanti, sono 4mila, 5 mila, da tutti quanti. Guadagnano per questo motivo.
Loro hanno 3 numeri di telefono.

Iena: E che fanno con queste schede telefoniche?
Donna rom: Se c’è qualcosa da buttare li devi chiamare, e poi si mettono d’accordo, “500 per questo calcinaccio, se mi lasci 200 te lo scarico”.

Iena: Quindi guadagnano chiedendo i soldi a quelli che vogliono smaltire i rifiuti?
Donna rom: Tutto quello che entra qua deve essere controllato da loro, solo loro possono avere macchine qua, perché la gente deve dipendere da loro.

Iena: Ma tu adesso sei preoccupata? Come fai a dargli i soldi se non ce li hai?
Donna rom: Non posso darglieli.

Iena: Hai paura?
Donna rom: No, io ho paura solo di Dio. Noi siamo in Italia, gli italiani devono comandare qua, non noi, noi siano rumeni.

Iena: Ascolta, ma tu in passato a questa famiglia gli hai dato dei soldi per la luce o l’affitto?
Donna rom: Gli ho dato (soldi, ndr.) quando c’era mio marito qua, perché mio marito lavorava e faceva un po’ di soldi, sono minacciata sempre da questi perché mio marito ha preso (in prestito, ndr.) 2mila euro ma siamo arrivati a 9 mila.

Iena: A 9 mila?
Donna rom: A 9 mila 300. Hanno paura tutti di parlare.

Se quanto dice la donna fosse vero, si tratterebbe di una storia di usura e violenza non isolata lì nel campo. Ma, mentre la donna confida all’inviato il clima di terrore che si vive lì, arrivano alcune persone decisamente meno inclini a raccontare come stanno le cose. Il clima si fa teso: l’inviato viene dapprima insultato e preso a parolacce, poi, accerchiato, è costretto a correre via dall’inseguimento di un occupante armato di vanga e dai sassi lanciati da più persone, nella sua direzione. Da una parte i residenti del campo inferociti dalle domande dell’inviato, dall’altra Filippo Roma che si allontana dalla comunità correndo e schivando l’aggressione.

Tornando a quanto sostenuto dalla donna rom, sembra di essere in una situazione al di fuori di ogni legalità che andrebbe avanti da anni, nonostante i cittadini abbiano provato più volte a denunciarla a varie istituzioni di ogni ordine e grado. Non solo. Preoccupato dell’incolumità della donna per la sua testimonianza, l’inviato raggiunge il sindaco di Roma, Virginia Raggi, per chiederle se si fosse accorta dell’esistenza della discarica e per parlarle delle dichiarazioni della rom.

Sembrerebbe che da settembre del 2019 il Comune di Roma abbia smesso di pagare i quattro mezzi dell’Ama che erano a disposizione del gruppo della polizia locale dei Pics (il pronto intervento per la rimozione dei rifiuti speciali o degli insediamenti abusivi ndr.) e che dovrebbero servire per portare a termine qualsiasi opera di bonifica. Per questo motivo a settembre il consiglio comunale ha approvato una mozione di Fratelli d’Italia che impegnava il sindaco e la giunta a ripristinare il servizio.

Iena: Sindaca buongiorno, siamo qua perché l’abbiamo vista in prima linea nella guerra contro gli zozzoni. Lei sapeva che nel cuore di Roma, alle pendici dei Parioli, dentro il parco naturale dell’Aniene c’è una discarica totalmente abusiva gestita da una famiglia di rom a capo di un campo nomadi?
Raggi: Andremo a verificare, grazie per la segnalazione.

Iena: Ma lei non sapeva niente? Cioè mi fa la guerra contro gli zozzoni e non sapeva di questa discarica?
Raggi: So di tante discariche che andiamo costantemente a bonificare, quindi se mi fa vedere le foto può anche essere una di quelle sulle quali stiamo lavorando.

Iena: Parliamo proprio di una riserva naturale, guardi un po’ che immagini.
Raggi: Ok.

Iena: Guardi che cosa c’è qui, siamo nella riserva naturale dell’Aniene, dentro Roma.
Raggi: Ok.

Iena: Come le sembrano queste immagini?
Raggi: Sicuramente se non siamo già intervenuti interverremo a breve.

Iena: Mi sa che non siete intervenuti perché la situazione a ieri era così.
Raggi: Perfetto e allora grazie. Se ci mandi le immagini interveniamo a breve.

Iena: Però la cosa più importante che volevo dirle…
Raggi: Grazie.

Iena: C’è un’illegalità pazzesca dentro questo campo. Aspetti, è una cosa importante sindaca, non se ne vada, c’è da tutelare una signora che ci ha fatto delle denunce.
[Filippo Roma prova a raccontare anche quanto detto dalla donna rom, del giro di illegalità diffuso nel campo e sulle preoccupazioni per la sua incolumità ma la sindaca si allontana]

Iena: Lei in una recente mozione si era impegnata…
Raggi: Grazie per la segnalazione. Abbiamo iniziato a esaminare le foto e oggi vanno a fare direttamente un sopralluogo. Vi daremo informazioni.

Iena: Ottimo. Questa è un’ottima cosa, grazie.
Raggi: No! Grazie a voi di averci mandato le foto.

Iena: Lei in una mozione recente si era impegnata a trovare delle risorse per ripristinare il famoso servizio del Pics contro il degrado urbano, perché ancora non l’ha fatto?
Raggi: Guardi che il Pics funziona sempre, non so che informazioni abbia avuto lei.

Iena: Sono stati tolti 4 mezzi e lei si era impegnata a trovare i soldi per ridarglieli.
Raggi: Non è assolutamente così il Pics funziona al 100%.

Iena: Guardi, c’è una mozione sindaco, c’è una mozione, guardi.
Raggi: Sì, ma il pics funziona al 100%.

Iena: Eh ma non funziona al 100% perché sennò non ci sarebbe stata la mozione.
Raggi: Le posso assicurare di sì, grazie.

Iena: Perché non si è impegnata? Perché senza mezzi non si contrasta il degrado urbano, perché poi la campagna contro gli zozzoni rimane così, uno spot non seguito dai fatti?

A seguito di questa segnalazione il Comune di Roma si è accorto di questa drammatica situazione: Virginia Raggi, durante la conferenza stampa del 29 maggio, dichiara:

Raggi: Ringrazio le Iene, oggi stranamente non le vedo, ma ci hanno segnalato due giorni fa questa discarica abusiva e noi siamo andati a fare dei sopralluoghi. Ieri recandosi nuovamente sul luogo hanno beccato questi svuota cantine abusivi che stavano buttando sostanzialmente i rifiuti andando ad alimentare questa discarica. Stiamo quantificando i rifiuti abbandonati perché è un’area che va bonificata, quindi al conteggio dei rifiuti, seguirà la quantificazione economica dell’intervento.

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