Premio ITAS del Libro di Montagna: scelta la rosa dei finalisti della 46a edizione. I 5 finalisti sono stati selezionati tra un totale di 123 opere pervenute da 58 case editrici, decretando un’edizione da record per numero di pubblicazioni ricevute.

Trento, 22 maggio 2020. La giuria del Premio ITAS del Libro di Montagna, il premio letterario dedicato alle pubblicazioni in cui si celebra la montagna, ha scelto i 5 finalisti della sua 46a edizione.

Il concorso quest’anno ha superato il record per numero di libri ricevuti. In totale sono pervenute 123 opere da 58 case editrici. La novità più importante di questa edizione è quella che vedrà la proclamazione di un vincitore assoluto per la migliore opera tra le cinque nuove categorie letterarie in gara.

Enrico Brizzi, presidente di giuria del Premio, ha dichiarato: “In quest’anno particolarissimo, la giuria del Premio ITAS del libro di montagna ha deciso – all’unanimità e in accordo con la Compagnia – di stringere i ranghi e lavorare a distanza per garantire la continuità della manifestazione.
“Distanti ma uniti” ci siamo confrontati a più riprese sulla messe di volumi giunti al nostro vaglio, ben 123 e mai così vari per taglio e provenienza, segno che l’editoria si approccia ormai alle “Terre alte” con interesse vivissimo e una pluralità di voci impensabile sino a qualche anno fa.”

 

*

I finalisti sono:

Ogre. Il settemila impossibile (Corbaccio) di Doug Scott, per la sezione “Alpinismo e sport di montagna”.
Dopo mesi di preparativi e settimane di permanenza sulla montagna, il pomeriggio del 13 luglio 1977 Doug Scott e Chris Bonington raggiungono la cima dell’Ogre. Sono i primi alpinisti in assoluto a conquistare una delle vette tra le più difficili al mondo. Inizia così l’odissea della discesa.
Trail Running & Ultra Trail (Mulatero editore) di Nicola Giovanelli, per la sezione “Guide e mappe”.
Testo per la preparazione, la programmazione dell’allenamento e di strategia di gara. Consigli pratici e spunti scientifici adatti a tutti.

Una balena va in montagna (Salani editore) di Ester Armanino e Nicola Magrin, per la sezione “Libri per ragazzi”.
Niska è una balena curiosa. Da sempre si chiede da dove proviene l’acqua del mare. Un bambino vive tra i boschi e il mare non l’ha mai visto. Le strade dei due si incontrano quando Niska, raggiunte le vette, rimane incastrata vicino alla baita del bambino. Grazie alle sue lacrime comincerà il viaggio che cambierà la vita di entrambi.
Il libro della neve (Il Mulino) di Franco Brevini, per la sezione “Ricerca e ambiente”.

È un viaggio nel mondo della bianca signora, una storia che si nutre della stessa esperienza dell’autore e che comincia con un microscopico fiocco esagonale per giungere alle sfide metafisiche che le vette più famose lanciano agli scalatori.

L’impero in quota (Einaudi) di Silvia Giorcelli Bersani, per la sezione “Vita e storie di montagna”.

Le Alpi in epoca romana: teatro di scontri militari, luogo di contaminazioni culturali e snodo di importanza economica.

La premiazione si svolgerà, come da tradizione, nell’ambito della settimana cinematografica del 68° Trento Film Festival, quest’anno posticipato per via dell’emergenza Covid-19 dal 27 agosto al 2 settembre.

“L’emergenza non frena certo il nostro entusiasmo; anzi, con il Trento Film Festival stiamo studiando forme innovative di presentazione dei libri e di proclamazione dei vincitori” dichiara Lorenzo Carpanè, coordinatore del Premio, che aggiunge: “anche quest’anno coinvolgeremo il pubblico e sapremo comunque trasmettere quelle emozioni che i libri di montagna sanno dare ai lettori.”

Turismo: deputati trentini Lega, approvato nostro emendamento per sostegno a comparto termale.

“Esprimiamo grande soddisfazione per essere riusciti a sostenere concretamente albergatori, famiglie e dipendenti del termalismo. Grazie ad un emendamento Lega al decreto Liquidità, approvato alla Camera, anche il settore legato al termalismo rientra tra i beneficiari del fondo centrale di garanzia per le Pmi”.

Lo dichiarano i deputati trentini della Lega Diego Binelli (componente della commissione Attività Produttive, Turismo e Commercio), Vanessa Cattoi, Martina Loss e Mauro Sutto.

“A differenza del governo, la Lega – sottolineano i deputati trentini del Carroccio – pensa ad aiutare il comparto termale soprattutto in questa importante e decisiva fase di ripartenza post pandemia: Abbiamo stabilito, infatti, che anche le attività delle terme, assolutamente importanti anche in Trentino, potranno beneficiare del fondo: per operazioni di investimento immobiliare nei settori turistico-alberghiero e delle attività immobiliari con durata minima di 10 anni e di importo superiore a 500mila euro la garanzia del Fondo può essere cumulata con altre forme di garanzia acquisite sui finanziamenti”.

Trentino: contro Covid 19, tamponi a tappeto nei Comuni con indice superiore al 2 per cento.

32000 persone pari al 6 per cento dell’intera popolazione del Trentino saranno a breve sottoposti a tampone per verificare l’eventuale presenza di Covid 19. Lo ha disposto il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, dando mandato all’Azienda provinciale per i servizi sanitari di effettuare i test di massa ai cittadini che risiedono in Comuni dove è stato riscontrato un indice di prevalenza superiore al 2 per cento.

Dopo la sperimentazione dei test sierologici effettuati a tappeto sui residenti dei Comuni di Pieve di Bono Prezzo, Vermiglio, Campiteĺlo di Fassa, Canazei e Borgo Chiese, oggi è stata ufficializzata ai rispettivi sindaci la proposta della Provincia di sostenere una campagna di screening straordinario per migliorare il controllo sulle dinamiche di contagio laddove i dati hanno dimostrato una maggiore incidenza.

“Il criterio adottato – ha spiegato il presidente – è stato quello di prendere come riferimento un indice di prevalenza superiore al 2 per cento, al netto dei casi registrati all’interno di Rsa eventualmente presenti in un Comune”.

Nei prossimi giorni, pertanto, l’Azienda sanitaria contatterà per stabilire i dettagli operativi i seguenti Comuni:

*

Pellizzano
Mazzin
Moena (qui l’indice è 1,4 ma viene incluso nel progetto per vicinanza ad altri Comuni con indice superiore al 2 per cento)
Sen Jan

Soraga

Bondone
Caderzone Terme
Castel Condino
Giustino
Massimeno
Pinzolo
Sella Giudicarie
Storo
Valdaone
Drena
Ledro

Agricoltura. Assurdo pagare le imprese per assumere i giovani e disoccupati. Cgil Cisl Uil: stupisce l’accondiscendenza dell’assessora Zanotelli. È l’ennesimo regalo alle imprese? Come stabilisce un’intesa tra agricoltori, sindacati e Provincia alla formazione pensa già Agenzia del Lavoro.

Ad una settimana dalla firma del protocollo con Agenzia del Lavoro per facilitare il reperimento di manodopera in agricoltura le associazioni datoriali del comparto alzano il tiro e chiedono alla Provincia di finanziare, con risorse pubbliche, l’assunzione studenti e disoccupati che si dedicheranno al lavoro nei campi. “Una richiesta assurda e ingiustificata – mettono in chiaro subito i segretari di Cgil Cisl Uil che hanno sottoscritto il documento insieme alle categorie del settore -.

Non è una novità che i lavoratori e le lavoratrici che sperimentano una nuova occupazione debbano essere formati. E’ già nelle cose che sarà Agenzia del Lavoro a farsi carico della formazione di queste persone, così come si occuperà di selezionarle. E ricordiamo che Agenzia è un ente pubblico, che opera con risorse della collettività. Qui si pretende di pagare due volte le imprese agricole”.

A stupire i sindacati è soprattutto l’accondiscendenza dell’assessora Zanotelli. “O l’assessora non ha chiaro il funzionamento di Agenzia e non conosce il protocollo, oppure ancora una volta preferisce compiacere le imprese agricole, facendo arrivare alle loro tasche nuove risorse del bilancio pubblico. Ci auguriamo che riveda la disponibilità accordata alle associazioni datoriali – incalzano i tre segretari -. In questo momento di difficoltà, in cui ci sono molte persone disoccupate e in cassa integrazione la priorità deve essere semmai incentivare questi lavoratori a rendersi disponibile per il lavoro nei campi, adattando lo strumento del Reddito di attivazione già previsto nel Piano di interventi di politiche del lavoro”.

Infine Cgil Cisl Uil Cgil Cisl Uil ricordano che esigenze particolari sul fronte della formazione possono essere soddisfatte attraverso l’intervento dell’ente bilaterale dell’agricoltura che può finanziare la formazione organizzata da Agenzia del Lavoro, come succede già con gli enti bilaterali del turismo, del commercio e dell’artigianato.

Via libera per piscine, palestre, scuole guida e centri sportivi. Prosegue l’allentamento del lockdown: da lunedì nuove riaperture.

E’ una riapertura pressoché totale quella decisa oggi dalla Giunta provinciale, che ha fatto il punto su tutte le attività economiche, sociali, sportive e culturali che hanno ripreso negli ultimi giorni e su quelle che riprenderanno a breve. L’obiettivo è quello di trovare un equilibrio fra la tutela della salute e la ripresa in sicurezza delle attività economiche, attraverso il ricorso a misure e protocolli da applicare nei luoghi di lavoro. Restano sospese, in Trentino, per il momento, le attività nelle sale da ballo e nelle discoteche, all’aperto o al chiuso, le fiere e i congressi, le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo, quelle di centri benessere e centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza. Fermi anche i centri culturali e i centri sociali. Restano chiusi anche gli impianti nei comprensori sciistici.

Tutto il resto, secondo il calendario già previsto dalle delibere della Giunta provinciale e dalle ordinanze del presidente della Provincia, in linea con i decreti governativi, è già ripartito o potrà ripartire nei prossimi giorni. Da lunedì, ad esempio, via libera a piscine, palestre, attività nei centri e circoli sportivi pubblici e privati. Ripartenza anche per le scuole guida.

Tutte le attività sono consentite solo nel rispetto delle norme di distanziamento sociale ed evitando assembramenti. Le attività economiche e produttive devono attenersi ai protocolli di sicurezza che sono stati adottati dal Comitato provinciale di Coordinamento in materia di Salute e Sicurezza, predisposti in collaborazione con le categorie economiche interessate e con quelle sindacali.

Secondo il calendario disposto dalla Giunta provinciale riapriranno dal 15 giugno anche le attività di spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto.

Turismo, DL Rilancio: ANCI condivide con MiBACT modalità operative per esenzione TOSAP e semplificazione tavolini bar e ristoranti.

L’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani ha condiviso oggi con il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo una nota di indirizzo con le modalità operative per l’esenzione dei pubblici esercizi dal pagamento della tassa e del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche dal 1 maggio al 31 ottobre 2020 e per le procedure semplificate per l’autorizzazione alla posa di strutture amovibili per la ristorazione come i dehors, pedane, tavolini, sedute, ombrelloni, attrezzature e altri elementi di arredo urbano, così come previsto dal DL Rilancio per favorire la ripresa delle attività legate al turismo.

In particolare, il documento sottolinea come per questi interventi, in base alle disposizioni del DL Rilancio, non sia necessaria l’autorizzazione da parte delle Soprintendenze per l’esecuzione di lavori su beni culturali e l’autorizzazione paesaggistica.

 

ANCI - Nota d'indirizzo articolo 181 DL 34 2020-1

Nel

allegato è disponibile la nota di indirizzo dell’ANCI.

 

 

Premesso che: il servizio civile volontario nasce come attività di educazione alla cittadinanza attiva e all’avvicinamento al mondo del lavoro per ragazze e ragazzi dai 18 ai 28 anni;
i progetti, dalla durata variabile (minimo 3 mesi, massimo 1 anno), spaziano entro numerosi settori di attività: dall’ambito socio-assistenziale al mondo della cooperazione, dalla comunicazione alla cultura, dai musei al mondo del teatro e dello spettacolo, dalle (nuove) tecnologie all’imprenditorialità;

gli enti e le associazioni che si avvalgono di questo servizio operano prevalentemente nel terzo settore e nel sociale, settore che, durante la pandemia Covid-19 e soprattutto nella fase della riorganizzazione dei servizi, previsti nella fase 2, ha necessità di poter attingere alla passione e alle energie di molti e molte giovani che negli anni hanno chiesto di intraprendere questa esperienza;

moltissime ragazze e ragazzi, durante l’emergenza, sono state e stati protagoniste e protagonisti di numerose azioni di volontariato, rivolte principalmente alle persone in difficoltà in tutto il territorio provinciale, molto spesso senza avere dalla Provincia, come denunciato dal volontariato stesso, precise linee guida di comportamento;

ora che siamo nel pieno della riorganizzazione della riapertura si impedisce a quegli stessi giovani – con l’annullamento delle scadenze di presentazione delle proposte progettuali del 4 giugno e del 3 settembre – di partecipare attivamente, attraverso il servizio civile volontario, a questa fase che invece avrebbe bisogno di loro;

le stesse organizzazioni che, per rispondere alle nuove necessità di sicurezza, dovranno limitare la loro operatività per l’impossibilità di acquisire nuovo personale, sarebbero pronte a partecipare e formare i ragazzi, diminuendo così le spese per lo stesso bilancio della Provincia;

inoltre, in un momento di forte contrazione del mercato del lavoro e di aumento del numero di famiglie in difficoltà, per molti giovani il servizio civile fornirebbe un supporto anche economico (600 euro al mese) indispensabile per evitare le sacche delle nuove povertà, imparando anche nuove competenze in tutti gli ambiti;

 

*

INTERROGO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE PER SAPERE:

1. quali sono i motivi della sospensione delle scadenze per i nuovi progetti;
2. quanti giovani hanno fatto domanda per partecipare al servizio civile nel 2019 e nel 2020;
3. quali siano gli ambiti dove vi è maggior utilizzo dei ragazzi e delle ragazze;
4. quale sia la percentuale di giovani che hanno trovato un’occupazione nei settori dove hanno intrapreso il servizio civile;
5. qual è l’età media dei partecipanti e la loro formazione;
6. se sono stati interpellati gli enti e le organizzazioni e gli enti che presentano i progetti e hanno avuto in passato la possibilità di usufruire del servizio civile;
7. se non si ritiene controproducente togliere ai giovani un’opportunità di crescita e di formazione proprio in un periodo di difficoltà economica e rischiare di mettere in crisi soprattutto le organizzazioni del terzo settore e del sociale che devono rispondere a nuove esigenze organizzative.

 

*

Paolo Ghezzi
presidente gruppo consiliare FUTURA

Norme sugli appalti: la Provincia resisterà in giudizio all’impugnativa del Governo. Il presidente Fugatti: “Atto contraddittorio, abbiamo competenza piena in materia”.

“Un atto contraddittorio rispetto alle enunciazioni del premier Giuseppe Conte in tema di sussidiarietà e di flessibilità riguardo gli appalti. La Provincia resisterà in giudizio, considerata l’urgenza di sostenere l’economia. In un momento in cui bisogna accelerare sul fronte degli appalti, è paradossale che il Governo assuma posizioni contrarie per il semplice fatto che a farlo non è lo stesso esecutivo nazionale, bensì una Provincia autonoma ”.

Così il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti commenta la decisione del Governo, annunciata ieri sera, di impugnare alcuni articoli in materia di appalti contenuti nelle legge provinciale, approvata a marzo, per il rilancio dell’economia trentina colpita dall’emergenza Covid-19. Articoli che non sarebbero compatibili, secondo il Governo, con le regole comunitarie per la libera concorrenza.

In realtà, la Giunta provinciale, tramite i propri Uffici competenti, evidenzia che il Codice dei contratti dispone che le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e di Bolzano possano adeguare la propria legislazione secondo le disposizioni contenute negli statuti e nelle relative norme di attuazione. Al riguardo, esiste una norma di attuazione, del settembre 2017, in materia di contratti pubblici, che prevede che le Province autonome di Trento e di Bolzano possano disciplinare con legge provinciale, nel rispetto della normativa dell’Unione europea e delle norme legislative fondamentali di riforma economico-sociale, le procedure di aggiudicazione e i contratti pubblici.

Infine, anche la Commissione europea, in una Comunicazione dello scorso primo aprile, evidenziava come la crisi sanitaria causata da Covid-19 richieda soluzioni rapide e intelligenti, come pure agilità nella gestione dell’enorme aumento della domanda di beni e servizi simili, che si verifica proprio nel momento in cui determinate catene di approvvigionamento sono interrotte. “Gli acquirenti pubblici – scrive la Commissione europea – dovrebbero inoltre prendere in considerazione la ricerca di soluzioni alternative e interagire con il mercato”.“Riteniamo quindi di aver operato in modo corretto – spiega ancora Fugatti – avendo piena competenza in materia di appalti e in linea con le indicazioni provenienti dall’Europa”.

“Il Governo Conte si dimostra ancora una volta centralista e lontano dalle esigenze delle persone” – Così il Presidente Roberto Paccher commenta la scelta del Governo di stanziare meno di un terzo di quanto richiesto dalle Regioni all’interno del Decreto Rilancio, approvato nei giorni scorsi – “Il Presidente Conte e il Ministro Boccia sono sordi alle nostre richieste e vogliono evidentemente il fallimento delle Regioni in favore del centralismo romano.

Stanziare solo un miliardo e cinquecento milioni di euro a favore delle Regioni e delle Province autonome su una manovra a debito di 55 miliardi, significa non tenere in alcuna considerazione le reali necessità dei territori. Per quanto riguarda le Province autonome, che vivono del proprio gettito fiscale, si tratta di uno stanziamento che copre meno di un terzo di quello che sarebbe davvero necessario. E il Governo dimentica che attraverso le Province arrivano i finanziamenti ai Comuni, che sono la cellula fondamentale della democrazia e l’ente più vicino ai bisogni dei cittadini.

Inevitabilmente l’emergenza sanitaria avrà ripercussioni economiche che si avvertiranno nel corso dei prossimi mesi e questa cifra non solo non risponde alle richieste delle Regioni, ma, nel nostro caso, si somma alla beffa dell’Accordo di Milano e del Patto di Stabilità, per i quali dobbiamo versare allo Stato più di quanto gli sarebbe dovuto in base allo Statuto. Mi auguro che il Ministro Boccia ascolti le proteste che stanno arrivando dalle Regioni italiane e che si impegni a tutelarne la dignità, dando loro i fondi per poter continuare a mantenere vivi i servizi essenziali”.

Bene la decisione del questore che ha previsto la chiusura per un mese del minimarket all’angolo tra Via Roma e Piazza della Portella. Si tratta di un atto importante, che dimostra l’attenzione da parte dello Stato verso le tante richieste fatte negli anni dalla Lega che hanno da sempre richiesto interventi forti e risoluti per l’area per ristabilire la legalità. Con quanto avvenuto non si può dire conclusa la questione, ma certo è un segnale molto importante e per questo ringrazio il questore e suoi uomini.

Il destino della Portela e della questione della sicurezza dipenderà però dalle scelte della futura amministrazione comunale. Chi sta ancora amministrando Trento ha purtroppo ignorato i nostri appelli per troppi anni, permettendo al degrado di diventare padrone del quartiere. La Lega ha sempre agito nell’interesse esclusivo dei suoi cittadini anche se per la compagine di centro sinistra la questione sicurezza era solo un nostro problema di percezione.

(Pagina 1 di 6)