Mercato immobiliare trentino, Fimaa presenta l’andamento del primo quadrimestre 2020.

Nei primi due mesi del 2020 si è registrato un aumento delle compravendite con un successivo brusco stop dopo la prima settimana del mese di marzo derivato dall’emergenza sanitaria Covid-19.

Presso l’Auditorium Unione, in via Solteri 78 a Trento, si è tenuta la presentazione dell’indagine sull’andamento del mercato immobiliare trentino per il primo quadrimestre del 2020, condotta da FIMAA – Trentino, l’associazione aderente a Confcommercio Trentino che riunisce i mediatori immobiliari della provincia di Trento. Alla presentazione erano presenti, oltre al presidente FIMAA Severino Rigotti ed ai consiglieri dell’associazione, il presidente del Consiglio Notarile di Trento e Rovereto Orazio Marco Poma, ed il direttore dell’Ufficio provinciale – Territorio dell’Agenzia delle Entrate di Trento Paolo Borzaga.

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Compravendite: gennaio e febbraio avanzano positivamente; per la fine di marzo pesante segno meno

Il primo relatore, Paolo Borzaga – direttore dell’Ufficio provinciale – Territorio dell’Agenzia delle Entrate di Trento, ha fornito una panoramica delle compravendite relative al comparto residenziale, in cui si denota un andamento positivo nel mese di gennaio 2020 con un +0,6% (si è passati da 457 compravendite dello stesso periodo dello scorso anno a 460). Nel mese di febbraio si nota un andamento ancora migliore con un +4,5% (da 495 a 527) e, nelle prima settimana del mese di marzo, un ulteriore +7,2% (97 del 2019 contro 104 del 2020). Le ultime 3 settimane del mese di marzo hanno segnato un pesante segno meno: -70,7%, 495 compravendite lo scorso anno contro le sole 146 dell’anno in corso.

Spiega Borzaga: «Comunque analizzando l’intero periodo 1 gennaio – 31 marzo, notiamo un calo importante: -20,5%, 1544 compravendite registrate nel 2019 invece quest’anno ne abbiamo registrate solamente 1227».

 

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Anche gli atti notarili seguono il trend

Il presidente del Consiglio Notarile di Trento e Rovereto Orazio Marco Poma illustra i dati relativi agli atti notarili: «Questo 2020 è iniziato con un incremento nel numero di atti stipulati portando una crescita di circa 3 punti percentuali; un trend che si è esteso fino alla prima settimana di marzo per poi subire un brusco stop. Guardando i dati nel complesso notiamo un calo dell’attività notarile di un 14% in ogni settore. Anche le donazioni/successioni si sono fermate, come tutti gli atti nel complesso, a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19». «Gli effetti più significativi – ha aggiunto il notaio Poma – li vedremo nel lungo periodo».

 

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Le attività di compravendita sono ripartire con notevoli incertezze e limitazioni

«La nostra attività di agenti immobiliari – spiega Severino Rigotti, presidente di Fimaa Trentino – è ripartita con l’allentamento delle misure restrittive ma con notevoli limitazioni. Basti pensare che, per legge, non possiamo portare un cliente a visionare un immobile che allo stato attuale sia condotto da un proprietario oppure da un inquilino; ci è consentito solamente mostrare case/appartamenti liberi il che comporta notevoli disagi sia per noi sia per i nostri clienti che non possono visionare molti immobili». Rigotti prosegue: «Guardando nel complesso l’andamento dello scorso anno abbiamo registrato in media oltre 500 compravendite al mese; questo 2020 è partito con un trend positivo per poi fermarsi di colpo con l’adozione delle misure di restrizione personale».

Nota Rigotti che comunque da parte delle persone c’è una forte volontà di cambiamento, dovuta anche a questi due mesi di permanenza forzata all’interno delle mura domestiche. Rigotti conclude parlando dei prezzi del mercato immobiliare :«Calo dei prezzi? Non credo proprio! Non ci sarà un calo dei prezzi di compravendita degli immobili, perché questa non è una crisi finanziaria, le banche hanno liquidità e l’accesso al credito è molto più vantaggioso rispetto agli anni passati. Come ultima nota posso dire che ci sarà un calo di fatturato nel settore perché abbiamo perso oltre due mesi e recuperare da qui a fine anno non è plausibile».

Per rivedere la diretta video, cliccare QUI.

 

 

I DATI DAL 9 MARZO AL 30 APRILE

Domande, controlli, rassicurazioni: il racconto dei 50 giorni

della polizia locale impegnata sul fronte del Coronavirus

A chiamare la centrale operativa erano spesso persone prostrate, che cercavano qualcuno con cui sfogarsi. Il sostegno di tanti cittadini: “Ci mandavano le brioches”

 

Oltre ventimila telefonate alla centrale operativa, più di ottomila persone controllate, circa quattrocento sanzionate. E ancora: 2000 esercizi pubblici controllati e cinque multati per qualche irregolarità. Dal 9 marzo, giorno in cui l’Italia è diventata di fatto un’unica zona rossa, fino allo scorso 30 aprile, la polizia locale di Trento ha cambiato completamente la propria attività: con la città paralizzata e chiusa per virus, gli agenti si sono dedicati quasi esclusivamente a vigilare perché le norme emanate per contenere il diffondersi del contagio fossero comprese e rispettate dai cittadini. “Abbiamo lavorato e stiamo tuttora lavorando per conto dello Stato, per la polizia locale è un fatto di portata storica – spiega il vicecomandante Luca Sattin – Anche il corrispettivo delle sanzioni lo inviamo a Roma”.

I numeri dei controlli e delle telefonate certo dicono poco dell’impegno e della fatica di queste settimane difficili (“l’adunata degli Alpini, in confronto, è stata una passeggiata”), settimane in cui, come racconta il funzionario Pierangelo Vescovi, sia gli agenti sul territorio sia quelli della centrale operativa sono stati sottoposti a uno stress fuori dal comune: “I nostri operatori hanno dimostrato una grande capacità di dare informazioni e rassicurare anche chi, talvolta con arroganza, imputava a noi le storture o le lacune dei provvedimenti”.  Ogni operatore di centrale, come riferisce la coordinatrice Milena Innocenti, ha risposto anche a centoventi telefonate al giorno: “Ascolto, comprensione del problema, ricerca di una soluzione: ogni caso è stato attentamente valutato alla luce di regole che tra l’altro cambiavano spesso. La sera, via whats app, si condivideva tra gli agenti la nuova ordinanza e la si studiava a fondo, per essere pronti a rispondere la mattina dopo. A chiamare erano spesso persone prostrate e in uno stato di disagio. Abbiamo avuto gente che piangeva e che cercava qualcuno con cui sfogarsi, anziani destabilizzati dal fatto che dovevano cambiare le loro abitudini. Sì, qualche volta siamo stati anche un telefono amico”.

Sul territorio la pressione non era molto diversa, tra segnalazioni di cittadini, paura, diffidenza. Anche se, com’è naturale, a salire alla ribalta della cronaca sono state le sanzioni, il lavoro della polizia locale aveva ben altre finalità. Riassume Vescovi: “Gli agenti avevano un mandato preciso: quello di tener conto che la situazione è stata ed è davvero pesante per tutti e per tanti motivi diversi. Non a caso le persone controllate sono state numerosissime, quelle sanzionate poche”. A fare due conti, tra inizio marzo e fine aprile meno del 5 per cento. “Gli agenti sono stati bravi nel dare informazioni all’utenza in maniera assertiva – spiega il coordinatore Stefano Simonini – L’obiettivo non è mai stato quello di applicare la sanzione, ma di evitare spostamenti ingiustificati. Certo, nel gran numero di controlli, può esserci stata qualche interpretazione errata. Per questo abbiamo sempre dato anche le indicazioni per fare ricorso”.

“Sanzionare i cittadini a volte può essere un dramma”,  assicura il comandante Lino Giacomoni, per questo il lavoro di informazione e di rassicurazione è stato sempre preponderante. Non è dunque un caso se, come riferisce Paolo Sega, agente da sempre sul territorio, “in strada il 99,9 per cento delle persone è stata collaborativa e ha reagito bene”. A volte, continua l’agente, “abbiamo fermato anche medici e infermieri: appena ce ne accorgevamo, cercavamo di farli andare più veloci, e loro ci ringraziavano”. E quando è scattata la multa perché la violazione alle norme era palese e consapevole, più di qualcuno ha ammesso: “Sapevo di rischiare”.

Nonostante la sanzione pesantissima, le reazioni aggressive sono state davvero poche. Nei giorni “caldi” del lock down, con il numero dei casi e dei morti per Coronavirus che continuava a crescere, la polizia locale ha anzi sperimentato un sostegno inedito: “Una pasticceria ci mandava le brioches la mattina, la volontaria di un’associazione ci ha regalato un pacco di mascherine. Non era mai capitato prima – racconta ancora Pierangelo Vescovi – Poi c’è stata un’azienda che ha sanificato gratuitamente i nostri mezzi. Ci ha fatto molto piacere anche ricevere la lettera di un medico del Santa Chiara che ha ringraziato per il nostro lavoro e ci ha detto: continuate a far rispettare le regole, per noi è molto importante”.

Un momento di calma irreale in tutti questi giorni? “Il venerdì Santo, quando in tv c’era il Papa da solo in piazza San Pietro – racconta Simonini – I telefoni all’improvviso sono ammutoliti e le strade erano più deserte di sempre. Sarà stata una coincidenza, ma la città si è fermata come quando gioca l’Italia ai Mondiali di calcio”.

“Molti definiscono il provvedimento del governo ‘decreto ristoro’ invece di ‘decreto Rilancio’, ma secondo me non è nemmeno un decreto ristoro. Andava fatto un mese fa e comunque non va bene: bisognava intervenire massicciamente sulle imprese che hanno perso ricavi a causa del lockdown, per permettere loro di continuare a pagare costi come stipendi, bollette, affitto.

Avremmo impedito così un fiume di burocrazia, perché in questo modo si è intervenuti in tanti singoli aspetti e non si è sfruttata la capacità organizzativa delle imprese perlomeno per pagare i dipendenti”, così l’ex ministro Giovanni Tria durante il webinar organizzato dal progetto ‘Ricostruire’ di Stefano Parisi, per commentare il decreto del governo.

 

 

“Nel marzo del 2019 – aggiunge – avevamo preparato e proposto al governo Conte I una norma per sospendere il codice degli Appalti: stop per almeno tre anni e adottare la direttiva europea al suo posto, e nel frattempo congegnare con un disegno di legge una riflessione complessiva. Il governo ha respinto la proposta e ne ha preso solo alcuni pezzi”, conclude.

In allegato i due video del Ministro della Salute Roberto Speranza e del Presidente dell’ISS Silvio Brusaferro in cui vengono illustrati i dati della cabina di regia sugli indicatori del monitoraggio.

Guarda il video del Ministro Speranza al link https://www.youtube.com/watch?v=YSfJJBAYtLM&feature=youtu.be
Guarda il video del Presidente Brusaferro al link https://www.youtube.com/watch?v=xwrOegTAWfM

In allegato anche i dati del monitoraggio: PDF LINK

https://www.file-pdf.it/2020/05/16/cabinaregiaitalia-16-maggiomod/

 

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Ministero della Salute / Istituto Superiore di Sanità

 

 

CABINA_REGIA_Italia_ 16 maggio_MOD

 

REPORT_Presentazione

 

 

 

Questa sera, sabato 16 maggio, “Stasera Italia weekend”, condotto da Veronica Gentili, si allunga fino alle 23.30 con un nuovo speciale dedicato, in particolare, al Dpcm che stasera il premier Conte dovrebbe presentare ufficialmente. Al centro della serata l’imminente riapertura, delle attività economiche e produttive.

GLI OSPITI IN DIRETTA DALLE 20.30 ALLE 21.25:
· ANNA MARIA BERNINI
· EMANUELE FIANO

GLI OSPITI IN DIRETTA NELLO SPECIALE DALLE 21.30 ALLE 23.30:
LAURA CASTELLI (ore 21.30 circa)
CLAUDIO DURIGON (ore 21.30 circa)
CLEMENTE MASTELLA (ore 22.10 circa)

Tra gli altri ospiti della serata: Pietro Senaldi, Federico Geremicca, Giuseppe Bitti, Antonio Padellaro, Claudia Fusani, Daniele Capezzone, Syusy Blady, Giuseppe Ira e Rosanna Cancellieri.

La fase 2 è alle porte e tutti i servizi stanno riorganizzando, con qualche polemica, le riaperture.

Anche gli Enti pubblici trentini hanno dato le prime indicazioni per il rientro del personale: la Provincia Autonoma di Trento, su sollecitazione di CGIL, CISL e UIL, ha condiviso le modalità operative e la relativa circolare in più incontri organizzati con le organizzazioni sindacali.

Il Comune di Trento, da parte sua, aveva convocato le rappresentanze sindacali interne per condividere una progettualità ancora in tempi non sospetti (circa 15 giorni fa) ma poi non ha più ritenuto di comunicare né ai propri dipendenti né tantomeno alle organizzazioni sindacali, le modalità che riteneva adottare per un rientro nel rispetto delle normative e della sicurezza dei propri collaboratori.

Oggi leggiamo sulla stampa locale che lunedì il Comune di Trento riaprirà le Circoscrizioni e gli uffici centrali, ma non risultano comunicazioni in merito nemmeno ai dipendenti che dovrebbero prendere servizio.

La UIL FPL ritiene questo atteggiamento del comune di Trento offensivo verso tutti i loro dipendenti e irrispettoso delle informazioni dovute contrattualmente alle Organizzazioni Sindacali, senza il rispetto delle norme di sicurezza che questo delicato periodo impone.

La fase 2 del comune può partire anche nei giorni successivi al 18 maggio ma è fondamentale che sia garantita la sicurezza e l’informazione dovuta ai dipendenti.

 

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Marcella Tomasi

Segretaria Provinciale
UIL FPL Enti Locali

Il presidente Berlusconi è intervenuto in videoconferenza alla riunione di Azzurro donna, il movimento femminile di Forza Italia, organizzata dalla responsabile Catia Polidori.

Ecco alcuni stralci del suo intervento:

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“È necessario un maggiore coinvolgimento delle donne nei processi decisionali: uno studio ha rilevato che nelle numerose task force che sono state chiamate a gestire l’emergenza Coronavirus in questi mesi la componente femminile era inferiore al 20%.

Ci auguriamo che la ripartenza possa essere gestita con un altro spirito e che non siano sprecati e sottovalutati anche in questo campo i talenti e le capacità delle donne.

La condizione femminile in Italia è andata via via migliorando nei decenni: molti traguardi sono stati raggiunti.  Oggi, grazie a Forza Italia, la seconda carica dello Stato è una donna.

Restano situazioni critiche che devono essere affrontate e risolte con provvedimenti legislativi e adeguati investimenti come, per esempio, quella che riguarda il gravoso tema della violenza sulle donne.

Oggi, però, la prima emergenza è il lavoro e, in particolare, quello femminile.

La chiusura delle scuole dovuta alla pandemia e la carenza di soluzioni alternative come i centri estivi hanno costretto molte madri lavoratrici a dividersi tra lavoro e famiglia o, addirittura, a dover rinunciare all’occupazione per poter gestire la casa e i figli.

Questi abbandoni andrebbero ad incidere negativamente su una occupazione femminile che in Italia è già estremamente bassa e vede il Paese in coda alla classifica tra i Paesi europei.

Non possiamo accettarlo per rispetto della famiglia e del mondo del lavoro che non possono prescindere dalla qualità e dall’alta professionalità femminile.
Forza Italia è il partito politico che ha sempre creduto ed investito nelle capacità delle donne: i nostri governi hanno promosso molte leggi a loro tutela perché tutelare una donna significa lavorare per il bene della società tutta. Andremo avanti su questa strada.

Lavoreremo per migliorare in Parlamento i provvedimenti annunciati dal governo allo scopo di salvare tutti i posti di lavoro che sono messi a rischio da questa emergenza economica.

Lo faremo anche valorizzando l’importante contributo di idee che ci ha dato e continua a darci Azzurro Donna”.

Trentino Sviluppo, al via quindici cantieri nel 2020: 12 milioni di euro per la ripresa. La società di sistema dà il via a diversi lavori con procedure rapide e negoziate. Un’opportunità per le imprese trentine, per dare lavoro e generare liquidità.

Nell’ambito delle misure messe in campo per stimolare la ripresa dell’economia trentina a seguito della crisi economica conseguente alla pandemia Covid-19, Trentino Sviluppo ha messo a punto il progetto “Quindici cantieri per il 2020”. Obiettivo: far partire sul territorio, da qui a fine anno, 15 opere edilizie e relativi cantieri. Iniziative che offriranno lavoro e garantiranno liquidità a diverse aziende trentine coinvolte in appalti e subappalti. Da Rovereto ad Arco, da Ala a Malè, da Trambileno al Tesino, dalle Giudicarie alla Val di Non.

«Abbiamo chiesto a Trentino Sviluppo – spiega Achille Spinelli, assessore provinciale allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro – di mettere in campo tutte le risorse attualmente disponibili, finanziarie, tecniche ed umane, per accelerare l’avvio di cantieri che possano far lavorare le imprese del territorio e le filiere di forniture legate all’edilizia.

È stata attivata una task force interna a Trentino Sviluppo, già operativa, che ha l’obiettivo di rendere rapida la commessa pubblica, sia per le imprese, sia per professionisti che oggi hanno estremo bisogno di lavoro».

Soddisfazione espressa anche da Roberto Failoni, assessore provinciale all’Artigianato, commercio, promozione, sport e turismo: «Oltre ad alcuni interventi di manutenzione sugli impianti funiviari, in vista della prossima stagione invernale, abbiamo dato il via ad alcune opere, come quella di Bolbeno, progettata in tempi record. Sarà dunque appaltata la realizzazione del nuovo impianto funiviario, ma anche tutte le opere di carattere forestale e di movimento terra per la pista che copriranno oltre la metà dell’investimento complessivo e saranno assegnate ad aziende locali per una loro effettiva realizzazione al termine della stagione invernale. È proprio per questo motivo che abbiamo voluto accelerare, cercando di far partire al più presto appalti e cantieri per rimettere così in circolo importanti risorse».

Voglia di fare impresa, quindi, desiderio di ripartire e sostenere la crescita del territorio e la sua economia. Ma servono anche le occasioni concrete. Come i 15 cantieri promossi da Trentino Sviluppo, da far partire entro fine anno, dopo rapidi iter di gara mediante procedura negoziata.
Un primo cantiere riguarderà la riqualificazione ambientale e sistemazione a parco verde delle aree adiacenti alla nuova sede Bonfiglioli in Polo Meccatronica a Rovereto e la realizzazione di un collegamento ciclopedonale tra via Unione e via Zeni.

A Progetto Manifattura a Borgo Sacco verranno ristrutturati gli interrati degli edifici dell’Orologio e delle Zigherane, con interventi a intonaci, pavimenti, serramenti e impianti. Sono previste opere di allacciamento delle pompe di calore all’edificio Essicazione, dove il terzo e quarto piano verranno adibiti a uso uffici e sala polifunzionale. Verrà messa in sicurezza anche la ciminiera, con un consolidamento statico. Un altro cantiere troverà spazio nel nuovo edificio B1 del comparto Be Factory, l’ampliamento di Progetto Manifattura: per l’insediamento del CeRISM, il Centro di ricerca su sport, montagna e salute, verranno approntati uffici, laboratori, sale meeting, ambulatori. Nuova viabilità e fondazioni e manti stradali nelle immediate vicinanze degli edifici Orologio,

Ciminiera e Stampati, sempre a Progetto Manifattura.
Rimanendo in Vallagarina, a Mori verrà bonificata l’area Casotte Nord (con messa in sicurezza permanente di materiali contaminati in nuove vasche di contenimento; 3,5 milioni di euro il costo dei lavori, che dureranno due anni, più 500.000 euro per la stazione di sollevamento fognaria e l’ultimazione della strada). Sempre a Mori verrà messo in sicurezza il sistema di protezioni e recinzioni perimetrali dell’ex Alumetal, con predisposizione di sistemi di videosorveglianza.

E poi, ancora, tra i vari interventi, ad Arco, in località Patone, dove si procedere alla realizzazione delle verrà infrastrutture a servizio del sito produttivo con opere di urbanizzazione e un nuovo collegamento viario innestato sulla statale n. 45: importo stimato di 1,8 milioni di euro, per due anni di lavori. Piccoli interventi anche a Romeno e sugli impianti funiviari dell’alta Val di Non e della Panarotta.

Trova infine copertura il progetto per la nuova area sciabile di Bolbeno, con uno stanziamento da parte di Trentino Sviluppo pari a 2,5 milioni di euro, per la realizzazione di una nuova seggiovia quadriposto, l’allungamento della pista ed il nuovo impianto di innevamento programmato. Un’offerta quindi completamente rinnovata a servizio dei bambini che ogni anno sono accolti nella skiarea, facendo di fatto di Bolbeno una “palestra dello sci” per le famiglie delle Giudicarie, dell’Alto Garda e Ledro e della Valle dei Laghi.

Il progetto “Quindici cantieri per il 2020” avrà infine un’attenzione particolare al tema della sicurezza, dell’efficienza e della trasparenza per cui sarà costituito un team interno dedicato, coordinato dal direttore operativo Nicola Polito, supportato da un esperto della sicurezza, che dovrà garantire la massima attenzione rispetto ai protocolli anti-infortunistici ed anti-contagio da Covid-19 e da un gruppo di monitoraggio indipendente per le verifiche dei protocolli anti-corruzione e trasparenza.

 

 

 

Foto: archivio Opinione

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