Energia: Provincia favorevole a partnership DE-AGSM.

La proposta di una partnership Trento, Verona e Vicenza sul tema della fornitura di energia e altri servizi pubblici trova la piena condivisione della Provincia autonoma di Trento. La conferma arriva dallo stesso presidente Fugatti a seguito di un recente incontro con gli amministratori di DE, svoltosi alla presenza anche del vicepresidente Tonina.

Il gruppo DE già nel luglio dello scorso anno aveva corrisposto alle intenzioni della multiutility veneta manifestando la propria disponibilità ad approfondire forme di collaborazione. Dalla veronese AGSM e dall’AIM del comune di Vicenza era infatti nata la proposta di un polo triveneto attraverso il coinvolgimento di partner industriali del settore, a cui DE aveva risposto con una concreta manifestazione di interesse, di fatto caduta nel vuoto.“Quello di una possibile forma di collaborazione, con modalità da individuare, tra Trentino e Veneto in questo settore – commenta il presidente Fugatti – è un tema sempre attuale e per questo la Provincia sostiene con convinzione l’iniziativa di Dolomiti energia che si è nuovamente proposta alle due società venete. Si tratta di un’operazione coerente con la logica di rafforzamento geografico in un campo strategico e sempre più importante (quello delle multiutility), dove la costruzione di partnership che accrescono le dimensioni di scala ed ampliano i servizi offerti può dare un prezioso vantaggio competitivo a tutti gli attori che vi partecipano”.

Scuola, Speranza e Azzolina: al lavoro per il rientro in sicurezza a settembre.

“Siamo al lavoro incessantemente per consentire il rientro nelle aule in sicurezza a settembre. Il Comitato tecnico-scientifico, dopo aver definito il documento, presentato la scorsa settimana, relativo agli esami di Stato, è ora concentrato sul protocollo di sicurezza che guarda al nuovo anno scolastico. Le misure saranno consegnate al Ministero dell’Istruzione la prossima settimana”. Lo dichiarano il Ministro della Salute, Roberto Speranza, e la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.

“La scelta di chiudere le scuole – ribadiscono – è stata dura ma necessaria e ha consentito di tutelare la salute di tutti noi. Ora lavoriamo per settembre con indicazioni che saranno improntate alla massima sicurezza, chiarezza e attuabilità. Misure che, dopo il vaglio del Comitato tecnico-scientifico, saranno portate all’attenzione dei sindacati per la preliminare condivisione e poi diffuse alle scuole per la necessaria attività preparatoria dei prossimi mesi”, proseguono i due Ministri.

“Tutto il mondo della scuola ha fatto un grande sacrificio in queste settimane – sottolinea il Ministro Speranza – fondamentale per salvaguardare la salute di tanti cittadini. Di questo siamo tutti consapevoli. Il Ministero della Salute, in piena sintonia con il Comitato tecnico-scientifico, continuerà ad essere al fianco del mondo dell’Istruzione, per far sì che il rientro nelle aule avvenga a settembre e in piena sicurezza”.

“Ringrazio il Comitato per il grande lavoro di queste settimane – aggiunge Azzolina – e per il supporto che sta dando al Ministero dell’Istruzione e alle scuole. Vogliamo tutti tornare presto alla normalità. La collaborazione con il Ministero della Salute è imprescindibile”.

Fugatti: “insufficiente la somma di 1,5 miliardi che il Governo mette a disposizione di Regioni e Province autonome”.

Coronavirus, oggi nessun decesso e 15 nuovi casi di contagio
Nessun decesso e 15 nuovi contagiati dal Coronavirus nelle ultime 24 ore in Trentino. Per quanto riguarda i contagi 10 sono nuovi casi di persone che hanno manifestato sintomi e 5 i casi individuati con screening. All’interno dei nuovi contagi 5 sono in Rsa e 5 a domicilio. Per quanto riguarda i ricoveri 6 i pazienti che sono ancora in terapia intensiva, 4 a Rovereto e 2 a Trento, a cui si aggiungono 41 persone ricoverate in altri reparti ospedalieri e 396 in isolamento fiduciario a casa. Il numero complessivo di tamponi effettuati nelle ultime 24 ore è pari a 1.878 (1.010 letti da Apss, 514 da Cibio e 354 da Fem). Dall’inizio dell’epidemia i contagiati sono in totale 5.361, i 459 i deceduti e 3.969 sono guariti o clinicamente guariti.
“E’ una giornata positiva perché per la terza volta – ha sottolineato il presidente Maurizio Fugatti – non abbiamo decessi in Trentino, mentre registriamo un calo delle terapie intensive e oltre 1800 tamponi effettuati. In tutto in Trentino sono stati eseguiti finora oltre 74.000 tamponi, pari al 13.9% della popolazione. Non significa avere testato 74.000 persone diverse, naturalmente, perché come noto su una persona si possono eseguire più tamponi, ma si tratta comunque di una percentuale importante, superiore a quelle registrate ad esempio nel Veneto (11%) e in Friuli Venezia Giulia (9,2%)”.
[ @PieroFalco per Apss]

 

Il presidente  Fugatti questa mattina ha incontrato i sindaci della valle di Fassa, in particolare dei Comuni che non rientrano tra quelli sottoposti allo screening sierologico sperimentale dei giorni scorsi  (Campitello di Fassa e Canazei). Ciò perché sta partendo assieme all’Apss un nuovo progetto che riguarda i Comuni dove si registra un indice di positività superiore al 2%, in totale una quindicina, fra cui in val di Fassa Mazzin, Sèn Jan, Soraga, a cui è stato aggiunto per la sua importanza anche Moena (benché qui l’indice sia 1.4). L’obiettivo è impostare un percorso di screening tramite tampone, effettuato dall’Azienda sanitaria, su tutta la popolazione di questi Comuni. In totale saranno interessati circa 32.000 abitanti. “Naturalmente non è possibile sottoporre a tampone tutti i trentini, come a volte i sindaci ci chiedono – ha detto Fugatti – però sui Comuni più interessati al problema oggi possiamo intervenire in maniera incisiva con gli strumenti che abbiamo a disposizione. Vediamo inoltre che molte realtà si stanno orientando verso i test sierologici, effettuati in genere da soggetti privati. Noi abbiamo il massimo rispetto per ogni genere di iniziativa, però dobbiamo responsabilmente avvisare che solo una minima parte di questi test vengono certificati dall’Istituto superiore di sanità. Il Governo italiano, su 60 milioni di abitanti in Italia, sta realizzando una campagna di test sierologici certificati che interessa in tutto 150.000 persone, di cui 3000 in Trentino, scelte dall’Istat. Lo diciamo per spiegare la difficoltà di realizzare test sierologici certificati su vasta scala. Noi, con i nostri strumenti, possiamo effettuare però un numero sensibile di tamponi, anche fino a 2000 al giorno. Non possiamo pensare di sottoporre a tampone tutti i cittadini in tutti i Comuni ma possiamo condurre indagini mirate come questa che sta per partire”.

 

Oggi, assieme agli altri presidenti di Regioni e Province autonome, il presidente Fugatti si è confrontato inoltre con il ministro Boccia su alcuni temi riguardanti la Fase 2. Domani verrà adottata fra l’altro una nuova delibera riguardante alcune attività che ancora non sono state aperte. “Sul versante finanziario – ha spiegato Fugatti – l’ultimo decreto governativo mobilita circa 55 miliardi di euro. In questa somma imponente rientrano  risorse date a diverse categorie che certamente ne hanno bisogno; ma solo 1,5 miliardi vengono assegnati a Regioni e Province autonome, che avevano richiesto circa 5,2 miliardi. La somma stanziata dal Governo è dunque del tutto insufficiente. Vale per le Autonomie ma anche per le Regioni  a Statuto ordinario. Essendo i paletti posti ai conti pubblici in passato ‘saltati’ a causa del Coronavirus, era senz’altro possibile impostare una manovra di 60 miliardi anziché 55 e venire incontro alle nostre richieste. L’impressione è che il Governo voglia scaricare sulle Regioni responsabilità che non competono loro. Noi non possiamo accettare che si faccia cassa  sui nostri territori. Siamo sempre stati collaborativi e costruttivi ma ora non possiamo fare finta di nulla. Sul miliardo e mezzo complessivo pare che alle Speciali spetterebbe un miliardo. Al Trentino in tutto circa 130 milioni, molto lontani dai 430 milioni richiesti”.

 

Interpellato infine su alcuni eccessi di “movida” segnalati anche in Trentino come altrove in Italia, il presidente Fugatti ha detto di comprendere il desiderio soprattutto dei giovani di tornare ad aggregarsi, dopo un lungo periodo di lockdown che la popolazione ha osservato in maniera pressoché esemplare. “Tuttavia – ha aggiunto – se la comprensibile voglia di divertimento non si accompagna al senso di responsabilità potremmo dover tornare indietro, e questo nessuno lo desidera. Mettiamoci anche nei panni di chi ha affrontato questa situazione ‘in prima linea’, il personale medico-sanitario: in questo momento non ci chiedono di non uscire di casa, ma di farlo rispettando le regole, in particolare sul distanziamento e l’uso della mascherina. Facciamo tutti lo sforzo  necessario”.

 

L’incontro si è concluso con il Coretto di Marco che ha interpretato la nota “Signore delle Cime”.

Emergenza Covid-19. Le risorse statali per la sanità su prevenzione e assistenza territoriale.

Cgil Cisl Uil: si apra subito un confronto ampio per il nuovo piano sanitario. La riorganizzazione chiama in causa anche aspetti contrattuali. Sulle Rsa si faccia chiarezza.

Dichiarazioni dei segretari generali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti

“Quaranta milioni di euro per la sanità trentina non possono che essere una buona notizia. Le risorse stanziate dallo Stato che andranno a vantaggio di tutta la nostra comunità dimostrano ancora una volta quanto sia importante valorizzare in chiave positiva il rapporto tra Stato e Autonomia. Ora la questione si sposta su come questi soldi aggiuntivi verranno utilizzati. Ci auguriamo che il progetto illustrato ieri dall’assessora Segnana possa essere la base di partenza per un confronto ampio in cui dovranno essere coinvolte anche le organizzazioni sindacali. I temi della riorganizzazione, il rapporto con i medici di base e l’assetto stesso del nuovo modello di medicina del territorio chiamano in causa questioni contrattuali che andranno regolate e fissate nell’ambito di un confronto trasparente e franco.

Serve un confronto a tutto campo allargato a tutti gli attori coinvolti nella sanità pubblica provinciale se davvero si vuole definire un piano condiviso in cui ciascuno sappia quale ruolo deve svolgere all’interno del quadro generale.

Nel merito il nostro auspicio è che le nuove risorse vengano utilizzate per dare finalmente attuazione al Piano per la salute 2015-2025, concentrando particolare attenzione all’implementazione degli interventi di promozione delle salute e prevenzione sanitaria, in particolare per tutti gli aspetti che hanno a che vedere con l’emergenza Covid-19.

Tra le altre questioni che attendono risposta c’è la ridefinizione del rapporto tra medicina territoriale, assistenza socio-sanitaria e rete ospedaliera, l’implementazione della telemedicina e le politiche per la salute rispetto all’invecchiamento della popolazione, che si sarebbe dovuto affrontare nell’ambito della riforma del welfare anziani ancora congelata.

Su quest’ultimo tema riteniamo che sia indispensabile e in alcun modo evitabile un’indagine seria e trasparente sulle RSA; quanto accaduto in queste strutture durante l’emergenza sanitaria, il numero di contagi e le morti impongono di non girare la testa dall’altra parte, ma di verificare puntualmente le ragioni che hanno portato a situazioni tanto drammatiche”.

Rilancio Italia. Via libera alla cassa per circa 16mila lavoratori trentini.

Cgil Cisl Uil: il decreto del Governo stanzia risorse sufficienti per il Fondo di solidarietà trentino e vengono rifinanziate misure per il sostegno al reddito di famiglie e disoccupati. “Sulla revisione dei patti di Roma e Milano, serve una trattativa vera, non bastano i post sui social”

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è arrivato il via libera definitivo alla manovra Rilancio Italia che contiene risposte positive anche per il mondo del lavoro trentino, colpito dall’emergenza coronavirus. Il decreto stanzia infatti oltre 11 miliardi di euro per la cassa integrazione che, quota parte, potrebbero corrispondere ad almeno 116 milioni per le casse del Fondo di Solidarietà provinciale, dando risposte ai dipendenti delle piccole e piccolissime imprese trentine, soprattutto del terziario. “Il decreto stanzia risorse sufficienti a rispondere al bisogno locale – ammettono con soddisfazione i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. C’è anche un impegno importante per velocizzare le autorizzazioni e dunque i pagamenti da parte di Inps, fronte su cui invece si erano registrati non pochi ritardi che hanno messo in difficoltà molti lavoratori e le loro famiglie”.

Fino a questo momento il Fondo trentino ha ricevuto 3.500 richieste di cassa integrazione, il 65 per cento di queste sono già state autorizzate e le somme stanno arrivando ai circa 20 mila lavoratori interessanti. “E’ importante che Inps faccia un ulteriore sforzo organizzativo per velocizzare tutti i pagamenti”, insistono i tre segretari. Entro l’inizio della prossima settimana dovrebbero cominciare i pagamenti anche delle somme per i lavoratori che stanno usufruendo della cassa in deroga; in Trentino si tratta, per fortuna, di un numero limitato di persone.

Ma nel nuovo decreto del Governo Conte vengono rifinanziate tutte le altre forme di sostegno al reddito per disoccupati e famiglie a rischio povertà, mentre sono stati introdotti nuovi sostegni a fondo perduto delle aziende locali. “Si tratta di una manovra ingente – continuano Grosselli, Bezzi e Alotti -. Oggi è difficile fare una stima ma in Trentino potrebbero arrivare diverse centinaia di milioni di euro grazie al decreto Rilancio Italia, tra sostegni al reddito, contributi alle imprese e trasferimenti agli enti locali. Si tratta quindi di una manovra sicuramente positiva”.

Resta il nodo della dilazione di almeno due anni del pagamento del contributo per il risanamento dei conti pubblici statali in forza degli accordi di Roma e Milano. “Abbiamo condiviso la richiesta delle Province autonome di Trento e Bolzano – spiegano i segretari generali di Cgil Cisl Uil – di intervenire sul quel contributo per garantire nuove risorse per il pieno esercizio delle competenze che gestiamo in forza dello Statuto di Autonomia. Continuiamo a credere che per far arrivare in porto quella proposta serve una trattativa vera con il Governo. Lanciare moniti o appelli con post sui social non serve a nulla”. Rivolgendosi al presidente Fugatti, Cgil Cisl Uil del Trentino ribadiscono la ragionevolezza di quelle richieste condivise da Trentino e Alto Adige, ma lo invitano ad adottare una strategia più efficace. “Mettere insieme Regioni ordinarie e Province a statuto speciale, non può portare a nulla di buono. Bisogna invece far capire, anche grazie al lavoro coordinato delle delegazioni parlamentari di Trento e Bolzano, che la nostra specialità si fonda sulle competenze delegate e queste hanno un costo anche in tempi di crisi economica. Mettere l’Autonomia nel calderone delle richieste delle altre Regioni rischia di renderci più deboli invece che rafforzarci”.

CONSIGLIO DEI MINISTRI – 21 MAGGIO 2020

Il Consiglio dei ministri si è riunito oggi, giovedì 21 maggio 2020, alle ore 18.50 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Riccardo Fraccaro.

 

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LEGGI REGIONALI
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ha esaminato nove leggi delle Regioni e delle Province autonome e ha quindi deliberato:
di impugnare la legge della Provincia di Trento n. 2 del 23 marzo 2020, recante “Misure urgenti di sostegno per le famiglie, i lavoratori e i settori economici connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e altre disposizioni”, in quanto alcune disposizioni in materia di contratti pubblici contrastano con la normativa statale di riferimento in materia di appalti, violando l’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione;
di non impugnare
la legge della Regione Puglia n. 9 del 27/03/2020, recante “Promozione e valorizzazione delle sagre di qualità e modifiche alla legge regionale 20 dicembre 2017, n. 59 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma, per la tutela e la programmazione delle risorse faunistico-ambientali e per il prelievo venatorio)”;
la legge della Regione Lombardia n. 4 del 31/03/202019, recante “Differimento dei termini stabiliti da leggi e regolamenti regionali e disposizioni urgenti in materia contabile e di agriturismi, in considerazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19”;
la legge della Regione Friuli Venezia Giulia n. 5 del 01/04/2020, recante “Ulteriori misure urgenti per far fronte all’emergenza epidemiologica da COVID-19”;
la legge della Provincia di Bolzano n. 2 del 27/03/2020, recante “Modifiche di leggi provinciali in materia di cultura, formazione professionale, enti locali, ordinamento degli uffici e del personale, tutela dei consumatori e degli utenti, rapporti della Provincia con l’Unione europea, beni culturali, istruzione, pubblico spettacolo, utilizzo delle acque pubbliche, tutela del paesaggio e dell’ambiente, caccia e pesca, agricoltura, turismo, artigianato, esercizi pubblici, economia, commercio, igiene e sanità, edilizia scolastica, comunicazione, lavoro e trasporti”.

 

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MERCATO DEL GAS NATURALE
Attuazione della direttiva 2019/692 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019 che modifica la direttiva 2009/73/CE relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale (decreto legislativo – esame definitivo)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei Vincenzo Amendola e del Ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della direttiva 2019/692 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019 che modifica la direttiva 2009/73/CE relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale.
Le modifiche introdotte rispetto alla disciplina vigente mirano, tra l’altro, ad assicurare che le norme applicabili ai gasdotti di trasporto che collegano due o più Stati membri siano applicabili anche ai gasdotti di trasporto che collegano l’Unione con i Paesi terzi.
L’obiettivo è di rafforzare il mercato interno del gas naturale nell’Unione europea, garantire coerenza del quadro giuridico e, soprattutto, evitare distorsioni della concorrenza e ripercussioni negative sulla sicurezza dell’approvvigionamento del gas.

 

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OBBLIGHI IN MATERIA DI I.V.A. PER LE PRESTAZIONI DI SERVIZI E LE VENDITE A DISTANZA DI BENI
Attuazione dell’articolo 1 della direttiva (UE) 2017/2455 del Consiglio del 5 dicembre 2017 che modifica la direttiva 2006/112/CE e la direttiva 2009/132/CE per quanto riguarda taluni obblighi in materia di imposta sul valore aggiunto per le prestazioni di servizi e le vendite a distanza di beni (decreto legislativo – esame definitivo)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei Vincenzo Amendola e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione dell’articolo 1 della direttiva (UE) 2017/2455 del Consiglio del 5 dicembre 2017 che modifica la direttiva 2006/112/CE e la direttiva 2009/132/CE per quanto riguarda taluni obblighi in materia di imposta sul valore aggiunto per le prestazioni di servizi e le vendite a distanza di beni.
Le nuove disposizioni sono volte a ridurre gli oneri connessi alla fornitura all’interno dell’Unione europea dei servizi di telecomunicazione, di teleradiodiffusione e di quelli forniti per via elettronica resi nei confronti di committenti non soggetti passivi d’imposta, anche ampliando il novero dei prestatori di tali servizi che possono accedere al regime speciale del “mini sportello unico” (conosciuto come MOSS, acronimo di “Mini One Stop Shop”).
In particolare, la direttiva ha introdotto una soglia a livello europeo entro la quale i servizi delle categorie già elencate, resi per via elettronica, forniti in Stati membri diversi da quello di stabilimento del prestatore, sono imponibili ai fini IVA nello Stato di stabilimento, derogando quindi ai criteri di territorialità previsti in via generale laddove rese nei confronti di committenti non soggetti passivi.
Allo stesso tempo si è introdotto l’obbligo, nel caso in cui si sia optato per l’utilizzo del regime MOSS, dell’adozione delle norme in materia di fatturazione dello Stato membro di identificazione del prestatore. Quest’ultimo, quindi, sebbene fornisca servizi in più di uno Stato dell’Unione europea, dovrà rispettare le regole di fatturazione di un unico Stato membro, quello di identificazione.

 

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PROTEZIONE DEI LAVORATORI CONTRO I RISCHI DERIVATI DA AGENTI CANCEROGENI E MUTAGENI
Attuazione della direttiva (UE) 2017/2398 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni durante il lavoro (decreto legislativo – esame definitivo)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei Vincenzo Amendola e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2017/2398 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni durante il lavoro.
Il testo modifica le norme volte ad assicurare un’adeguata sorveglianza sanitaria dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni durante il lavoro. In particolare, rispetto all’attuale normativa, si prevede che il medico o l’autorità responsabile della sorveglianza sanitaria dei lavoratori possa segnalare che la stessa debba proseguire anche dopo il termine dell’esposizione, per il periodo di tempo che ritiene necessario per proteggere la salute del lavoratore interessato. Inoltre, il testo prevede specifiche modifiche alle norme sui lavoratori esposti alla polvere di silice cristallina respirabile.

 

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MISSIONI INTERNAZIONALI
Il Consiglio dei ministri, previa comunicazione al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in considerazione della necessità di adempiere agli impegni assunti dall’Italia, ha deliberato in merito alla prosecuzione delle missioni e delle iniziative di cooperazione allo sviluppo per il sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione e all’avvio di nuove missioni per il 2020, ai sensi dell’articolo 2, commi 1 e 2, e dell’articolo 3, comma 1, della legge 21 luglio 2016, n. 145.

 

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DELIBERAZIONI AMMINISTRATIVE
Il Consiglio dei ministri, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera c-bis) della legge 23 agosto 1988, n. 400, ha deliberato:
di non consentire la prosecuzione della procedura di valutazione di impatto ambientale relativa al progetto di realizzazione di un parco eolico, con relative opere accessorie necessarie alla connessione elettrica con la Rete di Trasmissione Nazionale, composto da 12 aerogeneratori di altezza di 115 metri di potenza complessiva pari a 40,8 MW, da ubicarsi in un’area ricadente nei Comuni di Cerignola e Ascoli Satriano, in provincia di Foggia;
di non consentire la prosecuzione della procedura di valutazione di impatto ambientale relativa al progetto di realizzazione di un parco eolico composto da 10 aerogeneratori, con altezza di 126 metri e potenza complessiva pari a 34, 5 MW, con relative opere accessorie necessarie alla connessione con la Rete di Trasmissione nazionale (RTN).

 

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GOLDEN POWER
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro della difesa Lorenzo Guerini, a norma dell’articolo 1 del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, ha deliberato l’esercizio dei poteri speciali, nella forma di imposizione di specifiche condizioni, in relazione all’operazione notificata dalle società GSE TRIESTE S.R.L., M23 S.R.L., SPH S.R.L., AL SHAMAL 3 LLC.

 

 

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NOMINE
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese, ha deliberato:
la nomina a dirigente generale di pubblica sicurezza dei dirigenti superiori della Polizia di Stato dott. Filippo SANTARELLI, Leopoldo LARICCHIA e Maurizio AURIEMMA;
la nomina a dirigente generale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco del dirigente superiore ing. Carlo DALL’OPPIO, con incarico di direttore della Direzione regionale dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile della Calabria;
la nomina a dirigente generale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco del dirigente superiore ing. Giampietro BOSCAINO, con incarico di direttore della Direzione regionale dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile della Basilicata.

Inoltre, su proposta del Ministro della difesa Lorenzo Guerini, il Consiglio dei ministri ha deliberato:
l’avvio della procedura per la nomina dell’ammiraglio di squadra in quiescenza Donato MARZANO a Presidente della Lega navale italiana;
la promozione a Generale di corpo d’armata dei generali di divisione del ruolo normale delle Armi di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio, trasmissioni dell’Esercito in promozione a Generale di squadra aerea del ruolo naviganti normale dell’Arma aeronautica del Generale di divisione in servizio permanente Nicola LANZA DE CRISTOFORIS;
la promozione ad Ammiraglio di squadra dell’ammiraglio di divisione del ruolo normale del Corpo di stato maggiore della Marina militare in servizio permanente Aurelio DE CAROLIS;
la promozione ad Ammiraglio ispettore capo dell’ammiraglio ispettore del ruolo normale del Corpo del genio della Marina militare in servizio permanente Giuseppe ABBAMONTE.

 

 

Il Consiglio dei ministri è terminato alle 21.00.

 

 

Microsoft Word - Cdm 47.docx

L’Assemblea degli Azionisti di ENAV S.p.A., riunitasi in data odierna, ha approvato il bilancio della Società per l’esercizio 2019 e ha preso visione del bilancio consolidato. Dividendo a 0,2094 euro per azione.
Principali dati economici consolidati 2019
· Ricavi: 902.9 milioni di euro (+1,5% rispetto al 2018)
· EBITDA: 302.9 milioni di euro (+1,8% rispetto al 2018)
· Risultato Operativo (EBIT): 170,6 milioni di euro (+3,4% rispetto al 2018)
· Risultato netto: 118,3 milioni di euro (+3,4% rispetto al 2018)
· Posizione finanziario netta: 126,4 milioni di euro

 

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Dividendo
L’Assemblea ha deliberato di corrispondere agli Azionisti un dividendo pari a 113,2 milioni di euro equivalente a 0,2094 euro per azione ordinaria. Il dividendo verrà posto in pagamento il 27 maggio 2020, con data stacco cedola il 25 maggio 2020 e record date il 26 maggio 2020. L’avviso di pagamento del dividendo sarà pubblicato su almeno un quotidiano economico finanziario a tiratura nazionale il 22 maggio 2020.

 

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Nomina del Consiglio di Amministrazione
L’Assemblea degli Azionisti, dopo avere determinato in 9 il numero dei componenti del nuovo Consiglio di Amministrazione della Società, ha provveduto alla nomina dello stesso, con durata del mandato per il triennio 2020-2022 e pertanto fino all’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2022.

 

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Il nuovo Consiglio di Amministrazione risulta così composto:

Francesca Isgrò (*), Paolo Simioni (**), Angela Bergantino (*), Fabio Pammolli (*), Giuseppe Lorubio (*) e Laura Cavallo (*) (appartenenti alla Lista di maggioranza (Lista 1) presentata dall’Azionista di maggioranza Ministero dell’Economia e delle Finanze, rappresentante il 53,28% del capitale sociale, votata dal 62,54% del capitale rappresentato in assemblea e Antonio Santi (*), Fabiola Mascardi (*) e Carlo Paris (*) (appartenenti alla lista di minoranza (Lista 2) presentata da un gruppo di società di gestione del risparmio e investitori istituzionali, complessivamente titolari del 5,10243% del capitale sociale, votata dal 29,18% del capitale rappresentato in assemblea.

 

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Relazione sulla remunerazione
In merito alla Relazione sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti predisposta ai sensi dell’art. 123-ter del D.Lgs. n. 58/98, l’Assemblea:
– ha approvato con deliberazione vincolante la prima sezione di tale Relazione, che illustra la politica adottata dalla Società in materia di remunerazione per l’anno 2020 dei componenti il Consiglio di Amministrazione e dei Dirigenti con responsabilità strategiche e, fermo restando quanto previsto dall’articolo 2402 del codice civile, dei componenti il Collegio Sindacale;
– si è espressa in senso favorevole, con deliberazione di carattere non vincolante, sulla seconda sezione di tale Relazione, contenente l’indicazione dei compensi corrisposti ai componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale nonché ai Dirigenti con responsabilità strategiche nell’esercizio 2019 o ad esso relativi.

Piano di incentivazione di lungo termine
L’Assemblea: ha approvato il piano di incentivazione azionaria di lungo termine per il periodo 2020-2022, basato sull’attribuzione di azioni ordinarie della Società e destinato all’Amministratore Delegato e ad esponenti del management del Gruppo, nei termini e alle condizioni illustrate nel Documento informativo predisposto ai sensi dell’art. 84-bis del Regolamento Emittenti.

Autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie
L’Assemblea ha deliberato in merito alla richiesta di autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie, previa revoca della precedente autorizzazione di cui alla delibera dell’Assemblea degli Azionisti del 27 aprile 2018 per la sola parte non eseguita. L’Assemblea ha inoltre definito, secondo quanto proposto dal Consiglio di Amministrazione, finalità, termini e condizioni dell’acquisto di azioni proprie, fino a un massimo di 1.200.000, individuando in particolare le modalità di calcolo del prezzo di acquisto, nonché le modalità operative di effettuazione delle operazioni di acquisto. L’autorizzazione è stata concessa principalmente a servizio dei piani di incentivazione adottati dalla Società oltre che per attività di sostegno alla liquidità del mercato.

Partecipazione all’Assemblea
In considerazione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e tenuto conto delle previsioni normative conseguentemente emanate, con specifico riguardo a quanto previsto dall’art. 106, comma 4, del Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18 (convertito con Legge 24 aprile 2020, n. 27), l’intervento in Assemblea di coloro ai quali spetta il diritto di voto è avvenuto esclusivamente per il tramite del Rappresentante Designato dalla Società ai sensi dell’art. 135-undecies del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.

L’Assemblea ha registrato la partecipazione dell’85,20% del capitale sociale.

 

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I curricula dei nuovi Amministratori sono disponibili sul sito internet della Società

(www.enav.it).

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Il rendiconto sintetico delle votazioni verrà reso disponibile sul sito internet della Società (www.enav.it), in ottemperanza all’art. 125-quater del TUF, entro il prescritto termine di

cinque giorni dall’Assemblea.

Indicatori alternativi di performance

Nel presente comunicato vengono utilizzati alcuni “indicatori alternativi di performance”, il cui significato e contenuto sono illustrati di seguito in linea con l’orientamento ESMA/2015/1415:

➢ EBITDA (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization): indicatore che evidenzia il risultato economico prima degli effetti della gestione finanziaria e di quella fiscale, nonché degli ammortamenti e svalutazioni delle attività materiali e immateriali e dei crediti e degli accantonamenti, così come riportati nello schema di bilancio e rettificati per i contributi in conto investimenti direttamente connessi agli investimenti in ammortamento a cui si riferiscono;

➢EBIT (Earnings Before Interest and Taxes): corrisponde all’EBITDA al netto degli ammortamenti rettificati dai contributi in conto investimenti e dalle svalutazioni delle attività materiali e immateriali e crediti e accantonamenti;

➢ Posizione finanziaria netta: è la somma delle Passività finanziarie correnti e non, dei crediti finanziari correnti e non correnti al netto dei debiti finanziari non correnti riferiti al fair value degli strumenti finanziari derivati e delle Disponibilità liquide e mezzi equivalenti;

CNA del Trentino apprezza la buona volontà della Giunta Provinciale, che il 19 maggio ha deliberato i criteri per la concessione dei contributi a fondo perduto alle attività economiche che impegnano fino a 9 addetti e che hanno subito gravi perdite nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 rispetto agli stessi mesi del 2019.

Sono stati stanziati 89 milioni sulla base di una stima di circa 27.000 operatori economici. Il contributo è destinato alle imprese e ai lavoratori autonomi (no enti non commerciali ENC); spetta se il calo delle attività nel periodo COVID (marzo, aprile, maggio 2020) è di almeno il 50% rispetto allo stesso periodo 2019; non spetta a chi ha avuto ricavi o compensi inferiori a € 12.000 nel 2018; non spetta a chi ha avuto redditi superiori ad € 40.000 nel 2018 (elevato di € 15.000 per ogni socio/collaboratore fino a € 70.000).

Il contributo va da € 3.000 fino a 3 addetti e neo-costituiti a € 4.000 fino a 6 addetti, € 5.000 fino a 11 addetti, con maggiorazioni del 40% e max € 1.200 per gli operatori che hanno sostenuto canoni di locazione (marzo, aprile, maggio 2020). Domande da presentare entro il 31 luglio su piattaforma informatica APIAE.
Obblighi da mantenere fino al 31 dicembre 2025: salvaguardia del numero degli addetti; regolare pagamento delle retribuzioni dei dipendenti; regolare pagamento dei debiti verso fornitori (attestato dal commercialista o revisore).

“Si potrebbe dire finalmente arrivano contributi a fondo perduto alle aziende – afferma Andrea Benoni, presidente di CNA Trentino – ma più si leggono questi criteri, più dubbi vengono e ci sono molte cose non chiare ed alcune inattuabili”.

Tanti i dubbi di CNA Trentino sui criteri: dalle risorse disponibili ai controlli sul regolare pagamento dei fornitori e dei lavoratori, dai limiti di reddito al volume di attività, dalle perdite ai massimali.
“Mettiamoci anche che i contributi sono tassabili – evidenzia il presidente Benoni – quindi alla fine sono lordi e visto che tutto sarà gestito dall’APIAE nella fase di domanda e liquidazione magari per la erogazione serve anche il rilascio da parte del Commissariato del Governo della certificazione antimafia il che vuol dire che questi soldi le aziende forse li vedranno in autunno. Ci sembra che questi criteri lascino aperti molto dubbi, ma soprattutto obblighino le aziende a produrre documentazione a volte impossibile da produrre e con costi economici oltre che di tempo. Con assunzione di obblighi per 5 anni a fronte di una manciata di euro lordi. Che non si sa quando saranno liquidati”.

“Si poteva fare di più e meglio per aiutare i piccoli imprenditori che sono stati massacrati dalla emergenza COVID19 – conclude Benoni -. Ad esempio si poteva stabilire un semplice criterio, così come previsto a livello nazionale, sulla perdita riscontrata, senza introdurre altri criteri che rischiano di escludere tantissimi piccoli imprenditori dalla richiesta e che non motivano quelli più strutturati vista comunque l’eseguita dell’importo, con l’ennesima spada di Damocle di vincoli quinquennali e controlli”.

Via libera della Quinta Commissione all’Intesa Provincia-Università per il contenimento annuale della spesa pubblica. Esclusi i costi della nuova facoltà di medicina, che ammonteranno a circa 5 milioni di euro. Per la valutazione dei dirigenti scolastici, la novità degli esperti che visiteranno per due giorni gli istituti.

Rinviati su richiesta delle minoranze l’illustrazione e il via libera in Quinta Commissione delle Linee guida dedicate alle politiche culturali della Provincia, l’organismo presieduto da Alessia Ambrosi (Lega) ha espresso oggi due pareri favorevoli: il primo sui criteri e la metodologia adottati dalla Pat per la valutazione dei dirigenti delle istituzioni scolastiche e formative, con la novità degli esperti che visiteranno per due giorni ogni scuola; il secondo sull’intesa tra la Giunta provinciale l’Università circa gli obblighi e i vincoli con cui l’Ateneo trentino è tenuto a perseguire gli obiettivi di finanza pubblica attraverso il contenimento della spesa. Contenimento da cui sono esclusi i costi per il personale e la sede della nuova facoltà di medicina.

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Slitta il parere sulle Linee guida per la cultura. Serve la copertura finanziaria.

Il rinvio della presentazione delle Linee guida per le politiche culturali della Provincia da parte dell’assessore Mirko Bisesti, è scaturito dalla richiesta avanzata da Sara Ferrari (Pd), condivisa anche da Paolo Ghezzi di Futura e Filippo Degasperi di Onda Civica Trentino, di fornire alla Commissione anche indicazioni sulla copertura finanziaria degli obiettivi indicati nel documento. Obiettivi che – ha ricordato Ghezzi – definiti nell’ottobre scorso e poi non aggiornati, se non con l’aggiunta di alcune frasi, rispetto al profondo cambiamento della situazione relativa anche alle attività culturali conseguente all’emergenza Covid-19. Ferrari ha sollecitato l’assessore a confrontarsi nuovamente nei prossimi giorni con i soggetti del mondo della cultura del Trentino che erano stati coinvolti nel processo partecipativo – ricordato da Bisesti e giudicato positivamente anche dalla consigliera – al termine del quale erano state definite le Linee guida. Dal canto suo Degasperi ha evidenziato che il documento attuale non tiene conto della riduzione delle risorse provinciali nel settore della cultura da poco prevista e che inciderà notevolmente ad esempio sul Mart per fronteggiare la crisi economica causata dalla pandemia. Pronunciare oggi un parere su queste Linee guida sarebbe quindi – ha osservato il consigliere – “un puro esercizio accademico, perché domani occorrerà trovare le risorse che permettano di perseguire gli obiettivi indicati nel documento”.
L’assessore Bisesti ha accolto l’appello delle minoranze rendendosi disponibile a tornare sull’argomento in Commissione tra una decina di giorni. Anche se, ha ricordato, le Linee guida per la cultura hanno valenza triennale e disegnano un percorso che oltrepassa anche questa fase emergenziale. Prendendo atto dell’accordo tra l’assessore e le minoranze, la presidente Ambrosi ha rinviato il parere alla prossima seduta della Quinta Commissione, che si svolgerà mercoledì 3 di giugno.

 

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Sì ai nuovi criteri per la valutazione dei dirigenti scolastici.

Le altre Linee guida discusse oggi e proposte dalla delibera di Giunta firmata dall’assessore Bisesti – che hanno ottenuto il via libera della Quinta Commissione con 4 sì della maggioranza, il voto contrario di Degasperi e l’astensione di Ghezzi e Ferrari – riguardano i criteri e la metodologia adottati per la valutazione dei dirigenti degli istituti scolastici e formativi. A presentare il documento per l’assessore, che ha partecipato alla seduta con il dirigente generale del dipartimento, Roberto Ceccato, è stato Damiano Previtali, presidente del Comitato provinciale di valutazione del sistema educativo, affiancato dal dirigente dell’ufficio valutazione politiche scolastiche della Provincia Francesco Pisanu.

 

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Previtali: la novità dei due esperti che visiteranno per 2 giornate ogni istituto.

Previtali ha premesso che l’emergenza Covid-19 non ha inciso su queste Linee guida, anche se ciascun dirigente dovrà redigere un rapporto di auto-valutazione che tenga conto anche della didattica a distanza (dad) adottata in questi mesi di sospensione delle attività in presenza all’interno degli edifici scolastici. Si raccoglieranno anche così elementi conoscitivi utili sulla dad perché questo sistema possa entrare nei futuri progetti di istituto. In ogni caso – ha proseguito il presidente del Comitato – proprio l’autovalutazione è il primo strumento, adottato già da un triennio, con cui gli stessi dirigenti sono tenuti a giudicare il loro operato fornendo dati e documenti sulla relazione tra i risultati raggiunti dall’istituto e dagli alunni e gli obiettivi prefissati nel progetto scolastico o formativo. Determinante per la valutazione – ha spiegato – è la capacità di ogni dirigente di dimostrare il raggiungimento degli obiettivi specifici e distintivi del proprio istituto, il cui valore dipende dai risultati raggiunti dagli studenti. Lo strumento riassuntivo dell’intera procedura è la “cartella del dirigente scolastico”, che collega tutti gli aspetti coinvolti nella valutazione. Altro importante elemento di giudizio: l’integrazione tra la valutazione del dirigente e quella dell’organizzazione dell’istituto. “Perché – ha commentato il presidente – sarebbe paradossale avere ottimi dirigenti e pessime scuole dal punto di vista dell’offerta formativa e dei risultati degli studenti”. Nel confermare l’impianto metodologico della valutazione dei dirigenti, considerato un punto di riferimento anche a livello nazionale, Previtali ha evidenziato l’unica vera novità introdotta nelle Linee guida di quest’anno: le visite che due esperti effettueranno in ogni istituto e che dureranno 2 giorni per verificare sul posto l’operato dei dirigenti, interloquire con i soggetti rappresentativi delle componenti interne e cogliere quindi il “clima” che si respira nell’ambiente educativo. L’esito di queste visite sarà sottoposto al Comitato di valutazione e quindi al Dirigente generale per arrivare al giudizio conclusivo da cui dipenderà anche la retribuzione di risultato.

 

Gli interventi dei consiglieri. Degasperi: no ai dirigenti cinghia di trasmissione.

 

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Filippo Degasperi ha criticato l’impostazione della metodologia adottata per valutare i dirigenti che origina dall’articolo 103 della legge provinciale 5 del 2006 sul sistema educativo del Trentino. Secondo il consigliere questa norma individua nel dirigente una sorta di cinghia di trasmissione delle politiche della Provincia nei singoli istituti scolastici e formativi. “Questa normativa provinciale risale all’era dellaian-renziana che mira a valutare il dirigente d’istituto in rapporto alla sua capacità di applicare una certa linea politica dettata dall’alto nella programmazione della scuola a lui assegnata”. Al contrario, per Degasperi dovrebbe essere la scuola a valutare il dirigente mentre sarebbe necessario che la Provincia si limitasse a giudicarne l’operato in relazione all’utilizzo dei mezzi e delle risorse messi a disposizione dell’istituto. Da quest’impianto consegue, a suo avviso, lo scarso peso assegnato al progetto d’istituto, valutato in proporzione alla capacità di integrare gli obiettivi fissati dalla Provincia. Per Degasperi è sbagliato che i due esperti debbano chiedere al dirigente chi interpellare nella scuola per pronunciarsi sul suo stesso operato. Infine la distribuzione di Foreg e Fuis dovrebbero tener conto che vi sono stati dirigenti molto poco attivi nell’informatizzazione degli istituti.
Ferrari (Pd) ha chiesto a Previdali notizie sull’andamento della metodologia di valutazione negli ultimi tre anni in cui è stata applicata. E ha invitato l’assessore ad evitare spostamenti di dirigenti in una fase delicata come questa.
Cavada (Lega) ha apprezzato la scelta di affidare ad esperti esterni all’istituto il giudizio sui dirigenti e suggerito di prevedere in ogni scuola un presidio sanitario a scopo di prevenzione e vigilanza.

 

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Rotazione dei dirigenti ogni 6 anni, ma alcuni andranno in pensione.

Bisesti ha risposto che per gli spostamenti si seguirà il metodo adottato l’anno scorso e giudicato positivamente da tutti, anche se si terrà conto dell’emergenza ancora in corso in particolare per la scuola. Al riguardo il dirigente generale Ceccato ha precisato che la regola adottata è che dopo 6 anni di permanenza in un istituto un dirigente scolastico deve ruotare e ha informato che comunque a breve alcune di queste figure andranno in pensione e questo comporterà inevitabilmente degli spostamenti. Quanto alla valutazione dei dirigenti, Ceccato ha ricordato che la sospensione in marzo delle attività scolastiche ha impedito le visite degli esperti negli istituti. In ogni caso, ha concluso, alla fine la valutazione dei dirigenti sulla base di tutti i dati raccolti spetterà a lui.

 

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L’autovalutazione dei dirigenti tutela e valorizza l’autonomia degli istituti.

Previtali ha risposto alle osservazioni di Degasperi sottolineando che gli obiettivi assegnati derivano dall’autovalutazione del dirigente scolastico e questo valorizza l’autonomia. Il Comitato provinciale si limita a validare quel che il dirigente segnala nella propria autovalutazione dove deve dimostrare la propria capacità di cogliere e valorizzare lo “specifico” della propria scuola attraverso il progetto d’istituto. Quanto agli esperti che visitano la scuola – ha proseguito il presidente – il dirigente indicherà loro non i nomi ma i ruoli degli interlocutori da consultare in quanto formalmente rappresentativi delle varie componenti interne e dei genitori. E anche questo mette al riparo la valutazione dei dirigenti dal loro condizionamento. Previtali ha aggiunto che condividerebbe l’eventuale scelta politica della Provincia di trasformare questi esperti in ispettori per garantire ancor più la loro valutazione autonoma e la loro terzietà. Riconoscimento economico per la professionalità dei dirigenti: su questo punto il presidente del Comitato di valutazione ha precisato che ai fini di questa integrazione retributiva del 5% non contano tanto i corsi di aggiornamento frequentati ma la capacità di dimostrare come gli apprendimenti acquisiti siano entrati nel progetto d’istituto contribuendo a migliorare i risultati della scuola. Infine Previtali ha risposto a Ferrari che negli ultimi anni l’applicazione di questa metodologia nella valutazione dei dirigenti è stata positiva perché ha ottenuto gli esiti che erano stati prefigurati. Il fatto di misurare ora con le visite degli esperti negli istituti anche il clima interno e di non limitarsi alla documentazione cartacea fornita dal dirigente, è una novità importante da collaudare.

 

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I costi della nuova facoltà di medicina, esclusi dai vincoli e dagli obblighi per il contenimento della dell’Università.

Ad illustrare insieme all’assessore Bisesti l’Intesa siglata per quest’anno tra la Provincia e l’Università di Trento sul perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica dell’ateneo, c’erano due funzionarie: Cristina Ioriatti e Roberta Vergani. Bisesti ha sottolineato che dai vincoli e dagli obblighi concordati per il contenimento della spesa da parte dell’Università, sono escluse le spese previste dall’accordo per l’avvio in autunno del nuovo corso di laurea in medicina. Quindi i costi che l’ateneo dovrà necessariamente sostenere per i docenti che si aggiungeranno e per i nuovi spazi immobiliari da occupare. Ioriatti ha confermato che questa è la sola novità dell’Intesa che per il resto ricalca quella dell’anno scorso e che la Giunta deve necessariamente approvare con delibera entro il 31 maggio. L’unica eccezione consiste nell’esclusione delle spese per il personale e le locazioni di immobili per la nuova facoltà di medicina. Quanto al resto, le spese dell’ateneo che dovrebbero sempre rimanere al di sotto del 70% delle risorse pubbliche messe a disposizione, resteranno al livello di quelle del 2019, quando furono pari al 59,10. E anche i tempi di pagamento continueranno a rimanere entro 28 giorni.
Sollecitato a fornire qualche precisazione dalla consigliera Ferrari, l’assessore ha aggiunto che a sostenere i costi della nuova facoltà di medicina inesorabilmente destinati a crescere nei primi anni a partire da questo sarà l’università. A partire dal quarto anno all’Ateneo subentrerà la Provincia. L’entità della spesa è ancora approssimativa perché solo con l’atto di indirizzo si arriverà a definire cifre precise. Tuttavia, ha concluso Bisesti, in linea di massima il costo si aggirerà sui 5 milioni di euro.

WoodCard vince il contest Green Jobs valorizzando l’imprenditorialità green e le storie di resilienza L’evento conclusivo nazionale riconosce la creatività e l’entusiasmo di chi ha saputo cogliere le sfide di oggi e trasformarle in soluzioni innovative per un futuro più sostenibile

Dopo aver presentato le proprie idee progettuali nell’edizione virtuale del contest a livello provinciale, gli studenti trentini del team WoodCard hanno presentato oggi, durante l’evento conclusivo del progetto Green Jobs, il loro progetto, aggiudicandosi il titolo nazionale.

La classe 4G del Liceo Rosmini di Rovereto (TN), coordinata dalla docente Prof.ssa Lucia Candioli, gli esperti green di InVento Innovation Lab – Claudio Avella e Bianca Russo – e il Dream Coach della società Volta GreenEnergy Filippo Galeotti con impegno e creatività, nonostante le difficoltà del periodo che stiamo vivendo, sono riusciti a tenere alta la bandiera gialloblu e sono saliti sul gradino più alto del podio di questa competizione tutta green.

Il progetto ha previsto l’ideazione e la creazione di una smart card con il legno proveniente dagli alberi caduti durante la tempesta del 2018 in Trentino. Una vera e propria storia di resilienza, la loro, che ha saputo raccontare il territorio e come siano riusciti a risolvere le difficoltà incontrate durante il percorso GJ con innovazione e creatività.

Oltre a creare progetti di impresa green, gli studenti hanno mostrato grande volontà e coinvolgimento nonostante la particolare situazione originata dal lockdown, dando prova di una grande capacità di resilienza. Per questo le mini-imprese vincitrici a livello territoriale sono state coinvolte nel contest Storie di Resilienza (#CONTESTGJ2020), raccontando con foto, post e storie instagram, le difficoltà incontrate nella realizzazione del progetto e le soluzioni messe in campo.

 

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Informazioni sul progetto
WoodCard è un prodotto che rappresenta e racconta diverse storie di resilienza, a partire da quella legata all’ambiente.
Ottobre 2018: la Tempesta VAIA ha piegato il nostro territorio, mettendone in ginocchio l’economia e la popolazione, ma la volontà di rinascere è stata più forte.
Ciò che è stato creato con il legno degli alberi abbattuti racchiude la volontà di riemergere da una situazione di difficoltà. Fra le numerose iniziative anche noi nel piccolo, abbiamo dato il nostro contributo con WOODCARD.

A causa della situazione di emergenza ci siamo ritrovati a confrontarci con una realtà completamente nuova. Abituati a stare insieme e a condividere la quotidianità fatta di momenti felici e anche impegnativi, in questi mesi l’ostacolo è diventato abituarsi alla distanza e alle insicurezze. Tuttavia siamo riusciti a reinventare il nostro essere 4G: separati, ma comunque uniti.
Resilienza è piegarsi, ma di certo non spezzarsi, resistere. Il nostro gruppo ci è riuscito e con noi anche WoodCard: un oggetto a cui è stata data una nuova vita attraverso impegno, creatività, e speranza.

“Oggi non si premia solo l’attitudine ad apprendere i valori della sostenibilità per trasporli in un lavoro comune, ma anche la coerenza dimostrata nell’essere cittadini e cittadine capaci di compiere, in un momento di così grande crisi, autentici atti di sostenibilità – spiega Anna Chiara Invernizzi, Vice Presidente di Fondazione CRT e Presidente della Commissione Sviluppo Sostenibile di ACRI – Rivolgo un plauso a tutta la Community Green Jobs: ringrazio in particolare alunni ed insegnanti, che hanno dato prova di un forte senso di responsabilità, portando avanti con determinazione i propri progetti nonostante i numerosi ostacoli. Un sentito ringraziamento va anche alle Fondazioni, che hanno supportato i percorsi intrapresi, anche quando l’emergenza sanitaria ha comportato la necessità di rimeditare l’impiego delle loro risorse, affinché nessuno rimanesse escluso dalla solidarietà.”

Avviato in Lombardia nel 2015 da Fondazione Cariplo, Green Jobs si è esteso a livello nazionale a partire dal 2018, interessando 157 classi e più di 3.000 studenti, grazie al coinvolgimento di altre 8 Fondazioni di origine bancaria aderenti all’ACRI: Fondazione CRT, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Carispezia, Fondazione Cariparo, Fondazione Caritro, Fondazione Cassa di

Risparmio di Perugia, Fondazione Tercas e Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana.
Realizzato con Junior Achievement Italia e InVento Innovation Lab, Green Jobs è un percorso di autoimprenditorialità green per le scuole superiori, che porta i ragazzi a creare mini-imprese che propongono risposte concrete a problemi ambientali e in linea con gli SDGs, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU

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