Cari amici, come vi avevo anticipato sulla chat media, domani 2 giugno 2020 in occasione della festa della Repubblica, ho indetto una conferenza stampa per ricordare L’Unità e l’indivisibilità della nostra Repubblica italiana, a seguito della escalation dei secessionisti.

La conferenza stampa non è in alcun modo in contrasto con quella del centro destra che si ritroverà domani a Trento in piazza Cesare Battisti, anzi sarà mia volontà ricordarne e supportarne le motivazioni.

Non essendo però stata coinvolta dal coordinatore regionale di FI a Trento come unico parlamentare regionale e membro del comitato di presidenza – e come me la maggioranza degli eletti sul territorio regionale, nonostante la gentilezza degli alleati, ho ritenuto fosse più significativo -visto il particolare momento storico, dar vita ad una breve manifestazione pro Repubblica italiana anche a Bolzano. La scelta di piazza del Tribunale è voluta e i motivi li spiegherò domani nel dettaglio.

 

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Onorevole Michaela Biancofiore

 

 

Covid – 19: quinto giorno consecutivo senza decessi. Quinto giorno consecutivo senza alcun decesso, tre persone contagiate, delle quali due sono casi comparsi negli ultimi 5 giorni, uno di questi è un minorenne, tre persone ricoverate in terapia intensiva, 685 i tamponi effettuati (326 Apss, 359 FEM): sono questi i dati che il presidente Maurizio Fugatti ha fornito durante l’appuntamento pomeridiano in diretta sul profilo Facebook della Provincia autonoma di Trento. Oggi sono state anche firmate due ordinanze, una relativa ai servizi per l’infanzia ed una che interessa alcune libertà individuali.

Oggi, ha ricordato il presidente, ha riaperto il punto nascite di Cles che, assieme a quello di Cavalese, era stato chiuso durante il picco dell’emergenza. “Ringrazio i territori – ha sottolineato Fugatti – per il grado di condivisione mostrato in quel frangente”.

A decorrere dall’8 giugno prossimo, recita la prima delle due ordinanze firmate oggi, è ammessa la ripresa dei servizi socio educativi pubblici e privati per la prima infanzia e delle scuole dell’infanzia provinciali, equiparate e paritarie. Questi servizi sono di norma attivati entro 10 giorni dal termine iniziale previsto. Devono essere osservate le linee di indirizzo per la tutela della salute e della sicurezza che saranno adottate dalla Giunta con una deliberazione.

“Crediamo – ha aggiunto il presidente – che su questo punto ci sia necessità e interesse a fruire nuovamente dei servizi tanto da parte dei genitori che degli stessi bambini”.

Più articolata la seconda ordinanza che riguarda vari aspetti. Tra le altre cose stabilisce che, dal 3 giugno sia confermata la cessazione dell’efficacia di tutte le limitazioni della circolazione all’interno del territorio provinciale e regionale, rispettando la distanza di sicurezza di almeno un metro tra non conviventi, osservando inoltre il divieto di assembramento in luoghi pubblici o aperti al pubblico, usando la mascherina e curando la costante igiene delle mani.

A proposito della mascherina, “tema particolarmente sentito dai trentini, ai quali si chiede ancora un po’ di pazienza”, come ha confermato il presidente Fugatti, l’ordinanza stabilisce che fino al 14 giugno compreso è confermato l’obbligo di indossarla una volta fuori dalla propria abitazione o domicilio. Nei viaggi su mezzo privato da soli o in presenza di componenti dello stesso nucleo familiare convivente o in un luogo isolato o area pubblica o privata in cui vi è la presenza di sole persone conviventi non sussiste l’obbligo di uso della mascherina.

Durante lo svolgimento di attività sportiva, in luoghi o aree urbane frequentate da altre persone, è sempre obbligatorio l’uso della mascherina.

In altri luoghi o aree, chi svolge attività sportiva ha l’obbligo dell’uso della mascherina nell’ipotesi in cui si trovi in prossimità di altre persone.

E’ obbligatorio indossare la mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Non sono soggetti all’obbligo di indossare la mascherina i bambini al di sotto dei sei anni e i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina o i soggetti che con questi interagiscono.

Nei locali di ristorazione gli avventori devono indossare la mascherina tutte le volte che non sono seduti al tavolo. L’obbligo riguarda anche gli avventori che prelevano cibo o bevande da asporto. L’ordinanza conferma anche la chiusura, fino al 14 giugno, la domenica e nei festivi dei centri commerciali al dettaglio e alle attività di vendita di generi alimentari.

“C’è voglia di ripartire – ha aggiunto il presidente – e per questo invito chi può a superare la diffidenza e tornare a frequentare i ristoranti. Anche questi sono economia e posti di lavoro”. Il dottor Antonio Ferro, dell’Apss, ha messo in guardia dalla ancora attuale efficacia del virus nei confronti del quale sono sempre importanti sia le misure di contenimento che le verifiche sulla positività della popolazione, che la vaccinazione contro l’influenza, soprattutto in vista del prossimo autunno.

In chiusura Fugatti ha informato di un confronto, che ha definito interlocutorio ma con qualche apertura, avuto col Governo sul tema dell’istituzione di un tavolo separato con le regioni e le province autonome, sul mancato gettito fiscale a causa del Coronavirus e sulla necessità di ragionare ancora sulle risorse messe a disposizione per i territori.

Progettoeventi, agenzia roveretana di organizzazione spettacoli dal vivo in tutto il territorio nazionale, ha lavorato durante questo periodo di lockdown per costruire il cartellone degli eventi per le prossima stagione autunnale.

Per il Trentino stiamo progettando anche la stagione estiva presso l’Arena Fly Music di Besenello che sarà essenzialmente incentrata sulla proposta musicale. È stato già definito un format di cover band tra le più conosciute e prestigiose in Italia, ma sono all’esame anche altri concerti, proposte di cabaret ed eventi di altro genere.

Il periodo di programmazione andrà da metà luglio a metà settembre. L’Arena Fly Music si compone di una tensostruttura aperta sui quattro lati e di un palco per grandi concerti.

L’area di platea riservata al pubblico è molto grande (1.500 metri quadrati). In base alle attuali disposizioni di sicurezza, i cui piani di attuazione sono già stati predisposti, si calcola che saranno disponibili circa 500 posti a sedere adeguatamente distanziati nel rispetto del protocollo vigente. Molto verosimilmente però, quanto previsto dal protocollo verrà alleggerito sia in base alle recenti indicazioni delle associazioni di categoria che alle necessità di adeguamento all’andamento dell’epidemia al tempo del prossimo mese di luglio. Si auspica, quindi, di poter avere a disposizione un numero di posti a sedere nettamente superiore ai 500.

In ogni caso si tratta di una situazione strutturale complessiva che consente di rappresentare spettacoli di ottimo livello professionale potendo contare anche su services di elevata qualità di cui disponiamo. Saranno organizzate anche navette dallo stadio Quercia e dai parcheggi di Trento sud.

Questa proposta ha il vantaggio anche di inserirsi in un quadro di integrazione dell’offerta turistica e culturale della Vallagarina.

Sotto quest’ultimo aspetto in particolare, Progettoeventi è disponibile a supportare anche gli organizzatori locali di spettacoli ed altri eventi culturali che hanno lavorato per preparare gli spettacoli da rappresentare questa primavera o questa estate ma che sono stati annullati a causa del lockdown o non hanno ancora trovato una location nella quale rappresentare lo spettacolo.

Il supporto sarà a livello sia organizzativo (per esempio biglietterie online o tradizionali) sia promozionale potendo usufruire dei canali che Progettoeventi utilizza per i propri eventi.
Per questo motivo la nostra agenzia invita gli organizzatori di eventi della zona lagarina a prendere contatto con la sede operativa di Rovereto.

 

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Progettoeventi Direzione di Rovereto

Martedì 2 giugno nuovo appuntamento con “Le Iene Show”, in prima serata, su Italia1. Al timone i tre conduttori Giulio Golia, Matteo Viviani e Filippo Roma.

Nella puntata di domani in onda il servizio sul caso Lotito – Zarate con la risposta che il presidente Lotito ha voluto dare alla trasmissione. L’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti contiene le dichiarazioni di Luis Ruzzi, agente nel 2008 di Zarate, sulle modalità di pagamento del calciatore argentino.

Il nuovo servizio di Gaetano Pecoraro sul dramma di Foggia, assediata dalla violenza della cosiddetta “società foggiana”. L’inviato torna in città dove il bilancio di questi due mesi di lockdown sembra essere ancora più pesante: la Iena incontra alcuni imprenditori che si sono rifiutati di pagare il pizzo alle cosche.

Roberta Rei racconta la storia di Gaia, 27enne affetta da una grave malattia genetica, morta lo scorso 21 marzo all’Istituto Maugeri di Veruno (nel Novarese), dov’era ricoverata da settembre in attesa di un trapianto di polmoni. La ragazza, contagiata dal coronavirus mentre era impegnata nella fisioterapia in attesa dell’intervento, non ce l’ha fatta. La clinica aveva, come molte altre, appena aperto un reparto Covid ma sembrerebbe che la struttura non fosse ancora in grado di proteggere dall’emergenza Coronavirus i pazienti già ricoverati. Stando a quanto denunciato dai familiari, le condizioni della giovane erano buone prima che se ne accertasse la positività al virus. Nel servizio la Iena incontra una dottoressa che lavorava per il Gruppo Maugeri IRCCS (Istituti Clinici Scientifici Maugeri) che gestisce anche la clinica di Veruno dove è morta Gaia.

Alessandro di Sarno documenta l’incontro tra il premier Giuseppe Conte e l’attrice Sandra Milo che nei giorni scorsi aveva iniziato uno sciopero della fame per manifestare a difesa dei diritti dei lavoratori autonomi e dello spettacolo.

Si è svolto oggi in Regione Lombardia un Tavolo per affrontare le problematiche del settore dei bus turistici, duramente provato dalla crisi innescata dall’emergenza covid. Presenti le rappresentanze delle imprese e gli assessori Claudia Maria Terzi (Infrastrutture, Trasporti e Mobilita’ sostenibile), Melania Rizzoli (Istruzione, Formazione e Lavoro) e Alessandro Mattinzoli (Sviluppo economico). “Il Tavolo di confronto – si legge nella Nota di Regione Lombardia – e’ stato un momento utile per far emergere le criticita’ di un settore dimenticato dalle istituzioni governative.

E’ stato chiesto alle associazioni di categoria un documento unitario che Regione si impegna a portare in tutte le sedi utili e a sottoporre al Governo. I rappresentanti del settore lamentano alcune problematiche derivanti da normative statali che non agevolano una ripartenza dal punto di vista economico. Abbiamo sottoposto loro la possibilita’ di aderire a misure di sostegno alle imprese messe in campo da Regione Lombardia tra cui ‘Credito evolution’, oppure il bando ‘Io riapro sicuro’ per i contributi legati alle spese per la sicurezza sanitaria. Il turismo e’ strategico per il nostro Paese e per la Lombardia in particolare: Il Governo aiuti le imprese davvero o la situazione diventera’ sempre piu’ difficile da gestire”. Le aziende in Lombardia registrate dal monitoraggio regionale sono 452.

 

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Elenco completo delle manifestazioni autorizzate del 3 giugno:

Torino: Piazza Castello, dalle ore 10

Milano: Piazza Duca D’Aosta, dalle ore 10.00 (Regione Lombardia)

Genova: Piazza De Ferrari, dalle ore 10.30

Bologna: Via Aldo Moro, dalle ore 10

Ancona: Via G. da Fabriano, dalle ore 10

Firenze: Piazzale Michelangelo, dalle ore 9.30

Roma: Piazza Oderico da Pordenone, dalle ore 9

Napoli: Piazza Plebiscito, dalle ore 10

Pescara: Piazza Unione, dalle ore 10

Bari: Stadio San Nicola, ore 9

Potenza: Viale Verrastro, dalle ore 10.30

Lamezia Terme (CZ): Aeroporto area cargo dalle ore 10

Campobasso: Contrada Selvapiana, dalle ore 10.30

Catania: Piazza Università , dalle ore 10

Cagliari: Via Roma, ore 9.30
Verona: Piazza Bra, ore 10.00

 

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Le scriventi Associazioni di categoria, Bus vetture e natanti con conducente, con la presente comunicano alle autorità in indirizzo che il 03 giugno p.v. in tutte le città capoluogo di regione si terrà Manifestazione Nazionale per le seguenti motivazioni.

L’emergenza sanitaria pandemica denominata COVID-19 ha, per limitare il rischio di contagio, dovuto far adottare alle autorità nazionali, misure drastiche sulla limitazione della circolazione delle persone. Tale circostanza ha prodotto immediatamente la totale cancellazione delle prenotazioni delle gite scolastiche, congressi, viaggi culturali, escursioni crocieristiche e spostamenti in genere, tuttavia le attività in oggetto non rientravano tra quelle sospese dai vari DPCM e DL che si sono susseguiti dall’inizio di marzo ad oggi, ma venivano lasciate aperte perché il codice ATECO 49.00 le faceva rientrare in quelle che sono considerate essenziali. In questo frangente le aziende si sono ritrovate sulla carta attive ma, di fatto, sono state fermate dalla totale mancanza di utenza.

La crisi degli autobus turistici e degli ncc è profonda, il coronavirus ha colpito un settore che mette a rischio circa 6000 imprese bus 30.000 aziende di ncc a pieno regime, circa 60.000 autisti, 5000 addetti per l’indotto.

In questo contesto, Vi riproponiamo le ns ragionevoli richieste, alla luce dell’ultimo Decreto Rilancio che, ancora una volta, non interviene sul comparto trasporti turistici e sul turismo in genere:

-Blocco totale dei leasing o altre forme di finanziamento per l’acquisto di beni mobili o immobili strumentali fino al 31 marzo 2021 con derubricazione degli interessi ad essi relativi.
-Adeguamento del periodo di riferimento per il fondo perduto da estendersi al fatturato relativo al secondo trimestre 2019/2020 e non solo al mese di aprile visto che il comparto inizia a fatturare a maggio i servizi di marzo e aprile;

-Allineare le misure di distanziamento agli altri paesi europei, oltre che per l’antieconomicità della procedura, per evitare il lievitare dei costi a dismisura che penalizzerebbero ulteriormente la ripresa del turismo e delle attività.
-Recupero delle accise sui carburanti per il settore trasporto persone mediante autobus e vetture a noleggio con conducente – attualmente il recupero è autorizzato solo per il T.P.L. poiché l’Italia, nonostante l’UE non faccia altra distinzione tra carburanti ad uso commerciale ed uso privato, ha provveduto a fare ulteriori distinzioni escludendo il trasporto turistico dalle categorie beneficiarie del beneficio.

-Prevedere un intervento a favore della forza lavoro (autisti, accompagnatori ecc.) che attualmente, loro malgrado, risultano inoccupati e non rientranti nel campo di applicazione del DPR 7 ottobre 1963 n.1525 in attuazione dell’art. 1, c. 6 della l. 230 del 1962. Fuori dalla stagionalità e fuori dagli interventi ad essa dedicati;

-Conferma del co. 4 bis dell’art.92 DL 18/2020 convertito in Legge 24 aprile 2020 n.24, anziché sospendere procedure di adempimento contrattuale per i gestori di T.P.L. regionali e di trasporto scolastico.

-Derubricazione di imposte e tasse anno 2020 per redditi prodotti nel biennio 2019/2020 per favorire il rilancio.

-Alleggerimento del costo del lavoro con abbattimento del100% del 75% del 50% e del 25% dei contributi rispettivamente per gli anni 2020, 2021, 2022, 2023, per contratti già in essere e per nuove assunzioni affinchè si possa attuare una politica di rilancio basata anche su prezzi più vantaggiosi al consumatore finale Stanziamento di un fondo di 500 milioni di euro da destinarsi ad interventi mirati a supportare il T.P.L. mediante bus e vetture ncc (Trasporti pubblici non di linea) in linea con quanto già deciso per il Trasporto pubblico di Linea.

-Istituzione di un tavolo tecnico per la rivisitazione della L.21/92 alla luce della intervenuta sentenza della Corte Costituzionale n.56 del 26/03/2020
-Istituzione di un tavolo di concertazione preventiva al MIT e al Ministero del Turismo con le categorie de quo.

L’esasperazione dovuta alla mancanza di attenzione da parte del Governo ci induce, nostro malgrado, ad invocare il diritto di manifestare affinché si possa avere la giusta attenzione, evitare default e licenziamenti in massa.

Alle Regioni chiediamo di allinearsi a Campania, Sicilia, Piemonte, Lazio e FVG che hanno emanato provvedimenti a sostegno per la ns. categoria. Chiediamo ai Governatori Regionali e ai Prefetti di far risaltare al Governo Centrale tutto il ns. disappunto per questa assurda situazione di emergenza trascurata.

 

FEDERNOLEGGIO – FAI TRASPORTO PERSONE – UNITI PER L’ITALIA – ACNCC – ANC – ANSTRA – FEDERNCC- FINCC – FION – BUS CONDIVISO – COMITATO SIND.NCC FIUMICINO – EMET – LLP – ASS. BUS TURISTICI – AZIENDE VENETE RIUNITE – ASSOBUS CAMPANIA CONSORZIO CRUISE SERVICE IN BUS-

 

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Al Presidente del Consiglio – Avv. Giuseppe Conte Al Ministro dei Trasporti – On. Paola De Micheli Al Vice Ministro dei Trasporti – Sen. Salvatore Margiotta Al Ministro del Turismo – On. Dario Franceschini Ai Presidenti delle Regioni in indirizzo Ai Prefetti dei capoluoghi di Regione in indirizzo Ai Questori deI capoluoghi di Regione in indirizzo

Le scriventi Associazioni di categoria, Bus, Vetture, Natanti, del comparto Noleggio con Conducente, con la presente annunciano una serie di manifestazioni nazionali per il 03 giugno p.v. in tante città capoluoghi di regione.

L’esasperazione dovuta alla mancanza di attenzione da parte del Governo ci induce, nostro malgrado, ad invocare il diritto di manifestare affinché si possa avere la giusta attenzione, evitare default e licenziamenti in massa.

Leasing, mutui, tasse, contributi spostati di qualche mese, e senza previsioni di poter ripartire e onorare le nuove scadenze fissate. Dipendenti in CIG, a tutt’oggi non arrivata, non vi è traccia di alcun progetto di sistema in grado di rilanciare l’economia ma solo elargizione di contributi vari dai quali veniamo sistematicamente esclusi.
Nel frattempo sono stati stanziati contributi pubblici per compagnie aree, acquisto monopattini e biciclette, finanziamento delle linee pubbliche, dimenticando completamente il trasporto pubblico non di linea e nello specifico i Bus turistici; addirittura, nell’ambito scuolabus, annullando quanto concesso solo pochi giorni prima.

 

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PER BUS, VETTURE, NATANTI, DEL COMPARTO NOLEGGIO CON CONDUCENTE, NESSUN PROVVEDIMENTO. PRATICAMENTE DIMENTICATI, IGNORATI, INVISIBILI!!!
Il 3 Giugno in tante città italiane s’alzerà la ns. voce, il ns. grido di dolore dovrà essere ascoltato

Alcune Regioni non possono restare indifferenti, chiediamo loro di allinearsi a Campania, Sicilia, Piemonte, che hanno emanato provvedimenti a sostegno della categoria. Chiediamo ai Governatori Regionali e ai Prefetti di far pressione sul Governo Centrale per rimarcare il nostro disappunto per questa assurda e trascurata emergenza.
€ 120.000.000 per monopattini, NULLA per migliaia di padri di famiglia dal futuro più che incerto, segnato! € 120.000.000 per monopattini, NULLA per le aziende di Bus, Vetture, Natanti, che rischiano il fallimento!

NON POSSIAMO PIU’ ASPETTARE !!! NON POSSIAMO PIU’ TOLLERARE!!! LE ASSOCIAZIONI N.C.C. E GLI OPERATORI DI SETTORE SCENDONO IN PIAZZA PER RIVENDICARE DIRITTO D’ESISTERE E DOVEROSI SOSTEGNI PUBBLICI

 

 

È scaricabile da oggi in tutta Italia l’app Immuni, disponibile gratuitamente negli store di Apple e Google. Si tratta di un innovativo supporto tecnologico che si affianca alle iniziative già messe in campo dal Governo per limitare la diffusione del virus Covid-19. E’ stato sviluppato nel rispetto della normativa italiana e di quella europea sulla tutela della privacy.

Dotarsi da adesso dell’app permetterà di risalire ai contatti che possono aver esposto una persona al rischio di contagio. I servizi sanitari regionali potranno gradualmente attivare gli avvisi dell’app. A cominciare saranno da lunedì 8 giugno le Regioni Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia.

Tutte le informazioni utili sul funzionamento del sistema sono disponibili sul sito immuni.italia.i​ t.​ Si sottolinea che l’applicazione non è direttamente scaricabile via email o SMS.
Immuni serve agli utenti di telefoni cellulari per ricevere notifica di eventuali esposizioni al Coronavirus. Nell’intero sistema dell’app non sono presenti né saranno registrati nominativi e altri elementi che possano ricondurre all’identità della persona positiva o di chi abbia avuto contatti con lei, bensì codici alfanumerici. L’impiego dell’applicazione, volontario, ha lo scopo di aumentare la sicurezza nella fase di ripresa delle attività.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministro della Salute, Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, Regioni, Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 e le società pubbliche Sogei e PagoPa. Base di lavoro per la realizzazione dell’app, il codice messo gratuitamente a disposizione dello Stato da parte della società Bending Spoons. Il sistema è stato sviluppato anche grazie a un’approfondita interlocuzione con il Garante per la protezione dei dati personali e riservando massima attenzione alla privacy.

Gli utenti di cellulari che decidono di scaricare l’applicazione contribuiscono a tutelare sé stessi e le persone che incontrano. Se sono entrati in contatto con soggetti successivamente risultati positivi al tampone, verranno avvisati con una notifica dell’app. Ciò consentirà loro di rivolgersi tempestivamente al medico di medicina generale per ricevere le indicazioni sui passi da compiere.

Quando le strutture sanitarie e le Asl riscontrano un nuovo caso positivo, dietro consenso del soggetto stesso gli operatori sanitari inseriscono un codice nel sistema. A questo punto il sistema invia la notifica agli utenti con i quali il caso positivo è stato a stretto contatto.

La pandemia si sconfigge soprattutto con i comportamenti individuali, lavandosi le mani, mantenendo le distanze di sicurezza e indossando la mascherina. A queste buone prassi comportamentali si aggiunge adesso l’App Immuni: un aiuto tecnologico per tenere lontano il Covid-19 da noi e dalle persone che amiamo.

 

 

CS_180_2020 APP IMMUNI DISPONIBILE DA OGGI SUGLI STORE APPLE E GOOGLE

 

 

Recuperi 6 girone serie A

 

Variazione

 

Orari

 

Post

 

Tv

 

Circa 42mila fra titolari di assegni di invalidità e lavoratori stagionali riceveranno l’indennità COVID 19 a seguito del riesame delle domande.

Nuove categorie di lavoratori dello spettacolo beneficeranno dell’indennità.

Prorogate all’8 giugno i termini di presentazione delle domande per i titolari di assegno ordinario di invalidità e per l’integrazione del reddito di cittadinanza.

Si comunica che l’Istituto ha concluso il riesame d’ufficio di circa 42.000 domande di indennità COVID19 per il mese di marzo 2020, in precedenza respinte, relative ai titolari di assegno ordinario di invalidità (19mila circa) e ai lavoratori stagionali (23mila circa) con qualifica rilevata attraverso le comunicazioni obbligatorie (Unilav). Queste domande saranno quindi poste in pagamento sia per il mese di marzo sia per il mese di aprile 2020

Il Decreto Rilancio Italia ha previsto poi per i lavoratori dello spettacolo una indennità COVID19 di 600 euro mensili per i mesi di aprile e maggio. I beneficiari iscritti al Fondo dei lavoratori dello spettacolo sono ricompresi in due platee: con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 da cui deriva nel medesimo anno 2019 un reddito non superiore a 50.000 euro; con almeno 7 contributi giornalieri versati nell’anno 2019, da cui deriva nel medesimo anno 2019 un reddito non superiore a 35.000 euro. Per entrambe le platee è prevista l’incompatibilità con le pensioni dirette o con il lavoro dipendente verificati alla data del 19 maggio 2020.

Per entrambe le platee si precisa che sono on-line le domande di accesso con unico format per le due mensilità. Inoltre, coloro che con il requisito dei 30 contributi giornalieri che hanno già presentato domanda per il mese di marzo non devono presentare nuova domanda.

A seguito delle novità introdotte dal decreto legge Rilancio Italia del 19 maggio scorso, infine, i soggetti titolari di assegno ordinario di invalidità potranno presentare domanda per le indennità COVID19 in scadenza per il mese di marzo, fino a lunedì prossimo 8 giugno 2020 (termine previsto inizialmente al 3 giugno). L’eventuale ammissione al pagamento di marzo comporterà anche il pagamento dell’indennità per il mese di aprile.

Analogo termine prorogato dell’8 giugno 2020 viene previsto per i titolari di reddito di cittadinanza che, pur non avendo diritto all’indennità per il mese di marzo, possono beneficiare dell’integrazione del reddito di cittadinanza stesso fino a capienza dei 600 euro (500 euro in caso di lavoratore agricolo) per il mese di aprile 2020. In caso di ammissione al beneficio non sarà quindi pagata l’indennità COVID19, ma esclusivamente una integrazione del proprio reddito di cittadinanza in corso di percezione

Si precisa, infine, che ai sensi dell’articolo 82 del citato decreto legge Rilancio Italia, le indennità COVID sono incompatibili con il Reddito di Emergenza (REm).

Il Garante per la protezione dei dati personali ha autorizzato il Ministero della salute ad avviare il trattamento relativo al Sistema di allerta Covid-19 (app “Immuni”). Sulla base della valutazione d’impatto trasmessa dal Ministero, il trattamento di dati personali effettuato nell’ambito del Sistema può essere considerato proporzionato, essendo state previste misure volte a garantire in misura sufficiente il rispetto dei diritti e le libertà degli interessati, che attenuano i rischi che potrebbero derivare da trattamento.

Tenuto conto della complessità del sistema di allerta e del numero dei soggetti potenzialmente coinvolti, il Garante ha comunque ritenuto di dare una serie di misure volte a rafforzare la sicurezza dei dati delle persone che scaricheranno la app. Tali misure potranno essere adottate nell’ambito della sperimentazione del Sistema, così da garantire che nella fase di attuazione ogni residua criticità sia risolta.

In particolare, l’Autorità ha chiesto che gli utenti siano informati adeguatamente in ordine al funzionamento dell’algoritmo di calcolo utilizzato per la valutazione del rischio di esposizione al contagio. E dovranno essere portati a conoscenza del fatto che il sistema potrebbe generare notifiche di esposizione che non sempre riflettono un’effettiva condizione di rischio. Gli utenti dovranno avere inoltre la possibilità di disattivare temporaneamente l’app attraverso una funzione facilmente accessibile nella schermata principale.

I dati raccolti attraverso il sistema di allerta non potranno essere trattati per finalità non previste dalla norma che istituisce l’app.

Dovrà anche essere garantita la trasparenza del trattamento a fini statistico-epidemiologici dei dati raccolti e individuate modalità adeguate a proteggerli, evitando ogni forma di riassociazione a soggetti identificabili e adottando idonee misure di sicurezza e tecniche di anonimizzazione. Dovranno essere introdotte misure volte ad assicurare il tracciamento delle operazioni compiute dagli amministratori di sistema sui sistemi operativi, sulla rete e sulle basi dati.

La conservazione degli indirizzi ip dei cellulari dovrà essere commisurata ai tempi strettamente necessari per il rilevamento di anomalie e di attacchi.

Dovranno essere adottate misure tecniche e organizzative per mitigare i rischi derivanti da falsi positivi.

Particolare attenzione dovrà essere dedicata all’informativa e al messaggio di allerta, tenendo altresì conto del fatto che è previsto l’uso del Sistema anche da parte di minori ultra quattordicenni.

Il Garante ha sottolineato infine che il trattamento di dati personali raccolti attraverso la app, da parte di soggetti non autorizzati, può determinare un trattamento di dati personali illecito, eventualmente anche sotto il profilo penale.

 

Primo confronto oggi in videoconferenza del tavolo ristretto Stato-Regioni sul DL Rilancio. Kompatscher rappresenta Regioni e Province autonome. Obiettivo: finanziare l’economia post Covid.

Prima riunione oggi in videoconferenza per il tavolo ristretto della Conferenza delle Regioni con il Governo sul Decreto Rilancio. Interlocutorio l’esito del confronto con il ministro alle Finanze Roberto Gualtieri e con il suo vice Antonio Misiani, cui ha partecipato anche il presidente della Provincia Arno Kompatscher in rappresentanza di tutte le Province autonome e delle Regioni a Statuto speciale – territori che contano circa 9 milioni di cittadini – nell’ambito del gruppo ristretto nominato la scorsa settimana dalla Conferenza delle Regioni e guidato dal presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Kompatscher ha definito quello di oggi “un buon inizio di trattativa”.

 

Risorse insufficienti, aperta la trattativa

Inadeguata e insufficiente viene ritenuta da Regioni e Province autonome la dotazione finanziaria che il Governo nel suo decreto ha destinato alla copertura degli ammanchi derivanti dalle maggiori spese generate dall’emergenza sanitaria da un lato, ma anche dalle minori entrate causate dalle misure di lockdown per il contrasto al contagio. Per le sole Regioni a Statuto Speciale si stimano minori entrate per 3,1 miliardi di euro, il Decreto destina a questa voce risorse per 1 miliardo. Al termine della videoconferenza di oggi Kompatscher si è detto positivo: “E’ stato un buon inizio. Tutti i partner hanno concordato che le Regioni e le Province devono poter contare su risorse finanziarie adeguate per poter garantire i livelli essenziali di assistenza nei settori di competenza della pubblica amministrazione e supportare adeguatamente la ripartenza dell’economia”.

 

Due tavoli di lavoro e quantificazione tecnica delle minori entrate

Per raggiungere questo obiettivo delegazione e Governo hanno convenuto sull’istituzione di due tavoli distinti, uno per le Regioni a statuto ordinario e uno per Province autonome e Regioni a statuto speciale. “Il finanziamento delle Regioni a statuto speciale e Province autonome si basa su tutt’altri presupposti, per questo è fondamentale trattare separatamente” spiega Kompatscher. Secondo il ministro Gualtieri si tratta ora di trovare un accordo su come quantificare a livello tecnico e univoco le minori entrate delle Regioni a causa delle conseguenze economiche del coronavirus. Sulla base di tale stima le Regioni potranno ottenere risorse per compensare le minori entrate e per garantire il finanziamento dei servizi essenziali alla popolazione.

 

Aiuti economici: indebitamento o ricorso ai fondi UE

Un po’ più difficile sembra essere la soluzione di una seconda questione: il necessario aiuto supplementare per l’economia indebolita. Le Regioni hanno chiesto di potersi indebitare molto di più, e a più lungo termine di quanto consentito finora. I rappresentanti del Governo si sono mostrati riluttanti, poiché un’alternativa a questo potrebbe essere il ricorso al “Recovery Fund”, il Fondo europeo di ripresa economica recentemente proposto dalla Commissione europea per gli Stati più colpiti da Covid-19. Invece di indebitarsi, le Regioni potranno beneficiare dei fondi di questo programma comunitario. Per farlo, tuttavia, l’Italia deve prima definire le linee guida a livello statale per il ricorso al fondo, così come chiesto dall’UE, redigendo un “Recovery Plan”. Gualtieri ha assicurato che le Regioni e le Province autonome saranno coinvolte nella preparazione del piano. Solo una volta approntato il piano sarà possibile valutare i vari approcci.

 

Kompatscher: “Lavorare sodo per l’attuazione”

Nel complesso, il presidente Kompatscher ha tratto un bilancio cautamente positivo dall’incontro di oggi: “Abbiamo visto la volontà comune e trovato un consenso di base. Ma ora è necessario lavorare sodo sull’attuazione a tutti i livelli, sia tecnici che politici. Qui continueremo a spingere per un risultato soddisfacente – per tutte le Regioni e le Province autonome e quindi anche per l’Alto Adige”.

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